Classifica ATP, i soliti tre cannibali: Djokovic, Nadal e Federer

Focus

Classifica ATP, i soliti tre cannibali: Djokovic, Nadal e Federer

Pochi movimenti significativi in classifica, allora è il caso di allargare il campo d’indagine: ecco qualche numero (che fa impressione) del dominio dei Big 3 negli ultimi 15 anni

Pubblicato

il

Rafa Nadal e Novak Djokovic - Wimbledon 2018 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Questa settimana la classifica ATP offre pochi spunti di riflessione. Per trovare la prima variazione rispetto a sette giorni fa dobbiamo scendere sino al ventiduesimo posto dove troviamo Grigor Dimitrov che- per inerzia – ha guadagnato una posizione. Più significativo il progresso del cileno Cristian Garintrionfatore nel torneo di Cordoba,  che per la prima volta entra tra i migliori trenta giocatori del mondo e si siede sulla poltrona numero 27. Quantitativamente più significativo il progresso compiuto dal bielorusso Egor Gerasimov finalista a Pune e salito alla  71esima posizione, una in più rispetto  al vincitore del torneo indiano, Jiri Vesely.

Settimana poco felice per i nostri connazionali. Si è messo in mostra positivamente soltanto Roberto Marcora che a Pune ha raggiunto per la prima volta in carriera i quarti di finale di un torneo 250 ottenendo così il proprio best ranking (n. 166). Best ranking raggiunto anche dal giocatore preferito di Kyrgios, Casper Ruud (n. 45) e dallo slovacco Andrej Martin (n. 93). Da segnalare per Matteo Berrettini che il titolo vinto da Monfils a Montpellier ha consentito al francese di agganciarlo temporaneamente in classifica: l’italiano (che tornerà in campo a Rio de Janeiro tra sette giorni) potrà però rimanere tranquillo ancora per una settimana, perché Gael adesso difende i 500 punti del titolo di Rotterdam e può soltanto perderne.

In merito al ranking non abbiamo altro da aggiungere. Ci dedicheremo quindi a un tema prepotentemente tornato alla ribalta in seguito alla vittoria di Novak Djokovic all’ultimo Australian Open: l’antropofagia sportiva.

 

La parola “cannibale” in campo sportivo fu usata per la prima volta per definire la leggendaria e inesauribile fame di vittorie del ciclista Eddie Mercks. Nell’arco di una carriera iniziata nel ’65 e conclusa nel ‘78 il campione belga (di “campionissimo” nel ciclismo ce ne è uno solo: Fausto Coppi) vinse infatti più di 500 competizioni lasciando ai suoi avversari solo le briciole. Da circa 15 anni il tennis è a sua volta terra di conquista per tre cannibali: Djokovic, Federer e Nadal.

Limitando la nostra attenzione ai quattro tornei dello Slam, rileviamo che questi bulimici divoratori di record e trofei dal 2003  – anno in cui Federer vinse il suo primo major a Wimbledon – a oggi hanno disputato 62 finali su 69 disponibili vincendone 56. Cinque delle sette finali che non videro la loro presenza in campo furono giocate tra il 2003 e il 2005, ovvero prima della sbocciatura di Djokovic e della conferma ai massimi livelli di Nadal. Le restanti due furono: US Open 2014 (Cilic vs Nishikori ) e Wimbledon 2016 (Murray vs Raonic). Si tratta di una situazione inedita nella storia del tennis da quando nel 1968 si aprì al professionismo?

Per rispondere alla domanda abbiamo suddiviso il periodo compreso tra il 1968 e il 2019 in cinque archi temporali e riportato i nomi dei vincitori dei 208 major disputati in questo lasso di tempo.

1968-1979

AUSTRALIAN OPENROLAND GARROSWIMBLEDONUS OPEN
Bowry – Laver Ashe – Rosewall – Newcombe – Connors – Edmonson – Tanner – Gerulaitis – Vilas  Rosewall – Laver – Kodes – Gimeno – Nastase – Borg – Panatta – VilasLaver – Newcombe – Smith – Kodes – Connors- Ash – BorgAshe – Laver – Rosewall – Smith – Nastase – Newcombe – Connors – Orantes – Vilas – McEnroe
  • 49 Major disputati (nel 1977 si giocarono due edizioni dell’Australian open, a gennaio e dicembre)
  • 18 vincitori differenti: Bowry – Laver – Ashe – Rosewall – Newcombe – Connors – Edmonson – Tanner – Gerulaitis – Vilas – Kodes – Gimeno – Nastase – Borg – Panatta – Smith – Orantes – McEnroe
  • Biorn Borg è il tennista più titolato con otto vittorie all’attivo (4 RG e 4 W) seguito da Jimmy Connors con 5 (AO, W, 4 USO).

1980-1989

AUSTRALIAN OPENROLAND GARROSWIMBLEDONUS OPEN
Teacher – Kriek – Wilander – Edberg – LendlBorg – Wilander – Noah – Lendl – ChangBorg – McEnroe – Connors – Becker – Cash – Edberg – McEnroeMcEnroe – Connors – Lendl – Wilander – Becker – McEnroe
  • 39 Major disputati (nel 1986 la data di inizio dell’Australian Open fu spostata da dicembre a gennaio 1987).
  • 11 vincitori: McEnroe-Teacher-Kriek-Borg-Wilander-Edberg-Lendl-Noha-Chang-Becker-Cash.
  • 7 vittorie a testa per Wilander (3 AO, 3 RG e 1 USO) e Lendl (2 AO, 3 RG, 3 USO), 6 per McEnroe (3 W e 3 UO)

1990 – 1999

AUSTRALIAN OPENROLAND GARROSWIMBLEDONUS OPEN
Lendl – Becker – Courier – Sampras – Agassi – Korda – KafelnikovGomez – Courier – Bruguera – Muster – Kafelnikov – Kuerten – Moya – AgassiEdberg- Stich – Agassi – Sampras – KrajicekSampras – Edberg – Agassi – Rafter
  • 40 major
  • 16 vincitori: Lendl – Becker – Edberg – Courier – Sampras – Agassi – Korda – Kafelnikov – Gomez – Bruguera – Muster – Moya- Kuerten – Stich – Krajicek – Rafter
  • Pete Sampras è il giocatore più vincente del periodo con 12 Slam all’attivo (2 AO, 6 W, 4 USO) seguito da Andre Agassi con 5 (AO, RG, W, 2 USO).

2000-2009

AUSTRALIAN OPENROLAND GARROSWIMBLEDONUS OPEN
Agassi – Johansson – Federer – Safin – Djokovic – NadalKuerten – Costa – Ferrero – Gaudio – Nadal – FedererSampras – Ivanisevic – Hewitt – Federer – NadalSafin – Hewitt – Sampras – Roddyck – Federer – del Potro
  • 40 major
  • 15 vincitori: Agassi – Johansson- Federer – Safin – Djokovic – Nadal – Kuerten – Costa – Ferrero – Gaudio – Sampras – Ivanisevic – Hewitt – Roddych – del Potro

Attenzione però a non farci trarre in inganno dalle statistiche, Hannibal è ad portas. Infatti, tra il 2006 e il 2009 un solo tennista interrompe il dominio dei soliti noti: Juan Manuel del Potro vincitore dello US Open 2009. Gli altri 11 vincitori raccolsero i loro allori tra il 2000 e il 2005. Roger Federer guida il gruppo con 15 vittorie (3AO, RG, 6W, 5 USO) seguito da Rafael Nadal con  6 (AO, 4RG, W).

2010-2019

AUSTRALIAN OPENROLAND GARROSWIMBLEDONUS OPEN
Federer – Djokovic – WawrinkaNadal – Djokovic – WawrinkaFederer – Djokovic – Nadal – MurrayNadal – Djokovic – Wawrinka – Murray – Cilic

Hannibal è dentro le mura della città:

  • 40 slam disputati
  • 33 vinti da Djo-Fe-Na
  • i restanti 7 da Wawrinka (3), Murray (3) e Cilic.

Top performer Novak Djokovic con 15 vittorie (6 AO, RG, 5 W, 3 USO). Lo segue Nadal con 13 (8 RG, W, 4 USO).

CONCLUSIONI

Periodo68-7980-8990-992000-20092010-2019
N. Vincitori181016156

Le cifre non aggiungono nulla di nuovo rispetto a quanto gli appassionati già sapevano intuitivamente, ma vedere espressi nero su bianco i numeri che rappresentano il dominio degli attuali tre migliori giocatori del pianeta nel corso degli ultimi 15 anni crediamo desti una certa impressione e faccia sorgere delle domande, tra le quali la più immediata è forse la seguente: oltre ad essere straordinariamente bravi loro, sono anche un po’ deficitari i loro epigoni? Ai lettori la risposta.

Continua a leggere
Commenti

ATP

Il futuro dell’ATP: dal 2023 tornei Masters 1000 sempre più grandi, sempre più ricchi

Gaudenzi presenta l’ATP del futuro: dieci Masters 1000 di cui sette nel formato di 11-12 giorni. Montepremi in aumento con orizzonte fino al 2030

Pubblicato

il

In un documento che L’Équipe ha avuto modo di consultare, Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, ha confermato alcuni punti del piano strategico su cui l’organo di governance del tennis maschile sta lavorando da 18 mesi, che sarebbero stati già approvati dal Board e dovrebbero essere applicati a partire dal 2023. Si tratta nello specifico di un accordo su una nuova formula di spartizione degli utili tra tornei e giocatori, livelli più alti di montepremi garantiti a lungo termine e l’aumento del numero dei tornei Masters 1000, sette dei quali avranno l’opportunità di disputarsi sulla lunga distanza di 12 giorni (come Indian Wells e Miami già oggi) causando una modifica sostanziale nell’equilibrio del calendario maschile.

“Queste misure rappresentano un passo avanti significativo per il nostro sport e nel modo in cui i nostri giocatori e gli organizzatori dei tornei operano nell’ambito della partnership paritaria dell’ATP Tour“, ha affermato Gaudenzi. “È solo attraverso questo spirito di partnership, trasparenza e coincidenza di interessi che possiamo davvero massimizzare il nostro potenziale e concentrarci sulla concorrenza che affrontiamo nel sempre più ampio panorama dello sport e dell’intrattenimento“.

Queste misure arrivano in un momento in cui sono in forte aumento le controversie sulla legittimità della governance ATP mentre crescono le recriminazioni di molti giocatori, che si considerano finanziariamente danneggiati dai tornei. Creata sotto la guida di Novak Djokovic e Vasek Pospisil, la PTPA (Associazione Giocatori di Tennis Professionisti) è il simbolo di questa ribellione interna rispetto alla quale, in un certo senso, questa riforma dell’ATP costituisce una reazione.

 

Le principali misure da ricordare

  • Nella categoria Masters 1000, il montepremi ‘globale’ dovrebbe aumentare dagli attuali 62,5 milioni di dollari (53,2 milioni di euro) del 2021 ai 76,4 milioni di dollari (65 milioni di euro, +22%) durante la prima stagione in cui entrerà in azione questo piano (2023), con incrementi annuali del 2,5% a seguire.
  • Il bonus di fine anno derivante dai Masters 1000 passerà da 11,5 milioni di dollari (9,8 milioni di euro) a 15,5 milioni di dollari (13,2 milioni di euro) per arrivare a 18,4 milioni di dollari (15,6 milioni di euro) nel 2030. Sarà diviso tra trenta giocatori (attualmente sono 12).
  • Maggiore trasparenza attraverso dati finanziari verificati da organismi indipendenti per i Masters 1000, che forniscano piena trasparenza ai giocatori per un periodo di 31 anni.
  • Per quanto riguarda il calendario: aumento del numero di tornei Masters 1000 chiamati a diventare eventi di 11-12 giorni, con altri cinque tornei che adotteranno un formato simile a quello già utilizzato oggi per Indian Wells e Miami, per un totale quindi di sette Masters 1000 ‘allungati. Ci saranno venti giorni aggiuntivi di gioco in questa categoria e “305 “posti di lavoro” in più all’anno per i giocatori tra singolare, doppio e tornei di qualificazione grazie a questi tabelloni ampliati“, ha detto Gaudenzi. 
  • Saranno previsti 10 Masters 1000 (invece dei 9 attuali) e 16 ATP 500 (invece dei 13 attuali) .

Continua a leggere

Italiani

WTA Portorose: una grande Jasmine Paolini conquista il suo primo titolo

L’azzurra si libera in fretta dell’emozione per la sua prima finale e supera Alison Riske rimontando due break di svantaggio nel primo set. Sarà n. 64 del mondo

Pubblicato

il

Jasmine Paolini - 2021 US Open (Manuela Davies/USTA)

J. Paolini b. [3] A. Riske 7-6(4) 6-2

Alla sua prima finale del Tour maggiore, Jasmine Paolini parte contratta ma poi doma l’emozione e l’avversaria, imponendosi in due set sulla n. 3 del seeding Alison Riske, lei invece per la decima volta all’atto conclusivo di un torneo, per quanto solo in due occasioni sia riuscita ad alzare il trofeo. Il WTA 250 di Portorose si conclude così nel migliore dei modi per l’allieva di Renzo Furlan, giunta in finale superando le più quotate Yastremska, Cirstea e Putintseva, oltre che Kalinskaya, per un titolo che lunedì le varrà il nuovo best ranking al 64° posto.

Un incontro iniziato sentendo la pressione per Jasmine che ha ritrovato il suo miglior tennis quando il primo parziale sembrava ormai compromesso dal 2-5 pesante. Lì è iniziata la rimonta che si sarebbe fatta sentire nella testa di Alison nel secondo set. Un trionfo che conferma i progressi compiuti e la sempre maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Una nota positiva, nonostante la sconfitta, anche per Riske, che in questa settimana slovena è tornata a vincere due incontri di fila dall’Australian Open 2020, dopo aver patito le conseguenze di una fascite plantare; ora, pienamente recuperata dal punto di vista fisico, sta rimettendo insieme il gioco che l’aveva portata al n. 18 WTA alla fine del 2019.

 

IL MATCH – La pioggia ritarda l’ingresso in campo delle giocatrici di quasi due ore e mezza rispetto alle ore 17 originariamente previste. C’è però giusto il tempo per un paio di minuti di palleggio preliminare perché Jasmine fa notare che almeno la sua metà campo presenta ancora zone bagnate e quindi pericolose. Un’altra mezz’ora se ne va e finalmente si comincia con Paolini che ha scelto di servire. Entrambe commettono alcuni errori di troppo che si traducono in tre break, finché Riske tiene, subito imitata da Jasmine grazie anche ai primi punti diretti portati dalla battuta – fondamentale in cui la 175 cm da Pittsburgh è superiore. Spinge affidandosi alle sue solite traiettorie relativamente piatte, Alison, che si produce in un paio di buone chiusure a rete ma anche in altrettanti attacchi pentiti, forse preoccupata della velocità dell’azzurra che ha già sfoderato un bel passante in corsa. Ancora contratta e non del tutto lucida, tuttavia, Paolini cede un altro turno di servizio mandando l’altra a servire sul 5-2.

Sarà la situazione di punteggio disperata, sarà la voglia di giocarsi davvero la sua prima finale, ma Jasmine entra finalmente in partita, mette a segno dieci punti consecutivi e, con il livello del match che si alza offrendo scambi intensi e spettacolari, prima pareggia e poi sorpassa, costringendo l’avversaria a servire per riparare al tie-break, compito che porta a termine nonostante l’iniziale 0-30. I colpi azzurri hanno cominciato a girare e il dritto, nonostante qualche imperfezione, mette la necessaria pressione alla terza testa di serie che si ritrova sotto di due mini-break dopo un punto perso sulla diagonale sinistra e uno smash fuori misura. Riske approfitta con coraggio di due scambi giocati in maniera troppo conservativa dalla venticinquenne toscana, ma un suo errore bimane manda Paolini a set point, immediatamente trasformato grazie all’errore al volo statunitense al termine di uno scambio tiratissimo in cui la nostra ha dato veramente tutto.

MTO per un massaggio alla coscia sinistra di Jasmine che ricomincia da dove aveva lasciato, vale a dire spingendo con il dritto e trovando anche ottime soluzioni con il rovescio che valgono il 2-0, mentre le statistiche mostrano il saldo vincenti-gratuiti ampiamente negativo, eppure la sfida risulta assolutamente godibile. Dal canto suo, Alison si fa vedere a rete e incide con il bimane lungolinea, ma è troppo incostante e il pareggio subito agguantato svanisce in un battito d’ali di farfalla. Vola, Paolini, e adesso tocca a lei servire sul 5-2, opportunità che non si lascia sfuggire e chiude al primo match point con un pesante dritto inside-in.

Due vittorie di fila sul cemento in un main draw WTA le aveva centrate una sola volta in carriera prima di questa settimana, al Gippsland Trophy che ha preceduto l’Australian Open. Il WTA 250 australiano era stato anche l’unico torneo assieme a Guangzhou 2019 nel quale Jasmine fosse riuscita a battere una top 50 sul duro; qui a Portorose si è spinta oltre i suoi limiti, vincendo cinque partite di fila – le ultime tre contro avversarie che abitano la top 50. In una parola, bravissima.

Il tabellone completo di Portorose

Continua a leggere

Flash

WTA Lussemburgo: la finale sarà Ostapenko-Tauson

Ostapenko si complica la vita nel secondo set, ma alla fine elimina Samsonova senza andare al terzo. Tauson supera Vondrousova in tre

Pubblicato

il

Jelena Ostapenko e Clara Tauson si giocheranno la finale 2021 del WTA 250 di Lussemburgo. La lettone ha superato in due set Liudmila Samsonova, complicandosi non poco la vita in dirittura d’arrivo in pieno stile Ostapenko. La partita è infatti filata liscia fino al 6-1 5-1 risultato toccato quando ancora mancavano una decina di minuti allo scoccare della prima ora di gioco, poi improvvisamente qualcosa si è inceppato e, dopo il controbreak a zero sul 5-2, il dominio di Jelena si è rapidamente dissolto. Dopo cinque game consecutivi persi, Ostapenko si è aggrappata al dritto e ha centrato l’approdo al tiebreak, iniziato in maniera orribile con uno svantaggio di 4-1. Da quel momento in poi però, complice anche un po’ di leggerezza di Samsonova, la lettone è tornata a spingere con coraggio, aggiudicandosi tutti i successivi sei punti e con essi il match.

Decima finale in carriera per Jelena, che domenica andrà a caccia del quinto titolo (il secondo in Lussemburgo dopo quello del 2019). Ad attenderla ci sarà Clara Tauson, danese classe 2002, che ha eliminato in tre set la testa di serie numero 5, Marketa Vondrousova. La diciottenne – compirà gli anni il prossimo 21 dicembre – è stata molto brava a gestire i vantaggi sfumati nel primo e nel terzo set, così come il secondo dominato da Vondrousova. In tutto questo va segnalato anche un problemino alla coscia sinistra (che presentava una vistosa fasciatura), che l’ha costretta a chiedere l’intervento della fisioterapista sotto 4-3 (senza break) nel terzo. In verità la pausa potrebbe averle anche permesso di rimettere in ordine le idee, tanto è vero che al rientro in campo Tauson ha vinto tre game di fila, facendo suo il match.

La danese ha gestito piuttosto bene gli scambi e soprattutto l’insidiosa diagonale sinistra, sulla quale Vondrousova è riuscita a imporsi con continuità solo nel secondo set tra incrociati liftati e repentini lungolinea. Quella di domenica sarà la seconda finale della giovane carriera di Tauson, che è emersa vincitrice dalla prima, giocata lo scorso marzo a Lione (6-4 6-1 a Viktorija Golubic).

 

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement