Djokovic invincibile: batte Thiem in 5 set e vince l'ottavo Australian Open

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Djokovic invincibile: batte Thiem in 5 set e vince l’ottavo Australian Open

MELBOURNE – In netta difficoltà, sotto due set a uno, il campione serbo resetta e ritrova il suo tennis. 17° Slam, Nole ritorna anche numero uno del mondo

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Novak Djokovic con il trofeo - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

[2] N. Djokovic b. [5] D. Thiem 6-4 4-6 2-6 6-3 6-4 (da Melbourne, il nostro inviato)

Ogni volta che lo crediamo possibile, ogni volta che la sorpresa sembra davvero a un centimetro dal concretizzarsi, questi tre fenomeni spostano l’asticella un centimetro più in là. E alla fine vincono. Non ha fatto eccezione oggi Novak Djokovic, sotto due set a uno contro Thiem e – apparentemente – in balia completa del palleggio e delle bordate dell’avversario. Ha ricomposto le idee, ha ritrovato risposta e precisione nei colpi e si è proclamato padrone degli ultimi due set e poi vincitore del suo ottavo Australian Open, diciassettesimo Slam totale. A tre lunghezze dal record di Federer, a due dall’inseguitore Nadal. Sembra davvero non esserci niente da fare: a New York Medvedev ci era andato vicino, ci è andato vicino anche Thiem oggi ma non c’è stato verso di spodestare i campioni dal loro trono. Ah, a proposito di spodestare: Novak Djokovic tornerà anche numero uno del mondo tra poche ore.

INTRO E NUMERIIl clima è perfetto per giocare a tennis stasera a Melbourne, fresco il giusto, appena appena ventilato. Dopo una toccante cerimonia in onore del corpo dei pompieri dello stato di Victoria, il catino della Rod Laver Arena, strapieno in ogni ordine di posti, accoglie con un boato l’ingresso in campo di Novak Djokovic e Dominic Thiem, che si apprestano a chiudere l’edizione numero 108 dell’Australian Open. Per l’austriaco è la terza finale Slam, la prima sul cemento (le precedenti due perse al Roland Garros da Rafa Nadal, 2018 e 2019), per il serbo è la venticinquesima (fa effetto scrivere questi numeri ogni volta che si parla dei “mostri sacri”), 16 vinte, di cui sette qui.

 

A questo suo ottavo atto conclusivo in Australia Novak si presenta con un bilancio di 74 partite vinte e 8 perse a Melbourne, impressionante (solo Roger Federer gli è davanti, con un ancor più impressionante 102/15). 8 finali qui sono comunque un record assoluto, superato sempre Federer che ne ha giocate 7. Djokovic le sue precedenti finali le ha vinte tutte, e va per il 17° titolo Slam, Thiem va per il 17° titolo complessivo.

PRIMO SET – Inizia Nole al servizio, due ace consecutivi già nel primo game per il serbo, in quello successivo è già battaglia ai vantaggi, dopo uno scambio a rete arriva una palla break per Djokovic. Dritto sotto il nastro di Dominic e siamo 2-0: si alzano i cori “Nole, Nole”, ci sono gruppi di tifosi serbi che definire chiassosi è poco. Djokovic è partito a tavoletta, serve benissimo e sciorina ottime soluzioni in attacco (una gran palla corta in avanzamento), Thiem sembra ancora dover entrare in partita. In 13 minuti siamo 3-0 Nole, l’impressione è che voglia tenere sott’acqua da subito l’avversario, rischiando per primo, sapendo quanto potrebbe diventare pericoloso dovesse diventare una lotta a mazzate. Ineccepibile tatticamente, ma non lo scopro certo io ora. 16 punti a 7 nei primi 3 game, poco altro da dire.

Grande scambio nel quarto game, con tweener di Nole chiuso a rete da Dominic, l’austriaco muove il punteggio tenendo un servizio, Djokovic allunga 4-1. Il problema per Thiem è che finora ha fatto 3 punti su 15 in risposta. Onestamente, rispetto alle tante volte in cui l’ho visto fare la parte del muro inscalfibile affrontando bombardieri vari e giocatori brillanti, concentrato quasi solo sul contrattacco, stasera Nole mi sta piacendo molto, proprio perché lo vedo prendere l’iniziativa per primo. La qualità per farlo ce l’ha eccome, certi anticipi aggressivi sono splendidi, come detto è un piano tattico necessario visto il mazzuolatore instancabile che ha davanti, ma tant’è, il Djokovic da uno-due di oggi è spettacolare. Nel settimo game si capisce bene cosa intendo: l’iniziativa se la prende Dominic a fucilate, Nole è costretto alla difesa, e non ne esce, subendo il contro-break a 15: 4-3, il match si fa veramente interessante.

Novak Djokovic – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tutta la classe in risposta del serbo, che mette un dritto in allungo, porta al 30-40 e a una palla break per ritornare in vantaggio, ma Thiem la annulla bene a rete, per poi scatenare i suoi attacchi e pareggiare 4-4. Punti da ovazione in serie adesso, bellissimo uno smash da fondocampo del serbo, ma da qualche minuto si sta giocando la partita che vuole Dominic, che potrebbe diventare incontenibile. 5-4 Djokovic, molto equilibrio, bene il serbo che cerca di togliere ritmo e certezze all’avversario: un brutto errore di dritto dell’austriaco porta a palla break che è anche set point. A tutto braccio, e margine zero, Thiem la annulla, due rovesci a una mano impattati alti davanti al corpo sono spaventosi; commette anche diversi gratuiti, ma tirando così forte è impossibile evitarli. Arriva così un secondo set-point, e beffardamente è il primo doppio fallo di Dominic a consegnare il parziale a Nole. Un brutto dato per Thiem è il 23% di punti fatti con la seconda palla (dall’altra parte, 80% di prime in campo per il serbo). L’austriaco ha 12 vincenti e 16 errori (Djokovic 9/14), un set teso, emozionante.

EMERGE DOMINIC – Nel secondo set, per la prima volta Dominic tiene un servizio senza andare ai vantaggi, poi spara un rovescio lungolinea irreale, dalla tribuna a occhio eravamo sopra i 150 kmh (ma comodamente!). Nole accusa il cazzotto, e con un doppio fallo (seconda tirata a 180, non vuole proprio entrare nello scambio) offre palla break, la annulla, se ne prende un’altra Thiem con due bombe di dritto, si salva bene in attacco ancora Djokovic, ma sta vacillando. Terzo errore, terza palla break, e stavolta la seconda palla di servizio – fuori di un metro – viaggiava a 192 kmh: che roba, break Dominic, ma autentica follia di nervi da parte di Nole. Non capita spesso di vederlo tanto in difficoltà nel gioco da fondo, e nel palleggio in pressione, tanto da volerlo evitare a tutti i costi. Nel primo set era stato eccezionale a gestire con intelligenza e classe l’irruenza dell’avversario, ora però è nei guai, siamo 3-2 e battuta per Thiem. Gli dà una gran mano Dominic commettendo doppio fallo e regalandogli una palla break, ma due bastonate di dritto risolvono il problema dell’austriaco, che sale 4-2.

Due game dopo, Thiem va di nuovo sotto con un paio di gratuiti evitabili (come se perdesse la pazienza, ma non dovrebbe: il pallino del gioco lo ha lui), giustamente Djokovic annusa l’occasione e la azzanna, piazzando il contro-break. Che fenomeno che è nei momenti importanti, siamo 4-4. Ma subito dopo, un altro game “horror” per lui: un doppio fallo, due time-violation per perdita di tempo alla battuta – che gli costano l’obbligo di servire direttamente una seconda sulla palla break – e un dritto facile sparato sui teloni. Ancora break Thiem, che va al servizio per il set sul 5-4, questi attimi di nervoso e perdita di lucidità da parte di Nole sono strani. Un fuoriclasse come lui ne ha viste e affrontate di tutti i colori, fa specie vederlo così a disagio in campo. Ben contento dell’omaggio, Dominic scatena quattro missili e chiude il parziale, 6-4 e un set pari, match che va a strappi, sia tecnicamente che emotivamente. In totale ora siamo a 25 vincenti e 27 errori per Thiem, 16/27 Djokovic; il dato deficitario per il serbo è però il 36% di punti fatti con la seconda, d’altronde quei due game “da matto” pesano.

Dominic Thiem – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

TESTA AVANTI DOMINIC – Sgradevole discussione con l’arbitro Dumusois (quello del match fra Fognini e Sandgren) per Nole, che a fine set gli dice “Bravo, ben fatto, ti sei reso famoso!” con il pollice alzato e la faccia polemica, ma i “time violation” erano corretti: Nole è molto nervoso ora. Nel primo game del secondo set, dopo un momento ancora polemico di Djokovic col pubblico (che aveva fatto il classico “oooh” di delusione per una pallata che sarebbe stata vincente di Dominic deviata fuori dal nastro), arriva il break in avvio per Thiem. Reazione immediata di Nole, che con una bellissima combinazione palla corta e volée si procura l’occasione del contro-break, ma il rovescio lungolinea sontuoso dell’austriaco gliela cancella, siamo 2-0. I serbi provano a incoraggiare Djokovic, ma sembrano meno convinti pure loro, nel frattempo Nole sembra in rottura prolungata, mette due palle di fila sotto la rete, scuote la testa e appare anche rigido con le gambe. Un altro tracciante lungoriga di rovescio di Dominic porta al 15-40 e a due palle del 3-0 e doppio break, una seconda palla a 188 kmh stavolta buona (di nuovo tirata a occhi chiusi), seguita però da un dritto sul nastro, sono fatali al serbo. Thiem non rallenta, poco dopo, sotto 4-1, Djokovic chiama il medico, e prende una pastiglia. In scioltezza Dominic va 5-1, dall’altra parte c’è poca resistenza adesso, solo qualche colpo a sprazzi. Alla battuta per chiudere Dominic si disunisce, forse a causa della tensione. Sciupa tre set-point e deve affrontare una palla break, ma Djokovic spreca in risposta e quando sono passate 2 ore e 29 minuti è 6-2 e due set a uno per Thiem. Nole esce dal campo per la pausa.

IL RUGGITO DI NOLE – Facce preoccupate nel box serbo, Djokovic rientra dopo cinque minuti di trattamento medico: vediamo se avrà le risorse per rimontare. Nole tiene il primo game di servizio, si alzano i cori di incoraggiamento, ma poco dopo, sull’1-1, è palla break Thiem: bravo Djokovic a salvarsi con il serve&volley, poi ancora bene a rete, e con un nastro favorevole sale 2-1. Certo non sono bei segnali per lui dover fare i ricami al volo per fare punto, dura vincerla così. Nonostante non ci sono grandi pericoli per chi serve, però, Nole pare essere più sciolto e pimpante. Dominic, da parte sua, continua a mollare manate spaventose sia di dritto che di rovescio. Un grandissimo punto in attacco dell’austriaco, nel sesto game, lo porta 3-3, il pubblico salta e grida intorno alla tribuna stampa. Negli suoi ultimi due turni di battuta Djokovic è stato autoritario, in quelli di Thiem si è fatto aggressivo, non è mica finita. Sotto 4-3, Dominic commette una sciocchezza a rete, poi subisce una risposta, e si ritrova 15-40. La prima palla break la annulla di dritto, sulla seconda spara lunga un’accelerazione, e siamo 5-3, con Nole al servizio per andare al quinto. Senza tremare il serbo tiene a zero, 6-3 ed è quinto e decisivo set. Bravissimo Djokovic a resistere in difficoltà all’inizio del parziale, brutto passaggio a vuoto di Thiem nel momento cruciale. Sono passate tre ore e 11 minuti, nel quarto set l’austriaco è nuovamente sceso a un tremendo 22% di punti fatti con la seconda palla di servizio.

IL TRIONFO – Si ringalluzziscono i cori dei tifosi di Djokovic, e ne hanno ben donde: Dominic adesso appare meno lucido e convinto, tira sempre fortissimo ma sbaglia molto, Nole è più tranquillo, a questo punto potrebbe succedere di tutto. Nel terzo game, sventaglio fallito da Thiem, ed è palla break Djokovic: il gratuito in lunghezza dell’austriaco regala a Nole un vantaggio che potrebbe essere decisivo, che tensione sia in campo che sugli spalti. Si arrabbia con se stesso Dominic, reagisce a sua volta di rabbia e grinta, arriva a 30-40 e palla del contro-break, ma la sbaglia di dritto, con conseguente sospiro di delusione di tre quarti del pubblico, a parte ovviamente i tifosi serbi. Seconda palla break Thiem, serve&volley Djokovic, ma il passante è lungo. Poco dopo, è 3-1 Nole, le occasioni mancate dall’austriaco stanno pesando tanto, è una partita più emozionante e tesa che bella. Ammirevole la sovrumana capacità di Djokovic di rimanere a galla davanti alle bordate che gli arrivano addosso da tre ore e mezza, e in qualche modo trovare la strada per uscirne in vantaggio alla fine, siamo 4-2.

Dominic continua ad andare in difficoltà ogni volta che serve la seconda palla, e quando dopo tre vantaggi un rovescio in rete dà la palla del 5-2 con due break a Nole, è come fosse un match point. Si salva col servizio Thiem, e accorcia sul 3-4, ma è appeso al proverbiale cornicione adesso. Un’ora fa pareva poterla vincere, è dura psicologicamente per lui. Con freddezza Nole sale 5-3, servendo bene Dominic arriva al 4-5, siamo in dirittura d’arrivo. Due errori di Thiem, e un ace di Djokovic, portano il 40-15 e due match point, il primo è quello che dà a Nole il 17esimo trionfo Slam, ottavo qui a Melbourne, incredibile. Delusione tremenda per Dominic, ma le risorse di un campione come Djokovic sono infinite. Rispetto e ammirazione, null’altro da aggiungere.

Novak Djokovic e Dominic Thiem – Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

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ATP Amburgo: arriva la prima vittoria di Fognini, out Sonego. Humbert stende Medvedev

Il francese con una prova super, elimina il N.1 del seeding. Fabio rimonta un set a Kohlschreiber. Nulla da fare per Lorenzo contro Auger-Aliassime

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SULLA BUONA STRADA – Nel percorso di rientro di Fabio Fognini dopo l’operazione a entrambe le caviglie, è buona la terza. Sconfitto in Austria dallo sconosciuto (ma poi semifinalista) Huesler e a Roma da Humbert con evidenti passi in avanti, arriva la vittoria ad Amburgo contro Philipp Kohlschreiber, anch’egli lontano dal suo massimo splendore ma avversario ostico per Fognini, come testimonia il 7-2 dei confronti diretti. Un match piacevole, al netto di parecchi errori non forzati da parte dell’azzurro che ha però dispensato scampoli del suo tennis migliore davanti a un Kohlschreiber sempre bravo nell’usare il campo e avveduto nelle scelte, ma ormai soggetto a cali di rendimento nell’arco di un incontro.

Nella prima partita, non mancano le occasioni per Fognini. In un quarto game da 18 punti, Fabio si guadagna tre opportunità di allungare: per due volte è bravo Kohli, ma resta il rimpianto sulla terza per una complicata veronica sul lob molto probabilmente destinato a cadere in corridoio. Preciso quando si tratta di contenere ed efficace quando è il momento di accelerare, è il tedesco a effettuare il sorpasso, con il nostro che commette un doppio fallo dopo la chiamata del fallo di piede e perde i successivi tre punti. Philipp si dimostra sempre molto più attento nei punti decisivi (si salva poi da un 15-40) e riesce così a mantenere il distacco fino ad assicurarsi il parziale.

C’è bisogno di andare a prendersi il break e Fabio lo fa al secondo game. Tranquillizzato dal vantaggio, Fogna regala qualche magia, spreca qualcosa forse esagerando, ma ha ormai preso il controllo del gioco di fronte a un avversario meno lucido e dilaga alla sua maniera pareggiando il conto dei set con un perentorio 6-1.

 

Il troppo entusiasmo, sotto forma di un dritto in salto, rischia di costargli la possibilità di strappare il servizio tedesco al terzo game, ma i piedi girano veloci e la mano è on fire e il break arriva. Non la conferma, però, perché un paio di “foot fault!” non possono non significare un turno di battuta ceduto a zero. Il match è godibile nonostante alcuni errori di troppo da parte di entrambi, con Fognini che si prende più rischi e Kohlschreiber che, come spesso gli accade, deve fare i conti con il dritto a tratti ballerino. Non chiude una prima volta con il servizio, il Fogna, ma non si distrae alla seconda occasione e si prende il 7-5 che vale la prima vittoria dalla Coppa Davis di marzo e, in torneo, addirittura dall’Australian Open. Al prossimo turno, affronterà il vincente fra Casper Ruud e Benoit Paire, che giocheranno però mercoledì.

HUMBERT STELLARE – Stupenda prestazione di Ugo Humbert che pochi giorni fa aveva battuto proprio Fognini a Roma. Il francese ottiene la vittoria più prestigiosa della carriera eliminando il N.1 del seeding e N.5 del mondo Daniil Medvedev dopo 82 minuti di tennis impeccabile con il 73% di prime in campo e 15 colpi vincenti a referto. 6-4 6-3 il punteggio finale. Per il russo certamente non il miglior viatico in vista del Roland Garros che inizierà domenica.

SONEGO OUT – Cede in due set a un avversario più quotato, Lorenzo Sonego, nonostante il Felix Auger-Aliassime della seconda parte di stagione non stia particolarmente impressionando. Non un buon momento per il venticinquenne torinese: è la quarta sconfitta negli ultimi cinque incontri, con la sola vittoria ottenuta a Roma contro quel poco che sta offrendo un Basilashvili dalla testa altrove. Il primo parziale è caratterizzato da troppi errori dell’azzurro sia nel palleggio sia quando ha in mano lo scambio e il 6-2 per un più concreto Auger-Aliassime arriva dopo trentasei minuti. Bravo Lorenzo nella seconda partita a trovare la misura dei colpi e a rimanere attaccato al servizio; è lui ad avere più opportunità, comprese due (non consecutive) sul 5 pari, ma è bravo Felix a prendersi i rischi e venire avanti per annullarle. Nel finale, tornano i gratuiti di Sonego che compromettono subito il tie-break; ne fa le spese una pallina scaraventata in direzione Brema, mentre Auger-Aliassime va al secondo turno contro Bublik o Ramos-Viñolas.

Risultati:
[4] R. Bautista Agut b. N. Basilashvili 6-4 6-3
[WC] Y. Hanfmann b. [3] G. Monfils 6-4 6-3
[6] F. Fognini b. [WC] P. Kohlschreiber 4-6 6-1 7-5
[8/WC] K.Khachanov vs J-L. Struff 7-6(5) 4-6 7-5
U. Humbert b. [1] D. Medvedev 6-4 6-3
C. Garin b. K. Nishikori 6-0 6-3
[SE] D. Koepfer b.Y. Nishioka 7-6(0) 4-6 6-1
F. Auger-Aliassime b. L. Sonego 6-2 7-6(2)
[LL] A. Bublik b. A. Ramos-Viñolas 6-2 7-6(5)
D. Lajovic vs A.Mannarino

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Djokovic non lascia scampo a Schwartzman: vince gli Internazionali di Roma per la quinta volta

Il numero uno del mondo incamera il quinto successo qui a Roma, 36° Masters 1000 della carriera: superato Nadal fermo a quota 35. Schwartzman si batte con onore, ma non basta

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Novak Djokovic, con il trofeo - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)
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[1] N. Djokovic b. [8] D. Schwartzman 7-5 6-3

Novak Djokovic conferma il suo ruolo di favorito superando in due set Diego Schwartzman in una finale lottata al meglio delle sue possibilità dal piccolo argentino, necessariamente meno esplosivo rispetto ai faticosi giorni precedenti ma estremamente solido nel palleggio, soprattutto di rovescio, colpo che il fenomeno di Belgrado è andato particolarmente a stuzzicare. Tante e dagli esiti contrastanti le smorzate di Djokovic, sia per le condizioni del campo appesantito da una leggera pioggia nei primi minuti, sia per verificare il lavoro del fisioterapista di Schwartzman dopo le oltre tre ore in campo la sera precedente.

Nole non si è quindi lasciato sfuggire la possibilità di rifarsi dopo la delusione newyorchese con la prima sconfitta della stagione e ha agguantato il Masters 1000 numero 36, passando così in vantaggio solitario dopo aver condiviso il primato con Rafa Nadal per le tre settimane successive al trofeo di “Cincinnati”; curiosamente, entrambi vantano 115 partecipazioni ai tornei di categoria. Allo stesso modo, sfuma per il momento l’obiettivo di Diego di entrare nell’élite del tennis: da martedì, la top 10 accoglierà invece Denis Shapovalov.

 

L’INIZIO CHE NON TI ASPETTI – Djokovic si presenta alla finale con quello quello che ci si attendeva da lui: ha vinto senza strafare lasciando anche un set al tedesco Koepfer (il laureato in Finanza che, contando questa stagione e la precedente, ha imboccato la strada di un buon risultato all’anno nel Tour), si è infuriato, ha preso un paio di warning, si è infischiato dell’arbitro Forcadell che gli ricordava di indossare la mascherina quando si è allontanato dal campo; lo stesso arbitro che poi lo ha chiamato “Federer” assegnandogli il game.

Sceglie di cominciare con la battuta, che in semifinale l’ha comodamente tolto d’impaccio nelle fasi decisive del primo set contro Ruud, ma la cede nonostante un buon inizio grazie a due scambi divertenti vinti da Schwartzman. Per quanto riguarda l’ultimo ostacolo sulla corsa serba al trofeo, Schwartzman è riuscito nell’impresa di battere Rafa senza perdere set (dal primo Roland Garros conquistato dallo spagnolo nel 2005, è appena il nono tennista a riuscirci) e in quella non certo inferiore di confermarsi al turno successivo nel match più godibile dell’evento romano. Ingolosito dal risultato della prima smorzata sulla quale el Peque non è neanche partito, Nole ci riprova anche perché nello scambio neutro la palla gli ritorna sempre indietro, ma senza fortuna. Infastidito apparentemente da qualsiasi cosa, Djokovic colpisce in modo volontariamente scomposto il rovescio che dà a Schwartzman il 3-0 pesante. Forse dispiaciuto, forse distratto, Diego gli rende la cortesia al gioco successivo facendolo entrare in partita.

Diego Schwartzman – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

ARRIVA ANCHE NOVAK – Nonostante il 4-0 dei precedenti, le due vittorie sofferte su terra promettevano a favore di una finale, se non incerta quanto a esito, almeno combattuta e, per adesso, le attese non sono deluse. Il n. 1 del mondo lascia per strada qualche punto non da lui, ma il tennista che si trova davanti una rete da pallavolo, almeno secondo un illustre connazionale, perde colpevolmente scambi “quasi vinti” e il sorpasso arriva inesorabile. Quasi sul punto di sparire dal campo, Dieguito torna a tenere la battuta riprendendosi dal parziale negativo e, in risposta, ha l’occasione per tornare avanti; con lo scambio che si allunga pericolosamente oltre i dieci colpi – situazione che avvantaggia l’argentino – Nole ne esce bene con un drop shot. Altrettanto bene fa pochi minuti dopo il ventottenne di Buenos Aires che annulla un set point con il vincente di dritto. Molto male invece quando serve per andare al tie-break: il terzo doppio fallo e due errori non forzati di rovescio (ne aveva sbagliato uno solo fino a quel momento) gli costano il 5-7 dopo un’ora e dieci minuti di fatica durante i quali ha opposto grande solidità commettendo appena 10 gratuiti. Tre dei quali, appunto, nel dodicesimo gioco.

L’EQUILIBRIO È ROTTO – Persa la prima partita estremamente lottata, con un insperato vantaggio in partenza e altre occasioni mancate, lo sfavorito tende a scendere di livello lasciando via libera all’avversario; se, poi, l’avversario in questione non ha mai perso una finale di un Masters 1000 dopo aver incamerato il primo set su 28 volte, la storia sembra già scritta. Diego, però, fattosi fasciare le dita dal fisioterapista, non ha alcuna intenzione di rispettare certi cliché e resta attaccato al match, mentre Novak continua a seminare smorzate dal lato sinistro, alcune vincenti, altre inguardabili da cui sono discesi diversi dei 15 unforced di rovescio del primo parziale.

Con il dritto che fa male (18 vincenti e 7 errori, alla fine), procede un po’ a corrente alternata, Nole, magari va sotto nel punteggio ma rientra senza patemi, quasi per dimostrare all’altro di avere ancora parecchio margine e di poter mettere a segno lo strappo decisivo a proprio piacimento. L’allungo senza possibilità di opposizione arriva sul 4-3, con due errori di Schwartzman e altrettanti vincenti spettacolari di Djokovic che chiude con il servizio al terzo match point, ovviamente con una smorzata dopo un lungo scambio sulla quale Diego arriva bene ma senza la lucidità per tenerla in campo.

È il quinto successo a Roma su dieci finali per Djokovic che, davanti al microfono, chiude la manifestazione in ottimo italiano con i ringraziamenti di rito, mentre la pioggia suggerisce di affrettarsi.

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Stephens già fuori a Strasburgo. Fognini e Sonego in campo martedì ad Amburgo

Prosegue il momento da incubo dell’americana, Ostapenko e Sabalenka avanti. In Germania passano Cuevas e Rublev

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Jelena Ostapenko – WTA Strasburgo 2020 (foto via Twitter @WTA_Strasbourg)

Mentre tutti erano distratti dalle finali di Roma (magari non troppo da quella femminile) nonché da exit poll e proiezioni varie, altro tennis accadeva in giro per l’Europa. Questa settimana si giocano infatti il torneo WTA di Strasburgo e quello ATP di Amburgo, naturalmente su terra battuta, che preludono al Roland Garros, peraltro già alle prese con le qualificazioni.

STRASBURGO – Accoppiate a un bye, Kiki Bertens (che ha sostituito Pliskova nella prima riga del tabellone) ed Elina Svitolina sono state raggiunte al secondo turno rispettivamente da Jelena Ostapenko e Magda Linette. La ventitreenne di Riga ha lasciato cinque giochi a Lauren Davis, mentre la polacca ne ha concessi un paio in piùdi Pauline Parmentier. Nella stessa giornata, avanzano in due set le teste di serie Aryna Sabalenka, Elena Rybakina ed Ekaterina Alexandrova. Cade invece la numero 8 del seeding Sloane Stephens che subisce un 6-1 al terzo da Nao Hibino. Dopo una sola vittoria nella prima parte della stagione, Sloane arriva così a quattro eliminazioni al primo turno dalla ripresa del Tour, spezzate solo dai sedicesimi raggiunti allo US Open con quel set di vantaggio su Serena Williams.

AMBURGO – Settecento chilometri più a nord, è cominciato in sordina l’ATP 500 tedesco. Solo quattro incontri di singolare in programma questo lunedì, con tutti e tre gli statunitensi iscritti in campo. L’ultima volta che un rappresentante degli Usa si era fatto vedere da queste parti era il 2008, quando il torneo era un Masters Series: effetti collaterali della pandemia. Il qualificato Tommy Paul ha superato in tre set Kevin Anderson, ma Taylor Fritz e l’altro proveniente dal tabellone cadetto Tennys Sandgren hanno ceduto rispettivamente a Pablo Cuevas (altro qualificato) e Andrey Rublev.

Ripescato come lucky loser, Gilles Simon continua il rientro deludente contro Jiri Vesely, anch’egli con la “Q” davanti al nome. In attesa dei primi due del seeding Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas, martedì farà il suo esordio Fabio Fognini, tds b. 6, contro Philipp Kohlschreiber. Terzo incontro sul Centrale a partire dalle 10.30. Terzo incontro ma dalle 10 per Lorenzo Sonego, impegnato contro un Felix Auger-Aliassime non particolarmente in spolvero in questo periodo.

 

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