Djokovic invincibile: batte Thiem in 5 set e vince l'ottavo Australian Open

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Djokovic invincibile: batte Thiem in 5 set e vince l’ottavo Australian Open

MELBOURNE – In netta difficoltà, sotto due set a uno, il campione serbo resetta e ritrova il suo tennis. 17° Slam, Nole ritorna anche numero uno del mondo

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Novak Djokovic con il trofeo - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

[2] N. Djokovic b. [5] D. Thiem 6-4 4-6 2-6 6-3 6-4 (da Melbourne, il nostro inviato)

Ogni volta che lo crediamo possibile, ogni volta che la sorpresa sembra davvero a un centimetro dal concretizzarsi, questi tre fenomeni spostano l’asticella un centimetro più in là. E alla fine vincono. Non ha fatto eccezione oggi Novak Djokovic, sotto due set a uno contro Thiem e – apparentemente – in balia completa del palleggio e delle bordate dell’avversario. Ha ricomposto le idee, ha ritrovato risposta e precisione nei colpi e si è proclamato padrone degli ultimi due set e poi vincitore del suo ottavo Australian Open, diciassettesimo Slam totale. A tre lunghezze dal record di Federer, a due dall’inseguitore Nadal. Sembra davvero non esserci niente da fare: a New York Medvedev ci era andato vicino, ci è andato vicino anche Thiem oggi ma non c’è stato verso di spodestare i campioni dal loro trono. Ah, a proposito di spodestare: Novak Djokovic tornerà anche numero uno del mondo tra poche ore.

INTRO E NUMERIIl clima è perfetto per giocare a tennis stasera a Melbourne, fresco il giusto, appena appena ventilato. Dopo una toccante cerimonia in onore del corpo dei pompieri dello stato di Victoria, il catino della Rod Laver Arena, strapieno in ogni ordine di posti, accoglie con un boato l’ingresso in campo di Novak Djokovic e Dominic Thiem, che si apprestano a chiudere l’edizione numero 108 dell’Australian Open. Per l’austriaco è la terza finale Slam, la prima sul cemento (le precedenti due perse al Roland Garros da Rafa Nadal, 2018 e 2019), per il serbo è la venticinquesima (fa effetto scrivere questi numeri ogni volta che si parla dei “mostri sacri”), 16 vinte, di cui sette qui.

 

A questo suo ottavo atto conclusivo in Australia Novak si presenta con un bilancio di 74 partite vinte e 8 perse a Melbourne, impressionante (solo Roger Federer gli è davanti, con un ancor più impressionante 102/15). 8 finali qui sono comunque un record assoluto, superato sempre Federer che ne ha giocate 7. Djokovic le sue precedenti finali le ha vinte tutte, e va per il 17° titolo Slam, Thiem va per il 17° titolo complessivo.

PRIMO SET – Inizia Nole al servizio, due ace consecutivi già nel primo game per il serbo, in quello successivo è già battaglia ai vantaggi, dopo uno scambio a rete arriva una palla break per Djokovic. Dritto sotto il nastro di Dominic e siamo 2-0: si alzano i cori “Nole, Nole”, ci sono gruppi di tifosi serbi che definire chiassosi è poco. Djokovic è partito a tavoletta, serve benissimo e sciorina ottime soluzioni in attacco (una gran palla corta in avanzamento), Thiem sembra ancora dover entrare in partita. In 13 minuti siamo 3-0 Nole, l’impressione è che voglia tenere sott’acqua da subito l’avversario, rischiando per primo, sapendo quanto potrebbe diventare pericoloso dovesse diventare una lotta a mazzate. Ineccepibile tatticamente, ma non lo scopro certo io ora. 16 punti a 7 nei primi 3 game, poco altro da dire.

Grande scambio nel quarto game, con tweener di Nole chiuso a rete da Dominic, l’austriaco muove il punteggio tenendo un servizio, Djokovic allunga 4-1. Il problema per Thiem è che finora ha fatto 3 punti su 15 in risposta. Onestamente, rispetto alle tante volte in cui l’ho visto fare la parte del muro inscalfibile affrontando bombardieri vari e giocatori brillanti, concentrato quasi solo sul contrattacco, stasera Nole mi sta piacendo molto, proprio perché lo vedo prendere l’iniziativa per primo. La qualità per farlo ce l’ha eccome, certi anticipi aggressivi sono splendidi, come detto è un piano tattico necessario visto il mazzuolatore instancabile che ha davanti, ma tant’è, il Djokovic da uno-due di oggi è spettacolare. Nel settimo game si capisce bene cosa intendo: l’iniziativa se la prende Dominic a fucilate, Nole è costretto alla difesa, e non ne esce, subendo il contro-break a 15: 4-3, il match si fa veramente interessante.

Novak Djokovic – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tutta la classe in risposta del serbo, che mette un dritto in allungo, porta al 30-40 e a una palla break per ritornare in vantaggio, ma Thiem la annulla bene a rete, per poi scatenare i suoi attacchi e pareggiare 4-4. Punti da ovazione in serie adesso, bellissimo uno smash da fondocampo del serbo, ma da qualche minuto si sta giocando la partita che vuole Dominic, che potrebbe diventare incontenibile. 5-4 Djokovic, molto equilibrio, bene il serbo che cerca di togliere ritmo e certezze all’avversario: un brutto errore di dritto dell’austriaco porta a palla break che è anche set point. A tutto braccio, e margine zero, Thiem la annulla, due rovesci a una mano impattati alti davanti al corpo sono spaventosi; commette anche diversi gratuiti, ma tirando così forte è impossibile evitarli. Arriva così un secondo set-point, e beffardamente è il primo doppio fallo di Dominic a consegnare il parziale a Nole. Un brutto dato per Thiem è il 23% di punti fatti con la seconda palla (dall’altra parte, 80% di prime in campo per il serbo). L’austriaco ha 12 vincenti e 16 errori (Djokovic 9/14), un set teso, emozionante.

EMERGE DOMINIC – Nel secondo set, per la prima volta Dominic tiene un servizio senza andare ai vantaggi, poi spara un rovescio lungolinea irreale, dalla tribuna a occhio eravamo sopra i 150 kmh (ma comodamente!). Nole accusa il cazzotto, e con un doppio fallo (seconda tirata a 180, non vuole proprio entrare nello scambio) offre palla break, la annulla, se ne prende un’altra Thiem con due bombe di dritto, si salva bene in attacco ancora Djokovic, ma sta vacillando. Terzo errore, terza palla break, e stavolta la seconda palla di servizio – fuori di un metro – viaggiava a 192 kmh: che roba, break Dominic, ma autentica follia di nervi da parte di Nole. Non capita spesso di vederlo tanto in difficoltà nel gioco da fondo, e nel palleggio in pressione, tanto da volerlo evitare a tutti i costi. Nel primo set era stato eccezionale a gestire con intelligenza e classe l’irruenza dell’avversario, ora però è nei guai, siamo 3-2 e battuta per Thiem. Gli dà una gran mano Dominic commettendo doppio fallo e regalandogli una palla break, ma due bastonate di dritto risolvono il problema dell’austriaco, che sale 4-2.

Due game dopo, Thiem va di nuovo sotto con un paio di gratuiti evitabili (come se perdesse la pazienza, ma non dovrebbe: il pallino del gioco lo ha lui), giustamente Djokovic annusa l’occasione e la azzanna, piazzando il contro-break. Che fenomeno che è nei momenti importanti, siamo 4-4. Ma subito dopo, un altro game “horror” per lui: un doppio fallo, due time-violation per perdita di tempo alla battuta – che gli costano l’obbligo di servire direttamente una seconda sulla palla break – e un dritto facile sparato sui teloni. Ancora break Thiem, che va al servizio per il set sul 5-4, questi attimi di nervoso e perdita di lucidità da parte di Nole sono strani. Un fuoriclasse come lui ne ha viste e affrontate di tutti i colori, fa specie vederlo così a disagio in campo. Ben contento dell’omaggio, Dominic scatena quattro missili e chiude il parziale, 6-4 e un set pari, match che va a strappi, sia tecnicamente che emotivamente. In totale ora siamo a 25 vincenti e 27 errori per Thiem, 16/27 Djokovic; il dato deficitario per il serbo è però il 36% di punti fatti con la seconda, d’altronde quei due game “da matto” pesano.

Dominic Thiem – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

TESTA AVANTI DOMINIC – Sgradevole discussione con l’arbitro Dumusois (quello del match fra Fognini e Sandgren) per Nole, che a fine set gli dice “Bravo, ben fatto, ti sei reso famoso!” con il pollice alzato e la faccia polemica, ma i “time violation” erano corretti: Nole è molto nervoso ora. Nel primo game del secondo set, dopo un momento ancora polemico di Djokovic col pubblico (che aveva fatto il classico “oooh” di delusione per una pallata che sarebbe stata vincente di Dominic deviata fuori dal nastro), arriva il break in avvio per Thiem. Reazione immediata di Nole, che con una bellissima combinazione palla corta e volée si procura l’occasione del contro-break, ma il rovescio lungolinea sontuoso dell’austriaco gliela cancella, siamo 2-0. I serbi provano a incoraggiare Djokovic, ma sembrano meno convinti pure loro, nel frattempo Nole sembra in rottura prolungata, mette due palle di fila sotto la rete, scuote la testa e appare anche rigido con le gambe. Un altro tracciante lungoriga di rovescio di Dominic porta al 15-40 e a due palle del 3-0 e doppio break, una seconda palla a 188 kmh stavolta buona (di nuovo tirata a occhi chiusi), seguita però da un dritto sul nastro, sono fatali al serbo. Thiem non rallenta, poco dopo, sotto 4-1, Djokovic chiama il medico, e prende una pastiglia. In scioltezza Dominic va 5-1, dall’altra parte c’è poca resistenza adesso, solo qualche colpo a sprazzi. Alla battuta per chiudere Dominic si disunisce, forse a causa della tensione. Sciupa tre set-point e deve affrontare una palla break, ma Djokovic spreca in risposta e quando sono passate 2 ore e 29 minuti è 6-2 e due set a uno per Thiem. Nole esce dal campo per la pausa.

IL RUGGITO DI NOLE – Facce preoccupate nel box serbo, Djokovic rientra dopo cinque minuti di trattamento medico: vediamo se avrà le risorse per rimontare. Nole tiene il primo game di servizio, si alzano i cori di incoraggiamento, ma poco dopo, sull’1-1, è palla break Thiem: bravo Djokovic a salvarsi con il serve&volley, poi ancora bene a rete, e con un nastro favorevole sale 2-1. Certo non sono bei segnali per lui dover fare i ricami al volo per fare punto, dura vincerla così. Nonostante non ci sono grandi pericoli per chi serve, però, Nole pare essere più sciolto e pimpante. Dominic, da parte sua, continua a mollare manate spaventose sia di dritto che di rovescio. Un grandissimo punto in attacco dell’austriaco, nel sesto game, lo porta 3-3, il pubblico salta e grida intorno alla tribuna stampa. Negli suoi ultimi due turni di battuta Djokovic è stato autoritario, in quelli di Thiem si è fatto aggressivo, non è mica finita. Sotto 4-3, Dominic commette una sciocchezza a rete, poi subisce una risposta, e si ritrova 15-40. La prima palla break la annulla di dritto, sulla seconda spara lunga un’accelerazione, e siamo 5-3, con Nole al servizio per andare al quinto. Senza tremare il serbo tiene a zero, 6-3 ed è quinto e decisivo set. Bravissimo Djokovic a resistere in difficoltà all’inizio del parziale, brutto passaggio a vuoto di Thiem nel momento cruciale. Sono passate tre ore e 11 minuti, nel quarto set l’austriaco è nuovamente sceso a un tremendo 22% di punti fatti con la seconda palla di servizio.

IL TRIONFO – Si ringalluzziscono i cori dei tifosi di Djokovic, e ne hanno ben donde: Dominic adesso appare meno lucido e convinto, tira sempre fortissimo ma sbaglia molto, Nole è più tranquillo, a questo punto potrebbe succedere di tutto. Nel terzo game, sventaglio fallito da Thiem, ed è palla break Djokovic: il gratuito in lunghezza dell’austriaco regala a Nole un vantaggio che potrebbe essere decisivo, che tensione sia in campo che sugli spalti. Si arrabbia con se stesso Dominic, reagisce a sua volta di rabbia e grinta, arriva a 30-40 e palla del contro-break, ma la sbaglia di dritto, con conseguente sospiro di delusione di tre quarti del pubblico, a parte ovviamente i tifosi serbi. Seconda palla break Thiem, serve&volley Djokovic, ma il passante è lungo. Poco dopo, è 3-1 Nole, le occasioni mancate dall’austriaco stanno pesando tanto, è una partita più emozionante e tesa che bella. Ammirevole la sovrumana capacità di Djokovic di rimanere a galla davanti alle bordate che gli arrivano addosso da tre ore e mezza, e in qualche modo trovare la strada per uscirne in vantaggio alla fine, siamo 4-2.

Dominic continua ad andare in difficoltà ogni volta che serve la seconda palla, e quando dopo tre vantaggi un rovescio in rete dà la palla del 5-2 con due break a Nole, è come fosse un match point. Si salva col servizio Thiem, e accorcia sul 3-4, ma è appeso al proverbiale cornicione adesso. Un’ora fa pareva poterla vincere, è dura psicologicamente per lui. Con freddezza Nole sale 5-3, servendo bene Dominic arriva al 4-5, siamo in dirittura d’arrivo. Due errori di Thiem, e un ace di Djokovic, portano il 40-15 e due match point, il primo è quello che dà a Nole il 17esimo trionfo Slam, ottavo qui a Melbourne, incredibile. Delusione tremenda per Dominic, ma le risorse di un campione come Djokovic sono infinite. Rispetto e ammirazione, null’altro da aggiungere.

Novak Djokovic e Dominic Thiem – Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

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Coronavirus: tennis fermo fino a giugno, ranking congelati. Tutti contro il Roland Garros

Comunicato congiunto dei due tour: non si giocherà a Roma e Madrid, né da altre parti sulla terra battuta. Tutti d’accordo e schierati contro la FFT

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Lo stadio Pietrangeli gremito durante gli Internazionali BNL d'Italia 2019 (foto Felice Calabrò)

Lo spostamento del Roland Garros da maggio a settembre lo aveva lasciato intuire, ma adesso c’è anche l’ufficialità: dopo i tornei di aprile, salta anche tutto il mese di maggio dei circuiti ATP e WTA. In pratica, per il momento non ci sarà alcuna stagione su terra battuta. Questo impatta sui due grandi tornei combined rossi, il Mutua Madrid Open e gli Internazionali BNL d’Italia di Roma.

Gli spagnoli hanno già confermato la cancellazione del torneo per il 2020: in prima pagina sul sito ufficiale del torneo campeggia la notizia che l’edizione di quest’anno non avrà luogo. Stesso iter per l’ATP 250 di Estoril. La Federtennis italiana invece non ha ancora preso una posizione ufficiale, sebbene permanga la certezza che il torneo non potrà disputarsi nelle date previste. Il comunicato pubblicato sui sociali degli IBI prende atto della sospensione ma non conferma la cancellazione definitiva del torneo.

In uno scenario in cui ormai si procede da un rinvio all’altro, si dovrebbe riprendere a giocare – condizionale quantomai d’obbligo – con i tornei su erba previsti per la settimana dall’8 al 14 giugno, che al momento restano programmati come previsto. Si tratta dei tornei di Stoccarda (maschile) e Nottingham (femminile) assieme al combined di ‘s-Hertogenbosch.

Ultima notizia rilevante: i ranking ATP e WTA rimarranno congelati fino a quella data. Dunque i punti conquistati nella scorsa stagione non verranno scalati, per il momento.

 

Di seguito proponiamo la traduzione completa del comunicato congiunto di ATP, WTA, ITF e delle organizzazioni di tre Slam su quattro; è escluso solo il Roland Garros, al quale è rivolto un attacco più o meno velato in coda al comunicato.

“Dopo attenta analisi e a causa dell’epidemia in corso di COVID-19, tutti i tornei ATP e WTA della stagione primaverile sulla terra battuta non saranno giocati nelle date inizialmente previste. Questo include i tornei combined ATP/WTA di Madrid e Roma, insieme ai tornei WTA di Strasburgo e Rabat e ai tornei ATP di Monaco, Estoril, Ginevra e Lione.

La stagione del tennis professionistico è ora sospesa fino al 7 giugno 2020, inclusi i tornei Challenger e ITF. Al momento i tornei previsti dall’8 giugno in avanti sono ancora in calendario come previsto. In seguito a questa decisione, i ranking ATP e ATP saranno congelati per tutto questo periodo e fino ad ulteriore comunicazione.

Le sfide che comporta la pandemia di COVID-19 per il tennis professionistico richiedono la più ampia collaborazione di sempre da parte di tutti nella comunità tennistica, in modo che il nostro sport possa andare avanti nell’interesse di giocatori, tornei e tifosi.

Stiamo vagliando tutte le opzioni per preservare al massimo il calendario tennistico in base a varie possibili date di ripresa dei due Tour, data che resta sconosciuta in questo momento. Siamo in prima linea per risolvere tali questioni con i nostri giocatori e responsabili dei tornei oltre agli altri enti che governano il tennis nelle settimane e nei mesi a venire”.

Come detto, arriva in coda la chiara stoccata alla Federazione francese che ieri ha annunciato lo spostamento dello slam parigino destando stupore e sdegno tra gli addetti ai lavori:

Questo non è il momento di agire unilateralmente bensì all’unisono. Tutte le decisioni relative all’impatto del Coronavirus sul tennis necessitano di adeguati consulti e revisioni con le parti in causa, un’opinione condivisa da ATP, WTA, ITF, AELTC, Tennis Australia e USTA”.

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Gli ultimi vincitori di Indian Wells: Johnson fa suo il Challenger, Begu il WTA 125K

La rumena supera Doi con un doppio 6-3. Sock perde il derby in finale ma mostra segnali di ripresa. La finale dell’ATP Challenger resterà probabilmente l’ultima partita giocata quest’anno a Indian Wells

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Irina Camelia Begu - WTA 125K Indian Wells 2020 (foto Luigi Serra)

Si sono conclusi nella nottata di ieri i due Challenger di Indian Wells maschili e femminili. Eventi che probabilmente resteranno gli unici giocati in California quest’anno, vista la cancellazione del Masters 1000 di Indian Wells a causa del coronavirus.

ATP – Partiamo proprio da quella che potrebbe essere l’ultima partita giocata ad Indian Wells quest’anno, la finale del Challenger maschile tra Jack Sock e Steve Johnson. Un derby tutto americano, tra due tennisti che venivano da momenti simili ma diametralmente opposti. Il vincitore di Parigi-Bercy 2017 Jack Sock, non aveva vinto una partita a livello ATP/Challenger dagli ottavi di finale di Bercy del 2018 contro Jaziri fino alla recentissima vittoria di primo turno contro Albot a Delray Beach. Un calvario durato due anni che forse sembra essere in via di risoluzione. L’americano ha fatto rivedere in questa settimana sprazzi del suo gioco, battendo in partite durissime ottimi avversari come Kudla e Donskoy e soprattutto la testa di serie numero 1 Ugo Humbert.

Discorso non troppo diverso per Steve Johnson, reduce da un 2019 molto deludente e che quest’anno ha deciso di ripartire dai Challenger, una scelta che finora sta pagando. Il tennista californiano ha già vinto il Challenger di Bendigo, in finale contro il nostro Stefano Travaglia, e raggiunto le semifinali di Newport Beach. Alla fine è stato Steve Johnson a prevalere (6-4 6-4), come nel precedente scontro tra i due proprio a Delray Beach. In una partita tra due giocatori molto simili, dal servizio e dritto potenti, ha prevalso quello più in forma. Restano però tanti segnali positivi per Sock, che sembra essere tornato quantomeno un giocatore di tennis ed esce dalla California con tanta fiducia in più. Johnson sale di 12 posizioni e si porta al numero 63, ma il balzo in avanti più pesante è di Sock, che passa da non avere classifica ad essere il numero 383 del mondo.

Steve Johnson – ATP Challenger Indian Wells 2020 (via Twitter, @OracleChallngrs)

WTA Primo trionfo in un 125k (quarto della carriera a livello WTA) per la tennista rumena Irina Begu. La degna ciliegina di un torneo pienamente meritato da parte di Begu, che non ha lasciato nemmeno un set nella strada verso la finale. La tennista rumena ha raccolto scalpi eccellenti durante il torneo come quello di Taylor Townsend, ottavi di finale allo scorso US Open e giustiziera di Halep, sconfitta nettamente per 6-0 6-2, e delle due padrone di casa Kristie Ahn e Jessica Pegula. In finale non ha lasciato scampo alla tennista giapponese Misaki Doi (6-3 6-3), che aveva raggiunto la finale sfruttando il ritiro di Vera Zvonareva. La differenza di forma tra le due è stata netta, con Doi che nel 2020 non aveva ancora vinto una partita se non nelle qualificazioni di Doha. Begu continua a risalire nel ranking dopo la vittoria dell’ITF del Cairo due settimane fa, e riprende 23 posizioni portandosi al numero 81 del mondo. Consolazione comunque per Doi, che guadagna 10 posizioni e questa settimana sarà numero 76 del mondo.

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ATP

Challenger Indian Wells: Sinner eliminato da Kudla negli ottavi, fuori anche Caruso e Marcora

Troppe occasioni mancate (1/12 il dato delle palle break) da Jannik, che cede 6-2 al terzo. Sconfitte in due set per gli altri due azzurri. Vince ancora Jack Sock

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Jannik Sinner - Indian Wells 2020 (foto Luigi Serra)

Non ci sarà nemmeno un italiano tra gli ultimi otto giocatori che si contenderanno il titolo all’Oracle Challenger Series di Indian Wells, evento che precede il primo appuntamento del circuito ‘Mille’ della nuova stagione. A fare più scalpore è la sconfitta di Jannik Sinner contro Denis Kudla. L’altoatesino presentava una delle candidature più forti per la vittoria finale. Inoltre trovare un po’ più di feeling sul cemento californiano giocando nelle fasi conclusive del Challenger gli avrebbe dato maggiore fiducia, dal momento che lui sui campi dell’Indian Wells Tennis Garden giocherà pure il Masters la prossima settimana (qui l’entry list aggiornata).

Invece a poco servirà la vittoria sul numero 978 del mondo Sem Verbeek di mercoledì. Kudla era il vero test per Jannik. Troppe le occasioni sprecate dall’italiano (chiuderà con una sola palla break sfruttata su dodici), le più pesanti a inizio primo set, quando ha l’opportunità di strappare il servizio all’avversario (bravo a salvarsi con la battuta) ma poi concede il break a zero nel game successivo. Il set, già in salita, scivola via nel nono game dopo che Jannik manca altri due break point per impattare 4-4.

Lo statunitense concede in avvio di secondo parziale, ma Sinner non ne approfitta, manca cinque palle del doppio break e – come in precedenza – perde la battuta nel gioco successivo. In compenso gioca un buon tie-break per pareggiare la partita, ma a inizio terzo parziale arriva un altro (più grave e prolungato) passaggio a vuoto: sul 4-0 Kudla il match è praticamente chiuso. Il 6-2 finale arriverà dopo 2 ore e 18 minuti, rendendo inutile questo meraviglioso passante di rovescio di Jannik.

Sono più nette le sconfitte di Roberto Marcora e Slvatore Caruso. Il primo partiva sfavorito contro il californiano Marcos Giron, già campione in un Challenger della Oracle Series qualche mese fa a Houston. In sostanza il match si è deciso sul finire del primo set. Giron sul 5-5 è riuscito a strappare il servizio al lombardo alla sesta occasione, salvo poi perdere immediatamente il vantaggio e finire al tie-break. Qui Marcora si è ritrovato in vantaggio 3-0, ma ha subìto un parziale di sei punti a zero che ha dato a Giron il primo set e una spinta non indifferente in apertura di secondo. In soli 21 minuti il numero 104 ATP ha chiuso con due break il set e il match, conquistando i quarti di finale.

Il suo prossimo avversario è Brandon Nakashima, che ha battuto in due set Salvatore Caruso in un’ora e 18 minuti. C’era infatti la chance di vedere un derby italiano nei quarti, ma invece la sfida sarà tutta a stelle e strisce. Nakashima non ha ancora perso un set durante il torneo e arriva dal suo primo quarto di finale in carriera in un torneo ATP. Caruso ha vinto però in doppio assieme al monegasco Arneodo, 10-5 al match tie-break su Jannik Sinner e Frances Tiafoe.

È nei quarti anche Jack Sock, uscito vincitore dal match thriller contro Evgeny Donskoy. Il russo ha servito per il match sul 5-4 nel terzo, ma Sock ha reagito, forzando un tie-break da lui vinto 7 punti a 3. L’ex top 10 non vinceva tre partite consecutive dal Masters 1000 di Parigi-Bercy 2017, il suo ultimo trofeo vinto, che al tempo gli permise di giocare alle ATP Finals di Londra. Grazie a questo risultato scalerà oltre 200 posizioni nel ranking (al momento è 768) e potrebbe rientrare tra i primi 500 del mondo se batterà Denis Kudla, suo avversario nei quarti. Ha superato gli ottavi anche Steve Johnson, mentre a Tiafoe è stato fatale il tie-break del terzo contro Barrere.

Risultati:

J. Sock b. [13] E. Donskoy 6-4 4-6 7-6(3)
[11] D. Kudla b. [6] J. Sinner 6-3 6-7(4) 6-2
[14] M. Giron b. R. Marcora 7-6(4) 6-1
B. Nakashima b. [10] S. Caruso 6-4 6-3
[9] G. Barrere b. [8] F. Tiafoe 4-6 6-2 7-6(4)
M. Krueger b. S. Korda 6-2 6-1
[5] S. Johnson b. [12] T. Daniel 7-6(3) 6-2
N. Rubin b. R. Sarmiento 6-3 6-1

 

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