Australian Open: i giocatori potranno allenarsi durante la quarantena. Niente ATP Cup

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Australian Open: i giocatori potranno allenarsi durante la quarantena. Niente ATP Cup

Questa concessione scongiurerebbe il rischio di rinunce da parte dei migliori giocatori. Non si giocheranno ATP Cup e torneo juniores

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Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Pur con la data d’inizio dell’Australian Open apparentemente destinata a slittare di una o più probabilmente di due settimane, durante la nottata sarebbe comunque arrivato un significativo passo avanti: come riporta The Age, un quotidiano di Melbourne, ai giocatori sarà consentito allenarsi durante i 14 giorni della quarantena, anche se non vi sono ancora dettagli su quali strutture li potrebbero ospitare e consentir loro di prepararsi. I giocatori arriverebbero Down Under alla fine della prima settimana dell’anno nuovo, e avrebbero il nulla osta immediato per mettersi al lavoro, ancorché rispettando le regole pensate da Tennis Australia e dal governo locale e rimanendo separati dalla comunità locale.

Stando all’articolo originale, la possibilità di allenarsi è stata uno dei punti più rilevanti della trattativa fra autorità locali e sindacati dei giocatori, a maggior ragione nel periodo immediatamente successivo alla off-season, quando la condizione è comprensibilmente non al meglio e 15 giorni di pausa potrebbero causare non pochi problemi. Un regime di questo tipo scaccerebbe il pericolo di un torneo senza star, come ha sottolineato John Millman, N.2 australiano.

“Non si può star fermi due settimane e poi giocare l’Australian Open, nessun giocatore lo farebbe. Il nostro corpo è quello che paga le bollette, e andare da zero a cento in un attimo farebbe aumentare il rischio di infortuni. Se il governo decidesse altrimenti, il torneo probabilmente salterebbe, o almeno io la vedo così. I giocatori non accetterebbero una quarantena dura dopo essere stati esposti al virus per gran parte dell’anno”.

L’ATP avrebbe comunicato ai giocatori con una nota che la quarantena inizierà probabilmente l’8 gennaio, ma allo stesso tempo avrebbe consigliato di non prenotare ancora il viaggio per sicurezza. Secondo l’articolo, il messaggio reciterebbe: “Al momento ci sono ancora limitazioni sul numero di persone che possono entrare nel Paese. Un rinvio di una o due settimane dell’Australian Open è ancora probabile. Saranno presto annunciate le decisioni definitive sui protocolli anti-Covid e sulle procedure da adottare in caso di avvenuto contatto con un positivo, nonché quelle sul numero di persone che potranno accompagnare i giocatori”.

 

Mentre il rinvio al primo febbraio sembra ancora l’esito più probabile, ci sono ancora diverse ipotesi sul tavolo: la data di inizio potrebbe anche essere il 25 gennaio (solo una settimana dopo quella originale, una soluzione che sarebbe gradita al mercato televisivo e ai tornei del secondo mese dell’anno, per i quali al momento si sta come d’autunno), e non si sa ancora se si potranno giocare le qualificazioni.

Oggi è il ventottesimo giorno di fila senza casi nello Stato della Victoria, dove si trova Melbourne, e le autorità locali vogliono accertarsi che la situazione non cambi. Per questo motivo, alcuni eventi accessori, come la ATP Cup e l’Australian Open junior, non si giocheranno, mentre il torneo Wheelchair sembra potersi salvare. Allo stesso tempo, però, si dovrebbero disputare alcuni tornei di preparazione fra la fine della quarantena e l’inizio dello Slam.

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Australian Open, caos Covid-19: ci sono nuovi positivi? No conferme su tennisti coinvolti

Lo Stato di Victoria comunica 4 nuove positività, di cui tre relative al torneo. In totale siamo a sette. Tennis Australia smentisce, parlando di cariche virali non contagiose a seguito di guarigioni. La quarantena, in ogni caso, è confermata

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C’è un giallo sui nuovi (presunti?) casi di positività al Covid-19 legati all’Australian Open. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dallo Stato di Victoria, dei quattro nuovi casi emersi nelle ultime 24 ore, tre sarebbero collegati al torneo; in particolar modo si tratterebbe di due tennisti e una persona a loro collegata (una donna di 20 anni e due uomini di 30, in una comunicazione che non specifica le identità). Il condizionale rimane però d’obbligo, visto che Tennis Australia si è affrettata a precisare che due delle quattro positività sono state poi riclassificate in avvenute guarigioni (evidenza di un residuo di carica virale non contagiosa). Un po’ quello che era accaduto nei giorni scorsi a Tennys Sandgren, autorizzato a salire su uno dei voli diretti in Australia dopo aver dimostrato che il Covid-19 se l’era già messo alle spalle.

In questo caso però si parla di controlli effettuati sul territorio australiano, dove vengono utilizzati – è quanto emerge, al netto dei dettagli scientifici da chiarire – test “molto sensibili”. Secondo Craig Tiley, numero uno della federazione australiana, nessuno dei casi di positività effettiva riscontrati e associati al torneo riguarderebbe un giocatore (ma soltanto componenti degli staff, più un assistente di volo).

Ricapitolando: sono emerse tre nuove positività collegate al torneo, due delle quali ‘riclassificate’ in casi di infezioni superate con annessa guarigione. L’ipotesi che siano coinvolti dei tennisti – si è parlato di due – non è stata confermata.

METODO – In ogni caso, se si guardano i dati diffusi dalle autorità locali, il conteggio delle positività è salito a sette. La questione delle riclassificazioni lascia però aperti degli interrogativi sul metodo. Secondo i protocolli italiani per lo sport professionistico, la positività al tampone molecolare rimane tale a prescindere dalla carica virale (al netto della polemica sulla necessità di uniformare i laboratori d’analisi). Quella al tampone antigenico rapido è ritenuta attendibile ma va confermata dal molecolare, mentre è il test sierologico a svelare la presenza di anticorpi in caso di avvenuto contagio (determinanti per l’autorizzazione a scendere in campo rimangono però sempre i tamponi di controllo).

In Australia, a questo punto, quantomeno la comunicazione delle positività risponde ad altre logiche. Secondo quanto riferito da Brett Sutton, responsabile sanitario locale, anche due dei primi quattro casi individuati (un uomo di 30 anni e un altro di 50) sarebbero stati considerati, in una seconda fase, guarigioni avvenute. La riclassificazione però – è stato specificato – non libera dall’obbligo della quarantena, insieme ai partecipanti agli stessi voli ritenuti “contatti stretti”.

 

APERTURE – All’ultimo aggiornamento, i tennisti rinchiusi in hotel e quindi privati degli allenamenti erano 72 (qui elencati). “Non sono previste scorciatoie“, ha precisato Sutton, dopo che erano state respinte nella giornata di ieri le richieste di allentamento delle misure avanzate da Novak Djokovic a nome dei giocatori (e con l’appoggio di Tennis Australia). Pur nella rigidità che da quelle parti abbiamo imparato a conoscere, va registrato – lo riporta 9news.au – l’atterraggio nella notte del primo volo da Sydney a Melbourne e come 25 dipartimenti dell’area di Sydney siano passati dalla zona rossa a quella arancione. A Melbourne, i controlli sui presenti negli hotel della quarantena rimangono però strettissimi e quotidiani. Vincenzo Santopadre ha raccontato di essere stato sottoposto a quattro tamponi in cinque giorni.

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Australian Open, quattro nuovi positivi: c’è anche un tennista. La lista di chi è in isolamento

Non si conosce ancora il nome dell’atleta. I quattro dovrebbero essere legati ai tre voli che hanno già avuto dei casi di coronavirus. Ma c’è l’ipotesi di positività sul volo che ha portato Errani e Cocciaretto a Melbourne

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Garbine Muguruza, in isolamento a Melbourne (dal suo profilo Twitter)

Sale il conto dei positivi al tampone fra i partecipanti all’Australian Open. Ai cinque casi già ravvisati su tre voli charter da Los Angeles, Doha ed Abu Dhabi se ne sono aggiunti altri quattro, e stavolta c’è anche un tennista, di cui però non è stato ancora fatto il nome.

A confermarlo è stato Brett Sutton, Chief Health Officer dello stato del Victoria: “Sono nuovi casi riportati oggi. Credo ci sia anche un giocatore fra di loro. Credo che siano tutti stati esposti al virus prima di imbarcarsi sui rispettivi voli“. Come riporta Fox Sports, in ogni caso, secondo Sutton i quattro sarebbero tutti arrivati con i tre voli di cui sopra (l’esperto non ha comunque espresso certezza assoluta su nessuna di queste informazioni), e questo significa che non sarà necessario sottoporre altri giocatori al regime più duro della quarantena.

Il dato di fatto è che qualsiasi spiraglio per un ammorbidimento delle regole è chiuso, come ha confermato stamattina il primo ministro dello stato Daniel Andrews: “Tutti sapevano quali fossero le regole, e non ci saranno modifiche, perché sono il frutto dei consigli dei nostri esperti di salute pubblica. So che un po’ di giocatori hanno parlato delle regole in atto. Be’, quello che posso dire è che valgono per loro così per il resto della popolazione, sono stati avvisati prima di venire qui. Nessuno ha un trattamento speciale perché il virus non riserva un trattamento speciale per nessuno“. Anche un poco velato riferimento alla lista di richieste di Djokovic da parte di Andrews: “Chiunque è libero di fare delle richieste, ma la risposta è no“.

 

CHI NON PUO’ ALLENARSI

Ricapitolando, quando in Australia ormai è già passata la mezzanotte ed è ormai matedì, le notizie ufficializzate dall’organizzazione del torneo riguardano tre voli atterrati a Melbourne, partiti rispettivamente da Los Angeles, Doha e Abu Dhabi, nei quali siano stati riscontrati positivi a bordo. Da queste positività è scaturito l’isolamento e il divieto di allenarsi per 72 tennisti, dei quali conosciamo la maggior parte dei nomi (si ringrazia la newsletter Lo Slalom per averli riepilogati).

UOMINI

Da Los Angeles: Kei Nishikori, Tennys Sandgren, Marcelo Arevalo, Santiago Gonzalez, Guido Pella, Juan Ignacio Londero, Vasek Pospisil, Artem Sitak, Nicolas Monroe, Pablo Cuevas, Philipp Oswald, Marcus Demoliner, Marcus Daniell.

Da Doha: Alexandre Muller, Carlos Alcaraz, Aslan Kratsev, Sergiy Stakhovsky, Elias Ymer, Quentin Halys, Kimmer Coppejeans, Michael Mmoh, Tomas Machac, Mario Vilella Martinez, Cedric-Marcel Stebe, Viktor Troicki, Roman Safiullin, Botic Van de Sandschulp, Bernard Tomic, Henri Laaksonen e Maxime Cressy.

DONNE

Da Los Angeles: Victoria Azarenka, Sloane Stephens, Lauren Davis, Bethanie Mattek-Sands, Christina McHale.

Da Abu Dhabi: Bianca Andreescu, Angelique Kerber, Anastasia Potapova, Svetlana Kuznetsova, Ons Jabeur, Donna Vekic, Marta Kostyuk, Belinda Bencic, Paula Badosa, Elena Rybakina, Karolina Pliskova, Maria Sakkari, Garbiñe Muguruza, Sofia Kenin, Sorana Cirstea, Dayana Yastremska, Yulia Putintseva, Barbora Krejcikova, Anett Kontaveit, Aryna Sabalenka, Oksana Kalashnikova.

Garbine Muguruza, in isolamento a Melbourne (dal suo profilo Twitter)

IPOTESI DI QUARTO E QUINTO VOLO

Nella giornata di domenica è circolata la notizia di un positivo a bordo del volo (sarebbe il quarto volo ad essere coinvolto) che ha portato, tra gli altri, Djokovic e Nadal ad Adelaide; si tratterebbe del fisioterapista di Krajinovic, che si allenerà con il numero uno del mondo, ma in realtà l’allarme è rientrato poiché è stata attestata soltanto la positività al test sierologico, che non implica rischio di contagio, e dunque nessun ulteriore isolamento è stato disposto.

In un articolo firmato da Stephanie Myles su Opencourt.ca, inoltre, è stata avanzata l’ipotesi di un quinto volo coinvolto – quello partito venerdì da Dubai con a bordo, oltre alla stessa giornalista che si stava recando alla volta di Melbourne, anche le tenniste che hanno superato le qualificazioni. Tra queste ci sarebbero anche Sara Errani ed Elisabetta Cocciaretto, ma la notizia per il momento non è stata confermata dal torneo.

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Australian Open, cancellati gli allenamenti a Melbourne fino alle 15:30

I coach di Berrettini e Travaglia confermano problemi con i trasporti. Chiesto al gruppo di Adelaide di non postare foto e video degli allenamenti per evitare accuse di favoritismo

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Matteo Berrettini - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Proseguono le difficoltà per i tennisti in quarantena a Melbourne. Oggi, infatti, sono stati cancellati tutti gli allenamenti previsti prima delle 15:30 per problemi con i trasporti organizzati dal governo locale. Tenendo a mente che 72 giocatori sono già impossibilitati ad allenarsi per via della quarantena più dura, questo significa che la percentuale di tennisti che si sono potuti allenare nella giornata di oggi è decisamente bassa.

La notizia è stata confermata ad Ubitennis da due allenatori italiani presenti in Australia: Simone Vagnozzi, quello di Stefano Travaglia, ha precisato quale sessione fosse stata cancellata e aggiunto che “c’è molto caos, speriamo migliori nei prossimi giorni”, mentre Vincenzo Santopadre, allenatore di Matteo Berrettini (che si allenerà domani dalle 17 alle 19), ha detto: “Ci sono stati problemi organizzativi, credo che il governo abbia imposto restrizioni sempre più rigide e l’organizzazione ha avuto problemi con la transportation. Tanti allenamenti, soprattutto quelli a Flinders Park (non quelli ad Albert Park) sono saltati. Noi dovevamo uscire dalla stanza alle 10, e invece credo abbia giocato solo chi aveva la seduta nel tardo pomeriggio”. 

In aggiunta, Jon Wertheim di Sports Illustrated ha pubblicato la lettera inviata dall’ATP (che, ricordiamo, è coinvolta solo parzialmente nell’organizzazione della stagione Down Under, visto che lo Slam è sotto l’egida dell’ITF e di Tennis Australia) ai coach e agli agenti in merito alla questione spostamenti:

 

“Vogliamo rassicurarvi sul fatto che stiamo cercando incessantemente di migliorare le condizioni per i giocatori, laddove possibile. Siamo consapevoli del fatto che al momento ci siano problematiche importanti per i giocatori. Finora, l’informazione fornitaci è che il sistema di trasporti operato dal governo stia creando delle difficoltà, causando la cancellazione di alcune sessioni d’allenamento. Tennis Australia sta lavorando giorno e notte per cercare di risolvere il problema con urgenza. Ieri l’ATP ha chiesto a gran voce a Tennis Australia di fornire più supporto ai quei giocatori che saranno sfortunatamente costretti a rimanere chiusi in camera per 14 giorni, così come a tutti gli altri giocatori“.

Inoltre, Luca Fiorino di Supertennis ha riportato che una video-chiamata fra i giocatori e gli organizzatori si sarebbe svolta verso le 9:30 di stamattina (le 19:30 di Melbourne), anche se l’orario parrebbe un po’ scomodo per chi si allena attorno a quell’ora, e in più non è stato chiarito da quale organo governativo (se ATP, Tennis Australia o governo locale) sarebbe stata organizzata la call.

Nel frattempo, proseguono gli allenamenti per il gruppo di 50 persone in isolamento ad Adelaide; nella giornata di sabato, 9News Adelaide ha infatti pubblicato un video che mostra Djokovic e Nadal in arrivo al circolo prestabilito.

I problemi che si stanno verificando a Melbourne hanno però esacerbato la polemica sui presunti favoritismi riservati a questo gruppo selezionato (secondo un articolo di oggi del Telegraph sarebbe stato consentito loro di portare entourage ben oltre le due persone concesse agli altri giocatori), e per questo motivo sarebbe stato chiesto ai membri del gruppo di Adelaide di non pubblicare troppe foto e video degli allenamenti per non alimentare le polemiche – Naomi Osaka, per esempio, ha dovuto rimuovere dai social media il video da cui è tratto questo fermo immagine:

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