Internazionali di Roma: commovente Sonego ma sarà ancora Djokovic-Nadal

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Internazionali di Roma: commovente Sonego ma sarà ancora Djokovic-Nadal

Lorenzo Sonego salva due match point nel secondo set giocando alla pari con il numero uno al mondo, ma cede alla distanza. Undicesima finale a Roma per Djokovic

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Sonego e Djokovic, l'abbraccio - ATP Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Se vi siete persi i match di stamane, qui c’è la cronaca di Sonego-Rublev e qui quella di Djokovic-Tsitsipas


Novak Djokovic ha battuto Lorenzo Sonego per 6-3 6-7 (5) 6-2 in due ore e 44 minuti. Un match epico, in cui il torinese ha giocato al di là dei propri limiti, salvando due match point nel secondo set nel tripudio del Centrale. Il serbo affronterà Nadal (dopo essere stato in campo praticamente cinque ore nella giornata di oggi); l’ultima finale romana senza uno dei due in campo risale addirittura al 2004!

Il serbo ha così vendicato la sconfitta subita contro l’azzurro lo scorso ottobre a Vienna.

PRIMO SET – Pensate che Djokovic potesse avere un conto aperto da quel precedente? Pensate bene. Con un elicottero che sorvolava il Foro come a Woodstock (è anche serata di derby), è stato da subito dominante negli scambi, e dopo un primo punto vinto con la contro-contro-smorzata ha trovato quasi sempre l’uno-due sul servizio esterno e conquistato i primi nove punti alla battuta, ma Sonego non si è scoraggiato ed è partito servendo molto bene: tre servizi vincenti e un drop shot gli hanno permesso di tenere per l’1-1.

Il piano partita di Sonego è stato giustamente iper-aggressivo, il problema è che Djokovic ha sostanzialmente verticalizzato a piacimento (soprattutto di rovescio, con cui non ha mai sbagliato nel set), e non è sembrato soffrire le accelerazioni dell’avversario. Nel quarto gioco ha costruito i punti alla perfezione, ribaltandone l’inerzia euclideamente (infatti ha dominato nei punti sopra i cinque colpi, 17-5 in suo favore) e si è guadagnato due palle break: Sonego ha salvato la prima con una prima esterna, ma sulla seconda Djokovic ha risposto a una potente prima centrale in allungo e ha preso il controllo dello scambio, costringendo Sonego ad un errore di dritto e salendo 3-1 e servizio.

Il torinese ha veramente fatto il massimo, soprattutto con la battuta (quasi metà dei suoi servizi sono stati vincenti), ma purtroppo per lui non è mai riuscito a crearsi occasioni in risposta: Nole ha concesso solo quattro punti in tutto il set (neanche uno sulla seconda), e sul 30-15 al momento di servire per il set ha mostrato il proprio bionico controllo aprendosi il campo con due lungolinea non troppo rapidi ma di pulizia cardinalizia su cui Sonego non ha potuto fare niente, e ha chiuso (6-3) con un vincente di dritto inside-in dopo 35 minuti.

SECONDO SET – Il canovaccio non è cambiato all’inizio del parziale, se non per il fatto che Sonego ha forse messo ancora più enfasi sul primo colpo in uscita dal servizio. Nel terzo gioco il numero uno del mondo ha contenuto due prime potenti di Sonego, rimontando da 40-15 con una contro-smorzata e un rovescio profondo mal gestito dall’avversario. Sul 40-40 stessa storia, altra prima di Sonego, altra risposta profonda di Djokovic che l’ha obbligato alla stecca di dritto, ottenendo una palla break; per una volta è stato però impreciso, sbagliando la risposta bimane sul kick del torinese, che con due punti diretti è salito 2-1 e ha continuato a salire di livello, contenendo bene anche quando Djokovic gli ha risposto sul rovescio. Nole è sembrato un filo meno brillante (anche perché il livello del primo set era difficile da mantenere), forse convinto che le resistenze di Sonego sarebbero state fiaccate più facilmente, e ha spesso sbagliato scelta ed esecuzione della smorzata.

Nel sesto game Sonego ha quindi trovato un bel passante di rovescio che l’ha portato sul 30-30 in risposta, ma pur difendendosi gagliardamente non è riuscito a salire a palla break, e nel game successivo si è trovato sotto 15-30 quando Djokovic ha recuperato su un rovescio lungolinea perfetto e l’ha portato a sbagliare di dritto, e ha concesso una palla break quando il serbo ha attaccato la sua seconda con un dritto potente; Djokovic ha risposto bene sulla palla break, ma Sonego ha tenuto sulla diagonale di sinistra e giocato un bell’attacco tagliato sul drop del serbo. Nole ha ancora attaccato la seconda al corpo da destra, stavolta con il rovescio, e si è guadagnato una seconda chance, che però Sonego ha salvato spingendo con continuità e chiudendo con la stop volley dopo che il serbo ha parato un paio di smash. Altra palla break per Nole, altro salvataggio, stavolta con una buona palla corta che il serbo non è riuscito a contrastare efficacemente. Sonego ha tenuto con un vincente di dritto e un ace che hanno complessivamente toccato un quarto di micron di riga.

Sul 4-4, Sonego è anche stato un po’ sfortunato, perché un ace che gli avrebbe dato il 30-0 è stato chiamato fuori, mentre invece un brutto doppio fallo l’ha condannato al 15-30, e un altro ha regalato una palla break a Djokovic. Ancora una volta, però, Lorenzo ha spinto su ogni palla, addirittura vincendo sulla diagonale del rovescio prima di incoccare l’inside-in vincente. Il serbo si è rimesso a disegnare il campo fin dalla risposta, guadagnandone un’altra, ma Sonego ha colpito con lo sventaglio dopo un rovescio sulla riga, e con tre servizi vincenti nei successivi quattro punti è salito 5-4.

Lorenzo Sonego – Roma 2021 (via Twitter, @atptour)

Quando Djokovic ha servito per rimanere nel set, Sonego ha trovato una bellissima risposta vincente di dritto e si è portato a due punti dal set, salendo a set point con una risposta di dritto addosso all’avversario chiusa in avanzamento. Sul kick di Djokovic, però, ha fatto una brutta scelta, cercando di girare attorno alla pallina per colpire di dritto ma arrivando in ritardo e steccando. Djokovic però non ha di nuovo messo la prima, e Sonego gli ha ancora piegato il braccio con la risposta di dritto; purtroppo per lui, lo sventaglio di dritto sul secondo set point è stato accompagnato fuori dal nastro, e il campione uscente ha allora tenuto con due servizi esterni.

Passato lo spavento, Sonego ha perso un po’ di brillantezza, finendo sotto 0-30 con un errore di dritto, e ha concesso due palle break quando Djokovic ha recuperato straordinariamente una palla corta; Sonego ha salvato la prima con una volée in allungo, ma Djokovic ha breakkato con un’altra contro-smorzata in allungo, stavolta di rovescio.

Quando tutto sembrava finito, Sonego è salito 0-30 con un inside-in vincente di dritto. Djokovic non si è scomposto e si è procurato un match point con un servizio slice, ma Sonego ha risposto con un rovescio profondo che Nole non è riuscito a tenere in campo. Il serbo ha però controllato lo scambio successivo, e quando Sonego ha tentato una palla corta è stato pronto, guadagnandosi il secondo match point. Sonego ha ancora risposto di rovescio, e Djokovic ha colpito un dritto molto fiacco in mezzo alla rete. La risposta bimane è poi arrivata ancora più profonda, e Nole (che in quel frangente ha perso la prima) non è riuscito a tirarsela fuori dalle stringhe – palla break. Il torinese ha sbagliato una risposta di dritto e si è tornati sulla parità, ma ancora una volta però il suo sventaglio ha messo in difficoltà Nole, che ha sbagliato un altro rovescio per concedere una nuova palla break, e stavolta è stato Sonego a reagire prontamente al drop shot, giocando un bel rovescio tagliato e chiudendo con lo smash.

Mentre si alzava Seven Nation Army, nel tie-break Djokovic ha trovato subito il mini-break su un errore di dritto di Sonego in uscita dal servizio, e si è portato sul 3-0 su un rovescio finito lungo. Il torinese ha mischiato le carte con un chop vincente e un serve-and-volley, e sul 2-4 ha recuperato il mini-break quando Djokovic ha commesso un doppio fallo, pareggiando sul 4-4. Sul punto successivo Sonego è stato ancora sfortunato, perché ha dovuto rigiocare il punto quando un suo colpo è stato erroneamente chiamato fuori, ma ha comunque fatto il punto con un rovescio vincente, ed è salito a doppio set point quando Djokovic ha colpito uno schiaffo troppo centrale, non riuscendo a controllare il passante di dritto dell’avversario. Il primo è un inside-in che si è fermato sul nastro, ma il secondo, stavolta sulla racchetta del torinese, è stato trasformato con una prima esterna vincente.

Terzo set dopo due ore e cinque minuti (inutile dire che il DJ ha colto l’occasione per un altro giro di White Stripes con il pubblico del Centrale in visibilio).

TERZO SET – In un parossismo di trance agonistica, Sonego è partito con tutta l’adrenalina del mondo in corpo, infilando due dritti per lo 0-30, e ha chiuso con una veronica per la tripla palla break. Lì si è però vista la grandezza di Djokovic, che ha saputo aspettare la fine della tempesta e ha ricominciato a macinare cancellando quanto successo nei 20 minuti precedenti: ha gestito bene la prima palla break, obbligando Sonego a tentare un difficile dritto in corsa, mentre sulla seconda è stato il torinese a sbagliare la risposta; la terza è stato uno scambio prolungato da cui Sonego ha cercato di tirarsi fuori con un dritto vincente, finito però largo.

Nel game successivo, Djokovic ha tirato fuori una difesa incredibile ed è salito 30-30 con un vincente di rovescio, ma Sonego ha evidentemente perso ogni tipo di coscienza perché ha messo a segno un drop vincente e poi ha intercettato un passante stretto del serbo per pareggiare. Da lì in avanti, però, il livello del serbo è salito ulteriormente: ha iniziato il set mettendo 15 prime su 17, e nel quarto gioco è salito 0-30 con una risposta penetrante, guadagnandosi due palle break su un errore di dritto di Sonego. La prima è entrata (10/11 a inizio terzo), ma Djokovic ha trovato una gran risposta di rovescio a uscire, e il recupero di Sonego è finito lungo, 3-1 per il campione uscente.

Il match si è sostanzialmente chiuso lì, perché dopo lo 0-40 del primo game Djokovic ha perso solo un altro punto alla battuta, e nell’ottavo game si è portato a match point attaccando bene le palle corte di Sonego, gestendo bene il suo tweener prima e infilando il vincente di dritto in avanzamento poi, chiudendo su un errore di dritto del torinese. Bello, bellissimo l’abbraccio che ha concluso il match.

IL COMMENTO E I NUMERI – “Credo di aver reagito bene alla perdita del secondo set e allo 0-40 del primo game del terzo, sono anche stato fortunato a non trovarmi sotto di un break, forse le cose sarebbero state diverse”, ha detto Djokovic. “Avrei dovuto chiuderla in due, ma lui ha dimostrato perché ha raggiunto la semifinale, è un giocatore molto dinamico e contro cui è difficile giocare, anche perché aveva il pubblico con lui. La cosa più importante ora è recuperare per domani, non ho molto tempo e oggi ho giocato tanto. Anche Rafa ha avuto dei match duri, anche se forse a me è andata peggio con le interruzioni per pioggia. Comunque darò tutto”.

Quello di domani sarà il cinquantasettesimo confronto fra Djokovic e Nadal (29-27 Djokovic), il nono a Roma (5-3 Nadal), il sesto in finale agli Internazionali (3-2 Nadal), il quattordicesimo a livello di finali 1000 (7-6 Djokovic) e la ventottesima finale in generale (15-12 Djokovic). Per il serbo questa sarà la finale N.118 (82 vittorie), la cinquantatreesima a livello 1000 (36 vittorie, una in più di Rafa) e la seconda dell’anno dopo quella vinta a Melbourne contro Medvedev.

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ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

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[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set..

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così:
“Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (3) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo.

Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto:
“Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto”

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz.

Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet.

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ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

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[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik in altezza, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca ancora l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

LE PAROLE DI JANNIK – La sfida inedita tra classe 2001 si è chiusa con un risultato inaspettato vista la notevole differenza di classifica e di esperienza a livello ATP tra i due e un tale livello da parte di Draper potrebbe aver sorpreso l’azzurro. “È un buon giocatore, l’avevo visto a Miami. Non so se abbia giocato il torneo junior a Wimbledon e fatto dei buoni risultati [è arrivato in finale nel 2018, gli fanno notare, ed è a suo agio sull’erba], ma ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare io. All’inizio ha funzionato piuttosto bene, poi lui ha capito il mio gioco. Ha giocato i punti importanti meglio di me, mentre io non ho servito bene, cosa che mi capita già da un po’. ‘Sorpreso’ è una parola grossa, devi essere sempre preparato, ma credo che oggi lui abbia meritato la vittoria. Giornate così capitano. Si è allenato di più e ha maggiore esperienza di me sull’erba. Gli auguro buona fortuna, sperando che non abbia più infortuni – ne ha avuti un paio negli ultimi anni [frattura di un dito, tendinite al polso, ndr]. Nessun cambio di piani dopo l’uscita prematura al Queen’s, dove peraltro è iscritto anche al doppio insieme a Feliciano Lopez: “Abbiamo già il programma di allenamento per la prossima settimana, quindi giocherò solo a Wimbledon”.

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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