Cocciaretto: "Il ranking è solo una conseguenza dei miglioramenti nel gioco"

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Cocciaretto: “Il ranking è solo una conseguenza dei miglioramenti nel gioco”

“Non conosco Bouchard, vincerà la migliore”, ha detto la classe 2001 in vista della semifinale di Guadalajara

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Elisabetta Cocciaretto - Guadalajara 2021 (foto PrensaZapopan2021)

Elisabetta Cocciaretto si è soffermata lungamente in conferenza stampa in seguito alla netta vittoria ottenuta contro Lauren Davis nei quarti di finale del torneo di Guadalajara che le ha dato la prima semifinale WTA della sua carriera. Questo il suo responso sulla partita di ieri notte: “La cosa più importante era rubarle il tempo e pensare solamente al mio gioco. Faceva veramente caldo, e ho cercato di stare più vicina perché altrimenti mi avrebbe fatto correre, vista anche l’altura che favorisce un gioco più aggressivo. Sapevo di dover sfruttare le chance che mi dava, perché lei è più esperta di me e sapevo che avrebbe gestito meglio i punti importanti. So che il punteggio può sembrare netto, ma sono dovuta rimanere lì su tutti i punti“.

Al momento della conferenza stampa non si sapeva ancora il nome della sua prossima avversaria (Bouchard ha successivamente vinto contro McNally), ma per Coccia non ha grande importanza: “In semifinale dovrò alzare il livello sia per quanto riguarda il mio gioco che la soglia d’attenzione. Non conosco bene Bouchard; posso solo dire che vincerà la migliore”. E un’altra cosa a cui preferisce non pensare è la classifica. Il risultato di questa settimana le ha già assicurato il best ranking al 112 WTA, e se dovesse fare altra strada in Messico arriverebbero vette ancora più alte, ma fa tutto parte del percorso: “Il ranking è una conseguenza delle buone partite che sto facendo, l’importante è migliorare il mio gioco. Tecnicamente devo migliorare tutto, soprattutto il servizio e la capacità di andare verso la palla con i due colpi a rimbalzo, soprattutto su campi così rapidi”.

IL PERCORSO DI CRESCITA

La marchigiana ha vinto cinque partite questa settimana (compresi gli ultimi nove set giocati), ed è questa costanza che la rende più felice: “Sono molto contenta, mi sono concentrata sul pensare partita per partita e punto per punto, magari non sono riuscita a farlo sempre ma comunque sono soddisfatta del mio atteggiamento. Sia Laura Davis che Podoroska sono delle grandi giocatrici, sono solo contenta di stare in campo con loro. Avrò più autostima non tanto nel mio gioco, ma piuttosto nella mia capacità di stare in campo e di rimanere continua durante la settimana. Devo sempre riuscire a dare il meglio”.

 

Ha poi ulteriormente elaborato il concetto: “La mia stagione è iniziata a Dubai, dove sono riuscita a qualificarmi per l’Australian Open. A Melbourne non ho dato il massimo, ma è stata un’esperienza importante perché ho visto come lavorano le altre giocatrici. Nadia è un grande esempio per me: a settembre l’ho battuta a Praga in semifinale, ma la settimana successiva lei ha vinto un torneo, mentre io ho perso nelle qualificazioni ad Istanbul. Il mio obiettivo è di avere il miglior ranking che posso e di giocare al meglio, perché ho solo 20 anni, devo ancora imparare tanto. Sto iniziando a capire che perdere un punto non è una tragedia, c’è sempre quello successivo, e lo stesso vale per i tornei“.

Da buona studentessa università, durante la settimana Cocciaretto ha spesso guardato un’agendina durante i cambi di campo; nella conferenza di ieri ha spiegato: “Sono i miei appunti su ciò che devo fare in campo, perché a volte me lo dimentico!”

L’ASCESA DELLE NUOVE LEVE

Settimana scorsa, Clara Tauson (più giovane di Cocciaretto di un anno) ha vinto il suo primo torneo a Lione, e non è la sola giocatrice sotto i 20 anni ad aver ottenuto grandi risultati di recente – come vive l’azzurra l’ascesa delle coetanee? Io e Clara Tauson siamo molto amiche, la conosco da quando siamo piccole perché veniva in Italia a giocare, e lo stesso vale per Juvan e Fernandez. Per me questa è una grande motivazione, perché loro sono più professionali di me, e mi dimostrano quello che devo fare per raggiungerle, e mi dico che se loro sono riuscite a raggiungere questi risultati allora posso farlo anch’io“.

Secondo lei, la sfida più grande è il passaggio fra junior e pro che fagocita così tanti grandi talenti: Quello che cambia fra junior e professionisti è la professionalità, sia in campo che fuori. I pro mangiano bene e dormono bene, e in campo rimangono sempre concentrati. Io non ero così, e il mio allenatore mi diceva sempre: ‘Sei un’atleta, se ti comporti bene fuori dal campo darai il massimo dentro'”.

Per sua fortuna, però, non è mai stata lasciata sola in questo delicato frangente: “I rappresentanti della Federtennis mi hanno aiutata molto per il lavoro sul campo, mentre il mio allenatore [Fausto Scolari, ndr] mi ha aiutato tanto fuori. Senza la Federazione non sarei così. Ho iniziato da pochissimo a lavorare con un mental coach a Formia [città in provincia di Latina dove Cocciaretto si allena in un centro federale], ma è Fausto che decide cosa fare, il grosso del lavoro lo fa lui”.

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ATP Masters 1000 Roma, l’entry list: assente Roger Federer

Assente il campione svizzero, ma nella lista figurano tutti gli altri top player. Quattro italiani avranno accesso diretto al main draw: Berrettini, Fognini, Sinner e Sonego

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Roger Federer - Roma 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Con Torino pronta ad accogliere i migliori tennisti del mondo a novembre tra ATP Finals e Coppa Davis, anche la città di Roma, in primavera, vuole fare bella figura. Dal 9 al 16 maggio partiranno gli Internazionali d’Italia, torneo storico ‘combined’ che si disputa sulla terra rossa del Foro Italico. È stata comunicata l’entry list del torneo maschile, che vedrà protagonisti – come otto mesi fa – i migliori tennisti del mondo. La notizia è che mancherà per il secondo anno consecutivo Roger Federer. Dopo il suo ritorno a Roma nel 2019, lo svizzero ha deciso di saltare l’appuntamento del Foro anche quest’anno.

Troppo incerta la sua condizione fisica in seguito allo stop causato dall’intervento al ginocchio. Il Federer visto a Doha ha soprattutto bisogno di allenarsi, meno di mettere partite nelle gambe. Da qui la decisione, per ora, di non giocare a Roma. La terra resta comunque una superficie che potrebbe aiutarlo, non sollecitando le articolazioni quanto il cemento. Roger infatti figura ancora nell’entry list del Mutua Madrid Open (30 aprile-9 maggio), un torneo che si addice un pelo di più alle sua caratteristiche dal momento che lo si gioca in altura e può giocare qualche scambio di più in velocità. Se deciderà di saltare definitivamente la stagione su terra, dovrebbe tornare a giugno in occasione dell’ATP 500 di Halle, dove sembra quasi sicura una sua partecipazione nonostante l’assenza del pubblico.

Per il resto troveremo nella Città Eterna tutti i nomi più importanti del circuito ATP, a partire dal campione in carica Djokovic. Presenti anche Nadal e Thiem, due che a Roma hanno dato spettacolo nelle scorse stagioni. Da tenere d’occhio anche Diego Schwartzman, finalista nel 2020, capace di battere Nadal nei quarti di finale. Per quanto riguarda i tennisti italiani, nell’entry list figurano Matteo Berrettini, Fabio Fognini, Jannik Sinner e Lorenzo Sonego. È però molto probabile che qualche altro azzurro entrerà in tabellone grazie a una wild card. Nonostante figuri tra gli “alternates” pronti ad approfittare di eventuali forfait per saltare il torneo di qualificazione, non dovrebbe esserci nemmeno Nick Kyrgios, che non ha intenzione di giocare sulla terra battuta.

 

Ancora non è stato comunicato nulla di ufficiale per quanto riguarda la presenza o meno del pubblico. Il presidente della FIT Binaghi ha dichiarato un paio di settimane fa che è possibile riproporre la soluzione dei 1000 spettatori al giorno vista a settembre, ma anche organizzare un piano che prenda in considerazione la parte di popolazione già immune al Covid-19.

L’entry list aggiornata

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I segreti di Sonego, l’antidivo del tennis che non aspetta più (Paolo Rossi, Repubblica)

Lorenzo diventa numero 28 e allunga l’onda verde dell’Italia L’allenatore Arbino: “Nella sua testa sa di essere fortissimo”. Un articolo di Paolo Rossi

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Lorenzo Sonego - ATP Cagliari 2021 (via Twitter, @atptour)

A 48 ore dal trionfo di Lorenzo Sonego sulla terra di Cagliari, dove il tennista torinese ha vinto singolare e doppio, vi proponiamo un suo elogio scritto dal collega Paolo Rossi su ‘Republica’


L’eleganza del riccio: Lorenzo Sonego. La persona più riservata del mondo, il tennista dal cuore grande così. Torinese con Dna granata. Il «rematore», come una volta lo ha tecnicamente definito Gipo Arbino (il mentore, coach con la pipa), regala all’Italia della racchetta una statistica che mancava dal 1977: 4 azzurri nei primi 30 con la settimana da sogno in Sardegna, vincitore del singolare contro il serbo Djere (2-6, 7-6, 6-4) e del doppio (con l’amico Andrea Vavassori). Dopo Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, ecco Berrettini, Fognini, Sinner e Sonego, n. 28. Chapeau. Come l’applauso, accompagnato dallo sguardo complice, che proprio Arbino gli ha riservato dopo la finale. Un gesto-sigillo, tipo “Va bin. Missione compiuta“. Per raccontare questo atleta che festeggerà i 26 anni a Roma, l’l1 maggio, non si può scinderlo dal suo coach. Perché questa è una storia Made in Torino. Cominciata grazie a un papà giocatore amatoriale (Giorgio Sonego), amico di un geometra malato dello sport della racchetta (Gipo Arbino). Quest’ultimo per vivere vendeva prodotti antiruggine, prima di mandare al diavolo un lavoro certo per una scommessa: essere coach di tennis. Così diventa leggenda il primo incontro con il bimbo Lorenzo, anni 10. Dopo un paio di palleggi Arbino disse a Sonego senior: «Perché mi hai detto che non aveva mai toccato la racchetta?». Non era una bugia, ma solo il talento di un ragazzino mingherlino che faticava a reggere il peso della racchetta, già luminoso.

«Tanta acqua è dovuta passare sotto i ponti» ricorda Arbino. Ad esempio, il rovescio: modificato in bimane per ragioni di efficacia. Come certe filosofie tattiche: «All’inizio era un attendista, aspettava l’errore. Un rematore. Quindi gli chiesi di essere più aggressivo, ma a volte commetteva l’errore opposto: tirava tutto sempre». Serviva pazienza. Ma tra torinesi ci si intende, soprattutto se c’è fiducia, comprensione e tempo a disposizione. «A me, onestamente, dei riflettori poco importa: l’importante è lavorare bene con il mio team, con chi mi vuole bene. Mi tengo il mio cono d’ombra». Questo ha detto ieri Sonego dopo il trionfo sardo. Altro che delirio di onnipotenza: i cinque minuti di popolarità non sono il suo target. Le ATP Finals, a fine anno proprio a Torino, sì. «Sarebbe bello, ma devo lavorare tanto». Si terrà questi ricordi («questa settimana resta con me per sempre») e passa già oltre: Montecarlo chiama, insieme agli altri 8 azzurri in tabellone, ma la stagione sul rosso promette bene per un tennista polivalente che può vantare un trionfo sull’erba, una finale sul veloce indoor e, adesso, un titolo sulla terra rossa. «Anche se parla poco, tra me e lui c’è un feeling eccezionale a livello di simpatia, stima e affetto». Arbino spiega: «Lorenzo si adatta alle situazioni, non patisce l’essere fuori casa per mesi: nella sua testa c’è una sola convinzione, quella di poter diventare fortissimo». Basta un pizzico di fantasia.

 

Paolo Rossi su ‘Repubblica’ del 12 aprile 20201

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Montecarlo, quote martedì 13 aprile: favoriti Sinner e Berrettini, è dura per Sonego

Scende la quota di Fognini contro Kecmanovic, sale quella di Ceck. Ostacolo Carreño Busta per Travaglia, big match Tsitsipas-Karatsev

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Jannik Sinner - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Nel martedì di Montecarlo si cercherà di recuperare quanto più tennis possibile, vista la pioggia che ha imperversato nella giornata di lunedì e ha concesso solo poche ore di gioco. In programma le prosecuzioni di alcuni incontri interrotti e i recuperi di ieri, con l’obiettivo di concludere i primi turni e inaugurare i secondi.

Tocca quindi al campione in carica Fabio Fognini, atteso dal serbo Miomir Kecmanovic e la cui quota è scesa da 1,77 a 1,57, mentre è diminuita la fiducia in Marco Cecchinato, ora leggermente sfavorito contro il tedesco Dominic Koepfer. Invariata la situazione per Dimitrov-Struff (favorito il bulgaro a 1,57) e Pella-Pouille (1,80 per l’argentino).

Interrotti dalla pioggia gli incontri di altri due azzurri: Salvatore Caruso è sorprendentemente sotto di un set e un break contro il monegasco Lucas Catarina (favorito live a 1,28 su Bet365), mentre Thomas Fabbiano (quota 7) ha perso il primo set contro Hubert Hurkacz. Gli altri match vedono in vantaggio di un break nel primo set Felix Auger-Aliassime (1,33) e Jeremy Chardy (1,22), rispettivamente su Cristian Garin e Alexander Bublik, mentre aveva appena chiuso il primo parziale a suo favore Daniel Evans contro Dusan Lajovic, ora sfavorito a 3.

 

Sarà il giorno del rientro per Matteo Berrettini, lontano dai campi dall’Australian Open e opposto al ventunenne spagnolo Alejandro Davidovich Fokina, reduce da un bel successo al primo turno su Alex De Minaur e sfavorito a 2,20. Avversario iberico anche per Jannik Sinner, al debutto stagionale sul rosso e favorito a 1,35 da Snai sull’esperto mancino Albert Ramos-Vinolas, terraiolo doc ed ex-finalista del torneo (sconfitto, tanto per cambiare, da Nadal nel 2017). A completare gli scontri Italia-Spagna c’è Stefano Travaglia che affronta Pablo Carreño Busta, con quest’ultimo che parte nettamente in vantaggio nei pronostici (1,40), anche in virtù del trofeo appena sollevato a Marbella. Infine, per l’altro fresco campione Lorenzo Sonego, trionfatore a Cagliari, c’è un brutto cliente come Marton Fucsovics, favorito a 1,60: l’ungherese, già finalista a Rotterdam in stagione (dove ha perso dalla sua bestia nera Rublev), ha vinto tre dei quattro precedenti contro il torinese. 

Fra gli altri match di primo turno della giornata, da segnalare uno scontro in salsa scandinava fra il norvegese Casper Ruud ed il diciassettenne danese Holger Rune (pagherebbe 5 la sua impresa), e un inedito match fra Karen Khachanov e il finalista in Sardegna Laslo Djere (sfavorito a 2,20), mentre ci sono ben cinque confronti diretti fra Taylor Fritz e Roberto Bautista-Agut, di cui quattro portati a casa dallo spagnolo, favorito anche in questo caso a 1,35.

Per concludere, l’altro incontro di secondo turno previsto, oltre a quello di Berrettini, è tutto da gustare, in quanto vede Stefanos Tsitsipas alle prese con Aslan Karatsev, nello scontro tra i due semifinalisti perdenti di Melbourne; un’altra impresa dell’esplosivo russo, giustiziere di Musetti, vale 2,75.

Luca Chito
***Le quote sono aggiornate alle 21 di lunedì 12 aprile e sono soggette a variazione

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