Grande Slam 2020, la classifica femminile - Pagina 3 di 4

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Grande Slam 2020, la classifica femminile

Da Kenin a Sabalenka, da Swiatek a Pliskova, chi sono state le giocatrici che hanno fatto meglio nei tornei più importanti del tennis? E chi invece ha deluso?

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Garbiñe Muguruza e Sofia Kenin - Australian Open 2020
 

Le prime dieci della Classifica Slam

1. Sofia Kenin
punti Slam: 3540
AO: Vittoria
US: 4T, sconfitta da Mertens
RG: Finale, sconfitta da Swiatek
Partite totali vinte/perse: 16/2 (88,8%)

A Sofia Kenin è riuscita una impresa notevolissima: in questo 2020 composto da soli tre Major ha accumulato più punti-Slam delle leader di questa stessa classifica dei due anni passati, che naturalmente avevano usufruito di un torneo in più (Wimbledon). Infatti nel 2019 Serena era stata prima con 3160 punti, mentre nel 2018 Halep ne aveva totalizzati 3440. Per trovare una tennista con più punti-Slam in una sola stagione occorre risalire al 2017 di Venus Williams (3620 punti). Venus però non era riuscita a raccogliere titoli (due finali a Melbourne e Wimbledon e una semifinale a New York).

 

Sofia è stata di una consistenza eccezionale. Una sola volta ha perso prima della finale: allo US Open, per mano di una Mertens in giornata di grazia, sicuramente il miglior match che abbia mai visto giocare finora in carriera da Elise.

Volendo fare le pulci alla stagione nei Major di Kenin si può forse citare il ranking delle avversarie sconfitte: una sola Top 10 (la tesissima numero 1 Barty impegnata nella semifinale di casa in Australia) e una Top 20 (la numero 11 Kvitova a Parigi); per il resto tutte le avversarie battute erano classificate oltre le prime 30 del mondo. In parte una conseguenza delle molte assenze di vertice negli ultimi due Slam dell’anno. Ma non le si può fare una colpa se le più forti (sulla carta) non erano presenti o sono state eliminate prima di incrociarla.

2. Iga Swiatek
punti Slam: 2370
AO: 4T, sconfitta da Kontaveit
US: 3T, sconfitta da Azarenka
RG: Vittoria
Partite totali vinte/perse: 12/2 (85,7%)

Se Kenin nel 2020 ha stupito perché alla vittoria in Australia ha unito una eccellente costanza anche negli altri Major, di Iga Swiatek penso rimarrà nella memoria innanzitutto la qualità delle sue partite al Roland Garros. La vittoria di Swiatek non è stata un semplice successo, ma un vero e proprio dominio, con soli 28 game persi in tutto il torneo; solo Steffi Graf nell’era Open è riuscita a fare meglio (20 giochi persi nel 1988).

Ripercorrendo a ritroso le sue prestazioni del 2020 nei Major, ci si accorge che la diciannovenne Swiatek è comunque riuscita a non sfigurare anche nei tornei precedenti: eliminata da una Azarenka tornata a livello dei tempi d’oro a New York, e a Melbourne da Kontaveit (6-7, 7-5, 7-5 dopo tante occasioni perse da Iga per rovesciare l’esito del match). Due dati notevoli per chiudere: Swiatek ha vinto il suo primo Slam appena al settimo tentativo in carriera, e nei sei precedenti tornei affrontati solo una volta ha perso al primo turno (Wimbledon 2019).

3. Naomi Osaka
punti Slam: 2130
AO: 3T sconfitta da Gauff
US: Vittoria
RG: Assente
Partite totali vinte/perse: 9/1 (90,0%)

Nel 2020 Osaka ha partecipato a due soli Slam, quelli giocati sul cemento: Australia e Stati Uniti. Ha poi rinunciato a Parigi per i postumi del problema alla gamba sofferto alla vigilia dello US Open. A conti fatti ha perso una sola partita nei Major: contro Coco Gauff a Melbourne, che in questo modo si era presa la rivincita dopo il duro 6-3, 6-0 subito qualche mese prima allo US Open 2019. La percentuale di partite vinte nei Major (90,0%) da parte di Osaka è quindi la migliore in assoluto per il 2020.

Con il successo americano (secondo US Open nel palmarès) Osaka ha già conquistato tre titoli maggiori prima ancora dei 23 anni. Nelle sue partite di New York solo la Azarenka del primo set della finale ha dato l’impressione di poterla battere, le altre avversarie non sono sembrate davvero nella condizione di eliminarla (parere personale, naturalmente). Il dato che rende meno scintillanti le prestazioni di Naomi nel 2020 è il ranking delle avversarie: nessuna delle nove giocatrici sconfitte era compresa fra le prime 20 del mondo, visto che anche Azarenka al momento di scendere in campo per la finale di New York era appena numero 27 della classifica WTA.

4. Garbiñe Muguruza
punti Slam: 1500
AO: Finale, sconfitta da Kenin
US: 2T, sconfitta da Pironkova
RG: 3T, sconfitta da Collins
Partite totali vinte/perse: 9/3 (75,0%)

Direi che il 2020 di Muguruza negli Slam è stato l’anno della rinascita e dei rimpianti. Della rinascita perché dopo un paio di stagioni opache, Garbiñe è finalmente tornata protagonista ad alti livelli. Ma anche dei rimpianti perché in Australia e in Francia ha perso match nei quali sembrava poterla spuntare.

A Melbourne contro Kenin in finale ha mancato tre palle break consecutive sul 2-2 del terzo set e ha finito per cedere di schianto (4-6, 6-2, 6-2). A Parigi contro Collins non le è bastato condurre nel set decisivo per 3-0 e servizio (7-5, 2-6, 6-4). Segno che sul piano agonistico non è ancora solida quanto negli anni migliori. Rimane comunque la tennista di vertice che negli Slam del 2020 ha sconfitto più Top 10: tre. Si trattava della numero 3 Halep, della 5 Svitolina, e della 10 Bertens, tutte in Australia.

5. Petra Kvitova
punti Slam: 1450
AO: QF, sconfitta da Barty
US: 4T, sconfitta da Rogers
RG: SF, sconfitta da Kenin
Partite totali vinte/perse: 12/3 (80,0%)

C’è stato un periodo della carriera di Kvitova (2016-2018), nelle quali Petra ha faticato moltissimo a fare strada negli Slam. In particolare nel 2018 non era riuscita a vincere più di due partite di fila in un Major. Poi dopo la finale raggiunta in Australia nel 2019 ha recuperato un rendimento più accettabile e tutto sommato anche nel 2020 non ha sfigurato.

Insieme a Sofia Kenin, Kvitova è stata l’unica a raggiungere tre volte su tre la seconda settimana negli Slam, e ha vinto complessivamente 12 partite (come Swiatek). Il dato che però getta un’ombra sul suo rendimento è il confronto con le Top 10: due soli match affrontati e due sconfitte rimediate (contro Barty in Australia e contro Kenin in Francia). Avversaria con la classifica più alta superata: la numero 23 Sakkari a Melbourne.

a pagina 3: Le giocatrici dalla posizione numero 6 in poi

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United Cup: delusione Australia, ottimo avvio per Grecia, USA e Svizzera. Wawrinka sorprende Bublik

Kvitova regala l’unico punto alla Repubblica ceca. Tsitsipas e Sakkari brillano anche in doppio. Disfatta argentina contro la Francia

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Stan Wawrinka - United Cup 2022 (Twitter @UnitedCupTennis)

In attesa dell’esordio di Nadal e Zverev in programma domani, ecco i risultati definitivi dopo le prime due giornate di gioco alla United Cup. Non c’è solo il successo dell’Italia sul Brasile, di cui vi abbiamo parlato qui.

Grecia – Bulgaria 4-1

Kuzmanov – Pervolarakis 6-1, 6-1

 

Sakkari – Tomova 6-3, 6-2

Sakkari/Stefanos Tsitsipas – Topalova/Andreev 6-4, 6-4

La Grecia si aggiudica la sfida con la Bulgaria nel primo turno di United Cup per 4-1. La Bulgaria rispetta il pronostico nella sfida tra Dimitar Kuzmanov, n. 196 del ranking, e Michail Pervolakis, n. 504. Il doppio 6-1 dà coraggio ai bulgari che riaprono il computo complessivo della sfida. Ma poi ci pensano i rispettivi n. 1 ellenici del maschile e femminile a dare la sterzata decisiva alla sfida. Vince Maria Sakkari agevolmente in due set su Viktorya Tomova, 6-3, 6-2. Poi in coppia con Strefanos Tsitsipas, la greca dà spettacolo e con un doppio 6-4 si pensa al turno successivo. Debole nelle seconde linee, con Sakkari e Tsitsipas la Grecia può dir la sua nella competizione.

USA – Repubblica Ceca 4-1

Kvitova – Pegula 7-6, 6-4

Tiafoe – Machac 6-3, 2-4 ret Machac

Pegula/Taylor Pegula – Bouzkova – Lehecka 2-6, 6-3, 10-7

Ottimo il debutto nella competizione per gli statunitensi. La sconfitta in due set di Pegula contro Kvitova alla fine risulterà ininfluente. Decisivo il tie-break del primo set, in cui Petra annulla ben tre set point alla sua avversaria. Machac è costretto sul più bello al ritiro nella sfida con Tiafoe. Sotto di un set, ma avanti di un break, il ceco è costretto al forfait per una distorsione alla caviglia destra. Il doppio se l’aggiudica la coppia composta da Jessica e Taylor Pegula.

Francia – Argentina 4-0

Garcia – Podoska 6-2, 6-0

Mannarino – Coria 6-1, 6-0

La vittoria della Francia sa di rivincita mondiale nei confronti dell’Argentina. Dal campo di calcio a quello di tennis, dal Qatar all’Australia, stavolta sono i transalpini a gioire e anche abbastanza nettamente lasciando soli tre game ai singolari odierni. Rullo compressore Caroline Garcia, n. 4, supera Nadia Podoska, n. 195, per 6-2, 6-0. Adrian Mannarino, n. 46, la imita battendo Federico Coria, n. 75, 6-1, 6-0, il tutto in 2he10’ complessivi.

Australia Gran Bretagna 1-3

Dart – Inglis 6-4, 6-4

Kubler – Evans 6-3, 7-6(3)

Momento decisamente sfortunato per l’Australia, data da molti per favorita nella competizione. Il forfait di Kyrgios e successivamente quello di Tomljanovic, per un problema al ginocchio sinistro, hanno cambiato l’inerzia del confronto con la Gran Bretagna. In svantaggio 0-2, è toccato a Maddison Inglis, n. 180 del mondo, affrontare Harriet Dart, n. 98 del ranking Wta. Doppio 6-4 e semaforo verde per i britannici. Inutile ma comunque rocambolesca la sconfitta di Evans contro Kubler. Sotto di un set, nel secondo parziale il britannico si è fatto rimontare da 5-0, perdendo in malo modo al tie-break.

Svizzera – Kazakhistan 4-0

Teichmann – Kulambayeva 6-3, 6-2

Wawrinka vs Bublik 6-3, 7-6(3)

Tutto facile per la Svizzera. Stan Wawrinka (n. 148) soffre nel secondo set contro il talentuoso Alexander Bublik, n. 37. Ricambio generazionale? Non ditelo al buon vecchio Stan che porta a casa il punto decisivo per il passaggio del turno dei rossocrociati. Bene anche Jil Teichmann, n. 35, nel singolare femminile contro Zhibek Kulambayeva, n. 441, che viene sconfitta 6-3, 6-2.

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Il fallimento di FTX costa caro a Naomi Osaka

Grave perdita economica per la tennista giapponese Osaka, che aveva investito nella criptovaluta FTX

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Non un gran momento per la ex numero 1 al mondo Naomi Osaka. Oltre alle sconfitte sul campo di gioco, per la pluricampionessa Slam i problemi provengono anche dalle finanze. È, infatti, una delle azioniste di FTX, un’azienda per lo scambio di criptovalute che ha dichiarato bancarotta l’11 novembre.

Non solo Osaka, ma sono tanti gli sportivi che hanno visto andare in fumo i propri proventi dal fallimento di FTX. L’azienda era riuscita ad acquistare così tanta credibilità da riuscire a mettere il proprio logo sulle vetture e le divise di Lewis Hamilton e George Russel, piloti della Mercedes in Formula 1; e anche a vedersi intitolato lo stadio NBA dei Miami Heats.

Il valore di mercato di FTX ha subìto un grave crollo negli ultimi sette giorni, passando da $22 a $1.40. Il CEO di FTX Sam Bankman-Fried – ora sotto investigazione per come ha gestito l’azienda fondata nel 2019 – ha già dichiarato fallimento a seguito dell’enorme svalutazione della criptovaluta.

 

Osaka aveva firmato l’accordo con FTX nel marzo 2022 mentre era negli Stati Uniti impegnata per l’Indian Wells e il Miami Open. La tennista ha acquistato delle azioni di FTX e nell’accordo era previsto che la tennista giapponese fosse ambasciatrice nel mondo dell’azienda, per influenzare quante più persone possibili a credere in loro. L’accordo di Naomi Osaka includeva anche la sua partecipazione nella creazione di contenuti multimediali per promuovere la criptovaluta. Non sono state ufficializzate le cifre riguardanti la perdita subita dalla tennista.

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International Hall of Fame: Cara Black la più votata dai tifosi di tennis

Cara Black, dieci volte campionessa di Slam in doppio e misto, ha superato Ana Ivanovic e Carlos Moya nel voto popolare

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International Hall of Fame - Newport (foto Ubitennis)

Gli appassionati di tennis hanno espresso il loro giudizio: Cara Black, la dieci volte campionessa di Slam in doppio e doppio misto, merita di essere inserita nell’International Tennis Hall of Fame. La campionessa zimbabwese ha preceduto Ana Ivanovic e Carlos Moya.

Votazione di grande successo, con decine di migliaia di tifosi ad aver votato, provenienti da 150 paesi.

Il giudizio degli appassionati di tennis  è solo una componente del multiforme processo elettorale della Hall of Fame. Oltre al voto dei tifosi, ci sarà la votazione dei giornalisti di tennis, degli storici e degli Hall of Famers.

 

Ciascun candidato riceverà punti percentuali in base al gruppo di provenienza dell’elezione. Black riceverà tre punti percentuali in più, Ivanovic due punti percentuali in più, Moya guadagnerà un punto percentuale in più. “La votazione dei tifosi è giunta al suo quinto anno e rappresenta un tassello importante nel motore di questo sport. Il numero elevato dei votanti e la loro provenienza da tutto il mondo testimonia quanto affetto c’è per questa disciplina”, afferma Todd Martin, CEO, International Tennis Hall of Fame

Durante i suoi 17 anni di carriera, Black ha vinto 60 titoli WTA di doppio, di cui tre a Wimbledon e uno agli Australian Open e agli US Open. Con 163 settimane in testa alla classifica di doppio della WTA, Black è dietro solo a Martina Navratilova e Leizel Huber di tutti i tempi. Nel doppio misto, è tra le giocatrici più affermate della storia, conquistando cinque titoli importanti con due partner. Black è una delle sole tre donne nell’era Open ad aver ottenuto un Career Grand Slam nel doppio misto.

Sono orata del giudizio dei tifosi e del loro voto. Essere inseriti nella International Tennis Hall of Fame è  un traguardo che tutti i tennisti vorrebbero tagliare”, afferma Cara Black.

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