Djokovic invincibile: batte Thiem in 5 set e vince l'ottavo Australian Open

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Djokovic invincibile: batte Thiem in 5 set e vince l’ottavo Australian Open

MELBOURNE – In netta difficoltà, sotto due set a uno, il campione serbo resetta e ritrova il suo tennis. 17° Slam, Nole ritorna anche numero uno del mondo

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Novak Djokovic con il trofeo - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

[2] N. Djokovic b. [5] D. Thiem 6-4 4-6 2-6 6-3 6-4 (da Melbourne, il nostro inviato)

Ogni volta che lo crediamo possibile, ogni volta che la sorpresa sembra davvero a un centimetro dal concretizzarsi, questi tre fenomeni spostano l’asticella un centimetro più in là. E alla fine vincono. Non ha fatto eccezione oggi Novak Djokovic, sotto due set a uno contro Thiem e – apparentemente – in balia completa del palleggio e delle bordate dell’avversario. Ha ricomposto le idee, ha ritrovato risposta e precisione nei colpi e si è proclamato padrone degli ultimi due set e poi vincitore del suo ottavo Australian Open, diciassettesimo Slam totale. A tre lunghezze dal record di Federer, a due dall’inseguitore Nadal. Sembra davvero non esserci niente da fare: a New York Medvedev ci era andato vicino, ci è andato vicino anche Thiem oggi ma non c’è stato verso di spodestare i campioni dal loro trono. Ah, a proposito di spodestare: Novak Djokovic tornerà anche numero uno del mondo tra poche ore.

INTRO E NUMERIIl clima è perfetto per giocare a tennis stasera a Melbourne, fresco il giusto, appena appena ventilato. Dopo una toccante cerimonia in onore del corpo dei pompieri dello stato di Victoria, il catino della Rod Laver Arena, strapieno in ogni ordine di posti, accoglie con un boato l’ingresso in campo di Novak Djokovic e Dominic Thiem, che si apprestano a chiudere l’edizione numero 108 dell’Australian Open. Per l’austriaco è la terza finale Slam, la prima sul cemento (le precedenti due perse al Roland Garros da Rafa Nadal, 2018 e 2019), per il serbo è la venticinquesima (fa effetto scrivere questi numeri ogni volta che si parla dei “mostri sacri”), 16 vinte, di cui sette qui.

 

A questo suo ottavo atto conclusivo in Australia Novak si presenta con un bilancio di 74 partite vinte e 8 perse a Melbourne, impressionante (solo Roger Federer gli è davanti, con un ancor più impressionante 102/15). 8 finali qui sono comunque un record assoluto, superato sempre Federer che ne ha giocate 7. Djokovic le sue precedenti finali le ha vinte tutte, e va per il 17° titolo Slam, Thiem va per il 17° titolo complessivo.

PRIMO SET – Inizia Nole al servizio, due ace consecutivi già nel primo game per il serbo, in quello successivo è già battaglia ai vantaggi, dopo uno scambio a rete arriva una palla break per Djokovic. Dritto sotto il nastro di Dominic e siamo 2-0: si alzano i cori “Nole, Nole”, ci sono gruppi di tifosi serbi che definire chiassosi è poco. Djokovic è partito a tavoletta, serve benissimo e sciorina ottime soluzioni in attacco (una gran palla corta in avanzamento), Thiem sembra ancora dover entrare in partita. In 13 minuti siamo 3-0 Nole, l’impressione è che voglia tenere sott’acqua da subito l’avversario, rischiando per primo, sapendo quanto potrebbe diventare pericoloso dovesse diventare una lotta a mazzate. Ineccepibile tatticamente, ma non lo scopro certo io ora. 16 punti a 7 nei primi 3 game, poco altro da dire.

Grande scambio nel quarto game, con tweener di Nole chiuso a rete da Dominic, l’austriaco muove il punteggio tenendo un servizio, Djokovic allunga 4-1. Il problema per Thiem è che finora ha fatto 3 punti su 15 in risposta. Onestamente, rispetto alle tante volte in cui l’ho visto fare la parte del muro inscalfibile affrontando bombardieri vari e giocatori brillanti, concentrato quasi solo sul contrattacco, stasera Nole mi sta piacendo molto, proprio perché lo vedo prendere l’iniziativa per primo. La qualità per farlo ce l’ha eccome, certi anticipi aggressivi sono splendidi, come detto è un piano tattico necessario visto il mazzuolatore instancabile che ha davanti, ma tant’è, il Djokovic da uno-due di oggi è spettacolare. Nel settimo game si capisce bene cosa intendo: l’iniziativa se la prende Dominic a fucilate, Nole è costretto alla difesa, e non ne esce, subendo il contro-break a 15: 4-3, il match si fa veramente interessante.

Novak Djokovic – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tutta la classe in risposta del serbo, che mette un dritto in allungo, porta al 30-40 e a una palla break per ritornare in vantaggio, ma Thiem la annulla bene a rete, per poi scatenare i suoi attacchi e pareggiare 4-4. Punti da ovazione in serie adesso, bellissimo uno smash da fondocampo del serbo, ma da qualche minuto si sta giocando la partita che vuole Dominic, che potrebbe diventare incontenibile. 5-4 Djokovic, molto equilibrio, bene il serbo che cerca di togliere ritmo e certezze all’avversario: un brutto errore di dritto dell’austriaco porta a palla break che è anche set point. A tutto braccio, e margine zero, Thiem la annulla, due rovesci a una mano impattati alti davanti al corpo sono spaventosi; commette anche diversi gratuiti, ma tirando così forte è impossibile evitarli. Arriva così un secondo set-point, e beffardamente è il primo doppio fallo di Dominic a consegnare il parziale a Nole. Un brutto dato per Thiem è il 23% di punti fatti con la seconda palla (dall’altra parte, 80% di prime in campo per il serbo). L’austriaco ha 12 vincenti e 16 errori (Djokovic 9/14), un set teso, emozionante.

EMERGE DOMINIC – Nel secondo set, per la prima volta Dominic tiene un servizio senza andare ai vantaggi, poi spara un rovescio lungolinea irreale, dalla tribuna a occhio eravamo sopra i 150 kmh (ma comodamente!). Nole accusa il cazzotto, e con un doppio fallo (seconda tirata a 180, non vuole proprio entrare nello scambio) offre palla break, la annulla, se ne prende un’altra Thiem con due bombe di dritto, si salva bene in attacco ancora Djokovic, ma sta vacillando. Terzo errore, terza palla break, e stavolta la seconda palla di servizio – fuori di un metro – viaggiava a 192 kmh: che roba, break Dominic, ma autentica follia di nervi da parte di Nole. Non capita spesso di vederlo tanto in difficoltà nel gioco da fondo, e nel palleggio in pressione, tanto da volerlo evitare a tutti i costi. Nel primo set era stato eccezionale a gestire con intelligenza e classe l’irruenza dell’avversario, ora però è nei guai, siamo 3-2 e battuta per Thiem. Gli dà una gran mano Dominic commettendo doppio fallo e regalandogli una palla break, ma due bastonate di dritto risolvono il problema dell’austriaco, che sale 4-2.

Due game dopo, Thiem va di nuovo sotto con un paio di gratuiti evitabili (come se perdesse la pazienza, ma non dovrebbe: il pallino del gioco lo ha lui), giustamente Djokovic annusa l’occasione e la azzanna, piazzando il contro-break. Che fenomeno che è nei momenti importanti, siamo 4-4. Ma subito dopo, un altro game “horror” per lui: un doppio fallo, due time-violation per perdita di tempo alla battuta – che gli costano l’obbligo di servire direttamente una seconda sulla palla break – e un dritto facile sparato sui teloni. Ancora break Thiem, che va al servizio per il set sul 5-4, questi attimi di nervoso e perdita di lucidità da parte di Nole sono strani. Un fuoriclasse come lui ne ha viste e affrontate di tutti i colori, fa specie vederlo così a disagio in campo. Ben contento dell’omaggio, Dominic scatena quattro missili e chiude il parziale, 6-4 e un set pari, match che va a strappi, sia tecnicamente che emotivamente. In totale ora siamo a 25 vincenti e 27 errori per Thiem, 16/27 Djokovic; il dato deficitario per il serbo è però il 36% di punti fatti con la seconda, d’altronde quei due game “da matto” pesano.

Dominic Thiem – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

TESTA AVANTI DOMINIC – Sgradevole discussione con l’arbitro Dumusois (quello del match fra Fognini e Sandgren) per Nole, che a fine set gli dice “Bravo, ben fatto, ti sei reso famoso!” con il pollice alzato e la faccia polemica, ma i “time violation” erano corretti: Nole è molto nervoso ora. Nel primo game del secondo set, dopo un momento ancora polemico di Djokovic col pubblico (che aveva fatto il classico “oooh” di delusione per una pallata che sarebbe stata vincente di Dominic deviata fuori dal nastro), arriva il break in avvio per Thiem. Reazione immediata di Nole, che con una bellissima combinazione palla corta e volée si procura l’occasione del contro-break, ma il rovescio lungolinea sontuoso dell’austriaco gliela cancella, siamo 2-0. I serbi provano a incoraggiare Djokovic, ma sembrano meno convinti pure loro, nel frattempo Nole sembra in rottura prolungata, mette due palle di fila sotto la rete, scuote la testa e appare anche rigido con le gambe. Un altro tracciante lungoriga di rovescio di Dominic porta al 15-40 e a due palle del 3-0 e doppio break, una seconda palla a 188 kmh stavolta buona (di nuovo tirata a occhi chiusi), seguita però da un dritto sul nastro, sono fatali al serbo. Thiem non rallenta, poco dopo, sotto 4-1, Djokovic chiama il medico, e prende una pastiglia. In scioltezza Dominic va 5-1, dall’altra parte c’è poca resistenza adesso, solo qualche colpo a sprazzi. Alla battuta per chiudere Dominic si disunisce, forse a causa della tensione. Sciupa tre set-point e deve affrontare una palla break, ma Djokovic spreca in risposta e quando sono passate 2 ore e 29 minuti è 6-2 e due set a uno per Thiem. Nole esce dal campo per la pausa.

IL RUGGITO DI NOLE – Facce preoccupate nel box serbo, Djokovic rientra dopo cinque minuti di trattamento medico: vediamo se avrà le risorse per rimontare. Nole tiene il primo game di servizio, si alzano i cori di incoraggiamento, ma poco dopo, sull’1-1, è palla break Thiem: bravo Djokovic a salvarsi con il serve&volley, poi ancora bene a rete, e con un nastro favorevole sale 2-1. Certo non sono bei segnali per lui dover fare i ricami al volo per fare punto, dura vincerla così. Nonostante non ci sono grandi pericoli per chi serve, però, Nole pare essere più sciolto e pimpante. Dominic, da parte sua, continua a mollare manate spaventose sia di dritto che di rovescio. Un grandissimo punto in attacco dell’austriaco, nel sesto game, lo porta 3-3, il pubblico salta e grida intorno alla tribuna stampa. Negli suoi ultimi due turni di battuta Djokovic è stato autoritario, in quelli di Thiem si è fatto aggressivo, non è mica finita. Sotto 4-3, Dominic commette una sciocchezza a rete, poi subisce una risposta, e si ritrova 15-40. La prima palla break la annulla di dritto, sulla seconda spara lunga un’accelerazione, e siamo 5-3, con Nole al servizio per andare al quinto. Senza tremare il serbo tiene a zero, 6-3 ed è quinto e decisivo set. Bravissimo Djokovic a resistere in difficoltà all’inizio del parziale, brutto passaggio a vuoto di Thiem nel momento cruciale. Sono passate tre ore e 11 minuti, nel quarto set l’austriaco è nuovamente sceso a un tremendo 22% di punti fatti con la seconda palla di servizio.

IL TRIONFO – Si ringalluzziscono i cori dei tifosi di Djokovic, e ne hanno ben donde: Dominic adesso appare meno lucido e convinto, tira sempre fortissimo ma sbaglia molto, Nole è più tranquillo, a questo punto potrebbe succedere di tutto. Nel terzo game, sventaglio fallito da Thiem, ed è palla break Djokovic: il gratuito in lunghezza dell’austriaco regala a Nole un vantaggio che potrebbe essere decisivo, che tensione sia in campo che sugli spalti. Si arrabbia con se stesso Dominic, reagisce a sua volta di rabbia e grinta, arriva a 30-40 e palla del contro-break, ma la sbaglia di dritto, con conseguente sospiro di delusione di tre quarti del pubblico, a parte ovviamente i tifosi serbi. Seconda palla break Thiem, serve&volley Djokovic, ma il passante è lungo. Poco dopo, è 3-1 Nole, le occasioni mancate dall’austriaco stanno pesando tanto, è una partita più emozionante e tesa che bella. Ammirevole la sovrumana capacità di Djokovic di rimanere a galla davanti alle bordate che gli arrivano addosso da tre ore e mezza, e in qualche modo trovare la strada per uscirne in vantaggio alla fine, siamo 4-2.

Dominic continua ad andare in difficoltà ogni volta che serve la seconda palla, e quando dopo tre vantaggi un rovescio in rete dà la palla del 5-2 con due break a Nole, è come fosse un match point. Si salva col servizio Thiem, e accorcia sul 3-4, ma è appeso al proverbiale cornicione adesso. Un’ora fa pareva poterla vincere, è dura psicologicamente per lui. Con freddezza Nole sale 5-3, servendo bene Dominic arriva al 4-5, siamo in dirittura d’arrivo. Due errori di Thiem, e un ace di Djokovic, portano il 40-15 e due match point, il primo è quello che dà a Nole il 17esimo trionfo Slam, ottavo qui a Melbourne, incredibile. Delusione tremenda per Dominic, ma le risorse di un campione come Djokovic sono infinite. Rispetto e ammirazione, null’altro da aggiungere.

Novak Djokovic e Dominic Thiem – Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

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ATP Rio: esordio vincente per Sonego e Mager

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Gianluca Mager - Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Giornata “tricolore” quella di martedì al Rio Open di Rio de Janeiro. Sono stati ben cinque gli italiani impegnati nel primo turno del torneo carioca: dovevano essere quattro, ma all’ultimo momento il ritiro di Pedro Sousa ha consentito il ripescaggio come lucky loser di Federico Gaio, che ha dovuto affrontare al primo turno proprio l’avversario che lo aveva battuto nell’ultimo turno di qualificazione, il portoghese Joao Domingues, n. 169 della classifica ATP. Sovente accade che in circostanze simili il giocatore sconfitto nel match di qualificazione riesce poi a vincere l’incontro del tabellone principale – questa volta, tuttavia, Gaio non è riuscito a ribaltare il risultato, anche se come il punteggio lascia intuire (7-6(8), 6-4) si è trattata di una battaglia molto equilibrata. Peccato per i due set point avuti dal marchigiano nel tie-break del primo parziale, il secondo dei quali con la battuta a disposizione sul quale Federico ha messo in corridoio un diritto.

Degli altri italiani impegnati, quello che ha conseguito la vittoria più sorprendente è stato il qualificato Gianluca Mager, 25enne di Sanremo e n. 128 della classifica mondiale, che in due set altrettanto combattuti ha estromesso dal torneo il norvegese Casper Ruud, n. 36 ATP testa di serie n. 8 del tabellone e soprattutto recente vincitore la settimana scorsa dell’Argentina Open di Buenos Aires. In un’ora e 53 minuti di gioco ha sconfitto Ruud per 7-6(4), 7-5 in un match che ha visto solamente un break in tutta la partita, quello dell’ultimo game, e nel quale il tie-break del primo set è stato deciso da un solo minibreak, concesso da Ruud con un gratuito di diritto.

Altra vittoria per i colori azzurri è stata quella di Lorenzo Sonego, che opposto all’argentino Leonardo Mayer, dopo aver messo in cascina piuttosto rapidamente il primo set con il punteggio di 6-1, è stato fermato da un guasto del sistema di illuminazione del campo (che ha interessato anche il match di Gaio) sullo score di 4-5 40-30. Il match è potuto riprendere solamente dopo una buona mezz’ora di interruzione quando Mayer ha approfittato di due errori di diritto di Sonego nei momenti finali del tie-break ed è riuscito a portare la partita al terzo set. Il torinese ha comunque preso un break di vantaggio immediatamente all’inizio della partita decisiva, chiudendo poi il match per 6-4 al terzo set dopo 2 ore e 54 minuti (che però comprendono anche la sospensione per “oscurità”).

 

Nulla da fare invece per Salvatore Caruso, che con il ranking di n.93 era stato l’ultimo ammesso di diritto in tabellone per diritto di classifica: il siciliano è stato sconfitto in due set dallo spagnolo Jaume Munar (n. 99 ATP). Ed è finita al primo turno anche l’avventura a Rio dell’altro siciliano impegnato nel torneo, ovvero Marco Cecchinato che vede continuare il suo momento difficile con la sconfitta in tre set contro Dusan Lajovic, n.23 ATP e testa di serie n. 2.

Sarà proprio Lajovic a dover affrontare il nostro Sonego al secondo turno, mentre Gianluca Mager proseguirà la sua avventura nel torneo contro il giustiziere del nostro Gaio, ovvero il portoghese Joao Domingues.

I risultati completi:

[1] D. Thiem b. [WC] F. Meligeni Rodrigues Alves 6-2 4-6 6-1
J. Munar b. S. Caruso 7-5 6-4
[Q] J. Domingues b. [LL] F. Gaio 7-6(8) 6-4
[Q] G. Mager b. [8] C. Ruud 7-6(4) 7-5
[LL] A. Balasz b. P. Cuevas 6-4 6-3
[5] B. Coric b. J. Londero 7-6(5) 7-5
L. Sonego b. L. Mayer 6-1 5-7 6-4
[2] D. Lajovic b. M. Cecchinato 6-4 6-7(4) 6-1
T. Monteiro b. [4] G. Pella 5-7 6-4 7-6(3)

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A Seppi non riesce l’ultimo passo, a New York trionfa Edmund [AUDIO esclusivo]

Dopo un primo set equilibrato Andreas Seppi cede in due set a Kyle Edmund. È il secondo titolo ATP per il britannico. Niente Delray Beach per Seppi

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Andreas Seppi - New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

[8] K. Edmund b. A. Seppi 7-5 6-1

Niente da fare per Andreas Seppi nella finale del New York Open di Long Island. Si sapeva che il compito sarebbe stato arduo, Kyle Edmund lo aveva sempre battuto nei quattro precedenti scontri diretti che si erano disputati sul cemento, ed anche questa volta l’esito dell’incontro è stato lo stesso. Seppi ha tenuto con grande autorità il campo per quasi tutto il primo set, ma i due break consecutivi subiti a cavallo dei due parziali gli hanno tagliato le gambe, e c’è stato anche un piccolo problema fisico che lo ha costretto ad uscire temporaneamente dal campo verso la fine del match e che certamente non gli ha permesso di esprimersi al meglio.

Nessuna sorpresa a livello tattico nella partita: Edmund cercava di menare le danze dal fondo con il dirittaccio mettendo sotto pressione l’avversario anche con la prima di servizio, mentre Seppi provava a palleggiare sul rovescio dell’avversario per allungare gli scambi e mettersi nelle condizioni di testare le qualità difensive di Edmund.

 
Kyle Edmund – New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

I servizi l’hanno fatta da padrone per gran parte del primo parziale, nessun break e nessuna palla break per i primi 11 giochi del match, fino a quando, poco prima di arrivare a quella che sembrava la logica conclusione del set, il tie-break, era Edmund a prendere il largo. Con due diritti vincenti il britannico si portava a due set point e grazie ad una splendida accelerazione lungolinea di rovescio si aggiudicava il primo set per 7-5 dopo 44 minuti di gioco.

Tra la fine del primo set e l’inizio del secondo Edmund metteva a segno una striscia di cinque giochi consecutivi e un parziale di 20 punti a 5 che gli dava un solido vantaggio di 3-0. Il coach dell’inglese, Franco Davin (ex allenatore di Fabio Fognini) si agitava parecchio in tribuna per sollecitare il suo assistito ad “ammazzare” la partita, ben conoscendo le risorse di fondista di Seppi, e infatti il tennista di Caldaro si salvava da un game molto complicato nel quale annullava ben quattro palle dello 0-4, una delle quali con uno splendido passante di rovescio lungolinea.

Quel game di 18 punti era però il canto del cigno: subito dopo Seppi doveva assentarsi dal campo per un medical time-out (“Mi sono fatto fasciare l’adduttore dopo aver sentito un dolore alla gamba sinistra” ha confermato Seppi dopo il match) e al rientro, nonostante riuscisse a trovare con più continuità il rovescio dell’avversario, i suoi colpi non avevano più spinta, e il match si concludeva poco dopo con Kyle che alzava le braccia al cielo per la conquista del suo secondo titolo ATP in carriera.

La chiave della partita era mettergli pressione sul suo servizio, cosa che non sono riuscito a fare quasi mai – ha dichiarato Seppi al termine della partita – anch’io sono riuscito a servire bene durante il primo set, poi però ho preso il break alla fine del set e tutto è diventato più difficile“.

Con questa vittoria Kyle Edmund conquista il suo secondo titolo nel circuito ATP (su tre finali giocate) e guadagna 17 posizioni assestandosi al n. 45. Andreas Seppi, dal canto suo, sale 18 posizioni arrampicandosi fino al n. 80 prima della pausa che si prenderà per stare accanto alla moglie ora che la primogenita sta per nascere. “Purtroppo mi devo cancellare da Delray Beach – ha confermato Seppi – perché il dolore alla gamba sinistra che ho avvertito durante la partita ora è piuttosto acuto e non è opportuno giocarci sopra. Tornerò quindi da mia moglie e aspetterò la nascita della bambina“.

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ATP Rotterdam: doppietta Monfils, dominato Auger-Aliassime

Facile vittoria del francese, che bissa il successo dello scorso anno. Troppo falloso il canadese, crollato alla prima scossa

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[3] G. Monfils b. F. Auger-Aliassime 6-2 6-4

Gael Monfils ha conquistato il primo 500 stagionale, quello di Rotterdam, per il secondo anno di fila, coronando due settimane da sogno in cui non ha perso neanche un set fra Montpellier e l’Olanda, stendendo Felix Auger-Aliassime per 6-2 6-4 in 86 minuti. Ennesima delusione per il canadese, sicuro protagonista del futuro ma ancora a bocca asciutta dopo quattro finali in 12 mesi. FAA è diventato il finalista più giovane nella storia del torneo in cui aveva esordito nel circuito maggiore (superando Roger Federer, con cui condivide il compleanno), mentre Monfils è di casa a Rotterdam, avendo vinto il torneo lo scorso anno e raggiunto la finale nel 2016.

Il canadese ha raggiunto la finale per certi versi a sorpresa, avendo vinto solo 9 delle ultime 24 partite giocate prima di Rotterdam, ma questa settimana ha messo in fila avversari competitivi, lasciando per strada un solo set e dando un taglio ai doppi falli (sei nelle ultime tre partite, grande termometro dell’autostima), mentre si è detto della forma di La Monf, nonostante un malanno contratto a torneo in corso. Primo confronto fra i due, che condividono uno straripante atletismo, seppur con attitudini diverse: il Québécois ha un atteggiamento estremamente proattivo, e ama verticalizzare alla prima chance, mentre Monfils ha sempre fatto leva sulla sua straordinaria copertura di campo (alle volte a scapito della sua integrità fisica, verrebbe da dire) per accelerare subitaneamente dopo aver irretito l’avversario nello scambio, come documentato dai quattro chilometri percorsi più dell’avversario durante la settimana.

FAA ha avvertito la pressione all’inizio, mettendo tre dritti lunghi per lo 0-40 nel terzo game, sorpreso da quante prime stessero tornando indietro (solo un ace alla fine), ma ha mostrato subito grande dominio della situazione, salvandole tutte senza mai lasciare l’iniziativa alla terza testa di serie. Monfils ha però continuato a rispondere con continuità, e, annusata l’opportunità creata dal primo doppio fallo del giovane avversario, è passato nel turno successivo leggendone il drop shot. FAA ha continuato ad aggredire la seconda del francese, procurandosi una chance del pareggio, ma ha continuato a pagare la poca pazienza e precisione sul dritto, sprecando e regalando il set con due doppi falli e soluzioni forzate nel game successivo, vedendo il campo restringersi a ogni ulteriore colpo da giocare – e Monfils non si è allora potuto esimere dal chiudere in 40 minuti.

L’inizio del secondo ha seguito il medesimo canovaccio, anzi, ne ha seguita la distopia: quattro errori, anche marchiani, di Aliassime, e sesto (subito upgraded a settimo) game di fila per Monfils, che ha vinto dieci punti di fila a cavallo fra i due parziali. Gli errori hanno continuato a impilarsi, e il campione in carica si è definitivamente sganciato, sgasando quel tanto che basta per l’highlight quotidiano.

Spalle al muro, Aliassime ha provato a dare il tutto per tutto nel settimo gioco (coadiuvato da un oggetto misterioso volato nell’occhio destro del francese sul 5-2 40-15), salvando quattro match point con un paio di grandi risposte in anticipo e recuperando uno dei break al termine di un duello a rete. Too little, too late però, perché Monfils non si è disunito nel turno successivo, vincendo gli ultimi quattro punti per il primo bis olandese dai tempi di Soderling nel 2010 e 2011. Esultanza originale prima del consueto Wakanda Forever, e affetto fra i due.

“Se Felix continuerà così, vincerà sicuramente il torneo”, ha detto il vincitore durante la premiazione. “Sono state due settimane incredibili, e spero di poter continuare così per il resto della stagione”.Sempre simpatico il direttore del torneo, Richard Krajicek, che ha ricordato a Felix che pure Federer perse la sua prima finale qui, e “scusandosi” per la mezza influenza accusata da Monfils durante il suo soggiorno. Se questi sono i risultati, si può supporre che Gael dormirà con la finestra aperta per il resto della sua carriera.

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