L'entry list dell'ATP di Adelaide: poca concorrenza per Djokovic

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L’entry list dell’ATP di Adelaide: poca concorrenza per Djokovic

Nole strafavorito nell’ultimo torneo prima dell’Open d’Australia. Presenti de Minaur e Aliassime, nessun italiano nella lista

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Novak Djokovic - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Tra la finale dell’ATP Cup e l’Australian Open il tennis maschile farà tappa ad Adelaide, nell’Australia del Sud, e a Auckland in Nuova Zelanda. Dal 12 al 18 gennaio i partecipanti ai due ATP 250 d’Oceania termineranno la preparazione per il primo Slam della stagione (e anche del decennio). Ventiquattro ore fa è stata pubblicata l‘entry list del torneo di Auckland e oggi, 4 dicembre, l’ha fatto anche l’ATP di Adelaide.

Come annunciato nei giorni scorsi, Nole Djokovic sarà la stella del torneo australiano. Il serbo, numero uno del seeding, ha vinto il torneo nella sua unica apparizione ad Adelaide (2007) battendo in finale Chris Guccione in tre set. Si prospetta quindi un gennaio pieno di impegni per Nole: non si concederà alcuna tregua dopo l’ATP Cup prima di difendere il titolo all’Open d’Australia di Melbourne.

(clicca per ingrandire)

Chi proverà a fermare Djokovic? I giovanissimi Alex de Minaur e Felix Auger-Aliassime occupano la terza e la quarta piazza dell’entry list. Sono loro i principali avversari del serbo, leggermente più avanti di Lucas Pouille (demolito da Djokovic nella semifinale dell’Australian Open 2019) e Pablo Carreno Busta. Solo tre giocatori dell’entry list sono già riusciti a battere Nole nella loro carriera. Si tratta di Sam Querrey, Fernando Verdasco e Gilles Simon, tutti e tre veterani del circuito ATP. Non figura invece nessun giocatore italiano.

 

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Anche la WTA sperimenterà il ‘nuovo falco’ su terra: l’instant replay plana su Charleston

Il Volvo Car Open ospiterà il primo sistema di verifica tecnologica della storia sulla terra battuta. Si tratta di FOXTENN, erede (più evoluto) di Hawk Eye

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Caroline Wozniacki e Francesca Schiavone - Charleston 2019 (foto via Twitter, @VolvoCarOpen)

Sono passati quasi quindici anni dal giorno della rivoluzione, quel 2006 che tenne a battesimo la tecnologia ausiliare; la protesi dell’occhio umano che di lì a poco avrebbe ridotto sensibilmente il numero di valutazioni inesatte e azzerato o quasi le proteste con protagonista la fatidica riga. “Ha toccato? Non ha toccato?“, dubbi risolti con “occhio di falco”, il sistema in grado di segnalare in modo pressoché incontrovertibile il punto d’atterraggio della pallina. Ovunque, ma non sulla terra battuta, perché sul mattone tritato l’autorità d’interpretare i fatidici segni del feltro giallo è rimasta prerogativa esclusiva del giudice di sedia.

Un’esclusiva confermata anche dal vertice tra le quattro sigle governanti il tennis mondiale (ITF, ATP, WTA e Comitato gestore dei Major), indetto nel 2008 per tracciare una linea comune d’applicazione della novità tecnologica tutt’ora in vigore. Eppure nulla nel tennis è destinato a restare immutato e, anticipata da rumors la cui frequenza odorava ormai di conferma, è arrivata la notizia che in molti aspettavano: il torneo WTA di Charleston, in programma il prossimo mese di aprile nei suggestivi impianti del Daniel Island Tennis Center, si affiderà al supporto tecnologico dell’instant replay, fratello minore e più avanzato dell’ormai anziano falco. “Le palle dubbie su terra battuta davano luogo a molte recriminazioni – ha dichiarato il direttore del torneo Bob Moran -. Con l’istant replay ogni dubbio verrà fugato senza lasciare spazio a equivoci, e ci affideremo a una grafica molto evoluta, che gli spettatori potranno ovviamente apprezzare in diretta. Le giocatrici sono state informate della novità la scorsa settimana all’Australian Open e sono entusiaste“.

Il nuovo sistema, chiamato FOXTENN, si avvale di quaranta telecamere ad alta velocità in grado di generare centomila immagini al secondo, e verrà installato sul Billie Jean King Stadium e sull’Althea Gibson Club Court, i due campi principali del Family Circle Tennis Center. Una buona notizia, apprezzata fra le altre da Sloane Stephens, ultimamente nel mezzo di una crisi piuttosto accentuata ma già campionessa in South Carolina nel 2016: “Una novità fantastica per un torneo in costante evoluzione che non vedo l’ora di giocare la prossima primavera“, ha commentato Sloane, condividendo il parere positivo con la leggenda Chris Evert, la quale si è detta “favorevole al replay al cento per cento; la palla può scivolare sulla riga e lasciare il segno qualche centimetro più in là, dunque non si può mai avere alcuna certezza limitandosi a osservarne l’impronta“.

 

I risultati dimostrano che nel corso degli anni le decisioni arbitrali sono state sovvertite nel 30% dei casi dopo la verifica di “occhio di falco” sull’erba e sulle superfici dure. A Charleston, e non solo, si aspettano che gli umanissimi errori cui è condannato l’occhio umano vengano ridotti sensibilmente anche sulla terra verde, in attesa che quella rossa si accodi come sta già iniziando ad avvenire nel circuito maschile.

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Il direttore Scanagatta ospite della TV australiana Channel 9, tra quiz e aneddoti

Sui vincitori di Wimbledon, di qualsiasi anno, il direttore è imbattibile. Ma di quel pisolino in conferenza gli australiani non si sono dimenticati…

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Prima dell’inizio della nona giornata di incontri a Melbourne, che ha visto la rocambolesca vittoria di Federer che sfiderà un apparentemente imbattibile Djokovic in semifinale, il direttore Scanagatta è stato intervistato da Channel 9, la televisione australiana che ha acquisto i diritti per la trasmissione del torneo.

Interrogato su un paio di vincitori di Wimbledon del passato, il direttore ne è uscito fuori brillantemente. Giunti al momento di sviscerare le sue recenti impresa in sala stampa, non c’è stato modo di evitare l’aneddoto del ‘Buongiorno Ubaldo pronunciato lo scorso anno da Nadal, proprio in una conferenza stampa qui a Melbourne, per svegliare Ubaldo da un breve pisolino dovuto al jet lag.

Se avete un minimo di dimestichezza con la lingua inglse, questo è il video dell’intervento del direttore pubblicato su Twitter.

 

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Navratilova e McEnroe hanno protestato in favore del cambio di nome della Margaret Court Arena

L’Australian Open celebra Margaret Court, discussa vincitrice del Grande Slam nel 1970. Martina e John protestano: “Cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?”

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Aveva già fatto discutere la scelta di Tennis Australia di celebrare il cinquantesimo anniversario del Grande Slam di Margaret Court, risalente al 1970, pur schierandosi allo stesso tempo contro le posizioni sostenute dall’ex giocatrice sui diritti civili. La polemica è tornata viva più che mai grazie alla cassa di risonanza offerta da John McEnroe e Martina Navratilova, presenti a Melbourne in qualità di commentatori televisivi e partecipanti al torneo di doppio delle leggende.

A margine dell’incontro di doppio disputato questa mattina sulla 1573 Arena in coppia con Daniela Hantuchova, Navratilova ha atteso l’arrivo sul campo di McEnroe per poi sfilare con uno striscione recante la scritta ‘Evonne Goolagong Arena (foto in cima all’articolo), manifestando così la volontà che il secondo campo di Melbourne Park venga intitolato a ‘una campionessa che può ispirare e motivare giovani e meno giovani a fare del loro meglio ogni giorno‘, oltre che vincitrice di sette titoli dello Slam in singolare (quattro in Australia), come spiegato dalla stessa Martina in questa lettera aperta pubblicata da Tennis.com. John e Martina hanno poi tentato di prendere possesso del microfono del giudice di sedia per dare voce alla loro protesta, ma la diretta televisiva è stata interrotta in quel momento.

Tennis Australia ha già rilasciato un comunicato per prendere posizione sull’episodio, parlando di due personaggi di alto profilo che hanno tentato di infrangere il protocollo e della possibilità di prendere provvedimenti. Inizialmente erano circolate voci (riportate dal Telegraph) di una possibile sospensione dell’accredito, ma l’ipotesi è presto decaduta.

 

La protesta è giunta 24 ore dopo la celebrazione di Court che si è svolta ieri, lunedì, sulla Rod Laver Arena prima dell’incontro tra Nadal e Kyrgios che ha chiuso il programma. La vincitrice di 24 Slam è stata omaggiata con la proiezione di una sua intervista, focalizzata interamente sul tennis, e con la consegna di un trofeo speciale. A Court non è però mai stata data la parola, qualcuno immagina per tutelarsi dal pericolo che potesse rilasciare altre dichiarazione spiacevoli (come queste, tristemente note, sulle unioni civili tra omosessuali).

A seguito della cerimonia McEnroe aveva già criticato pesantemente l’operato di Tennis Australia: “Margaret Court attualmente è un ventriloquio che utilizza la Bibbia come una scusa per dire quello che vuole. Tennis Australia è di fronte a un dilemma: cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?.

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