WTA Adelaide, l'entry list: comanda Barty tra quattro top 10

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WTA Adelaide, l’entry list: comanda Barty tra quattro top 10

Il nuovo combined della settimana che precede l’Australian Open si preannuncia di altissimo livello: ci saranno anche Halep, Kvitova e Bertens. Wild card per Venus

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 Foto da Twitter @WTA

La settimana di Adelaide, immediatamente precedente all’Australian Open, si presenta con significativi spunti di interesse. Acquisita la partecipazione di Novak Djokovic al torneo maschile, è di buon livello l’entry list del torneo femminile con 19 iscritte tra le prime 30 del mondo . L’evento combined è una novità nel calendario e va a incastrarsi – al posto di Sydney – nel già intasato avvio di stagione. A comandare il seeding sarà la numero uno Ashleigh Barty, prima di quattro top ten: scenderanno in campo nei giorni immediatamente precedenti l’Australian Open anche Simona Halep, Petra Kvitova (finalista un anno fa a Melbourne Park) e Kiki Bertens.

(clicca per ingrandire)

In contemporanea, nella week 2, il circuito WTA sarà di scena anche ad Hobart dove non è stata ancora ufficializzata l’entry list. Nella prima settimana, quella che partirà il 6 gennaio, l’appuntamento invece è triplice: al WTA Premier di Brisbane si sovrappongono gli International di Shenzhen e Auckland. Proprio come a Brisbane, ad Adelaide è stata riservata una wild card per Venus Williams. La numero 53 del ranking, a 39 anni, cercherà così di prepararsi nel migliore dei modi alla sua ventesima partecipazione al primo Slam stagionale, dove è stata due volte finalista nel 2003 e nel 2017.

Le Entry List della Week #1 2020
Le Entry List della Week #2 2020

 

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Anche la WTA sperimenterà il ‘nuovo falco’ su terra: l’instant replay plana su Charleston

Il Volvo Car Open ospiterà il primo sistema di verifica tecnologica della storia sulla terra battuta. Si tratta di FOXTENN, erede (più evoluto) di Hawk Eye

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Caroline Wozniacki e Francesca Schiavone - Charleston 2019 (foto via Twitter, @VolvoCarOpen)

Sono passati quasi quindici anni dal giorno della rivoluzione, quel 2006 che tenne a battesimo la tecnologia ausiliare; la protesi dell’occhio umano che di lì a poco avrebbe ridotto sensibilmente il numero di valutazioni inesatte e azzerato o quasi le proteste con protagonista la fatidica riga. “Ha toccato? Non ha toccato?“, dubbi risolti con “occhio di falco”, il sistema in grado di segnalare in modo pressoché incontrovertibile il punto d’atterraggio della pallina. Ovunque, ma non sulla terra battuta, perché sul mattone tritato l’autorità d’interpretare i fatidici segni del feltro giallo è rimasta prerogativa esclusiva del giudice di sedia.

Un’esclusiva confermata anche dal vertice tra le quattro sigle governanti il tennis mondiale (ITF, ATP, WTA e Comitato gestore dei Major), indetto nel 2008 per tracciare una linea comune d’applicazione della novità tecnologica tutt’ora in vigore. Eppure nulla nel tennis è destinato a restare immutato e, anticipata da rumors la cui frequenza odorava ormai di conferma, è arrivata la notizia che in molti aspettavano: il torneo WTA di Charleston, in programma il prossimo mese di aprile nei suggestivi impianti del Daniel Island Tennis Center, si affiderà al supporto tecnologico dell’instant replay, fratello minore e più avanzato dell’ormai anziano falco. “Le palle dubbie su terra battuta davano luogo a molte recriminazioni – ha dichiarato il direttore del torneo Bob Moran -. Con l’istant replay ogni dubbio verrà fugato senza lasciare spazio a equivoci, e ci affideremo a una grafica molto evoluta, che gli spettatori potranno ovviamente apprezzare in diretta. Le giocatrici sono state informate della novità la scorsa settimana all’Australian Open e sono entusiaste“.

Il nuovo sistema, chiamato FOXTENN, si avvale di quaranta telecamere ad alta velocità in grado di generare centomila immagini al secondo, e verrà installato sul Billie Jean King Stadium e sull’Althea Gibson Club Court, i due campi principali del Family Circle Tennis Center. Una buona notizia, apprezzata fra le altre da Sloane Stephens, ultimamente nel mezzo di una crisi piuttosto accentuata ma già campionessa in South Carolina nel 2016: “Una novità fantastica per un torneo in costante evoluzione che non vedo l’ora di giocare la prossima primavera“, ha commentato Sloane, condividendo il parere positivo con la leggenda Chris Evert, la quale si è detta “favorevole al replay al cento per cento; la palla può scivolare sulla riga e lasciare il segno qualche centimetro più in là, dunque non si può mai avere alcuna certezza limitandosi a osservarne l’impronta“.

 

I risultati dimostrano che nel corso degli anni le decisioni arbitrali sono state sovvertite nel 30% dei casi dopo la verifica di “occhio di falco” sull’erba e sulle superfici dure. A Charleston, e non solo, si aspettano che gli umanissimi errori cui è condannato l’occhio umano vengano ridotti sensibilmente anche sulla terra verde, in attesa che quella rossa si accodi come sta già iniziando ad avvenire nel circuito maschile.

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Il direttore Scanagatta ospite della TV australiana Channel 9, tra quiz e aneddoti

Sui vincitori di Wimbledon, di qualsiasi anno, il direttore è imbattibile. Ma di quel pisolino in conferenza gli australiani non si sono dimenticati…

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Prima dell’inizio della nona giornata di incontri a Melbourne, che ha visto la rocambolesca vittoria di Federer che sfiderà un apparentemente imbattibile Djokovic in semifinale, il direttore Scanagatta è stato intervistato da Channel 9, la televisione australiana che ha acquisto i diritti per la trasmissione del torneo.

Interrogato su un paio di vincitori di Wimbledon del passato, il direttore ne è uscito fuori brillantemente. Giunti al momento di sviscerare le sue recenti impresa in sala stampa, non c’è stato modo di evitare l’aneddoto del ‘Buongiorno Ubaldo pronunciato lo scorso anno da Nadal, proprio in una conferenza stampa qui a Melbourne, per svegliare Ubaldo da un breve pisolino dovuto al jet lag.

Se avete un minimo di dimestichezza con la lingua inglse, questo è il video dell’intervento del direttore pubblicato su Twitter.

 

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Navratilova e McEnroe hanno protestato in favore del cambio di nome della Margaret Court Arena

L’Australian Open celebra Margaret Court, discussa vincitrice del Grande Slam nel 1970. Martina e John protestano: “Cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?”

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Aveva già fatto discutere la scelta di Tennis Australia di celebrare il cinquantesimo anniversario del Grande Slam di Margaret Court, risalente al 1970, pur schierandosi allo stesso tempo contro le posizioni sostenute dall’ex giocatrice sui diritti civili. La polemica è tornata viva più che mai grazie alla cassa di risonanza offerta da John McEnroe e Martina Navratilova, presenti a Melbourne in qualità di commentatori televisivi e partecipanti al torneo di doppio delle leggende.

A margine dell’incontro di doppio disputato questa mattina sulla 1573 Arena in coppia con Daniela Hantuchova, Navratilova ha atteso l’arrivo sul campo di McEnroe per poi sfilare con uno striscione recante la scritta ‘Evonne Goolagong Arena (foto in cima all’articolo), manifestando così la volontà che il secondo campo di Melbourne Park venga intitolato a ‘una campionessa che può ispirare e motivare giovani e meno giovani a fare del loro meglio ogni giorno‘, oltre che vincitrice di sette titoli dello Slam in singolare (quattro in Australia), come spiegato dalla stessa Martina in questa lettera aperta pubblicata da Tennis.com. John e Martina hanno poi tentato di prendere possesso del microfono del giudice di sedia per dare voce alla loro protesta, ma la diretta televisiva è stata interrotta in quel momento.

Tennis Australia ha già rilasciato un comunicato per prendere posizione sull’episodio, parlando di due personaggi di alto profilo che hanno tentato di infrangere il protocollo e della possibilità di prendere provvedimenti. Inizialmente erano circolate voci (riportate dal Telegraph) di una possibile sospensione dell’accredito, ma l’ipotesi è presto decaduta.

 

La protesta è giunta 24 ore dopo la celebrazione di Court che si è svolta ieri, lunedì, sulla Rod Laver Arena prima dell’incontro tra Nadal e Kyrgios che ha chiuso il programma. La vincitrice di 24 Slam è stata omaggiata con la proiezione di una sua intervista, focalizzata interamente sul tennis, e con la consegna di un trofeo speciale. A Court non è però mai stata data la parola, qualcuno immagina per tutelarsi dal pericolo che potesse rilasciare altre dichiarazione spiacevoli (come queste, tristemente note, sulle unioni civili tra omosessuali).

A seguito della cerimonia McEnroe aveva già criticato pesantemente l’operato di Tennis Australia: “Margaret Court attualmente è un ventriloquio che utilizza la Bibbia come una scusa per dire quello che vuole. Tennis Australia è di fronte a un dilemma: cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?.

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