Kevin Anderson operato al ginocchio destro

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Kevin Anderson operato al ginocchio destro

La rottura del menisco mediale costringe il sudafricano a un nuovo intervento chirurgico

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Kevin Anderson - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Continua il periodo sfortunato di Kevin Anderson che, tramite Instagram, ha comunicato di essersi sottoposto a chirurgia a causa della rottura del menisco mediale del ginocchio destro, lesione occorsa durante la off season. Dal 2016, Kevin colleziona suo malgrado infortuni sparsi su ogni zona del corpo: caviglia (con annessa chirurgia), ginocchio sinistro, spalla destra, inguine, anca, coscia sinistra. Lo scorso anno, si sono aggiunti il gomito e il ginocchio destro. Proprio quest’ultimo aveva costretto il trentatreenne di Johannesburg a chiudere in anticipo la scorsa stagione in modo da concedersi del tempo per recuperare, salvo poi decidere per l’intervento chirurgico.

Dopo un promettente avvio di 2020 in ATP Cup (due vittorie e la sconfitta contro Djokovic in due tie-break) e l’uscita al secondo turno a Melbourne dopo dieci set, Anderson ha annunciato il ritiro da Acapulco e dai due Masters 1000 di marzo senza tuttavia rivelarne il motivo. L’ipotesi che fosse ancora il ginocchio a creargli problemi si è purtroppo rivelata corretta, come evidenzia la foto postata nella giornata di venerdì in cui il 203 cm si mostra comunque sorridente e combattivo. Non ce ne vorrà il buon Kevin se sdrammatizziamo immaginando che è stato pure costretto a ritardare l’annuncio perché un’altra operazione gli ha rubato la scena.

Attorno alla metà dello scorso mese di dicembre, durante la preparazione nella off-season, mi sono infortunato al ginocchio destro. Ho cercato di resistere allenandomi e giocando comunque, ma non è migliorato. La diagnostica per immagini fatta in Australia ha purtroppo mostrato che ho subito una rottura del menisco mediale. Dopo essermi consultato con i medici e con il mio team, abbiamo deciso che la chirurgia era la soluzione migliore. Mi sono sottoposto all’intervento mercoledì. È oltremodo difficile e frustrante dover affrontare questo dopo tutte le battute d’arresto che ho avuto lo scorso anno. Ma so che è la decisione giusta per farmi tornare dove voglio ed essere certo che farò tutto quanto in mio potere per arrivarci. Grazie a tutti voi per il continuo sostegno e non vedo l’ora di rivedervi là fuori il più presto possibile”.

Inevitabilmente sceso al 121° posto dopo i guai del 2019, l’ex n. 5 del mondo non sarà in grado di difendere i quarti di Miami, perdendo così 180 dei 445 punti ora al suo attivo. Per quanto precisissimo nel riportare l’esatta natura dell’infortunio, Anderson non si è sbilanciato sui tempi di recupero e sulla possibile data di rientro nel Tour, ma è almeno probabile un ritorno in coincidenza con l’inizio della stagione verde come per Federer.

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Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 7 aprile. 106 pazienti in meno in terapia intensiva

604 nuovi decessi, diminuiscono ancora i casi (3039 nuovi positivi oggi)

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Ubitennis è un portale che si occupa di tennis, tautologia delle tautologie. Questi però sono giorni troppo assurdi e diversi dagli altri per fare finta che fuori non stia accadendo nulla. Per questo, fino al termine della pandemia di coronavirus che sta colpendo l’Italia in maniera durissima, abbiamo deciso di fornirvi un aggiornamento giornaliero sulla situazione italiana. Non pretendiamo di diventare un riferimento né di inerpicarci in analisi particolarmente complesse, ma semplicemente di aiutarvi a decodificare la realtà difficile che stiamo affrontando. Sperando di poter dedicare le nostre preoccupazioni ad altro, il prima possibile.


I DATI DELLE ULTIME 24 ORE

  • Nuovi decessi: 604
  • Nuovi casi: 3039 (9% dei tamponi testati)
  • Nuove guarigioni: 1555
  • Nuovi tamponi analizzati: 33713
  • Nuovi ricoverati in terapia intensiva: 106 pazienti in meno di ieri

I DATI DELL’EPIDEMIA ITALIANA (COMPLESSIVI)

 
  • Decessi totali: 17127
  • Casi totali: 135586
  • Guarigioni totali: 24392
  • Tamponi effettuati: 755445
  • Casi attivi: 94067
  • Ricoverati in terapia intensiva: 3792

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Il direttore commenta la finale dello ‘Scontro tra titani’ su Radio Sportiva: vince Federer

La famosa emittente radiofonica lancia uno scontro tra i 32 tennisti più forti della storia del tennis: gli ascoltatori decretano la vittoria di Federer su McEnroe. Il direttore Scanagatta… concorda

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Ubaldo Scanagatta - US Open 2019 (foto Art Seitz c2019)

In assenza di tennis giocato, con l’unica possibilità di rievocare le gesta dei campioni del presente e del passato, segnaliamo la bella iniziativa di Radio Sportiva che ha declinato anche in senso tennistico lo ‘Scontro tra titani’ già utilizzato per eleggere, su insindacabile parere degli ascoltatori, il giocatore più amato di ogni sport.

Il torneo si è disputato tra 32 giocatori, sedici dei quali dotati di una testa di serie.

  • 1 Federer
  • 2 Nadal
  • 3 Djokovic
  • 4 Laver
  • 5 Sampras
  • 6 Borg
  • 7 McEnroe
  • 8 Connors,
  • 9 Lendl
  • 10 Agassi
  • 11 Becker
  • 12 Edberg
  • 13 Rosewall
  • 14 Emerson
  • 15 Newcombe
  • 16 Tilden

A riempire il tabellone sedici outsider… che proprio outsider non sono, visto che si tratta comunque di campionissimi: Fred Perry, Don Budge, Pancho Gonzales, René Lacoste, Mats Wilander, Guillermo Vilas, Arthur Ashe, Andy Murray, Ilie Nastase, Jim Courier, Guga Kuerten, Lleyton Hewitt, Nicola Pietrangeli, Adriano Panatta, Marat Safin e Corrado Barazzutti.

 

Alla finale si sono qualificati Roger Federer (che ha battuto Sampras in semifinale) e John McEnroe (vincitore su Djokovic), e per commentare in diretta l’esito dell’ultimo scontro è stato invitato in trasmissione il direttore Ubaldo Scanagatta. Di seguito potete ascoltare la registrazione della trasmissione (disclaimer: contiene un aneddoto di Ubaldo e John a Firenze!):

Approfittiamo di questa pubblicazione per annunciare che il direttore, motivato da questa competizione virtuale, ha deciso di dare fondo alla sua memoria storica per registrare delle video-pillole sui titani del tennis che verranno pubblicate nei prossimi giorni. Si comincia con tre campioni australiani: Newcombe, Emerson e Rosewall.

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Australian Open 2021, ipotesi porte chiuse e tennisti in quarantena

Craig Tiley di Tennis Australia delinea quello che potrebbe essere lo scenario per il primo Slam del 2021. “Resta tutto in divenire, ma dobbiamo farci trovare pronti”

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Australian Open 2020 (via Twitter, @AustraliaOpen)

L’Australian Open, a inizio 2020, è stato l’ultimo Slam che abbiamo avuto il piacere di seguire. Con Wimbledon cancellato e le situazioni in bilico di US Open e Roland Garros, il peggiore degli scenari vedrebbe ricominciare il tennis a livello major proprio da Melbourne Park. Ma la realtà sarà comunque parecchio diversa da quella che ci siamo lasciati alle spalle. Il Ceo di Tennis Australia, Craig Tiley, ha spiegato come non sia da escludere per il 2021 un’edizione molto lontana dall’ordinarietà. “I tempi straordinari che stiamo vivendo necessitano di una pianificazione flessibile e che esplori un’ampia gamma di opzioni – le sue parole riportate da The Age -, dobbiamo essere pronti per un mondo diverso e non sappiamo quali misure di sicurezza sanitaria dovranno essere portate avanti anche a medio-lungo termine, quando l’emergenza sarà cessata“.

SI RAGIONA – “Organizzando un evento che dipende strettamente dagli spostamenti internazionali – ha proseguito – stiamo valutando come organizzarci nel caso fosse necessario un periodo di quarantena per i giocatori appena arrivati in Australia. C’è anche da valutare in quale misura potranno essere consentiti gli assembramenti, in riferimento alla presenza del pubblico sugli spalti. Se dovessero essere vietati o comunque fortemente limitati, dovremmo organizzare un evento fortemente orientato alla trasmissione televisiva“. In un contesto in cui tutto il tennis a livello mondiale è sospeso fino al 13 luglio e si sta valutando di completare la stagione andando oltre novembre (quindi azzerando la teorica off season), la navigazione rimane obbligatoriamente a vista.

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