Matteo Berrettini: "Non avevo mai sognato di arrivare in finale a Wimbledon, era troppo"

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Matteo Berrettini: “Non avevo mai sognato di arrivare in finale a Wimbledon, era troppo”

Le parole di Matteo Berrettini subito dopo aver raggiunto la finale di Wimbledon 2021: “A livello tennistico è il giorno più bello della mia vita, anche se spero che domenica sia ancora meglio”

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Matteo Berrettini - Wimbledon 2021 (credit AELTC/Jed Leicester)

Dello splendido Matteo Berrettini ha scritto a sufficienza il nostro Antonio Ortu, nella puntuale cronaca dell’incontro che ha visto il tennista italiano qualificarsi per la finale di Wimbledon 2021 – la prima italiana nella ultra-secolare storia di questo torneo. In attesa della sua conferenza stampa, che si svolgerà alle 19 italiane, lasciamo parlare Matteo e vi riportiamo la traduzione della breve intervista rilasciata in campo, subito dopo aver convertito il match point più importante della sua carriera.

Non ho parole, davvero, grazie di tutto. Ho giocato un grande match, sono solo felice di essere qui con tutto il mio team e la mia famiglia” ha esordito Matteo. Non avevo mai neanche sognato di arrivare qui, era troppo. Mi ci vorranno un paio d’ore per capire cosa ho fatto, quando giochi a questo livello devi essere al top in tutto: pensavo di meritare il terzo set, ma quando l’ho perso mi sono solo detto di continuare così e alla fine questo atteggiamento ha dato i suoi frutti. La prima volta che ho giocato su questo campo contro Roger non ho giocato proprio allo stesso modo, ma quell’esperienza mi ha aiutato”.

Guarderò l’altra semifinale, ma ora ho sicuramente bisogno di un po’ di riposo dice Matteo in conclusione.A livello tennistico è il giorno più bello della mia vita, anche se spero che domenica sia ancora meglio! Sono orgoglioso di aver portato qui la bandiera italiana, mi vengono i brividi quando sento certi paragoni con i grandi del passato, ma ho raggiunto la finale, quindi devo crederci”. Del resto, Matteo ha appena firmato un primato personale di tutto rispetto: nel 2021 ha raggiunto la finale in ogni categoria di tornei: ATP 250 (Belgrado), ATP 500 (Queen’s), Masters 1000 (Madrid), Slam (appunto Wimbledon) e anche in ATP Cup, la competizione a squadre che si è svolta a Melbourne prima dell’Australian Open in cui l’Italia è stata sconfitta in finale dalla Russia.

 

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Tsonga: “Spero in un invito per gli Australian Open”

Sceso alla posizione 257, il francese sta lavorando sodo: “Una cosa è certa, mi vedrete nel 2022”

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Jo-Wilfried Tsonga - Bercy 2019 (foto via Twitter, @RolexPMasters)

Il periodo caotico iniziato con la pandemia ha mischiato le carte su classifiche e calendario, ha fatto sorgere nuove questioni e sta spingendo il tour verso nuove modifiche; in tutto ciò ci sono anche temi o personaggi che sono passati in secondo piano e tra questi un tennista di cui si è sentito poco parlare negli ultimi tempi è Jo-Wilfried Tsonga. Il 36enne francese ha disputato il suo ultimo match al primo turno di Wimbledon perdendo al quinto set da Ymer, mentre in totale nell’anno 2021 ha incassato otto sconfitte e un solo successo arrivato a marzo nel torneo di Marsiglia. I problemi fisici che lo hanno colpito in estate hanno messo fine anzitempo alla stagione ma il suo spirito non è stato smorzato, e intervenendo a Radio Monte Carlo ci ha subito tenuto a specificare: “Una cosa è certa: mi vedrete nel 2022.

Attualmente 257° nel ranking mondiale ATP, Tsonga spera di poter essere presente al primo grande appuntamento del 2022: il suo obiettivo è lo Slam australiano in programma dal 17 al 30 gennaio il ché implica, visto l’obbligo vaccinale, che lui abbia già tutte le carte in regola. Il francese è stato eliminato al primo turno degli Australian Open 2020 mentre non ha preso parte all’ultima edizione 2021 vinta da Novak Djokovic. Il suo ultimo risultato significativo in uno Slam risale al 2017 quando ha raggiunto i quarti di finale proprio a Melbourne perdendo con Stan Wawrinka.

Come detto però la classifica non potrà permettergli un ingresso nel tabellone principale quindi dovrà aggrapparsi alla benevolenza degli organizzatori dell’evento, evento nel quale raggiunse anche una finale nel 2008. “Da metà estate è andata molto meglio” ha spiegato Tsogna a RMC. “A fine agosto sono andato agli US Open, mi sono fatto male al polpaccio (ha subìto uno strappo muscolare poco prima della suo match, ndr) e alla fine ho deciso di annullare il mio finale di stagione perché non era troppo interessante. Mi sto preparando a tornare a gennaio, e spero di avere la possibilità di avere un invito all’Australian Open. Nel frattempo sto lavorando sodo e cerco di fare il mio lavoro nel miglior modo possibile”.

Al momento però le uniche wild card spese per il prossimo major sono quelle relative all’accordo tra le due federazioni, australiana e americana, dunque per Tsonga ci sarà da aspettare un po’ prima di vedere esaudito il suo desiderio. Mentre molti suoi tifosi forse saranno già felici di sapere di un suo ritorno in campo.

 

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Stefan Kozlov e Robin Anderson wild card all’Australian Open

L’ex fenomeno junior e la giocatrice del New Jersey hanno vinto il classico Challenge d’autunno con in palio un posto nel main draw del primo major stagionale

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Stefan Kozlov

Sipario chiuso sulle quattro settimane dedicate all’Australian Open wild card Challenge, la competizione figlia dell’accordo di scambio tra USTA e Tennis Australia che mette in palio due inviti in tabellone principale per il primo Slam della stagione. La formula è ormai celebre: in una finestra autunnale di quattro settimane viene stilata la classifica parallela che tiene in considerazione i punti accumulati dai giocatori USA in un massimo di tre tornei sul duro di livello Challenger o superiore. La vincitrice e il vincitore volano in Australia, e atterrano direttamente nel main draw di Melbourne.

Quest’anno l’ambito premio è finito nelle mani di Stefan Kozlov e Robin Anderson, bravi a piazzare il colpo di coda decisivo negli eventi in programma a Champaign e Midland. Anderson, attualmente occupante la piazza numero centosettanta della classifica WTA, aveva in verità già staccato il pass la scorsa settimana, i tornei del circuito al femminile eleggibili essendosi conclusi con qualche giorno di anticipo. Un gran risultato per la ventottenne Robin, pronta ad affrontare l’esordio assoluto nel tabellone principale di uno Slam, certo più che sufficiente a lenire la delusione per la sconfitta patita nella finale giocata in Michigan contro Madison Brengle.

Bel colpo anche per Stefan Kozlov, alla buon’ora, verrebbe da aggiungere: ex stella designata della racchetta a stelle e strisce, finalista a Wimbledon Junior 2014 e già numero due della classifica under, Kozlov non è riuscito a mantenere le promesse una volta compiuto il complicato salto tra i grandi. Vinti i titoli a Charlottesville e Champaign (battendo in entrambi i casi Aleksandar Vukic nell’ultimo atto) ed eliminato dalla corsa il pericoloso rivale Jeffrey John Wolf, il tennista nato a Skopje ha agganciato da par suo un posto nel primo main draw Major della carriera; un risultato rincuorante che chissà, potrebbe rappresentare l’alba di una rinascita ormai ritenuta dai più impronosticabile.

 

AUSTRALIAN OPEN WILD CARD CHALLENGE, CLASSIFICHE FINALI:

ATP

  1. Stefan Kozlov – 208 punti
  2. Jeffrey John Wolf – 138
  3. Cristopher Eubanks – 80

WTA

  1. Robin Anderson – 124 punti
  2. Caty McNally – 79
  3. Elvina Kalieva – 78

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Simona Halep, Iga Swiatek e Venus Williams giocheranno un’esibizione in Sudafrica

Insieme a loro, contro la violenza di genere, anche Sloane Stephens, Martina Hingis e Dustin Brown

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Simona Halep - WTA Montreal 2021 (ph. Photo_ Pascal Ratthé _ Tennis Canada)

Tre ex numero 1 in campo il prossimo mese. Si tratta di Simona Halep, Venus Williams e Martina Hingis, che faranno rotta verso Johannesburg per un torneo di esibizione in programma il 18 e il 19 dicembre prossimi. Un torneo, l’Africa Cares Tennis Challenge, che non ha solo lo scopo di promuovere lo sport in Sudafrica, bensì vuole anche essere un mezzo per contrastare la violenza di genere. Oltre alle tre ex regine WTA, prenderanno parte all’evento la campionessa dello US Open 2017 Sloane Stephens e la vincitrice del Roland Garros 2020 Iga Swiatek.

A loro si uniranno Dustin Brown e Khololwam Montsi, diciannovenne sudafricano ex n. 12 della classifica ITF Junior che dice di sé: “Posso anche essere un tennista nero, basso [168 cm] e giovane e venire da una delle parti più povere del mondo, ma le mie ambizioni sono di diventare un campione di livello mondiale e ispirare altri come me”. In quel di Johannesburg, lui e Dustin scenderanno in campo per il doppio misto. Completano il campo di partecipazione le due giovani tenniste sudafricane Zoe e Isabella Kruger, figlie dello scomparso rugbista Ruben Kruger il cui personaggio compare nel film Invictus diretto da Clint Eastwood.

 

Il format prevede la sfida tra due squadre con due singolari e un doppio per ognuno dei due giorni. La squadra A è composta da Williams, Swiatek, Hingis e Montsi, mentre la squadra B da Halep, Stephens, Zoe e Isabella Kruger e Brown.

Martina Hingis, inserita nella International Tennis Hall of Fame nel 2013, ha dichiarato: “La violenza di genere continua a essere un problema molto diffuso. Aspetto con impazienza di partecipare all’Africa Cares Tennis Challenge per aiutare non solo ad aumentare la consapevolezza sulla violenza di genere, ma per incoraggiare un cambiamento nei comportamenti violenti”.

La violenza di genere costituisce una violazione dei diritti umani ed è diretta a individui appunto sulla base del loro genere; può essere fisica, psicologica, sessuale o economica e include minacce, coercizione e manipolazione.

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