Nitto ATP Finals, Ruud rimonta Norrie: prima vittoria per lui a Torino e Top 10 assicurata per Sinner

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Nitto ATP Finals, Ruud rimonta Norrie: prima vittoria per lui a Torino e Top 10 assicurata per Sinner

Venerdì sarà spareggio con Rublev: il vincitore troverà Medvedev in semifinale. Anche per Ruud dedica a Berrettini e Tsitsipas

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Casper Ruud alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

[8] C. Ruud b. [10] C. Norrie 1-6 6-3 6-4

Casper Ruud conquista la prima vittoria in carriera alle Nitto ATP Finals rimontando Cameron Norrie in un’ora e 51 minuti. Il britannico, subentrato a Stefanos Tsitsipas a inizio giornata quando il greco si è dovuto arrendere ad un problema al gomito, ha dominato il primo set ma ha avuto un improvviso crollo di rendimento a fine secondo set, dando il là alla rimonta dello scandinavo. Bella la dedica di fine partita di Ruud, che ha scritto sulla camera: “Speedy recovery Stef and Matteo”, riferendosi ovviamente a Tsitsipas e Berrettini.

Casper rimane dunque in piena corsa per le semifinali: l’incontro di venerdì contro Andrey Rublev (i confronti diretti sono sul 4-0 per quest’ultimo, inclusi due quest’anno a Melbourne e Montecarlo) sarà uno spareggio con in palio una sfida al N.2 ATP Daniil Medvedev in semifinale. L’altra sfida del girone, quella fra Norrie e Novak Djokovic (che ha facilmente battuto Rublev nel pomeriggio), sarà sostanzialmente un’esibizione. Oltre ad essere già eliminato, il britannico ha smarrito le residue speranze di accedere alla Top 10: Jannik Sinner è dunque sicuro di rimanere fra i dieci migliori al mondo fino a fine stagione.

 

“Il primo set è andato via troppo rapidamente, avevo iniziato bene ma ho sprecato alcuni game point”, ha detto il vincitore. “Cameron è un ottimo giocatore da fondo, arriva su tutti i colpi ed è in grado di rimandare di là la pallina con quel rovescio piatto che ti obbliga a cercare di piegarti per contrastarlo. Su questi campi rapidi è un colpo davvero efficace e mi ha portato a commettere tanti errori, non riuscivo ad adattarmi. Oggi mi ha salvato il servizio, sono riuscito a trovare dei punti facili in momenti importanti; il tennis è così, può girare su un break. Per me è stato difficile passare dall’essere lo sfavorito contro Tsitsipas ad essere il favorito in questa partita, quindi è stata dura. Rublev gioca con grande intensità, aggredisce appena può. Ci siamo allenati insieme l’altro giorno, quindi ho avuto modo di sentire i suoi colpi; venerdì sarò l’underdog, cercherò di essere pronto“.

LA PARTITA

Norrie ha cercato di giocare la partita sulla diagonale di sinistra fin dall’inizio e fin dal servizio (il 82% delle sue prime da sinistra e il 58% di quelle da destra sono state curve slice sul rovescio di Ruud), usando il gancio mancino per impedire al norvegese di girarsi sul dritto e smistare con lo sventaglio. La chiave per il britannico è però stata sull’altro versante: Cameron possiede uno dei rovesci più piatti del circuito, un colpo che su una superficie rapida e poco elastica può fare molti danni, soprattutto quando colpito da un giocatore che verticalizza facilmente come l’alumnus di TCU – addirittura il 46% dei suoi rovesci nel primo set è andato lungolinea, indicazione di imprevedibilità e aggressione. In questo senso le condizioni indoor lo favorivano, dandogli una possibilità in più rispetto al recente e unico precedente di San Diego, dove Ruud aveva stravinto in finale per 6-0 6-2.

Avanti 2-1, Norrie ha sfruttato due rovesci ben piazzati (una risposta inside-in e un attacco lungolinea) per costringere l’avversario a piegarsi chiudendo poi a rete, e si è portato a palla break grazie a due errori di dritto di Ruud. Lo scandinavo ha continuato a commettere errori (12 nel corso del parziale, 8 di dritto) e ha concesso il break con un errore bimane, colpo che anche nel match d’apertura con Djokovic aveva funzionato poco, soprattutto quando era stato costretto a spingere.

In generale Ruud è sembrato patire il maggior acume tattico del campione di Indian Wells, che non ha colpi particolarmente risolutivi ma può proporre tante soluzioni diverse con le sue rotazioni antitetiche e la sua propensione alla rete (9/10 nel set), mentre Ruud è a suo agio quando può giocare su binari lineari. Il set è scappato rapidamente: con tre regali di dritto ha perso nuovamente la battuta nel sesto gioco, permettendo a Norrie di andare a servire sul 5-1.

Nell’ultimo game Ruud è riuscito a portarsi a palla break con un vincente di rovescio, ma il britannico è nuovamente ricorso al servizio slice seguito da un attacco lungolinea che ha obbligato il rivale a colpire in corsa. Casper pensava di essersi guadagnato una seconda chance con una smorzata vincente, ma Norrie (sollecitato da un impeccabile Bernardes) ha richiesto una Video Review che ha dimostrato come il secondo rimbalzo non fosse avvenuto. Norrie ha quindi chiuso in 32 minuti con un altro servizio esterno. Qui l’episodio rivisto:

All’inizio del secondo è arrivata la svolta. Ruud ha messo in campo otto prime su nove, riuscendo in tal modo ad accorciare gli scambi (oltre la metà degli scambi nel primo set erano andati sopra i quattro colpi nel primo set, contro solo un terzo nel secondo) e togliere un po’ di iniziativa al rivale. Inizialmente Norrie non è stato da meno, infilando tre botte centrali di fila per il 2-2; nel settimo gioco si è portato a 30-30 con una risposta pesante di dritto contro il kick di Casper, ma quest’ultimo ha preso una pagina del manuale tattico del britannico usando lo slice esterno e il dritto lungolinea per cavarsi d’impaccio.

Nel gioco successivo, la pressione di servire per secondo ha iniziato a farsi sentire, e in modo repentino. Norrie ha improvvisamente perso due o tre categorie, concedendo due palle break con errori di dritto, e ha poi fallito una volée scoraggiata per il 3-5. Ringalluzzito, Ruud ha infilato altri due servizi vincenti per il doppio set point (73% di prime in campo con l’89% di conversione) e ha allungato il match su un errore di dritto del britannico.

All’inizio del terzo la mancanza di tranquillità di Norrie si è palesata sempre di più, e in tutti i dipartimenti: nel primo game ha commesso due errori da fondo e fallito un marchiano smash, trascinandosi ai vantaggi sul suo servizio. A quel punto ha vinto uno dei punti più belli della partita, un vincente di rovescio in diagonale ad altezza calcagno che ha risolto uno scambio prolungato, risolvendo il game per il suo primo vantaggio da fine primo set. Nel turno successivo è andato nuovamente fuori giro con il dritto per lo 0-30, ma è riuscito a risollevarsi attaccando nuovamente il rovescio di Ruud trovando due bimani in cross per il 2-1.

Vivere pericolosamente non poteva durare, tuttavia. Nel quinto game, scorato dagli errori da fondo, Norrie ha cercato la via della rete, ma senza la varietà o il peso di inizio partita, anche perché Ruud aveva ormai iniziato a leggere i suoi colpi: è stato semplice tirare due passanti pesanti alla figura e salire 0-40; Cameron ha salvato i primi due con il servizio ma ha commesso un doppio fallo che ha regalato il break all’ottavo seed. Ruud ha servito spesso e volentieri al centro nel corso del parziale (soprattutto da sinistra), alzando la velocità e dandosi la possibilità di mettere i piedi in campo sul primo colpo dopo il servizio. I suoi numeri hanno quindi continuato ad essere eccellenti, ora che il dritto era libero di viaggiare sui suoi termini: 80% sia con la prima che con la seconda nei primi tre turni del set.

Sul 2-4 Norrie ha rischiato di uscire dalla partita del tutto con un doppio fallo che ha concesso i vantaggi al norvegese, che però ha sbagliato un passante di rovescio non impossibile e gli ha permesso di uscire di prigione. Ciononostante Ruud ha tenuto i propri turni di battuta con agio, arrivando a servire per il match sul 5-4. Portatosi rapidamente a triplo match point, ha sprecato il primo con un errore di dritto, mentre Norrie è stato aggressivo sui due successivi con il rovescio lungolinea. Il britannico ha allora cercato nuovamente lo stesso colpo, ma è andato lungo concedendo il match point numero quattro; stavolta Ruud ha trovato una buona prima esterna, chiudendo la partita e dandosi una grossa chance di raggiungere le semifinali alla sua prima partecipazione.

Qui il tabellone completo delle Nitto ATP Finals 2021


‘Sotto rete’, la storia delle NITTO ATP Finals raccontata da Ubaldo

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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