Steffi Graf: "Non sembra che Coco Gauff abbia bisogno di troppi consigli"

Interviste

Steffi Graf: “Non sembra che Coco Gauff abbia bisogno di troppi consigli”

ZHUHAI – L’ex campionessa tedesca, madrina del WTA Elite Trophy, parla alla stampa: “Felice per il ritorno del torneo di Berlino. Clijsters? Sa cosa l’aspetta”

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Steffi Graf - WTA Elite Trophy 2019
 
 

da Zhuhai, il nostro inviato

La solita ineguagliata eleganza al seguito, Steffi Graf si è concessa alla stampa durante la giornata inaugurale dell’Hengqin Life WTA Elite Trophy, evento di cui è madrina da ormai quattro edizioni. “Nel corso della mia carriera non ho mai avuto occasione di giocare in Cina. Vedere la popolarità che il tennis ha raggiunto qui – dichiarazione che fa un po’ a pugni con gli spalti vuotissimi durante il primo match del torneo tra Sakkari e Sabalenka – ed essere parte di questa crescita, che ha coinvolto anche il circuito maschile che da quest’anno ha organizzato un torneo qui, mi fa molto piacere. Tornare qui e vedere la crescita della città è incredibile; ogni anno scatto una foto dalla stanza dell’hotel e lo skyline cambia continuamente, compresa l’area qui intorno ai campi da tennis. Assistere a tutto questo è affascinante“.

Il torneo si disputa a Zhuhai dal 2015 e in una sola occasione a trionfare è stata una giocatrice che non ha vinto un titolo dello Slam, Julia Goerges nell’edizione 2017. I risultati raggiunti dalla connazionale di Steffi, uniti ai trionfi di Angie Kerber, hanno certamente costituito una spinta decisiva per la nascita del WTA Premier di Berlino, nuovo torneo su erba che dal prossimo anno si incastonerà tra gli eventi di preparazione a Wimbledon. “È certamente una bella notizia che mi riporta alla mente ricordi speciali, partite che hanno costituito tappe fondamentali della mia carriera“.

Steffi ha infatti vinto nove volte il vecchio torneo su terra di Berlino, dismesso nel 2008 dopo una storia ultra-centenaria cominciata addirittura nel 1896 e transitata attraverso le divisioni politiche a causa delle quali siamo stati costretti a riferirci, per una manciata di anni, al ‘torneo di Berlino Ovest’. “Torno spesso in Germania per la mia fondazione che ha sede ad Amburgo, quindi non vedo perché non visitare Berlino durante il torneo. Poi parliamo di un club che ha costituito una parte importante della città. Sarà interessante vedere come si svolgerà la transizione verso l’erba, ma il solo fatto di rivederlo in calendario mi rende felice“.

 
Steffi Graf – WTA Elite Trophy 2019

CONSIGLI PER GRANDI… E PICCINI (MA NON TUTTE) – A disturbare il suo eloquio misurato intervengono solo gli scatti incessanti dei fotografi, i cui click incessanti sembrano comporre un comprensibile ‘e quando mi ricapita!’. Steffi elargisce un po’ di consigli alle nuove leve – ‘sono fondamentali la gioia di essere sul campo e l’amore per le sfide che il gioco propone; è un gioco di strategia, sta tutto in quanto a lungo riesci a rimanere concentrato‘ – ma ce n’è una a cui, nello specifico, non sente di poter dare alcun consiglio particolare. “Non ho incontrato Coco Gauff, ma l’ho vista giocare qui e lì e qualche volta in televisione. Non sembra che abbia bisogno di troppi consigli” – dice sorridendo – “sembra che si diverta là fuori, puoi percepire la sua intensità e il suo incredibile atletismo. Sarà incredibile seguirla nei prossimi anni, sembra che non faccia sforzo per esprimere il suo talento naturale. Per questo non credo che abbia bisogno di consigli“.

Chi non è una nuova leva, e difficilmente può aver bisogno di consigli per il suo incredibile comeback, è Kim Clijsters. Steffi ha dedicato una battuta anche alla giocatrice belga – affrontata e sconfitta nell’unico precedente di Wimbledon 1999 – pronta a tornare in campo a 36 anni. “Penso che sarà divertente vedere come andrà. Per aver preso la decisione di tornare penso che ci creda parecchio, anche se non so qual è il suo obiettivo. È stata al top ed è tornata a giocare già una volta (nel 2009, ndr), quindi sa cosa l’aspetta. Suppongo che creda di poterlo fare e sarà divertente per noi vedere cosa riuscirà a fare; dopo essere stata diversi anni lontana dalle competizioni è molto difficile, lei ha anche una famiglia e dei bambini. Sarà una grande sfida, ma sembra che non veda l’ora di affrontarla“.

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Wimbledon, Sinner: “Con Alcaraz una partita speciale. Il momento chiave? Quello 0-40 nel quarto set…”

Le parole dell’azzurro in conferenza stampa: “Fisicamente sto bene. Il Centre Court? Che emozione vedere tutti quei campioni dove poco dopo avrei giocato io”

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Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

Quella contro Carlos Alcaraz a Wimbledon può essere definita la vittoria più bella della carriera di Jannik Sinner fin qui. Anche il giocatore altoatesino è sembrato particolarmente felice, e forse per questo più loquace di molte altre volte in conferenza stampa. Di seguito le parole di Jannik nel confronto con la stampa italiana dopo il successo che gli è valso il pass per i quarti di finale.

Ubaldo Scanagatta: “Complimenti Jannik, sicuramente ha fatto la differenza il servizio. Non hai mai ceduto la battuta né oggi né contro Isner…”

Sinner: “C’è tanto lavoro dietro. Credo che oggi è stata una partita difficile. Tutti e due siamo giovani e il livello era alto. Posso essere contento della mia prestazione che è la cosa più importante. La partita con Isner mi ha dato fiducia. Vedremo nel prossimo turno come andrà, sicuramente si tratterà di un altro avversario”.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Hai giocato molte partite ma negli Slam qualche volta sei venuto meno, oggi invece hai fatto una partita straordinaria. Sentivi di aver bisogno di una partita così per dire: sto arrivando?

Sinner: “Per me la cosa più importante è migliorarmi. Perché se non ti migliori non puoi giocare a questi livelli per tre-quattro ore. Oggi ho fatto vedere che sono in grado di farlo e ora devo continuare così. Ci ho messo molte ore di lavoro, anche in palestra, con Simone. Oggi sono stato in grado di fare bene, vediamo il prossimo turno come andrà. Credo che per ora posso essere contento di questa giornata. Domani ho un giorno di allenamento e lo devo usare nel migliore dei modi”.

Nel quarto set quando hai brekkato ti sei ritrovato sotto 0-40. Recuperare quel gioco è stato fondamentale…

Sinner: “Sì, sapevo quanto era importante quel momento. Nel game precedente ho provato a essere aggressivo in risposta perché sapevo che dopo avrei servito con palle nuove. La palla andava un po’ meno e sono riuscito a rispondere. Poi però non ho iniziato benissimo, avevo un dritto da spingere e non l’ho spinto. Ma nei punti importanti ho servito bene. Su erba è un po’ più semplice perché il campo ti aiuta. Ma sicuramente nel quarto set è stato quello il momento chiave”.

Sei più contento di come hai servito o di come hai risposto?

Sinner: “Sicuramente quando servi meglio nei game di risposta sei più tranquillo. Ma d’altra parte anche nel primo set ho servito bene fin da subito. Lui ha iniziato forte e mi sono tirato fuori dai guai col servizio. Però anche con la risposta ho fatto sempre bene mettendogli sempre pressione”.

Come stai fisicamente? Oggi tre ore e mezza le hai rette perfettamente e la prossima c’è Djokovic.

Sinner: “Sto bene, non ci sono problemi, ora incrocio le dita. Stiamo lavorando bene e nel modo giusto. Poi vediamo nei prossimi sei mesi come il corpo reagisce”.

Hai parlato di una giornata speciale. Cosa ti ha colpito di più entrando nel Centre Court?

Sinner: “All’una, mentre mangiavo, sono andato negli spogliatoi a vedere lo show. Vedere tutti quei campioni è stato speciale e ancor di più il fatto di sapere che dopo avrei giocato lì. Non sapevo nemmeno la via per entrare nel campo, perché non lo avevo mai fatto. Un momento che è stato speciale per me. Alcuni di quei campioni hanno visto la partita ed è stato bello giocare davanti a loro”.

Hai letto la frase di Kipling sul come affrontare la vittoria e la sconfitta?

Sinner: “Ho tirato dritto… No, a parte tutto, conosco quella frase e la rispetto”.

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Wimbledon, Tsitsipas: “Kyrgios ha un lato malvagio che può fare del male a chi gli è vicino”

Tsitsipas definisce Kyrgios un bullo e avverte: “Noi giocatori non dobbiamo più tollerarlo”

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Stefanos Tsitsipas è stato il primo a entrare in sala conferenze dopo la sfida con Nick Kyrgios. L’australiano, imbeccato dai giornalisti, avrebbe poi avuto di replicare alla sua maniera alle accuse di bullismo rivoltegli dal greco. Dopo una piccola premessa, Stefanos parte subito all’attacco quando gli domandano un’opinione sul match.

Stefanos Tsitsipas: “Mi piace quello che il suo tennis porta al nostro sport. Lui è diverso e non è una brutta cosa. Ma non credo ci sia stato un solo incontro con lui in cui si sia comportato così. Arriva un punto in cui ti stanca davvero, diciamo così. Il continuo parlare, lamentarsi… Sto per servire e c’è un vuoto, senza tennis giocato, che è la cosa più importante. Siamo qui per giocare, non per conversazioni e dialoghi, soprattutto quando sai che l’arbitro non torneà sulla sua decisione. È stupido in un certo senso. È frustrante vedere gente farla franca in quei casi.”

D. Dopo il match, ha detto di avere rispetto per te, ma durante chiedeva la tua espulsione per la pallata tra il pubblico. Che ne pensi?

 

ST: “Devo dire che è stato brutto da parte sua. Non avevo mai tirato una palla in quel modo in passato. Mi sono scusato con quelle persone. Non ho colpito nessuno, grazie a Dio. Non lo farò più, questo è certo. Ma c’è stato anche qualcosa che ha scatenato quel comportamento che non mi appartiene.”

D. Da anni sentiamo queste lamentale anche da altri giocatori quando giocano contro Nick. Pensi che arriverà il momento in cui i giocatori prenderanno una posizione? Perché è chiaro che gli ufficiale di gara non fanno nulla.

ST: “Mi piacerebbe che fossimo tutti’ d’accordo e fissassimo una regola, non so, qualcosa sul parlare. Perché devi parlare mentre giochi? Durante ogni singolo punto oggi, sentivo che succedeva qualcosa dall’altra parte della rete. Cerco di non farmi distrarre perché potrebbe essere volontario. È il suo modo di manipolare l’avversario. Nessun altro lo fa. Dobbiamo far sì che questo comportamento non sia più tollerato.”

D. Sono curioso sul punto di penalità che hai ricevuto quando hai tirato la risposta sul muto dietro al campo. È stato volontario? Cosa pensi della decisione?

ST: “Miravo al corpo dell’avversario ma lo mancavo di molto.”

D. Diverse volte. Perché?

ST: “Perché finisse. Questo deve finire. C’è sicuramente della frustrazione dietro. Di solito non gioco così, ma non posso sedermi lì, comportarmi da robot, completamente freddo e inconsapevole. È successo tre o quattro volte. Una volta la capisco, ma poi inizia a darti sui nervi quel rumore che arriva da oltre la rete”.

D. Credi che alla fine avresti preferito non stringergli la mano? Lo hai fatto, ma forse pensavi che non lo meritasse. E quando hai fallito un rovescio ha gridato bel colpo, lo ricordi?

ST: “Sì, è bullismo costante, ecco cos’è. Lui bullizza gli avversari, probabilmente era un bullo a scuola. Non mi piaccio i bulli. Ha un lato malvagio in sé che, se viene fuori, può davvero fare del male alle persone che gli stanno attorno. Se qualcuno non mi rispetta, è normale che io faccia qualcosa. Sulla stretta di mano, bel match, sicuro, devo congratularmi con l’avversario, non è mai successo che non l’abbia fatto. Ma se ci fosse una stretta di mano per l’atteggiamento, la eviterei.”

D. Sembri un po’ raffreddato, hai fatto il test per il Covid?

ST: “Ho fatto il test, ma è solo un raffreddore. Ha iniztao dopo Maiorca ed è ancora piuttosto pesante.”

D. Togliendo tutto il circo, stasera, solo tennis, quale sarebbe stato il risultato?

ST: “Davvero non lo so. È difficile dirlo perché non ti sei visto, ma non penso che lui riesca a giocare senza quel circo. Gli piace fare le cose in quel modo e la fa sempre franca. Senza quello, sarebbe stato un match di qualità migliore anche da parte mia, credo, sempre che lui pensi di non saper giocare in modo normale.”


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Wimbledon, Kyrgios: “Al posto di Tsitsipas, sarei stato espulso”

Dopo la vittoria su Tsitsipas, Nick Kyrgios non le manda a dire a Stefanos che lo ha accusato di bullismo: “Penso che lui abbia dei problemi seri”

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Stefanos Tsitsipas e Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @Wimbledon)

C’è stato spazio per un po’ (e anche molto) di tutto nella sfida tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas vinta in quattro set dall’australiano. Tra violazioni del codice (entrambi), pallate tra gli spalti e all’avversario (Tsitsipas) e quello che ci ha messo del suo non solo con l’arbitro (Kyrgios), la successiva conferenza stampa di Nick non poteva non proseguire nell’adrenalinico e polemico solco tracciato dallo spettacolare confronto. Si parte subito in quarta. E, spoiler, l’immagine di copertina ha il solo scopo di presentare il prodotto.

D. Tsitsipas è appena stato qui e ha detto: è bullismo continuo, lui [Kyrgios] è stato probabilmente un bullo a scuola. Non mi piacciono i bulli, lui ha un lato malvagio in sé.

Nick Kyrgios: [risata] “Non so cosa dire. Non sono sicuro di come lo abbia bullizzato. Era lui quello che mi tirava addosso, lui quello che ha colpito uno spettatore [dalle immagini, non sembra aver colpito nessuno, ndr], quello che ha tirato una pallata fuori dallo stadio. Io non ho fatto nulla, a parte andare avanti e indietro dall’arbitro per un po’. Non sono stato irrispettoso verso Stefanos, non credo, tu che dici?”

 

D. È arrivato a dire che alcuni giocatori dovrebbero riunirsi e parlare di te o parlare con te a proposito di quello che fai in campo.

NK: “Beh, anch’io sarei agitato se avessi perso da qualcuno in due settimane di fila. Forse dovrebbe capire come battermi un paio di volte prima e poi pensare all’altra cosa.”

D. Quando ti rivolgi continuamente all’arbitro e vedi che l’avversario si innervosisce, è una questione tattica o emotiva?

NK: “Quando ho giocato con Filip Krajinovic, lui non ha tirato una palla a uno spettatore colpendolo. Non ho molto da dire, quindi, mi chiedo solo perché fosse ancora in campo. Perché so che a parti invertite sarei stato espulso, di sicuro.”

D. Di solito, I giocatori non vengono espulsi per aver tirato una palla tra il pubblico. Pensi che debba cambiare’

NK: “Quindi non pensi che colpire in testa uno spettatore con una pallata meriti l’espulsione?”

D. Non credo abbia davvero colpito qualcuno.

NK: “Ha colpito uno spettatore. Ho visto il video.”

D. Ok. Ma non riesco a ricordare qualcuno espulso per tirare una palla tra il pubblico. Djokovic aveva colpito una giudice di linea.

NK: “Stai dicendo che puoi colpire uno spettatore e non venire espulso?”

Segue un botta e risposta con il giornalista in cui i due concordano che la pallata tra il pubblico dovrebbe comportare l’espulsione.

D. Entrambi avete ricevuto delle sanzioni per violazione del codice…

NK: “Dobbiamo davvero finire di mettere sullo stesso piano i nostri comportamenti odierni.”

D. Sarebbe la domanda. Lui si è scusato profusamente.

NK. “E questo aggiusta tutto? Io che ho fatto? [abuso verbale, gli ricorda] Verrò multato per quello, vengo sempre multato perché dovrei scusarmi? Sono proprio desideroso di sapere cosa faranno a lui.”

D. Stai giocando molto bene, ma penso di poter vincere il torneo? E, se è così, credi che questo circo – la parola usata da Stefanos – possa essere stancante per te?

NK: “Mi sento alla grande, sarei pronto a giocare domani [domenica]. Turno dopo turno, se continuo a fare quello che so fare. Però, lui ha messo su il circo, oggi. Penso solo che lui abbia dei problemi sei, ma proprio seri. Nello spogliatoio ho molti amici, in realtà sono uno di quelli che piacciono di più. Lui no, mettiamola così.”

D. Eri stato caloroso con Stefanos e Petros [il fratello], ma negli ultimi 20 minuti non sembra più così. Pensi che vi scrollerete la faccenda di dosso e sarete amici fra due giorni?

NK: “Non mi importa. Se vedi i tipi contro cui gioco a basket in Australia, sono dei cagnacci. Quelli con cui gioco a Wimbledon, no. Lui è così delicato da venire fuori con la storia del bullismo. Se si è fatto influenzare da questo, oggi, penso che sia troppo tenero”.


Ora è il momento del direttore Scanagatta con cui inizia uno .scambio di battute D. Innanzitutto, congratulazioni, gran match, mi è piaciuto tantissimo. Poi, credi di non meritare tutte queste critiche? In generale, non solo oggi, pensi di avere tutti contro o sei una vittima dei media e roba del genere? Infine, quando lui ha sbagliato un colpo facile, tu hai detto ‘bel colpo’.
NK: “Vero.”

Scanagatta: Non è molto gentile, devi ammetterlo.

NK: “Non sto cercando di essere gentile.”

Scanagatta: Se qualcuno lo avesse fatto a te, non ti sarebbe piaciuto.

NK: “Molto probabilmente non sarei venuto qui a dire di essere stato bullizzato. Per rispondere all’altra domanda, non mi interessa, mi devono guardare mentre gioco gli ottavi a Wimbledon e ho già un bell’assegno. E non era un colpo facile, avevo tirato un bel servizio. L’ho visto lavorare sulla risposta di rovescio ieri e ha colpito la recinzione alle sue spalle. Ho detto, bel colpo.”


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