Australian Open 2021, rischio rinvio? È attesa una decisione nelle prossime 72 ore

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Australian Open 2021, rischio rinvio? È attesa una decisione nelle prossime 72 ore

Già rimandati a data da destinarsi i tornei juniores dello Slam di Melbourne. Se non sarà possibile garantire ai giocatori la possibilità di allenarsi durante la quarantena, anche l’evento principale potrebbe essere rinviato

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Vuoi per la gestione esemplare dell’emergenza sanitaria nei mesi scorsi, vuoi perché (come accaduto in Europa) durante il periodo estivo si riesce a contenere meglio il virus, in Australia al 21 novembre i contagi giornalieri da Covid-19 si contano sul palmo di una mano. Il rischio però è sempre presente, come dimostra il caso del mini-lockdown nel Sud del Paese causato da un focolaio in un hotel. Avendo fatto comunque un lavoro straordinario per appiattire la curva, i governi dei singoli stati vogliono evitare in ogni modo un’ulteriore ondata generata da casi di ritorno, ovvero da persone che portano il virus arrivando dall’estero.

È il caso dei tennisti che già tra qualche settimana vorrebbero raggiungere lo Stato di Victoria per poter smaltire la quarantena e poi prepararsi al meglio per l’Australian Open (al momento in calendario dal 18 al 31 gennaio). Nei giorni scorsi il governo ha vietato ai giocatori di recarsi in Australia prima di Capodanno e ha confermato i 14 giorni di quarantena obbligatoria per gli arrivi internazionali, ma secondo il quotidiano The Age ci sarebbero degli sviluppi importanti.

Infatti nelle prossime 72 ore verrà presa una decisione definitiva che presumibilmente toccherà sia l’Australian Open di Melbourne, che tutti i “lead-up tournaments” che si giocano sul cemento australiano nelle due settimane precedenti al torneo dello Slam. Una notizia è già nota però, ovvero il rinvio dei tornei juniores. Secondo quanto riporta The Age, i giocatori iscritti sono stati informati sabato 21 novembre che gli eventi di categoria juniors sono stati rimandati a data da destinarsi.

 

Il problema centrale è che dal 7 dicembre l’Australia riaprirà agli arrivi internazionali e “non è semplice avere potenzialmente più di mille arrivi nel Paese tra atleti, staff e media per l’evento: deve essere fatto tutto in sicurezza” ha precisato il premier Daniel Andrews. L’ipotesi che sta prendendo piede è il rinvio del torneo per evitare ai giocatori di stare rinchiusi in hotel nelle due settimane antecedenti il torneo (e in tal caso anche gli eventi di preparazione, tra cui l’ATP Cup, verrebbero cancellati o rinviati a data da destinarsi).

Sono fiducioso che l’Australian Open si giocherà nella prima parte del 2021. L’esatto periodo e le esatte misure che adotteremo però non sono ancora decisi” ha precisato Andrews. Tennis Australia con il suo CEO Craig Tiley ha da tempo aperto il dialogo proponendo le sue idee per svolgere il torneo in sicurezza ma comunque nel lasso di tempo prestabilito, ma ovviamente si trova davanti a cause di forza maggiore. Cero è che i giocatori saranno restii ad accettare una soluzione che li veda bloccati per 14 giorni senza potersi allenare alla vigilia di un torneo dello Slam (nonostante il rappresentante dei doppisti Bruno Soares abbia detto che sarebbe propenso ad accettare ciò che verrà deciso, ‘obtorto collo’).

A tal proposito, il manager di Alex de Minaur, Andy Craig, ha dichiarato che c’è il rischio che i giocatori boicottino il torneo se non verrà adottata una soluzione che permetta loro di giocare nelle migliori condizioni possibili. Tennis Australia ha proposto l’organizzazione di una bolla per i tornei pre-Australian Open (stile Cincinnati-US Open), in modo che i giocatori possano stare in quarantena e allo stesso tempo allenarsi in vista del Major. Le parti dovranno venirsi incontro in qualche modo: il numero uno del mondo Nole Djokovic durante la settimana delle Finals ha anche lanciato un appello al governo dello stato di Victoria chiedendo il loro supporto e la loro comprensione nei confronti dei giocatori, che sarebbero disposti anche ad attendere la seconda settimana di quarantena per scendere in campo, ma non di più. Sappiamo però che in questi casi le proposte possono essere molteplici e totalmente condivisibili, sia da parte di Tennis Australia che dei giocatori, ma è il governo ad avere l’ultima parola.

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Australian Open: le “quali” si giocherebbero prima del 15 di gennaio e non in Australia

Ma dove? Tre ipotesi. Anche i “qualificati” ospiti gratuiti dei charter privati per Melbourne. E poi degli hotel per tutta la quarantena e lo Slam finchè in gara

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Inizia a prendere forma il calendario della prima parte di 2021, che verrà meglio definito dopo il confronto tra ITF, WTA e ATP. Secondo alcune indiscrezioni, pubblicate su Twitter da Luca Fiorino, le qualificazioni per l’Australian Open si svolgerebbero prima del 15 gennaio, fuori dall’Australia. Tale data, insieme al 16, costituisce la finestra utile ai giocatori per entrare in Australia con voli charter, come comunicato ai tennisti da Tennis Australia nei giorni scorsi. In questo modo arriverà a Melbourne un numero inferiore di giocatori rispetto al migliaio di cui si è parlato. Un numero di partecipanti complessivo che sarà più vicino a quello dello US Open, che in agosto organizzò a Flushing Meadows un torneo senza tabelloni di qualificazione.

Una volta arrivato l’ultimo iscritto al torneo partiranno per tutti i 14 giorni di quarantena, in cui i giocatori potranno allenarsi per 5 ore al giorno. Partirà dunque il countdown per lo Slam, che stando alle ultime notizie dovrebbe iniziare l’8 febbraio. Tennis Australia ha comunicato che – come negli anni passati- offrirà un travel bonus per i costi dei voli aerei per l’Australia di tutti i team (composti solo da atleta più coach) – l’anno scorso fu di 2.500 dollari a giocatore- dell’alloggio in hotel durante la quarantena e dei pasti, predisponendo inoltre un piano dettagliato per i tamponi.

 

I giocatori che potevano entrare nel tabellone da 128 qualificati (di solito riuscivano a entrare quelli con un ranking fino al posto n.250) avevano fatto capire di non voler accettare l’idea di dover fare 15 giorni di quarantena in Australia stando in una camera d’albergo per 19 ore salvo le 5 ore consentite per gli allenamenti prima di giocare (e magari perdere alla prima partita) le qualificazioni. Ora però si pongono alcuni problemi logistici, ancora irrisolti. Il primo riguarda la sede in cui si svolgeranno le qualificazioni. Si parla di tre città: Dubai, Singapore, Los Angeles.

Come si legge dagli estratti dei documenti ufficiali, Tennis Australia ha comunicato ai giocatori che per avere più possibilità di trovare dei posti per giocatori e allenatori sui voli per Melbourne, organizzerà “se necessario dei voli charter da Dubai, Singapore e Los Angeles”. Nella discussione sulla sede entreranno ovviamente anche le valutazioni di ATP e WTA sui tornei in programma nelle prime due settimane di gennaio e del mese di febbraio, che rischiano di subire tantissimo l’impatto dei protocolli australiani. Il torneo ATP di Doha è al momento confermato dal 4 all’11 gennaio, mentre l’ATP 500 di Dubai (una delle possibili sedi delle qualificazioni) dovrebbe iniziare il giorno dopo la finale dell’Australian Open (22 febbraio) e rientrava tra il gruppetto di tornei per cui si valutava un anticipo a gennaio.

Secondo le indiscrezioni pubblicate da Fiorino su Twitter, c’è anche una bozza di calendario per quanto riguarda i tornei di preparazione all’Australian Open. Si sfrutterebbe la settimana libera tra la quarantena e il torneo Major, ovvero quella tra 1 e 7 febbraio. Qui potrebbero giocarsi l’ATP Cup o un ATP 750 (+ un ATP 250) e due tornei WTAdi categoria 250 e 500. Ancora però su questo fronte non c’è tanta chiarezza.

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Australian Open 2021: aiuti dal governo e 5 ore al giorno per allenarsi in quarantena

Tennis Australia pagherà il viaggio e l’alloggio dei giocatori, che avranno cinque ore al giorno per allenarsi. Il governo della Victoria aiuterà lo Slam a sostenere le spese: “Ma ci aspettiamo qualcosa in cambio”. Inizio l’8 febbraio 2021

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Panoramica di Melbourne Park - Australian Open 2017 (foto di Roberto Dell'Olivo)

Tennis Australia sta trattando con il governo della Victoria (lo stato della federazione in cui si svolge l’Happy Slam) per ottenere un supporto economico in virtù dei costi aggiuntivi dettati dallo spostamento di tre settimane dell’inizio del torneo (dal 18 gennaio all’8 febbraio) e dalla copertura dei costi di trasporto e alloggio garantita ai giocatori. La notizia è stata riportata dal quotidiano di Melbourne “The Age”.

Ricordiamo che il prize money dovrebbe rimanere invariato a 71 milioni di dollari, cosa che a fronte di introiti ridotti comporta un ulteriore sacrificio finanziario; a questo si aggiunge il fatto che tra la fine della quarantena e l’inizio del torneo passerà una settimana, e questo significa che il numero di tornei di preparazione programmabili non basterà a colmare il buco lasciato dagli eventi cancellati o spostati a Melbourne (la ATP Cup, i tornei WTA di Brisbane ed Hobart e i combined di Canberra ed Adelaide).

Il tesoriere dello stato, Tim Pallas, ha confermato nella nottata italiana che il governo locale aiuterà la federtennis perché il torneo è estremamente importante per l’economia locale e non solo: L’Australian Open ha un’importanza vitale per la nostra programmazione sportiva, ed è altrettanto importante per Tennis Australia e per la sua sostenibilità. Per questo motivo siamo consapevoli della necessità di discutere con loro quale possa essere il giusto riconoscimento per lo sforzo che stanno sostenendo per organizzare l’evento”.

 

Ha poi aggiunto: “Ho detto chiaramente che mi aspetto qualcosa in cambio per lo stato della Victoria in virtù di questi accordi. Stiamo lavorando per coadiuvare Tennis Australia nell’organizzare questo grande evento sportivo: essenzialmente ci saranno un costo per lo stato e uno per la federazione tennis in virtù dello spostamento temporale; saremo felici di supportare lo svolgimento in sicurezza del torneo”.

Pallas non ha voluto confermare la data d’inizio del torneo (ancora ufficiosa), ma ha parlato dell’incarico di coordinare la quarantena degli atleti, che è stato assegnato al responsabile della sanità locale, Brett Sutton: “Sta facendo il suo lavoro, assicurandosi che le condizioni per l’isolamento dei giocatori siano soddisfatte”. Per il momento, gli accordi sembrano vertere su queste condizioni:

  • una finestra giornaliera di cinque ore per allenarsi, comprensive di preparazione sul campo e in palestra e di momenti per i pasti – i giocatori dovranno rimanere in camera per il resto della giornata
  • un tampone negativo eseguito due giorni prima della partenza per l’Australia (che avverrà fra il 15 e il 17 gennaio), a cui ne faranno seguito altri cinque durante i 14 giorni di quarantena
  • l’amministrazione locale si occuperà dei loro spostamenti da e verso i circoli, Melbourne Park e l’Albert Reserve Tennis Centre. Potranno essere accompagnati da un solo membro del loro team più un altro giocatore e relativo preparatore/coach.

Non ci sono ancora novità, invece, per quanto riguarda il pubblico: la regione è ormai alla soglia delle cinque settimane di fila senza casi (non ve ne sono neanche di attivi pregressi), e come riportato qualche settimana fa c’è ottimismo sulla possibilità di far disputare l’evento a capienza ridotta (altri eventi sportivi in programma nell’area, come il Boxing Day Test di cricket, accoglieranno una fetta di pubblico), ma è presumibile che una decisione finale in merito potrà essere presa solo nel momento in cui il trend sarà confermato in prossimità dell’8 febbraio, anche se Craig Tiley ha parlato di quando e non di se in relazione alla messa in vendita dei biglietti, mostrando un certo ottimismo.

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L’Australian Open inizierà l’8 febbraio 2021: manca solo l’ufficialità

Il primo Slam dell’anno si giocherà dall’8 al 21 febbraio 2021. Lo ha comunicato Tennis Australia ai giocatori, che potranno arrivare a Melbourne da metà gennaio. Si giocherà in Europa e Sud America nei quindici giorni precedenti?

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Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Si attende solo la conferma ufficiale da parte di Australian Open, Tennis Australia e governo di Victoria. Poi potremmo ufficialmente cerchiare col pennarello rosso la data dell’8 febbraio nel calendario 2021, il giorno in cui secondo gli ultimi aggiornamenti forniti da The Age e L’Equipe dovrebbe prendere il via il primo Slam dell’anno a Melbourne. Craig Tiley, CEO di Tennis Australia, ha inviato una nota ai giocatori con tutte le indicazioni che, si spera, verranno a breve confermate. Sembra inoltre sicuro che il prize money non subirà dei tagli (rimarrà 71 milioni di dollari): si ragiona su un aumento per i premi dei primi round, con la retribuzione per il primo turno che potrebbe essere aumentata a 100mila dollari.

L’ARRIVO – La notizia più importante che compare tra le linee guida è la possibilità per i giocatori (confermata dall’ATP) di allenarsi durante la quarantena. Una vittoria per Tiley e Tennis Australia, che si sono battuti sin dall’inizio per scongiurare il pericolo che in quei 14 giorni gli atleti dovessero stare fermi in hotel a ridosso del Grande Slam. I protagonisti dell’evento arriveranno con voli charter tra il 15 e il 17 gennaio: Tennis Australia ha confermato che pagherà per i voli dei team, per i pasti e per gli alloggi. Alloggi in cui i giocatori potranno passare i 14 giorni di quarantena, che scatteranno dal momento in cui arriverà l’ultimo iscritto al torneo.

I TEST – I tamponi verranno effettuati il primo giorno di quarantena, poi di nuovo il terzo, il settimo, il decimo e infine l’ultimo giorno. Se il giocatore sarà negativo al primo test, potrà iniziare ad allenarsi dal secondo giorno di quarantena assieme a un solo altro collega e al proprio allenatore. Questa sarà la prassi durante la prima settimana. Se il giocatore sarà negativo anche al secondo e al terzo tampone, potrà allenarsi in gruppi da due a quattro. Durante queste due settimane il tempo che si potrà passare fuori dagli alloggi sarà limitato a cinque ore: due per recarsi gli allenamenti, due per andare in palestra e un’ora per i pasti. Dunque gli spostamenti saranno limitati a Melbourne Park e all’Albert Reserve Tennis Centre.

 

E I TORNEI DI FEBBRAIO? – Con questa nuova collocazione in calendario, lo Slam di Melbourne metterebbe in serio pericolo i tornei che si svolgono nel mese di febbraio. Nel circuito ATP sono in programma anche quattro ‘500’ in questo periodo (Rotterdam, Rio, Dubai e Acapulco), mentre i tornei più grossi del circuito WTA sono i Premier di San Pietroburgo, Doha e Dubai. Se venissero confermate le linee guida di Tennis Australia, tutti questi tornei (insieme a quelli di categoria inferiore) potrebbero, anzi dovrebbero, valutare un anticipo in calendario. Gli slot disponibili sono in quelle prime due settimane di gennaio, dove prima erano in programma ATP Cup e vari tornei di preparazione all’Open d’Australia. Ma dal momento in cui i giocatori arriveranno in Australia il 15 gennaio, sicuramente ci saranno due settimane vuote.

Si vocifera di un calendario provvisorio per i primi tre mesi del 2021 che potrebbe essere rilasciato nei prossimi giorni. Se tanti tornei vorranno anticipare, dovranno comunicarlo in fretta per poter consentire agli atleti di organizzare la preparazione e gli spostamenti. Tuttavia potrebbero anche spingere per una soluzione simile. Tanti tennisti hanno chiuso la stagione a inizio novembre e, visto il rinvio all’8 febbraio dell’Australian Open, è possibile che non vogliano stare fuori così a lungo. Inoltre potrebbero continuare ad allenarsi indoor senza problemi, perché tanti tornei di febbraio (come Rotterdam, Montpellier, Marsiglia) si giocano al coperto. Poi ci sarà tempo per allenarsi outdoor sotto il sole australiano. Ancora però non si hanno notizie dei tornei di preparazione all’Open di Melbourne, ma c’è spazio per inserirli nella settimana dall’1 all’8 febbraio se tutti avranno smaltito la quarantena.

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