Australian Open 2022, Bronzetti sfida Gracheva e per Trevisan c’è Zhang: gli accoppiamenti delle qualificate

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Australian Open 2022, Bronzetti sfida Gracheva e per Trevisan c’è Zhang: gli accoppiamenti delle qualificate

In caso di vittoria, Lucia sfiderebbe molto probabilmente Ash Barty sulla Rod Laver Arena

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Al termine delle qualificazioni, che hanno visto Lucia Bronzetti e Martina Trevisan centrare l’obiettivo del main draw, il tabellone del singolare femminile dell’Australian Open 2022 è stato completato con gli accoppiamenti delle giocatrici qualificate. Bronzetti sfiderà al primo turno la russa Varvara Gracheva, ventunenne attuale numero 70 WTA che battè Camila Giorgi nel secondo turno del Roland Garros 2021. Tra le due nessun precedente; se Bronzetti dovesse vincere, affronterebbe al secondo turno Ashleigh Barty con la possibilità di giocare sulla Rod Laver Arena. Trevisan ha avuto in sorte invece la cinese Sasai Zheng, attuale numero 83 WTA. Anche qui nessun precedente tra le due. In caso di vittoria, l’italiana affronterebbe la vincente di Tomljanovic-Badosa.

QUI IL TABELLONE COMPLETO DELL’AUSTRALIAN OPEN FEMMINILE 2022

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[VIDEO] Il punto del direttore Scanagatta: “Spero in una finale femminile combattuta”

Ubaldo deluso per la poca battaglia vista nelle semifinali: “Barty mi ricorda Bjorn Borg a Parigi 1978”

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Ashleigh Barty all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Nel consueto punto di giornata sulla nostra pagina Instagram, il direttore Ubaldo Scanagatta fa un breve riepilogo delle due semifinali femminili dell’Australian Open andate in scena oggi, giovedì 27 gennaio. “Due semifinali a senso unico. Barty ha dato 6-3 6-1 alla Keys, è la prima australiana in finale nel torneo di casa dal 1980. Collins, che dopo questo torneo sarà tra le prime dieci del mondo, ha dato  6-4 6-1 a Swiatek -dice Ubaldo -. La Barty ha un rovescio slice che mi ricorda Federer, ma per aver perso solo 21 game in 6 partite mi ricorda Bjorn Borg, che a Parigi nel 1978 ne perse 32 in 7 (ma lui giocava tre set su cinque). La Collins, dopo un anno da una delicata operazione, tira fortissimo e contro la Barty può fare meglio di Anisimova e Giorgi. Spero di assistere a una finale lottata dopo tante partite senza storia”.

Ecco il video, reperibile anche sulla pagina Instagram di Ubitennis, che potete seguire per rimanere aggiornati in tempo reale su tutto ciò che accade nel mondo del tennis.

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Australian Open, verso Berrettini-Nadal: Matteo contro una leggenda vivente per coltivare il suo sogno

La sfida contro Rafa per un posto nella finale degli Australian Open si prospetta molto equilibrata, e il meteo sarà un fattore cruciale

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Un’altra sfida estremamente complicata attende Matteo Berrettini nella semifinale degli Australian Open contro Rafael Nadal, nella riedizione della semifinale dello US Open 2019, la prima a livello Slam nella carriera del tennista italiano. Quella partita, che è tuttora l’unico precedente tra i due, era finita con una vittoria in tre set del tennista maiorchino per 7-6(4) 6-4 6-1 che aveva spalancato a Nadal le porte della finale poi vinta in cinque set di battaglia contro Daniil Medvedev. La partita dello Slam americano è rimasta impressa nella mente delle agenzie di scommesse, che – anche per lo status leggendario del tennista spagnolo – rendono Nadal favorito per tutti i pronostici. La quota più sbilanciata è sicuramente quella di PokerStars, che mette a 2.63 una vittoria di Berrettini contro l’1.54 di Nadal; più benevolo verso l’italiano il pronostico di PlanetWin, il tennista italiano scende a 2.48 a fronte però dell’1.52 di Nadal confermando comunque la tendenza di un Berrettini dato per sfavorito da chiunque, come spesso è successo in questo torneo.

A livello tecnico però sarà probabilmente una partita molto più vicina ed incerta di quanto suggeriscano le quote. E’ giusto considerare il venti volte campione Slam Rafa Nadal come favorito per una serie di motivi, ma a fronte di tutti c’è il più banale: parliamo di un campione assoluto di questo sport che corre per il suo 21esimo slam (sarebbe record solitario) e che è capace di tirare fuori in qualsiasi momento una prestazione di altissimo livello, motivo per cui non si può dare totalmente sfavorito Nadal se non in rarissimi casi (come contro Medvedev o Djokovic sul cemento). Per quanto riguarda il matchup tra i due è tutto piuttosto equilibrato. Il “mancinismo” di Nadal gli permette di poter colpire con il dritto, colpo che è ancora ad un livello paragonabile al prime del tennista spagnolo, contro il rovescio di Berrettini, la diagonale che sicuramente sarà una delle chiavi della partita. La risposta di Nadal è di altissimo livello e contribuirà a rendere competitivi i game di servizio di Berrettini, specialmente se il tennista italiano dovesse servire in maniera non ottimale come contro Monfils.

L’incognita principale per l’ex numero uno del mondo sarà sicuramente il fisico. Il Nadal visto contro Shapovalov è apparso in ottime condizioni per poi calare in maniera repentina con il passare delle ore tra la fatica del match e il caldo di Melbourne, fino ad un quinto set in cui il tennista spagnolo aveva difficoltà visibili nei movimenti. Il servizio di Nadal ha tenuto a galla il match contro Shapovalov quando la fatica era diventata evidente, ma basterà in caso di calo fisico contro un tennista molto più giovane e che si affida ad un servizio molto più potente e continuo del canadese?

 

Presi in considerazione questi fattori, non si può comunque non considerare le possibilità di Berrettini come forti per una serie di validi motivi tecnici. Se Berrettini dovrà reggere l’urto del dritto di Nadal sul suo rovescio, è altrettanto vero che vale lo stesso per il dritto di Berrettini, uno dei migliori del circuito se non il migliore, contro il rovescio di Nadal. Un colpo che è apparso in condizioni migliori rispetto allo scorso anno ma che resta il colpo più declinato dello spagnolo con il passare degli anni. I progressi in risposta dal lato del rovescio saranno cruciali per le chance di Berrettini, che affronterà un servizio sicuramente solido, specialmente sulla seconda, ma che altrettanto sicuramente gli lascerà opportunità.

Altro fattore importante saranno gli scambi lunghi. Nella sfida del 2019 Nadal era in condizioni tecniche e fisiche ancora al top e dominò la maggior parte degli scambi lunghi, spegnendo un inesperto e stanco Berrettini alla distanza. Oggi dal punto di vista fisico la situazione è capovolta, e nonostante Berrettini non abbia la mobilità di Nadal e nemmeno una resistenza eccezionale può fare leva sul mezzo passo in meno di esplosività mostrato da Nadal in tutto il torneo, che di anno in anno basa il suo gioco più sugli scambi corti che sul gioco lungo. Per passare in finale servirà una prestazione al servizio simile a quella contro Pablo Carreno-Busta, match in cui l’italiano è stato pressoché perfetto, anche perché Nadal ha sempre dimostrato durante la sua carriera di poter disinnescare i servizi dei big server. Ad aiutare Matteo ci sarà la posizione molto arretrata di Nadal in risposta, che come visto con Medvedev nella finale dello US Open 2019 può esporlo a serve and volley improvvisi che Matteo dovrà sfruttare molto se vuole avere un’arma in più.

In sostanza Berrettini può contare su dei mezzi più che sufficienti per affrontare e vincere una delle partite più importanti della sua carriera, anche contro una leggenda vivente come Nadal. Il finalista dell’ultimo Wimbledon ha un bagaglio di esperienza e una consapevolezza del suo gioco nettamente diversa rispetto all’ultima sfida tra i due. Questa volta oltre alla finale ci sarà anche in palio il numero cinque del mondo, che sarebbe assicurata per chiunque dei due vincesse la partita. Le condizioni atmosferiche giocheranno un ruolo fondamentale nella sfida. La partita è prevista durante la giornata australiana (non prima delle ore 4.30 italiane, diretta su Eurosport) e c‘è una forte possibilità di pioggia con conseguente chiusura del tetto, il che creerebbe condizioni indoor che sarebbero sicuramente le preferite dal tennista italiano. Anche se dovesse piovere è previsto un forte caldo ed umidità, fattori che Nadal ha sofferto molto nei quarti di finale. Il tennista maiorchino resta il favorito del match, anche se non di molto, ma Berrettini ha la possibilità di giocare per un sogno, quello di raggiungere la seconda finale Slam in carriera e la prima del tennis italiano all’Australian Open.


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Australian Open, Collins e la finale Slam dopo l’operazione: “Avrò il pubblico contro, ma mi divertirò lo stesso”

La tennista americana si presenta senza paura alla finale contro Barty: “Spero che ne esca fuori una battaglia”

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Danielle Collins - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

La prima volta di Danielle Collins in una finale Slam sarà all’Australian Open, dove sfiderà la numero uno del mondo e campionessa di casa Ashleigh Barty. Una partita speciale due volte per Collins, visto che sarà anche il culmine di una rinascita umana e tennistica partita dalla dolorosa operazione per endometriosi del 2021 e il Roland Garros disputato ad un solo mese di distanza. La tennista americana è andata sempre più in crescendo, con le vittorie nel WTA250 di Palermo su terra rossa e del WTA500 Silicon Valley Classic, entrambe arrivate nell’estate del 2021. Ora la meravigliosa corsa di Melbourne, coronata con la vittoria in semifinale contro la rampante polacca Iga Swiatek. Un risultato che le permetterà di entrare nella Top 10 WTA a fine torneo.

La partita contro Barty si preannuncia dal pronostico chiuso per via del dominio espresso dalla tennista australiana durante il torneo, ma l’americana si dice fiduciosa. “Abbiamo sempre avuto delle battaglie ogni volta che abbiamo giocato contro e alcuni momenti, anche se poi ho perso, mi sono rimasti impressi nella mente. Quello che apprezzo di lei è la varietà del suo gioco. Pochissime usano lo slice di rovescio come lei e pochissime servono bene come lei. Spero che ne esca fuori una battaglia. Penso che dovrò andare a rivedermi le partite precedenti, guardare a cosa ha funzionato e cosa meno per cercare di renderle la vita complicata”.

Il pubblico sarà tutto dalla parte di Barty, prima finalista donna nello Slam di casa dopo Wendy Turnbull nel 1980, Collins tuttavia è preparata psicologicamente e, anzi, interpreta questo elemento con grande maturità. “Sarà sicuramente così ed è bello che sia così, dopo tutto quello che abbiamo vissuto, con le porte chiuse per il Covid che ha pure fermato il nostro sport a lungo, bisogna solo essere grati di poter rivedere persone sugli spalti per poter trarre da loro energia positiva.”. Nella semifinale vinta contro Iga Swiatek la tennista americana è stata brava a tenere alto il livello anche quando l’ex campionessa del Roland Garros ha provato a rientrare. “Mi sento alla grande. Questo torneo è stato fantastico: ho affrontato grandi battaglie contro grandi giocatrici ed essere in finale è incredibile. Non ho parole […] fin dall’inizio mi muovevo bene, mi esprimevo su ritmi alti, colpivo bene la palla e riuscivo a muovere la mia avversaria come volevo”.

 

Collins è consapevole che sarà dura ripetere il livello espresso oggi e in altre sfide come nella rimonta contro Clara Tauson, ma è pronta ad affrontare la finale con la sua solita grinta. “Beh, quando ho un’idea tattica di cosa fare in campo è più facile che riesca ad esprimermi bene, ma come per tutte le giocatrici ci sono giornate in cui sei al massimo e giornate in cui non lo sei. Oggi mi è girato tutto bene, spero di potermi ripetere ma bisogna anche essere realistici e sapere che non sempre si riuscirà a giocare così”.

La conferenza stampa si chiude con un riferimento alla carriera collegiale di Collins, che come tanti tennisti americani ha partecipato al circuito NCAA, in riferimento al giocare con un clima ostile come quello che troverà nella finale, tipico delle competizioni tra università americane quando si gioca in trasferta. “Al college ti abitui abbastanza ad avere una folla schierata contro di te. Mi è sempre piaciuto. Amo giocare con l’energia, se è per me, contro di me, neutrale. io semplicemente amo ascoltare le persone e ricevere quell’energia. Quindi spero che (il college, ndr) mi abbia preparato bene, ma lo scopriremo. Questo sarà uno stadio un po’ più grande di quelli dei college in cui ho gareggiato, ma proverò a fare il meglio che posso e ad abbracciare ogni momento“.


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