I migliori colpi in WTA: la smorzata

Al femminile

I migliori colpi in WTA: la smorzata

Sesta puntata della serie dedicata alle giocatrici migliori nel singolo colpo. Da Kenin ad Andreescu, da Hsieh a Vondrousova: chi possiede il dropshot più efficace del circuito?

Pubblicato

il

Marketa Vondrousova - Roland Garros 2019
 

Per la serie dedicata ai migliori colpi in WTA, ecco il sesto articolo, che si occupa della smorzata. Ricordo che la classifica è riservata alle tenniste in attività, comprese fra le prime 100 del ranking. Per una spiegazione completa sui criteri utilizzati per definire le graduatorie rimando alla prima parte dell’articolo dedicato al dritto, che illustra nel dettaglio la questione.

La smorzata
Come opzione di gioco volontaria, la smorzata non è un colpo indispensabile: in linea teorica è possibile affrontare un match senza eseguire drop shot. Tanto è vero che ci sono giocatrici che la usano pochissimo, per non dire mai. Eppure nel tennis contemporaneo la smorzata è diventata una opportunità da tenere sempre più in considerazione, per una ragione quasi ovvia: oggi le giocatrici (ma anche i giocatori) vanno raramente a rete, e di conseguenza si moltiplicano le occasioni in cui è possibile utilizzare il drop shot.

Mi spiego. Immaginiamo un confronto fra due tenniste che facciano sistematicamente serve&volley: evidentemente non ci sarebbe mai la possibilità di giocare la smorzata (intendo la smorzata al rimbalzo, non le stop volley). Al contrario, quanto più si rinuncia alla discesa a rete, tanto più diventa possibile il ricorso al drop shot, come opzione che permette non solo di conquistare punti diretti, ma anche di obbligare l’avversaria a portarsi in una zona di campo in cui non si sente a proprio agio.

 

Questo perché la smorzata non è solo un colpo che introduce una variazione sulla lunghezza di traiettoria del palleggio. È molto di più. È un colpo che trasforma alla radice lo scambio da fondo, per portare lo sviluppo del punto verso terreni meno prevedibili.

Ne avevo parlato in un articolo dedicato a Simona Halep, che è una giocatrice tanto forte nello confronto da fondo campo, quanto restia ad avventurarsi in avanti e introdurre cambi di ritmo: “Quando si esegue una smorzata, se non si ottiene il vincente diretto, si rischia di entrare nella sfera dell’irrazionale: spesso dopo un drop-shot l’avversaria corre in avanti, aggancia la palla in extremis e cerca innanzitutto di mandarla oltre la rete, in qualsiasi modo. E da quel momento in poi possono svilupparsi situazioni imprevedibili, corpo a corpo, rincorse in avanti e indietro: scambi in cui la palla si muove senza un progetto, spinta dall’emergenza. È il dominio dell’improvvisazione: l’opposto del mondo logico e totalmente sotto controllo di una perfezionista come Simona Halep”.

In questo momento una delle migliori giocatrici nella esecuzione del drop shot è Marketa Vondrousova. Lo scorso anno Vondrousova ha affrontato due volte Simona Halep, e due volte l’ha sconfitta. Nel secondo confronto a Roma ha fatto ricorso alla smorzata per 13 volte. In un certo senso Marketa si è rivelata la kryptonite per Simona, e per il suo tennis tutto basato sullo scambio al rimbalzo con ritmo costante.

Ci sono tenniste più adatte ad affrontare le improvvisazioni, perché sanno unire la sensibilità di tocco alla capacità di colpire da zone di campo meno usuali. Sono loro a essere in grado di approfittare al meglio della perturbazione tattica introdotta dalla smorzata.

A questo proposito vorrei ricordare una giocatrice che si è ritirata a fine 2018 e che spesso emergeva vincente dalle fasi di gioco meno codificate. Parlo di Agnieszka Radwanska. Aga ricorreva di frequente al drop shot; in questo modo valorizzava la sua grande manualità, ma anche la capacità di interpretare con immediatezza le situazioni più intricate che potevano seguire.

In più, Radwanska possedeva una variante implicita nel drop-shot, purtroppo oggi poco utilizzata: mi riferisco al drop-shot fintato. Si tratta di un colpo che Aga eseguiva quando la smorzata si presentava come una ottima soluzione. Stabilito questo, approcciava la palla come per eseguire un drop shot. Nel frattempo con la coda dell’occhio controllava che l’avversaria avesse intuito la preparazione, e di conseguenza stesse per correre in avanti. E invece, proprio in extremis, caricava lo slice in modo che la palla atterrasse profonda, cogliendo in pieno controtempo l’avversaria, proiettata verso la rete.

Spero di essere stato chiaro; ne avevo parlato in questo articolo, ma purtroppo i video linkati non sono più reperibili. Era un colpo che Aga utilizzava abbastanza spesso, e che oggi si vede pochissimo. Ma al di là del caso specifico, una cosa è certa: la smorzata per essere efficace va eseguita in situazioni di gioco ben precise; ed è un colpo che per avere successo non richiede solo manualità, ma anche molta lucidità nell’interpretare le posizioni di gioco.

A questo punto mi direte che ho sostenuto due tesi in contraddizione. Prima ho spiegato che il drop shot è un colpo adatto alle giocatrici istintive, capaci di improvvisare. Ma poi ho aggiunto che occorre razionalità e lucidità tattica, per interpretare correttamente le situazioni di gioco. E quindi? Dove sta la verità? A mio avviso sono vere entrambe le cose. La verità è che in una prima fase, per utilizzare al meglio la smorzata, occorre possedere capacità di lettura del gioco. Ma in una seconda fase, una volta eseguito il colpo, è necessario essere pronte ad affrontare tutte le possibili variazioni, anche le più anomale, che il drop shot spesso genera. Perché la smorzata è un colpo che richiede sia “mano” che “testa”, sia istinto che razionalità.

E adesso veniamo alla classifica. Ho scelto dieci nomi, senza fare differenze tra smorzate di dritto e quelle di rovescio. Fare una classifica comune ha reso ancora più difficile la selezione, e mi ha obbligato come al solito a esclusioni eccellenti.

A conti fatti, forse le più penalizzate sono state le giocatrici potenti che però a volte sanno introdurre nei loro schemi la variante di tocco. Penso a Julia Goerges e a Kiki Mladenovic, ma anche a Petra Kvitova, che ha una discreta efficacia nella smorzata di rovescio. Discorso simile per Serena Williams, che ha una bella mano, e si affida a smorzate sia di rovescio che di dritto: ne ricordo una in un momento chiave della finale di Wimbledon 2012 contro Agnieszka Radwanska (purtroppo non ho recuperato il video). E non dimenticherei nemmeno Donna Vekic.

Ma ci sono anche tenniste più tattiche che sono andate vicine a entrare nella classifica: per esempio Daria Kasatkina e Zheng Saisai. I nomi da fare erano 10, e qualcuna per forza doveva restare fuori.

a pagina 2: Le posizioni dalla 10 alla 6

Pagine: 1 2 3

Continua a leggere
Commenti

Al femminile

Il fallimento di FTX costa caro a Naomi Osaka

Grave perdita economica per la tennista giapponese Osaka, che aveva investito nella criptovaluta FTX

Pubblicato

il

Non un gran momento per la ex numero 1 al mondo Naomi Osaka. Oltre alle sconfitte sul campo di gioco, per la pluricampionessa Slam i problemi provengono anche dalle finanze. È, infatti, una delle azioniste di FTX, un’azienda per lo scambio di criptovalute che ha dichiarato bancarotta l’11 novembre.

Non solo Osaka, ma sono tanti gli sportivi che hanno visto andare in fumo i propri proventi dal fallimento di FTX. L’azienda era riuscita ad acquistare così tanta credibilità da riuscire a mettere il proprio logo sulle vetture e le divise di Lewis Hamilton e George Russel, piloti della Mercedes in Formula 1; e anche a vedersi intitolato lo stadio NBA dei Miami Heats.

Il valore di mercato di FTX ha subìto un grave crollo negli ultimi sette giorni, passando da $22 a $1.40. Il CEO di FTX Sam Bankman-Fried – ora sotto investigazione per come ha gestito l’azienda fondata nel 2019 – ha già dichiarato fallimento a seguito dell’enorme svalutazione della criptovaluta.

 

Osaka aveva firmato l’accordo con FTX nel marzo 2022 mentre era negli Stati Uniti impegnata per l’Indian Wells e il Miami Open. La tennista ha acquistato delle azioni di FTX e nell’accordo era previsto che la tennista giapponese fosse ambasciatrice nel mondo dell’azienda, per influenzare quante più persone possibili a credere in loro. L’accordo di Naomi Osaka includeva anche la sua partecipazione nella creazione di contenuti multimediali per promuovere la criptovaluta. Non sono state ufficializzate le cifre riguardanti la perdita subita dalla tennista.

Continua a leggere

Al femminile

International Hall of Fame: Cara Black la più votata dai tifosi di tennis

Cara Black, dieci volte campionessa di Slam in doppio e misto, ha superato Ana Ivanovic e Carlos Moya nel voto popolare

Pubblicato

il

International Hall of Fame - Newport (foto Ubitennis)

Gli appassionati di tennis hanno espresso il loro giudizio: Cara Black, la dieci volte campionessa di Slam in doppio e doppio misto, merita di essere inserita nell’International Tennis Hall of Fame. La campionessa zimbabwese ha preceduto Ana Ivanovic e Carlos Moya.

Votazione di grande successo, con decine di migliaia di tifosi ad aver votato, provenienti da 150 paesi.

Il giudizio degli appassionati di tennis  è solo una componente del multiforme processo elettorale della Hall of Fame. Oltre al voto dei tifosi, ci sarà la votazione dei giornalisti di tennis, degli storici e degli Hall of Famers.

 

Ciascun candidato riceverà punti percentuali in base al gruppo di provenienza dell’elezione. Black riceverà tre punti percentuali in più, Ivanovic due punti percentuali in più, Moya guadagnerà un punto percentuale in più. “La votazione dei tifosi è giunta al suo quinto anno e rappresenta un tassello importante nel motore di questo sport. Il numero elevato dei votanti e la loro provenienza da tutto il mondo testimonia quanto affetto c’è per questa disciplina”, afferma Todd Martin, CEO, International Tennis Hall of Fame

Durante i suoi 17 anni di carriera, Black ha vinto 60 titoli WTA di doppio, di cui tre a Wimbledon e uno agli Australian Open e agli US Open. Con 163 settimane in testa alla classifica di doppio della WTA, Black è dietro solo a Martina Navratilova e Leizel Huber di tutti i tempi. Nel doppio misto, è tra le giocatrici più affermate della storia, conquistando cinque titoli importanti con due partner. Black è una delle sole tre donne nell’era Open ad aver ottenuto un Career Grand Slam nel doppio misto.

Sono orata del giudizio dei tifosi e del loro voto. Essere inseriti nella International Tennis Hall of Fame è  un traguardo che tutti i tennisti vorrebbero tagliare”, afferma Cara Black.

Continua a leggere

Al femminile

Wimbledon, le lacrime di Katie Boulter e il segreto rivelato a fine partita

Boulter ha confidato che sua nonna è venuta a mancare martedì, il giorno della sua vittoria al primo turno. Ora punta alla seconda settimana

Pubblicato

il

Katie Boulter (GBR), Wimbledon. Credit: AELTC/Ian Walton

La 25enne Katie Boulter sta vivendo in assoluto il suo miglior Wimbledon, dove alla sua sesta partecipazione (qualificazioni incluse) ha raggiunto il terzo turno per la prima volta. Tuttavia per certi versi questo non si può definire il suo torneo più felice. Ieri infatti, dopo la vittoria in rimonta su Karolina Pliskova per 3-6 7-6(4) 6-4, la tennista britannica visibilmente commossa ha spiegato, nell’intervista rilasciata in campo davanti al pubblico del Campo Centrale, la situazione di lutto familiare che l’ha toccata. Il successo su Pliskova, finalista della passata edizione infatti, è stato dedicato da Boulter a sua nonna venuta a mancare martedì, proprio il giorno in cui lei ha disputato il primo turno (vinto in due set con Burel). La madre della tennista ha deciso di non informarla della cosa fino al termine del match, per assicurarsi che la sua prestazione non venisse influenzata emotivamente. “Non sapevo nulla fino a dopo il mio primo incontro in cui mia madre mi ha praticamente preso da parte e me lo ha detto” ha spiegato Boulter.

Come si legge su The Thelegraph, anche suo nonno in lutto Brian Gartshore, visibilmente commosso, ha viaggiato da Leicestershire per essere nel box giocatori sugli spalti ed esultare per il match della nipote vinto ieri. L’impatto della famiglia, e soprattutto dei nonni, è stato fortissimo nella formazione di Boutler. Basti pensare che sua nonna era una campionessa regionale di tennis, e viveva vicino al club di tennis dove Katie ha colpito le sue prime palline da bambina; mentre il nonno – un inventore che ha inventato il cartellino dei negozi antifurto – è un punto di riferimento per lei. “È letteralmente il mio idolo, qualcuno che ammiro” ha spiegato poi Boutler. “Ha installato le luci degli aeroporti di Gatwick e Heathrow, è un tipo dannatamente intelligente. E abbiamo delle conversazioni davvero fantastiche su cose che non hanno nulla a che fare col tennis. È una piccola opportunità di distrazione”.

A contribuire a rendere serena l’atmosfera attorno alla n.118 del mondo c’è anche il suo fidanzato Alex de Minaur, anche lui tennista che ieri ha battuto sul campo 1 il britannico Jack Draper dopo un match palpitante. Tutta questa serenità sta spingendo la 25enne Katie Boulter avanti nel torneo, e anche le imprese di certe sue connazionali fungono da sprone. “Quello che ha fatto [Raducanu] è stato sorprendente. È scesa in campo, ha sorpreso tutti e ha giocato a tennis senza paura. Questa è la cosa così impressionante. Spero di poter andare là fuori e fare lo stesso. Mi piacerebbe fare quello che ha fatto lei. Non si sa mai, un giorno potrebbe succedere”. Il prossimo avversario di Boulter sabato sarà Harmony Tan, la francese che ha sconfitto la sette volte campionessa Serena Williams al primo turno.

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement