WTA Ranking: Barbora Krejcikova irrompe in top 20. Comeback Pavlyuchenkova

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WTA Ranking: Barbora Krejcikova irrompe in top 20. Comeback Pavlyuchenkova

Le finaliste dell’ultima prova slam sono i due nuovi ingressi in top 20. Se per Krejcikova è la più alta posizione mai raggiunta, per Pavlyuchenkova è un ritorno dopo tre anni e mezzo di assenza. Best ranking per Paolini

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Barbora Krejcikova vince il Roland Garros 2021 (Credit: @WTA_insider on Twitter)
 

Abbiamo una nuova (ennesima) vincitrice di un titolo dello Slam e anche una new entry in top 20. Si tratta, ovviamente, di Barbora Krejcikova, che dopo essere stata protagonista a Parigi lo è anche nelle classifiche odierne, di singolare e di doppio. La ceca, che prima della vittoria al Bois de Boulogne non era mai andata oltre il n.33 e che un anno fa era addirittura fuori dalle cento, guadagna 18 posti e si ritrova al n.15 del ranking.

Anche nella Race, Krejcikova si distingue per i progressi. Il balzo di Barbora è di ben dieci posti, fino al n.2, a poco più di 120 punti dalla vetta, dove troviamo sempre Ashleigh Barty. Infine, la vittoria in doppio con Siniakova le vale anche la prima posizione nella classifica di doppio, che però aveva già ricoperto nell’ottobre 2018.  Ma la corsa di Barbora non finirà qui. Il nuovo status di top 15 le permetterà di entrare nei tabelloni dei tornei principali e potrà incrementare ulteriormente i propri punti e risalire la classifica. Se dovesse mantenere il rendimento attuale (prima del successo a Parigi, aveva incamerato il titolo a Strasburgo e fatto finale a Dubai), non ci meraviglieremmo di vederla tra le prime dieci a fine stagione. Alla fine, Pliskova (n.10) dista solo 552 punti da Krejcikova.

Vediamo ora gli altri movimenti più rilevanti. Per prima cosa, la finalista del torneo parigino: Anastasia Pavlyuchenkova ritorna in top 20 dopo tre anni e mezzo. La russa fa un salto di 13 posizioni fino al n.19. Riuscirà ad eguagliare il best ranking (n.13) o addirittura fare meglio? Progrediscono anche Tamara Zidansek (+38, n.47) e Marta Kostyuk (+16. n.65), rispettivamente semifinalista e negli ottavi al Roland Garros, Sorana Cirstea (+9, n.45), Shuai Zhang (+10, n.36) e Ana Bogdan (+11, n.96). Best ranking per Ons Jabeur (+2, n.24) e Cori Gauff (+2, n.23).

 

Ma sono le atlete in discesa a fare più notizia. Johanna Konta non riesce a tamponare i punti persi della semifinale di Parigi con la vittoria a Nottingham su Shuai Zhang e scende fino al n.30, lasciando per strada ben dieci posizioni. Sono invece venti i posti persi da Marketa Vondrousova, in caduta libera al n.41. Escono dalla top50 Donna Vekic (-18, n.54), Anastasija Sevastova (-9, n.57) e soprattutto Amanda Anisimova (-38, n.79). Altri nomi illustri in difficoltà sono quelli di Sloane Stephens (-8, n.67), Caroline Garcia (-16, n.74), Katerina Siniakova (-7, n.75), Kaia Kanepi (-11, n.75) e Anna Blinkova (-11, 88).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty218245
20Naomi Osaka167401
30Simona Halep196330
40Aryna Sabalenka296195
50Sofia Kenin285865
60Elina Svitolina295835
70Bianca Andreescu115265
80Serena Williams144931
90Iga Swiatek184435
100Karolina Pliskova234285
11+1Petra Kvitova194115
12-1Belinda Bencic264080
130Garbiñe Muguruza194000
140Jennifer Brady263840
15+18Barbora Krejcikova303733
160Victoria Azarenka183696
17-2Elise Mertens313685
180Maria Sakkari273480
19+13Anastasia Pavlyuchenkova263300
20-3Kiki Bertens253220
21+1Elena Rybakina333043
22-3Karolina Muchova192876
23+2Cori Gauff222780
24+2Ons Jabeur282415
25-2Petra Martic272360
26+3Jessica Pegula242339
270Angelique Kerber232320
28-4Madison Keys182306
29+2Anett Kontaveit232265
30-10Johanna Konta212265
31-3Alison Riske212181
32-2Veronika Kudermetova312100
33+2Paula Badosa382060
340Ekaterina Alexandrova321940
35+2Daria Kasatkina281860
36+10Shuai Zhang291798
37+1Dayana Yastremska241765
38+1Qiang Wang261700
39+1Svetlana Kuznetsova181692
400Nadia Podoroska371687
41-20Marketa Vondrousova201686
42+1Yulia Putintseva311685
43+1Jelena Ostapenko261680
44+1Magda Linette291628
45+9Sorana Cirstea271614
46+1Shelby Rogers311558
47+38Tamara Zidansek281550
48+2Danielle Collins201529
49+2Fiona Ferro261500
50+2Marie Bouzkova321475

CASA ITALIA

Guadagnano posizioni sia Camila Giorgi (+4, n.76) sia Jasmine Paolini (+4, n.87), suo nuovo best ranking dopo il titolo a Bol. Tra le atlete in maggior progresso, ci sono Federica Di Sarra (+29, n.386), Nuria Brancaccio (+131, n.451), rispettivamente semifinalista e finalista a Grado, e Tatiana Pieri (+29, n.474). Perde ben 25 posti, invece, Cristiana Ferrando (n.453).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
76+4Camila Giorgi251080
87+4Jasmine Paolini40958
98-1Martina Trevisan34841
107-2Sara Errani35754
110+3Elisabetta Cocciaretto27745
174-2Giulia Gatto-Monticone32419
202-8Martina Di Giuseppe35346
250-1Jessica Pieri37267
260+8Bianca Turati22256
277+7Lucia Bronzetti37243
285-2Lucrezia Stefanini31237
286+29Federica Di Sarra29237
306+2Martina Caregaro25210
324+6Stefania Rubini27183
395+2Camilla Rosatello28121
4400Angelica Moratelli32105
451+131Nuria Brancaccio27102
453-25Cristiana Ferrando29102
475+29Tatiana Pieri2692
496+2Claudia Giovine1586

NEXT GEN RANKING

La novità è la scalata di 3 posti di Marta Kostyuk, che sale fino al n.3. Perde 2 posizioni Amanda Anisimova (ed era prevedibile visto lo scivolone in classifica generale). Elisabetta Cocciaretto risale al n.9: per il momento non riesce a spingersi più in alto. (Nel Next Gen ranking del 2021 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2001).

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Iga Swiatek20019
20Cori Gauff200423
3+3Marta Kostyuk200265
40Leylah Fernandez200266
5-2Amanda Anisimova200179
6-1Anastasia Potapova200182
70Clara Tauson200293
80Maria Camila Osorio Serrano200194
9+1Elisabetta Cocciaretto2002110
10-1Catherine McNally2001111

LA RACE

Barbora Krejcikova non è l’unica a scalare la RACE. Anastasia Pavlyuchenkova irrompe al n.7, mettendosi alle spalle ben 27 posizioni. Non è da meno Tamara Zidansek (n.20) con 26 posizioni guadagnate. Ottimi progressi anche per Sakkari (n.8), che sale di otto posti.

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty93381
2+10Barbora Krejcikova113258
3-1Aryna Sabalenka102657
4-1Naomi Osaka62536
50Iga Swiatek82385
6-2Garbiñe Muguruza102095
7+27Anastasia Pavlyuchenkova101898
8+8Maria Sakkari101886
9-3Jennifer Brady91808
10+1Cori Gauff111710
11-4Elise Mertens91707
12-4Veronika Kudermetova131592
134Paula Badosa91496
14-5Jessica Pegula101447
15-5Elina Svitolina101446
16-3Karolina Pliskova101305
17-2Karolina Muchova61256
18+1Ons Jabeur101245
19+1Serena Williams61236
20+26Tamara Zidansek101231

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ATP

ATP Sofia, Sinner fa 11 in Bulgaria e accede alla semifinale: altri punti importanti per la Race

Avvio e conclusione di match non impeccabili per Jannik Sinner che però surclassa Vukic nella parte centrale dell’incontro

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Jannik Sinner - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[1] J. Sinner b. A. Vukic 6-2 6-3

Dopo la decima vittoria consecutiva in Bulgaria, arriva anche l’undecima. Jannik Sinner ha infatti eliminato in due set l’australiano Vukic nei quarti di finale dell’ATP 250 di Sofia, di cui l’azzurro ha in bacheca già due titoli. Il numero uno italiano ha iniziato e finito il match con qualche errore di troppo, ma è stato ingiocabile per l’avversario nella porzione centrale dell’incontro in cui ha infilato sette game consecutivi (dal 2-2 del primo set al 6-2 3-0). Nella semifinale della parte alta del Sofia Open, domani Jannik sfiderà Ivashka (sarebbe una riedizione dell’ottavo di finale giocato allo US Open a inizio mese) o Rune (sarebbe il primo incontro tra i due Next Gen) con l’obiettivo di guadagnare altri punti preziosi in ottica Race verso Torino: con la vittoria odierna, intanto, ha superato Carreno Busta portandosi in 12esima posizione.

IL MATCH – Nel game di apertura sembra andare tutto liscio per il numero 10 del mondo, ma le cose gli si complicano a causa degli eccessivi errori sia col servizio (3 doppi falli) che col rovescio: si va quindi ai vantaggi da cui ne vengono fuori quattro palle break per Vukic. A livello di scambi però l’australiano è un po’ fiacco e non regge il livello dell’italiano e ciò gli impedisce di sfruttare a dovere le sue chance. Jannik riesce a tirarsi fuori dal guado proprio grazie al servizio. La grande lotta prosegue e poco dopo è l’azzurro, grazie ad uno splendido passante di rovescio, a guadagnarsi la prima palla break, vanificata con un errore.

 

È comunque il presupposto necessario per tornare alla carica nel turno di risposta successivo: sul 3-2 in suo favore, Sinner prende la matita dal suo astuccio e disegna il campo con precisione giottesca. Lo fa per due punti consecutivi che gli valgono il break, confermato poi con un game da tre ace. Il 2001 di San Candido non si accontenta di essersi assicurato la possibilità di servire per il set e sul 5-2 brekka ancora trovando un paio di risposte di dritto con cui prende subito le redini dello scambio. Dopo 40 minuti il primo set è suo.

Jannik è evidentemente a suo agio in campo e prosegue sulla strada intrapresa dal 2-2 del primo set. Vukic è in balia dell’azzurro che è devastante in qualsiasi aspetto del gioco, colpi al volo compresi. Non si registrano più errori da parte di Sinner che così brekka a zero in apertura. I giochi vinti consecutivamente dal numero 10 del mondo diventano poi sette, prima che l’australiano riesca a fermare l’emorragia sfruttando il primo unforced nel set di Jannik. Il gioco dell’italiano non è più scoppiettante come fino a pochi minuti prima e Vukic prova ad approfittarne in un game piuttosto fortunato per lui: prima una traiettoria mal valutata da Sinner e poi un colpo rimasto in campo per millimetri (oltre a un doppio fallo di Jannik) lo portano ad avere due palle break. Sulla seconda, l’azzurro strappa con il dritto permettendo all’avversario di rientrare nel match.

In realtà è solo un’illusione per Vukic che non riesce a cogliere l’attimo. Sinner, invece, ritrova concentrazione e senza rischiare troppo si riguadagna il break di vantaggio. Il numero uno italiano può quindi servire per il match ma i patemi non sono finiti: l’australiano, cresciuto di rendimento con il dritto, sfrutta anche qualche incertezza di Jannik (tra cui un doppio fallo e uno smash fuori misura) per annullare due match point e avere una palla break. Alla terza occasione, però, Vukic non trova il campo in risposta: Sinner chiude sul 6-2 6-3 in un’ora e venti minuti e raggiunge la seconda semifinale dell’anno (la tredicesima in carriera) dopo quella di Umago.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

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ATP

Lorenzo Musetti: “Mai servito così bene. Coppa Davis? L’Italia tra le top 3”

“Mai successo di fare così tanti ace, forse è frutto del cambio di maturità che sto facendo”, così il 20enne Musetti in vista della semifinale a Sofia

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Lorenzo Musetti - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Sulla carta non era un match facile visto l’ottimo stato di forma di Jan-Lennard Struff, ed infatti si è rivelata una giornata piuttosto complicata quella di Lorenzo Musetti. Il numero 30 del mondo ha fatto appello a tutta la sua classe e per una volta anche al suo servizio, per avere la meglio 7-6(3) 6-1 nei quarti di finale del torneo di Sofia. “Oggi è stata una grande prova perché Jan stava giocando bene, molto offensivo, un gioco che a me dà fastidio” ha spiegato Lorenzo al termine del match. “Sin dal primo game mi ha messo molta pressione e io ho fatto due doppi falli perché lui era molto offensivo e stava molto dentro il campo però sono stato bravo ad avere una grossa energia, specialmente fisica, agonistica. Poi credo di aver servito mai così bene nella vita”.

“Non mi era mai successo di fare così tanti ace [9] ma forse è frutto del lavoro che ho fatto, del cambio di maturità che sto facendo, quindi sono veramente felice”. L’atteggiamento inizia ad essere sempre più quello di un tennista professionista, poco incline a lasciarsi andare alle distrazioni passeggere che ogni match può riservare. E la sfida di domani contro lo svizzero Marc-Andrea Huesler (26 anni, n.95) non sarà da meno, visto che anche lui predilige un gioco aggressivo. “L’ho visto, è uno che viene spesso a rete anche se non ha una buonissima mobilità essendo molto alto, però ha dei buonissimi fondamentali e io sono pronto per andare avanti”.

Gli eventi tennistici italiani non sono mai stati fitti come quest’anno e tra gli appuntamenti imminenti che il 20enne di Carrara non può assolutamente perdersi è l’UniCredit Firenze Open, in programma dall’8 al 16 ottobre. “Sicuramente da quando è stato annunciato l’evento di Firenze tutti i miei amici sono pronti e carichi anche a mollare l’Università per venire a vedermi e supportarmi, quindi avrò sicuramente la fortuna di avere il tifo dalla mia parte. ma sto facendo sicuramente del mio meglio anche per averlo qua a Sofia. Pensiamo a domani e come affrontare il match al meglio”.

 

A novembre poi sarà il momento di tornare a vestire la maglia della Nazionale italiana per la Coppa Davis, con la quale Musetti ha fatto tanto bene a Bologna. I prossimi avversari saranno gli statunitensi, una delle squadre sulla carta più temibili. Ma quali sono le favorite per Lorenzo? “Il nostro nome lo metto nelle prime tre, poi anche la spagna al completo. Senza Nadal cambierà un pochino ma ci saranno Carreño Busta o Bautista Agut che vengono da belle partite, più Fokina che è molto in forma e ovviamente Carlos. Ma l’America può dire la sua con Fritz e Tiafoe, ora Opelka si è operato, quindi Isner. Poi conta tanto anche il doppio quindi gli Stati Uniti li metto tra i favoriti”.

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ATP

ATP Sofia: Musetti e il suo tennis champagne tramortiscono uno Struff decisamente in forma

Lorenzo ha dichiarato, nell’intervista a caldo: “Penso di aver giocato uno dei miei migliori match su questa superficie”. In semifinale ad attenderlo ci sarà lo svizzero Huesler

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Lorenzo Musetti - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[4] L. Musetti b. [Q] J-L. Struff 7-6(3) 6-1

Lorenzo il Magnifico, è stato l’appellativo con cui è passato alla storia Lorenzo de “Medici, il massimo esponente della famiglia nobiliare di banchieri fiorentini che per più di tre secoli detenne il potere nell’intero territorio toscano e non solo. Questa espressione è stata riportata in auge, in tempi recenti nell’alone sportivo, per definire le gesta del calciatore azzurro Lorenzo Insigne. Ebbene, certamente, lo stesso aggettivo trionfale può affiancarsi degnamente ad un altro Lore, uno che dipinge e infiamma con una racchetta in mano. Anche lui toscano come il grande discendente della Dinastia medicea, un ventenne di Carrara che continua ad incantare: oggi infatti nell’ultimo quarto del tabellone del Sofia Open 2022, dopo alcune complessità iniziali, Lorenzo Musetti ha gozzovigliato sui resti di un Jan-Lennard Struff in grandissimo spolvero in questa settimana, il tedesco veniva da quattro vittorie consecutive – è partito dalle quali – e nell’ultima partita contro Humbert aveva perso un solo quindici con la prima senza concedere alcun break point. Inoltre il n. 133 ATP arrivava anche da tre successi in Coppa Davis, dunque la striscia nella sua totalità era di 7 affermazioni in fila, che avevano trascinato la Germania alla fase finale. Ma nulla ha potuto contro il n. 30, che prima l’ha cucinato a fuoco lento per poi travolgerlo attraverso una versione di sé, ostriche, caviale e champagne: 7-6(3) 6-1 in 1h17‘.

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IL MATCH – Partita che al contrario di quello che potrebbe far pensare la differenza in classifica, nasconde parecchie insidie per l’azzurro. Il tedesco è certamente un giocatore che vale molto di più del suo attuale ranking di n. 133, – disceso principalmente a causa di un’infortunio all’alluce destro, occorso durante il torneo di Miami, e che lo ha tenuto fuori fino alla stagione su erba: è rientrato a Stoccarda – sicuramente una piazza tra la cinquantesima e la sessantesima posizione sarebbe maggiormente congeniale al suo reale valore. Le qualità del 32enne di Warstein si conoscono perfettamente, un tennista molto potente dotato di grandi accelerazioni in grado di lasciare di sasso gli avversari. Queste debordanti fiammate, specialmente di dritto, sono in ottima compagnia dato che ad affiancarle c’è un servizio dall’assoluta efficacia e penetrazione. Quando il n. 4 di Germania può contare sul proprio fondamentale d’inizio gioco in versione deluxe, è veramente dura provare a contrastarlo. L’unica possibilità è muoverlo in continuazione, in modo tale da allungare lo scambio a tal punto da riuscire così ad evidenziare le enormi difficoltà, che l’ex n. 29 ATP incontra negli spostamenti laterali.

In sostanza Jan-Lennard, se può colpire le sue fiondate da fermo è un avversario ostico per tutti e che nessuno vorrebbe mai incrociare, soprattutto sulle superfici rapide; mentre invece se lo si porta a dover fare il tergicristallo diventa un tennista assolutamente prevedibile e alquanto falloso. Infatti, considerando la sua mole – 1,93 per 92 Kg – il proprio stile di gioco non può che essere nettamente offensivo e propositivo, verticalizza con costanza e non disdegna – tutt’altro – le discese a rete. Non a caso è un abile volleatore, oltre che un amante del servizio e volée.

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L’inizio vede entrambi i protagonisti commettere due doppi falli a testa, ma quelli italici rivestono un peso specifico nell’economia del punteggio, di gran lunga superiore. Struff, infatti, si porta rapidamente sul 3-0 partendo con una resa magistrale della sua prima di servizio, 8 punti vinti su 11. Se il classe ’90 dovesse mantenere questi standard alla battuta per tutta la durata del match, ci sarebbe ben poco da fare per Musetti; il 20enne di Carrara nel frattempo dà il suo contributo trovando una sola prima – su sei quindici totali – nel proprio turno di servizio d’apertura. Aprendo e chiudendo con il doppio errore del suo fondamentale d’inizio gioco, Lorenzo regala il vantaggio all’avversario. Muso in avvio fa anche enorme fatica a mandare profondi i suoi colpi a rimbalzo, ciò che invece vista la sua posizione ben distante dalla linea di fondo dovrebbe essere imprescindibile per far sì che lo scambio nei turni di risposta abbia quantomeno l’opportunità di prendere forma.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

Eppure nonostante queste primordiali problematiche, il n. 30 del mondo è andato vicinissimo ad essere lui il giocatore in campo a prendere il largo nei primi scampoli dell’incontro: grazie al doppio fallo tedesco, ed inseguito al proprio strabiliante passante incrociato di dritto, il classe 2002 toscano si era issato immediatamente sullo 0-30. Ma poi il cannone di Warstein aveva riaggiustato il mirino, non lasciando alcuno scampo all’italiano. Dunque qualche avvisaglia della giornata positiva del n. 3 d’Italia, la si era già potuta intravedere, ma la situazione si è schiarita del tutto nel quarto game – il contro-break giunto in questo frangente si rivelerà il vero turning point della sfida, con le certezze teutoniche vacillate subendo la rimonta dal 40-15. Non appena infatti la percentuale di prime di Struff è scesa leggermente, il campione junior dell’Australian Open 2019 ha iniziato a montare sopra l’avversario, finalmente dimostrandosi incisivo in ribattuta. Con una palla, adesso, scaraventata negli ultimi centimetri di campo dall’allievo di Simone Tartarini, ad aprire lo scambio, o il palleggio s’intensifica talmente tanto da portare il tedesco ad incorrere nell’errore; oppure proprio per far fede al suo tennis fondato sull’uno-due, il 32enne della Mannshaft forza frettolosamente andando così a sbagliare.

Per cui, entrambe le circostanze verificabili avvantaggiano il “nostro”, che infatti ribalta totalmente l’inerzia attraverso un filotto di tre game consecutivi. Ora, è tutto cambiato, Musetti è padrone del campo: varia a piacimento il gioco, tagliando opportunamente con il back da sinistra per poi creare il vuoto mediante lo sventaglio di dritto, innalzando così all’improvviso il ritmo dello scambio. Basti pensare che l’azzurro, dopo il break concesso, porti a casa due dei successivi tre turni di servizio a zero in una prestazione in battuta che nel corso dell’incontro avrà un accrescimento della propria efficienza inversamente proporzionale a quello dell’avversario: chiuderà con addirittura 9 aces, ma a fare la reale differenza sarà la resa della seconda -. Lore avrebbe anche la chance di salire 4-3 e servizio, strappando per la seconda volta in fila la battuta a Jan-Lennard, ma in qualche modo l’ex Top 30 mondiale si salva e mantiene intatto l’equilibrio. Pur dando, a più riprese, la sensazione di essere nettamente dominante sul rettangolo di gioco con il proprio tennis a tutto campo, il tennista italiano non riesce a graffiare definitivamente infliggendo la zampata decisiva.

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Perciò, seguendo l’ordine dei servizi dopo una prima parte di set invece alquanto ingarbugliata, si giunge al dirimente tie-break. Anche il decidig game ripercorre pedissequamente le orme del parziale regolare: Struff prima manda a segno una prima vincente, punti diretti che contrariamente sono scarseggiati durante la seconda parte della frazione, e poi rompe subito l’en passe con una eccezionale profondità in ribattuta che toglie il tempo al carrarino. Tuttavia da lì, non ce ne più per nessuno: uno straripante Musetti vince 7 dei successivi 8 punti incamerando il set inziale per 7-6(3) in seguito a 50 minuti di una sfida decisamente gustosa.

Il tie-break a senso unico, o quasi, messo in cascina dall’azzurro grazie ad una crescita sensibile del proprio livello di rendimento, dove ha messo in mostra tutto il proprio infinito bagaglio tecnico: dal fantasmagorico rovescio in demi-volée inside-out dal centro, passando per infide risposte bloccate che mandano fuori giri ed in confusione uno meccanico come l’ex n. 29 del ranking, fino ad arrivare ai soliti passanti monomani dal lato sinistro da togliere il fiato ma anche alle prodezze al volo o di tocco smorzato; non fa che conferire ulteriore fiducia e consapevolezza dei propri mezzi al 20enne italico per il secondo appuntamento odierno.

Un manuale di cosa sia la bellezza, che si rivela avere il profumo di una bottiglia di champagne appena stappata, nel corso di un secondo set da cineteca: Muso è semplicemente ingiocabile, gli riesce qualsiasi cosa, che poi non è nulla di sorprendente per quelle che sono le doti del suo braccio. Ciò nonostante, non ci si può non far accecare dalle perle che è in grado di produrre, specialmente in un parziale in cui aggiunge, sempre, un ulteriore step all’imperiosa performance odierna di game in game. Struff evita almeno di abbandonare amaramente il campo, e recarsi negli spogliatoi a testa china, con un bagel. Ma nulla più, il 6-1 in 27 minuti è un manifesto totale di cosa è capace il ragazzo da Carrara, ah a proposito ci ha fatto vedere alcuni winners lungo riga che non possono che farci ulteriormente ben sperare per il prossimo futuro.

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LE PAROLE A CALDO DI MUSETTI –E’ stato duro, lui ha servito molto bene nel primo set. Ero sotto di un break, stava giocando molto bene ed era aggressivo. Allora ho deciso di cambiare qualcosa, la chiave è stata la variazione in risposta, ma anche l’idea di giocare più aggressivo sul suo servizio. Penso di aver giocato uno dei miei migliori incontri su questa superficie“. Poi viene sottolineato dall’intervistatore, come adesso il pubblico bulgaro dopo il match di ottavi vinto da Lorenzo a discapito del giocatore di casa Lazarov, si sia schierato dalla sua parte: “Si ho apprezzato, il primo turno non è stato facile. Alexandar è un bravo ragazzo. Sono tutto sommato un pò triste per lui, perché infatti glielo detto che se continuerà a lavorare duro potrà raggiungere questo livello, perché lui è un tennista di talento. Io lavoro per vincere il titolo, domani sarà dura ma io mi sento pronto per giocare. Mi auguro una finale tutta italiana, però non si sa mai“.

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M-A. Huesler b. K. Majchrzak (4)6-7 7-6(6) 6-3

L’incontro con protagonista Musetti, è iniziato con tre quarti d’ora di ritardo. Questo perché sul Campo Centrale del ‘250’ di scena nella capitale bulgara, il primo match programmato per la giornata odierna è andato decisamente per le lunghe – quello che avrebbe delineato col senno di poi l’avversario di Muso nel penultimo atto del torneo. Un antipasto dello spettacolo balistico che poi ci avrebbe regalato il 20enne toscano, che tuttavia non ha per nulla annoiato i presenti a Sofia. Anzi, la sfida tra il mancino svizzero Marc-Andrea Huesler (n. 95 ATP) e il polacco Kamil Majhrzak (n. 119 ATP) ha regalato tutto quello che un appassionato potrebbe desiderare: pathos, emozioni, suspense, equilibrio, match point annullati e belle giocate come conseguenza di stili opposti messi a confronto.

Insomma, veramente un grande spettacolo per un duello non di cartello. Si diceva di modi d’intendere il tennis quasi all’opposto, e in effetti è proprio così. Da un lato, un tennista estremamente offensivo che fa del serve&volley una delle armi principali del suo gioco, a cui abbina la possibilità di utilizzo di una battuta mancina che garantisce diversi angoli, ed in generale un’efficacia – specialmente nella curva da sinistra – più produttiva rispetto al classico fondamentale d’inizio gioco destrimano. Questo identikit, è facile dedurlo, corrisponde al 26enne di Zurigo, che a dimostrazione delle sue abilità al volo, lo scorso anno fu co-autore del successo casalingo al fianco di uno dei prospetti più candidi del movimento rossocrociato, Dominic Stricker, sulla terra d’altura di Gstaad.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

Dall’altra parte invece, un solido scambiatore dalla linea di fondo, molto completo in ambedue i fondamentali a rimbalzo, e che è stato capace nel febbraio 2022, quindi circa sette mesi fa, d’issarsi sino al best ranking di n. 75 del mondo; oltre che in grado di spingersi sino al 3°T dello US Open 2019. Per cui, un destrimano contro un mancino in un confronto tra coetanei, entrambi classe ’96, fra un attaccante ed un regolare giocatore di attesa: vi erano tutti gli ingredienti necessari per assistere ad un duello alquanto interessante. Va comunque sottolineato, che al di là dell’età anagrafica, i due protagonisti hanno un comun denominatore nel servizio, è vero che si è appena incensato quello di Marc ma anche quello di Kamil non scherza in quanto a precisione. Infatti, dentro un andamento dai diversi risvolti, il match è stato condizionato per la stragrande maggioranza da battute implacabili. La bellezza di 37 aces complessivamente scagliati, con anche una medesima trasformazione dei punti avviati con la prima di servizio attorno all’80%: i numeri di una contesa che ha visto i primi due set decidersi al tie-break.

Tuttavia le opportunità di break non sono state un totale miraggio come potrebbero lasciar intendere le statistiche di cui sopra: nel parziale inaugurale sono stati addirittura 14 i break point offerti da chi serviva, solo che di queste chance ne sono state sfruttate una ciascuno. Huesler ha breakkato nel primo game del match, potendo far pensare a tutt’altro tipo di scontro rispetto a quello che poi effettivamente si è sviluppato, prima di ricambiare il favore nel sesto gioco. Al jeu decisif, poi, lo strappo decisivo lo ha messo a segno il polacco sul 3-2 in suo favore, chiudendo qualche minuto dopo per 7 punti a 4. Diametralmente opposta la seconda frazione in termini di possibilità offerte alla risposta, con soltanto due palle per allungare – ancora una volta materializzatesi nel game d’apertura, questa volta con Majchrzak ad avere l’occasione di prendere la testa – non concretizzate. E continuando a seguire uno specchio al contrario, di quello che è stato il primo set, il nuovo tie-break viene deciso sul filo del rasoio: il n. 119 ATP vola sul 6-4, ma incredibilmente manca due match point consecutivi. Non vincerà più un punto nel resto del game decisivo il nativo di Piotrkòw Trybunalski, consegnandosi per 8 a 6.

Dopo quasi due ore di gioco, primo parziale durato 57 minuti e secondo poco meno di 49, il set finale va via in meno di mezz’ora: un autentico dominio di Marc-Andrea, che da quasi morto sportivamente parlando, risorge dalle proprie ceneri bazzicando sul povero frastornato, dai match ball sfumati, n. 2 di Polonia breakkando nel terzo e nel nono gioco – l’ultimo – e addirittura sfiorando un terzo break (quando invece ce ne erano stai altrettanti nell’intera durata dei primi due parziali) sul 3-3. 26 aces, il ricco bottino di Huesler che lancia in semifinale il nuovo capofila della Svizzera tennistica, qualche giorno dopo l’addio del suo Imperatore: segnando così l’inizio di una nuova era, attraverso un comportamento esattamente all’opposto dell’idolo di tutti. Non mancandoli, ma annullandoli due match point – si fa per scherzare -.

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