La nostalgia di tutti, il giorno in cui Wimbledon non iniziò

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La nostalgia di tutti, il giorno in cui Wimbledon non iniziò

Oggi, lunedì 29 giugno, sarebbero dovuti scattare i Championships. Giocatori, arbitri e giornalisti hanno affidato al Times scampoli della loro tristezza. C’è anche il pensiero di Kvitova

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Novak Djokovic - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

L’attesa è sostanzialmente finita. Il terribile countdown lungo dodici mesi che precede l’inizio del torneo di Wimbledon sta per lasciare finalmente spazio al godimento supremo di ogni appassionato di tennis, l’epitome della stagione della pallina di feltro è ormai prossimo, il dies irae imposto dal Dio della racchetta si avvicina inesorabile. Ogni anno. Quasi ogni anno. Non questo, non il disgraziatissimo 2020 che vorremmo poter definire “in via di conclusione” e invece mancano ancora sei mesi e chissà se tutto andrà bene quando finalmente gli attrezzi del mestiere torneranno a essere impugnati dai professionisti del settore.

Normalmente, oggi sarebbe il gran giorno di gala: qualche incontro d’aperitivo sui campi secondari, il Martini con l’oliva in attesa del main course, l’ingresso del defender, del campione in carica pronto a inaugurare il Centre Court davanti all’inevitabile rappresentante della Casa Reale e al notabilato più chic dell’isola. Ma il duemilaventi ha avuto altri programmi, e i primi a prenderne atto sono stati i rappresentanti del Gran Consiglio di Via della Chiesa, primi e unici gestori a ritenere impossibile la riprogrammazione del loro gioiello in altra parte della stagione, perché l’erba segue il ciclo della natura e le ore di luce sono quelle che sono e sono sufficienti solo nella prima metà dell’estate. Confortati, in buona parte, dall’assicurazione che consentirà al torneo di attutire le perdite.

Fosse stato un anno qualunque oggi all’ora di pranzo avremmo visto esordire Novak Djokovic, campione uscente ma entrante da numero uno al mondo con l’unico Slam disputato in stagione già in bacheca, per la quinta volta vincitore nel 2019 anche se i meriti per l’ennesimo trionfo sono da condividere con il finalista incomprensibilmente sconfitto Roger Federer, ché se uno non ha visto il risultato finale ma solo le statistiche di quella partita, ne desume un sei-tre, sei-quattro, sei-tre Svizzera. Invece nessuna rete è stata montata sui prati, i sette canali dedicati a Wimbledon dalle TV specializzate rimarranno spenti e Djokovic è in quarantena dopo il pasticciaccio brutto dell’Adria Tour, su con la vita.

 

Un altro anno senza Wimbledon sarà duro da passare, e infatti i protagonisti tutti, giocatori, arbitri, giornalisti e addetti assortiti hanno la faccia triste, e le loro lacrime facili sono state raccolte dal The Times. Petra Kvitova, ex Petrona, rimpiange i giorni felici dei trionfi 2011 e 2014, ogni anno rinverditi la mattina del primo giorno di gare, tendenzialmente al risveglio, che reca con sé l’inespugnabile tensione tipica degli esami, meglio se di maturità. “Un posto speciale, dall’ingresso del Campo Centrale alla casa che ogni anno affittiamo per vivere qui, possibilmente due settimane,” trasogna la ceca, in accordo pressoché totale con Annabel Croft, ex professionista di Sua Maestà attiva negli anni ottanta e ora nota commentatrice del tennis in tivvù: “La tensione elettrica, l’eccitazione della prima mattina del torneo non hanno eguali nello sport, di solito perdo il controllo e non capisco più nulla. Poi mi riprendo, e mi chiedo chi avrà il trofeo in mano alla fine. Mi mancheranno l’odore dell’erba, i saliscendi dei match, i finali delle partite al crepuscolo“.

A Jamie Delgado, ventitré partecipazioni consecutive a Wimbledon fino al 2014, record assoluto, è come se mancasse l’aria. “La pressione, i prati, certo, quel Club è casa mia. Mi mancherà tutto, ma il dispiacere più grande è per Andy Murray. Ha lavorato come un pazzo per recuperare in tempo e tornare dopo tre lunghissimi anni di assenza sul Centrale che l’ha consegnato alla storia. Ha dovuto battere un problema all’anca che gli aveva praticamente troncato la carriera e ora questa delusione terribile. Ma ci rivedremo l’anno prossimo ancora più convinti di aver preso le decisioni giuste nei momenti più difficili“.

Andy Murray, il giorno dell’eliminazione da Wimbledon 2017

Se a Marijana Veljovic, arbitro serbo sul seggiolone per l’ultima finale del singolare femminile, mancherà “l’odore dell’erba intonsa il primo giorno fresco e soleggiato, nel pre-match dopo il coordinamento tra ufficiali di gara“, l’ex CEO di Wimbledon Richard Lewis già accusa una forte nostalgia “del pubblico pronto a passare magnifici momenti nei nostri impianti,” principale antidoto all’ovvia tensione della vigilia. “Il primo lunedì del torneo è il giorno preciso in cui le centinaia di ore dedicate all’organizzazione dell’evento da centinaia di addetti a tutti i livelli si condensano e concretizzano nel torneo reale. Una scarica di adrenalina pazzesca“.

Mancherà Wimbledon. Ai giocatori, in primis, ma anche a chi organizza, dirige e in fondo anche a noi che lo raccontiamo. Ai nostri storici inviati e ai colleghi di tutto il mondo, qui rappresentati da quelli del Times, com’era ovvio che fosse. Stuart Fraser, che del Times è notissimo corrispondente tennistico, ha già iniziato il conto alla rovescia: meno trecentosessantaquattro ai Championships 2021. “Le tre settimane che intercorrono tra il Roland Garros e Wimbledon per noi giornalisti sono tremende. Siamo sballottati qui e lì tra i vari tornei di preparazione e in più dobbiamo preparare le preview e i contenuti speciali per lo Slam. Quando Wimbledon inizia è la quiete prima della tempesta. La profonda calma professionale di chi dopo tanto girovagare sa che finalmente, almeno per un paio di settimane, avrà il suo posto fisso in tribuna e in sala stampa“.

Una scrivania nella redazione sportiva del Times la occupa anche Alyson Rudd, che ricorda in modo particolarmente nostalgico l’edizione 2013, quella vinta da Andy Murray. Dovevo intervistare Martina Navratilova e parlare con lei dell’impresa, la fine del digiuno di vittorie britanniche che durava da settantasette anni, ma non la trovavo, correvo come una matta per l’All England Club chiedendo a tutti se avessero visto Martina. Alla fine l’ho scovata nel parcheggio che cercava di aggiustare una bicicletta. Mi ha abbracciata congratulandosi, perché quel giorno essere britannici era un privilegio di non poco conto“.

Il suo collega James Gheerbrant ha varcato i sacri cancelli la prima settimana del suo impiego al giornale. “Trafelato, emozionato e in ritardo di mezz’ora per l’intervista a Dominic Thiem, che si era annoiato nell’attesa a tal punto da optare per una seduta imprevista dal barbiere. Ho visto CoCo Gauff esplodere, Nick Kyrgios crollare e il padre di Marcus Willis piangere. Mi sono innamorato di questo sport vedendo Ivanisevic battere Pat Rafter nella finale del 2001“. Tutti uniti nella tristezza. Alle fragole con panna su sfondo verde manca ancora un anno intero.

Simona Halep – Wimbledon 2019, trofeo (foto via Twitter, @wimbledon)

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ATP

ATP Washington, il tabellone: torna in campo Nadal, presenti anche Sinner e Seppi

Dopo quasi due mesi di stop e l’assenza a Wimbledon e Tokyo, Rafael Nadal torna in campo a Washington. C’è anche Jannik Sinner, che cerca di riscattarsi

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Rafa Nadal - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Appena dopo il termine del Roland Garros, che per lui si è concluso in semifinale al cospetto di un sontuoso Novak Djokovic, Rafael Nadal ha annunciato che non avrebbe partecipato a Wimbledon e alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per la necessità di recuperare le energie in vista della parte conclusiva di stagione.

Lo spagnolo, che vanta già due ori olimpici (in singolare a Pechino 2008 e in doppio a Rio 2016), ha compiuto una scelta tutto sommato comprensibile. Con l’approssimarsi del trittico Toronto-Cincinnati-US Open e il dichiarato obiettivo di rimettere tennis nelle gambe, dopo quasi due mesi di stop, Nadal sarà a Washington, dove parteciperà per la prima volta in carriera al torneo di categoria ATP 500. Per Nadal sarà anche la prima volta che gioca un torneo sul duro tra la stagione sull’erba e i due Masters 1000 estivi nordamericani.

Lo spagnolo avrà ovviamente la prima testa di serie sulle spalle e dopo un bye al primo turno affronterà il vincitore della sfida tra Sock e Nishioka. L’eventuale ottavo di finale, secondo proiezione del seeding, sarebbe contro Lloyd Harris che però non sta attraversando un periodo di forma eccellente (una vittoria negli ultimi tre tornei disputati). Ai quarti Nadal incrocerebbe probabilmente uno tra Bublik e Norrie, che stanno disputando la miglior stagione della carriera e non sono avversari da sottovalutare – anche se con Norrie, Rafa, avrebbe il vantaggio di giocare ‘allo specchio’ contro un mancino.

 

Di seguito la parte alta del tabellone dell’ATP 500 di Washingon, che vede Dimitrov come seconda testa di serie più alta e ipotetico avversari di Nadal in semifinale. Il bulgaro però non si esprime ai suoi livelli da diversi mesi, e la sensazione è che Evans e Fritz, in un periodo di forma decisamente migliore (Fritz sembra aver recuperato rapidamente dall’operazione al menisco), abbiamo più chance di spingersi avanti. Occhio anche a Nick Kyrgios, sconfitto nettamente da Norrie ad Atlanta e opposto al primo turno a McDonald; l’eventuale sfida contro Paire al secondo turno accenderebbe facilmente gli entusiasmi del pubblico di Washington.

(clicca per ingrandire)

Un italiano, il deluso Jannik Sinner reduce dalla brutta sconfitta di Atlanta contro O’Connell, si trova invece in cima alla parte bassa del tabellone. La strada che potrebbe portare Sinner, quinta testa di serie, ad affrontare il secondo favorito Auger-Aliassime in semifinale è però lastricata di difficoltà e lo scarso periodo di forma del tennista italiano (forse anche influenzato dalle critiche per la scelta di non andare a Tokyo) non contribuisce ad aumentare la fiducia. L’esordio di Sinner avverrà contro un qualificato o più probabilmente contro Emil Ruusuvuori; una sfida già non semplice, ma il livello di difficoltà si alzerebbe ulteriormente agli ottavi contro – probabilmente – Sebastian Korda. Ai quarti ci sarebbe poi de Minaur; insomma, non certo un sorteggio ideale per chi ha bisogno di ritrovare la vittoria, e magari anche più di una.

ll secondo italiano presente in tabellone, Andreas Seppi, potrebbe invece essere il primo avversario di Auger-Aliassime ma prima dovrà superare il primo turno contro un qualificato. In questa zona di tabellone è da tenere d’occhio anche a Opelka – reduce dai quarti di Atlanta.

(clicca per ingrandire)

A.S.

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ATP

Kyrgios perde ad Atlanta e bisticcia con Ruud su Twitter

L’australiano cede a Norrie con un netto 6-1 6-4 e poi polemizza con il norvegese sui social. “Stai rubando punti nei tornei minori”

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Nick Kyrgios ad Atlanta 2021 (Credit: @ATLOpenTennis on Twitter)

Altro giorno, altra polemica che coinvolge Nick Kyrgios. Ad Atlanta l’australiano è stato eliminato da Cameron Norrie con un netto 6-1 6-4, senza di fatto mai entrare in partita, e si è poi reso protagonista dell’ennesima scaramuccia social. Da quando le sue apparizioni sul Tour si sono fatte più rare, si sono invece moltiplicate le discussioni sui social o le dichiarazioni controverse, anche se forse è solo il fatto che certi sassi siano lanciati da lontano che amplifica poi l’effetto. Il teatro della nuova diatriba è stato Twitter, coprotagonista del dramma Casper Ruud. Tra i due non corre buon sangue dal (tristemente) noto episodio della squalifica di Kyrgios a Roma 2019: l’australiano fu punito e multato per aver lanciato una sedia in campo (tra le altre cose), mentre il norvegese accolse la sanzione esultando platealmente per il passaggio del turno, ricevendo poi gli sberleffi di Nick per tale gesto.

Stavolta il norvegese, che attende di giocare a Kitzbuhel la sua terza semifinale consecutiva dopo aver vinto i tornei di Bastad e Gstaad, ha risposto ironicamente a un Tweet del profilo ufficiale dell’ATP nel quale si chiedeva di formulare qualche domanda per Kyrgios. “Qual è il suo torneo su terra preferito?” ha scritto Ruud con intenti evidentemente ironici (se non apertamente polemici).

La risposta, anzi, le risposte dell’australiano non hanno tardato ad arrivare. Ufficialmente infatti la replica di Nick è un commento sferzante, ma pacato: “Questo è un classico. Casper Ruud sei un buon giocatore, ma sappiamo tutti che stai rubando punti grazie a quei tornei“. Il riferimento è ovviamente alla finora trionfale campagna del norvegese nei tornei minori su terra post-Wimbledon, storicamente più poveri di concorrenza e frequentati per lo più da amanti del rosso in cerca di punti. In precedenza Kyrgios aveva anche commentato con un “facepalm” (la faccina che si batte la fronte con la mano in segno di disappunto) l’elenco dei quattro semifinalisti del torneo di Kitzbuhel.

 

C’è però il sospetto che questa sia soltanto la seconda risposta di Kyrgios, perché su Twitter è stato diffuso uno screen che riporta una frase molto meno elegante, un laconico “tua mamma“. Il commento non è più reperibile o perché cancellato rapidamente o perché mai esistito. Non sarebbe impensabile infatti che lo screen possa essere stato allestito ad arte e non ci sono conferme attendibili della veracità del commento. Tuttavia per dovere di cronaca vale la pena menzionare la cosa.

Qui il tabellone aggiornato di Atlanta e degli altri tornei di questa settimana

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Flash

Si può giocare a tennis in Moncler? Courmayeur ospiterà un torneo WTA

La Val d’Aosta aprirà una mini-stagione indoor italiana che includerà Next Gen Finals, ATP Finals e Coppa Davis. La WTA annuncia anche altri tre tornei: Chicago, Portoroz e Tenerife

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Courmayeur, dove si svolgerà un torneo WTA 250 in ottobre (Photo Courtesy of Courmayeur Mont Blanc)

Grandi novità per il tennis italiano: Courmayeur, nota meta sciistica ai piedi del Monte Bianco, organizzerà un WTA 250 sul cemento indoor fra il 23 ed il 31 ottobre. Il torneo al Courmayeur Sport Center e avrà un montepremi di 235.238 dollari, e sarà il primo evento femminile indoor a disputarsi in Italia dai tempi del sintetico di Cesena 1992 (l’anno prima si era invece giocata l’unica edizione WTA del torneo di Milano).

Non è da escludere che diversi nomi di spicco possano decidere di partecipare, visto che sarà l’ultima occasione di andare a punti in ottica WTA Finals; qualora le ultime posizioni fossero ancora in bilico, quindi, è presumibile che le contendenti possano decidere di darsi al tennis alpino come tappa finale per volare a Shenzhen. Ricordiamo che quest’ultime (e l’Elite Trophy di Zhuhai) sono gli unici eventi dello swing asiatico a non essere stati cancellati, motivo per cui si è resa necessaria la creazione di nuovi tornei autunnali.

Il torneo sarà operato da Makers, gruppo che si occupa dell’organizzazione di eventi (fra cui il Challenger di Milano), ma stando al comunicato ufficiale è stato fondamentale anche l’apporto dell’amministrazione comunale, in un luogo digiuno di tennis dal 2011, quando si svolse l’unica edizione del Challenger maschile vinta da Nicolas Mahut.

 

“Il ritorno del grande tennis a Courmayeur Mont Blanc è una conferma per la nostra località”, ha detto il sindaco Roberto Rota. “Ci candidiamo a ospitare eventi che possano attrarre non solo pubblico in presenza, ma anche accendere i riflettori del grande sport sulle nostre strutture e sulla località in generale. Siamo felici e orgogliosi che Courmayeur e i suoi campi da tennis indoor siano stati scelti dalla WTA per una competizione del circuito in un mese come ottobre, fondamentale per il nostro turismo e per la nostra idea di destagionalizzazione e promozione di stagioni come l’autunno, meravigliose per le attività sportive e outdoor. Courmayeur Mont Blanc è per tradizione e natura la culla dell’alpinismo e degli sport di montagna, ma è anche dotata di infrastrutture all’altezza, come il Courmayeur Sport Center che ospiterà l’evento, e di una sensibilità particolare nei confronti delle altre discipline sportive, questo evento ne è la prova”.

IL TRIANGOLO DEL TENNIS

Si prospetta dunque un autunno italocentrico dal punto di vista tennistico, visto che il torneo di Courmayeur farà da apripista alle Next Gen Finals di Milano (non svoltesi lo scorso anno) e soprattutto alla prima edizione torinese delle ATP Finals; successivamente il capoluogo piemontese ospiterà anche due gironi delle finali di Coppa Davis. A questo encore si aggiungono i tornei sul rosso già giocatisi a Cagliari (maschile), Parma (femminile e maschile in settimane consecutive), Roma (combined) e Palermo (femminile); nonostante alcuni di questi tornei siano probabilmente destinati ad essere dei monouso, è innegabile l’attestato di fiducia della comunità del tennis internazionale nei confronti del tennis italiano.

NUOVI TORNEI WTA

Oltre a Courmayeur, tre nuovi tornei rimpolperanno la programmazione femminile, come detto orfana di quasi tutti i tornei orientali. Questo il calendario post-US Open (i nuovi tornei sono evidenziati in rosso):

  • La settimana del 13 Settembre si giocherà in Lussemburgo e a Portoroz in Slovenia (entrambi WTA 250)
  • La settimana del 20 settembre si giocheranno il 500 di Ostrava e il 250 di Seoul
  • La settimana del 27 settembre si disputerà il nuovo 500 di Chicago
  • Nelle due settimane che vanno dal 4 al 17 ottobre si giocherà Indian Wells
  • Nella settimana del 18 ottobre si disputeranno il 500 di Mosca e il 250 di Tenerife
  • Dal 25 ottobre (le qualificazioni iniziano il 23) avrà luogo per l’appunto Courmayeur.

Nelle due settimane successive si dovrebbero giocare prima Zhuhai (dal primo novembre) e poi Wuhan (dall’8); in questo momento però non sono confermati sul sito della WTA. Steve Simon, il chairman del circuito, ha rilasciato una breve dichiarazione in merito, inclusa nel comunicato ufficiale: “Quest’ultima fase del calendario del WTA Tour porterà il numero dei tornei sopra i 50, continuando ad offrire una piattaforma globale per promuovere il tennis femminile […]. Siamo felici del novero di tornei che abbiamo organizzato per la fine della stagione e non vediamo l’ora di poter dare maggiori informazioni riguardanti le WTA Finals”.

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