Verso le Finals di Coppa Davis: analisi dei gruppi A, B e C. Nadal e Djokovic ci sono

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Verso le Finals di Coppa Davis: analisi dei gruppi A, B e C. Nadal e Djokovic ci sono

Lunedì alle 16 cominceranno le finali della nuova Davis. Analizziamo i primi tre gironi: pesano le assenze di Medvedev e Zverev. Nole è arrivato a Madrid

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Rafa Nadal in Coppa Davis (foto via Twitter, @DavisCupFinals)

Ci siamo, la nuova Coppa Davis (o Piqué Cup come qualcuno l’ha rinominata) prende il via alla Caja Magica di Madrid lunedì 18 novembre. Si giocherà sui tre campi coperti della struttura spagnola che ospita il Masters 1000 a maggio (la settimana prima degli Internazionali) e si giocherà sul veloce.

18 nazioni al via (le 4 semifinaliste della scorsa edizione, due nazioni assegnatarie di wild card e le 12 qualificate uscite fuori dalle eliminatorie svoltesi a febbraio) suddivise in 6 gironi da 3, le prime classificate più le due migliori seconde (fondamentali le differenze set e anche game per dirimere le eventuali parità nelle classifiche finali) accederanno ai quarti di finale. Sfide nei gironi di sola andata, tutti i match saranno sulla distanza dei 3 set con il tie-break previsto in ogni parziale. In ogni singola sfida si affronteranno prima i numeri due (per ranking) delle due squadre, poi i numeri uno e infine si disputerà il doppio (che sarà sempre giocato nei gironi eliminatori e nei quarti di finale anche su un eventuale 2-0 per una delle due nazioni).

Tra un singolare ed un altro la pausa sarà di 20 minuti, se uno dei due tennisti impegnati nel secondo singolare sarà convocato anche per il doppio la pausa si estenderà a 30 minuti. I singolaristi devono essere annunciati un’ora prima dell’inizio delle gare, la formazione di doppio massimo 10 minuti prima dell’inizio del match.

Sono tanti gli interrogativi che ci si pone su questa nuova formula che rompe in maniera netta con il passato. Vedremo quale seguito ci sarà e quanto il nuovo format sarà capace di attirare gli appassionati di tennis. Certo, la vecchia Coppa Davis era un’altra cosa e nessuno ne dimenticherà storia ed emozioni, vedremo cosa ne sarà della nuova. Andiamo ora ad analizzare girone per girone le rappresentative nazionali partecipanti. In questo pezzo iniziamo con i Gruppi A, B e C, mentre lunedì mattina verrà pubblicata l’analisi degli ultimi tre gruppi che interesserà anche l’Italia, inserita nel raggruppamento F.


GRUPPO A

Francia: Gael Monfils, Benoit Paire, Jo-Wilfried Tsonga, Pierre Hughes Herbert, Nicolas Mahut
Serbia: Novak Djokovic, Dusan Lajovic, Filip Krajinovic, Viktor Troicki, Janko Tipsarevic
Giappone: Yoshihito Nishioka, Yasutaka Uchiyama, Yuichi Sugita, Taro Daniel, Ben McLachlan

CALENDARIO SFIDE

 
  • Francia vs Giappone: 19/11/19, ore 11, Stadio 2 (precedenti: 4-0 Francia)
  • Serbia vs Giappone: 20/11/19, ore 11, Campo Centrale (precedenti: 1-0 Giappone)
  • Francia vs Serbia: 21/11/19, ore 11, Campo Centrale (precedenti: 5-5)

FRANCIASulla panchina francese c’è Sebastien Grosjean che ha preso il posto di Yannick Noah. Francia vincitrice del titolo nel 2017 e finalista l’anno scorso (sconfitta in casa dalla Croazia), qualificata di diritto alla fase finale. Il doppio (Herbert/Mahut, in finale al Masters di specialità di Londra) è sicuramente il punto forte della formazione transalpina che comunque ha tanto estro in Monfils e Paire e potenza in un ritrovato Tsonga. Quest’ultimo insieme a Monfils pare favorito come singolarista. Vero anche che essendo almeno due le sfide da giocare, Paire potrebbe comunque trovare spazio.

SERBIATutto giro attorno alla presenza o meno di Djokovic, che sembra intenzionato a giocare: ha già raggiunto Madrid e ha svolto il primo allenamento questa domenica pomeriggio. L’eliminazione prematura dalle Finals ha dato la spinta decisiva per il sì, anche se il fastidio al gomito accusato nell’ultima sfida contro Federer va valutato. Del resto sappiamo che di fronte ai colori nazionali, eccezion fatta per alcuni casi particolari, Nole ha sempre dato disponibilità. Come secondo singolarista Lajovic dovrebbe avere la meglio su Krajinovic, i veterani Troicki e Tipsarevic (al passo d’addio) forse potrebbero trovare spazio nel doppio.

GIAPPONESembra la cenerentola del girone. L’assenza di Nishikori pesa e non poco. Buoni progressi nell’anno da parte di Nishioka, il miglior risultato in singolare lo ha raggiunto nel circuito Yuichi Sugita con la semifinale a Stoccolma. McLachan punto fermo nel doppio.

PRONOSTICOLa presenza di Djokovic indirizzerebbe in maniera probabilmente decisiva la supremazia nel girone dei serbi, ma la Francia come detto è probabilmente più completa e a livello di doppio nel girone non sembra avere eguali.

FRANCIA 55% – SERBIA 40% – GIAPPONE 5%

Team Francia – Finali Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

GRUPPO B

Spagna: Rafael Nadal, Roberto Bautista Agut, Feliciano Lopez, Pablo Carreno Busta, Marcel Granollers
Croazia: Borna Coric, Mate Pavic, Nikola Metkic, Ivan Dodig, Borna Gojo/Nino Serdarusic
Russia: Karen Khachanov, Andrey Rublev, Evgeny Donskoy

CALENDARIO SFIDE

  • Croazia vs Russia: 18/11/19, ore 16, Campo Centrale (precedenti: 1-0 Croazia)
  • Spagna vs Russia: 19/11/19, ore 18, Campo Centrale (precedenti: 4-2 Spagna)
  • Croazia vs Spagna: 20/11/19, ore 18, Campo Centrale (precedenti: 2-0 Spagna)

SPAGNARuolo scomodo quello di essere la nazione ospitante. Le attese sono tante per il nuovo format della Davis e giocando la Spagna in casa aumentano anche le responsabilità. La squadra iberica, se confermata la presenza del numero 1 del mondo Rafa Nadal, sarà sicuramente una di quelle meglio assortite. Al suo fianco altri due singolaristi di livello, Roberto Bautista Agut e Pablo Carreno Busta, e un probabile doppio di ottima fattura con i veterani Granollers e Feliciano Lopez.

CROAZIAI campioni in carica arriveranno a Madrid nelle condizioni peggiori. Il forfait di Cilic e l’esonero di Krajan non possono non aver influito sull’umore della squadra. Borna Coric proverà a guidare i suoi, dubbi sul secondo singolarista che il nuovo capitano Skugor dovrà scegliere. Il doppio presenta più opzioni e di base dovrebbe comunque garantire una coppia più che affidabile vista la presenza di Dodig, Pavic e Metkic.

RUSSIACapitan Tarpischev ha scoperto nelle ultime ore di dover rinunciare a Daniil Medvedev, e ha così definito ‘un sogno irrealizzabile’ vincere la coppa senza il suo miglior giocatore. Per il momento non è stata prevista alcuna sostituzione e il gruppo russo sarà composto da Karen Khachanov, Andrey Rublev e dal veterano Donskoy, probabile pedina nel doppio.

PRONOSTICO – Quando fu effettuato il sorteggio dei gironi delle Finals della Davis l’attenzione ricadde subito sul gruppo B, quello che sulla carta sembrava davvero un girone di ferro. La Spagna padrona di casa (e con Nadal), la Croazia campione in carica di Cilic e Coric, la Russia degli emergenti Medvedev e Khachanov. Negli ultimi giorni però gli equilibri sono cambiati. Sulla sponda croata è successo di tutto, Cilic ha dato forfait per il solito problema al ginocchio, Krajan aveva convocato al suo posto Karlovic che però ha rinunciato essendosi già iscritto al challenger di Houston e a quel punto ‘è venuto giù tutto’.

La Federazione croata ha di fatto esonerato Krajan lamentando differenti idee di vedute su come gestire la squadra, i giocatori hanno scelto Franko Skugor come capitano, al posto di Cilic sono stati convocati i quasi sconosciuti Gojo e Serdarusic (uno di loro sarà il quinto elemento croato). Insomma un pandemonio che abbiamo l’impressione di fatto lasci la lotta per la qualificazione a Spagna e Russia, che però paga l’assenza di Medvedev. La presenza di Nadal, se confermata, ci farebbe quindi propendere per la Spagna come favorita del raggruppamento.

SPAGNA 60% – RUSSIA 30% – CROAZIA 10%

Team Spagna – Finali Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

GRUPPO C

Argentina: Diego Schwartzman, Guido Pella, Leonardo Mayer, Horacio Zeballos, Maximo Gonzalez
Cile: Cristian Garin, Nicolas Jarry, Marcelo Tomas Barrios Vera, Hans Podlipnik-Castillo, Alejandro Tabilo
Germania: Jan-Lennard Struff, Philipp Kohlschreiber, Dominik Koepfer, Andreas Mies, Kevin Krawietz

CALENDARIO DELLE SFIDE

  • Argentina vs Cile: 19/11/19, ore 11, Campo Centrale (precedenti: 9-8 Argentina)
  • Argentina vs Germania: 20/11/19, ore 11, Stadio 2 (precedenti: 7-2 Argentina)
  • Germania vs Cile: 21/11/19, ore 11, Stadio 2 (nessun precedente)

Nel 2000 la sfida tra Cile e Argentina disputata a Santiago del Cile fu sospesa sull’1-0 per i cileni, in quanto nel secondo singolare vi furono incidenti all’interno del Palasport con i tifosi locali che iniziarono a lanciare di tutto (tra cui anche sedie di plastica) contro il tennista argentino Mariano Zabaleta. La Federazione internazionale decise che la prosecuzione del match ed i restanti incontri si sarebbero dovuti disputare senza pubblico ma la squadra argentina si rifiutò e abbandonò la sfida. La stampa argentina definì quella sfida “la serie de los sillazos” (letteralmente, “la sfida delle sedie”).

ARGENTINA – Sembra il team meglio assortito: un lottatore come Schwartzman, due singolaristi ostici come Pella e Mayer, un buon doppio con Gonzalez e Zeballos.

CILE – Nicolas Jarry rappresenterà la punta di diamante dei sudamericani. L’altro singolarista dovrebbe essere Christian Garin (vincitore a Houston e Monaco quest’anno), sicuramente più adatto alla terra. Nel doppio l’impronunciabile Podlipnik-Castillo l’elemento imprescindibile (con al fianco Jarry?).

GERMANIAL’assenza di Alexander Zverev peserà e non poco. Con lui in campo sarebbe stata tutt’altra musica. La Germania si affiderà nei singolari probabilmente a Struff (buona stagione la sua) e Kohlschreiber che pare ormai nella fase finale della carriera. Nel doppio i tedeschi hanno forse l’arma migliore, Krawietz e Mies sono la sorpresa assoluta di questo 2019 nella specialità, vincitori al Roland Garros e qualificati per il Masters.

PRONOSTICO – È un girone senza una squadra nettamente favorita e con un livello medio dei tennisti non elevato. L’Argentina pare avere più chance di passare direttamente ai quarti, i tedeschi hanno un buon doppio, i cileni si affidano a Nicolas Jarry che sul veloce si difende bene ma sembra troppo solo.

ARGENTINA 50% – GERMANIA 35% – CILE 15%

Team Argentina – Finali Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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Coppa Davis 2021: RTF troppo forte, la sorpresa Gojo, Italia mezza delusione

Medvedev e Rublev non sbagliano un colpo. La Croazia in finale grazie al numero due, N.279 del ranking ATP. L’Italia fallisce l’appuntamento con le semifinali. Delusione Spagna. Organizzazione migliore rispetto al 2019, ma nel 2022 il format cambierà ancora

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

La stagione tennistica 2021 si è chiusa come da tradizione con la finale di Coppa Davis. La vittoria è andata alla RTF, a certificare un anno davvero d’oro del movimento tennistico russo. Oltre alla Davis alla federazione russa sono finite l’ATP Cup, la Billie Jean King Cup e la Coppa Davis juniores. Insomma, nel 2021 non ce ne è stato per nessuno.

Nulla si può dire sul successo dei russi in quel di Madrid. Ampiamente pronosticato prima dell’inizio della manifestazione, Medvedev e Rublev non hanno sbagliato una partita (se si esclude la rimonta subìta da Andrey contro Feliciano Lopez, di 16 anni più anziano…), partendo semmai con il freno a mano tirato nelle prime sfide e poi carburando alla grande quando il torneo andava avanti. Se al vecchio format della Davis si imputava la colpa di non premiare per molteplici fattori la squadra in assoluto più forte, la nuova formula mai come quest’anno ha premiato davvero i migliori e il verdetto appare incontrovertibile.

Nessuno invece si sarebbe aspettato la Croazia finalista. Ma le incredibili performance di Borna Gojo unite all’affidabilità dei numeri uno in doppio, Mektic e Pavic, ha fatto sì che i tentennamenti di Marin Cilic venissero ampiamente compensati. Del resto con l’attuale formula il doppio pesa per il 33%: quando almeno un singolare lo porti a casa e puoi schierare i migliori al mondo nella specialità (oltretutto anche campioni olimpici), la vittoria finale è praticamente cosa fatta. Complimenti ai croati, oltretutto finalisti nel 2016 e campioni nel 2018, gran bella testimonianza di continuità.

 

Diciamo la verità, ci attendevamo molto dalla nostra nazionale. Le aspettative erano alte nonostante l’assenza di Berrettini (che ha pesato e non poco). Ma la mancanza di un doppio collaudato (visto anche l’indisponibilità di Bolelli convocato proprio al posto di Berrettini) e l’eccessiva tensione (probabilmente) accusata da Lorenzo Sonego hanno fatto sì che la nostra nazionale si fermasse ai quarti. Certo, così come nel 2019 ci ha fermato la poi finalista, allora il Canada, quest’anno la Croazia. Ma la super-performance di Gojo non può essere una attenuante per i nostri ragazzi. Se si vuole andare avanti nella manifestazione bisogna essere più forti di tutto e tutti e nonostante un anno più che positivo per il nostro movimento l’appuntamento con la Davis è stato fallito. In ogni caso i margini per i prossimi anni sono più che ampi, il futuro sembra dalla nostra parte. Non resta che pazientare.

Per il resto vanno sicuramente fatti i complimenti alla Germania, che nonostante l’assenza di Alexander Zverev si è guadagnata le semifinali, facendo fuori nel girone la Serbia di Nole Djokovic (poi ripescata come migliore seconda). Anche qui decisivo un doppio formato da specialisti, Tim Puez e Kevin Krawietz. Molto bene anche la Svezia dei fratelli Ymer. Vero che sono passati come migliori secondi nel girone forse meno valido del lotto da un punto di vista qualitativo, però fa piacere rivedere nel tennis che conta una nazionale che per anni ha dominato nella manifestazione. Vedremo se nelle prossime edizioni gli svedesi sapranno confermarsi.

Djokovic si è dimostrato troppo solo per portare la Serbia in finale, uno degli obiettivi che il numero 1 del mondo si era riproposto di raggiungere e che invece ha puntualmente fallito. Ma in una formula che prevede le sfide su tre incontri, se non hai una valida spalla e un buon doppio fai fatica anche se sei il migliore del mondo. Maluccio la Spagna detentrice del titolo. Certo hanno pesato non poco l’assenza di Nadal e la positività dell’ultimo momento al COVID di Alcaraz. Ma che sia stato Feliciano Lopez a 40 anni il trascinatore della squadra la dice lunga, e l’eliminazione nel Round Robin è stata più che meritata.

Complimenti al solito Kazakistan, che oramai da matricola è diventato una costante mina vagante della manifestazione. Ai quarti si è arreso alla Serbia di Djokovic, ma se l’è giocata fino all’ultima palla e per il movimento kazako non è cosa da poco. Con Bublik in campo per i prossimi anni, il Kazakistan potrebbe regalare altre piacevoli sorprese.

Se Ecuador e Colombia hanno fatto quello che potevano, grosse delusioni sono venute da Francia e Stati Uniti che rispetto alla loro storia passata hanno tradito le attese. La Gran Bretagna ha mancato le semifinali perdendo nei quarti con la Germania in una rivincita dei quarti del 2019 che allora aveva vinto. Potenzialmente i britannici erano più forti, piccola delusione.

Deludente anche l’Australia, sconfitta nettamente dalla Croazia e nella sostanza subito fuori dalla competizione. L’Ungheria ha fatto quello che poteva, vaso di coccio tra Australia e Croazia. Gli ungheresi hanno impegnato sia gli “aussie” che i croati poi futuri finalisti. Zombor Piros si è preso anche il lusso di battere Marin Cilic, di più era difficile aspettarsi.

Non giudicabile il Canada, troppo pesanti le assenze di Shapovalov e Auger-Aliassime, certo passare da finalisti a ultimi del lotto è davvero pesante. Non giudicabili nemmeno Cechia e Austria, arrivate alle Finals con minime aspettative e che hanno comunque onorato l’impegno.

Facciamo anche un rapido bilancio della nuova formula della Davis, che quest’anno rispetto all’edizione 2019 si è giocata su più giorni ma soprattutto ha diviso i Round Robin su tre sedi. Da questo punto di vista la mossa è stata sicuramente indovinata. È vero che non sono mancate le partite finite a tarda notte, ma si sono evitati gli scempi visti a Madrid e sicuramente tutta l’organizzazione ne ha giovato.

Va anche rimarcato che se l’obiettivo dell’ITF, al di là di quello economico, era far sì che la manifestazione fosse una specie di Coppa del mondo dove vince la squadra più forte, come detto all’inizio l’obiettivo è stato indovinato. Certo, il fattore campo è sempre stato un qualcosa di unico nel mondo tennistico per la Davis, ma probabilmente sia la vittoria della Spagna nel 2019 (anche se giocando in casa un piccolo vantaggio sicuramente c’era stato) sia quella della RTF quest’anno hanno premiato i team migliori, e i loro successi danno ancora più lustro alla manifestazione.

Come detto però la formula cambierà ancora. Si passerà a 4 gironi da 4 squadre, quindi le nazionali alle Finals passeranno da 18 a 16. Le prime due di ogni girone ai quarti che si giocheranno in un’altra sede (Abu Dhabi?), niente più calcoli cervellotici per scegliere le migliori seconde come nelle ultime due edizioni. Andrà meglio? Solo il tempo ce lo potrà dire. Per il resto ci sentiamo solo di rimarcare che nonostante tutto anche questa edizione della Davis ha riservato tante emozioni, tante piccole imprese da raccontare, tanti match combattuti, un’atmosfera sempre molto particolare e suggestiva. Si ricomincerà a marzo con i Qualifiers per le Finals 2022, l’Italia cercherà la qualificazione in Slovacchia (sulla carta impegno più che abbordabile). Nonostante tutto, lunga vita alla Davis!

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