WTA Finals: ombre cinesi - Pagina 3 di 4

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WTA Finals: ombre cinesi

Ashleigh Barty ha confermato il primato nel ranking vincendo il Masters 2019, ma l’organizzazione WTA non è stata all’altezza dell’importanza del torneo

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Elina Svitolina e Ashleigh Barty - WTA FInals 2019 Shenzhen

Tutti questi problemi legati allo scenario tecnico delle Finals hanno occupato molto spazio nell’articolo. Per questo sono obbligato a trascurare una parte di tennis giocato, dedicandomi solo alle quattro giocatrici approdate alle fasi finali del torneo: Pliskova, Bencic, Svitolina e Barty.

Karolina Pliskova
Pliskova ha confermato a Shenzhen il risultato raggiunto nelle ultime due edizioni delle Finals di Singapore: infatti è alla terza semifinale consecutiva. Nel 2017 aveva perso contro Wozniacki (7-6, 6-3) che poi avrebbe vinto il titolo. Nel 2018 a sconfiggerla era stata Sloane Stephens (0-6, 6-4, 6-1), poi superata in finale da Svitolina. Anche nel 2019 Karolina ha perso in tre set, battuta dalla numero 1 e futura vincitrice Barty: 4-6, 6-2, 6-3.

Ci sono punti in comune in questi tornei? Forse sì. Intanto ci dicono che tutto sommato Pliskova se la cava piuttosto bene anche su campi di massima lentezza. Del resto in carriera Karolina vanta una semifinale al Roland Garros 2018 e soprattutto la vittoria sulla terra di Roma nel 2019, un torneo che non spicca certo per velocità del campo.

 

Come mai? Possibile spiegazione: sicuramente i campi rapidi la aiutano nel produrre vincenti quando ha in mano lo scambio; d’altra parte quelli lenti la agevolano nelle fasi difensive e interlocutorie del punto, dandole più tempo per raggiungere la palla, visto che non ha nella mobilità un punto forte. Se in più è in ottima giornata alla battuta, grazie al suo servizio superiore riesce comunque a ricavare punti facili anche su campi poco rapidi, raggiungendo un equilibrio di gioco soddisfacente, tanto da renderla competitiva contro ogni tipo di avversaria. Lo si è visto anche nei match del Gruppo viola di Shenzhen 2019.

È accaduto nell’esordio contro Svitolina, da cui pure è stata battuta (7-6, 6-4), ma dopo un match davvero combattuto in cui molto si è deciso nel tie-break chilometrico di apertura (14-12) E Karolina aveva avuto anche un set point a favore.

Non si sono potute avere verifiche credibili contro Andreescu, visto che Bianca si è infortunata nel terzo game del match, e la partita è in sostanza finita lì, anche se poi si è giocato tutto il primo set (6-3, ritiro).

Abbiamo però avuto una ulteriore conferma contro Halep (6-0, 2-6, 6-4). Una vittoria arrivata al termine di una partita con un andamento abbastanza anomalo, in cui le giocatrici si sono accese e spente in fasi opposte e alternative. Solo gli ultimissimi game hanno visto un autentico confronto, testa a testa, e pochissimi punti hanno fatto la differenza. E di nuovo Karolina se l’è giocata alla pari contro una avversaria fortissima nel gioco di contenimento e nei recuperi difensivi.

Abbastanza sorprendentemente, per l’esito finale non ha nemmeno inciso molto il servizio, con soli 3 ace messi a segno in tutto il match e break e contro-break a chiudere l’incontro. Il punto determinante sul match point è arrivato con Halep al servizio sul 30-40 grazie a un nastro amico. Piccola fortuna? Di sicuro. Ricordo però che Pliskova quest’anno ha perso a Wimbledon contro Muchova un altro match importantissimo ed estremamente equilibrato (4-6, 7-5, 13-11) servendo sul match point da 30-40 e perdendo il punto per un nastro fortunato di Muchova. Situazione del tutto identica, ma nella posizione opposta.

La corsa di Pliskova si è fermata contro Barty (4-6, 6-2, 6-3). Dopo questo match sono sei i confronti diretti: 4-2 per Barty, ma in cinque occasioni Pliskova ha vinto il primo set. Proprio come accaduto a Shenzhen, dove ha cominciato meglio, giocando molto bene anche in risposta e facendo soffrire Ashleigh nei primi turni di servizio.

Poi però l’inerzia del match è girata, quando nel secondo set Karolina ha mancato tre occasioni consecutive per strappare il servizio a Barty (sul 6-4, 2-1 0-40 servizio Barty). Da quel momento Ashleigh è diventata sempre più incisiva in battuta; mentre dopo l’avvio brillante Pliskova ha progressivamente perso energie, arrivando svuotata nel finale di partita.

Di questo match sottolineerei due aspetti: la sorprendente differenza negli ace (11 Barty, solo 1 Pliskova) e l’importanza che ha avuto lo slice di rovescio di Ashleigh, che sulla superficie particolare di queste Finals ha obbligato Karolina a un faticosissimo lavoro di piegamenti per raccogliere le parabole particolarmente basse dall’alto del suo 1,86. E questo ha finito per pesare sul risultato.

Come la stessa Pliskova ha spiegato: “Il gioco di Barty è molto difficile da affrontare quando sei rimasta senza energie: devi sempre scendere bassa con le gambe per replicare agli slice. E ti fa correre molto. E poi c’è il servizio: si deve essere super reattive per intercettarlo”. (“Her game is just too difficult playing without energy. You always have to go down to the slice. She makes you run a lot. Then the serve, you need to be super quick to react”).

Belinda Bencic
Bencic si era qualificata in extremis alle Finals, grazie ai punti raccolti a Mosca, ultimo torneo utile vinto in finale su Pavlyuchenkova. Stranamente i bookmaker non le davano molto credito (quote a 12, le più alte di tutte le protagoniste), ma invece Belinda ha dimostrato di essere in condizione e competitiva.

Nel match di esordio contro Barty, ha iniziato bene, ma poi ha finito per perdere il bandolo della matassa, spegnendosi dopo il primo set e lasciando campo libero nei due set successivi (5-7, 6-1, 6-2).

Dopo la sconfitta all’esordio ha affrontato un match fondamentale contro Kvitova. Era reduce dalla sconfitta di Pechino contro Petra (un doppio 6-3) e aveva vinto solo una volta in quattro occasioni precedenti. Ma è riuscita a giocare meglio i punti importanti, nelle fasi decisive del terzo set: prima ha salvato una pericolosissima palla break sul 3-4 e servizio, poi invece è riuscita a strappare la battuta sul 4-4 Sul 30-40 servizio Kvitova è stata una risposta fulminante con il rovescio incrociato a farle guadagnare il punto decisivo.

Grazie al successo è tornata in corsa e si è giocata la qualificazione non più contro Osaka, ma, dopo il ritiro di Naomi, contro la sua sostituta Bertens. Come ho scritto sopra, le caratteristiche del campo di Shenzhen sembravano ideali per il tennis di Kiki, ma Bencic non ha potuto metterle alla prova sino in fondo perché il malessere di Bertens ha fermato il match sul 7-5, 1-0.

Qualificata da seconda, ha trovato come avversaria in semifinale una Svitolina in super-fiducia, reduce da una serie di 9 vittorie consecutive al Masters. Da una parte la forza difensiva di Svitolina, e la sua capacità di allungare lo scambio grazie alla estrema dedizione nel gioco di contenimento. Dall’altra le geometrie e gli anticipi di Belinda, alla ricerca di punti più brevi. Bencic ha avuto la meglio in volata nel primo set, ma poi nel secondo Svitolina è diventata sempre più sicura in battuta. Impressionante lo score al servizio di Elina: 16 ace in due set e mezzo. Segno però che Bencic ha avuto qualche problema di troppo a leggere il servizio della sua avversaria, che l’ha costantemente sorpresa con battute verso la T. Per questo penso che uno spostamento verso il centro nella posizione di risposta sarebbe stato utile. In più Belinda ha cominciato a soffrire di crampi e questo ha finito per determinare il ritiro nel terzo set (5-7, 6-3, 4-1).

Alla fine malgrado la delusione della semifinale ha concluso un torneo sicuramente positivo, che conferma i progressi della stagione 2019, nella quale ha chiuso con un record di 11 vittorie contro Top 10 (a fronte di 8 sconfitte).

a pagina 4: Le finaliste: Svitolina e Barty

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WTA, chi migliorerà nel 2022?

Scommesse vecchie e nuove di inizio anno: come sono andate e come andranno le cose nel ranking femminile? Ecco quali spostamenti ho indovinato, quali ho sbagliato, e quali ipotizzo per il futuro

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Clara Tauson (Photo by Alexandre Hergott/Open 6ème Sens - Métropole de Lyon)

Avvertenza: La questione Djokovic, esplosa proprio martedì scorso, ha prodotto come conseguenza anche il rinvio di questa rubrica. Per questo esce oggi l’articolo preparato per il 4 gennaio. Visti i contenuti trattati, mi preme sottolineare che l’articolo non ha subìto alcun cambiamento. Significa cioè che tutte le analisi e i pronostici che leggerete sono precedenti alle partite svolte in questo inizio di 2022. Lo segnalo per dovere di correttezza nei confronti dei lettori.

È terminato il 2021 e comincia in questi giorni la stagione 2022. È il momento di chiudere i bilanci con il passato e dedicarsi al futuro. Quest’anno però oltre al solito tentativo di previsione sulla nuova stagione (che troverete da pagina 3) ho deciso di recuperare un articolo scritto ventiquattro mesi fa. Può sembrare una stravaganza, ma ci sono buoni motivi. Facciamo qualche passo indietro.

Il 7 gennaio 2020 era uscito un pezzo che presentava una serie di previsioni. Non era la prima volta che lo scrivevo, sempre con lo stesso criterio: provare a individuare all’interno delle prime 100 giocatrici del mondo chi avrebbe concluso la stagione con un progresso in classifica. Quel primo articolo, naturalmente, ne sottintendeva anche un secondo alla fine della stagione per verificare l’esito delle previsioni.

 

Poi però nel marzo 2020 la pandemia aveva bloccato i tornei, il Tour era stato gravemente menomato e, in sovrappiù WTA aveva modificato i criteri di calcolo della classifica. Per questi motivi ritenevo le regole del gioco troppo alterate per considerare la “scommessa” ancora valida. Ne ero così convinto che non sono più nemmeno andato a controllare i 14 nomi su cui avevo puntato per scoprire se, come previsore, ne sarei uscito bene o male. Tutto annullato.

Qualche giorno fa, però, mi è tornata in mente quella scommessa e mi sono detto che forse poteva avere un senso fare il controllo riferendosi a quanto accaduto nel 2021. Certo, sappiamo che anche nel 2021 non è stato proprio tutto normale, ma in fondo si tratta semplicemente di verificare le scelte di allora basandosi sui risultati dell’anno successivo. Una variazione che mi sembra più accettabile.

Una volta decisa la verifica, ho pensato di indicare per completezza anche la posizione alla fine del 2020. Ma, lo ripeto, il mio riferimento è quello di fine 2021. Ecco la lista dei 14 nomi secondo l’ordine dell’articolo originario di due anni fa.

Camila Giorgi
ranking di riferimento (fine 2019): n°100
ranking 2020: 75
ranking 2021: 34
Differenza: +66
Camila Giorgi è una giocatrice molto seguita dagli appassionati italiani: non è necessario entrare nel dettaglio dei suoi risultati. Su tutti rimane la vittoria nel WTA 1000 di Montreal 2021, che le ha permesso di riavvicinarsi alle prime 30 del mondo. Direi che come scommessa non era molto rischiosa, visto il ranking di partenza.

Jasmine Paolini
ranking di riferimento (fine 2019): 96
ranking 2020: 96
ranking 2021: 53
Differenza: +43
Per Paolini le cose non erano scontate come per Giorgi, ma secondo me si intuiva che Jasmine stava trovando il modo giusto di affrontare il livello WTA. Nel 2020, forse a causa della programmazione spezzettata dalla pandemia, non era riuscita a ingranare. La crescita di rendimento del 2021 è stata però evidente, coronata dalla vittoria a Portorose (primo titolo WTA della carriera).

Anastasia Potapova
ranking di riferimento (fine 2019): 92
ranking 2020: 100
ranking 2021: 69
Differenza: +23
Potapova aveva avuto un 2020 tribolatissimo, visto che dopo la pandemia non era più scesa in campo. Prima lo stop delle competizioni, poi la decisione di operarsi alla caviglia che l’ha tenuta ferma sino al mese di dicembre. Se a fine 2020 non è crollata nel ranking è stato grazie alla introduzione delle nuove regole che le hanno permesso di tenere validi molti punti del 2019.

Tecnicamente più attendibile la stagione 2021. Senza acuti particolari (3 quarti di finale come massimo), ma sufficienti per un progresso di oltre 20 posizioni. Neanche male per una giocatrice che ha compiuto vent’anni solo qualche mese fa.

Christina McHale
ranking di riferimento (fine 2019): 88
ranking 2020: 80
ranking 2021: 158
Differenza: -70
Tredici successi nel 2020, stagione in cui si è potuto giocare meno del solito, appena 8 successi (con 22 sconfitte) nel 2021, quando il Tour si è riavvicinato alla normalità. In sostanza la stagione negativa che ha vissuto Christina McHale condanna senza appello la mia previsione.

Taylor Townsend
ranking di riferimento (fine 2019): 81
ranking 2020: 89
ranking 2021: 293
Differenza: -212
La pandemia e la maternità; la somma di questi due fattori spiegano l’attuale classifica di Taylor Townsend. Direi che nel suo caso le vicende extra tennistiche hanno influito in modo così determinante da rendere la scommessa senza riferimenti tecnici. Nel 2020, una volta scoppiata la pandemia, Townsend aveva preferito non uscire dagli Stati Uniti. E questo non sorprende, visto che già in passato aveva anteposto ad alcuni impegni nel Tour la partecipazione a manifestazioni nazionali, come il World Team Tennis.

Poi però è stata la maternità a fermare le sue competizioni. Di fatto, dal marzo 2020 Townsend ha disputato solo due partite valide per conquistare punti WTA (entrambe perse): il primo turno di qualificazione a Cincinnati 2020 e il primo turno allo US Open 2020.

Coco Gauff
ranking di riferimento (fine 2019): 68
ranking 2020: 48
ranking 2021: 22
Differenza: +46
Alla fine del 2019 Coco Gauff era reduce dal primo successo in un torneo WTA, a Linz, a nemmeno 16 anni. Il dubbio che la circondava non era tanto sulle potenzialità fisico-tecniche quanto piuttosto sui rischi determinati dalla precocità. A oggi però sembra essere stata brava a reggere le pressioni, tanto che nel settembre scorso per alcune settimane è stata anche Top 20.

Iga Swiatek
ranking di riferimento (fine 2019): 60
ranking 2020: 17
ranking 2021: 9
Differenza: +51
Non c’è bisogno di dire molto su Iga Swiatek. Numeri e risultati parlano per lei: uno Slam vinto già nel 2020 e l’ingresso in Top 10 nel 2021.

a pagina 2: Le altre sette giocatrici scelte due anni fa

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WTA Hot Shots! (12) + 12 punti memorabili del 2021

Seconda parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi scambi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Laura Siegemund - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Ultimo articolo della rubrica del martedì per il 2021, dedicato alla seconda parte della carrellata dei migliori punti della stagione. Come ho già spiegato la scorsa settimana, la scelta di partenza è stata quella di dividere i punti in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Dopo la prima parte riservata ai singoli colpi (vedi QUI), nella seconda ci concentriamo sui grandi scambi.

Ribadisco che non c’è alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme. Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Via dunque alla carrellata dedicata ai dodici scambi del 2021.

12. Karolina Pliskova e Viktorija Golubic
(QF Wimbledon, Pliskova b. Golubic 6-2, 6-2)
Cominciamo la rassegna con due punti (posizione 12 e posizione 11) che vedono protagonista Karolina Pliskova, che dopo un avvio di 2021 opaco ha progressivamente ritrovato la forma, sbocciando con il suo tennis migliore a Wimbledon.

 

Qui siamo nei quarti di finale contro una delle sorprese del torneo, Viktorija Golubic, e dallo scambio capiamo i motivi che hanno permesso a Karolina di arrivare in finale ai Championships. Infatti alle sue riconosciute doti di attaccante aggiunge alto rendimento in ambiti che non sono propriamente il suo forte: mobilità e recuperi difensivi. E così prima salva in allungo di dritto, poi di rovescio, per concludere con l’ultima perla rappresentata da un rovescio in avanzamento.

11. Karolina Pliskova e Sara Sorribes Tormo
(QF Montreal, Pliskova b. Sorribes Tormo 6-4, 6-0)
Il secondo set vinto 6-0 contro Sorribes Tormo a Montreal è stato forse il set migliore disputato da Pliskova in tutto il 2021. Ricordo che in quel momento Sorribes era in un periodo di grande condizione (qualche giorno prima a Tokyo aveva sconfitto la numero 1 Barty), ed era capace di offrire tennis di contenimento di alto livello. Tanto che spesso provocava alle sue avversarie dei “fuori giri” offensivi, causate dalla frustrazione che le coglieva di fronte alla impossibilità di sfondare il muro difensivo eretto dalla giocatrice spagnola.

Ecco, dare 6-0 a quella Sorribes significava raggiungere livelli di gioco eccezionali. E in un certo senso il punto proposto lo dimostra: nel corso dello scambio Karolina non riesce a sfondare in avvio, e anzi deve a sua volta impegnarsi in difesa, prima di trovare finalmente il colpo definitivo.

10. Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko
(QF Eastbourne, Ostapenko b. Kasatkina 1-6, 7-5, 6-2)
Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko sono due delle rappresentanti della generazione del 1997 che qualche anno fa si era messa in luce per la precocità ad alti livelli. Ancora teenager, per esempio, erano state protagoniste sulla terra di Charleston 2017 di una delle più giovani finali della recente WTA.

Nel 2021 Daria e Jelena si sono incontrate due volte, sempre sull’erba e ha sempre vinto Ostapenko, anche se al termine di partite tirate. Qui siamo a Eastbourne, poi si ritroveranno a Wimbledon e il match finirà 6-1, 3-6, 8-6. Il punto in questione è interessante perché si gioca tutto (o quasi) sulla diagonale sinistra. Ostapenko prova diverse soluzioni per sfondare: rovesci di pesantezza e angoli differenti, ma anche un dritto anomalo e perfino un dropshot. Ma Kasatkina riesce sempre a replicare, concludendo il punto con un cambio di direzione di assoluta accuratezza.

9. Mihaela Buzarnescu e Serena Williams
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
I prossimi due punti sono scelti dallo stesso match, disputato al Roland Garros fra due tenniste molto esperte: Serena Williams 39 anni e Mihaela Buzarnescu, 33 anni. Dopo l’infortunio subito nel 2018 alla caviglia, Buzarnescu non è più riuscita a recuperare la continuità ad alti livelli esibita in quella straordinaria stagione. Ma questo non significa che non sappia ancora oggi dimostrare tutte le sue qualità tecniche.

In questo scambio siamo nel secondo set, con Serena all’attacco e Mihaela in difesa, che sfodera una serie di recuperi eccezionali. La chiave del punto è la lettura anticipata dei contropiede. Deliziosi per sensibilità del braccio i due colpi a fine scambio.

8. Serena Williams e Mihaela Buzarnescu
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
Stesse protagoniste e stesso match della posizione numero 9, ma qui il punto è forse ancora più spettacolare. Siamo nel terzo set, e lo scambio si dipana con una serie di colpi in cui attacchi e recuperi cambiano più volte l’inerzia della situazione.

Non entro nel dettaglio sui diversi rovesciamenti di fronte, ma alla fine non si può che concordare con l’ammirevole fair play di Buzarnescu, che applaude il colpo definitivo di Serena.

7. Ashleigh Barty e Jil Teichmann
(Fin. Cincinnati, Barty b. Teichmann 6-3 6-1)
Non chiedetemi perché, ma questo è il punto giocato da Barty nel 2021 che mi è rimasto più impresso di tutta la sua stagione. Non so se sia davvero il suo migliore, ma a mio avviso racchiude in pochi secondi tante delle sue qualità tecniche e di tocco. Siamo a Cincinnati, in un match che vede di fronte la testa di serie numero 1 Barty contro la sorpresa Jil Teichmann, che ha raggiunto la finale giocando il miglior tennis della carriera.

E che Jil sia in forma lo si capisce da come riesce a tenere testa a tutte le soluzioni differenti che Ashleigh sviluppa durante lo scambio. Anzi: sembra addirittura avere la meglio quando riesce ad agganciare il dropshot di Barty replicando con un rovescio incrociato (da mancina) strettissimo. E invece Ashleigh è in grado di trovare la soluzione migliore con un dritto eseguito correndo in avanti e, malgrado questo, piazzato alla perfezione. Peccato per la pessima qualità del video, che per lunghi tratti rende la palla invisibile.

a pagina 2: Gli scambi dalla posizione 6 alla 1

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WTA Hot Shots! 12 (+12) punti memorabili del 2021

Prima parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi colpi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Ons Jabeur

Ultimi due articoli dell’anno, dedicati ai migliori punti del 2021. Come già in passato, ho deciso di dividerli in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Penso sia l’unica strada possibile per dare ordine al materiale scelto, perché altrimenti i punti avrebbero caratteristiche così diverse da non essere quasi paragonabili. In alcuni casi la distinzione è difficile, ma ho preferito incorrere in qualche scelta dubbia piuttosto che mischiare situazioni troppo differenti.

Le fonti da cui sono ricavati i punti sono sostanzialmente due: le diverse scelte che si trovano su Internet e i promemoria che prendo io stesso durante l’anno mentre seguo le partite, e che spero rendano la selezione meno scontata. Purtroppo poi non sempre riesco a recuperare i video dei punti individuati, e questo finisce per limitare la presentazione. In ogni caso non ho alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme.

Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Cominciamo con i colpi, per gli scambi ci ritroveremo martedì 28 dicembre.

 

12. Harmony Tan
(2T Roland Garros, Vondrousova b. Tan 6-1, 6-3)
Nella selezione degli Hot Shots non può mancare un tweener. Tra tutti quelli della stagione 2021 ho scelto questo perché eseguito dopo una corsa in diagonale, una situazione che rende più difficile mantenere la percezione del campo spalle alla rete. Protagonista Harmony Tan, giocatrice francese ammessa nel tabellone principale del Roland Garros grazie a una wild card. E in un momento di buona forma, altrimenti al primo turno non avrebbe vinto il derby contro la ben più titolata Alizè Cornet.

Veniamo al punto. Tan si trova contro Marketa Vondrousova, che dello schema “dritto incrociato profondo + palla corta di rovescio lungolinea” ha fatto uno degli architravi del suo gioco: una situazione ampiamente codificata del suo modo di stare in campo (vedi QUI). In certe situazioni Marketa non perdona: parte il drop shot e diventa difficile cavarsela. Qui però Tan è molto brava nella doppia corsa avanti-indietro conclusa dal tweener potente e preciso che sorprende tutti, inclusa Vondrousova.

11. Dayana Yastremska
(1T US Open, Kerber b. Yastremska 3-6, 6-4, 7-6)
Immagino i dubbi dei detrattori: Dayana Yastremska è una giocatrice da “o la va o la spacca”, tanto che quando si è affacciata sul circuito proponeva un tennis con tassi di rischio e aggressività mai visti prima. E non era una semplice sensazione, ma un dato confermato dagli statistici.

US Open, match contro Kerber. Lo scambio di per sé è semplicissimo: Yastremska serve a uscire, e non è nemmeno una cattiva battuta; ma Kerber risponde ancora più incrociato con una parabola strettissima che obbliga l’avversaria oltre il corridoio. A questo punto Dayana sa che l’inerzia dello spostamento la spingerà fuori dal campo in modo quasi irreversibile. E allora si inventa una replica di dritto di assoluta precisione: il suo dritto passa fra la il seggiolone del giudice arbitro e il paletto della rete, atterrando esattamente all’incrocio delle righe, imprendibile per chiunque.

a pagina 2: I colpi da 10 a 6

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