Finali Davis: la Germania vince anche senza Zverev. I Murray guidano i britannici

Coppa Davis

Finali Davis: la Germania vince anche senza Zverev. I Murray guidano i britannici

MADRID – Vittoria sofferta della Gran Bretagna, che elimina l’Olanda e domani si giocherà la qualificazione. La Germania inguaia l’Argentina ed è quasi ai quarti

Pubblicato

il

Andy Murray - Finali Coppa Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)
 
 

La situazione aggiornata dei gironi (con tutti i risultati)

da Madrid, il nostro inviato

Gruppo E: GRAN BRETAGNA – OLANDA 2-1
A. Murray (GRB) b. T. Griekspoor (NED) 6-7(7) 6-4 7-6(5)
R. Haase (NED) b. D. Evans (GBR) 3-6 7-6(5) 6-4
J. Murray/Skupski (GBR) b. Koolhoof/Rojer (NED) 6-4 7-6(6)

Il quarto scontro in Davis fra Gran Bretagna e Olanda, con i britannici avanti 3-0 nei precedenti, non fa segnare un’inversione di tendenza e nel tenere in corsa i britannici – domani opposti al Kazakistan in una sorta di ottavo di finale, chi vince passa – elimina dalle Finals gli olandesi.

Per i sudditi di sua maestà si tratta della presenza numero 108 nella competizione, unica rappresentativa sempre presente nella storia della Davis iniziata nel 1900. Uno dei temi ricorrenti di questi primi giorni è l’atmosfera, e sotto questo punto di vista le cose non vanno male oggi. Il colpo d’occhio è buono: su una capienza teorica di 2500 posti, i presenti sono stimabili a occhio in circa 1500, equamente divisi fra olandesi e britannici. Ovviamente l’arena raccolta aiuta a creare un clima più godibile. Fino ad oggi, solo la Spagna è riuscita come prevedibile a massimizzare l’effetto del campo principale, il Manolo Santana (anche se ieri sera il doppio, giocato a orari improponibili, ha visto le tribune deserte). Siamo comunque in linea con i numeri della giornata di martedì, che depurati dal pienone della sessione serale spagnola vedono una media di spettatori per contesa di circa 1600 persone.

MURRAY, SUDORE E SANGUE – Sul campo numero 3 fa il suo ingresso in scena Andy Murray, nell’insolita veste di numero 2 del team britannico e numero 126 del mondo, che si trova a fronteggiare il 23nne numero 2 olandese Tallon Griekspoor, n.178 del mondo. Per Andy si tratta del rientro in Davis dopo oltre tre anni, ovvero dalla semifinale del 2016 persa dai britannici contro l’Argentina a Glasgow.

Il tema tattico del match è quello di un Griekspoor che cerca di martellare il suo avversario con l’inside in di dritto. Tattica che sembra pagare in quanto Murray sembra un po’ in difficoltà negli spostamenti, con il risultato che Andy è costretto in varie occasioni a lasciare la presa bimane. Il set fila via senza particolari scossoni fino al tie break, nel quale continua a regnare sovrano l’equilibrio. Il momento decisivo è proprio in dirittura d’arrivo, quando emerge quanto Murray sia ancora lontano dalla miglior forma. Prima sul 7-6 Andy non riesce a saltare sopra la seconda del proprio avversario, poi nel punto successivo, durante un palleggio prolungato sulla diagonale di rovescio, sbaglia per primo e manda nuovamente l’olandese a set point. Sulla seconda di servizio di Murray l’olandese entra con coraggio di dritto e va a conquistarsi il punto e il set.

Nel secondo parziale Murray tenta di scuotersi e nel primo game si procura subito due palle break, con la seconda che finalmente viene convertita regalando al team britannico il primo break dell’incontro. Le cose comunque non vanno via tanto facilment: nel sesto gioco Andy si trova a dover cedere le armi e concedere il controbreak a un Griekspoor che si limita a far giocare un Murray incapace di trovare soluzioni offensive degne di nota. A questo punto Andy, con le polveri bagnate e in difficoltà fisica, si affida al suo uno spirito combattivo, di grinta porta a casa un nuovo break e si issa non senza difficoltà sul 5-3, andando poi a chiudere il set per 6-4.

Set decisivo nel quale il primo ad avere un’occasione buona è Griekspoor, che nel quarto gioco non si lascia sfuggire l’occasione e con il dritto lungolinea sigilla il break, prima di vanificare il tutto poco dopo con un game orribile. Si arriva così sul 4-4 e da qui in poi la partita si gioca sui nervi, con il pubblico che si fa sentire eccome e il set che giunge un’altra volta al tie-break. Subito 2-0 Olanda, con i due giocatori ormai sulle ginocchia dopo oltre 2 ore e 40 minuti di lotta. Murray però non molla e ricuce lo strappo con uno scambio commovente in cui salva il punto almeno tre volte e poi riesce in qualche modo a rimandare al di là della rete due smash per il punto del 4-4. Si arriva così sul 6-5 per lo scozzese che al primo match point riesce a chiudere il match dopo 2 ore 51 minuti di battaglia.

Con questa vittoria Andy si porta a 40 successi in Davis, quarto giocatore all time del Regno Unito, agganciando Tim Henman. Al termine della partita, Murray si è detto felice di aver portato a casa il match (Alla fine sono stato un po’ fortunato), e ha espresso parole di apprezzamento per il clima sugli spalti: anche lo scozzese alla vigilia aveva ammesso di avere qualche perplessità, oggi completamente fugate.

 
Andy Murray alle Davis Cup Finals 2019 a Madrid (foto Twitter @the_LTA)

HAASE ILLUDE, JAMIE DECIDE – All’Olanda non basta la vittoria di un ottimo Haase, perché il doppio guidato da Jamie Murray porta ai britannici il punto decisivo dopo il momentaneo pareggio.

Risolto il ballottaggio della vigilia fra Edmund ed Evans a favore di quest’ultimo, costretto come Murray a giocare tre set ma senza successo. Nel primo set la partita scivola via rapidamente in poco più di mezz’ora con Evans che comanda il gioco, ma nel secondo c’è molto più equilibrio e i giocatori combattono per più di un’ora; entrambi riescono a strappare il servizio all’avversario una volta, ma il giusto epilogo è il tie-break dove Haase riesce a capitalizzare il mini-break strappato e chiudere per 7 punti a 5. Nel terzo set subito scappa avanti Haase (2-0) sull’onda del set vinto con Evans che fa maledettamente fatica a riprendere il filo del gioco. I primi giochi sono di pura sofferenza per il britannico che nei game successivi riesce comunque a salvare il servizio e a rimanere in scia al suo avversario. Non c’è però tempo per ricucire lo strappo e al terzo match point Haase chiude la pratica e porta il punto del pareggio all’Olanda. Jamie Murray e Skupski sono però glaciali in doppio, nel quale evitano di concedere un altro prezioso set agli avversari recuperando da 5-2 nel secondo parziale.

Per l’Italia questo è un buon risultato, in quanto nessuna delle squadre ancora in corsa nel gruppo E potrà arrivare seconda con quattro match vinti e due persi, verosimilmente l’asticella che si dovrà superare per qualificarsi. La Russia ha già raggiunto questo risultato grazie al punticino di ieri di Rublev e ha infatti buone possibilità di superare il turno.

Gruppo C: GERMANIA-ARGENTINA 3-0
P. Kohlschreiber (GER) b. G. Pella (ARG) 1-6 6-3 6-4
J.L. Struff (GER) b. D. Schwartzman (ARG) 6-3 7-6(8)
Krawietz/Mies (GER) b. Mayer/Gonzalez (ARG) 7-6(4) 6-7(2) 7-6(18)

Un doppio carico di emozioni regala alla Germania una preziosissima vittoria per 3-0 che vale tre quarti del biglietto per i quarti di finale. Al team tedesco basterà infatti vincere un solo match domani contro il Cile per assicurarsi il primo posto nel girone.

KOHLI IN RIMONTA – Grande vittoria per Philipp Kohlschreiber che supera in rimonta una buonissima versione di Guido Pella e conquista il primo punto per la Germania, infliggendo la prima sconfitta della settimana all’Argentina. E dire che il primo set tutto avrebbe lasciato presagire tranne un risultato del genere. Pella parte infatti fortissimo, mettendo grande pressione a Kohlschreiber sin dalla risposta e dominando gli scambi, soprattutto sulla diagonale di sinistra. Perso il primo set 6-1, il tedesco capisce che non può continuare a fare semplicemente a schiaffi da fondo e che deve cambiare qualcosa. Arriva qualche slice in più, qualche intelligente discesa a rete e il servizio finalmente si fa più incisivo. In questo modo, Kohlschreiber riesce a ribaltare l’inerzia del match e a centrare il break nel sesto gioco. Sul 5-3, annulla due palle del controbreak e incamera il set. In avvio di terzo parziale, Kohlschreiber strappa subito il servizio a Pella che lotta, ma non ha più il pallino degli scambi. L’argentino annulla tre match point sul 5-3, ma è costretto a cedere nel gioco seguente.

Philipp Kohlschreiber – Davis 2019 (Photo by Mateo Villalba / Kosmos Tennis)

Nel secondo singolare è servito uno straordinario Jan Lennard Struff per superare Diego Schwartzman e il calorosissimo tifo argentino presente sugli spalti del campo numero 2. Il successo in due set del numero 35 del mondo ha sancito la vittoria della Germania, che dovrà battere il Cile per assicurarsi il primo posto nel girone C. Struff è partito subito col break, ha messo in campo quasi tre prime su quattro e si è portato a casa con relativa facilità il primo set . Nel secondo parziale l’equilibrio si è rotto sul 4-4 con il break della Germania, ma l’orgoglio argentino (un match point annullato) è valso a Schwartzman il contro-break. Struff ha dato l’impressione di avere qualcosa in più anche nel tie-break, nonostante altri tre match point annullati da un eroico Schwartzman. 10-8 il punteggio finale del gioco decisivo, con un set point mancato dall’argentino che avrebbe probabilmente cambiato gli equilibri del tie.

Il doppio ha fissato il punteggio sul 3-0 per i tedeschi al termine di un match indimenticabile, che ha fatto la storia della Coppa Davis. I campioni del Roland Garros Andreas Mies e Kevin Krawietz hanno battuto Leo Mayer e Maximo Gonzalez in tre tie-break dopo tre ore e 18 minuti in cui non c’è stato nemmeno un break tra le due coppie. Le emozioni sono condensate nel game decisivo del terzo set, finito 20-18 (!) per i tedeschi, che hanno annullato la bellezza di sei match point prima di chiudere alla loro settima chance. I quattro giocatori hanno scritto una pagina di storia della competizione. Il tie-break del terzo set è diventato il più lungo (per numero di punti) della storia della Davis, superando di appena due punti il record stabilito in una sfida tra Corea e Pakistan del 2003. Ora, nonostante la vittoria per 3-0 contro il Cile, gli scenari di qualificazione per gli argentini sono ridotti all’osso.

hanno collaborato Lorenzo Colle e Antonio Ortu

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Niente Coppa Davis per Nadal: a novembre esibizioni in Sudamerica tra polemiche e una causa milionaria in arrivo

Argentina (con Del Potro), Cile, Messico e Colombia aspettano Rafa. Intanto un’azienda chiede un risarcimento da 10 milioni per essere stata messa da parte nell’organizzazione del tour

Pubblicato

il

Rafael Nadal (ESP) in action against Botic Van De Zandschulp (NED) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty

Il 2022 di Rafa Nadal continua a essere ricco di accadimenti: dopo i due trionfi Slam, i problemi fisici e l’attesa paternità, ora potrebbe arrivare anche un affaire giudiziario. Lui e una società rappresentata a livello legale dalla madre saranno probabilmente citati in giudizio in una causa da 10 milioni di dollari. Il pomo della discordia è in questo caso il tour di esibizioni che il campione spagnolo affronterà a fine novembre in Sudamerica. E le notizie fuoriuscite su questa serie di incontri, con date annesse, hanno anche un significato meramente tennistico: ammesso che la Spagna si qualifichi alle finali di Coppa Davis, la squadra capitanata da Bruguera non potrà comunque contare sulla sua stella più luminosa.

Stando alla stampa argentina, il 23 novembre Nadal sarà al Parque Roca di Buenos Aires, dove affronterà l’idolo di casa Juan Martin del Potro nell’ultima passerella d’addio al tennis del giocatore di Tandil. L’indomani, o al massimo il 25, Rafa si dovrebbe spostare in Cile per regalare al pubblico la gioia di vedere il proprio portacolori Tabilo sfidare un 22 volte campione Slam. Se non si dovessero creare conflitti con le ATP Finals di Torino (dal 13 al 20 novembre), proprio nei giorni delle esibizioni, invece, sarà in corso a Malaga la fase finale della Davis. Per quanto Nadal abbia già realizzato imprese ai limiti del possibile nel corso della sua carriera, viene difficile pensare che possa anche essere ubiquo.

D’altro canto, non è nemmeno così scontata la presenza della squadra spagnola visto che prima – a settembre – dovrà superare un girone di ferro condiviso con Serbia e Canada, oltre che con la Corea del Sud. E anche in questa occasione, la Spagna con tutta probabilità dovrà fare a meno di Rafa, impegnato la settimana precedente a New York (US Open) e quella successiva a Londra (Laver Cup). L’Italia del capitano Volandri guarderà interessata, stando però attenta a non sottovalutare il suo di girone.

 

Questo il risvolto “di campo” della vicenda che però è alquanto bollente soprattutto per il suo lato economico-giudiziario. Il tour di esibizioni dovrebbe infatti fruttare a Rafa ben 10 milioni di dollari. “Dovrebbe” perché nell’organizzazione delle partite non tutto è andato liscio. Il manager di Nadal, Carlos Costa, ha infatti ricevuto pesanti accuse da Lisandro Borges dell’azienda argentina “World Padel Center LCC”. Borges ha spiegato al canale televisivo argentino “Todo Noticias” che Costa ha chiuso un accordo con Marcelo Figoli per il pagamento da 10 milioni, mentre sarebbe stato ancora in corso di validità un contratto di esclusiva tra l’azienda di Borges e la società che detiene i diritti d’immagine di Nadal (Aspermir, la cui rappresentante legale è la madre di Rafa) per la programmazione e la vendita delle quattro partite. Il manager spagnolo avrebbe risposto che l’iniziale richiesta di proroga del contratto non si sarebbe poi mai tradotta nella sua firma.

Carlos Costa è un farabutto e gliel’ho detto, ma per lui non conta niente. Crede di poter fare quello che vuole perché ha alle spalle Rafael Nadal. Fare causa a quello che secondo me è il miglior atleta della storia ed anche un bravissimo ragazzo perché il suo manager è un mascalzone, non mi diverte, ma la verità è che quando qualcuno ti crea tanti problemi quanto quest’uomo (Costa, ndr) ha causato a noi, non ci sono altre strade”. Così Borges non ha fatto trasparire tutta la sua frustrazione per il danno d’immagine subito dopo essersi speso per organizzare in prima persona l’esibizione argentina e con la collaborazione dei fratelli Lapentti (Nicolas è un ex top 10) quella messicana. L’imprenditore ha infatti raccontato di aver coinvolto anche il governo argentino e di aver predisposto una serie di attività, iniziando anche l’opera di promozione.

Borges, prima di intraprendere la strada legale, ha cercato una mediazione scrivendo una lettera sia alla società Aspermir che allo stesso Nadal. La risposta attesa nei cinque giorni successivi non è arrivata e così il processo sembra ormai inevitabile.

Continua a leggere

Coppa Davis

David Ferrer è il nuovo direttore della Coppa Davis

L’ex numero 3 al mondo prende il posto di Albert Costa, in carica dal 2019: ha vinto il trofeo tre volte da giocatore. “Entusiasta per questo nuovo ruolo”

Pubblicato

il

Madrid,Davis Cup USA-ESP

La competizione a squadre più famosa della storia del tennis continua a parlare in spagnolo: è notizia di stamattina, infatti, che il nuovo direttore del torneo è David Ferrer. Ad annunciarlo è la stessa compagnia Kosmos, fondata nel 2017 dal calciatore Gerard Pique, che da tre anni ha rivoluzionato il format della competizione, attirando su di sé anche numerose critiche.

Il 40enne di Alicante, uno dei tennisti più amati della sua generazione, aveva annunciato il suo ritiro dalle competizioni al termine del torneo di Madrid nel 2019, ponendo la parola fine ad una carriera che lo aveva visto  spingersi fino alla posizione 3 del ranking ATP, frutto dei 27 titoli conquistati a partire dal 2000, anno del suo esordio tra i pro. Proprio qualche mese fa, raccontandosi ad Ubitennis, aveva descritto il suo speciale rapporto con la Coppa Davis, da lui ricordata come “la vittoria che mi ha fatto provare più orgoglio di tutte”, la sua predilezione per Federer (“ha fatto sembrare il tennis uno sport semplice”) e la “gratitudine per aver potuto giocare nello stesso periodo dei migliori tre della storia”.

Ferrer e la Coppa Davis, la magica insalatiera da lui sollevata in ben tre occasioni (2008, 2009 e 2011), per un totale di 20 match disputati: nelle ultime due vittorie spagnole era proprio Albert Costa a guidare la nazionale iberica, dopo il suo successo come giocatore nel 2000. E adesso i due si passano il testimone alla guida del torneo che così tanto ha dato loro: “Sono davvero entusiasta per questo mio nuovo ruolo”, le prime parole di Ferrer. “Questa è una competizione unica, che da giocatore vorresti sempre vincere per quello che rappresenta: giochi per il tuo Paese, in una squadra, in un’atmosfera incredibile!”. A Ferru vanno i migliori auguri per questa sua nuova avventura!

 

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata al 25 luglio 2022!

Continua a leggere

Coppa Davis

Presentata la Coppa Davis a Bologna, Binaghi: “Vogliamo vincere il trofeo entro quattro-cinque anni”

Il presidente FIT presenta il girone della Coppa Davis a Bologna con il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Parte oggi la vendita dei biglietti

Pubblicato

il

Filippo Volandri e Angelo Binaghi - Bologna 2022 (Twitter - @federtennis)
Filippo Volandri e Angelo Binaghi - Bologna 2022 (Twitter - @federtennis)

Clicca qui per guardare il video intero!

Si avvicina il tempo dei gironi di Coppa Davis 2022, che saranno disputati alla Unipol Arena di Bologna dal 13 al 18 settembre. Nel girone dell’Italia, paese ospitante e qualificatosi tramite la vittoria con la Slovacchia ai playoff, ci saranno Argentina, Croazia e Svezia. Proprio il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha presentato oggi in una conferenza stampa congiunta con il presidente FIT Angelo Binaghi l’appuntamento tennistico di settembre. “Ringrazio la Federazione Italiana Tennis e il Dipartimento per lo Sport, ma anche la sottosegretaria Vezzali, con cui abbiamo già collaborato più volte e costruito un sodalizio che per la Regione sta dando risultati straordinari. […] In questo contesto, ospitare la Davis Cup è un sogno che si realizza. Io sono del ’67, faccio parte quindi di quella generazione cresciuta con l’Italia in Coppa Davis e grazie a quei quattro ragazzi e al capitano che è seduto qui in prima fila (Nicola Pietrangeli n.d.r.) abbiamo conosciuto il tennis. Ricordo che, in quelle stagioni, uno dei nostri condomini dove abitavamo inaugurò per la prima volta la costruzione di campi da tennis, che creavano inevitabilmente un movimento sportivo più robusto del passato. Poi, è pur vero che dopo quelle stagioni straordinarie oggi siamo a un punto che non si è mai visto nella storia nazionale del tennis, avendo toccato addirittura 10 atleti nella top 100 maschile. Ieri l’altro ero a Montechiarugolo, per la conferenza stampa di quello che sarà il torneo Challenger 125 nel parmense – con Francesca Schiavone, testimonial del torneo e che sta vincendo la partita più importante della sua vita – mentre domenica Musetti trionfava al Challenger 125 di Forlì. Insomma, il tennis e il padel rappresentano attualmente un’opportunità straordinaria per il nostro Paese.“.

Gli fa eco il presidente Binaghi, che non nasconde la sua speranza di portare a casa la Coppa Davis. Speranze fondate, perchè l’Italia se riuscirà ad avere tutti i suoi migliori è sicuramente tra le favorite del torneo, specialmente dopo la defezione della Russia. “E’ il momento giusto anche perché noi vogliamo vincere. Non chiediamo al nostro capitano di vincere per forza quest’anno la Coppa Davis ma, come è giusto fare in ogni azienda che si rispetti, abbiamo un programma di medio termine, 4-5 anni. Abbiamo iniziato lo scorso anno un ciclo che deve portarci alla vittoria, a riconquistare la Coppa Davis. Partiamo da Bologna e credo che ci siano tutti i requisiti per dover puntare a questo successo, sia per quanto riguarda l’organizzazione federale sia soprattutto per il valore dei nostri giocatori, nonostante in questo periodo abbiano avuto una serie di infortuni. Pensiamo che Bologna e l’Emilia Romagna abbiano insieme a noi un’occasione straordinaria. Quindi credo che quella dell’Emilia Romagna sia la scelta migliore per consentire alla nostra Nazionale di poter essere vista e supportata dal maggior numero di appassionati possibile. Qui a Bologna non giocherà un romano come Matteo Berrettini o un altoatesino come Jannik Sinner: giocherà la Nazionale, che è di tutti, e deve essere facilmente fruibile dal maggior numero possibile di appassionati del nostro sport”.

 

Oggi, alle ore 18, prende il via sul sito tickets.italy.daviscupfinals.com e su quello di Ticket One (www.ticketone.it) la vendita al pubblico dei biglietti per i sei match del girone di Bologna, con i tesserati FIT che potranno usufruire di uno sconto del 20% sia sui tagliandi individuali che sugli abbonamenti. Inoltre, saranno disponibili pacchetti di corporate hospitality (per informazioni scrivere a hospitality.daviscup@federtennis.it) e pacchetti turistici, realizzati in collaborazione con Bologna Welcome, che consentiranno di coniugare la passione per il tennis con il godimento delle bellezze turistiche della città di Bologna e dell’Emilia-Romagna.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement