Davis e futuro, Nadal: “Serve un accordo tra ATP, ITF e Kosmos"

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Davis e futuro, Nadal: “Serve un accordo tra ATP, ITF e Kosmos”

Rafa, così come Djokovic, auspica l’unione tra Coppa Davis e ATP Cup. Forse un po’ tardivamente. E sulla programmazione: “Servirebbero più giorni, ma è solo il primo anno. Miglioreremo”

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Gerard Piqué e Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Jose Manuel Alvarez / Kosmos Tennis)
 

a cura di Lorenzo Colle e Federico Bertelli (inviato a Madrid)

La Coppa Davis nella sua nuova veste non è ancora giunta al termine della sua prima edizione che già si parla del suo futuro e della sua futuribilità. Si sprecano i commenti sui margini di miglioramento della competizione, ma soprattutto è tornato caldissimo il tema del confronto con la neonata ATP Cup, che di qui a un mesetto darà il varo alla stagione 2020. La coesistenza di due eventi così simili nel formato e nelle ambizioni è un problema impossibile da ignorare, specialmente adesso che si è entrati nel vivo del “duello”.

Con la creazione dell’ATP Cup, l’associazione dei giocatori ha chiaramente voluto infliggere un duro colpo ad una ITF sempre più in crisi, dopo l’evidente perdita di prestigio della più celebre tra le competizioni sotto la sua egida, per l’appunto la Coppa Davis “vecchio stile”. Sul problema della doppia manifestazione, si è espresso Novak Djokovic il quale crede la soluzione migliore “avrebbe potuto essere la fusione fra le due manifestazioni, Davis Cup e ATP Cup, perché non ha senso che si giochino entrambe a sei settimane l’una dall’altra. Se ne parla da tre anni”. Dichiarazione lucida, ma sorprendente (come giustamente evidenziato dal Direttore Scanagatta nel suo editoriale) proprio perché rilasciata dal presidente del Consiglio dei giocatori, che dunque non poteva essere all’oscuro della questione. Certamente la legittimazione della Laver Cup di Federer&soci da parte dell’ATP rappresenta un’altra stilettata nel fianco della Federazione Internazionale dal momento che blinda di fatto l’ultima settimana di settembre, vale a dire il periodo ideale di collocazione della Coppa Davis.

Non poteva non essere chiamato a esprimersi sull’argomento anche Rafael Nadal, che a Madrid è di casa e che, interpellato proprio dall’inviato di Ubitennis in conferenza stampa, si è sostanzialmente dimostrato d’accordo con il collega e rivale di sempre. “Premesso che non parlo a nome dell’ATP e che esprimo il mio pensiero, credo che i due eventi andrebbero uniti. Penso che non sia concepibile avere due competizioni a squadre a distanza di un mese l’una dall’altra. In futuro ne potrà sopravvivere solo una. Io credo che adesso abbiamo una grande occasione, siamo in un momento di cambiamento e penso che ATP e ITF, assieme ad un partner come Kosmos, dovrebbero trovare un accordo per creare un’unica grande competizione a squadre, per fare davvero il salto di qualità. A questa nuova cosa che nascerebbe possiamo mettere qualsiasi etichetta, anche se la storia che accompagna il nome della Davis è importante“.

Più facile a dirsi che a farsi in verità. Il problema è infatti manifesto, la sua soluzione anche a quanto pare, ma è l’attuazione ad essere di gran lunga più difficoltosa. La strategia dell’ATP sembra infatti chiara e gli interessi in ballo, sic stantibus rebus, sono ostacoli apparentemente insormontabili. Certo è che un accordo andrà giocoforza trovato, anche se nel breve termine non paiono esserci reali possibilità.

Un altro tema caldo dei primi giorni è la programmazione che ha fatto sì che molti tie terminassero regolarmente ben oltre la mezzanotte. Sembra a tutti chiaro che la Coppa Davis, così come è concepita adesso, necessiti di almeno una decina di giorni se non addirittura di due settimane. Il problema ovviamente resta sempre quello di ritagliarsi questo spazio in un calendario ATP sempre più oberato e “chiuso”. “Questa competizione avrebbe bisogno di qualche giorno in più, lo pensiamo tutti, ma la realtà è questa”, ha detto Nadal. “Quando mi sono reso conto che questa era la programmazione, era ovvio che sarebbe andata così. È comunque il primo anno, è di rodaggio e andremo migliorando.“.

Ad ogni modo l’impegno profuso da Nadal nelle prime giornate, così come quello di Andy Murray, è stato massimo. L’anima estremamente competitiva dei due grandi campioni ha sicuramente avuto una gran parte in questo, ma certamente molto contano anche una rinnovata “fiducia” nella competizione e l’attaccamento ai colori nazionali. Rafa non si è infatti risparmiato, nemmeno quando è stato chiamato dal capitano Sergi Bruguera a giocare un doppio del tutto ininfluente per la qualificazione della Spagna. “Serviva che Rafa giocasse il doppio per riprendere ritmo”, ha detto Bruguera. “Erano anni che non lo giocava e potrebbe essere utile avere più opzioni nel prosieguo della competizione.

Rafa Nadal e Marcel Granollers – Finali Coppa Davis 2019 (photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

L’impegno, soprattutto dal punto di vista fisico, si prospetta pesante, ma Rafa non si tira indietro. “Spero di essere pronto per poter giocare tante partite filate. Intanto andiamo giorno per giorno e pensiamo a venerdì. Siamo un team fantastico e non c’è bisogno che giochi io per forza. Ci sono diverse opzioni e combinazioni e il capitano farà quello che ritiene meglio per la squadra. Se sarà necessario che giochi sei partite, farò tutto il possibile per fare quello che mi verrà richiesto“.

 

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Coppa Davis: “Ancora una volta il Canada ci rispedisce a casa. È la terza volta”

Il direttore commenta la sconfitta in semifinale contro il Canada: “Rimpiangiamo il forfait di Bolelli, se Sonego avesse vinto in due set forse avrebbe giocato lui e non Berrettini”

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Coppa Davis, il doppio canadese spegne i sogni dell’Italia: battuti Berrettini e Fognini [AUDIO e VIDEO COMMENTO]

Matteo sostituisce a sorpresa l’infortunato Bolelli ma chiaramente non è in grado di incidere sul match. Auger-Aliassime e Pospisil portano il Canada in finale

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Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Coppa Davis – Semifinali

Italia-Canada 1-2

F. Auger-Aliassime/V. Pospisil (CAN) b. M. Berrettini/F. Fognini (ITA) 7-6(5) 7-5

 

Dal nostro inviato a Malaga

Dovrà aspettare ancora il tennis italiano per vedere la propria rappresentativa in finale di Coppa Davis, dove manca dal 1998: il doppio è vinto con merito dalla coppia canadese composta da Auger-Aliassime e Pospisil. I tennisti nord-americani hanno giocato meglio di Fognini e di Berrettini, schierato a sorpresa a pochi minuti dall’ingresso in campo da Volandri, a causa delle incerte condizioni fisiche di Bolelli. A posteriori una scelta non felice (non sappiamo quanto inevitabile): il tennista romano -che per forza di cose non poteva essere al meglio- ha giocato, specie nella seconda parte del primo set, una brutta partita.La coppia composta da Berrettini e Fognini non era però del tutto inedita: aveva già giocato nel circuito in quattro tornei (vincendo anche un titolo a San Pietroburgo nel 2018, uno dei due sin qui raccolti in questa specialità da Matteo) ed aveva già rappresentato l’Italia sia in Coppa Davis (vincendo nelle Finals del 2019 la sfida proprio col Canada di Shapovalov e Pospisil) che in ATP Cup (nel 2021,ultima apparizione ufficiale della coppia, che in quella circostanza si impose su Thiem e Novak). Da sottolineare come dal punto di vista tecnico della disposizione della coppia in campo Fognini con Matteo in risposta si mette a destra, a differenza di quanto di solito accade quando con lui gioca Bolelli.

Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il primo set illude gli appassionati italiani: i due tennisti azzurri entrano molto velocemente in partita e nel terzo game con Pospisil al servizio ci sono prima due palle break consecutive annullate dai canadesi, poi una terza sulla quale la potente risposta di dritto di Berrettini costringe Pospisil all’errore con la volee. L’italia si porta sul 3-1 giocando un tennis che lascia presagire buone chances per i nostri colori. Tuttavia sul 3-2, quando Matteo è chiamato per la seconda volta a servire, inizia improvvisamente a giocare male: sulle prime due palle break ci pensa il servizio di Berrettini a cavare d’impaccio gli azzurri. Sulla terza la risposta di dritto di Felix Auger-Aliassime viene lasciata a rete da Fognini che la giudica fuori, ma rimbalza in campo. Una volta equilibratosi il punteggio non ci sono ulteriori scossoni nel punteggio: nessun gioco arriva ai vantaggi e così le sorti del set sono decise dal tie-break. In questa fase del gioco a tenere su la coppia azzurra è Fognini, autore di bei colpi e bravo nell’incappare in pochi gratuiti, mentre nella coppia canadese è Auger Aliassime a trascinare Pospisil. Il tie-break è dominato dai nord-americani: da un lato tra ace e servizi vincenti sono ingiocabili quando sono alla battuta, dall’altro sono aiutati da Berrettini che sbaglia un paio di colpi decisamente alla sua portata. I canadesi lo vincono per 7 punti a 2 quando è passata un’ora dall’inizio di una partita non bella che -a differenza di quanto accaduto ieri per la semi tra Australia e Croazia- tiene comunque attaccati al sediolino la quasi totalità dei 9423 spettatori paganti (record sinora di questa edizione).

Il secondo set parte in maniera analoga al primo: nel secondo gioco, nuovamente con Pospisil al servizio, la coppia italiana riesce a guadagnare una palla break, che Fognini con un bel passante lungolinea di dritto converte positivamente. I tifosi azzurri presenti al palasport Carpena di Malaga non fanno a tempo ad esultare che subito devono tornare con i piedi per terra nel gioco successivo: Fabio va alla battuta e si incarta con due doppi falli che portano alla palla break i canadesi, aiutati nel convertirla da Berrettini, che sbaglia una stop volley di dritto non certo impossibile. Superata una alquanto insolita pausa per un guasto ai led pubblicitari a bordo campo, il successivo momento clou arriva all’undicesimo gioco quando tre errori piuttosto marchiani della coppia azzurra danno tre palle break consecutive ai canadesi: le prime due vengono annullate, sulla terza la risposta di dritto piuttosto scentrata di Auger-Aliassime viene giudicata lunga da Berrettini, ma termina in campo. Il match sembra finito, anche perché a servire è il 6 del mondo in singolare, decisamente il migliore in campo, tanto da non fare mai arrivare ai vantaggi gli italiani sino a quel momento quando era al servizio. Invece succede l’imponderabile e Fognini e Berrettini si portano sul 15-40. Tale situazione di punteggio è però solo l’ennesima illusione di una serata amara: Auger-Aliassime annulla le due palle break con un servizio vincente e un ace. Si arriva in un attimo al match point e a quel punto un dritto inside-in di Berrettini che finisce largo regala al Canada la finale di Coppa Davis, la seconda dopo quella del 2019.

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Gipo Arbino: “Che cuore Sonego, si è ispirato a Braveheart”

Il tecnico di Lorenzo Sonego parla della prestazione del suo atleta ispiratosi a Braveheart per battere Shapovalov

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Una prestazione eroica per Lorenzo Sonego che, dopo aver battuto Francis Tiafoe, con la maglia azzurra si esalta ancora e batte Denis Shapovalov in una battaglia di tre set molto intensa ed emozionante. L’azzurro ha annullato 12 palle break delle 13 concesse all’avversario, due nel primo game del terzo set, tre sul 3-3, crocevia fondamentale del match.

Soddisfatto ed emozionato il suo allenatore Gipo Arbino, intervistato dal direttore di Ubitennis.com, Ubaldo Scanagatta: “Ha dimostrato tanto cuore e coraggio. Oggi è stato veramente grande, ancor più determinato di ieri, spalleggiato dalla squadra. Avevo detto a lui di ispirarsi a “Braveheart”. Ci sta prendendo gusto, spalleggiato da tutta la squadra che gli fa sentire grande fiducia”.

Ti avevo detto che aveva giocato un gran match contro Tiafoe, ma oggi ha giocato ancora meglio.

 

“Sulle ali dell’entusiasmo oggi ha giocato ancora meglio. Doveva essere positivo e bravo in risposta. L’ho fatto giocare al contrario giocando sul punto forte del mancino. Abbiamo fatto le cose al contrario preparando la partita al contrario rispetto alla normalità e il canadese è rimasto sorpreso”.

Quando l’hai visto perdere il secondo set, dopo esser stato avanti 5-2 nel tie break, hai provato un pò di sconforto? I bookmakers avevano dato per scontato la vittoria di Shapovalov con due palle break concesso in avvio di terzo set e sul 3-3.

“Sono stati momenti molto difficili, ma sapevo che mentalmente Lorenzo avrebbe retto. Sicuramente c’era scoramento per l’occasione fallita, ma eravamo fiduciosi sull’andamento del match”.

Quando hai saputo dell’avvicendamento di Bolelli con Berrettini nel doppio decisivo?
“Ieri Bolelli è rimasto fermo tutta la giornata. Non stava bene fisicamente e per me è stata una decisione saggia non rischiare il suo ritiro nel corso del match decisivo. Sono state fatte le prove negli ultimi minuti e a quel punto si è optato per l’avvicendamento”.

Berrettini ha incitato tantissimo Lorenzo, speriamo non abbiamo sprecato molto energie.

Lui è un grande, sono sicuro che farà benissimo nel doppio decisivo. E’ stata una decisione corretta quella di non rischiare Bolelli. Berrettini è un altro che gioca con grande cuore, c’è un bellissimo clima in squadra”.

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