Novak Djokovic verso il forfait a Parigi-Bercy: giocherà solo a Vienna prima delle Finals

Flash

Novak Djokovic verso il forfait a Parigi-Bercy: giocherà solo a Vienna prima delle Finals

Nole mette nel mirino due record: le stagioni chiuse al numero uno (per ora è a 5, come Nadal e Federer) e le settimane in vetta al ranking ATP. Il nuovo sistema di classifica gli darà una mano

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Bercy 2019 (foto via Twitter, @RolexPMasters)

Con Roger Federer ancora defilato e alle prese con il recupero dall’infortunio al ginocchio, sembra proprio che i suoi due grandi rivali, Nole Djokovic e Rafa Nadal, vogliano scalzarlo in ogni voce del libro dei record ove sia possibile. Ora più che mai. Lo ha fatto Nadal vincendo il suo 20esimo Slam a Parigi e lo desidera fortemente anche Djokovic, che tra il 2020 e il 2021 potrebbe diventare il detentore di due importanti primati: uno è il numero di stagioni chiuse al numero uno ATP. Per ora è fermo a cinque assieme a Roger, Rafa e Connors, ma terminando anche questa stagione al primo post eguaglierebbe Pete Sampras, che al momento ne ha ancora più di tutti gli altri (6). L’altro record che fino a qualche anno fa sembrava difficilmente battibile è quello di settimane complessive passate in vetta al ranking.

Le 310 di Roger Federer sono in serio pericolo: il serbo è in scia con 290 settimane ed è molto probabile che tra qualche mese metta la freccia e sorpassi lo svizzero in questa prestigiosa statistica. Tuttavia non è scontato che questo accada, ma Novak ha pronto il piano. Sfrutterà la regola introdotta qualche mese fa a causa della pandemia, che permette ai giocatori di conservare i punti ottenuti almeno fino all’8 marzo 2021. Fino a quel giorno, anche se un giocatore deciderà di non partecipare a un evento dove difende dei punti, questi non verranno scalati. Si potrà solo guadagnare.

Al momento Djokovic è a Visoko, in Bosnia, dove sta ricaricando le batterie dopo le fatiche della stagione su terra e il brutto colpo della finale persa in tre set contro Nadal (la sua unica sconfitta in stagione in una partita intera). I media serbi riportano la sua volontà di giocare solamente l’ATP 500 di Vienna dal 26 ottobre al 1 novembre come torneo di preparazione alle ATP Finals. La decisione di partecipare al torneo austriaco è arrivata subito dopo il Roland Garros: Nole aveva già le idee chiare. In questo modo potrebbe solo guadagnare punti in classifica in quella settimana, anche se guardando la concorrenza (Thiem, Medvedev, Tsitsipas, Rublev) sarà complicato aggiudicarsi i 500 punti del vincitore.

 

In parallelo alla scelta di andare a Vienna, c’è la rinuncia al Masters 1000 di Parigi-Bercy (2-8 novembre), dove un anno fa vinse il titolo in finale contro Shapovalov. Quest’anno perciò anche in caso di vittoria, secondo il nuovo sistema di ranking, non potrebbe far segnare un risultato migliore rispetto all’anno scorso. Dunque la sua difesa del titolo a Bercy è rimandata all’anno prossimo, mentre scegliendo di giocare a Vienna potrà solo guadagnare dei punti. Arriverebbe a 12.240, mentre Nadal (in seconda piazza) può guadagnare un massimo di 640 punti (in caso di vittoria) a Parigi-Bercy, ammesso che partecipi.

Infatti lo spagnolo sta ragionando su una possibile partecipazione all’ATP di Vienna: dovrebbe decidere a breve, ma è probabile (come ha lui stesso dichiarato) che chiuda qui il suo 2020. Gli organizzatori sperano comunque di avere anche Nadal in tabellone, il che renderebbe il torneo praticamente un Masters 1000.

In caso di vittoria a Bercy, Nadal accorcerebbe il distacco a 1300 punti (il massimo che può fare se non andrà a Vienna), ma dal momento che le Finals fanno eccezione e i punti vengono scalati lo stesso, Rafa non avrebbe alcuna opportunità di sorpasso entro la fine dell’anno (difende 400 punti, può quindi guadagnarne massimo 1100, mentre Djokovic avendo vinto un solo match l’anno scorso può puntare a un +1300). L’unica cosa certa è che Federer per mettere in salvo il record di settimane in vetta al ranking, dovrà affidarsi proprio all’amico Rafa, che l’ha appena agganciato nella classifica dei Major.

L’entry list di Vienna

Continua a leggere
Commenti

Flash

Parigi-Bercy, le entry list aggiornate: ci sono Nadal e Berrettini. Sabato alle 12 il sorteggio

Il torneo si disputerà nonostante il lockdown nazionale in vigore in Francia, ma senza pubblico. Al via anche Lorenzo Sonego, assente Novak Djokovic. Tutto quello che c’è da sapere sull’ultimo Masters 1000 della stagione

Pubblicato

il

Rafael Nadal - Bercy 2019 (foto via Twitter, @RolexPMasters)

La prossima settimana avrà luogo l’ultimo Masters 1000 della stagione, vale a dire Parigi-Bercy (Rolex Paris Masters), l’unico a disputarsi indoor e soltanto il terzo ad avere luogo nel 2020. In virtù delle nuove disposizioni in vigore da oggi, il torneo sarà a porte chiuse ma si dovrebbe disputare salvo decisioni dell’ultimo minuto da parte del governo francese.

Le qualificazioni inizieranno domani, sabato 31 ottobre, alle 10, mentre il tabellone principale (quest’anno allargato a 56 giocatori rispetto ai consueti 48) verrà inaugurato lunedì 2 novembre alle 11; il sorteggio di quest’ultimo avrà luogo a sua volta sabato a partire dalle 12. Il prize money, già ridotto in precedenza per chi dovesse raggiungere le ultime fasi del torneo, è stato ulteriormente ridimensionato per via della chiusura definitiva al pubblico (ricordiamo che ci sarebbero dovute essere 1000 persone durante la sessione diurna).

 

RAFA PER LA DOPPIETTA PARIGINA – L’unico presente fra i Big Three sarà Rafa Nadal, che ha appena vinto il suo tredicesimo Slam nella capitale francese ma non ha mai conquistato il titolo alla AccorHotels Arena. Mai come quest’anno il maiorchino sembra avere la posizione giusta per riempire il buco nel palmarès e completare la doppietta parigina nel corso della stessa stagione, impresa riuscita solo ad Ilie Nastase nel 1973 e ad Andre Agassi nel 1999 – curiosamente, l’unico campione del torneo presente è Karen Khachanov, che qui vinse il suo unico Masters 1000 nel 2018.

Non ci sarà invece Novak Djokovic, che è sicuro di mantenere i 1000 punti dello scorso anno e ha quindi deciso di inseguire (con successo) la certezza matematica del N.1 di fine anno a Vienna; per sperare di superarlo, Nadal dovrebbe vincere qui, accettare una wildcard a Sofia e vincere anche a Londra, ma solo nel caso in cui Djokovic perdesse oggi con Sonego e chiudesse le Finals a bocca asciutta, scenario abbastanza improbabile.

Mentre gli altri big saranno tutti presenti (a parte il lungodegente Federer), la corsa alle ATP Finals sarà meno centrale rispetto ad edizioni precedenti del torneo, visto che molti potenziali concorrenti si sono chiamati fuori, da Monfils a Shapovalov a Bautista Agut. Gli unici a giocarsi realisticamente gli ultimi due posti fra gli otto finalisti saranno quindi Andrey Rublev (ragionevolmente certo), Diego Schwartzman e il nostro Matteo Berrettini, che però ha 200 punti in scadenza dallo scorso anno e ha saltato tre tornei di fila. Qui le entry list aggiornate, con Lorenzo Sonego direttamente in tabellone come secondo rappresentante italiano.

(clicca per ingrandire)

WILDCARD – Tutti francesi gli invitati al torneo. Nel tabellone principale ci saranno Benjamin Bonzi, Hugo Gaston, Pierre-Hugues Herbert e Corentin Moutet, mentre i nomi delle qualificazioni sono Antoine Cornut-Chauvinc, Hugo Grenier, Alexandre Muller e Arthur Rinderknech.

COPERTURA TV – Il torneo verrà trasmesso su Sky Sport per quanto riguarda la television, e su TennisTV (nonostante il nome controintuitivo) in streaming.

Tutte le entry list aggiornate del Masters 1000 di Parigi-Bercy

Continua a leggere

Flash

Quattro le tenniste tra i cinquanta atleti più commercializzabili del globo

Nello studio condotto da Nielsen Sports solo Roger Federer e Rafa Nadal rappresentano la racchetta al maschile

Pubblicato

il

Bianca Andreescu - Pechino 2019 (via Twitter, @WTA_insider)

Federer, Nadal e Djokovic; la mistica della trimurti, dei Fab three più uno, i più feroci dominatori di ogni sport in ogni epoca. Eppure il brand dei supereroi della racchetta è meno appetibile rispetto quello delle colleghe, che li doppiano per presenze nella classifica stilata da Nielsen Sports relativa ai cinquanta atleti più “commercializzabili” del mondo.

Lo studio, basato su un’approfondita analisi dei dati social restituiti dalle piattaforme dei campioni (numero di seguaci, interazione e condivisione dei post, crescita della fanbase in determinati segmenti di tempo), ha evidenziato come, almeno a livello di marketing, il circus ATP sia costretto a interpretare una parte gregaria. Nel listone dei cinquanta profili più appetiti dagli sponsor, comandato manco a dirlo dall’insolubile binomio Messi/Ronaldo con il podio completato da LeBron James, le donne del tennis spediscono quattro rappresentanti a fronte dei due soli maschietti, che ovviamente rispondono ai nomi di Rafa Nadal (ventottesimo) e Roger Federer (trentacinquesimo).

Il primo volto che scorgiamo scorrendo l’elenco è quello di Bianca Andreescu: la campionessa dello US Open 2019 è addirittura in quinta posizione, nonostante l’infortunio che sostanzialmente la sta costringendo ai box da un anno. Alla diciottesima troviamo invece la futuribilissima sedicenne Coco Gauff, la quale, in effetti, di sponsor importanti sta già facendo incetta. Sospinta dal potentissimo motore nipponico alla stregua di un Nishikori che ci stupiamo di non vedere in una lista di questo tipo, alla posizione numero trentatré della peculiare top of the pops ecco Naomi Osaka, recentemente tornata sul trono di New York in attesa di occupare di nuovo quello del ranking. Chiude i conti Ash Barty, l’attuale reggente del regno: la giocatrice di Brisbane occupa lo slot numero quarantotto. Secondo molti osservatori il Tour WTA è il secondo per importanza solo perché non può essere terzo, o quarto: evidentemente chi intende scucire quattrini per pubblicizzare i propri prodotti non la pensa proprio così.

 

Continua a leggere

Flash

ATP Challenger: settimana negativa per gli italiani

Erano due i tornei Challenger in programma, uno a Marbella e l’altro ad Amburgo. Otto gli azzurri complessivamente al via, nessuno va oltre il secondo turno

Pubblicato

il

MARBELLA 80

Tanti italiani in tabellone ma nessuno di loro ha avuto particolare fortuna. In tre hanno superato il primo turno: Gianluca Mager (contro Giannessi), Federico Gaio (contro lo spagnolo di origini austriache Nicola Kuhn) e Lorenzo Giustino che ha battuto a sorpresa il 17enne Carlos Alcaraz Garfia, già vincitore di tre Challenger in questo scorcio di stagione. Ma qui si è fermata la loro corsa.

Ha iniziato Gaio che ha buttato via un match quasi vinto (3-6 7-6 6-4) contro il giovane ceco Vit Kopriva (n.323 ATP). Il nostro tennista è parso da subito a proprio agio contro un avversario dal buon tocco ma dalla poca potenza. Vince il primo set senza troppi sussulti e nel secondo si porta addirittura a servire per il match sul 5-4. E qui Federico inizia a scialare facendosi brekkare e consentendo all’avversario di arrivare al tie-break, un tie-break che domina 7-1. Ovviamente non solo demerito del nostro tennista, perché mentre Federico si distraeva, Kopriva riusciva finalmente a dare una dimostrazione pratica di quanto recentemente affermato: “Il mio colpo migliore è senz’altro il rovescio. Posso mettere la palla dove voglio”.

Nel terzo parziale il ceco si porta sul 5-4 con servizio e qui Gaio mostra il meglio e il peggio del proprio repertorio. Prima con un rovescio incrociato di surreale bellezza e poi con un passante di diritto si procura due palle break. Che spreca con due erroracci di diritto. Sulla terza palla break spara un rovescio alla luna e sulla quarta e ultima piazza la palla direttamente in tribuna, e fortuna che non c’è il pubblico. Kopriva alla fine si decide ad accettare i gentili doni e chiude l’incontro. Le percentuali dei due sono simili a parte quella relativa alle palle break convertite. Che per Gaio sono state solo 5 su 19.

Altro giro altro regalo: Mager, testa di serie n.3, sembra poter disporre senza troppa fatica del colombiano Daniel Elhai Galan (n. 132 ATP) che nel primo turno aveva fermato Andrea Pellegrino. Vince il primo set 6-4 e si ritrova 5-5 nel secondo, dando sempre l’impressione di poter accelerare da un momento all’altro. Peccato che lo scatto lo piazzi l’avversario: break e secondo set 7-5. A questo punto il ligure sembra disunirsi, perde subito il servizio e concede il bis nel sesto gioco. Punteggio finale per Galan 4-6 7-5 6-1.

A chiudere il programma Lorenzo Giustino che non sembra chiuso dal pronostico contro lo spagnolo Jaume Munar che nel primo turno aveva molto faticato col nostro Bonadio. Purtroppo così non è stato come il punteggio molto severo (6-1 6-3) conferma. Dopo un primo set senza storia il tennista napoletano sembra voler dare battaglia all’inizio del secondo parziale e si procura due palle break nel primo gioco e un’altra nel quinto. Munar è però bravo ad annullarle e a portare in porto l’incontro senza ulteriori patemi. Impietose le statistiche che hanno visto Giustino ottenere il 58% dei punti con la prima di servizio contro l’82% di Munar. E il 18% in risposta contro il 42%.

Al primo turno si erano fermati Alessandro Giannessi nel derby con Mager (2-6 6-1 6-2), Andrea Pellegrino (6-3 6-2) contro Galan e Riccardo Bonadio che ha lottato strenuamente (7-6 5-7 6-3) contro Jaume Munar. Non completamente negativo comunque il torneo di Pellegrino e Bonadio che hanno superato due difficili turni di qualificazione, cosa che a questo livello non è mai scontata.

 

AMBURGO 80

Nel torneo tedesco la corsa di Stefano Napolitano si ferma al primo turno (6-2 6-2) contro il russo Roman Safiullin (n.184 ATP) che ormai viene ricordato più per la vittoria agli Australian Open Junior 2015 che non per quello che sta combinando nella sua carriera professionistica. In ogni caso sul veloce indoor tedesco si è rivelato ostacolo troppo duro per il nostro tennista che evidentemente non è ancora riuscito a ritrovare il giusto ritmo dopo l’operazione al gomito, pur non mancando dei segnali positivi. Infatti il biellese è comunque riuscito a superare due turni di qualificazione contro avversari non banali: prima il francese Constant Lestienne (6-4 5-7 7-6) e poi il russo Evgeny Karlovskiy (7-6 7-6). Eliminato al primo turno anche Roberto Marcora che nulla ha potuto contro il polacco Kamil Majchrzak (6-3 6-3) che non ha mai concesso una sola chance al nostro portacolori, meritandosi in questo modo il prossimo rientro in top 100.

Massimo Gaiba

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement