ATP Cup, la Germania batte gli Usa e il Canada supera la GB. Tutti in gioco per la qualificazione

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ATP Cup, la Germania batte gli Usa e il Canada supera la GB. Tutti in gioco per la qualificazione

Struff e Zverev decisivi per la Germania. Auger-Aliassime porta due punti al Canada: battuto Norrie

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Felix Auger-Aliassime - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)
 

Una parità che più parità non si può è quella che caratterizza il Gruppo C, l’altro girone ad aver preso la scena nel Day 4 della ATP Cup insieme a quello dell’Italia. Dopo la seconda giornata o, meglio, a una giornata dal termine che crea più pathos, Usa, Gran Bretagna, Germania e Canada si ritrovano tutte con una vittoria e una sconfitta. In realtà, non è proprio una parità “che di più eccetera” perché le squadre sono state citate in ordine di classifica, con gli Usa primi avendo un saldo match di 4-2 e il Canada ultimo (2-4), conseguenza della vittoria delle stelle e strisce sulla foglia d’acero per 3-0, mentre i britannici sono in vantaggio sui tedeschi in virtù di una migliore percentuale di set vinti. Tutto questo, però, non importa nulla in ottica qualificazione e torna a valere quanto detto in apertura. Intanto, andiamo a vedere chi ha battuto chi nel martedì australiano.

Germania b. Usa 2-1

J-L. Struff b. J. Isner 7-6(7) 4-6 7-5
A. Zverev b. T. Fritz 6-4 6-4
T. Fritz/J. Isner b. K. Krawietz/T. Puetz 6-0 6-3

 

La Germania si impone sugli Stati Uniti grazie ai singolaristi, anche se poi incassa una sonora sconfitta in doppio. Basta un solo break a Jan-Lennard Struff per assicurare il primo punto alla propria squadra contro John Isner. Un break arrivato peraltro all’ultimo game, il dodicesimo del terzo set, quando il trentunenne di Warstein aveva probabilmente perso il conto degli ace subiti (34, non male John), pur piantandone a suo volta un non disprezzabile 18. Nel tie-break del primo parziale, Struff ha mancato due set point prima di annullarne uno e trasformare poi il terzo. Pagato immediatamente il calo di tensione con il servizio ceduto in apertura di secondo e mai più recuperato, il tedesco ha un match point in risposta al decimo game, ma quello buono è il secondo sul 6-5 trasformato dal dritto vincente. “Non è solo il suo servizio a rendere complicata la faccenda” spiega alla fine Struff. “Devi concentrarti sulla tua battuta perché, se la perdi, è dura recuperare. Ci avevo giocato cinque volte e avevo sempre perso” aggiunge felice. Le precedenti sconfitte risultano però quattro…

Tocca poi a Sascha Zverev entrare in campo contro Taylor Fritz con moderata tranquillità sia per il punteggio favorevole, sia per la coppia di specialisti tedeschi alla quale affidarsi per il terzo match. Fa pochi conti, però, Zverev, peraltro sconfitto da Fritz in California nell’ultima loro sfida, e gioca un incontro di “ottimo livello per essere il secondo dell’anno, almeno fino all’ultimo game”. Primo set in cascina grazie alla partenza 2-0 e nonostante il 15-40 al momento di chiuderlo (le sole palle break fino a quel momento), il secondo prende ancora da subito la direzione della Germania. E, di nuovo, problemi a tenere l’ultima battuta, compito infine portato a termine senza offrire palle break ma con il bisogno di un sesto match point. A vittoria acquisita, Krawietz e Puetz vengono rullati da Fritz e Isner.

Canada b. Gran Bretagna 2-1

D. Evans b. D. Shapovalov 6-4 6-4
F. Auger-Aliassime b. C. Norrie 7-6(4) 6-3
F. Auger-Aliassime/D. Shapovalov b. J. Murray/J. Salisbury 6-4 6-1

Vittoria tutt’altro che scontata del Canada sulla Gran Bretagna, soprattutto dopo l’iniziale vantaggio britannico ancora grazie a Dan Evans, che, senza concedere una sola chance alla risposta, si fa bastare un break per set per avere ragione di Denis Shapovalov. “Nei miei turni di servizio ho provato a essere aggressivo e a muovere la palla” dice Evo, “mentre in risposta sono rimasto più indietro, era una buona occasione per difendere e frustrarlo”. È però la giornata di Felix Auger-Aliassime, che porta due punti alla propria squadra, prima confermando l’esito dei due precedenti contro Cameron Norrie, poi imponendosi al fianco dell’amico Shapo contro gli specialisti Jamie Murray e Joe Salisbury.

82% di punti vinti con la prima e grande continuità ed efficacia in risposta per i giovani canadesi che si prendono break e set al decimo gioco nonostante le tre palle game consecutive per il 5 pari, con un grave errore al volo di Murray sulla prima. La musica non cambia nel secondo parziale, anzi, il team Canada alza volume e ritmo. Felix e Denis tirano troppo forte e – udite, udite – pure in campo, per nulla impressionati né distratti dagli schemi coppia anglo-scozzese, della quale mettono invece a dura prova i riflessi a rete. Il secondo set rimane incerto per tre giochi, poi il Canada vola a prendersi la vittoria.

Scenari di qualificazione

Con quattro squadre a pari vittorie, dopo l’ultima giornata ce ne saranno in ogni caso due in vetta alla classifica; ci si dimentica allora dei conteggi perché vale semplicemente lo scontro diretto. Ogni squadra non ha però il destino nelle sole proprie mani, ma dovrà guardare il risultato dell’altro tie. Ecco cosa potrà accadere dopo Gran Bretagna – Usa e Germania – Canada:

Se vincono GB e Germania, è prima la Gran Bretagna;
se vincono GB e Canada, passa il Canada;
se vincono Usa e Germania, la Germania vince il gruppo;
se vincono Usa e Canada, a festeggiare sono gli Usa.

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Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

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Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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