L'Argentina deve piegarsi alla legge di Nadal. La Spagna vola in semifinale di Coppa Davis

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L’Argentina deve piegarsi alla legge di Nadal. La Spagna vola in semifinale di Coppa Davis

Trascinate da un incontenibile Nadal, le ‘Furie Rosse’ superano gli argentini al doppio decisivo. Pella: “Abbiamo fatto il possibile, ma oggi avevamo di fronte una belva”. Sabato la sfida con la Gran Bretagna

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Rafael Nadal e Marcell Granollers alle Davis Cup Finals 2019 a Madrid (Foto di Fran Santiago / Kosmos Tennis)

Il tabellone aggiornato del torneo

da Madrid, il nostro inviato

SPAGNA – ARGENTINA 2-1
G. Pella (ARG) b. P. Carreno Busta (ESP) 6-7(3) 7-6(4) 6-1
R. Nadal (ESP) b. D. Schwartman (ARG) 6-1 6-1
R. Nadal/M. Granollers (ESP) b. M. Gonzalez/L. Mayer (ARG) 6-4 4-6 6-3

PELLA SPEGNE CARRENO – Giornata di grandi emozioni oggi alla Caja Magica, dopo la bella sfida fra Serbia e Russia vinta dai russi, e soprattutto dopo la conferenza stampa strappalacrime del team serbo. In sessione serale Argentina e Spagna, due nazioni che condividono radici comuni. Atmosfera sugli spalti ben diversa rispetto a quella della sessione diurna, con gli Argentini ovviamente in netta minoranza, ma che si fanno sentire eccome. Arena gremita e atmosfera delle grandi occasioni sul Manolo Santana. Sicuramente un Pella-Carreno Busta in un normale incontro ATP non richiamerebbe 10.000 persone. Partita che appare molto incerta, sebbene i confronti diretti siano 2-0 per l’asturiano. Carreno arriva dopo una stagione chiusa da numero 27, anche se fatta di alti e bassi, mentre Pella ha vissuto un’annata di costante ascesa, nella quale ha raggiunto ad ottobre il best ranking di numero 20, chiudendo poi al 25esimo posto.

Primo set nel quale lo spagnolo dà la sensazione di averne di più tenendo con meno problemi il proprio servizio (non a caso alla fine del primo set il mancino argentino chiuderà con appena il 29% dei punti vinti sulla seconda, un dato che normalmente è foriero di cattive notizie). Tuttavia l’argentino, dopo aver subito il break a zero nel settimo gioco, trova la forza di riacciuffare il parziale per i capelli e riesce ad arrivare al tiebreak, dove arriva perfino ad issarsi sul 3-1. Da lì in poi si spegne la luce per Pella, con Carreno che si ritrova la strada spianata per infilare sei punti consecutivi e portare a casa il primo set.

Secondo parziale che inizia con l’interrogativo sul possibile contraccolpo mentale per l’argentino, che dopo aver faticato tanto per rientrare in partita si ritrova sotto di un set e con la pressione di dover assolutamente girare la contesa, per non consegnare subito una mission impossible al “Peque” Schwartzman. Il primo game sembra confortante con il nativo di Bahia Blanca subito all’attacco e che per poco non riesce a strappare subito il servizio allo spagnolo; occasione che però sfuma e nel game successivo è l’argentino a doversi salvare. Sembra un po’ una gara di canottaggio con i due giocatori che vanno punta a punta, con scambi anche prolungati visto che nessuno dei due può vantare le accelerazioni brucianti di un Rublev, che oggi ha colpito traccianti in quantità industriale.

La partita va avanti in equilibrio fino al nono gioco dove un po’ a sorpresa Pella riesce a piazzare la zampata e andare a servire per il set. E qui arriva un game “da Davis”: lotta con il coltello fra i denti con Carreno che salva tre set point e alla fine dopo nove minuti di battaglia si aggiudica il game. Tutti gli sforzi però si rivelano inutili, alla fine la contesa va nuovamente al tie break e stavolta Pella ha la freddezza di non farsi influenzare dai 10.000 presenti sugli spalti e chiude a dovere con il servizio. Dopo 2 ore e 10 si arriva così al terzo. A questo punto la pressione torna su Carreno che fra l’altro non è neppure particolarmente avvezzo al clima da Davis, avendo fin qui giocato solo sei incontri con un bilancio di tre vinti e tre persi. Nervi che reggono per il nativo di Gijon fino al quarto game, dove riesce a complicarsi magnificamente la vita e da 40-0 riesce a perdere il game. Difficoltà che rimangono anche nei game successivi, con Pella che ormai gioca a braccio libero e spinge a tutta con successo. Si vola così in un amen sul 6-1 al ritmo di “Argentina ole olà”.

NADAL VA DI FRETTA – Dopo il match di apertura di Pella, entrano in campo i numeri uno di Spagna e Argentina, Nadal e Schwartzman. Teoricamente siamo nello scenario migliore per il “Peque” argentino, che potrebbe entrare in campo con la mente sgombra e il braccio sciolto. Inoltre vista la forma mostrata ultimamente dall’argentino indoor, capace di fare finale a Vienna giocando splendidamente con Thiem, i motivi di interesse ci sono tutti. Pensare viceversa che Nadal possa essere realmente affetto dalla pressione in una situazione del genere, non è uno scenario particolarmente probabile. Il conto dei confronti diretti recita un eloquente 8-0 a favore di Nadal, anche se tutti i precedenti sono su terra o su cemento, nessuno su superficie rapida indoor. Le situazioni di oggi, con la palla che viaggia rapida per l’altura e per la superficie, potrebbero favorire relativamente Dieguito.

Tutte queste considerazioni tuttavia lasciano il tempo che trovano visto che Nadal entra in campo carico a mille e nel primo set fa un sol boccone del malcapitato argentino. Un parziale che finisce 6-1 e in cui Rafa riesce a portare a casa quasi il quadruplo dei vincenti del proprio avversario (15-4). Interessante proprio questo dato dei vincenti, in quanto normalmente Nadal non supera così tanto i vincenti del proprio avversario, si tratta di statistiche più tipiche di un giocatore iper aggressivo come Shapovalov. Ma effettivamente stasera Nadal è entrato in campo bello aggressivo, con tutta l’intenzione di non correre il minimo pericolo lasciando l’iniziativa all’argentino, che in questo primo parziale è stato chiaramente alle corde, incapace di scalfire minimamente il servizio di Nadal (due punti conquistati in tutto il set contro il servizio di Rafa).

Secondo set che segue pressoché lo stesso pattern, con Rafa determinato a chiudere in meno di un’ora la pratica Schwartzman in modo da arrivare pronto al doppio in caso di eventuale chiamata da parte di Bruguera. Si potrebbe quasi dire che si è trattato di un allenamento agonistico, viste le inesistenti difficoltà proposte a Nadal dall’argentino.

UN ALTRO EPICO DOPPIO – Questa rimarrà famosa come la giornata dei doppi epici. Archiviata la pratica Schwartzman, come da attese Nadal si presenta anche per il doppio, dopo il riscaldamento del match precedente. Spagna con Rafa e Granollers, entrambi schierati con il rovescio esterno. Dall’altra parte Gonzalez sul rovescio e Mayer unico in campo a gestire il dritto esterno.

Il match sembra subito pendere a favore delle furie rosse, grazie ad un break quasi a freddo che proietta sul 3-1 gli spagnoli. Sembrano esserci le premesse per una pratica rapida da chiudere prima di mezzanotte, che di questo tempi a Madrid sarebbe un lusso. La coppia argentina però, che è una coppia di doppisti vera e non una raffazzonata alla meglio, è di opinione diversa. Infatti il team albiceleste è lesto a ricucire lo strappo e riportare il set in parità sul 4-4, con Granollers che deve cedere la battuta. L’equilibrio però dura poco perché su servizio Mayer la Spagna “breakka” nuovamente e questa volta va ad assicurarsi il primo parziale.

Il secondo set inizia con gli spagnoli che continuano a spingere ma gli argentini sono bravi a non cadere al tappeto incassando i colpi e anzi inaspettatamente sono loro a portarsi avanti per primi nel set con un break ancora su Granollers nel terzo game. Gli spagnoli però non ci stanno e adesso la partita sale di livello, con Rafa che recupera e martella sia da fondo sia in risposta e Granollers che non è da meno. Tatticamente il problema principale per gli spagnoli è in risposta: non possono permettersi risposte molli o alte e cariche di top spin che sarebbero preda dell’argentino a rete, la cui copertura è adeguata. Una volta iniziato lo scambio poi la pesantezza e la precisione dei colpi di Rafa sposta l’ago della bilancia, ma è una situazione di gioco per l’appunto non scontata. Il prosieguo del secondo set vede quindi i turni di servizio degli spagnoli scorrere via rapidamente, mentre gli argentini incassano meglio di Rocky Balboa sui propri ma continuano a muovere il punteggio fino a portare a casa il parziale.

Con il terzo la tensione inizia a diventare un fattore vero per entrambe le coppie, da capire chi a questo punto le gestirà meglio. Tanto per cominciare i decibel dei versi di Rafa ad ogni colpo cominciano ad aumentare, segno di solito che il maiorchino è in modalità “scaliamo la marcia”. E anche il pubblico di fede spagnola risponde alle sollecitazioni di Rafa. Ormai più che il campo centrale de la Caja Magica sembra di stare in una plaza de toros e il clima è da corrida vera. La pressione ambientale porta i suoi frutti con la Spagna che infila subito il break nel secondo game, impallinando il servizio di Mayer. Il set scivola via abbastanza regolare fino al 5-3 Spagna, con Nadal al servizio e il pubblico a intonare il classico “a por ello” in una bolgia notevole. Il maiorchino completa così l’opera senza aver perso il servizio in tutto il giorno, in cinque set giocati fra singolare e doppio, e regala il punto decisivo. L’Argentina invece, dopo due ore e 26 minuti di battaglia, esce a testa altissima, con la consapevolezza di aver sparato tutte le cartucce a sua disposizione.

NADAL – “È stata una partita emozionante come deve essere in Davis. Il clima in campo era eccellente e non poteva essere migliore. Il pubblico ci dà un extra di adrenalina ma va coinvolto. Un pensiero a Roberto (Bautista Agut) che comunque con grande forza anche nella situazione in cui si trova ha continuato a mandarci messaggi di incitamento. Per cui il pensiero di tutti noi va a lui e speriamo di poterlo riabbracciare prima della fine della manifestazione“.

GAUDIO – “I tifosi argentini sono stati incredibili. È stata una settimana eccitante nella quale è stato bello vedere giocare i team tutti assieme. Fra le cose che cambierei del format sicuramente la programmazione, almeno 10 giorni servirebbero. Siamo ovviamente dispiaciuti, abbiamo perso contro la migliore squadra, quella che giocava in casa e che schierava il numero 1. Abbiamo avuto la chance della vita e ci è scappata per poco. Con tutto il rispetto per gli altri, se non ci fosse stato Nadal non avremmo perso. Nadal c’è sempre quando le cose vanno bene e quando vanno male, tira sempre fuori il meglio. Parlando invece dell’ATP Cup, a mio avviso nel lungo termine non possono sopravvivere due manifestazioni simili a distanza di un mese l’una dall’altra“.

PELLA – “Il nostro obbiettivo era vincere. Abbiamo fatto tutto il possibile ma oggi ci siamo confrontati con una belva e questo ha fatto la differenza“.

SCHWARTZMAN – “Ovviamente non sono contento. Ho chiuso l’anno male, ma sono contento di fare parte di questa squadra. Come si fa a confrontarsi con Nadal? Credo che nessuno lo sappia“.

GONZALEZ – “Nadal ha gestito la pressione alla grande e ha fatto la differenza nel terzo set“.

 

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Il Canada si scopre una nazione di tennisti: “Ora il tennis è ‘cool’ da noi”

Nonostante la sconfitta nella finale di Davis, la squadra canadese ha ulteriormente alzato il livello del tennis nel proprio paese. E con uno Shapovalov così si può davvero sognare

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La squadra canadese al completo - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

Il Canada è uscito nettamente sconfitto dalla finale di Coppa Davis per 2 a 0, senza nemmeno vincere un set. Ma di motivi per essere fieri del proprio risultato e speranzosi per il futuro ne hanno diversi. A partire dall’aver messo la cosiddetta ciliegina sulla torta ad un anno fenomenale per il tennis canadese, dopo lo straordinario successo della 19enne Bianca Andreescu agli US Open. Così come ha 19 anni Felix Auger-Aliassime, definitivamente esploso in questa stagione. Ed è solo di un anno più grande Denis Shapovalov, un talento immenso che sta cominciando a trovare la quadratura del cerchio. 

Con dei tennisti così, giovani e già molto forti, è difficile non suscitare interesse. Anche in un paese abituato ad amare più le mazze e i dischi che le racchette le palline. “Il tennis ora è molto cool in Canada”, spiega nella conferenza stampa conclusiva il capitano Frank Dancevic. “Siamo conosciuti per essere il paese dell’hockey. Ma i risultati di Pospisil e Raonic, e ora l’emergere di due grandi talenti come Auger-Aliassime e Shapovalov stanno alzando un sacco l’attenzione per questo sport. Ovviamente anche il risultato di Andreescu ha contribuito. E ora questa finale”.

Dunque, il bello potrebbe ancora venire. “Abbiamo un grande avvenire di fronte a noi. E ciò sta portando un sacco di ragazzini nei club a giocare. La nostra federazione ha fatto un grande lavoro negli ultimi dieci anni. Ora se ne vedono i frutti”, ha proseguito un orgoglioso Dancevic. Classe 1983, dalle cascata del Niagara, ex tennista dal gioco spumeggiante ma anche molto rischioso, per anni è stato n.1 canadese, nonostante il suo best ranking di n.65. Oggi il Canada ha tre giocatori praticamente tra i primi 30 del mondo. Raonic è stato anche nei migliori 10. Shapovalov e Auger-Aliassime non ci sono per nulla lontani. Tutta un’altra storia insomma.

La gioia dei canadesi dopo il successo in semifinale contro la Russia – Finali Coppa Davis 2019 (photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

Oggi bisogna fare i conti con questo Canada. E diventeranno sempre più salati via via che passa il tempo. Pospisil, uno della generazione di mezzo, presente nella semifinale del 2013 persa contro la Serbia e protagonista di una settimana eccellente a Madrid, non ha alcun dubbio sulle chance di portare a casa l’insalatiera nel prossimo futuro. “Ci potrei scommettere. Questi ragazzi (Denis e Felix) vinceranno questa competizione un giorno. La loro qualità di gioco è incredibile. Io spero di poter fare ancora parte del team nei prossimi anni ed essere lì quando succederà”, afferma. Lo hanno già fatto in realtà, a livello junior, nel 2015. Ora c’è da andare a prendersi quella dei grandi. 

Con un Shapovalov così non sembra affatto un’impresa insormontabile. Il ragazzino platinato sembra essere diventato improvvisamente un uomo sul campo da tennis in questi ultimi mesi. A Madrid il suo rendimento è stato impressionante. Successi in singolare pesanti contro Berrettini, Fritz e Khachanov. Una sconfitta tirata contro De Minaur e poi un secondo set alla pari contro sua maestà Nadal, nel suo regno. “Per me rimarrà una settimana di cui avrò un buon ricordo”, spiega Shapovalov nonostante la sconfitta. Mi sono divertito un sacco. Non sono tante le settimane in cui tutti mettono così tanto spirito ogni giorno in campo. Sono super orgoglioso della squadra. Siamo andati molto lontano. Fa sempre schifo perdere in finale. Ma abbiamo dato il massimo ed è stato incredibile quello che abbiamo raggiunto”. Potrebbe essere ancora più incredibile quello che raggiungeranno, a breve probabilmente. 

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Coppa Davis

Nadal sempre più ‘fenomenal’

Rafa regala alla Spagna la sesta Coppa Davis della sua storia. Battuto il Canada di Shapovalov nella finale-show di Madrid. Effetto Federer: in 42000 in Messico

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Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Mateo Villalba / Kosmos Tennis)

da Madrid, il direttore

L’articolo che segue, a firma del direttore Scanagatta, è stato pubblicato questa mattina su La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno


Es banal hablar de un Rafa Nadal fenomenal. Perdonate il “comincio” in spagnolo, peraltro comprensibile a… todos, ma davvero tanto di cappello al formidabile campione maiorchino che chiude da numero 1 l’anno per la quinta volta – come Federer e Djokovic – e conquista nell’entusiasmo incontenibile di tutto il Paese per una volta unito fra castillani e catalani, la sua quinta Coppa Davis da assoluto protagonista, su un totale di sei conquistate dalla Spagna in dieci finali.

Ieri il fenomeno maiorchino, che io vidi trionfare diciottenne assieme all’altro maiorchino Carlos Moya (oggi suo allenatore) nella prima Coppa Davis del 2004 a Siviglia davanti a 25.000 spettatori sugli USA di Roddick e Fish – scrissi “Una piccola isola delle Baleari ha matato il grande Paese degli Stati Uniti” – ha vinto sull’irriducibile e fortissimo numero 1 canadese (15 ATP) Denis Shapovalov (6-3 7-6, 9-7 nel tiebreak), l’ottavo incontro di questa settimana, cinque singolari e tre doppi, rendendo inutile, sul 2-0, la disputa del doppio finale.

Prima di questo singolare, infatti, Roberto Bautista Agut (n.9 ATP), tornato a Madrid sabato dalla sua Castellon de la Plana (423 km, cinque ore di auto) dopo la morte giovedì del padre da tempo malato e i funerali venerdì, aveva battuto 7-6(3) 6-3 Felix Auger-Aliassime, 19 anni e numero 21 ATP, consentendo a Rafa di scendere sul “centrale” sold-out della Caja Magica sull’1-0, giusto per le quasi due ore necessarie ad alzare la prima Coppa Davis di questo nuovo discutibile formato ideato e finanziato dalla Kosmos, la società di Gerard Piqué, il difensore del Barcellona che ha lo stesso sponsor della Davis, Rakuten, sorta di Amazon giapponese. Prima di Bautista Agut e Auger-Aliassime si era esibita, una decina di minuti per tre canzoni, la pop-star colombiana Shakira che di Piqué è la moglie e di Rafa Nadal buona amica.

 
La Spagna conquista la Coppa Davis 2019 (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

In questa fase finale della Coppa Davis, Rafa – 33 anni compiuti il 3 giugno e imbattuto in Davis in singolare dal 2004 (battuto dal ceco Jiri Novak) e in doppio dal 2005 (k.o. contro Bracciali/Galimberti) – ha perso un solo set, in doppio nei quarti con gli argentini Gonzalez/Mayer. Battendo Shapovalov il maiorchino ha vinto il suo 29esimo singolare di Davis di fila, lasciando per strada solo cinque set. Ma altrettanto pazzesco è il dato dei suoi turni di servizio. Rafa non ne ha più ceduto uno dal terzo set del secondo round delle finali ATP di Londra con Medvedev, quando finì sotto 3-0. Fra Londra e qua, ne ha tenuti 89 di fila fra singolo e doppio, 68 solo qui!

Per il Canada dei figli di emigranti – Shapovalov ha un genitore russo e l’altro ucraino, Auger-Aliassime del Togo, Pospisil cechi – è stata comunque la prima storica finale in questa competizione. Sono comunque felici dell’exploit. Certo la Spagna, mai più in finale di Davis dopo quella persa a Praga 2012, è stata favorita dal fattore campo. Ma il vero segreto del successo è stato l’aver avuto sempre disponibile il miglior Nadal, sconfitto in soli sette match lungo tutto il 2019 e solo in due da non top-ten (Fognini a Montecarlo, Kyrgios ad Acapulco).

Roger Federer intanto ha battuto il record di affluenza per un match di tennis, 42.000 spettatori a Città del Messico, ma che avranno potuto vedere? Una pallina da ping-pong? A Madrid si è visto vero tennis.

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Coppa Davis

Lopez e il “supereroe” Nadal, la lezione di Bautista Agut

Felicità e commozione nelle parole degli spagnoli dopo il trionfo in Davis. Feliciano: “Che vi devo dire su Rafa? Alcune cose non puoi spiegarle a parole”. Bautista Agut: “Papà mi avrebbe tirato le orecchie se fossi rimasto a casa”

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L'abbraccio tra Bautista Agut e Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Pedro Salado / Kosmos Tennis)

È stata senza ombra di dubbio la Coppa Davis di Rafa Nadal: otto vittorie su otto partite giocate (cinque singolari e tre doppi), senza mai cedere il servizio. Da vero leader ha trascinato la Spagna nel momento più difficile (gli infortuni di Carreno Busta e Granollers e l’abbandono temporaneo di Bautista Agut per la tragica scomparsa del padre), e ha chiuso in trionfo regalando alla Spagna il punto decisivo grazie al successo in due set contro un grande Denis Shapovalov. E da vero leader, nella conferenza stampa post finale, Rafa ha sottolineato come questa sia stata la vittoria di tutti. Erano cinque i giocatori convocati dal capitano Sergi Bruguera, e tutti e cinque sono scesi in campo almeno una volta durante le Finali di Madrid. Ecco alcuni estratti della conferenza stampa di Rafa Nadal, Feliciano Lopez e Roberto Bautista Agut.

LE EMOZIONI DI NADAL“È stato incredibile. Vincere il titolo dopo quello che abbiamo affrontato questa settimana… Giocare in casa è qualcosa di difficile da spiegare. È una sensazione incredibile, poter condividere questo momento con tutte le persone che si sono state vicine… Giocare di fronte alla propria gente dà un po’ di tensione in più, perché non stai giocando solo per te stesso. La cosa difficile è cercare di trasformare questa pressione in una spinta in più, ed è quello che ho sempre cercato di fare. Quando ho giocato in casa, ho sempre trasformato questa responsabilità in qualcosa di positivo. Questa è una di quelle settimane che non dimenticherò mai.

RAFA ELOGIA SHAPO“Shapovalov non si è trovato spesso in una situazione di questo tipo? È vero, ma ci si ritroverà in futuro, e spesso secondo me. Tutta la squadra canadese è fantastica. Nei prossimi anni saranno quasi imbattibili. Hanno un team forte sotto tanti punti di vista, e su tutte le superfici. Grandi meriti a loro. Denis è speciale. Ha quelle cose che non puoi allenare… quel tipo di cose che, o le hai o non le hai. E lui le ha.

NADAL, VERO LEADER“Sono veramente felice, perché ho giocato contro uno degli avversari più duri che potevo trovare dopo una settimana molto, molto lunga per me sia fisicamente che mentalmente. L’energia che ho cercato di mettere in ogni singolo momento della manifestazione, era tutto quello avevo dentro di me. Onestamente, è un finale di stagione perfetto per tutti noi. Abbiamo lottato duramente. Quello che Roberto ha fatto oggi, per me è una cosa fuori dal mondo… Ma tutti i componenti della squadra hanno giocato almeno una partita, e questo rende tutto ancora più speciale, perché ogni singolo membro della squadra ha contribuito alla vittoria.

La gioia spagnola dopo il trionfo nella Coppa Davis 2019 (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

IL NUOVO FORMAT SECONDO RAFA“La mia opinione è che ci sono cose buone e altre che si possono migliorare. Visto il calendario è difficile aggiungere altri giorni. Il formato è emozionante, tutte le partite sono emozionanti ed è interessante per il pubblico, non ci si può rilassare e la competizione è molto aperta. Il fatto che solo noi abbiamo avuto la possibilità di giocare in casa è un peccato, però come ho detto in passato il tennis ha bisogno di una coppa del mondo come questa. Il problema sono gli orari, non ci si può nascondere. Credo che sia l’unica cosa rilevante da migliorare. Non so quale sia la soluzione”.

LA LEZIONE DI BAUTISTA AGUT“È stato molto difficile per me. Almeno ho avuto la fortuna di poter salutare mio padre. Credo che mi avrebbe tirato le orecchie se mi fossi fermato e fossi rimasto a casa. Dopo tutte le disgrazie che mi sono successe, credo che in situazioni del genere la cosa migliore sia andare avanti. Oggi ho avuto l’opportunità di scendere in campo grazie allo sforzo incredibile che tutto il team ha fatto fin dal primo giorno. Devo ringraziare i compagni e il capitano per avermi dato fiducia. Essere in campo oggi è stata un’emozione fantastica. Rafa non perde il servizio da Londra? Beh, è per questo che è il nostro MVP! (ride). Essere parte di questo team è speciale, ci sono tante cose che possiamo imparare l’uno dall’altro ed è bello condividere tanti momenti dentro e fuori dal campo. È stata una delle settimane più belle della mia carriera.

La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

LOPEZ E IL NUOVO FORMAT“Giocare solo tre partite al meglio dei tre set è completamente diverso. A mio avviso questo format rende tutto molto equilibrato, livella i valori. Ma credo che sia molto eccitante per il pubblico. Per i giocatori invece è più dispendioso dal punto di vista fisico. È stata una settimana davvero dura, anche se la maggior parte delle cose che sono accadute, non hanno niente a che vedere con il nuovo format. Ma siamo riusciti a tenere la situazione sotto controllo”.

LOPEZ: CHE VI DEVO DIRE SU NADAL?“Voglio riconoscere grandi meriti a tutti, ma Rafa… quello che ha fatto lui è stato magnifico. Singolo e doppio praticamente ogni giorno, è il nostro MVP. Cosa volete che vi dica di lui? Parlare di Rafa non è facile. Ci sono delle cose che non puoi spiegare a parole. Quello che è riuscito a fare ieri in doppio, oggi contro Denis, nel corso di tutta la sua carriera… ci sono cose che solo quelli come Rafa possono fare. È un supereroe. Una grande persona, un grande essere umano, un giocatore straordinario e io non ho mai visto niente di simile. È capace di fare cose che nessun altro è in grado di fare”.

 

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