La Next Gen argentina di Cerundolo e Baez: il post-Del Potro ricostruito lontano dai grandi palcoscenici

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La Next Gen argentina di Cerundolo e Baez: il post-Del Potro ricostruito lontano dai grandi palcoscenici

2021 oltre ogni aspettativa per i giovani talenti argentini, che hanno conquistato la Top 100 e si sono rivelati al mondo durante le Next Gen ATP Finals di Milano

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Sebastian Baez - Next Gen Finals Milan (Twitter @nextgenfinals)
 
 

Che l’élite del tennis mondiale sia sempre più circoscritta ai confini europei lo hanno palesato le ultime ATP Finals, con tutti i dieci contendenti (riserve incluse) rappresentanti di Paesi europei, le Davis Cup Finals con una sola nazionale extra-europea ai quarti di finale (il Kazakistan guidato dai russi di nascita Bublik e Kukushkin), e ancora di più l’albo d’oro dei tornei del Grande Slam. Per trovare l’ultimo vincitore nato fuori dal Vecchio Continente bisogna tornare al lontano 2009 con Juan Martin Del Potro trionfatore a Flushing Meadows.

Soprattutto negli ultimi anni a causa dei ben noti problemi fisici di Palito, il peso della grande tradizione argentina è stato quasi tutto sulle spalle del “Peque” Schwartzman. Eppure questo 2021 sembra mostrare i primi segnali per una inversione di tendenza. Lontano dai grandi palcoscenici, due Next Gen argentini hanno scalato il ranking conquistando la ribalta con la qualificazione alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals: stiamo parlando di Sebastián Báez e Juan Manuel Cerúndolo. Stagione di livello per i due talenti argentini confermata anche dalla candidatura al premio “Newcomer of The Year” da parte dell’ATP (vinto poi da Jenson Brooksby, altro non europeo).

JUAN MANUEL CERUNDOLO

 

Juan Manuel Cerúndolo ha compiuto 20 anni lo scorso 11 novembre. Ex-Top 10 a livello junior, Juan Manuel non avrebbe immaginato neanche nelle sue più rosee previsioni un 2021 di questo livello. La stagione per Juan Manuel è iniziata al N.341 al mondo, lottando alla caccia di un po’ di consistenza nel circuito ITF. Ad Antalya, in una delle location regine del circuito minore, Juanma ha cominciato l’anno con una sconfitta al primo turno, per poi raggiungere l’atto finale nel secondo torneo organizzato la settimana seguente.

Tutto è cambiato lo scorso febbraio durante il primo appuntamento dello swing sudamericano, l’ATP 250 di Córdoba. L’allora numero 335 del ranking, partendo dalle qualificazioni, ha conquistato l’accesso al primo main draw di un torneo ATP. Era solo l’inizio: la settimana da sogno di Cerúndolo è proseguita fino al successo in finale contro lo spagnolo Ramos Viñolas. Il trionfo in quel di Córdoba, frutto di otto match vinti in nove giorni, ha dato lo slancio alla sua carriera permettendogli di arrampicarsi fino alla posizione 181.

Il successo nel torneo di casa ha chiarito quale potesse essere il potenziale di Cerúndolo, che fino a quel momento aveva giocato solo quattordici incontri del main draw del circuito Challenger (con un bilancio di sette vittorie e altrettante sconfitte). Attenzione e determinazione da veterano le chiavi che hanno permesso al mancino di Buenos Aires di scalare il ranking, oltra ad una capacità analitica dentro e fuori del campo che gli è valsa il soprannome di “La Compu” (Il Computer). Cerúndolo ha chiuso la stagione con tre titoli a livello Challenger (Roma Garden, Como e Banja Luka) più altre due finali (Meerbusch e Lima), diventando il terzo argentino più giovane a raggiungere questo traguardo; meglio di lui solo due leggende del calibro di Del Potro e Guillermo Coria. Sono risultati che hanno permesso al tennista argentino di entrare in Top 100 e, ciliegina sulla torta, di conquistare un posto all’Allianz Cloud.

Peso rilevante nella crescita di Juan Manuel è la famiglia, dove lo sport è un denominatore comune a tutti i membri. Infatti, Juanma ha iniziato a giocare a tennis a tre anni nell’accademia dei suoi genitori con il padre Alejandro, che è stato un professionista negli anni ’80 arrivando vicino alle prime trecento posizioni del ranking. La sorella, Maria Constanza, è una giocatrice di hockey su prato, vincitrice della medaglia d’oro ai Giochi Olimpici Giovanili del 2018, mentre il fratello Francisco, di tre anni più grande, è stato finalista dell’ATP 250 di Buenos Aires la settimana dopo il suo successo a Córdoba, sfiorando una clamorosa doppietta (ora è N.127).

Cresciuto avendo come idolo un altro mancino come Rafa Nadal per il “modo in cui gioca e lotta su ogni palla”, non sorprende che da bravo sudamericano sia la terra rossa la superficie preferita di Cerúndolo. La conferma arriva dall’analisi dei tornei che compongono il suo best 18. Gli 803 punti che gli valgono la posizione 90 del ranking ATP sono stati conquistati tutti su tornei sul rosso, superficie che permette di esaltare il suo stile di gioco.

Modo di stare in campo che Juan Manuel descrive così: “Sono un ribattitore, dallo stile più difensivo. Mi piace sfruttare il ritmo dettato dall’avversario contro di lui, e quando posso attaccare utilizzo il dritto per chiudere il punto”. Servizio non molto potente e colpi spesso liftati e che viaggiano alti sopra la rete. Calmo e paziente sul campo, così come fuori dal campo per un atleta che a tratti si definisce solitario.

Per il ventenne argentino le sfide del 2022 saranno molteplici. L’esperienza alle Next Gen ATP Finals ha evidenziato i limiti momentanei di Cerúndolo quando si tratta di giocare sul duro. L’argentino, da specialista del rosso, rispondeva spesso ben lontano dalla riga di fondo, e i suoi colpi prevedevano aperture ampie che non si è soliti vedere sul veloce. Le tre sconfitte in quel di Milano sono state un segnale che la strada da fare è ancora molta. Per questo l’Australian Open, per i quali ha già ottenuto l’accesso al main draw, saranno già una prima cartina di tornasole. Ulteriore prova del nove sarà rappresentata dalla difesa dei punti ottenuti a Cordoba, che rappresentano oltre il 32% di quelli attuali. Stavolta non reciterà più il ruolo dell’outsider, e i punti in uscita che potrebbero avere un impatto sul suo ranking e sulla programmazione.

SEBASTIÁN BÁEZ

Prestazione di altro tenore in quel di Milano per l’altro giovane talento del tennis argentino, anche lui all’esordio sul duro a livello ATP. Infatti, Sebastián Báez, 21 anni il prossimo 28 dicembre, ha sconfitto Musetti e Gaston nel girone eliminatorio prima di arrendersi in semifinale al futuro campione Carlos Alcaraz.

Diversamente da Cerúndolo, che con l’exploit di Córdoba ha iniziato la scalata verso la Top 100, la campagna verso l’élite del tennis di Báez si è svolta quasi interamente nel circuito Challenger. Sebastián ha iniziato il 2021 alla posizione numero 309 per chiudere l’anno alla posizione 99, che assicurerà al nativo di Buenos Aires un posto nel tabellone principale australiano.

Che Báez avesse talento lo si era intuito dalla sua carriera da junior. Infatti, il giovane argentino era riuscito a issarsi fino alla cima del ranking dedicato agli junior, aveva raggiunto la finale al Roland Garros e conquistato nella sua Buenos Aires la medaglia d’oro in doppio ai Giochi Olimpici Giovanili in coppia con Diaz Acosta.

Nel novembre 2018, Báez era stato invitato dall’ATP come sparring partner dei “maestri” alle ATP Finals londinesi. Un’esperienza dalle mille sfumature, come ha raccontato a La Nacion il suo coach Sebastian Gutiérrez, considerato da Báez come una figura paterna. “Il primo giorno eravamo nel panico. Si allenò con Zverev che si presentò in campo con sette persone, incluso Ivan Lendl [allora allenatore del tedesco, ndr]. Il primo allenamento andò bene, sbaglio poco e ci chiesero di allenarci insieme anche gli altri giorni”. E proprio a Lendl è associato uno dei migliori ricordi della trasferta londinese per Sebastián. Una sessione di palleggi chiusa con il seguente augurio: ”Se Schwartzman ci è riuscito, puoi farlo anche tu”.

170 centimetri per 70 chili, per altezza e stile di gioco Báez ha più di qualcosa in comune con il Peque, che lo stesso Baez descrive come un punto di riferimento. Báez è un grande lavoratore e ammette che la chiave della crescita sia la squadra e il lavoro duro. Si tratta di un tennista esplosivo che compensa il limite dell’altezza con l’agilità, l’energia e la personalità degna di un giocatore ben più anziano.

Oltre a Schwartzman, un ruolo chiave nella crescita di Báez lo ha avuto lo stretto legame che lo lega a Juan Martin del Potro, una specie di padrino per il “Pollito”, soprannome affibbiatogli dalla Torre di Tandil.

Del Potro e Gutiérrez si conoscono dai tempi della Coppa Davis (Gutiérrez faceva parte dello staff tecnico di Daniel Orsanic), e Delpo è stata una persona presente nella crescita di Báez, con messaggi, sessioni di allenamento e la disponibilità ad offrire sempre il suo aiuto. Il primo allenamento tra i due risale all’aprile 2019 e Sebastián ne conserva la foto. Lo stesso Báez ammette che “allenarsi con lui ti porta a un livello di concentrazione più alto“. Il suo percorso di crescita si è delineato senza nessuna wild card nei tornei che contano, al contrario di alcuni altri suoi coetanei, situazione che ha reso più forte l’argentino dato che ogni risultato raggiunto è stato frutto del lavoro fatto.

Nel 2021 Báez ha conquistato sei titoli Challenger, tutti su terra battuta (Concepción, due volte a Santiago del Cile, Zagabria, Buenos Aires e Campinas). Il bottino raccolto nell’anno lo ha posto in seconda posizione nella classifica del maggior numero di titoli conquistati in una singola stagione a livello Challenger eguagliando Bonzi (2021), Bagnis (2016), Chela (2001) e El Aynaoui (1998), dietro all’inarrivabile Griekspoor di questa stagione (8). Con i sei titoli raggiunti, è diventato il più giovane giocatore della storia del circuito Challenger a raggiungere tale traguardo. Nel corso della stagione ha raggiunto altre tre finali sempre su terra (Bratislava, Kyiv e ancora Santiago) per un totale di 44 successi a fronte di sole 7 sconfitte a livello Challenger, la seconda maggior percentuale di successi nel circuito dietro solo a Brooskby (23-3).

Come dimostrato dai successi raggiunti, anche i best 18 di Báez sono composti quasi interamente da tornei giocati sulla terra battuta, 736 su 762 (il 96,6%). Le uniche eccezioni sul duro rappresentate dal trionfo al 15k di Monastir e la sconfitta al turno decisivo di qualificazione allo US Open.

La sfida del piccolo Báez per il 2022 sarà rappresentato dal salto di qualità dal circuito Challenger, dove ha dimostrato di essere ben sopra il livello medio della categoria, al circuito ATP. L’Australian Open sarà il primo main draw di un torneo del Grande Slam per l’argentino, e il gioco espresso a Milano ha mostrato come Sebastian sia in grado di giocare sul duro. Lo swing sudamericano che seguirà potrebbe sancire la consacrazione del “Pollito”, magari sfidando il suo padrino Del Potro, che proprio in Sudamerica punta al rientro nel circuito.

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Qualificazioni Roland Garros: vittorie per Giannessi, Zeppieri e Agamenone. Si fermano Giustino e Cobolli

I risultati del mattino del tabellone parigino cadetto: Giulio batte l’esperto romeno Copil e accede al match decisivo. Nulla da fare per Flavio, sconfitto in tre set

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Alessandro Giannessi è a un passo dall’entrare nel tabellone principale del Roland Garros 2022. Il ligure ha battuto per 7-5 6-2 in poco più di un’ora e mezza di gioco l’argentino Thiago Tirante, terraiolo di formazione. L’azzurro è stato bravo a portare a casa un primo set molto combattuto: decisivo il break conquistato nell’undicesimo gioco. Per Giannessi tutto più facile nel secondo set in cui Tirante ha sofferto una condizione fisica non ottimale. Buon per l’azzurro, che adesso si giocherà l’accesso al main draw contro l’austriaco Sebastian Ofner, reduce dalla convincente vittoria in due set contro l’australiano Vukic.

Non ce l’ha fatta invece Lorenzo Giustino, sconfitto per 6-4 6-1 in poco più di un’ora e mezza dal portoghese Pedro Sousa. Il campano ha vanificato un vantaggio di 3-1 nel primo set. Da quel momento in poi il tennis dell’italiano ha smesso di brillare: l’iberico ha messo a segno un tremendo parziale di undici game a due che non ha lasciato scampo a Giustino.

Si chiude l’esperienza parigina anche per Flavio Cobolli, uscito sconfitto per 6-3 3-6 6-3 contro il bulgaro Dimitar Kuzmanov, dopo due ore di grande lotta. Il giovane romano sembrava potercela fare dopo essersi aggiudicato il secondo set. Nel parziale decisivo, però, Kuzmanov non si è più voltato indietro grazie al servizio con cui ha concesso solamente le briciole all’azzurro: solo cinque i punti vinti in risposta da Cobolli. Fatale il break subito nel quarto gioco, che ha posto fine alle speranze azzurre.

 

Convincente prestazione anche per Giulio Zeppieri che ha la meglio su Marius Copil in due facili set, 6-2 6-3. Per l’azzurro, che non ha affrontato palle break, decisivi il sesto gioco del primo set e il quarto gioco del secondo dove ha strappato il servizio al romeno. Per Giulio, protagonista a Roma di una bella qualificazione al tabellone principale, c’è l’obiettivo di fare il bis cogliendo la sua prima partecipazione in uno Slam. Affronterà adesso il vincente del match tra Ramanathan e Cuenin. Infine, c’è anche la bella vittoria di Franco Agamenone in due set – 7-6 (6) 6-2 – su Alexander Muller. Il n.155 ATP, azzurro di origini argentine, attende ora uno tra Altug Celikbilek e Zdenek Kolar.

QUI IL TABELLONE DELLE QUALIFICAZIONI MASCHILI DEL ROLAND GARROS

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Giovedì 19 maggio il sorteggio tabelloni Roland Garros 2022: entry list, a che ora e come seguirlo

Sta per cadere il velo sull’edizione di quest’anno dello Slam parigino: cinque gli azzurri direttamente in main draw, quattro le azzurre

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Jannik Sinner - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il Roland Garros 2022, di fatto, è ormai iniziato, con le qualificazioni che hanno preso il via questa settimana. Ma il momento clou della settimana che porta al via del torneo principale sarà domani, giovedì 19 maggio, con il sorteggio dei tabelloni principali. C’è molta attesa di capire in quale parte del tabellone cadranno gli spagnoli Rafael Nadal e Carlos Alcaraz, con il campione uscente Novak Djokovic e Daniil Medvedev che avranno l’onore e onere di essere le prime due teste di serie. E ovviamente la curiosità sta anche nello scoprire che tipo di percorso avranno di fronte a sé gli italiani. Sono cinque gli uomini con accesso diretto al main draw: Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Lorenzo Musetti, Fabio Fognini e Marco Cecchinato. Quattro invece le azzurre: Camila Giorgi, Jasmine Paolini, Lucia Bronzetti e Martina Trevisan, con l’auspicio che la truppa tricolore possa infoltirsi al termine delle qualificazioni.



Il sorteggio prenderà il via domani alle 18.45 all’Orangerie nel Giardino delle Serre D’Auteuil. In Italia, al momento, non è prevista una copertura televisiva dell’evento, che potrà essere seguito sui canali social ufficiali del torneo, tra sito (www.rolandgarros.com) e social.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

 

L’ENTRY LIST MASCHILE COMPLETA
1 Novak Djokovic 1
2 Daniil Medvedev 2
3 Alexander Zverev 3
4 Rafael Nadal 4
5 Stefanos Tsitsipas 5
6 Matteo Berrettini 6
7 Casper Ruud 7
8 Andrey Rublev 8
9 Felix Auger-Aliassime 9
10 Cameron Norrie 10
11 Carlos Alcaraz 11
12 Jannik Sinner 12
13 Taylor Fritz 13
14 Hubert Hurkacz 14
15 Denis Shapovalov 15
16 Diego Schwartzman 16
17 Reilly Opelka 17
18 Roberto Bautista Agut 18
19 Pablo Carreno Busta 19
20 Nikoloz Basilashvili 20
21 Gael Monfils 21
22 Marin Cilic 22
23 John Isner 23
24 Karen Khachanov 24
25 Alex de Minaur 25
26 Lorenzo Sonego 26
27 Daniel Evans 27
28 Frances Tiafoe 28
29 Grigor Dimitrov 29
30 Aslan Karatsev 30
31 Cristian Garin 31
32 Fabio Fognini 32
Tommy Paul 33
Federico Delbonis 34
Jenson Brooksby 35
Alexander Bublik 36
Albert Ramos-Vinolas 37
Miomir Kecmanovic 38
Filip Krajinovic 39
Lloyd Harris 40
Botic van de Zandschulp 41
Sebastian Korda 42
Roger Federer 43
Ilya Ivashka 44
Pedro Martinez 45
Alejandro Davidovich Fokina 46
David Goffin 47
Ugo Humbert 48
Dusan Lajovic 49
Alex Molcan 50
Dominic Thiem 51
Francisco Cerundolo 52
Mackenzie McDonald 53
Marcos Giron 54
Federico Coria 55
Kei Nishikori 56
Marton Fucsovics 57
Tallon Griekspoor 58
Arthur Rinderknech 59
Jan-Lennard Struff 60
Benoit Paire 61
Laslo Djere 62
Benjamin Bonzi 63
Dominik Koepfer 64
Hugo Gaston 65
Sebastian Baez 66
Daniel Altmaier 67
Adrian Mannarino 68
Maxime Cressy 69
Soonwoo Kwon 70
James Duckworth 71
Oscar Otte 72
Jiri Vesely 73
John Millman 74
Kamil Majchrzak 75
Brandon Nakashima 76
Nick Kyrgios 77
Roberto Carballes Baena 78
Holger Rune 79
Pablo Andujar 80
Emil Ruusuvuori 81
Denis Kudla 82
Lorenzo Musetti 83
Richard Gasquet 84
Andy Murray 85
Jordan Thompson 86
Joao Sousa 87
Thanasi Kokkinakis 88
Yoshihito Nishioka 89
Ricardas Berankis 90
Henri Laaksonen 91
Hugo Dellien 92
Facundo Bagnis 93
Carlos Taberner 94
Tomas Martin Etcheverry 95
Mikael Ymer 96
Alejandro Tabilo 97
Alexei Popyrin 98
Jiri Lehecka 99
Marco Cecchinato 100
Aljaz Bedene 75 (PR)
Borna Coric 27 (PR)
Jeremy Chardy 88 (PR)
Stan Wawrinka 22 (PR)


ALTERNATES

  1. Peter Gojowczyk 101
  2. Attila Balazs 101 (PR)
  3. Quentin Halys 102
  4. Pablo Cuevas 103
  5. Guido Pella 104
  6. Jaume Munar 105
  7. Taro Daniel 106
  8. Steve Johnson 107
  9. Lucky loser #1
  10. Lucky loser #2
  11. Lucky loser #3

L’ENTRY LIST FEMMINILE COMPLETA
1 Iga Swiatek 1 1
2 Barbora Krejcikova 2 2
3 Paula Badosa 3 3
4 Maria Sakkari 4 5
5 Anett Kontaveit 5 6
6 Karolina Pliskova 6 7
7 Ons Jabeur 7 9
8 Aryna Sabalenka 8 4
9 Danielle Collins 9 8
10 Garbiñe Muguruza 10 10
11 Jessica Pegula 11 14
12 Emma Raducanu 12 12
13 Jelena Ostapenko 13 11
14 Belinda Bencic 14 13
15 Coco Gauff 15 16
16 Victoria Azarenka 16 18
17 Elena Rybakina 17 19
18 Leylah Fernandez 18 21
19 Angelique Kerber 19 17
20 Anastasia Pavlyuchenkova 20 15
21 Simona Halep 21 20
22 Madison Keys 22 22
23 Daria Kasatkina 23 26
24 Tamara Zidansek 24 27
25 Liudmila Samsonova 25 31
26 Sorana Cirstea 26 24
27 Veronika Kudermetova 28 29
28 Jil Teichmann 29 37
29 Camila Giorgi 30 30
30 Ekaterina Alexandrova 31 40
31 Amanda Anisimova 32 33
32 Elise Mertens 33 23
Petra Kvitova 34 28
Anhelina Kalinina 36 36
Sara Sorribes Tormo 37 49
Naomi Osaka 38 35
Alizé Cornet 39 34
Yulia Putintseva 40 52
Ajla Tomljanovic 41 42
Shuai Zhang 42 41
Alison Riske 43 43
Clara Tauson 44 38
Katerina Siniakova 45 45
Kaia Kanepi 46 54
Petra Martic 47 60
Shelby Rogers 48 46
Sloane Stephens 49 44
Aliaksandra Sasnovich 50 51
Nuria Parrizas Diaz 51 55
Beatriz Haddad Maia 52 61
Tereza Martincova 53 50
Magda Linette 54 58
Jasmine Paolini 55 48
Viktorija Golubic 56 39
Elena-Gabriela Ruse 57 56
Camila Osorio 58 47
Marta Kostyuk 59 53
Alison Van Uytvanck 60 59
Madison Brengle 61 57
Mayar Sherif 62 62
Irina-Camelia Begu 63 63
Andrea Petkovic 64 67
Ann Li 65 65
Maryna Zanevska 66 68
Ana Konjuh 67 64
Marie Bouzkova 68 78
Anna Bondar 69 72
Caroline Garcia 71 69
Varvara Gracheva 72 73
Qinwen Zheng 73 71
Arantxa Rus 74 74
Anna Kalinskaya 75 75
Rebecca Peterson 77 77
Karolina Muchova 78 66
Lucia Bronzetti 79 89
Dayana Yastremska 80 93
Greet Minnen 81 79
Martina Trevisan 82 84
Clara Burel 83 76
Panna Udvardy 84 82
Kaja Juvan 85 81
Kristina Kucova 86 80
Magdalena Frech 87 87
Anna Karolina Schmiedlova 88 88
Xinyu Wang 89 86
Bianca Andreescu 90 22
Danka Kovinic 91 98
Dalma Galfi 92 92
Oceane Dodin 93 94
Ana Bogdan 95 91
Diane Parry 96 99
Misaki Doi 97 95
Qiang Wang 98 97
Kristina Mladenovic 100 100
Chloe Paquet 101 105
Lauren Davis 102 85
Kamilla Rakhimova 104 96
Heather Watson 107 104
Tatjana Maria 109 100
(WC) Katie Volynets 112
Harriet Dart 113 101
(WC) Harmony Tan 115
Bernarda Pera 116 102
Claire Liu 118 83
(WC) Daria Saville 132
(WC) Fiona Ferro 139
(WC) Tessah Andrianjafitrimo 144
Astra Sharma 147 90
(WC) Leolia Jeanjean 223
(WC) Elsa Jacquemot 229
(WC) Carole Monnet 266
Taylor Townsend 333 84
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Alternates
1 Lin Zhu 99 106
2 Harmony Tan 115 107
3 Donna Vekic 106 108
4 Jule Niemeier 94 109
5 Irina Bara 105 110
6 Rebecca Marino 114 111
7 Viktoriya Tomova 119 112
8 Zarina Diyas 134 113
9 Elisabetta Cocciaretto 159 113
10 Nadia Podoroska 117 11
11 Vitalia Diatchenko 121 116
12 Aleksandra Krunic 122 117
13 Tamara Korpatsch 108 118
14 Ekaterine Gorgodze 111 121
15 Anastasia Potapova 76 122
16 Mihaela Buzarnescu 124 123
17 Maddison Inglis 127 124
18 Hailey Baptiste 126 125
19 Laura Pigossi 125 126
20 Cristina Bucsa 130 127

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Intervista a Jack Draper: “Geloso di Raducanu? Emma mi ha ispirato. Sapevo sarebbe arrivata in alto”

Il ventenne britannico ha vinto già 4 titoli Challenger, guadagnando 153 posizioni nella classifica
mondiale e posizionandosi al n.106 ATP

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Jake Draper - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

Traduzione dell’articolo di Simon Briggs, The Telegraph, 29 aprile 2022

A 20 anni Jack Draper non è solo un ottimo giocatore di tennis ma anche un attento conoscitore del gioco. Lo scorso giugno 2021, alla domanda riguardo alla sua amica e quasi coetanea Emma Raducanu, una ragazza allora sconosciuta nel mondo del tennis, figuriamoci al pubblico, Draper aveva risposto: “Non ha giocato molto, ma quando lo farà saprà arrivare in alto.” Dieci mesi dopo, seduti in un verdeggiante patio sul retro del National Tennis Centre nel sud-ovest di Londra, Draper non può non sorridere mentre ricorda ciò che è successo dopo. “Siamo quasi della stessa età “, dice della 19enne Raducanu, “quindi abbiamo giocato gli stessi tornei, l’Orange Bowl [a Miami], l’Eddie Herr Invitational (giusto qui vicino a Bradenton, nda). Ed Emma, inoltre, si è allenata qui un po’ di tempo fa. È una brava ragazza, e una grande persona.”

“In quell’intervista avevo detto ‘Riuscirà a fare incredibilmente bene’. Due settimane dopo, a Wimbledon raggiunge il quarto turno, e tutti pensano che ciò fosse un grande risultato. Dopo compie l’impensabile [vincendo gli US Open alla prima partecipazione]. Quindi, sì, è stato parecchio surreale, a essere onesti.” Il ranking di Raducanu da allora è salito dal n. 338 al n.11, un decollo verticale simil-NASA, che ha fatto sembrare quello di Draper quasi la scalata di una lumaca al confronto. E tuttavia, secondo standard comuni, non è che lui stia bighellonando. Il suo ranking è salito di 153 posizioni fino al n.106 negli ultimi quattro mesi, che è il maggior balzo in classifica ATP. Se non fosse stato per la presenza di questa supernova del tennis del vicino distretto di Orpington – Draper vive a Leatherhead, circa 20 miglia lontano – questo mancino di circa 195 cm, avrebbe decisamente attirato maggiore attenzione su di sé.

 

È geloso dei risultati di Raducanu? Di nuovo, Draper fa un sorrisetto. “È divertente. Vuoi che i tuoi compatrioti facciano bene perché li conosci come persone e conosci le loro vite. Ma poi, se qualcosa come quello non ti fa pensare “Oh! Voglio farlo anch’io!’, allora non saresti un forte agonista. Mi ha motivato, come avrebbe dovuto, e spero abbia fatto lo stesso con tutti gli altri giocatori, spingendoli a farsi sotto.” Sin dall’inizio della stagione Draper ha senz’altro tenuto un passo notevole. Oltre a collezionare il record di quattro titoli Challenger (nessuno è mai riuscito a vincerne così tanti nel primo quarto di stagione), ha fatto a marzo una comparsata all’Hard Rock Stadium a Miami, ottenendo la sua prima vittoria in un Master 1000 ai danni del veterano francese Gilles Simon [che ha da poco annunciato il ritiro, ndr].

“Vieni trattato in una maniera incredibile in un evento come quello di Miami”, dice Draper, “ma sapevo che ero solo di passaggio per la città. Poi, la settimana successiva, sarei stato nel mezzo del nulla in Francia. Quindi non ho voluto abituarmici. Detto ciò, i posti dove sto giocando stanno già diventando più confortevoli. È uno shock quando esci dal circuito juniores, dove giochi gli Slam, che sono tutti fantastici e comodi, e poi d’improvviso ti ritrovi nei Futures [il fondo della piramide del tennis professionale]. Siamo andati a Cancun [in Messico], che sembrava un bel posto, ma era in realtà a 20 minuti di strada sterrata dall’aeroporto. Avevano costruito i campi nel mezzo della giungla.” Districandosi tra questo periodo complicato della sua giovane carriera, Draper si è affidato all’infinito entusiasmo di Ryan Jones, un allenatore che lui descrive come “un amico di famiglia in tutto, qualcuno che si è preso cura di me.”

Entrambi sono tali e quali ai padri. Alan Jones, il padre di Ryan, ha allenato Jo Durie negli anni 80, mentre Roger Draper, padre di Jack, era l’amministratore delegato della Lawn Tennis Association. Insieme hanno messo su quattro anni di duro lavoro. Ma poi, a ottobre, Draper ha deciso che aveva bisogno di un cambiamento. Un problema, forse un effetto collaterale dell’intensità degli allenamenti di Jones, era il numero eccessivo di infortuni. “Ryan mi ha decisamente insegnato la filosofia del duro lavoro”, dice Draper adesso. “Avevo 15 anni quando abbiamo cominciato insieme e non avevo idea di cosa volesse dire quella frase. Mangiavo cibi indicibili e facevo cose che non avrei dovuto fare. Durante gli allenamenti mi limitavo a presentarmi e colpire un po’ di palle senza metterci alcun tipo di impegno. Ma Ryan aveva girato per il circuito con Kyle [Edmund] e sapeva cosa significa essere un tennista professionista“.

“Quella di terminare il rapporto è stata una decisione incredibilmente dura, ma sentivo la necessità di andare oltre, perché avevo passato la maggior parte del tempo degli ultimi quattro anni con Ryan, più che con chiunque altro, compresa mia mamma. Dopo ciò, mi ci è voluta qualche settimana per trovarmi in un luogo dove fossi di nuovo felice. Ma poi ho iniziato a lavorare con James Trotman (un altro allenatore inglese, assoldato tramite la LTA, nda). Sono molto fortunato ad aver avuto quell’opportunità.” I tifosi britannici del tennis lo sono anche. C’è stato un periodo durante il lockdown dove sembrava disinteressato, e si temeva che quel tempo passato a casa col fratello Ben, che attualmente si trova alla Wake Forest University nel North Carolina con una borsa di studio per il tennis, potesse spegnergli la voglia di vivere una vita da viaggiatore. Ora, però, la sua passione per il gioco è tornata alla grande. Possiamo vederlo non solo dal suo bilancio di partite vinte e perse, 24-4 questa stagione, ma anche dalla sua scelta di astenersi da opportunità romantiche. “Mio fratello mi dice sempre di andare sui siti di incontri, e di divertirmi. Ma penso che non capisca che io alle 6 di sera sono cotto. Ho bruciato all’incirca 5000 calorie e sono troppo sfinito per uscire per un appuntamento galante. Ho un cane, un labradoodle australiano, da cui mi faccio coccolare.”

Quanto sono solidi gli obiettivi a lungo termine di Draper? In un momento in cui il fenomeno spagnolo 18enne Carlos Alcaraz è riuscito a scalare la classifica fino alla top10, uno si potrebbe chiedere se lui non sia rimasto un poco indietro. E tuttavia ci sono solo due giocatori più giovani di Draper nella Top 100. Molti esperti credono che sia tranquillamente capace di riuscire ad entrare nella Top 20, e magari anche oltre. “Quando ero un teenager”, dice Draper, “guardavo sempre a ragazzi come Felix Auger Aliassime (di 16 mesi più vecchio, nda) pensando ‘Non sto facendo così bene”. Ma ho imparato che ognuno ha il suo proprio percorso da seguire. Ho avuto qualche infortunio, ma forse tutto ciò è accaduto per una ragione. Mi hanno dato più tempo per maturare, per avere la mia testa nel posto esatto e per essere fisicamente in una forma migliore. Quando sei pronto a fare qualcosa, quando sei al posto giusto: ecco quando succederà.”

Traduzione di Massimiliano Trenti

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