Lettere al direttore: Laver e non Federer il GOAT? Circoli in affanno. Biglietti Roma? Brutta figura FIT

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Lettere al direttore: Laver e non Federer il GOAT? Circoli in affanno. Biglietti Roma? Brutta figura FIT

Il mental coach di cui Roger non ama parlare. Il doppio “malato in fase terminale”? Lo scandalo dei biglietti non rimborsati. Tennis club “dormienti”. Nadal, Djokovic e Federer, l’eccidio di una generazione?

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Vi avevo invitato a scrivermi delle lettere perché io potessi rispondervi, cercando di andare contro la mia natura per essere il più sintetico possibile. Anche questa settimana siete stati numerosi e di questo vi ringrazio. Di seguito le mie risposte alle sei domande che ho selezionato: continuate a scrivermi a scanagatta@ubitennis.com.


Leggo spesso Ubitennis ma cosa accade nei circoli in Italia? L’appassionato di tennis è un po’ diverso da un Homer Simpson che guarda il pallone con la birra in mano. L’appassionato di tennis gioca. Quindi prima di sapere se si giocherà Roma o leggere dei programmi di Djokovic, magari terrebbe a conoscere i suoiValter (città?)

Abbiamo parlato dell’argomento dei protocolli, delle riaperture e fatto più di qualche prima fotografia della situazione italiana. Abbiamo provveduto nei giorni scorsi a inviare a 1800 circoli italiani un sondaggio di facile gestione (garantendo l’anonimato; il club che non lo avesse fatto è ancora in tempo ad aggiungersi scrivendo a direttaubitennis@gmail.com). Il sondaggio per rispondere al quale basta mettere delle crocette, consta di una ventina di domande-argomenti sulle difficoltà della ripartenza, sui problemi economici conseguenti al Covid-19, sulle iniziative di scontistica che si potrebbero o vorrebbero adottare per cercare di risanare finanze dissanguate, su come vengono affrontati i problemi dei giovani, dei bambini, dei corsi con i maestri, del personale dipendente (e non), del ristorante, degli spogliatoi, della sanificazione, dei controlli.

Le risposte stanno arrivando numerose – già oltre un centinaio – anche se lentamente perché molte segreterie sono ancora chiuse e perché molti circoli non hanno un’organizzazione di tipo… aziendale. Appena ne avremo ricevute un numero più ampio vi faremo conoscere le indicazioni emerse. Cliccando su questo link lei Valter potrà vedere intanto che cosa abbiamo già scritto sui circoli.

Al di fuori del sondaggio che, sia chiaro, non propone temi “politici”, sono pervenute a Ubitennis diverse lettere di protesta per gli scarsi aiuti ricevuti dalla FIT. Io però dico “Aiutati che Dio ti aiuta”. Circolo, non pretendere che la FIT possa risolvere tutti i tuoi problemi. Intanto comincia col darti da fare. Reagisci. Ho conosciuto e frequentato, da giocatore prima agonista e poi dilettante, tanti, tantissimi circoli di tennis in oltre 60 anni. Pochissimi sono davvero cambiati e mi appaiono oggi organizzati come vere aziende quali, in fondo e in base anche a fatturati non disprezzabili, dovrebbero essere.

Il punto è che quasi sempre si diventa presidente e consiglieri di un club in virtù di ragioni che prescindono dalla propria capacità imprenditoriale. Persone stimate, in gamba, con ruoli cittadini di prestigio, professori, architetti, avvocati, magistrati, ingegneri, tennisti e appassionati. Ma pochi imprenditori che si ingegnino a studiare opportunità che andrebbero invece sfruttate per cancellare il rosso delle perdite di gestione. Eppure internet e i social (che una volta non c’erano) sono strumenti eccellenti di comunicazione. Andrebbero utilizzati proattivamente per promuovere le proprie iniziative e comunicarle a destinatari ben individuabili, appartenenti a un preciso target. Quanti club lo fanno? Forse solo quelli che hanno investito in un sito ben strutturato dimostrano di avere la giusta mentalità. Vero peraltro che il sito di un club va continuamente alimentato e di solito ha frequentazioni assai modeste, più rivolte ai propri soci interni che a potenziali utenti esterni. E magari invece sarebbero proprio questi quelli da attrarre.

Non è un compito facile quello degli attuali dirigenti di un club colpito dagli effetti della pandemia. Ma pensare a proporre sconti per ricreare afflusso al circolo, a occupare maggiormente i campi laddove soci e frequentatori diffidenti stentino a riprendere la normale attività, dovrebbe essere un must. Così come pensare a invogliare nuove associazioni per l’anno in corso, per il prossimo con vari pacchetti, iscrizioni a corsi, palestre, piscine, padel, servizi vari (sempre da ampliare). Lo faranno, ora che tutti parlano dell’evoluzione digitale, mentre la comunicazione cartacea è sempre più in crisi perché non riesce a essere tempestiva? Ci vorrà tempo, temo.

 

Adoro FEDERER ma perché tra i GOAT non si cita mai LAVER (vinceva su tutte le superfici ed erano rispetto ad oggi superfici oggettivamente molto più diverse fra di loro, mica erano quasi omogenee come oggi). È vero che son cambiati, e di molto, gli attrezzi, le palle, la concorrenza notevolmente aumentata, la preparazione atletica, la nutrizione. Due grandi Slam a distanza di 7 anni non si fanno schioccando le dita. Oggi nessuno ci va vicinoGiovanni Porro (Moltrasio, Como)

Il record che più mi impressiona di Federer non sono tanto i 20 Slam ma i 36 quarti di finale e le 23 semifinali consecutive nei Major. Laver di Slam ne ha vinti “solo” 11, ma dopo averne vinti quattro su quattro nel ‘62 e nel ’69, dal ’63 al ’67 non ne ha potuti giocare neppure uno in cinque anni. Su 20 teorici Slam quanti ne avrebbe vinti? Gli sarebbero bastati due Slam vittoriosi all’anno per essere a quota 21, uno più di Federer. Ma fossero stati tre l’anno… Ok, altro tennis, altro tutto come sottolinea il lettore. Compreso un fatto non citato: ai tempi di Laver tre Slam su quattro si giocavano sull’erba.

Sospetto che Federer, campione otto volte a Wimbledon, tre o quattro Slam in più li avrebbe portati a casa se avesse potuto giocare anch’essi sull’erba, sebbene peraltro 12 vinti fra US e AUS Open non siano comunque davvero pochi, mentre al Roland Garros con Rafa Nadal – che lo ha battuto sei volte su sei – non c’era comunque gara. A differenza di Nadal e Djokovic, io credo che Federer sarebbe stato uno straordinario tennista anche con le racchettine con cui giocava Laver. Ma Laver è stato certamente il tennista più forte della sua epoca (insieme con Rosewall che di Slam ne ha vinti otto, ma ne ha mancati 44!), mentre temo che Pat Cash abbia ragione quando dice che Roger Federer forse non lo è stato della propria e questo inficia non poco la pretesa di poter essere considerato il GOAT.


Gentile direttore, premetto di essere un tifoso incallito di Roger Federer. Volevo esprimere una impressione che ho sempre avuto riguardo a Roger F. Ossia sono fermamente convinto che se il campione Svizzero avesse ingaggiato nel suo staff – sin dall’inizio della sua straordinaria carriera – un mental coach avrebbe vinto almeno 4 slam in più. A mio modesto avviso l’unico tallone di achille di Federer è la forza mentale che se parametrata a quella di Nadal o di Djokovic è nettamente inferiore. Difatti contro Nadal ha incominciato ad avere il complesso di inferiorità dal fatidico match di Roma perso al quinto set. Stessa cosa con Djokovic che ha avuto poi il suo culmine con la finale di Wimbledon dell’anno scorso. Da grandissimo esperto di tennis qual è volevo un Suo parere autorevole in meritoAlessandro

Quando Roger aveva 17 anni ha lavorato con un mental coach. Si chiamava Chris Marcolli, era un ex calciatore professionista. Doveva aiutarlo a controllare il suo carattere ribelle, che rischiava di fargli sprecare il suo enorme talento. Basti pensare che a Basilea, al suo primo tennis club, lo facevano spesso allenare sul campo più distante dai locali del club per non sentire le sue imprecazioni o lo allontanavano dal campo per insubordinazione. Oggi Roger non ne parla volentieri, ma a suo tempo mi disse: Stavo diventando troppo emotivo, quindi avevo bisogno di aiuto per imparare a pensare ad altre cose e a sbarazzarmi delle sensazioni negative. Ritengo che le persone che mi circondano mi abbiano sempre detto le cose giuste, su come comportarmi, con quale intensità lavorare, cosa fare e non fare, i miei genitori prima di tutti, Peter Carter, ma alla fine sei tu che devi reagire e concretizzare i tuoi sforzi. Grazie a Dio ci sono riuscito per cambiare alcune cose. Così dopo aver lavorato con lo psicologo, ho continuato da solo.

Quindi un mental coach, anche se per poco, lo aveva avuto. Poi, quando morì in un incidente stradale in Sud Africa il suo coach Peter Carter, di nuovo per un breve periodo Roger, assai traumatizzato, cercò nuovamente un sostegno psicologico. Potrebbe aver avuto necessità di un mental coach per più tempo? Non si può rispondere con assoluta precisione e certezza a un quesito del genere per dire se avrebbe potuto vincere uno, due, tre o quattro Slam in più. Chi può dirlo? Certo né Nadal né Djokovic hanno perso una ventina di incontri dopo avere avuto uno o più matchpoint a favore, come invece è capitato allo svizzero. Questo farebbe pensare che se fosse stato più solido mentalmente Roger avrebbe vinto ancora più di quel che ha vinto. E ha vinto tantissimo no? Non so se lei abbia ascoltato la video intervista di Emilio Sanchez quando ha sottolineato la diversa intensità “mentale” di Rafa (e a suo tempo di Jimbo Connors) rispetto a Roger. Rafa serve certamente peggio di Roger e Novak, ma tutto sommato non subisce tanti più break dei suoi due più grandi rivali, rispetto a quante volte invece lui riesce a fare il break agli avversari: molto più di Roger ma anche di Djokovic… che pure ha una risposta migliore di quella di Rafa!


Gentile Direttore, in un mondo della racchetta in cui il circuito tennis doppio è sempre più in difficoltà e parallelamente il circuito World Padel Tour sta crescendo sempre di più, è possibile ipotizzare che il circuito tennis doppio sparirà a favore (o sfavore) del padel? Cordiali salutiL.T. (Milano)

Già 20 anni fa il mio maestro Rino Tommasi sosteneva che il doppio fosse “un malato terminale! È così da quando i migliori giocatori in singolare non lo giocano più”. Gianni Clerici ed io, che amavamo tanto più di lui il doppio da ex giocatori – Rino era invece un puro singolarista da fondocampo – ci ribellavamo a quel suo De Profundis, però era ed è ancor più oggi, difficile dargli torto. Da giornalista devo dire che non riesco quasi mai a seguirli, perché appena finiti i singolari devo scrivere e mi perdo perfino le finali degli Slam. Soltanto la Coppa Davis ha reso davvero importanti i risultati del doppio. E finiscono per essere quelli i doppi che ricordo, una volta tramontata l’era dei Newcombe/Roche, Fleming/McEnroe, Edberg/Jarryd, poi dei Woodies (che già erano meno forti). I Bryan hanno fatto sfracelli nella loro epoca ormai agli sgoccioli, ma hanno più di 40 anni! E molti duelli li hanno visti trionfare fra over 35.

Nei tennis club però – e non è che tutti ospitino il Padel, che effettivamente è in fortissima espansione perché è più facile da imparare e meno faticoso se non lo si gioca ad alti livelli – il doppio ha ancora il suo appeal. Io ancora oggi vedo giocare più doppi che singolari, nei circoli. E anche le gare fra soci contemplano più spesso doppi che singoli. Recentemente Marion Bartoli, la francese che vinse Wimbledon nel 2013, ha fatto scalpore dichiarando che al di fuori degli Slam, della Davis, delle Olimpiadi, secondo lei il doppio non avrebbe senso. E ha auspicato che i soldi che gli organizzatori dei tornei meno importanti dei Major sono costretti a investire nelle gare di doppio, vengano invece devoluti ai tennisti non compresi fra i primi 100. La tennista che ha annunciato di essere in dolce attesa di un erede, ha esagerato, e sollevato un putiferio, quando ha detto che “i doppisti hanno team di anche sei persone al seguito”. È scoppiata la rivoluzione dei doppisti, naturalmente.


Gentile Direttore Scanagatta, innanzitutto, vorrei complimentarmi con Lei e con tutta la Sua redazione per lo splendido servizio che ci mettete a disposizione con www.ubitennis.com. La seguo, e con Lei Tommasi, Clerici e Lombardi, da più di 30 anni. Vengo al dunque. Nel dicembre 2019 ho acquistato, per me e mia figlia 12enne, due biglietti per le finali degli Internazionali d’Italia 2020, il 17/5/2020. Due mesi fa, con l’inizio del lockdown, ho scritto al ticket office per avere il rimborso di quanto (profumatamente) pagato. Mi è stato risposto che il torneo non è stato annullato, bensì sospeso, quindi non ho titolo al rimborso. Poi ho letto dichiarazioni del mio non molto stimato Presidente (sono tesserato FIT e Ufficiale di Gara) per cui gli Internazionali si potrebbero giocare in una diversa sede (Torino? Cagliari?) in diverso periodo. Io ho acquistato due tagliandi per un evento previsto a Roma il 17/5, non in Piemonte ad ottobre. Se luogo e data originali non vengono garantite, mi aspetto un rimborso integrale. Il denaro da me versato a Federtennis serve alla mia famiglia tanto quanto serve al bilancio della FIT. E tantomeno sono interessato a due tagliandi per il 2021, dato che non sono ad ora sicuro di potervi partecipare. Altri organizzatori – a mio avviso ben più seri – hanno già annullato eventi simili, provvedendo a rimborsare gli acquirenti. Desidererei, Direttore, avere la Sua opinione a proposito: i biglietti verranno rimborsati? M.M.

Salve direttore, sono Adriano da parma, è il secondo anno consecutivo che facevo il biglietto per Roma ma… Volevo chiedere come mai Roma è l’unico torneo che rimborsa i biglietti dopo mesi e mesi. Quest’anno tutti gli altri tornei hanno già rimborsato i propri clienti la fit no. Capisco che sia una questione economica però… Adriano 84

Buongiorno, scusi se la disturbo per un argomento “venale”, non pensa che per noi tifosi di tennis che abbiamo comprato lo scorso anno, all’apertura della prevendita, i biglietti per il torneo sia arrivato il momento del rimborso. Sì lo so che devono decidere per altra data o altra sede la disputa degli Internazionali d’Italia, ma devono lasciare a noi la scelta di partecipare o meno e quindi il diritto di essere rimborsati. CordialmenteAnna Maria Panebianco

Evito di riportare lettere analoghe scrittemi da Carlo di Piombino, Cesare di Bari, Elena da Chiavari, Luigi da Napoli, R.F. da non so dove… Stefano idem, Pascal da Grassina. Sono tutte proteste talmente giustificate che non mi parrebbe neppure fosse il caso di discuterne. Ma visti i miei trascorsi con la FIT, ho aspettato a pubblicare subito queste lettere, perché poteva sembrare che io non aspettassi altro che a soffiare sul fuoco.

La verità è che non solo tutti voi avete chiaramente ragione e sarebbe forse anche giusto interpellare il Codacons (se è questo l’organismo preposto), ma che francamente non capisco la sagacia di un’operazione del genere. Voi tutti, e anche tanti che non scrivono ma sono quasi certo che la pensano come voi, siete clienti della FIT, degli Internazionali d’Italia. Chissà da quanti anni lo siete. Che senso ha provocare un disamoramento nei confronti del tennis, degli Internazionali che magari vi hanno avuto appassionati fan per anni e non quest’anno per la prima volta. È controproducente per la stessa FIT scontentare… il cliente che dovrebbe avere sempre ragione, che magari trascina con sé moglie, figli, amici. E poi che senso ha? Se il torneo non si giocherà a Roma – come invece tutti ci auguriamo che si giochi e a porte aperte perché vorrebbe dire che l’emergenza Covid-19 è passata – il rimborso diventerà giocoforza obbligatorio. Ipotesi che vale anche per il torneo giocato a porte chiuse.

La biglietteria del torneo è somma di rilievo, ma non pari a quella proveniente dai diritti tv né dagli sponsor. E allora perché fare una brutta figura che non ripara la FIT da ogni diritto di rivalsa e recupero del costo anticipato? Quale è lo scopo? Non può essere tenere quei soldi in banca per qualche mese in più per una questione di interessi, oggi notoriamente risibili. Per evitare allora la pratica onerosa – perché collegata all’utilizzo di qualche impiegato FIT-CONI che oggi magari si trova in cassa integrazione – di istituire un servizio che rimborsi gli aventi diritto? Mah, francamente qualcosa mi sfugge. Anche perché se gli altri tornei si comportano con ben altra correttezza e fair-play, chi glielo fa fare a Binaghi e soci di esporsi a critiche inevitabilmente giustificate? Vero che gli acquirenti dei biglietti non votano alle prossime elezioni federali, ma perché pestar loro i piedi senza vera necessità?


Direttore, La seguo da tempo immemore, poiché fui folgorato sulla via di Damasco da quando, quattordicenne, vidi al Foro Italico, Adriano Panatta battere in finale Guillermo Vilas. Non ricordo nella storia del Tennis una “dittatura” tanto lunga da parte di pochi tennisti di vertice. Nemmeno i moschettieri di Lacoste (che mio padre, diciottenne, seguiva – dai giornali dell’epoca – nel battere Big Bill Tilden a Parigi) Cochet, Brugnon e Borotra. Né con la generazione dei grandi Australiani (Laver, Rosewall, Hoad, Newcombe e Roche) è paragonabile. E’ cominciato il Crepuscolo degli Dei? Finiremo con il rimpiangerli? La mancanza di varietà al vertice, non ha sterilizzato il tennis che come Saturno ha divorato i suoi figli e quasi un’intera generazione? Non fosse stato per Wawrinka, Delpo, Cilic e Murray, avremmo avuto 3 vincitori per circa 60 Slam. Con affettoMarco Pacchierotti (Roma)

Tutto vero… gentile lettore. Non mi resta che assentire sul discorso “dittatura” assolutamente inedita in queste proporzioni. Anzi, sproporzioni. Che si possa finire per rimpiangerli è abbastanza probabile perché oltre che supercampioni sui campi da tennis, sono anche personaggi super nella vita di tutti i giorni, carismatici, intelligenti, stupendi ragazzi, modelli decisamente positivi sotto tutti i profili. Quindi non credo che abbiano sterilizzato il tennis, ma penso semmai che gli abbiano invece dato nuova linfa vitale, quando tanti temevano che scomparsi di scena i vari Sampras, Agassi e &. il tennis sarebbe entrato in una crisi di popolarità.

Forse c’è stata negli USA, ma non nel resto del mondo. Ed è un miracolo dovuto a loro se, ad esempio, anche in Italia uno sport che non ha più avuto un campione indigeno internazionale, un top-ten per 40 anni e oltre, non ha subito pesanti contraccolpi mediatici. Gli italiani hanno trovato, chi tifando Federer, chi Nadal, chi Djokovic e un po’ meno anche Murray, campioni capaci di entusiasmarli. Hanno avvicinato più appassionati al tennis loro tre che qualunque precedente gruppetto di dominatori. E sì che ce ne sono state tante, oltre a quei nomi che ha fatto lei, i Borg, McEnroe e Connors (più Vilas sennò si arrabbia), con i Lendl e i Wilander, gli Edberg e i Becker, gli Agassi, Sampras, Courier e Chang. Veri fenomeni, extraterrestri i nostri Fab della racchetta.


Scrivete a scanagatta@ubitennis.com

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Australian Open

Chi dei gemelli diversi, Berrettini e Sonego, ha più chances di centrare gli ottavi?

Strapiombo Kenin, delusione Gauff, dispiacere Jabeur. Febbrile attesa Brit per Murray contro… chiunque e per Raducanu-Stephens

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A un boomerang dall’Australia risponde un boomerang dalla Francia. Novak Djokovic dovrà decidere cosa farà da grande. Cioè a 35 anni. Il pensionato coerente con le sue libere opinioni? Il tennista professionista che rispetta tutte le stesse regole che rispettano i suoi colleghi? Molte alte strade non le vedo. Salvo che il COVID ci faccia la grazie di scomparire dalla terra con la stessa rapidità con cui si affacciato in Cina e poi nel resto del mondo.

Ma su quest’ultima ipotesi perfino coloro che accusano di ipocondria coloro che contano tristemente i 5 milioni e 500.000 morti disseminati nel globo dal Covid, sembrano poco ottimisti, pur tenendosi attaccati quasi morbosamente _ e per questo morbo davvero non pare ci sia vaccino che funzioni – alle proprie convinzioni NoVax.

Il caso Djokovic ha tenuto banco per tutto questo fine2021-inizio2022, e penso che ci terrà compagnia ancora per qualche mese, ci piaccia o no. E certamente ancora l’anno prossimo a gennaio quando si capirà se a) Djokovic vorrebbe giocare il prossimo Open d’Australia mettendo una pietra sopra a quanto successo quest’anno, b) se le autorità australiane gli apriranno uno spiraglio per evitargli i tre anni di semaforo rosso al Paese.

 

Io mi auguro entrambe le cose, a scanso di equivoci.

Ma siccome oggi volevo parlare di tennis e in fondo nella prima giornata dell’open d’Australia non è poi successo granchè, eviterò di asfissiarvi con un editoriale troppo lungo.

Cominciamo da sciovinisti. Gli italiani. Ce n’erano 8 in gara, hanno vinto in 5. Le due sconfitte, Fognini con Griekspor, Caruso con Kecmanovic per me non sono sorprese. Per quella della Paolini con la Ruse, assai peggio classificata della nostra, preferisco non pronunciarmi perché non conosco abbastanza la tennista rumena. So che ha 24 anni e che ha avuto come best ranking il n.87, ma non ricordo di averla vista giocare abbastanza a lungo. Certo che il punteggio è netto. Come sono netti anche i due punteggi patiti da Fognini e Caruso (per l’appunto i due che lo scorso anno si presero a male parole).

E le cinque vittorie? Mi sono svegliato stamattina, erano le 8 e mezzo, con una grande apprensione. Ero andato a letto poco prima delle quattro del mattino, con Berrettini che aveva salvato diverse pallebreak ma non il primo set. Mentre di occasioni ne aveva avute pochissime con Nakashima, dal servizio con una motion simile a quella del grande Pete Sampras.

Grande sollievo quando stamani ho visto che Matteo aveva vinto in 4 set. Non ci avrei giurato, anche perché i commenti che si udivano indirizzati al suo angolo (leggi Santopadre) erano piuttosto negativi “Ehi ma questo non sbaglia mai! Ma che devo fare? Quante righe prende?” e così proseguendo. Bene che approda al secondo turno e bene anche trovarsi di fronte Kozlov piuttosto che Vesely il quale, con il servizio mancino che si ritrova, in giornata di vena contro Matteo che ha nella risposta il punto più debole, era meglio riuscire ad evitare. Penso che l’ostacolo vero sarà Alcaraz. E più Alcaraz che forse in ottavi Carreno Busta o Korda (che ha fatto fuori brutalmente Norrie, n.12, con Harris n.30, una delle due teste di serie eliminate on the first day. Lo spagnolino allievo di Juan Carlos Ferrero ha avuto il Covid ma lo si è visto allenarsi come un assatanato.

Sonego ha regolato con discreta tranquillità Querrey che per nostra fortuna non è più quello che eliminò Djokovic a Wimbledon e tanti altri giocatori in carriera. Lorenzo deve cercare di vendicare la sconfitta patita con l’ostico tedesco Otte a New York.

E’ notevole l’opportunità che ha di raggiungere gli ottavi, approfittando del vuoto lasciato dall’espulsione di Djokovic. Né Otte né il vincitore di Paul-Kecmanovic sono avversari scarsi…ma al terzo turno è difficile che possa capitare di meglio. Testa di serie n.25 Lorenzo è il miglior in classifica rispetto ai tre che ho citato. Qualcosa dovrebbe pur dire, anche se il ranking non è anche un ranking di specialità, cioè di superficie.

Voglio mettere alla prova i lettori – mi serve capire chi legge e chi “posta” commenti eh – chiedendo loro: secondo voi ha più chances di raggiungere gli ottavi Sonego oppure Berrettini? Son curioso di leggere come la pensiate.

Delle ragazze, anche se ho parlato con la mia vicina di casa Martina Trevisan subito dopo la sua vittoria sulla giapponese Hibino (sostituta dell’ultimo momento della cinese Zheng…sempre occhi a mandorla erano), non ho visto che Camila Giorgi con la nervosissima Potapova che ricordavo aver visto bambina tredicenne superpromettente al torneo junior pasquale di Firenze.. Talmente nervosa che dopo aver concesso pallabreak sul 4-5 e subito il set è scomparsa di scena nel secondo: 6-0. Di Camila …mi ha fatto piacere vedere che apparentemente non sta male. Il suo forfait ritiro nel torneo precedente mi aveva preoccupato. La Martincova non dovrebbe essere un ostacolo insormontabile come (sulla carta) la Barty al terzo turno.

Non avendo viste le loro partite vi rimando alle cronache dei vittoriosi match della Trevisan (che ha però la Badosa al secondo) e della Bronzetti sulla Gracheva: bravissima Lucia, complimenti perché vincere all’esordio in uno Slam è sempre una piccola grande impresa. Ma anche lei ha l’ostacolo Barty e subito. Si toglierà la soddisfazione di giocare su un grande campo, con tanto pubblico. Quanti pagherebbero? Lei invece con i 154.000 dollari australiani del secondo turno, uscendo dalle qualificazioni, ha già fatto Bingo.

Chiusa la pagina azzurra, accennato all’exploit di Korda ai danni di Norrie (che non penso valga la classifica che ha), sarei stato curioso di guardare dal basso lo scontro fra Opelka e Anderson (2m,11cm contro 2m,03; solo Opelka-Isner avevano raggiunto altezze più elevate) vinto dal primo.

Mentre Nadal che perde solo 7 game con Giron conferma che Rafa, almeno a livello di tornei 250 ATP, sta benino. Non ha nemmeno troppo bisogno di sollecitare il piede malato.

Fra le donne è successo forse qualcosa più importante fuori dal campo, la Jabeur n.9 del seeding che si è ritirata – e davvero dispiace perché oltre a essere la tennista araba più forte di sempre è anche una ragazza deliziosa e che gioca un tennis piacevole come poche – anche se sul campo va registrata la sorprendente netta sconfitta di Coco Gauff  con una delle tante Wang Qiang  (la riconosco a fatica, ammetto, ma so che è la più forte delle omonime) e anche la nuova battuta d’arresto della Kenin, campionessa a Melbourne del 2020, con Madison Keys finalista US Open 2017.

La Kenin perde i 2000 punti che la classifica congelata le aveva lasciato in dotazione, scenderà intorno alla sessantesima posizione …me lo segnala la redazione più informata sulle vicende dei punti congelati che prima o poi dovremo riprendere a discutere perché sono quasi certo che ben poche ne conoscano, o ricordino, tutte le implicazioni e variabili.

Mi appresto stanotte a fare nuovamente le ore piccole. Abbiamo in campo i 6 azzurri del tabellone maschile che non abbiamo visto nella prima giornata.

De Minaur Musetti sarebbe il match più intrigante fra tutti, ma anche uno dei più duri, tranne che per il Travaglia-Bautista Agut e Mager-Rublev. Ma non è che con Cecchinato-Kohlschreiber e Seppi-Majchrzak  si possano fare nottate tranquille e senza caffè. Quanto a Sinner con Joao Sousa beh, non ci faccia scherzi. Se non vince lui allora davvero buona notte.

Se avessi dovuto pagare un biglietto per vedere qualche match della seconda giornata avrei scelto, oltre a Musetti-de Minaur, certamente Murray Basilashvili e Stephens-Raducanu. Si fosse giocato due set su tre anche il maschile avrei puntato su Murray. Tre su cinque forse il georgiano. Se si giocasse su un set su due…non mi perderei mai Kyrgios. Sapendo che già dal secondo set può succedere di tutto. Nel match di cartello femminile…se lo si fosse giocato su un campo periferico avrei avuto il dubbio che la Stephens potesse anche giocare un match distratto, come tanti dei suoi. Ma questo genere di match lei invece lo adora. E allora penso che vincerà. Anzi, lo pensa il Mago Ubaldo.

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Flash

Ranking WTA, Paula Badosa al sesto posto. Serena Williams esce dalla Top 50

Best ranking anche per Cori Gauff, male Mertens e Vondrousova

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Paula Badosa - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Pochi movimenti verso l’alto nel WTA Ranking di questa settimana, come d’altronde è tradizione per il periodo immediatamente precedente ad uno Slam. In Top 10 c’è grande stabilità, con una sola eccezione: forte del titolo conquistato al 500 di Sydney, Paula Badosa ha conquistato il best ranking di N.6 WTA; e pensare che un anno fa era stata l’unica tennista positiva (uomini compresi) alla vigilia del torneo, finendo isolata in un hotel senza nemmeno gli attrezzi per allenarsi. A fare le spese della sua ascesa sono Maria Sakkari (-2, da N.6 a N.8) e Iga Swiatek (-1, da N.8 a N.9).

In Top 20 ci sono altre due tenniste che raggiungono la propria miglior classifica, vale a dire Elena Rybakina (N.12, +1) e Cori Gauff (N.16, +3). Calo per Angelique Kerber (N.17, -3) e soprattutto per Elise Mertens, che esce dalle prime venti accasandosi alla 26 (-6). Il suo posto viene preso da Petra Kvitova (+2, N.19). Poco più indietro, buon salto per Daria Kasatkina (N.23, +3).

I veri spostamenti di rilievo sono avvenuti più indietro. Si segnalano infatti i forti cali di Marketa Vondrousova (-7, N.41) e soprattutto di Serena Williams, che è uscita dalla Top 50 perdendo 12 posizioni. Questo è solo il prodromo di un vero e proprio crollo per la leggenda statunitense, che dopo l’Australian Open (dove difendeva la semifinale ma è stata costretta al forfait) uscirà addirittura dalle prime 200 (il suo live ranking è di N.244). Destino simile per la finalista uscente Jennifer Brady, che fra due settimane si troverà fuori dalle prime cento (live ranking di N.110). Di seguito la Top 50:

 
Classifica WTAVariazioneGiocatricePunti
10Ashleigh Barty7111
20Aryna Sabalenka5698
30Garbiñe Muguruza5425
40Barbora Krejcikova5213
50Karolina Pliskova4582
6+3Paula Badosa4264
70Anett Kontaveit4231
8-2Maria Sakkari4071
9-1Iga Swiatek3916
100Ons Jabeur3500
110Anastasia Pavlyuchenkova2968
12+1Elena Rybakina2765
13-1Sofia Kenin2762
140Naomi Osaka2696
150Simona Halep2657
16+3Cori Gauff2655
17-1Elina Svitolina2641
180Emma Raducanu2595
19+2Petra Kvitova2530
20-3Angelique Kerber2517
21+1Jessica Pegula2474
22+1Belinda Bencic2415
23+3Daria Kasatkina2360
240Leylah Fernandez2279
250Victoria Azarenka2166
26-6Elise Mertens2091
27+1Jelena Ostapenko2035
28-1Jennifer Brady1953
29+2Tamara Zidansek1931
30-1Danielle Collins1911
31+1Karolina Muchova1734
32-2Veronika Kudermetova1695
330Camila Giorgi1692
34+3Jil Teichmann1620
350Sara Sorribes Tormo1588
360Shelby Rogers1583
37+2Liudmila Samsonova1577
380Sorana Cirstea1502
39+2Clara Tauson1459
40+2Viktorija Golubic1452
41-7Marketa Vondrousova1447
42+1Yulia Putintseva1400
43+2Ajla Tomljanovic1395
44+2Bianca Andreescu1378
45-5Ekaterina Alexandrova1356
46+11Alison Riske1271
47+1Tereza Martincova1226
48+1Katerina Siniakova1220
49+2Anna Kalinina1188
50+3Camila Osorio1167

CASA ITALIA

Le migliori giocatrici italiane rimangono piuttosto stabili, anche perché la N.1 Camila Giorgi ha deciso di non scendere in campo prima dell’Australian Open, mentre Trevisan, Errani, Bronzetti, Cocciaretto, Stefanini e Di Sarra erano impegnate nelle qualificazioni dello Slam – Trevisan e Bronzetti sono riuscite ad accaparrarsi un posto in tabellone, con Lucia che si è guadagnata l’esordio assoluto in un Major. Si segnala purtroppo la forte discesa di Bianca Turati, che ha perso 64 posizioni rispetto alla scorsa settimana. Di seguito le venti migliori azzurre:

Classifica WTAVariazioneGiocatricePunti
330Camila Giorgi1692
520Jasmine Paolini1153
111+2Martina Trevisan713
121+2Sara Errani621
142+3Lucia Bronzetti511
159-4Elisabetta Cocciaretto43′
184-3Lucrezia Stefanini368
190+2Giulia Gatto-Monticone361
204+1Federica Di Sarra337
280+4Martina Di Giuseppe243
294+4Cristiana Ferrando229
295-2Jessica Pieri228
386-64Bianca Turati148
411+3Stefania Rubini131
413+3Camilla Rosatello129
414-7Martina Caregaro129
424+2Anna Turati123
430+1Nuria Brancaccio121
444+1Dalila Spiteri115
469-1Anastasia Grymalska105

NEXT GEN RANKING

Raggiunto il best ranking, Coco Gauff si riprende anche lo scettro di miglior teenager del circuito grazie alla semifinale raggiunta all’Adelaide International 2. Superata Emma Raducanu, travolta senza tema di smentita da Rybakina a Sydney. Brutto calo per Marta Kostyuk, che perde 16 posizioni ed esce dalla Top 50. Qui le migliori tenniste nate dopo il 1° gennaio 2002:

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
1+3Cori Gauff200416
20Emma Raducanu200219
30Leylah Fernandez200224
4+2Clara Tauson200239
5-16Marta Kostyuk200266
6+3Qinwen Zheng2002108
7+3Diane Parry2002114
8+1Daria Snigur2002151
90Victoria Jimenez Kasintseva2005202
10+3Elina Avanesyan2002211

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ATP

Classifica ATP: eppur si muove

Nadal torna fra i primi cinque, Sinner rientra in Top 10 dopo una settimana. Best ranking per Auger-Aliassime, grandi exploit per Cressy e Kokkinakis

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Jannik Sinner - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

Il caso Djokovic rischia di diventare per il tennis l’equivalente di un buco nero in astrofisica: una vicenda che inghiotte tutto ciò che la circonda. Per ribellarci a questo destino, dedichiamo tempo e attenzione anche a ciò che accade al di fuori delle vicende che hanno coinvolto il tennista serbo e le autorità australiane, cominciando dalla classifica ATP che, nonostante la stagione sia appena cominciata, “eppur si muove”.

E i movimenti che compie sono interessanti. Di seguito la Top 20:

17/01/2022Giocatore03/01/2022Differenza
1Djokovic10
2Medvedev20
3Zverev30
4Tsitsipas40
5Nadal6+1
6Rublev5-1
7Berrettini70
8Ruud80
9Auger-Aliassime11+2
10Sinner100
11Hurkacz9-2
12Norrie120
13Schwartzman130
14Shapovalov140
15Karatsev18+3
16Thiem15-1
17Federer16-1
18Bautista Agut19+1
19Garin17-2
20Monfils21+1

 

Qualche annotazione:

  • Il canadese Felix Auger-Aliassime – grazie alla vittoria del Canada nella ATP Cup, ottenuta anche con il suo decisivo contributo – torna ad occupare una posizione tra i 10 migliori giocatori del mondo, la numero 9, dopo una fugace apparizione al numero 10 lo scorso novembre. Hubert Hurkacz scende al numero 11: Jannik Sinner torna dunque in Top 10 dopo una fugace uscita la scorsa settimana.
  • Aslan Karatsev, grazie alla vittoria conquistata a Sidney, eguaglia il proprio best ranking: il numero 15.
  • Il francese Arthur Rinderknech – finalista ad Adelaide 2 – entra tra i primi 50. È numero 48.
  • Maxime Cressy – uno degli ultimi interpreti del serve & volley – è stato protagonista di un grande inizio di stagione, prima con la finale di Melbourne e poi con i quarti di finale a Sidney. Questi risultati gli sono valsi l’ingresso per la prima volta in carriera nella top 100; oggi lo troviamo al numero 70.
  • Lo statunitense Cressy non è l’unico giocatore ad avere varcato per la prima volta la soglia della Top 100 nel corso di questo mese; il tedesco Oscar Otte (96) e il danese Holger Rune (99) hanno fatto altrettanto. Non ce ne vorrà Otte ma in termini prospettici ci sembra più significativo l’exploit compiuto dal danese; con il suo arrivo, Carlos Alcaraz non è più l’unico tennista nato nel 2003 presente tra i primi 100.

Nell’ultima classifica pubblicata lo scorso anno, nove tennisti italiani occupavano una delle prime 100 posizioni; oggi ne troviamo uno in meno:

17/01/2022NOMENATO NEL
7Berrettini1996
10Sinner2001
26Sonego1995
32Fognini1987
60Musetti2002
65Mager1994
95Cecchinato1992
98Travaglia1991

Andreas Seppi è scivolato al numero 101. Inizio di stagione importante sotto il profilo statistico per il diciannovenne Flavio Cobolli; il tennista fiorentino è entrato tra i primi 200 giocatori del pianeta, al numero 199.

Un mese di gennaio indimenticabile per Thanasi Kokkinakisl’australiano in un sol colpo ad Adelaide ha vinto il primo torneo della carriera, ha ricevuto un messaggio di congratulazioni da Roger Federer e si è portato a sole tre posizioni di distanza dalla Top 100. Forse non è troppo tardi per immaginare un futuro importante per un ragazzo di 25 anni che a 20 era arrivato a occupare la poltrona numero 69 e che poi a causa di un’infinita serie di problemi fisici era caduto in una profonda depressione e sembrava perduto per il tennis che conta.

Bentornato Thanasi.

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