US Open e dintorni, le reazioni: Andreescu sorride, Halep apre uno spiraglio. E Kyrgios punge Gaudenzi

Flash

US Open e dintorni, le reazioni: Andreescu sorride, Halep apre uno spiraglio. E Kyrgios punge Gaudenzi

La canadese, campionessa in carica, freme per tornare sull’Arthur Ashe. Fronte australiano: Millman contesta la ripartenza da Washington mentre Nick si rivolge polemicamente al chairman ATP: “Vuoi iniziare davvero a collaborare con noi?”

Pubblicato

il

Nick Kyrgios - Australian Open 2020 (via Twitter, @atptour)

Le modalità di ripartenza del circuito sul territorio statunitense fanno discutere i diretti protagonisti, con la base di partenza (da aggiornare) rappresentata dalle perplessità espresse dai big (Djokovic e Nadal su tutti) nelle scorse settimane. In attesa che gli opinion leader facciano sentire di nuovo la propria voce, non mancano le altre reazioni. Su posizioni di netta apertura, seguendo la scia di Serena Williams, si è inserita Bianca Andreescu, fresca di ventesimo compleanno in un 2020 che non l’ha vista mai scendere in campo (causa infortuni) e soprattutto campionessa in carica dello US Open. La canadese, che giustamente ritiene l’Arthur Ashe Stadium il suo campo del cuore, sembra non avere dubbi sull’organizzazione e sulle misure di sicurezza.

Ma il fronte di chi manifesta perplessità è comunque articolato. Rispetto a quella che sembrava una chiusura definitiva nelle interviste rilasciate al New York Times e alla tv rumena, Simona Halep ha aperto adesso uno spiraglio sulla sua partecipazione. “A oggi non ho pianificato di giocare a New York – le sue parole -, ma la situazione è fluida e le condizioni potrebbero mutare entro la deadline di metà luglio. Il mio pensiero non è scolpito nella roccia, come ho specificato ai vertici del torneo e della WTA“.

 

Sul fronte maschile, è un controsenso logistico quello enfatizzato da John Millman. L’australiano mette in evidenza come tutti gli sforzi ipotizzati dai protocolli per creare la bolla Cincinnati-US Open a New York potrebbero risultare vani visto che la ripresa è fissata a Washington (lì da dove una buona parte del carrozzone si rimetterà in moto).

A questo punto – cinguetta su Twitter – non si sarebbe potuto giocare Cincinnati nella sua sede naturale? Mi piacerebbe vedere la situazione negli Stati Uniti molto migliorata rispetto a oggi, prima di impegnarmi“. Dubbi che trovano l’appoggio tra i commenti di Kirsten Flipkens, 77 del mondo WTA: “Non c’è alcuna logica”, puntualizza la belga.

Polemizza con il chairman ATP Andrea Gaudenzi, invece, Nick Kyrgios: “Amico, ti sei davvero preso cura dei giocatori in questo periodo… Sul serio, che ne dici di collaborare davvero con noi?“, seguito da un insulto bonario. Un attacco politico sulla gestione del periodo di emergenza, che sembra andare oltre la congiuntura del calendario.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Duro comunicato della RFET contro Tennis Australia

La Federazione spagnola attacca i provvedimenti presi dall’organizzazione contro due suoi tesserati, lamentando poca trasparenza nella comunicazione

Pubblicato

il

Carlos Alcaraz Garfia - Firenze Tennis Cup 2019 (foto Francesco Peluso)

Craig Tiley, il grande capo del tennis australiano, si aggira circospetto con un bersaglio sulla schiena. Non c’è stato giorno, negli ultimi novanta e più, in cui non abbia dovuto schivare – o meglio, parare – frecce scagliategli da pressoché chiunque fosse coinvolto nell’operazione Happy Slam, e la giornata odierna non ha fatto eccezione. A indirizzare un durissimo comunicato contro le alte sfere di Tennis Australia stavolta è stata la Reale Federazione del tennis spagnolo, profondamente indispettita dal trattamento riservato dall’organizzazione a due suoi tesserati.

Per prima cosa intendiamo esprimere piena solidarietà ai giocatori spagnoli che stanno soffrendo le pesanti conseguenze del lockdown in Australia – l’esordio della nota -. Pur rispettando le decisioni del Governo e di Tennis Australia, la RFET si sente in dovere di dichiarare quanto segue“. E il seguito, articolato in sei punti, si estrinseca in una riprensione nei confronti dell’organo di governo della racchetta aussie, reo di aver sottoposto Mario Vilella e il fenomenale teenager Carlos Alcaraz – entrambi emersi dalle qualificazioni giocate a Doha – a provvedimenti restrittivi inattesi, considerate le fattispecie.

Sebbene gli atleti fossero stati informati del fatto che un tampone positivo avrebbe loro precluso l’accesso al torneo e al Paese, nessuno aveva chiarito che sarebbero stati sottoposti a un confinamento totale qualora sui loro voli fossero state riscontrate positività di altre persone, indipendentemente dai contatti avuti con queste“. Vilella e Alcaraz, loro malgrado, si sono trovati coinvolti nella sfortunata circostanza, e sono stati posti in isolamento senza alcuna chance di allenarsi all’esterno delle rispettive stanze d’albergo.

 

Comprendiamo la necessità di tutelare la salute di giocatori, pubblico, staff e residenti, ma riteniamo che qualsiasi misura dovrebbe tener conto della salute fisica e psicologica dei tennisti. Nello specifico, Mario Vilella e Carlos Alcaraz non possono allenarsi in campo pur essendo entrambi negativi, e questo impedirà loro di competere alla pari con i colleghi all’Open d’Australia. Non solo: un lockdown totale di quattordici giorni avrà riflessi negativi anche sul resto della stagione“.

Infine l’appello della Federazione Spagnola, al quale, almeno per il momento, non ha fatto riscontro alcuna controdeduzione di Tennis Australia. “Gli atleti professionisti hanno assoluto bisogno di allenarsi per rimanere competitivi ed evitare infortuni. Tutto ciò considerato, chiediamo all’organizzazione di risolvere la situazione dei tennisti maggiormente colpiti dai provvedimenti in questione, e in particolare di valutare i casi di Vilella e Alcaraz, che rappresentano l’oggetto specifico di questa nota“.

Continua a leggere

Flash

Carlos Bernardes in ospedale per un attacco cardiaco, ma si sta riprendendo in fretta

L’arbitro brasiliano si è sentito male in albergo a Melbourne questo mercoledì; sta bene, ma dovrà saltare i tornei australiani

Pubblicato

il

Carlos Bernardes (via Twitter, @atptour)

Carlos Bernardes, uno dei giudici di sedia più noti del tennis professionistico, ha patito un attacco cardiaco durante la quarantena al View Hotel di Melbourne questo mercoledì, ed è stato ricoverato in ospedale. Fortunatamente si sta già riprendendo, e stando a quanto riportato dal sito brasiliano TenisNews dovrebbe essere dimesso nella giornata di sabato. Anche l’ATP ha rassicurato sulle sue condizioni di salute:

Come si può leggere, il problema di salute non ha a che fare con il Covid, e, come si vede da diverse foto pubblicate sui social media, era cosciente al momento del ricovero in ambulanza; giustamente, però, non potrà lavorare durante i prossimi tornei. Non possiamo che augurargli una rapida guarigione.

 

Continua a leggere

Flash

ATP Cup, Santopadre: “Non mi posso lamentare del sorteggio, siamo preparati per giocare” [AUDIO]

Le impressioni a caldo di capitan Santopadre sul sorteggio della ATP Cup. “Berrettini fisicamente sta bene, anche Fognini lo vedo voglioso di giocare”

Pubblicato

il

Vincenzo Santopadre - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Vincenzo Santopadre, capitano di ATP Cup di cui è stato appena svolto il sorteggio dei gironi, è contento dello stato di forma dei suoi. L’ho sentito al telefono alle tre e un quarto del mattino. E al di là di quanto registrato, che potete udire nell’audio, mi ha detto anche qualche altra cosa che nell’audio non troverete perché parte di una conversazione tenuta prima che scattasse la registrazione.

Per il sorteggio non mi posso lamentare che ci sia capitata l’Austria che ha il secondo singolarista, Novak, sulla carta più debole di quello di altre squadre, e Thiem che è un tennista molto forte e certamente progredito ma con il quale tutto sommato Matteo si trova abbastanza bene. Lo ha battuto a Shanghai, ci ha perso di misura in Austria. Matteo è in forma, gli manca la gara ma ha recuperato fisicamente dopo un anno difficile. E quanto a Fognini l’ho visto carico, volitivo, determinato… per il gioco l’ho visto più ad Antalya che qui, perché qua perfino quando si gioca nelle stesse ore non c’è possibilità di passare da da un campo all’altro. Ma l’ho incontrato diverse volte in palestra. In albergo no… è impossibile incontrarsi, siamo tutti chiusi in camera. Anche Fabio come Matteo è reduce dai noti problemi fisici, ma mi sembra che si sia ben ripreso e ho fiducia. Contro Novak è favorito anche se si sa che nelle competizioni a squadre i numeri in classifica contano poco. Ma Fabio in Davis e per la nazionale ha sempre giocato bene…“.

E la Francia? 
Beh se come squadra di prima fascia l’Austria è forse più debole rispetto alle altre, fra quelle di terza Francia e Canada erano le più forti. La Francia ha un giocatore più incostante in Paire, che giocherà con Fabio un match abbastanza imprevedibile date le caratteristiche del francese, mentre Matteo se la vedrà con Monfils, il francese con il quale Matteo disputò quel grande match allo US Open. Potrebbe venirne fuori un duello spettacolare“.

 

Beh forse dobbiamo augurarci che non si arrivi a giocare il doppio… Mahut e Roger Vasselin sono una coppia ultratitolata negli Slam…
“Sì, però anche i nostri sono forti, Vavassori è uno specialista, Simone ha vinto con Fabio un Australian Open (e contro due francesi, Herbert e Mahut, ndr), non è stato facile allenarsi qua. Ognuno separato dall’altro, ma il 29 saremo finalmente tutti liberi e insieme e avremo due giorni per prepararsi per bene…“. 

Al momento della nostra chiacchierata non era ancora stato deciso il calendario delle partite.  

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement