WTA Palermo, Giorgi annulla due match point e vola in semifinale. Eliminate Errani e Cocciaretto

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WTA Palermo, Giorgi annulla due match point e vola in semifinale. Eliminate Errani e Cocciaretto

Quasi tre ore per la rimonta di Camila su Yastremska, brava “Coccia” ma non basta. Passa anche Martic

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Camila Giorgi al Palermo Ladies Open 2020 (foto Twitter @LadiesOpenPA)

Stava per diventare piuttosto nero il venerdì azzurro di Palermo che vantava tre italiane in altrettanti quarti di finale. Dopo che Elisabetta Cocciaretto e Sara Errani non erano riuscite a ribaltare il pronostico, Camila Giorgi si è trovata due volte a un punto dalla sconfitta. La vittoria della ventottenne di Macerata, insieme a un’altra buona prova della nostra giovane promessa, ha invece gettato una lampo di luce nella notte palermitana. Prima di loro, è toccato alla numero 1 del seeding soffrire per conquistarsi il campo per il sabato. Vediamo nel dettaglio com’è andata.

PETRA FATICA ANCORA – In una canottiera bianca che vedremmo bene addosso a Raonic però con una macchia di ragù, Petra Martic deve ricorrere a due tie-break per superare la n. 119 WTA Aliaksandra Sasnovich. Questa settimana, la ventiseienne di Minsk ha dato l’impressione di poter tornare alla forma di due anni fa, quando raggiunse il best ranking al n. 30: partita dalle qualificazioni, non ha perso un set in cinque incontri. Sicuramente stanca, non ha brillato contro Martic che, dal canto suo, non è certo stata un esempio di continuità.
Con l’eccezione di qualche sbavatura da parte di entrambe, l’incontro si avvia su binari accettabili pur senza particolari sussulti, con il punteggio che segue il servizio. Le due ragazze mostrano una buona mano con le smorzate e, se Petra ne gioca qualcuna senza alzare il ginocchio sinistro (un’ulteriore sorpresa per l’avversaria), Aliaksandra si fa applaudire anche per i lob perfetti. Un brutto nono game di Martic terminato trattenendo il braccio su una palla da chiudere manda Sasnovich a servire per il set, ma la tensione si mette di traverso. All’occasione sprecata si aggiungono le tre palle break salvate dalla croata, che però si vede poi annullare un set point da una battuta che tocca la riga e salta come certi kick di Isner contro Federer in quel tie di Coppa Davis. Incapace di salirle sopra come suggerirebbe la classifica, Petra riesce a far suo il tie-break grazie a un pizzico di lucidità in più.

Lucidità che evapora del tutto dal lato bielorusso in apertura di secondo parziale: incapace di prendersi il punto nonostante tre palle comode a disposizione, Sasnovich cede un game di battuta dal sapore di resa e la ventinovenne di Spalato pare dirigersi senza patemi verso la semifinale. Sorride al vago tentativo di rientro dell’avversaria, forse perché ha letto lo studio secondo cui non è vero che “tutto può succedere” nel tennis femminile e la regola è che vince chi ha la classifica più alta. Magari le viene qualche dubbio qualche minuto dopo quando è raggiunta sul 5 pari, con tre match point (due consecutivi) cancellati da un paio di “numeri” di Sasnovich, oppure quando serve una seconda e ancora inutile volta per il match. Il tie-break è di una bruttezza tale che imprigiona lo sguardo, ma rispetta le statistiche e Martic è la prima semifinalista dell’era Covid.

 

LAMPI DI COCCIA – Deve ricorrere alla sua maggiore esperienza, Anett Kontaveit, per venire a capo in tre set di Elisabetta Cocciaretto, diciannovenne di Ancona al suo primo quarto di finale WTA. Lunedì prossimo entrerà nelle prime 150 del mondo e può in ogni caso dirsi più che soddisfatta del suo torneo – un torneo che l’ha vista superare Donna Vekic.
Una partenza senza indugi dell’estone che fa valere da subito il suo peso superiore e una comprensibile componente emotiva della nostra rappresentante si sommano in una misura che non permette di essere contrastata. Cercando di muovere l’avversaria, Elisabetta riesce anche a procurarsi un paio di occasioni per rientrare in fretta dall’istantaneo 0-2, ma Anett è davvero centrata e si accaparra indisturbata i primi 5 giochi. Il game conquistato in extremis da Cocciaretto non solo le evita il bagel, ma vale quel mattoncino di fiducia indispensabile per iniziare la seconda partita con piglio completamente diverso. E allora tiene in difesa, ruba il tempo, sfonda e vola 3-0, Elisabetta, mentre l’illusione di un match facile, se mai c’è stata, svanisce dai pensieri della ventiquattrenne di Tallin. Dopo il MTO per l’azzurra che si fa trattare la coscia sinistra, Kontaveit muove il punteggio, ma il dritto di “Coccia” ribalta gli scambi e sventra in campo. E il rovescio fa anche più male. La n. 22 del ranking si affida al servizio per ottenere punti facili e rimanere in scia mentre cerca di ritrovare completamente le sensazioni del primo parziale. Le dà una mano l’assenza della prima di servizio marchigiana nel settimo gioco ma, lungi dall’accontentarsi di quanto fatto vedere finora, Elisabetta sale 5-3 e, subito un altro break, pareggia meritatamente il conto dei set nel successivo game di risposta.

Kontaveit è brava ad approfittare del calo di tensione dell’avversaria per portarsi sul 2-0, ma la nostra si riprende in tempo per evitare il doppio break in un terzo gioco ricco di ottime giocate da parte di entrambe, con cinque parità per ribadirne l’importanza. Anett, però, resta impassibile, come lo è stata durante il MTO o dopo essere finita a terra subendo una velenosa smorzata in contropiede – una caduta scomposta a cui qualche maschietto avrebbe reagito come se avesse riportato fratture multiple. Non può non esserci un’evidente differenza di tenuta mentale tra le due a questo punto del match ma soprattutto del torneo e la speranza che ci possa essere ancora partita finisce dopo pochi minuti: Kontaveit raggiunge Martic in semifinale. E grande Coccia, anche perché non sono questi i match da vincere. Per adesso.

SARA SENZA PIANO? – Dopo un buon avvio, Sara Errani perde bandolo e confronto davanti a Fiona Ferro, interessante francese n. 53 del ranking. Buon servizio, dritto pesante con swing da circuito maschile, Fiona paga un po’ debito sul lato sinistro, quello più forte di Sara, che si è nondimeno presentata a Palermo con un dritto in spinta più che apprezzabile. Nella serata siciliana, tuttavia, Errani non ricorre agli attesi cambi di ritmo indispensabili per non dare riferimenti a chi possiede un’arma importante.
È comunque la romagnola a uscire più velocemente dai blocchi, con la francese allenata da Emmanuel Planque che commette troppi errori prima di trovare la misura dei colpi e raggiungere l’avversaria al sesto gioco. Sara brekka ancora, ma poi la sua intensità cala vistosamente senza che ne sia privilegiata la ricerca di variazioni: la ventitreenne di Libramont prende in mano il gioco, piazza vincenti anche di rovescio su palle azzurre troppo corte e morbide, infila tre game e fa suo il set 6-4. Il leitmotiv non cambia alla ripresa e diventano sette i giochi consecutivi di Ferro che scatena efficacemente il suo drittone su ogni palla che può spingere (obiettivamente troppe, a cominciare dal servizio di Sara che “esce” poco anche rispetto ai suoi standard) e chiude in un’ora e mezza.

CAMILA IN RIMONTA –Cambi di spin e di ritmo, tocchi delicati, uso sapiente del campo, attacchi in controtempo, strenue difese in attesa della palla giusta per rovesciare lo scambio: nulla di tutto ciò era previsto e la sfida dalla quale Camila Giorgi esce vincitrice contro Dayana Yastremska dopo quasi tre ore e due match point annullati non ha deluso quelle attese. Ma, una volta entrati nello spirito del loro gioco, le emozioni non sono mancate.
Si parte con due doppi falli di Camila e il conseguente 2-0 per Dayana, ma non è assolutamente un problema perché al quarto gioco la ventenne di Odessa decide che deve fare ace con ogni seconda di servizio e si torna in parità. Di nuovo troppi gratuiti di Giorgi e Yastremska torna avanti al settimo game, un vantaggio che le permette di servire per chiudere sul 5-4. Un doppio fallo sul 30 pari offre una palla del contro-break, ma l’azzurra spreca il dritto da buona posizione. Un’altra occasione del 5 pari fa invano capolino fra quattro set point, ma al quinto tentativo l’ucraina mette al sicuro il parziale.

È di nuovo break in apertura, poi una Camila all’apparenza meno frenetica rimette la testa avanti. Non le riesce però l’allungo nonostante tre opportunità; meriti dell’avversaria a parte, è chiaro che, per quanto l’idea sia di rispondere come se il punteggio fosse 40-0, la testa sa che non è così. Come nel primo set, Yastremska opera lo strappo al settimo gioco, ma non le bastano due match point per chiudere sul 5-4 dopo essere risalita da 15-40 e allora sarà il tie-break a decidere. Camila è pressoché perfetta fino al 5-1, giocando come potrebbe fare per lunghi tratti se quel suo talento venisse indirizzato, poi qualcosa si incrina. Una prima battuta le dà il 6-3 e, dopo due set point volatilizzati, chiude ricorrendo ancora a una prima sul dritto di Dayana, che preferisce replicare la precedente risposta rasoterra piuttosto che buttare la palla di là in qualche modo e vedere cosa succede.
La regola del settimo gioco si conferma nel parziale decisivo, ma questa volta tocca a Camila approfittarne e, sempre più precisa e letale, evita la tensione di servire per il match chiudendo direttamente 6-3 in risposta. Giorgi torna così in semifinale – troverà Fiona Ferro – a quasi un anno di distanza dopo quella vinta al torneo del Bronx, anche allora salvando palle match.

Risultati:
[1] P. Martic b. [Q] A. Sasnovich 7-6(5) 7-6(3)
[4] A. Kontaveit b. [WC] E. Cocciaretto 6-1 4-6 6-1
F. Ferro b. [WC] S. Errani 6-4 6-1
C. Giorgi b. [7] D. Yastremska 4-6 7-6(5) 6-3

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Challenger Forlì: Musetti strepitoso, battuto Tiafoe. Derby con Seppi ai quarti

Tutti in piedi per il giovanissimo talento azzurro che elimina la testa di serie N.1 del torneo e ora trova il veterano italiano. Avanzano anche Caruso e Pellegrino

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Lorenzo Musetti - ATP Challenger Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

Il numerosissimo pubblico sul Centrale di Forlì in piedi ad applaudire e Lorenzo Musetti che, commosso, ringrazia. Questa immagine riassume in modo eloquente la magnifica vittoria del nostro tennista contro Frances Tiafoe, prima testa di serie del torneo e n. 67 della classifica ATP. Sapevamo da Roma che Musetti stava attraversando un ottimo periodo di forma, ma francamente vederlo tenere il campo con tale autorità contro il 22enne talento americano è stata una bella sorpresa. “Sono partito forte anche se lui serviva molto bene. Devo però dire che nello scambio non mi sentivo per niente inferiore, anzi direi che la maggior parte degli scambi lunghi li ho vinti io”.

Il primo set viene deciso da un solo break a favore di Lorenzo che riesce a far suo il parziale con un convincente 6-4. Molto più combattuto il secondo set dove entrambi hanno avuto le loro occasioni ma il primo a concretizzare è stato lo statunitense che sul 5-5, alzando il proprio livello di gioco soprattutto nella risposta, riesce a strappare il servizio a Musetti e si aggiudica il parziale. Il nostro giocatore attraversa a questo punto il momento più difficile dell’incontro perché perde nuovamente il servizio all’inizio del terzo e decisivo set e va sotto 0-2“Nonostante la sconfitta nel secondo set molto lottato e il break subito ad inizio terzo sono riuscito ad avere un buon atteggiamento, accettando quel momento di difficoltà. Sono così riuscito a restituire il break, facendo tanto gioco e ricominciando ad usare il diritto su cui mi ero un po’ addormentato”.

Musetti non solo ha restituito il break ma non ha più fatto giocare l’avversario fino a chiudere per 6-2. Ma non è certo stato un monologo, Tiafoe infatti non aveva nessuna intenzione di perdere e il nostro tennista ha dovuto ricorrere al meglio del proprio repertorio sciorinando a piene mani il suo tennis facile ed elegante ma, allo stesso tempo, molto concreto. Accelerazioni di diritto e rovescio, palle corte e quando l’americano si avventurava a rete passanti millimetrici. Un vero spettacolo in cui gran parte degli spettatori ha intravvisto squarci di futuro. Un futuro pieno di benessere per il tennis italiano.

 

Nei quarti di finale Musetti affronterà, in un derby pieno di significati, Andreas Seppi che ha battuto il brasiliano Thomaz Bellucci (7-5 6-3). “Con Seppi non ho mai giocato, sarà sicuramente un turno difficile ma mi sento in forma e pronto per affrontarlo. Anche perché se è vero che in questa stagione il mio obiettivo è vincere un Challenger, perché non farlo proprio qui a Forlì?”.

Da Forlì, Massimo Gaiba

Risultati ottavi di finale

[WC] L. Musetti b. [1/WC] 6-4 5-7 6-2
[7] A. Seppi b. T. Bellucci 7-5 6-3
[4/WC] S. Caruso b. M. Vrbensky 7-5 7-5
[6] L. Harris b. B. Fratangelo 7-6(6) 6-4
[Q] T. Monteiro b. R. Bonadio 2-6 7-6(2) 6-4
[LL] A. Ritschard b. P. Sakamoto 5-7 6-3 6-1
G. Clezar b. (8) F. Coria 7-6(6) 6-7(4) 6-4
A. Pellegrino b. [2] C. Norrie 6-2 6-4

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Roland Garros, qualificazioni: Cecchinato, Marcora e Giustino al turno decisivo

Tre italiani vincenti su cinque in questa terza giornata di qualificazioni. Eliminati in tre set Giannessi e Moroni

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Marco Cecchinato - Qualificazioni Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Si conclude con un bilancio in positivo la terza giornata di qualificazioni per gli italiani: dei cinque azzurri impegnati in campo oggi tre sono riusciti a qualificarsi per il terzo e decisivo turno. Il primo a farcela è stato Marco Cecchinato che ha lasciato appena cinque giochi a Constant Lestienne in poco più di un’ora di gioco. L’azzurro ha servito benissimo, vincendo più l’85% di punti con la prima e l’80% con la seconda (zero le palle break offerte), e in risposta è riuscito a fare la differenza sulla seconda dell’avversario. Al turno decisivo affronterà Kimmer Coppejans.

Più sofferte invece le vittorie di Roberto Marcora (7-6 3-6 6-3 a Tristan Lamasine) e Lorenzo Giustino (3-6 6-4 7-5 a Hugo Grenier). Il primo avrà un terzo turno abbordabile contro Benjamin Bonzi, mentre per Giustino si profila una sfida insidiosissima contro Dustin Brown. Niente da fare invece per Alessandro Giannessi, superato in rimonta da Marc Polmans, e Gian Marco Moroni, che ha mancato un set point nel tiebreak del primo set, finendo poi per cedere in tre set a Ulises Blanch.

Il tabellone di qualificazione completo con tutti i risultati aggiornati

 

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Musetti parte bene al Challenger di Forlì e sfiderà Tiafoe: “Non vedo l’ora”. Avanzano anche Seppi e Caruso

Bonadio vince il derby con Zeppieri: “È un momento difficile per chi ha una classifica come la mia, il livello delle entry list è molto alto”

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Salvatore Caruso - Challenger Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

Questa volta bisogna davvero iniziare dalla fine, e cioè da quando Salvatore Caruso, ormai sotto la luce dei riflettori, saluta il pubblico che gli sta tributando una standing ovation. Ha appena stretto la mano al 21enne spagnolo Sanchez Izquierdo, arresosi dopo una strenua lotta durata oltre tre ore e terminata con un doppio tie-break. La morale è quella che conosciamo: mai sottovalutare uno spagnolo sulla terra battuta. Il ragazzino sarà anche n. 355 ma proprio non sembrava. Grande reattività muscolare, palla molto veloce e idee tattiche ben chiare. Dall’altra parte della rete ha trovato il solito Caruso che in una partita del genere va a nozze. Palleggi intensissimi e, nonostante il ritmo infernale, pochi errori gratuiti. E più la partita si avvicinava al suo epilogo più si alzava il livello di gioco di entrambi i giocatori con il pubblico tanto ammirato quanto stupito che i due non crollassero a terra stremati.

Un match ricco di break e contro-break, come da copione in una partita senza grandi battitori, con una tensione in alcuni momenti quasi spasmodica. Il decimo gioco del secondo set rappresenta la sintesi perfetta dell’incontro: Sanchez al servizio sul 5-4 in proprio favore con Caruso costretto ad annullare ben quattro set point per poi strappare il servizio al nono tentativo. Durata del game quasi mezzora. Nel tie-break (9-7) Salvatore, tanto per non farsi mancare niente, è stato costretto ad annullare altri tre set point. “Lui è stato veramente bravissimo”, dice l’azzurro a fine incontro. “Partita tostissima, tre ore di gioco per due soli set, non c’è niente da aggiungere. Come al solito sono stato lì punto dopo punto anche perché era l’unico modo per portarla a casa. Contentissimo di non aver dovuto giocare un terzo set”.

In precedenza la giornata aveva dato grandi soddisfazioni ai nostri giocatori promuovendo al secondo turno Musetti, Bonadio e Seppi. Eliminati Zeppieri (ma il suo era un derby) e Filippo Baldi, al termine di un match molto equilibrato con lo statunitense Bjorn Fratangelo. Lorenzo Musetti ha prevalso 6-2 6-4 sul russo Teymuraz Gabashvili, giocatore solido (ex n. 43) e soprattutto molto esperto come i suoi 35 anni lasciano intuire. “Sono molto soddisfatto perché sapevo che non era una partita facile”, ha ammesso Lorenzo. “L’avversario è stato molto forte e anche oggi, a tratti, gioca ancora molto bene”. Il nostro portacolori ha avuto ben pochi problemi, mettendo in mostra il suo gioco vario e brillante. Un solo passaggio a vuoto ad inizio secondo set quando si è ritrovato sotto 0-3 ma non ha mai dato l’impressione di poter perdere.

Musetti è atteso adesso dalla sfida con il primo favorito del seeding Frances Tiafoe: “A livello ATP ho fatto in tutto appena un paio di tornei. Quello è il paradiso ma la mia realtà è ancora questa. E qui a Forlì si sta davvero bene. Non vedo l’ora di giocare il secondo turno contro Tiafoe. Ormai tutte le partite sono dure, indipendentemente dal ranking. È un giocatore giovane con molto talento. Di sicuro sarà un match difficile ma mi sento pronto per affrontarlo”. Con Lorenzo si torna per un attimo a parlare di Jannik Sinner: “L’ho già ringraziato in privato per quello che ha detto e devo dire che adesso che ci stiamo frequentando di più nei tornei siamo anche abbastanza amici. Speriamo di condividere una bella carriera insieme.

Lorenzo Musetti – ATP Challenger Forlì 2020 (foto Marta Magni)

Diversamente è andata al suo amico Giulio Zeppieri che è uscito sconfitto nel derby contro Riccardo Bonadio (6-3 6-3). Riccardo ha giocato davvero bene, soprattutto di rovescio, ma bisogna riconoscere che il suo avversario ha avuto una giornata piuttosto complicata. Durante il terzo gioco si è un po’ deconcentrato per una chiamata arbitrale (“Diciamo che sbagliare una palla del genere proprio sotto il tuo naso non è facile”, racconta Giulio a fine match) e all’inizio del secondo set è stato costretto a chiamare un “medical time-out” per un affaticamento muscolare all’avambraccio sinistro. Problema che è andato a sommarsi al mal di schiena e al dolore al ginocchio che aveva ereditato dalle fatiche del torneo romano. Ora una settimana di riposo non potrà che giovargli. “Ho giocato tante partite e sono stanco. Comunque niente da dire, Riccardo ha giocato bene e ha pienamente meritato la vittoria. L’obiettivo è essere pronto per il Challenger di Parma.

“È stato un match abbastanza difficile anche se dal punteggio non sembra. Zeppieri in questo periodo sta tenendo un livello molto alto anche se oggi probabilmente non era al 100%. Io però ho giocato una partita molto solida con pochi momenti in cui ho concesso punti facili”, racconta Bonadio dopo il successo nel derby. Al prossimo turno, l’azzurro se la vedrà con il qualificato brasiliano Thiago Monteiro: “Personalmente non lo conosco ma Uros Vico l’anno scorso lo ha visto giocare diverse volte nel circuito ATP. Quindi oggi pomeriggio ci sentiremo e vedremo come affrontare questo match”. Prossima programmazione e obiettivi? Adesso il livello delle entry list è molto alto e non so se riuscirò ad entrare a Biella e Barcellona. Aspetto di vedere dove riesco ad entrare e partirò anche all’ultimo minuto. È un momento difficilissimo per quelli che hanno una classifica come la mia. Del resto i tornei ITF danno troppi pochi punti per invogliarmi. L’obiettivo è cercare di migliorare la mia classifica per poter entrare nelle qualificazioni degli Australian Open.

Andreas Seppi non ha avuto troppi problemi col giovane francese Jules Okala, a dispetto del punteggio (7-6 6-2) che sembra parlare di una partita abbastanza equilibrata. Troppo superiore la velocità di palla di Andreas che ha sempre costretto il francese sulla difensiva. E anche quando nel primo set si è trovato sotto 3-5 e servizio dell’avversario sembrava chiaro che bastasse dare un colpo di pedale in più per prevalere. Servizio strappato e il resto tutta discesa. L’anca va abbastanza bene, abbiamo avuto tanta pausa e ho avuto modo di lavorarci sopra”, ci dice Andreas dopo il match. “La cosa negativa della pausa è che ho giocato davvero poco e mi mancano partite. Quindi ogni partita che vinco per me è meglio così metto carburante nel serbatoio”. 36 anni, ma la voglia c’è ancora: “Sicuramente l’età non mi aiuta. L’importante però è stare bene fisicamente. Poi dipende anche dalla classifica, se inizi a scendere e cominci a giocare tante qualificazioni non è facile. La voglia però c’è ancora. Un sogno per l’ultima fase di carriera? “Difficile da dire, in fin dei conti ho 36 anni. Non so quante altre occasioni potrò avere. Un sogno sarebbe comunque di andare avanti in Davis. Anche l’anno scorso ci ha detto un po’ male.

Massimo Gaiba

 

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