La fortuna aiuta a battere i record. Esser fenomeni non basta. L’Oscar della sfortuna a Djokovic e … - Pagina 2 di 2

Editoriali del Direttore

La fortuna aiuta a battere i record. Esser fenomeni non basta. L’Oscar della sfortuna a Djokovic e …

L’infinita saggezza di Nadal. Il record di Feliciano Lopez è il ritratto della salute. La prudente neutralità di Federer, “primula rossa” crociata del tennis. La “bolla” di Sasha Zverev dopo il Covid di Misha.

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Feliciano Lopez - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)
 
 

Ho divagato nemmeno fossi il Dottor Divago – fantastico soprannome (oggi si dice nickname) coniato da Rino Tommaso per il suo compare Gianni Clerici –  ma quando mi sono soffermato lungo gli anni a contare gli Slam consecutivi giocati da certi tennisti per constatare che Feliciano Lopez ha disputato 139 Masters 1000 (uno più di Federer) ed è il recordman degli Slam consecutivi con 79, davanti a Verdasco 67, Seppi 66 e Federer 65…mi fermo a riflettere e dico: ma che salute di ferro hanno avuto questi giocatori? I 79 Slam consecutivi di Deliciano, tanto cara a mamma Murray, corrispondono a 20 anni (manca uno Slam per farne 20 precisi). 20 anni senza un intoppo in quattro diversi periodi dell’anno…Quando si dice che lo sport agonistico ad alti livelli non è di sicuro sano, ma fa male?

Insomma questi campioni sono stati indiscutibilmente anche fortunati. Se poi Nadal negli anni, e Federer ultimamente, hanno avuto acciacchi di vario tipo, ci sta, anzi era inevitabile dopo 20-25  anni sulla breccia a fare una vita che tanto sana non è.

Vabbè, di Djokovic ho detto, ma chi è il secondo tennista sfortunato di questo Australian Open?

 

E’ chiaro. E’ Hugo Humbert, testa di serie n.29. Ne abbiamo scritto in un altro articolo. Non solo, lui NextGen di discreto talento e avvenire, ha perso con il semipensionato connazionale Richard Gasquet dopo aver vinto il primo set (3-6,7-6,7-6,6-3), ma è rimasto intrappolato nel COVID. Proprio in trappola perché il test che ha fatto prima di ripartire verso la Francia lo ha trovato positivo e per una settimana sarà costretto a restare in Australia. E chissà se riuscirà a giocare i tornei cui voleva partecipare, almeno uno tra Cordoba, Pune e Montpellier.

Adesso tutti quelli che lo hanno incontrato si stringono nelle spalle. Quanti altri giocatori potrebbero essersi contagiati senza accorgersi? Se prima i tennisti potevano “combattere” soltanto appoggiandosi al fisio per evitare infortuni, ora faranno bene a …non appoggiarcisi troppo, né al fisio, né ai compagni, né agli avversari.

Anche certi risultati dell’open d’Australia potrebbero venir influenzati – è il caso di dire no? – da chi improvvisamente si contagiasse. Ieri quando ne ho parlato con Sasha Zverev, cui ho dato io la notizia di Humbert – così come due giorni prima gli avevo detto io che i politici francesi avevano deciso di non consentire più la partecipazione di atleti non vaccinati agli eventi sportivi in terra di Francia (Roland Garros e Tour de France inclusi naturalmente) – ha detto: “Non sapevo che Humbert avesse il COVID, vengo a saperlo da te per la prima volta. Quest’anno in Australia ci sono più casi che un anno fa. siamo autorizzati a mangiare fuori, fare quello che vogliamo, così è normale che molta più gente abbia il COVID (l’anno scorso i giocatori furono rinchiusi in una bolla). Mio fratello quando è arrivato ce l’aveva. E’ stato in quarantena a Sydney e ora ovviamente non ce l’ha più, ma credo che un bel po’ di giocatori l’avevano quando sono arrivati. E un po’ di giocatori ce l’hanno adesso. Non veniamo testati, quindi io penso che se invece venissimo testati ci sarebbero più positivi di quanti sappiamo. (nota di Ubaldo: questa mi pare una gran sciocchezza in un  Paese così rigido nelle regole. Mi pare che certifichi la volontà di Tiley e del torneo di far giocare tutti…mah?!). Ma io sono qua per giocare il torneo, capisco che ci sono tanti casi a Melbourne e molti in tutta l’Australia. Quindi non faccio granchè fuori, non sono andato a nessun ristorante. Solo hotel e campi da tennis, quindi mi sono fatto la bolla da me stesso, semplicemente perchè non voglio correre alcun rischio e mi voglio dare la miglior chance possibile per far bene qui. Se beccassi il COVID chiaramente non potrei”.

Ora chiunque abbia avuto la pazienza di arrivare in fondo a quest’articolo avrà capito perché oggi m’è preso il pallino della fortuna. Con l’Omicron prendersi il COVID o non prenderselo è sì in parte collegato alle precauzioni che ciascuno prende, ma è anche una questione di fortuna. E tu puoi anche essere un formidabile tennista, ma se hai sfortuna e prendi un Covid che viene in qualche modo riscontrato, sei costretto a rinchiuderti in un hotel e addio torneo. Ecco perché la fortuna nei successi di un atleta ha il suo bel peso. E smentendo i latini mi permetto di dire “Non semper fortuna audaces iuvat”.

Per inciso personale ecco perché non sono andato in Australia dopo 30 anni in cui non me l’ero fatto mancare (tutti dal 1990 eccettuato il 2012 e l’anno scorso): l’idea di poter contrarre il COVID in aereo o dove, e di dover restare per una settimana in un hotel assegnatomi da chissà chi a guardare le partite in tv, era un rischio troppo grosso. Soprattutto perché a me non avrebbero dato 90.000 dollari australiani come a chi perde al primo turno!

A seguito di quanto ha detto Zverev a proposito del fatto che i giocatori non devono fare test durante il torneo mi chiedo: che cosa farebbe un tennista che avesse contratto il COVID – magari rilevato da uno di quei test casalinghi – ma fosse asintomatico e scoprisse la propria positività alla vigilia di un  match, magari di un quarto di finale o di una semifinale? Quanti lo denuncerebbero e darebbero forfait se non stessero male? Giocare o non giocare?

Con questo dubbio amletico vi lascio a pensarci su. See you tomorrow.

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Editoriali del Direttore

Roland Garros: anche Sasha Zverev mi ha risposto su Sinner e Musetti. Intanto Jannik, Giorgi e Sonego sognano di ripetere l’exploit di Martina Trevisan

PARIGI – Gli ottavi di finale non sono un miraggio per i nostri. Ma con Ruud il compito di Sonego è durissimo. Fra Camila e Sabalenka…difficile trovare due tennisti più imprevedibili. Sinner con McDonald ha più chances di tutti. E io ce l’ho con i leoni da tastiera che scrivono stupidaggini

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Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non è che io abbia trovato troppi spunti su cui scrivere in questa giornata di venerdì al Roland Garros, dove al solito hanno passeggiato Rafa Nadal e Nole Djokovic come fanno quasi sempre nella prima settimana di uno Slam, al di là del grande piacere che ho provato vedendo giocare ancora una volta benissimo Martina Trevisan, vittoriosa su Daria Gavrilova in Saville (6-3,6-4) assai più nettamente di quanto dica il risultato.

 Bravissima e così bene educata Martina in un mondo tennistico dove purtroppo mi è capitato di incontrare anche diversi presuntuosi diventati via via più cafoncelli man mano che arricchivano.

Ho visto per la prima volta Martina quando era ancora piccola, seppur già indiscutibilmente talentuosa. Giocava partite le sue prime gare al tennis club Italia di Sergio Marrai a Forte dei Marmi e quel timing sul dritto mancino era già uno spettacolo. Ma i dubbi legati a un fisico non da amazzone, quando già le russe che avevano preso a dominare il tennis erano tutte sul metro e 80, si erano impadronite di molte delle prime posizioni mondiali.

 

Prima di Martina avevo conosciuto una bravissima persona, suo padre Claudio, un ex calciatore (classe 1947) che aveva giocato da attaccante in diverse squadre di buon livello (Modena, Sanbenedettese, Ternana, Taranto) e che gestiva una piccola azienda alla quale ordinai i miei primi cappellini verdi di Ubitennis. Claudio, grande appassionato di tennis, volle venire da Santa Croce sull’Arno a portarmeli di persona.

Ora purtroppo Claudio non sta bene, anzi sta proprio male. E Martina, che gli aveva dedicato la vittoria conquistata nel suo primo torneo a Rabat domenica scorsa, naturalmente lo pensa sempre.

Ho conosciuto prima di Martina  anche suo fratello Matteo che era una vera promessa, uno dei migliori junior del mondo, tant’è che era arrivato a giocare una finale all’US Open junior. Senza essere altissimo aveva una prima di servizio e un dritto davvero esplosivi.

Ricordo di aver incontrato 3 mesi dopo l’exploit all’US Open, in Australia, uno dei più noti coach e intenditori di tennis, l’olandese Sven Groeneveld che ora allena la Andreescu. Io non credo che ci sia un coach che abbia allenato più gioacatrici (ma anche giocatori) di Groeneveld. E siccome non tutti ne sono al corrente vi faccio l’elenco dei suoi “assistiti”: Monica Seles, Arantxa Sánchez Vicario, Mary Pierce, Ana Ivanovic, Caroline Wozniacki, Michael Stich, Greg Rusedski, Nicolas Kiefer, Tommy Haas, Maria Sharapova and Mario Ančić.

Credo possa bastare no? Ebbene a Melbourne Groeneveld mi disse: “Quel vostro ragazzo, Trevisan, ha la stoffa per diventare uno dei primi giocatori del mondo. Fatene…un buon uso!”.

Purtroppo Matteo non aveva la testa, la mentalità giusta, per capire quanto fosse importante sacrificarsi. E nonostante la FIT lo avesse convocato a Tirrenia, non si riuscì a farlo concentrare totalmente sul tennis.

Per papà Claudio, che tanto aveva puntato su lui, fu un enorme dispiacere. Oggi però Claudio sarebbe felice di vedere ancora Martina negli ottavi di finale del Roland Garros, per la seconda volta. Ma nessuno sa se potrà riuscire a farlo.  

La Martina di questi giorni ha tutte le carte in regola per battere in ottavi Aliaksandra Sasnovich anche se la ragazza bielorussa, n.47 del mondo le sta ufficialmente avanti nel ranking di 12 posti e, soprattutto, viene dall’aver battuto prima la Raducanu testa di serie n.12 e poi la Kerber n.21, due campionesse di Slam.

Il ranking significa poco a questi livelli. Tanto più perché Martina è virtualmente n.44 anche se dovesse perdere mentre salirebbe intorno a n.31 se vincesse e si qualificasse per i quarti a Parigi per la seconda volta in due anni. Potrebbe già raggiungere – anche se poi ci sarebbe da mantenerle– quella posizioni che ci ha detto essere l’altro giorno il suo obiettivo del 2022: chiudere l’anno fra le prime 32 tenniste del mondo per poter poi essere testa di serie al primo Slam del 2023, in Australia.

Della Sasnovich ha scritto diffusamente Antonio Garofalo. Inutile che io mi ci soffermi ancora. Penso che sia battibile dalla Trevisan vista questi giorni, dopo 8 vittorie consecutive e convincenti fra Rabat e qui. Però capisco che anche la Sasnovich abbia ottime ragioni per credere in se stessa. Vedremo.

Intanto io confesso oggi di essermela davvero presa –e l’ho detto anche nel video – con i commenti di alcuni lettori di Ubitennis. Ce l’ho – tanto per essere chiaro e al tempo stesso senza sopravvalutare la loro importanza – con coloro che vorrebbero attribuirmi un’antipatia – uno ha scritto addirittura “Astio!” –  oppure un pregiudizio negativo assolutamente inesistente e infondato nei confronti di Jannik Sinner. Tifo Sinner dal primo momento che l’ho visto, mi sta molto simpatico, lo trovo un gran bravo ragazzo, educato, per bene, e gli auguro oggi e sempre, tutto il bene e la fortuna del mondo

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

A prescindere dalla simpatia, un Sinner che diventasse un numero uno del mondo, ma anche un top 3 o un top 5 farebbe la fortuna sua (in parte già fatta soltto il profilo economico) e pure quella di Ubitennis. 

Ma non è per interesse speculativo che io mi auguro che vinca il più possibile. Me lo auguro per il tennis italiano, per la sua promozione, per lo sport che amo dacchè sono bambino. Ho atteso per 40 anni, dal dopo Panatta, che si affacciassero sul circuito mondiale tipi come Sinner, come Berrettini, come Musetti, come Sonego (anche se questi ultimi due devono ancora fare tanta strada).

Quando  ho letto quegli stupidi commenti (che non ho censurato) per un attimo ho pensato che forse fosse arrivato il tempo di mandare al diavolo la chat con i suoi leoni da tastiera.

Poi mi sono detto: lascia perdere, un paio di cretini ci sono e ci saranno sempre. Per fortuna non sono che una esigua minoranza che si prende sul serio. Fatto sta che a volte alla stupidità non c’è limite e il web non è davvero il mezzo migliore per porre quel limite. Umberto Eco coniò quello stupendo termine web-eti, e molti anni prima di lui, quando non c’era ancora il web, Oscar Wilde ebbe a dire: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”. Sul web invece anche gli stupidi aprono bocca e sentenziano. Il problema è che qualcuno ogni tanto non approfondisce e prende per buone le stupidaggini.

Per chi lavora seriamente, come tutti i collaboratori di Ubitennis, ore e ore dal primo mattino fino a notte fonda (grazie a queste sessioni serali di cui avremmo egoisticamente fatto assai a meno) – credo che oggi si siano pubblicati 18 articoli!! – è offensivo leggere commenti davvero insopportabili.

Così, mentre vi invito ancora una volta a registrarvi presso l’Instagram di Ubitennis – dove ad esempio spesso faccio un commento a caldo di un match appena concluso, come l’Alcaraz-Korda del clou serale di venerdì: vorrei superare i 14 mila followers e ne mancano solo 70, coraggio!  –  ora mi fermo qui, perché ci attende una giornata che comincia alle 11 con Sinner-McDonald (1-0 con il precedente della finale di Washington), prosegue sullo stesso campo Simonne Mathieu con Giorgi-Sabalenka (1-1, don Camila che perse a Lugano diversi anni fa ma ha vinto lo scorso anno a Eastbourne) e poi, ma non prima delle 16 ci sarà l’ultimo italiano a caccia di un posto in ottavi, Lorenzo Sonego che affronta per la quarta volta Casper Ruud dopo averci perso sempre, ma l’ultima volta a Vienna almeno dopo una gran bella lotta.

Luca Chito ha scritto per noi, come di consueto, le quote di almeno tre aziende di scommesse, perché le si possano comparare. Ecco qui il LINK al suo articolo. Mi sembra che la vittoria di Sonego sia pagata a 5. A me sembra alta. Ma certo Ruud è favorito.

Per finire, prima di ricordare le teste di serie che…non ci sono più, vi dico che ho rivolto a Sasha Zverev la stessa domanda formulata ieri a Stefanos Tsitsipas

In Italia siamo molto orgogliosi di avere due tennisti come Sinner e Musetti. Attualmente c’è un grosso gap di classifica fra i due. Qualcuno dice che è un gap non così grande in termini di qualità di tennis. Mi dici la tua opinione? Uno magari pensa che uno possa essere più talentuoso, uno che l’altro possa essere più solido e potente. Puoi cercare di dirmi come la pensi te?

ALEXANDER ZVEREV: Chi ha più talento dei due?

Q. Se tu che me lo devi dire, non io.

ALEXANDER ZVEREV: Okay. Io penso che entrambi diventeranno grandi giocatori. Ora Jannik è più su, è più “established”. E’ stato top-ten, ha giocato a Torino lo scorso anno. Musetti non è ancora arrivato a quel livello. Sinner ha battuto dei top-10, ha già battuto parecchi ottimi giocatori, mi ha battuto qui due anni fa. E’ qualcosa che ancora Musetti non ha fatto. Secondo me è uno dei tennisti con maggior talento, uno dei più dotati che c’è nel circuito. E’ molto piacevole anche vederlo giocare. Ha una grande tecnica, un rovescio a una mano. Un bellissimo tennis. Ma dipende da lui cosa può fare con quel talento e io non posso rispondere a questa domanda per te…”

E ora chiudo davvero. A domani (o oggi con il solito video più prolungato quotidiano su Ubitennis, oppure quello da massimo un minuto su Instagram di Ubitennis (mi dicono che abbiamo cominciato ad esplorare anche il mondo ipergiovane di TIKTOK…non si mettono limiti alla Provvidenza!)

MASCHILE
TDS battute da non TDS – 13

(la più alta uscita di scena è Norrie n.10, ma a batterolo è stata un’altra testa di serie Kachanov n.21)

13 Fritz (2T Zapata Miralles)
14 Shapovalov (1T Rune)
16 Carreno Busta (1T Simon)
17 Opelka (1T Krajinovic)
19 De Minaur (1T Gaston)
22 Basilashvili (2T McDonald)
23 Isner (3T Zapata Miralles)*
24 Tiafoe (2T Goffin)
25 Davidovich Fokina (1T Grieekspoor)
29 Evans (2T Imer)
30 Paul (1T Garin)
31 Brooskby (1T Cuevas)
TDS battute da TDS – 2
5 Nadal b. 26 Van De Zandschulp (3T)*
15 Schwartzman b. 18 Dimitrov (3T)*

21 Kachanov b.Norrie 10 (3T)


FEMMINILE
TDS battute da non TDS – 15 (oggi in grassetto)

2 Krejcikova (1T Parry)
4 Sakkari (2T Muchova)
5 Kontaveit (1T Tomljanovic)
6 Jabeur (1T Linette)
8 Pliskova (2T Jeanjean)
9 Collins (2T Rogers)
10 Muguruza (1T Kanepi)
12 Raducanu (2T Sasnovich)
13 Ostapenko (2T Cornet)
19 Halep (2T Zheng)
21 Kerber (3T Sasnovich)*
25 Samsonova (1T Kovinic)
26 Cirstea (2T Stephens)
30 Alexandrova (2T Begu)
32 Kvitova (2T Saville)
TDS battute da TDS (3T) – 2
14 Bencic da 17 Fernandez (3T)*
15 Azarenka da 23 Teichmann (3T)

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Editoriali del Direttore

Roland Garros, Tsitsipas: “Sinner e Musetti sono lì. Dimenticate la classifica. Sinner tirava più forte un anno fa…Musetti ha più talento. Però non cambia mai posizione”

Sette ragazze top-ten sono out. Come nel ’76. E dal 2013 non c’erano 4 azzurri, tra uomini e donne, al terzo turno. Le 500 vittorie di Simon e le oltre 1000 dei Fab. Gasquet: “Nadal era più forte di Alcaraz”. Brutti e bei gesti a Parigi. Da squalifica e da applausi. 25 “vittime” nel seeding

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Se cominciassi dando i numeri? A una certà età succede. Dunque…era dal 1976, l’anno del mio primo Roland Garros e del trionfo di Adriano Panatta – scegliete voi quale sia l’amarcord più importante – che non accadeva che ben 7 delle prime dieci tenniste del mondo fossero schizzate fuori già al giovedì, nei primi due turni.

Sotto, nel finale di questo articolo troverete chi sono le sette “vittime”. Qui vi dico che le tre superstiti sono Iga Swiatek, n.1 manco a dirlo!, Paula Badosa n.3 e Aryna Sabalenka n.7 e prossima avversaria di Camila Giorgi.

La Swiatek ha vinto il suo trentesimo match di fila, nonché 16 incontri su 18 al Roland Garros, percentuale dell’89%. Solo la Court (95%), la Evert (92%) e la Graf hanno registrato percentuali superiori nella loro storia di questo torneo. Per inciso ho visto che un dritto della Swiatek è stato cronometrato a 127 km e uno di Rafa Nadal a 126. Meglio non farlo sapere a Rafa.

 

Chi fermerà Iga? La polacca avrebbe dovuto affrontare la Samsonova al terzo turno e invece ha trovato la Kovinic. Poi al quarto turno doveva esserci o  Ostapenko o Halep e invece troverà o Qinwen Zheng o Cornet. Insomma ha già un piede nei quarti. Dove potrebbe ritrovare la Pegula, già demolita a Roma.

La presenza di Camila al terzo turno, aggiunta a quella di Martina Trevisan che gioca stamani per un posto in ottavi contro la…russa d’Australia Daria Gavrilova in Saville, mi consente di dare un atro numero: era dal 2013 che non avevamo almeno due donne e due uomini contemporaneamente al terzo turno. Nel 2013 furono Fognini e Seppi, Pennetta, Vinci e Schiavone. I due uomini sono Jannik Sinner che ha battuto in 4 set e 3h e 44 minuti Carballes Baena, soffrendo più del previsto perché secondo me – ma forse non secondo lui – non ha giocato tanto bene, e Lorenzo Sonego che ha vinto in tre set e 2h e 40 m – ma potevano essere 4 perché il primo lo ha riacciuffato in modo abbastanza rocambolesco annullando due setpoint a Joao Sousa – e però sia Lorenzo che il suo coach Gipo Arbino si sono detti entusiasti della sua performance: “Una delle migliori della mia carriera” ha detto Lorenzo facendo eco al coach.

Non so se esserne contento. Perché la migliore avrebbe dovuto conservarla per il prossimo incontro, quello con il norvegese Ruud che lo ha battuto tre volte su tre in circa 18 mesi e solo l’ultima, a Vienna 2021, è stata partita davvero lottata. Insomma Lorenzo dovrebbe riuscire a giocare un’altra delle sue migliori partite in carriera, perché il norvegese n.8 del mondo è di una soldiità impressionante e se prende l’iniziativa con il dritto anomalo ha una palla che pesa moltissimo. Lorenzo lo sa e cercherà di evitarla.

Sulla carta dovrebbe essere più semplice il compito di Jannik Sinner contro l’avversario battuto in finale a Washington, Mackenzie McDonald, che ha battuto un Basilashvili che fatica a ritrovare se stesso. Sulla terra rossa l’americano, n.58 del mondo potrebbe rivelarsi meno pericoloso di Carballes che ieri sera ha messo davvero alla frusta il nostro.

Sono andato ieri sera a parlare di Sinner e Musetti con Tsitsipas, che si è miracolosamente sottratto al quinto set con il qualificato ceco Kolar che nel tiebreak del quarto è stato avanti 6-2, con quattro set point consecutivi. Ma Tsitsipas è decisamente uno che ha gli attributi. Rimonta da due set a zero con Musetti senza perdersi d’animo, rimonta 4 set point con Kolar. Se mettere Tsitsipas knock-down non è così impossibile, lo diventa il metterlo k.o. (salvo che l’avversario si chiami Djokovic).

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

A Stefanos, che con me è sempre gentile, anche se all’apparenza ha un approccio che può sembrare scorbutico, ho chiesto: “Grande lotta con Musetti, grande lotta stasera, dipende più dal tuo servizio o dagli avversari? E poi una curiosità: Sinner è molto davanti a Musetti in classifica ATP (12 e 57=45 posti di gap), ma quando li vedi giocare entrambi, si ha l’impressione che Musetti abbia molti più colpi, molto più talento. E’ solo un’impressione, la superficiale impressione di uno spettatore, o quando ci giochi contro, a Sinner come a Musetti, pensi che i due sono in realtà molto vicini, dimenticando le classifiche?

 Tsitsipas: “Sì, lascio perdere le classifiche, assolutamente. Musetti ha un bellissimo e talentuoso tennis con il suo rovescio a una mano. E’ un po’ un misto di Gasquet con un gioco più d’attacco e uno stile di gioco più aggressivoPuò essere imprevedibile, ma anche lui resta su quel che fa. Non l’ho visto cambiare troppo le sue posizioni e quel che è il suo gioco. Penso che se è nel momento buono può crearsi davvero tanti bei colpi con il suo rovescio a una mano.  In termini di potenza però Sinner…ne ha di più. Ha un gioco assai potente, colpisce duro. E si appoggia molto ai suoi colpi più forti. Mi ricordo che Sinner nei primi tempi colpiva davvero fortissimo la palla. Ora penso che tiri un po’ meno forte, abbia ridotto…E’ sempre così quando sei un newcomer, alle prime, giochi libero, senza preoccuparti in un certo senso. Poi il circuito ti cambia, ti sviluppa e struttura in un modo diverso. Due stili davvero diversi, ma loro due sono molto, ma molto vicini, davvero”.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

Avviso ai lettori: c’è un racconto live della giornata su Instagram con l’esito dei match in tempo reale, nelle storie, ma ci sono anche i post con i miei video. Sono tutte cose molto più brevi di quelle che scrivo qua. Se avete poco tempo andate lì.

Visto che Tsitsipas ha citato Gasquet, beh segnalo che è appena uscita una autobiografia di Gasquet e che a scriverne la prefazione è stato Rafa Nadal, suo coetaneo e avversario fino da che erano bambini e si affrontarono al torneo dei Petit As. Non ho ancora letto il libro ma credo di ricordare che il primo match lo abbia vinto Richard. Da professionisti però Nadal ha battuto Gasquet 17 volte su 17!

Non mi ha per nulla sorpreso quindi sentire Gasquet che rispondeva a chi gli chiedeva se Alcaraz fosse più forte di Nadal alla sua età con queste parole: “No davvero, all’età di Alcaraz Rafa aveva già vinto uno Slam, il primo di 13 Roland Garros. Non credo proprio che Alcaraz sia più forte di quanto lo era Rafa…”.

Gasquet è stato battuto mercoledì da Korda che nel match clou serale di questo venerdì giocherà la “bella” contro Alcaraz. Lo spagnolo vinse il NextGen con le sue buffe regole in finale, l’americano si è vendicato a Montecarlo che è un torneo vero…però i favori del pronostico, nonostante Carlitos si sia salvato annullando un matchpoint con Ramos Vinolas, sono per lui.

Però ricordo che per anni si è scritto di Zverev che sciupava troppe energie nei primi turni degli Slam per arrivare in fondo e infatti vinceva i Masters 1000 ma deludeva negli Slam.

 Alcaraz ha un tennis molto dispendioso per incontri sulla lunga distanza dei tre set su cinque. Dovrà imparare a far meno fatica. Nadal imparò alla svelta. Se c’era da infliggere punteggi netti non si faceva pregare. Come Bjorn Borg (che nel Roland Garros del ’78 vinse il torneo perdendo in tutto 32 game in 21 set. Fate un po’ la media a set…). Infatti i “veterani” si sanno ammnistrare: Nadal è stato fin qui in campo soltanto 4 ore e 11 minuti in due incontri, Djokovic 4 ore e 14, Alcaraz 6 ore e 24, Tsitsipas 7 ore e 40.

Se Gasquet e Tsonga sono fuori dal torneo (dove Monfils non è riuscito nemmeno a giocare), invece Gilles Simon è ancora dentro. Battendo Johnson ha conquistato la sua vittoria n.500. Anche se non sono 1.000 come quelle raggiunte recentemente da Djokovic, sono sempre tante. Soltanto 56 giocatori nella storia ATP hanno superato quel muro. Due francesi però hanno vinto più di lui: Gasquet 574, Monfils 523. Un ripassino? Federer è a quota 1251 e Nadal a 1053, Djokovic a 1003.

E io continuo imperterrito a dar numeri: solo due giocatori fin qui non hanno perso il servizio. Hubi Hurkacz e Grigor Dimitrov. Per Hubi faccio spesso il tifo, anche se gli toglierei volentieri quella H iniziale. Quando ieri Cecchinato continuava a dire “devo fare i complimenti a Hubi”, tre o quattro volte, alla fine non ho potuto esimermi dal ringraziarlo, facendoli miei.

Ma è poi certo una cattiveria tipicamente fiorentina sottolineare che il polacco, che in patria riscuote un decimo delle attenzioni riservate a Iga Swiatek in quanto tipo incredibilmente riservato, ha giocato contro due italiani, Zeppieri e Cecchinato: ha servito per 29 game e non solo li ha vinti tutti ma non ha offerto neppure una pallabreak in sei set. Bravo lui, ma meno bravi i nostri, se mi è concesso.

Dimitrov ha vinto i suoi sei set con punteggi ancora più netti che non Hubi: ha dato 6-1,6-1,6-1 a Giron e poi 6-0,6-4,6-3 a Coric. 24 servizi vinti su 24. Sono curioso di vedere che cosa farà con Schwartzman, nel duello fra la testa di serie n.18 (il bulgaro) e la n.15 (El Peque argentino). Io dico che almeno un servizio lo perderà. E forse più di uno. El Peque risponde come pochi.

Un numero meno interessante: 9. Sono i matchpoint di cui ha avuto bisogno Pegula per battere finalmente la Kalinina 6-1,5-7,6-4, quando pareva non volesse proprio vincere. Se avesse perso anche la Pegula, testa di serie n.11, un posto davanti alla n.12 Raducanu e alla n.13 Ostapenko (battuta dalla francese Cornet che qui era arrivata l’ultima volta al terzo turno nel 2017, quando il torneo fu vinto proprio dalla Ostapenko), a quel dato delle 7 “teste rotolate in questa rinnovata…rivoluzione francese della racchetta” avrei segnalato che avremmo avuto ben 10 k.o. con corona sulle prime 13 regine del torneo. Invece sono…solo 9. E fa meno effetto. Magari avesse vinto la Kalinina. Così avrei potuto scrivere 10 su 13. Suonava meglio.

Un numero più interessante: le prime 12 teste di serie tutte promosse al terzo turno: non accadeva in uno Slam nel torneo maschile da Wimbledon 2011! E al Roland Garros dal 2009.

Una ex n.1 del mondo, ed ex campionessa al Roland Garros, Simona Halep, ha vissuto per la prima volta una crisi di panico mentre stava vincendo abbastanza tranquillamente, avanti un set e un break. Così la cinese Qinwen Zheng, n. 74 WTA da non confondere con la Shuai Zhang n.41 che aveva perso al primo turno con Camila Giorgi, ha approfittato della…paura della Halep, paura vera mica braccino!, per vincere in tre set. La Zheng all’inizio del 2021 era appena n.270 del mondo. E questi progressi li ha fatti senza poter giocare in patria. Non l’avrebbero fatta uscire causa COVID, a quanto mi è stato detto. Fosse stata la Li Na, avrebbe potuto. Ma per la n.270 del mondo non si facevano eccezioni.

Ho visto – anche nel video che abbiamo pubblicato su Ubitennis – la rumena Begu che, sul campo 13, tirando rabbiosamente la racchetta su uno sgabello sponsorizzato dalla Perrier (ma non era una ghiacciaia…o forse sì?) quando era sotto 2-0 nel terzo, se l’è vista rimbalzare per finire in mezzo al pubblico, spaventando un bambino al punto da farlo scoppiare in lacrime. Non ho visto se era stato proprio colpito. La squalifica, anche se la Begu non l’aveva certo fatto apposta, sembrava inevitabile dopo che l’arbitro ha chiamato il Supervisor. Non lo aveva fatto apposta tanti anni fa, nel ’92, il mitissimo Stefano Pescolido in Australia. Anche lì la racchetta rimbalzò in modo strano e finì addosso a una signora in prima fila. Ma è un caso analogo a quello di Djokovic che tirò quella pallata colpendo la giudice di linea la quale, per lo spavento, stramazzò a terra all’US Open. Tutti, Pescosolido, Henman, Djokovic (e anche una ragazza italiana che colpì una giudice di linea inavvertitamente…furono squalificati.

La Begu no. Sorprendentemente. Nonostante le urla del pubblico che disapprovava. La sua avversaria, la Alexandrova che era in vantaggio 2-0 al terzo, era furibonda. Voleva lo scratch. Non il massimo del fairplay, ma forse ne aveva diritto, stando alle regole sempre applicate. Non glielo hanno dato e lei ha perso la testa e il match, non senza aver cacciato una palla fuori dallo stadio rivolgendosi all’arbitro in tono polemico “E ora che mi fai? Mi squalifichi?”. Ha beccato anche lei una ammonizione, come la Begu. In conferenza stampa la Begu ha rifiutato più volte di commentare l’episodio, salvo scusarsi ripetutamente.

Ma secondo me sia lei sia Rublev hanno avuto una fortuna sfacciata a trovarsi ancora in gara. E da favoriti del prossimo round perché la Begu incontrerà la francese Leoolia Jeanjean, vittoriosa sulla Pliskova e protagonista di una storia incredibile che non ho avuto il tempo di scrivere…dopo che a 12 anni era considerata una tal promessa che la Nike l’aveva già messa sotto contratto.  Rublev forse rischia di più: Garin non è avversario così morbido.

Dopo aver parlato di possibili squalifiche segnalo un bel gesto: Casper Ruud a fine partita vinta con Ruusuvuori nel campionato della Scandinavia Unita ha lanciato un suo asciugamano a un ragazzino che lo aveva invocato. Solo che un signore più alto e agile ha spiccato un salto tipo Michael Jordan e glielo ha soffiato sotto il naso. Ruud però non lo ha permesso: “Così non si fa!” gli deve aver detto e finchè il mancato cestista non ha restituito l’asciugamano al ragazzino costernato e suo legittimo proprietario il bravo Casper non se ne è andato. Missione compiuta. E applaudita.

Gli americani applaudono, in assenza delle Williams, le loro ragazze: ne hanno diverse in corsa, Keys, Pegula, Rogers, Anisimova, Stephens, Gauff. Fra gli uomini per ora la metà: il “vecchio” Isner, McDonald (per il quale non farò il tifo quando giocherà con Sinner) e i più giovani Nakashima (che ha Zverev) e Korda che ho ricordato essere in procinto di rimisurarsi con Alcaraz e non lo invidio.

Sono saltate 25 teste di serie su 64, assai più di un terzo. L’ultima in serata la Ostapenko, campionessa qui nel 2017.

MASCHILE – 11 ”vittime” (in grassetto quelle di ieri)

13 Fritz (2T Zapata Miralles)
14 Shapovalov (1T Rune)
16 Carreno Busta (1T Simon)
17 Opelka (1T Krajinovic)
19 De Minaur (1T Gaston)
22 Basilashvili (2T McDonald)*
24 Tiafoe (2T Goffin)*
25 Davidovich Fokina (1T Grieekspoor)
29 Evans (2T Imer)*
30 Paul (1T Garin)
31 Brooskby (1T Cuevas)


FEMMINILE – 14

2 Krejcikova (1T Parry)
4 Sakkari (2T Muchova)
5 Kontaveit (1T Tomljanovic)
6 Jabeur (1T Linette)
8 Pliskova (2T Jeanjean n.227 Wta)*
9 Collins (2T Rogers)*
10 Muguruza (1T Kanepi)
12 Raducanu (2T Sasnovich)

13 Ostapenko (2t Cornet)
19 Halep (2T Zheng)*
25 Samsonova (1T Kovinic)
26 Cirstea (2T Stephens)
30 Alexandrova (2T Begu)*
32 Kvitova (2T Saville)

A domani. Oggi tifiamo per la sola azzurra in gara: ore 12.30 circa, Trevisan-Saville Gavrilova.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Editoriali del Direttore

Roland Garros: Meno male che ci sono quattro azzurri in campo oggi, perché match avvincenti come Alcaraz-Ramos Vinolas e Zverev-Baez non me li aspetto

Favoriti Sinner e Sonego. Putintseva un osso duro per Camila Giorgi. Per Hurkacz ci vorrebbe il Cecchinato 2018. Djokovic torna alla carica. L’ATP non rappresenta i tennisti come la PTPA. Arrivano a Parigi i boss di Wimbledon. Saltate 17 teste di serie

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Carlos Alcaraz - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il leggendario, e mai esistito, Nicolas Chauvin, immaginario soldato francese della Grand Armée di Napoleone eponimo dell’esagerato patriottismo – il mito dice che fu ferito 18 volte ma sempre volle tornare a combattere per amor patrio – si sarebbe molto rallegrato a vedere la programmazione iper-sciovinistica del Roland Garros sul Philippe Chatrier per questo giovedì 26 maggio. L’eccezione è il match d’apertura alle 11 che secondo me potrebbe rivelarsi il più interessante della giornata e potrebbe anche portare in sé un esito sorprendente. Rischia abbastanza con il serbo Djere il russo operato recentemente d’un’ernia, Daniil Medvedev secondo tennista del mondo e prossimo scontato n.1 senza neppure bisogno di vincere troppo: gli basterà aspettare che a Djokovic scadano i 2000 punti vinti a Wimbledon 2021 visto che al momento sembra proprio che a seguito della discutibile decisione dell’ATP quei punti gli verranno azzerati.

QUOTE 26 MAGGIO

 

Ma dopo Djere-Medvedev il centrale offre questi incontri: Garcia-Keys, Simon-Johnson e come serale Cornet-Ostapenko. Roba da leccarsi i baffi, che sicuramente aveva, per Monsieur Chauvin.

Detto questo scagli la prima pietra chi non avrebbe peccato: anche a Roma avremmo messo Camila Giorgi sul centrale e Fabio Fognini nel suo ultimo giorno al Foro Italico, anche se dubito che saremmo riusciti ad organizzare una celebrazione come quella che i francesi hanno fatto martedì sera per Jo Wilfried Tsonga e si apprestano a fare per Gilles Simon quando perderà (e non credo che succederà stasera se si sarà ripreso dalla faticosissima rimonta con Carreno Busta).

Va poi detto che mentre nella metà superiore del tabellone i big che hanno giocato lunedì e mercoledì non mancano (Djokovic, Nadal, Zverev, Alcaraz), chi ha avuto la sfortuna di comprare mesi fa i biglietti per il martedì, il giovedì e il sabato della prima settimana, difficilmente assisterà a grandi e memorabile partite dei migliori.

Gli italiani in gara questo giovedì saranno quattro, Sinner, Sonego, Cecchinato e Giorgi (contro Carballes Baena, Sousa, Hurkacz e Putintseva). Tre su quattro sono favoriti. Solo Cecchinato non lo è, a meno che si ricordi di come giocò nel 2018. Dei due in campo ieri… Martina Trevisan ha dominato la polacca Magda Linette lasciandole soltanto 5 game a dispetto dei sette posti di vantaggio nel ranking, mentre Fabio Fognini è stato bloccato da un…doppio infortunio. Prima quello della testa (nel senso di una dovuta concentrazione) che lo ha abbandonato quando era avanti 5-1 nel secondo set con l’olandese Van der Zandschulp. Poi quello muscolare ad una coscia che lo ha costretto al ritiro quando la situazione di punteggio era comunque ormai compromessa per un giocatore di 35 anni: due set indietro e 3-2. Chissà se Fabio si riprenderà in tempo per andare a giocare sull’erba oppure andrà davvero a Formentera…visto che a Wimbledon non ci saranno punti…salvo che l’ATP ritorni sulla decisione presa un po’ troppo precipitosamente e fortemente contestata da Paire e da parecchi giocatori.

Fra questi più critici mi ha dato l’impressione di essere anche Novak Djokovic, sebbene l’altra sera avesse detto testualmente: “Sull’argomento non ho ancora le idee chiare, salvo il fatto che qualunque decisione venisse presa avrebbe inevitabilmente creato degli scontenti”.
Però dopo aver battuto lo slovacco Molcan (“E mi auguro di non ritrovarmi più un avversario che abbia per coach Marian Vajda…!” ha scherzato ancora sul campo rispondendo a Marion Bartoli), in conferenza stampa Nole ha sottolineato ancora una volta la poca informazione che viene data ai giocatori prima di prendere decisioni importanti che li riguardano. Uno spot per la sua PTPA naturalmente.

“La PTPA continuerà a esistere anche c’è un sacco di gente che nei posti di “governo” non vorrebbe che fossimo presenti in questo ecosystem. Ma è un fatto che la PTPA è la sola associazione che rappresenta il 100% dei diritti dei giocatori, uomini e donne. Siamo una organzzazione ancora giovane, ci vorrà del tempo a farci accettare dal sistema. Per ora non è così. Non sediamo al tavolo delle negoziazioni, perchè gli Slam e altri non ci riconoscono. Ho parlato con qualche giocatore, speci quelli che lo scorso anno fecero bene a Wimbedon e sono i più danneggiati. Ci sono lamentele. Sapevamo che qualunque decisione presa dall’ATP in reazione al provvedimento preso da Wimbledon per russi e bielorussi, avrebbe avuto come conseguenza tanti tennisti infelici e insoddisfatti. Non sono più nel Council quindi non so bene come si sia arrivati a reagire a quel modo. So dal presidente dell’ATP (Gaudenzi) che ci sono state conversazioni con la LTA (la federatennis britannica), ma non mi ha detto più di questo. Dubito che l’ATP farà retromarcia. Ma i giocatori vorrebbero discuterne con l’ATP, visto che non possono discuterne con gli Slam. Continuo a ritenere che la struttura dell’ATP (al 50% rappresentante i tennisti, ma per l’altro 50% i direttori dei tornei; n.di UBS) che va avanti da decenni non sia il miglior sistema possibile. E’ un sistema che ha fallito tante, tantissime volte e questa è la ragione dell’esistenza della PTPA, perché quando si arriva a prendere decisioni importanti le voci dei tennisti non sono abbastanza ascoltate. Oggi c’è il problema di Wimbledon, domani un altro problema, in passato un altro ancora, ma sempre ci scontreremo con questo sistema e questa struttura (che non funziona)”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

In questi giorni sono in corso tante riunioni. Anche quella che dovrebbe decidere ciò che sta tanto a cuore al presidente FIT Angelo Binaghi e adesso pure all’IMG che ha pagato 350 milioni di dollari a quel furbone di Ion Tiriac per comprare il torneo di Madrid: il prolungamento a 10 giorni per la durata dei 2 Masters 1000. Binaghi ha (scherzosamente…) minacciato il licenziamento di Sergio Palmieri in caso di mancato raggiungimento di un obiettivo annunciato da anni. Ma qualche torneo dovrebbe farsi da parte per lasciare una settimana altrimenti occupata. Non è così’ semplice.

Intanto da Wimbledon viene annunciato l’arrivo qui a Parigi per venerdì di Ian Hewitt, il chairman dell’All England Club, e di Sally Bolton, la chief executive. Sono loro due ad aver annunciato di non avere altre opzioni che l’esclusione dei tennisti russi e bielorussi. Ma tanti non sono convinti che non esistessero altre opzioni più blande. Ma le voci che si sono sparse di presunta riduzione del montepremi del torneo secondo quanto mi risulta sarebbero infondate. Anche se circolano insistentemente. La sola cosa che non capisco è perché l’All England Club non si affretti a smentirle. Non ha senso continuare a farle serpeggiare, perché in questo modo si spinge i giocatori – già infastiditi dalla decisione di azzerare i punti quando si potevano invece “congelarli” per una parte come in epoca COVID – a rilasciare dichiarazioni tipo quella di Fognini “Vado a Formentera…” o di Camila Giorgi “Vado in Thailandia”.

Degli emozionanti incontri di questo mercoledì, con Zverev e Alcaraz soravvissuti a un matchpoint ciascuno con Baez  e Ramos Vinolas , avrete letto qui su Ubitennis in altri articoli.

Prima di tutto dico che di Baez sono un grande estimatore. Fin dal Next gen di un anno fa. E lui mi ha sorpreso meno di Ramos Vinolas: è Peque quanto il Peque originale, ma di Schwartzman mi pare perfino più completo. Posso solo aggiungere – ripensando al calo psicofisico di Musetti con Tsitsipas che dal canto suo ha cominciato a servire come sa soltanto da metà del secondo set- che Lorenzo non ha ancora la forza mentale di Carlos Alcaraz e neppure la tigna di Sebastiano Baez. Ma ha una mano altrettanto buona, se non migliore. Ed è dai tempi di Panatta che non avevamo un artista così dotato. Ribadisco quanto detto ieri nel mio editoriale: abbiate pazienza. Lorenzo arriverà in alto.

Forse ci arriverà anche la Raducanu, sebbene il suo tennis così piatto e senza top-spin non mi sembri troppo adatto alla terra rossa. Però ha 19 anni, tempo al tempo.

Segnalo che Djokovic, che si è… allenato con il secondo mancino di fila… in vista Nadal, ha dominato Molchan così come Nadal ha fatto con Moutet a dispetto del pubblico entusiasta di queste fredde serate parigine (ci vuole la coperta e molte signore se la portano) che avrebbe voluto assistere alla prima lotta di Rafa al Roland Garros. Nadal non ha mai perso da un francese e l’unico che lo fece sudare un po’, ma nel 2004!, fu Olivier Mutis.

In Australia sarebbe successo ancora di tutto per il match serbo croato vnto da Krajinovic su Borna Gojo, ma in Europa no.  Ha vinto il serbo, 7-6 6-2 5-7 6-1 e non ci sono stati incidenti di sorta. Chiudo ricordando che venerdì sono curioso di seguire Korda contro Alcaraz. A Milano, finale NextGen, vinse lo spagnolo, a Montecarlo Korda. Dovrebbe venirne fuori una bella partita.

Otto teste di serie sono saltate nel torneo maschile e nove in quello femminile, ma è soprattutto la qualità delle ragazze eliminate a risultare significativa: ben 4 delle prime sei e 5 delle prime 10 sono uscite già di scena, mentre fra gli uomini tutte le prime 12 sono ancora in gara, visto che il più alto in classifica finito k.o., l’americano Fritz, era seeded n.13. Vero, peraltro, che due tennisti dei primi 6, la n.3 Zverev e la n.6 Alcaraz hanno dovuto fronteggiare un matchpoint e in entrambi i casi il loro avversario – l’argentino Baez (28 centimetri più basso, 1m.e 70cm contro 1m e 98 cm) ha sbagliato un dritto per nulla impossibile, anzi, proprio gratuito. Braccino? Forse sì. Più giustificabile nel giovanissimo Baez che nell’esperto Ramos Vinolas. Se Alcaraz avesse perso avrebbe cominciato a credere che il campo Simonne Mathieu gli portasse male: lo scorso anno perse lì, al terzo turn, da Jan-Lennard Struff.

Un breve riassunto su chi sono tutte le 17 teste di serie già eliminate, in quale turno e da chi:

 MASCHILE

13 Fritz (2T Zapata Miralles)

14 Shapovalov (1T Rune)

16 Carreno Busta (1T Simon)

17 Opelka (1T Krajinovic)

19 De Minaur (1T Gaston)

25 Davidovich Fokina (1T Grieekspoor)

30 Paul (1T Garin)

31 Brooskby (1T Cuevas)

FEMMINILE

2 Krejcikova (1T Parry)

4 Sakkari (2T Muchova)

5 Kontaveit (1T Tomljanovic)

6 Jabeur (1T Linette)

10 Muguruza (1T Kanepi)

12 Raducanu (2T Sasnovich)

25 Samsonova (1T Kovinic)

26 Cirstea (2T Stephens)

32 Kvitova (2T Saville)

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