Roland Garros, Berrettini: "Non ho saputo reagire. Devo digerire questa dura sconfitta e ripartire"

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Roland Garros, Berrettini: “Non ho saputo reagire. Devo digerire questa dura sconfitta e ripartire”

Grande delusione per Matteo Berrettini dopo la sconfitta al terzo turno con Daniel Altmaier: “Sono arrabbiato, ho giocato male su un campo importante”

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Matteo Berrettini - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Scuro in volto come non l’avevamo mai visto, Matteo Berrettini è arrivato nella sala interviste principale del Philippe Chatrier per bere fino in fondo l’amaro calice della sconfitta. “Sono arrabbiato, mi sentivo male in campo, non mi sento bene adesso, ho giocato male, su un campo importante – ha esordito Matteo davanti ai rappresentanti della stampa internazionale – è doloroso, ma il tennis è così”.

 

Sapevo che tipo di giocatore fosse, anche se l’ultima volta che l’ho visto è stato tanto tempo fa, ha giocato bene, mi ha fatto muovere molto, ha giocato bene di rovescio, ha servito bene, e io non sono riuscito a esprimere il mio miglior tennis. Le condizioni erano pesanti, non avevo buone sensazioni, ho provato a lottare con le armi che avevo, ma credo che abbia meritato la vittoria. Nel passato è già successo di partire male, ma poi con l’allungarsi della partita ho trovato gli stimoli dentro di me per reagire. Oggi non ci sono riuscito, ma lui è stato bravo perché ha giocato bene, sempre presente, c’era una energia diversa nel suo gioco rispetto al mio”.

Non è stata l’ora mattutina, non è stato il freddo, ma quest’oggi Berrettini non si è sentito la meglio: “Quando non ti senti bene mentalmente, anche il tuo tennis ne risente. Ho fatto fatica a trovare la giusta energia, ero nervoso, e quando provavo a calmarmi ero troppo calmo. Ciononostante sono quasi riuscito a vincere un set giocando in questo modo, e questo è positivo”.

 

Ciò che però ha fatto male a Matteo è stata l’incapacità di vedere una via d’uscita nella situazione: “A volte capita che anche quando perdi vedi la luce. Oggi non vedevo la luce, continuavo a ripetermi di continuare a resistere, ma evidentemente giocavo troppo male”.

Matteo Berrettini – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Si è trattato di un pessimo esordio per Berrettini sul campo Philippe Chatrier, uno dei più importanti al mondo: “Due giorni fa ho giocato sul Suzanne Lenglen e mi sembrava diverso, con meno terra. Non sono un grande esperto perché non ho mai giocato su questo campo neanche in allenamento, stamattina è stata la prima volta. Probabilmente ero io, probabilmente era il mio avversario che mi faceva sembrare il campo più lento. Naturalmente un campo più grande sembra più lento di un campo più piccolo, ma ora che sto giocando per merito sui campi più grandi è giusto che mi abitui”.

Adesso il programma di Matteo prevede una lista piuttosto densa di impegni indoor in Europa: “Sono iscritto a tutte le settimane: Vienna, Anversa, San Pietroburgo, Bercy. Prenderò sicuramente un paio di giorni di riposo. Se fossi andato molto avanti qui non avrei giocato tutti i tornei, ma avendo fatto terzo turno vediamo cosa fare. L’idea era di giocare tutte le settimane, ma Adesso non lo so, è difficile prendere decisioni. Ora bisognerà digerire questa sconfitta, non sarà semplice, e poi ripartire”.

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Il torneo di Rotterdam del 2021 si farà, ma ancora non si sa quando

Il direttore Richard Krajicek prova a fare chiarezza sul prossimo 500 olandese. “L’edizione 2021 è sicura, le date ancora incerte. Dipende tutto dall’Australian Open, se verrà rinviato o meno. In ogni caso, capienza ridotta a 3500 posti”

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I molti dubbi circa la possibilità di confermare il prossimo Open d’Australia nella finestra originale (da lunedì 18 a domenica 30 gennaio) condizionano profondamente il resto del calendario ATP. Viste le sempre più concrete chance che il primo Major della stagione venga spostato “di un paio di settimane”, come lasciato intendere dal ministro dello sport dello Stato di Victoria Martin Pakula, i tornei immediatamente successivi saranno obbligati ad adeguarsi alle conseguenze.

L’evento più prestigioso previsto nel mese di febbraio è certo quello di Rotterdam, diretto da Richard Krajicek. Il campione di Wimbledon ’96 ha provato a fare ordine sulle prospettive della manifestazione, confermando con assoluta certezza che l’anno prossimo in Olanda si giocherà, anche se ancora non si sa quando. “Se l’Australian Open inizierà il primo di febbraio dovremo per forza di cose trovare un’altra sistemazione nel calendario – ha detto Krajicek -, ma se a Melbourne si dovesse giocare addirittura in primavera manterremmo la nostra collocazione originaria. I tennisti avranno bisogno di mettere nelle gambe partite di livello, e il nostro torneo è di livello assoluto“.

Prima di dare il via al reclutamento delle star, il direttore naturalmente attende di vederci chiaro. “Quando sapremo le date inizieremo a pensare al tabellone. Per ora non possiamo muoverci, e nemmeno i giocatori possono allo stato delle cose. Dunque no, non ho ancora sentito nessuno, nemmeno Roger Federer“. A prescindere dal periodo dell’anno in cui si giocherà, i vertici del torneo di Rotterdam hanno già deciso le modalità con cui adeguarsi alle esigenze imposte dalla pandemia. “L’Ahoy Rotterdam – il palazzetto in cui si svolge la manifestazione – sarà aperto al pubblico, ma dovremo ridurre la capienza da 10 mila posti a 3500. Ci saranno i raccattapalle, non i giudici di linea“. Poche certezze in una situazione fluida, come si suol dire.

 

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Nadal ha chiuso dodici stagioni nella top 2 del ranking: superato il record di Federer

Ora Rafa detiene sia il primato di settimane passate nei primi due posti del ranking (562), sia quello per gli anni chiusi in top 2

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Rafael Nadal - ATP Finals 2020 (via Twitter, @atptour)

Sta per andare in archivio un altro anno e nonostante abbiamo avuto un nuovo campione Slam e un nuovo campione alle Finals, le cose in vetta al ranking non sono cambiate. Novak Djokovic chiuderà il 2020 in vetta al ranking per la sesta volta nella sua carriera, pareggiando il record di Pete Sampras. Dietro di lui si posiziona Rafa Nadal, che di stagioni davanti a tutti ne ha collezionate ben cinque. Per lo spagnolo questa però è anche il settimo anno terminato al secondo posto. Sommando le due statistiche, vengono fuori dodici stagioni chiuse nella top 2: ha staccato così Roger Federer, che condivideva con lui il primato a quota undici.

Nadal in sostanza ha chiuso al primo o al secondo posto dodici delle ultime sedici annate. Solo nel 2012 (anno dell’infortunio al ginocchio) e nel 2014, 2015 e 2016 ne è rimasto tagliato fuori. Questo record fa il paio con le 562 settimane (al 26 novembre 2020) in top 2, 34 in più di Federer, sempre secondo. Djokovic invece, nonostante abbia concluso più stagioni al numero uno degli altri Big Three, solo tre volte ha finito al secondo posto. Il serbo però ha la grande opportunità di accaparrarsi il record più importante in termini di ranking: l’ammontare di settimane al primo posto (ora detenuto da Federer, 310). Potrebbe superarlo lunedì 8 marzo.

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Australian Open 2021, prende piede l’ipotesi di rinviare il torneo al 1° febbraio

Ulteriori aggiornamenti dall’Australia: pochi i passi avanti, ma sembra che il governo di Victoria sia più propenso a rimandare lo Slam di due settimane. E i tornei di preparazione?

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Novak Djokovic e Dominic Thiem - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Dopo che la scorsa settimana si è arrivati a considerare uno slittamento ad aprile, sono arrivate notizie più confortanti riguardo l’Australian Open 2021. The Age nei giorni scorsi ha parlato di un possibile ritardo di una o due settimane, ma ci sono ulteriori sviluppi. Secondo il quotidiano australiano, il torneo inizierà lunedì 1 febbraio e si concluderà domenica 13. I giocatori dovrebbero essere già al corrente della nuova collocazione del torneo in calendario. In tal caso potrebbero raggiungere l’Australia nella prima settimana di gennaio e smaltire i 14 giorni di quarantena (obbligatori per chi arriva dall’estero). Si attende però la conferma dello stato di Victoria. Inoltre i giocatori sperano che venga accettata la proposta di Tennis Australia di consentire gli allenamenti durante il periodo di quarantena.

Secondo questa proiezione, il torneo a rischio è l’ATP Cup: se i giocatori dovranno passare così tanti giorni senza poter scendere in campo, non è certo che l’evento (dalla durata di dieci giorni) trovi una collocazione in calendario. La finestra si aprirebbe nella settimana antecedente l’Open d’Australia, nella quale dovrebbero giocarsi però anche i tornei di qualificazione e gli eventi che di solito precedono il Major (ATP e WTA di Adelaide, WTA Brisbane, WTA Hobart). The Age scrive che questi tornei potrebbero comunque giocarsi a Melbourne dopo il periodo di quarantena.

 

La situazione si fa ogni giorno un po’ più chiara, ma siamo ancora lontani da un quadro definito. L’opzione del rinvio al 25 gennaio (solo una settimana di delay) non è ancora stata scartata definitivamente. Stesso discorso vale per il via al 18 gennaio. Ovviamente i giocatori non accetteranno di buon grado nessuna soluzione che non contempli la concessione degli allenamenti durante le due settimane di quarantena. La decisione ‘attesa nelle 72 ore’ annunciata sabato alla fine non è arrivata e probabilmente non la avremo neanche nei prossimi giorni.

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