Jabeur firma un'altra impresa. Barty e Kuznetsova ai quarti di Doha senza giocare

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Jabeur firma un’altra impresa. Barty e Kuznetsova ai quarti di Doha senza giocare

Rybakina, stanca e leggermente infortunata, lascia via libera alla numero uno. Jabeur batte Pliskova… da ferma: entrerà in top 40

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La notizia del giorno, per quanto riguarda l’universo WTA, forse non solo del giorno e forse non solo per quanto riguarda l’universo WTA, è il ritiro dal tennis di Maria Sharapova. A lei prima, seconda e terza pagina; le altre per oggi possono accontentarsi delle retrovia dei quotidiani. Ed in effetti un peccato, perché l’ennesima meraviglia di Ons Jabeur in questo primo scorcio di 2020 avrebbe meritato la copertina.

A dire il vero, di concorso di colpa si è trattato perché nella seconda metà del terzo set la partita con Karolina Pliskova si è trasformata in una folle giostra. Il piatto principale sono stati i tre break consecutivi, il condimento le condizioni fisiche via via meno brillanti di Jabeur che, probabilmente a causa di un principio di crampi, ha disputato gli ultimissimi game quasi da ferma (ricordandoci un po’ la finale di Mosca persa contro Kasatkina). Il conto – salatissimo – l’ha però pagato Karolina, incapace di tenere la palla in campo di fronte a un’avversaria quasi incapace di muoversi, che pure aveva regalato i soliti novanta minuti di spettacolo di fronte a un pubblico apertamente schierato a suo favore. Per Jabeur è la quarta vittoria contro una top 10 (la seconda contro una top 5) che le vale il quarto di finale con Kvitova e la certezza di un nuovo best ranking: entrerà in top 40.

Petra Kvitova ha avuto ragione di Aliona Ostapenko in tre set, nonostante una giornata a corrente alternata. Al set decisivo, in questa stagione, Petra-ex-Petrona sta facendo sfracelli: nel 2020 ne ha giocati sei e, fatto salvo quello ceduto a Madison Keys in quel di Brisbane, ne ha vinti cinque senza mai concedere più di tre game. Occorrerebbe qui sottolineare anche la giornata censurabilissima di Ostapenko, il cui gioco non proprio percentuale mal si abbina alle ventose condizioni qatariote. Oggi il voto peggiore in pagella lo ha meritato il servizio: sei su trentuno con la seconda e undici doppi falli sono i numeri di un disastro.

DUE FORFAIT E UNA SORPRESA – Elena Rybakina ha preferito addirittura togliersi di mezzo, e c’era da aspettarselo. Quando nella serata di ieri abbiamo visto l’order of play odierno, che prevedeva il suo ottavo con Barty secondo incontro sul Centrale, circostanza che le avrebbe concesso circa sedici ore appena di riposo dopo la maratona vinta su Van Uytvanck, in redazione abbiamo iniziato a fiutare la possibilità che la kazaka import oggi potesse non scendesse in campo.

La cosa ha effettivamente preso corpo intorno all’ora di pranzo, sotto forma di un walk over che la giocatrice addebita a un leggero stiramento alla gamba destra e che noi sospettiamo abbia a che fare con la più ampia situazione contingente: il match di oggi contro la numero uno al mondo sarebbe stato il ventiseiesimo in meno di due mesi e il tredicesimo negli ultimi sedici giorni calcando i campi di tre diversi tornei. Lo sforzo di ieri, classica goccia di troppo nel vaso esondante, deve aver fatto riflettere la rampantissima Elena: tra poco si parte per il Sunshine Double, non vale la pena arrivarci con il serbatoio secco.

Per Ash qualificazione senza versare una goccia di sudore: nei quarti troverà Muguruza, emersa più facilmente di quanto sarebbe stato lecito attendersi dall’esame Yastremska. E senza giocare è entrata tra le prime otto anche Svetlana Kuznetsova, la quale ha approfittato di un ritiro un po’ meno prevedibile, quello di Amanda Anisimova. La veterana da San Pietroburgo, che ha giocato la prima delle due sfortunate finali in Qatar sedici anni fa, affronterà per un posto in semifinale Belinda Bencic, brava a dribblare qualche blackout di troppo e a eliminare la bestia nera Yulia Putintseva, vincitrice in tre dei passati quattro scontri diretti. In controllo fino al cinque a due, la quarta favorita si è fatta risucchiare fino al cinque a quattro, per poi strappare il break che ha deciso il primo set – e di fatto la partita, da quel momento in poi in discesa – in un decimo gioco da tredici punti in cui è stata costretta a cancellare quattro palle per il cinque pari.

Da quelle parti del draw è arrivata la prima sorpresa di giornata, ossia l’inopinata sconfitta patita da Kiki Bertens contro la comunque fastidiosa Saisai Zheng: la cinese, per la quinta volta in carriera ai quarti di un Premier e per la seconda a Doha, affronterà Arina Sabalenka, che ha lasciato appena tre game a Maria Sakkari.

Risultati:

[8] P. Kvitova b. J. Ostapenko 6-2 5-7 6-1
[1] A. Barty b. [14] E. Rybakina W/O
S. Kuznetsova b. A. Anisimova W/O
S. Zheng b. [7] K. Bertens 3-6 6-3 6-4
[9] A. Sabalenka b. [15] M. Sakkari 6-3 6-0
[4] B. Bencic b. Y. Putintseva 6-4 6-3
[WC] O. Jabeur b. [3] K. Pliskova 6-4 3-6 6-3
[11] G. Muguruza b. D. Yastremska 6-2 6-4

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WTA Berlino: maratone vincenti per Bencic e Cornet, battute Alexandrova e Muguruza

Entrambi i match decisi dal tie-break del terzo set. Muguruza spreca anche un match point

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Qualche squarcio di sereno per Belinda Bencic, sotto al cielo in effetti azzurrissimo di Berlino. La numero uno svizzera, uscita col muso lungo da una stagione sulla terra molto al di sotto delle aspettative minime, ha battuto al termine di una lotta tiratissima Ekaterina Alexandrova, e così guadagnato la seconda semi annuale quattro mesi dopo l’unica altra di stagione, quella giocata ad Ad Adelaide a fine febbraio. Una vittoria sudatissima, maturata in oltre due ore e mezza colme di capovolgimenti di fronte e in discussione fino al tie break del terzo set, peraltro giocato molto bene dall’ex stellina di San Gallo.

A lungo sotto pressione contro una collega comunque parecchio ostica sul rapido, Bencic è più volte finita sotto di un break nelle prime due partite, ma se nella prima un parzialone di quattro giochi a zero le ha garantito il vantaggio di un set, la rimonta non le è riuscita nella seconda, vinta da una versione anche spettacolare della giocatrice russa. La frazione decisiva è stata dominata dai servizi: l’unica palla break, peraltro pericolosissima, se l’è procurata Alexandrova con un gran dritto lungolinea, ma i nervi saldi di Belinda ne hanno impedita la conversione. La soluzione di cotanto equilibrio non poteva dunque non essere affidata al tie break, che Belinda, come anticipato, ha giocato bene e concluso raccogliendo uno sventaglio largo di Alexandrova con il dritto.

Nella semifinale di domani Bencic affronterà Alizé Cornet, emersa con la tremarella da un altro tie break decisivo, strappato da sfavorita a Garbine Muguruza. Era partita forte l’ex numero uno, rincuorante il suo primo set. Nel secondo, come spesso le accade da molto tempo, le cose hanno preso un andazzo ondivago: subito sotto di un break, la spagnola di Caracas ha chiesto una prima pausa medica per lenire una fastidiosa vescica sul tallone sinistro, poi, perso il set, è rientrata negli spogliatoi accudita dal trainer, che le ha praticato una fasciatura alla coscia destra. Posto che la sinistra era bendata sin dal principio, Muguruza è parsa a molti sull’orlo del ritiro, ma ha invece deciso di giocarsi le proprie carte al terzo. La chance, grossa, è arrivata nel decimo gioco, quando l’ex campionessa di Wimbledion e Roland Garros ha avuto un match point in risposta, coincidente con l’unica palla break vista nell’intero parziale. Come successo poco prima ad Alexandrova in un momento altrettanto decisivo, anche il tentativo di Garbine è andato a vuoto, e di lì a poco gli spettatori hanno potuto apprezzare il secondo tie break dirimente di giornata, alla quinta ora complessiva di un intenso primo pomeriggio.

 

Muguruza si è scavata da sé la profondissima fossa dell’uno a sei commettendo una serie di errori non forzati da tre in pagella, e tuttavia è arrivata a un solo punto dal completare la rimonta, con il braccio libero e facendo leva sulle paturnie sempre più percepibili, anche a livello uditivo, della francese. Le è mancato l’ultimo tassello, e del resto non avrebbe dovuto trovarsi in una condizione tanto disperata. Il bagagliaio di Garbine fatica a riempirsi di fiducia: vedremo se le prossime corse sui prati rincuoreranno lei e Conchita Martinez, più volte apparsa contrariata in tribuna.

Risultati, quarti di finale:

[5] B. Bencic b. E. Alexandrova 6-4 4-6 7-6(4)
A. Cornet b. [6] G. Muguruza 4-6 6-3 7-6(5)
M. Keys vs [Q] L. Samsonova
J. Pegula vs [7] V. Azarenka

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WTA Birmingham 250: Giorgi si fa rimontare da Vekic, Garcia crolla, si rivede Vandeweghe

Camila va avanti di un set contro Donna Vekic ma poi si spegne. Quarta vittoria consecutiva per Vandeweghe, proveniente dalle qualificazioni: un gradito ritorno

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Il circuito femminile rimane in Inghilterra, dopo la tappa di Nottingham, passando dalle Midlands orientali a quelle occidentali di Birmingham. Nella Black Country continua il periodo nero di Caroline Garcia, che si deve arrendere in maniera netta alla ceca Bouzkova. La tennista francese si era portata avanti 3-1 con un break nel primo set, salvo farsi recuperare subito dopo. Da quel momento in poi l’ex numero 4 del mondo è scomparsa completamente dalla partita, incapace di vincere un game in tutto il resto della partita. Bouzkova ringrazia e vola ai quarti di finale contro CoCo Wandeweghe, che supera in tre set l’australiana Ajla Tomljanovic, giustiziera della testa di serie numero 1 Elise Mertens al primo turno.

L’ex numero 9 del mondo proveniva dalle qualificazioni e quest’anno non aveva mai vinto due partite di fila prima di questo torneo. Ora le partite vinte consecutivamente sono addirittura quattro, e chissà che la striscia non si allunghi in un torneo che già l’ha vista semifinalista nel 2016.

Il derby francese va a Kiki Mladenovic, che supera in più di due ore di gioco la connazionale Fiona Ferro. L’ex numero 10 del mondo sta vivendo una stagione non semplice ma l’erba sembra avere effetti positivi sul suo gioco. La tennista francese infatti è reduce dai quarti di Nottingham della settimana passata e sembra aver trovato un buon ritmo anche a Birmingham. Contro la giovane russa Potapova avrà una buona chance per regalarsi i quarti di finale anche qui.

 

Non c’è stata ripresa invece per Camila Giorgi, fermata in tre set dalla testa di serie numero 3 Donna Vekic. La tennista italiana era partita bene, soprattutto al servizio dove è praticamente intoccabile, portandosi subito avanti di un break. Vekic ha poi chiesto un medical timeout per un problema alla parte bassa della schiena (ricordiamo che la croata ha appena subito un’operazione al ginocchio), ma la scelta non ha avuto effetti immediati sul match e Giorgi ha tolto il servizio alla croata una seconda volta e chiuso il set. La musica è però cambiata nettamente nel secondo set, con Giorgi molto più fallosa e meno efficace con il servizio. La tennista italiana subisce un break, lo riprende subito, ma Vekic adesso è molto più in palla del primo set e con un altro break pareggia il conto dei set.

Nel terzo set gli equilibri si ribaltano del tutto ed è Vekic che comanda con il servizio. Allo stesso tempo gli errori da fondo di Camila si moltiplicano; i due break subiti dall’italiana sono una conseguenza naturale dell’andamento della partita. La reazione arriva solo quando Vekic serve per il match nell’ottavo game,: Giorgi salva tre match point e rimanda la fine della partita. La fine però è soltanto rimandata: nel decimo game Vekic difende bene il proprio servizio e guadagna l’accesso ai quarti di finale. Sfiderà la britannica Watson, che ha approfittato del ritiro della testa di serie numero 6 Shuhai Zhang sul vantaggio di 5-2. Continua così il pessimo periodo di forma di Camila, quest’anno capace di vincere due partite di fila solo a Lione.

[8] Bouzkova b. Garcia 6-3 6-0
[3] Vekic b. Giorgi 2-6 6-3 6-4
[Q] Wandeveghe b. Tomljanovic 4-6 6-4 6-3
Mladenovic b. [7] Ferro 3-6 6-3 6-4
Watson b. [6] Zhang 5-2 ret.

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WTA Berlino, fuori le prime tre della classe: Sabalenka, Svitolina e Andreescu

Cadono tutte e tre le prime teste di serie. Aryna cede al terzo contro Keys, Bianca (che oggi compie 21 anni) e Elina eliminate in due da Cornet e Alexandrova

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Aryna Sabalenka - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

La prima giornata di ottavi al WTA di Berlino ha visto la caduta di tutte e tre le prime teste di serie.

La numero uno, Aryna Sabalenka, è stata eliminata in chiusura di programma da un’ottima Madison Keys, che l’ha spuntata 7-5 al terzo. Nel primo set, la statunitense si è presa subito due break di vantaggio ed è salita 4-0. Sabalenka ne ha recuperato uno, ma non è riuscita a ricucire del tutto lo strappo e il set è finito in tasca a Keys per 6-4. Nel secondo, la bielorussa ha reagito e ha trovato finalmente continuità con i colpi, pareggiando subito il conto dei parziali con un perentorio 6-1. In apertura di terzo, l’inerzia sembrava ormai cambiata in favore di Aryna che ha strappato per la terza volta consecutiva la battuta a Keys, andando 2-0.

La statunitense si è rifatta sotto e la partita è diventata molto combattuta. A differenza dei primi due set infatti, entrambe hanno giocato su un buon livello contemporaneamente. Nel dodicesimo gioco, a un passo dal tie-break, Keys è riuscita a piazzare la zampata decisiva, prenotando un posto nei quarti di finale dove aspetta la vincente della sfida tra Liudmila Samsonova e Veronika Kudermetova.

 

Fuori in due set invece la seconda favorita del tabellone, Elina Svitolina. L’ucraina ha pagato cara nel primo set l’unica palla break concessa, sfruttata con grande cinismo dalla sua avversaria Ekaterina Alexandrova. Nel secondo, Svitolina ha cercato subito di prendere il sopravvento e reagire, riuscendo finalmente a togliere il servizio all’avversaria nel sesto game, alla settima palla break. Sul 5-4, l’ucraina ha però sciupato la bellezza di sette set point e ha permesso ad Alexandrova di tornare in partita. Il colpo è stato duro per Svitolina che ha perso anche i successivi due giochi e con essi la partita. Per Alexandrova si prospetta una sfida interessante ai quarti contro Belinda Bencic, uscita vittoriosa in due set dal proprio incontro con Petra Martic, che è stato più combattuto di quanto il 6-3 6-4 lasci presagire.

Due lunghi set hanno decretato anche l’eliminazione di Bianca Andreescu, testa di serie numero tre, per mano di Alizé Cornet. La canadese – che proprio oggi compie 21 anni – è generalmente apparsa un po’ impacciata e solo a sprazzi è riuscita a far viaggiare bene i propri colpi, così come il servizio. Sotto 4-1 nel primo set, è riuscita a recuperare fino al 4-4 e si è arrampicata fino al tiebreak, non prima di aver annullato un set point sul 5-4 e due sul 6-5. Nel tie-break però non c’è stata storia, e Cornet lo ha vinto rapidamente col punteggio di 7-2. La partita sembrava ben avviata alla conclusione quando la tennista francese si è ritrovata avanti 4-1 e servizio nel secondo set. Andreescu però ha avuto un’ultima reazione d’orgoglio, infilando quattro giochi consecutivi. Cornet ha ripreso le fila del discorso e stavolta è riuscita a chiudere prima del tie-break.

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