Accadde Oggi: i 24 anni di Thanasi Kokkinakis, il ragazzo di cristallo

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Accadde Oggi: i 24 anni di Thanasi Kokkinakis, il ragazzo di cristallo

Adelaide, 10 aprile 1996: nasce Thanasi Kokkinakis, promessa del tennis australiano già falcidiata dagli infortuni. Nessuna presenza in questo breve scorcio di 2020

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Non dev’essere facile per Thanasi Kokkinakis. Il suo coetaneo e amico Nick Kyrgios sarà pure incostante e forse inadatto a stazionare stabilmente ad alti livelli, ma fa sempre parlare di sé: per una settimana di gloria, per un comportamento bizzarro, per un gesto di cuore. De Minaur ha 21 anni e appena cinque posizioni in più in classifica. Mentre Thanasi è ancora un punto interrogativo. Fermo ai box da fine 2015 a maggio 2017, se si esclude la comparsata ai giochi di Rio – sconfitto al primo turno da Gastao Elias – è stato costretto a perdere altri mesi di una carriera già molto travagliata. Prima un problema alla spalla con annessa operazione chirurgica, quindi un nuovo infortunio agli addominali. Il rientro di inizio 2017 a Brisbane aveva lasciato ben sperare: in coppia con Thompson si era aggiudicato il torneo di doppio, salvo alzare nuovamente bandiera bianca e rimandare ancora il “vero” rientro in campo all’ATP 250 di Lione per ottenere la prima vittoria a ‘s-Hertogenbosch.

E pensare che proprio a Brisbane Thanasi aveva esordito nel circuito ATP. Stagione 2014, superando la trafila della qualificazione per poi infrangersi sull’esperienza di Leyton Hewitt. La prima vittoria arrivava subito dopo a Melbourne, in uno Slam, contro Igor Sijsling. In quella stagione avrebbe vinto un solo altro incontro tra i pro, a Shenzhen, nel normale percorso di crescita di un ragazzo appena diventato maggiorenne. I primi tre incontri di fila li vince nel 2015 a Indian Wells, fermandosi solo agli ottavi contro Tomic – ancora un connazionale – e sfiorando l’ingresso in top 100. Che arriverà prontamente un paio di mesi dopo assieme alla rivincita su Bernard, sconfitto sulla terra del Roland Garros. Poi i fisiologici alti e bassi di chi deve costruirsi la propria esperienza fino al lungo stop per infortunio, all’indomani delle qualificazioni del torneo di Valencia.

Nel 2017 ‘Kokki’ ha giocato fino allo US Open, cogliendo anche una buona semifinale a Los Cabos e riavvicinandosi così alla top 200. Il 2018 è stato un anno di mezze illusioni: alla vittoria a Miami contro Sua Maestà Federer ha fatto da contraltare l’ennesimo episodio sfortunato della sua carriera, l’infortunio di Montecarlo a causa di un cuscinetto mal posizionato. In realtà l’australiano è tornato a giocare già al Roland Garros, ma senza combinare poi troppo nel circuito maggiore, e si è tenuto a galla grazie alla vittoria di due titoli challenger (Aptos e Las Vegas) che gli sono valsi il ritorno in top 200. Il 2019 lo ha visto raccogliere al massimo una finale nel circuito cadetto, e la sua posizione finale in classifica è persino peggiorata rispetto a dodici mesi prima (ha chiuso per un pelo in top 200). Nel breve scorcio di 2020 che si è disputato nessuna presenza, dopo la decisione di saltare l’Australian Open per precauzione.

 

Oggi Thanasi Kokkinakis occupa la posizione 237 del ranking ATP ed è un ragazzo di 24 anni per il quale il treno del grande tennis sembra ogni giorno più vicino a partire senza di lui. Il tempo a sua disposizione non si è esaurito ma il margine è sempre più stretto, e forse l’ascesa di de Minaur potrebbe togliergli la pressione di dover essere il salvatore della patria. Auguri Kokki, comunque vada.

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La prima vittoria in uno Slam di Federer, 21 anni fa

Contro Micheal Chang, non proprio uno qualunque, al primo turno degli Australian Open. 6-4 6-4 7-6 il punteggio per lo svizzero che ne ha vinte altre 361 di partite nei Major

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Roger Federer - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Oggi, 18 gennaio, cade una ricorrenza molto speciale per Roger Federer. Infatti, in questa data, 21 anni fa, il fenomeno di Basilea ha colto la sua prima vittoria in uno Slam, agli Australian Open 2000. Magari non tutti se lo ricordano ma il primo scalpo di Federer in uno dei quattro grandi tornei del tennis è stato a dir poco eccellente: si tratta infatti di Michael Chang, vincitore del Roland Garros nel 1989 ed ex n.2 al mondo. 

Federer, all’epoca 18enne, si presentava a Melbourne per la prima volta, come una delle nuove sensazioni del circuito. Nella stagione precedente, aveva scalato oltre 200 posizioni in classifica, fermandosi alla n.62. Nelle sue prime due apparizioni Slam era stato sconfitto con onore contro giocatori affermati, il due volte campione Slam Patrick Rafter al Roland Garros e il ceco Jiri Novak a Wimbledon, mostrando sprazzi del suo enorme talento. Chang, che di anni ne aveva 28 e che era sul tour ormai da 13 stagioni, era nella fase calante della sua carriera ed era fuori dai primi 30.

Ma comunque era pur sempre Micheal Chang, uno dei nomi più celebri del tennis negli anni Novanta. E Federer era solo un promettentissimo ragazzino elvetico che aveva vinto Wimbledon juniores un paio di anni prima. “Non ricordo bene tutto. Non ricordo ad esempio le nostre posizioni in classifica. Ma c’è una cosa che non mi sono dimenticato. Mentre stavamo per entrare in campo, camminavo dietro a Michael e notari che aveva il suo nome sulle scarpe. Ho pensato: ‘quando hai il tuo nome sulle scarpe significa che sei uno dei migliori’”, ha raccontato Federer. 

 

Ma il migliore in partita fu proprio lui. 6-4 7-6 7-6 il punteggio con il quale quello che oggi è il tennista con più titoli nello Slam (20, ex aequo con Rafa Nadal) vinse la sua prima partita in uno Slam. In quell’edizione degli Australian Open, Federer vinse anche il successivo match contro lo slovacco Jan Kroslak, sempre in tre set, prima di arrendersi al terzo turno al francese Arnaud Clement. Purtroppo, non sono disponibili video su Youtube del match contro Chang e bisogna accontentarsi degli highlights del secondo incontro con Kroslak per ammirare le gesta di un giovanissimo Roger.

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Accadde oggi: l’inizio della leggenda di Serena Williams

La grande corsa di Serena Williams verso i 24 Slam (non ancora raggiunti) iniziava esattamente 25 anni fa, in Canada, con un esordio traumatico su un campo di periferia

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Come spesso succede nella storia del tennis, il debutto dei grandi campioni è una sconfitta traumatica. È così anche per Serena Williams, che ben 25 anni fa, il 25 ottobre 1995, iniziava in Canada la sua lunghissima e vincente carriera professionistica con una sconfitta netta. La connazionale Annie Miller superò infatti la giovanissima Serena (14 anni compiuti da un mese) con il punteggio di 6-1 6-1.

Il contesto era ben diverso da quelli che oggi Serena calca regolarmente. Si trattava del primo turno di qualificazioni del torneo di Quebec City. Come ricorda il giornalista del New York Times Robin Finn, presente quel giorno, la location era molto diversa dalla cornice più glamour degli Slam. “Era un campo d’allenamento di un circolo di tennis nella periferia di Vanier, accanto a un campo dove si giocava un’altra partita di qualificazione. Niente luci o introduzioni pre-partita e nemmeno tifosi. Sopra il campo c’era un piccolo chiosco con una TV, dei gelati e 50 persone che mostravano… diversi livelli di interesse alla partita”.

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Serena vinse soltanto due giochi contro la 18enne americana Annie Miller, che però era già la numero 149 del mondo. Visto il punteggio non stupisce l’analisi molto dura di Serena quel giorno. “Non ho giocato come so, ho giocato come una principiante“. Molto più conciliante e comprensivo il suo commento 24 anni dopo, quando nel 2019 Serena l’ha commentato durante il torneo di Toronto. “Tutto quello che mi ricordo è che ero nervosissima, non potevo credere che stavo giocando. Non sono riuscita a tenere a bada i nervi, avevo bisogno di tornare a casa e migliorare. Quando sono tornata a giocare con i professionisti ero molto più pronta rispetto la prima volta”.

 

Il ritorno di Serena Williams tra i professionisti si sarebbe concretizzato “solo” due anni dopo. Nel novembre del 1997 arrivò il torneo che la svelò a tutto il mondo tennistico. Williams si rese protagonista di una grande cavalcata nel torneo di Chicago, dove entrò grazie a una wild card: sconfisse le numero 7 e 4 del mondo Mary Pierce e Monica Seles e da numero 304 del mondo si fece strada fino alla semifinale, poi persa contro Lindsey Davenport. Nemmeno due anni dopo, nel 1999, sarebbe arrivato il suo primo torneo del Grande Slam, il titolo degli US Open vinto in finale contro Martina Hingis.

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Accadde oggi: 23 anni fa, Federer entrava in classifica per la prima volta

Era il 22 settembre 1997: vincendo otto partite in un torneo satellite svizzero, Federer guadagnò i suoi primi 12 punti ed entrò nel ranking alla posizione 803. Per non uscirne più e firmare ogni record possibile

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Nella settimana in cui Denis Shapovalov entra per la prima volta in top 10, c’è un’altro tennista dal rovescio a una mano da celebrare, e risponde (ovviamente) al nome di Roger Federer. Ventitrè anni fa, il 22 settembre 1997, Federer ottenne i primi punti ATP che gli permisero di entrare nel ranking alla posizione 803.

All’epoca Federer partecipò a un torneo satellite ITF, una vecchia modalità di tornei che duravano un mese e si strutturavano in quattro tappe, nelle città di Noes, Nyon, Biel e Bossonens; grazie alla semifinale raggiunta nel primo evento, al quale gli fu garantito l’accesso da una wild card, e alle otto vittorie complessive nel corso delle quattro settimane, Federer guadagnò i primi 12 punti utili a iscrivere il suo nome nelle classifiche ufficiali.

Negli ultimi 23 anni di strada ne ha fatta lo svizzero, a partire dalla prima stagione terminata al n. 704 mentre nel 1998 era già tra i primi 400 del mondo. L’8 febbraio del 1999 è entrato per la prima volta nella top 200 e sette mesi più tardi, il 20 settembre 1999, tra i primi 100. La scalata è proseguita senza intoppi negli anni successivi e l’ingresso in top 30, top 20 e top 10 sono avvenuti rispettivamente nel 2000, 2001 e 2002. L’inizio di stagione 2003 ha portato con sé la quinta piazza della classifica mondiale mentre la conquista del numero uno del mondo è arrivata dopo la vittoria all’Australian Open 2004, il 2 febbraio.

Lo svizzero si è poi trovato in vetta alla classifica per più tempo di chiunque altro nella storia del tennis, 310 settimane, anche se ora Djokovic sembra in grado di operare il sorpasso: al serbo basterebbe mantenere la vetta fino all’8 marzo 2021 per riuscirci.

Ci sono altri primati che Federer è invece quasi certo di conservare per molto altro tempo: a 39 anni è ancora in top 5 (è il numero 4 del mondo), il più anziano dopo Ken Rosewall, mentre detiene in solitaria il record di numero 1 più anziano, in virtù dell’exploit a Rotterdam nel febbraio 2018 a 36 anni e 6 mesi.

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