Osaka, la donna che vinse due volte: anche l'Australian Open è suo

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Osaka, la donna che vinse due volte: anche l’Australian Open è suo

MELBOURNE – La giapponese fallisce tre match point e Kvitova la costringe al terzo set. Lì Osaka non tentenna: secondo Slam consecutivo. Naomi è la nuova numero 1 del mondo

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Naomi Osaka - Australian Open 2019 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

Spazio sponsorizzato da Barilla

IL SECONDO SLAM CONSECUTIVO DI NAOMI OSAKA COMMENTATO DAL DIRETTORE CON STUART FRASER DEL LONDON TIMES

 

Spunti tecnici: Bum bum Osaka

[4] N. Osaka b. [8] P. Kvitova 7-6(2) 5-7 6-4 (da Melbourne, il nostro inviato)

C’è tanto, tantissimo in palio nella splendida serata di Melbourne Park, tra Petra Kvitova e Naomi Osaka. Il numero uno WTA, tanto per cominciare, oltre al titolo dell’Australian Open 2019. La conclusione da favola di una storia di riscatto e coraggio, per la ceca, dopo l’aggressione e la coltellata alla mano di due anni fa. La conferma di una scalata altrettanto da favola verso la gloria sportiva per la giapponese, che l’ultimo Major l’ha vinto strameritando, ma le era stata rovinata la festa dalle scenate dell’avversaria. Oggi, per entrambe, è tutto apparecchiato perché la gioia sia perfetta, con il solo problema che non possono vincere tutte e due. Sia Petra che Naomi sono immacolate nelle finali Slam, due vittorie a Wimbledon per Kvitova, una a New York per Osaka, questo cambierà alla fine della serata. Non si sono mai affrontate in precedenza.

Fin dall’inizio le ragazze ci fanno capire come si sono meritate questa partita, ovvero giocando meglio di tutte le altre. Più potente in senso stretto Naomi, più elegante nei movimenti Petra, grandissimi servizi sia per l’una che per l’altra, fondamentali da dietro perfetti che producono pallate filanti, che schioccano che è un piacere anche solo a sentirne il suono dalla tribuna. Primo brivido per chi batte nel quinto game, quando un pizzico di fortuna con il nastro regala una palla break a Kvitova, fallita. Super-risposta di rovescio diagonale, ce n’è una seconda, ma ancora l’errore da fondocampo tradisce la ceca. Il servizio di Osaka sta viaggiando a velocità da tennis maschile, 183 kmh di media (media!), punte ben oltre i 190, e la salva dalla pressione avversaria, 3-2 per lei.

Un paio di errori, e la consueta aggressività in risposta di Naomi (sulle seconde, sta un metro e mezzo dentro il campo), nel game successivo producono una palla break stavolta per la giapponese, ma il dritto di Petra la cancella. All’improvviso, pare che chi va alla battuta sia costantemente in pericolo, lo conferma Osaka sul 3-3, salvandosi stavolta addirittura da 0-40 (un minimo di responsabilità di Kvitova qui c’è, poteva osare di più), siamo 4-3, e siamo anche a 5 palle break non sfruttate da Petra (una per Naomi), potrebbero essere occasioni fallite che alla fine pesano. In ogni caso, bel match finora, brave loro, pubblico contento e rumoroso. La palla vola svelta, non ci sono tatticismi, ogni singolo colpo è volto a far male all’avversaria, si palleggia a tutto braccio. Un vero piacere tecnico da ammirare, vederla scaricare dritti e rovesci in spinta da inginocchiate, di controbalzo per non perdere terreno, riconcilia davvero con il tennis.

Quattro game lisci al servizio per entrambe, e siamo 6-5 Osaka, mentre il sole tramonta su Melbourne tingendo di giallo il cielo sopra lo stadio, tutto molto bello. Alcuni scambi sono da standing ovation, le statistiche dicono 10-7 di vincenti-errori per Naomi, 13-12 Petra, bene così. Nel dodicesimo game, un errore di dritto consegna a Osaka la seconda palla break, che è anche un set-point: il dritto a uscire di Kvitova la cancella alla grandissima, ma ne arriva un’altro, e qui è il servizio centrale a tenere a galla la ceca. Poco dopo, siamo al tie-break. Una risposta di rovescio lungolinea, brutale, manda Naomi avanti 2-0 con minibreak, un ace e un dritto stretto in cross la fanno allungare fino al 4-1. Una grave l’indecisione in attacco di Petra (dritto poco profondo e angolato, punito dal facile passante avversario) le costa il 5-1, sono vantaggi che con belve come Osaka dall’altra parte della rete si pagano. Infatti, 30 secondi dopo siamo 6-2, e alla prima occasione (terzo set-point in tutto) Naomi chiude, 7-6 e un set a zero per lei. Bravissima, e in effetti il vantaggio è meritato, all’inizio si è salvata bene dalle 5 palle break affrontate, ma alla fine le opportunità importanti le ha avute tutte lei. Sono passati 51 minuti.

Nel secondo set, sull’1-0, quattro legnate di dritto terrificanti, semipiatte, portano Petra due volte a palla break, una quinta le consente di strappare il servizio per la prima volta all’avversaria, 2-0. La reazione immediata di Osaka, nel game successivo, si traduce in una lotta da 14 punti, in cui entrambe si menano come fabbri, piovono vincenti da tutte le parti, sfumano due palle del 3-0 per Kvitova, e arriva il contro-break. Livello stratosferico a tratti. Poco dopo, la giapponese aggancia Petra sul 2-2, sullo slancio si prende lo 0-40 (un paio di gratuiti evitabili della ceca, però), e con una palla corta larga di Kvitova arriva un altro break, 3-2 e servizio per Naomi, strepitosa lo strappo di nervi e grinta che ha saputo piazzare dopo essere passata per la prima volta in svantaggio. La sensazione dalla tribuna, netta, è che in campo abbiamo due campionesse, quelle che in questo momento giocano meglio di tutte, e si vede.

Servendo molto bene Osaka allunga 4-2, in questo momento abbiamo lei con un 19-14 tra vincenti ed errori, 22-27 Petra, grande spettacolo quindi, ma una differenza sensibile in favore di Naomi c’è, ed è giustamente certificata dal punteggio. L’impressione è anche che a livello di emotività la ceca senta di più l’importanza del momento, mentre la giapponese, a parte un attimo di nervosismo a inizio set, sta andando avanti come un treno. Senza problemi, infatti, Osaka va sul 5-3, e a questo punto Kvitova accusa il colpo, si irrigidisce, subisce un paio di accelerazioni, sbaglia un rovescio, e siamo 0-40, tre championship points. Bel dritto ad annullare il primo, servizio e accelerazione ad annullare il secondo, errore in risposta di Naomi a fallire il terzo. In un attimo Petra accorcia, 4-5, che occasione colossale sprecata da Osaka, in particolare il terzo andava giocato tenendo la palla in campo a mio avviso, non rischiato a occhi chiusi con conseguente rovescio steccato (anche se la prima messa dalla ceca era robusta). Attimo di sbandamento per Naomi, che al servizio per chiudere il torneo va 0-30, poi con un doppio fallo è 15-40, due palle del pareggio, che arriva subito con un errore di dritto. 5-5, è lo sport del diavolo, altrochè.

Inquadrata in primo piano sui maxischermi della Rod Laver Arena, adesso Osaka è una maschera di disappunto, e la si può pure capire, ma vanno dati grandi meriti a Kvitova, che non ha tremato quando era appesa al cornicione con un mignolo. Tanta rabbia di Naomi nel rovescio diagonale che le porta ancora una palla break sul 5-5, ma in avanzamento è perfetta Petra con il dritto ad annullarla, per poi salire 6-5. Partita intensissima dal punto di vista emotivo, tesa ed equilibrata, e in gran parte straordinaria dal punto di vista tecnico. Sbagliano, certo, ma ragazzi che catenate che si stanno tirando in faccia a vicenda da un’ora e tre quarti. Si dispera Osaka quando si trova sotto 0-30 poco dopo, è decisamente arrabbiata quando arriva lo 0-40, e tre set point per Kvitova. Il doppio fallo che manda il match al terzo, 7-5 Petra, scatena l’esultanza della ceca, che si è effettivamente tirata su da una situazione quasi senza speranze. È passata un’ora e 48, il pubblico sugli spalti è felice come una pasqua, Naomi molto meno, ma tant’è, vediamo che succede adesso. È definitivamente calata la notte.

Primi due game del set decisivo senza sussulti, autoritarie entrambe al servizio, stanno forse tirando il fiato dopo l’ottovolante che è stata la conclusione del secondo, le si può capire. Il primo assalto alla battuta avversaria viene da parte di Osaka sull’1-1, dopo un doppio fallo di Kvitova la giapponese spara il rovescio diagonale, brekka, e sale 2-1. Tranquillizzata dal nuovo vantaggio, Naomi allunga 3-1, e continua a spingere come una forsennata su ogni palla. Petra, in questa fase, sembra anche meno brillante fisicamente, o quantomeno scarica di energie nervose. Colpisce il contrasto tra la mimica facciale delle due, quando la regia della Rod Laver Arena le inquadra: sorniona e quasi sempre impassibile Osaka, molto esplicita nei momenti di frustrazione come in quelli di esaltazione agonistica Kvitova.

Nel sesto game, la ceca dà fondo a tutta la sua determinazione, e arriva a palla del contro-break, ma Naomi la respinge al mittente con due botte di servizio e un drittone, siamo 4-2. Nel game successivo, tre gratuiti di fila di Petra le costano altrettante palle break consecutive da affrontare, ma è strepitosa col servizio ad annullarle e ad accorciare 3-4, altra buca tremenda da cui si è tirata fuori, qui non ci sono responsabilità o rimpianti per Osaka, è stata brava l’altra. Poco dopo, è 5-3, stessa identica situazione del set precedente, ma stavolta la ceca non corre rischi e rimane in scia, 4-5. Scende, a sorpresa, qualche goccia di pioggia, ma non a sufficienza per fermare il gioco. Certamente non a sufficienza per fermare Naomi, che picchia servizi, dritti e rovesci, sale 40-0, e altri 3 match-point. Il primo lo sbaglia (4 falliti finora), sul secondo il servizio vincente le consegna titolo dell’Australian Open e trono della WTA.

Eccezionale Osaka, è una fuoriclasse che vincerà per anni, splendida Petra, che è veramente bello riavere ai massimi livelli, avrà certamente altre occasioni. Naomi è la prima giapponese a diventare numero 1 del mondo (anche per quanto concerne gli uomini), ha vinto due Slam di fila, il segnale che lancia a tutte le altre per il resto della stagione è ben chiaro: è arrivata in cima per restarci a lungo.

“Ciao… scusate, i discorsi in pubblico non sono mai stati il mio forte. Petra, congratulazioni, è stato bellissimo giocare con te, dopo tutto quello che hai passato. Grazie a tutti di essere venuti a vedere, sono molto grata di questo, e grazie all’organizzazione del torneo. Grazie alla mia squadra, non ce l’avrei fatta senza di voi… uff, mi ero preparata un discorso ma non me lo ricordo! Quindi grazie a tutti, ecco!“, esclama Osaka dopo aver alzato al cielo il trofeo.

Commossa Petra Kvitova durante la premiazione“Incredibile, non riesco a credere di aver appena giocato una finale Slam di nuovo. Grazie a tutti, congratulazioni a Naomi, meriti il numero 1. Sono felice di essere qui, ringrazio tutti quelli che lo hanno reso possibile, il mio team, tutti, grazie per tutto, ma soprattutto grazie per essermi stati vicini anche quando non si sapeva se avrei potuto ancora tenere in mano una racchetta (Petra si commuove di nuovo, ovazione del pubblico). Ogni singolo giorno mi avete sostenuta e incoraggiata, so che non è stato facile. E grazie a tutto il pubblico, ci vediamo l’anno prossimo!”.

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Australian Open: esordio felice per Lucia Bronzetti. Vittoria netta per Martina Trevisan, niente da fare per Paolini

Esordio vincente per Lucia nel suo primo incontro slam, ora la Barty. Martina domina Hibino. Sconfitta netta per Jasmine contro la Ruse

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Nel Day 1 dell’Australian Open le quattro italiane presenti in tabellone sono scese tutte in campo: il bilancio è positivo anche se non perfetto, con tre vittorie e una sconfitta. Dopo la vittoria di Camila Giorgi nella notte italiana, sono arrivati i successi di Lucia Bronzetti e Martina Trevisan, che approdano al secondo turno da qualificate, mentre lascia il torneo al primo ostacolo Jasmine Paolini.

BRAVA LUCIA – Ottimo inizio per Lucia Bronzetti. Dopo aver superato le qualificazioni, l‘azzurra vince il suo primo incontro nel main draw di un major superando in rimonta la russa Varvara Gracheva (n. 78 WTA). Lucia, 23 anni e attuale n. 142 del mondo, dopo aver perso il primo set per 6-3, non si scoraggia e riesce a ribaltare la situazione vincendo alla distanza con lo score 3-6 6-2 6-3.

Nel primo parziale, l’allieva di Francesco e Alessandro Piccari, nonostante si procuri un vantaggio con il break, a sua volta perde il servizio, non riuscendo più a recuperare e cedendo il set per 3-6. Tiene duro nel secondo e, sempre più aggressiva e decisa, ne prende il controllo vincendolo per 6-2.

 

Nella frazione decisiva, la tennista romagnola è abile nell’annullare una palla break in avvio di set. Rinfrancata dal recupero e sempre più concentrata, Lucia fa la differenza nel quarto gioco e, dopo 1 ora e 50, chiude l’incontro imponendosi 6-3 al terzo set. L’azzurra è stata complessivamente più concreta e meno fallosa dell’avversaria che ha, sì, messo a segno 24 vincenti ma ha anche commesso ben 57 errori non forzati, a fronte dei 28 di Lucia che, inoltre, intasca il 64% di punti con la prima di servizio. Nel turno successivo affronterà la n. 1 del mondo Ashleigh Barty che, in 55 minuti, liquida la pratica Tsurenko concedendole soltanto un game (6-0 6-1). Probabile la passerella sulla Rod Laver Arena per Lucia, e sarebbe un premio meritato.

TREVISAN SI FA TROVARE PRONTAPrestazione convincente anche per Martina Trevisan che, in 1 ora e 11 minuti, ha la meglio sulla giapponese Hibino (6-2 6-3), entrata in tabellone da lucky loser dopo il ritiro della cinese Saisai Zheng (la Hibino aveva perso proprio con la Bronzetti). Come Lucia, anche Martina proviene dalle qualificazioni. La tennista fiorentina (n. 111 WTA), conquista il 68% dei punti al servizio e mette a segno 17 vincenti a fronte dei 15 errori. Molto più fallosa invece la Hibino che incorre in 29 gratuiti e intasca soltanto il 52% dei punti alla battuta. Martina accede per la prima volta al secondo turno dell’Australian Open e incrocerà la racchetta con quella della vincente tra Ajla Tomljanovic e la fresca campionesa di Sydney – nonché n. 6 del mondo – Paula Badosa.

DELUDE PAOLINI – Grande delusione invece per Jasmine Paolini che subisce una netta sconfitta contro la rumena Ruse (6-1 6-3). L’inizio del match è assai complicato per Jasmine che riesce ad intascare un solo game e subisce ben quattro break. Poi, quando sembra prendere le misure ed entrare in partita, ecco che la Ruse impone definitivamente il proprio gioco. Niente da fare per Paolini che realizza soltanto sei vincenti – a fronte dei 17 dell’avversaria – ma, soprattutto, conquista soltanto il 36% dei punti sul proprio servizio. La prossima avversaria della Ruse sarà la russa Kudermetova. Molto delusa Jasmine alla fine del match, che ammette di “non aver potuto giocare bene oggi. È stata dura. I suoi colpi andavano veloci e non sono riuscita a muovermi con la solità rapidità. Non sono felice della mia performance. Spero di giocare meglio nel torneo di doppio“. L’azzurra infatti sarà impegnata anche in questa specialità insieme alla britannica Watson.

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Australian Open 2022: un convincente Sonego supera Querrey. Pesante ko per Fognini, perde Caruso

Il torinese vince in tre set. Netta sconfitta per il ligure contro Griekspoor: difendeva gli ottavi di finale. Il lucky loser siciliano non riesce a far partita contro Kecmanovic

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Lorenzo Sonego - Australian Open 2022 (Instagram - _federtennis)

La campagna italiana in Australia registra in tutto due vittorie e due sconfitte tra gli uomini (che si presentavano ai nastri di partenza con la cifra record di 10 giocatori) nella prima giornata dell’AO. Dopo la vittoria di Berrettini nella notte italiana, il risveglio sorride solo in parte ai tennisti azzurri. Nella mattinata di lunedì infatti sono arrivate le sconfitte di Fabio Fognini e Salvatore Caruso, mentre poco più tardi è arrivato il successo di Lorenzo Sonego.

FOGNINI SEMPRE PIÙ GIÙ – Quando un tennista in ascesa incontro un tennista in discesa, quello in discesa è un tennista sconfitto. Si potrebbe parafrasare così la celebre citazione del film “Per qualche dollaro in più” e in questo caso i due partecipanti alla contesa sono l’olandese 25enne Tallon Griekspoor, vincitore della cifra record di otto titoli Challenger la scorsa stagione, e l’italiano 34enne Fabio Fognini. I due si sono affrontati per la prima volta in questo primo turno di Australian Open dove l’olandese non è mai apparso veramente in difficoltà e ha vinto 6-1 6-4 6-4 in un’ora e 49 minuti. L’unico sussulto del tennista ligure c’è stato forse nel secondo set quando, già sotto di un break sul 3-2, ha avuto le uniche due palle break di tutto l’incontro ma Griekspoor attentissimo non ha lasciato rientrare in partita Fabio e gli ha chiuso definitivamente la porta in faccia.

Uno dei punti di forza del gioco di Fognini, oltre alla disinvoltura con il quale lascia andare il braccio, è la rapidità negli spostamenti che gli permette di trovarsi nel posto giusto nel momento dell’impatto sulla palla. Ebbene oggi proprio nei movimenti è emersa tutta la sua difficoltà nell’affrontare l’avversario, e se poi ci si aggiunge un servizio che nel momento del bisogno non è riuscito a dargli una mano ecco che arriva la sconfitta. Ovviamente non vanno tolti i meriti al n. 62 del mondo il quale oltre a servire benissimo sa anche variare con i colpi da fondo e probabilmente vale molto di più della sua classifica. Ora che avrà più chance di giocare a livello ATP non tarderà a dimostrarlo. Per l’ottava volta in carriera dunque Fognini lascia lo Slam australiano al primo turno e questa uscita pesa anche in termini di classifica perché lo scorso anno raggiunse gli ottavi di finale e dunque erano 180 i punti da difendere. Questo tesoretto gli verrà scalato nell’ultima settimana di febbraio (perché in quel periodo si giocò il torneo nel 2021) e dunque per Fognini, attualmente numero 32 del mondo, la sua permanenza tra i top 50 è sempre più a rischio. “Non potrei essere più felice, ho giocato un ottimo match contro un ottimo avversario”, ha detto Griekspoor, che al secondo turno affronterà Carreno Busta.

 

CARUSO LOTTA SOLO PER UN SET – Non riesce a sfruttare l’occasione concessagli dai giudici federali australiani Salvatore Caruso. Il tennista siciliano è stato ripescato dopo l’espulsione di Djokovic e si è presentato in campo contro un altro serbo, il n. 77 Miomir Kecmanovic il quale ha vinto 6-4 6-2 6-1 in un’ora e 57 minuti. Come si evince facilmente dal punteggio, l’incontro è rimasto sui binari dell’equilibrio solamente nel primo set quanto il n. 150 del mondo è riuscito a tenere testa al gioco più potente del suo avversario. Kecmanovic era passato avanti di un break ma grazie ad un paio di risposte fulminanti di rovescio, Caruso aveva trovato il contro-break nell’ottavo game riportandosi sul 4-4. Purtroppo però lo sforzo si è rivelato vano perché nel game successivo Salvatore ha perso di nuovo la battuta – complice anche un doppio fallo velenosissimo – e ha dovuto dire addio al set. La delusione a livello mentale per il parziale svanito evidentemente non è stata smaltita dall’italiano e il serbo ha preso il largo riuscendo a brekkarlo per tre volte nei rispettivi due set. Termina così dunque la quarta partecipazione di Caruso agli Australian Open e il tennista d’Avola si rallegrerà con un assegno da $90.000 (tasse escluse). “In questo torneo voglio fare bene anche per Novak – ha detto Kecmanovic nella conferenza stampa post gara, quando gli è stato chiesto cosa pensa del caso relativo al più noto compatriota -. Penso che la faccenda non sia stata gestita bene e che lo abbiano trattato in modo terribile. Non vedevo l’ora di giocare contro di lui sulla Rod Laver Arena, sarebbe stato un bel match contro quello che è il mio idolo. Se gli consiglierei di vaccinarsi? Sono un ragazzino rispetto a lui e non sono io a dovergli dare consigli”. Caruso, invece, ha commentato quanto accaduto con filosofia: “Mi sono preparato bene per questo match perchè sapevo di essere il primo lucky loser che sarebbe stato chiamato a partecipare in caso di un altro forfait. Niente di speciale. Poi la partita è andata male, ma questo è il tennis, ci sono giorni migliori e giorni peggiori”.

SONEGO-QUERREY BIS – Dodici mesi fa Lorenzo Sonego batté Sam Querrey al primo turno degli Australian Open per 7-5 6-4 6-4. Quest’anno il sorteggio li ha messi di nuovo uno di fronte all’altro e il tennista torinese ha trovato il modo di migliorarsi: infatti Sonego ha vinto anche questa volta per 7-5 6-3 6-3 in 2 ore e 17 minuti. Lo statunitense è noto per la sua grande efficienza al servizio ma oggi è stato il n. 26 del mondo a brillare con questo colpo: 0 turni di battuta persi e 9 palle break concesse, tutte annullate. Il primo set si è deciso sul 5-5 quando Querrey ha perso la battuta per la prima volta e questo gli è costato il parziale; il n. 110 del mondo ha lottato con le sue armi a disposizione ma la determinazione di Sonego, quando è in giornata, è difficile da scalfire e oggi l’azzurro è apparso carico e grintoso. Al prossimo turno per l’italiano c’è il vincente di Otte-Tseng.

QUI IL TABELLONE COMPLETO DELL’AUSTRALIAN OPEN MASCHILE 2022

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Ons Jabeur dà forfait agli Australian Open

Un problema alla schiena blocca la tennista tunisina testa di serie n. 9

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Ons Jabeur - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Aveva iniziato bene la stagione con due vittorie nel WTA 500 di Sydney, ma poi Ons Jabeur era stata costretta al ritiro a partita in corso nei quarti di finale contro Anett Kontaveit. Il problema patito durante quel match evidentemente non ha trovato una rapida soluzione e poche ore fa è arrivato l’annuncio da parte di Jabeur del ritiro dagli Australian Open 2022. La tennista tunisina, numero 10 del mondo e testa di serie n. 9 nello Slam, è una grande perdita per il torneo perché con le sue ineguagliabili doti tecniche, rappresenta una delle tenniste più spettacolari e variegate del circuito. Questo il messaggio integrale rilasciato dalla giocatrice sui social:

“Ciao a tutti, purtroppo mi devo ritirare dal primo turno odierno degli Australian Open. Mi sono infortunata alla schiena a Sydney la scorsa settimana. Ho provato di tutto per essere pronta e pensavo di essere pronta per giocare qui. Sfortunatamente, il dolore è ancora molto presente e giocare in queste condizioni potrebbe mettere a rischio la mia intera stagione. Ora mi riposerò e mi curerò per tornare il prima possibile. Grazie a tutti i miei fan per il loro aiuto e supporto, sperando di essere al 100% per il prossimo appuntamento.”

Il suo posto nel tabellone è stato preso dalla lucky loser romena Irina Maria Bara (26 anni, n. 134) e quindi è toccato a lei scendere in campo contro la spagnola Nuria Parrizas-Diaz. Quest’ultima, attuale n. 63 del mondo, ha approfittato del cambio avversaria e ha vinto così il suo primo incontro a livello Slam a 30 anni imponendosi sulla romena per 6-3 6-1.

 

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