Le reazioni al ritiro di Del Potro: da "leggenda vivente" a "uomo enorme con un cuore enorme"

ATP

Le reazioni al ritiro di Del Potro: da “leggenda vivente” a “uomo enorme con un cuore enorme”

Tanti messaggi di affetto per l’addio al tennis del gigante buono di Tandil. Gabriela Sabatini: “Grazie per tutto quello che hai dato a questo sport”

Pubblicato

il

Jaun Martin Del Potro- Buenos Aires 2022 (foto Facebook @ATPTour)
 

Juan Martìn del Potro questa notte ha giocato con ogni probabilità la sua ultima partita in carriera. Lo ha fatto davanti al “suo” pubblico a Buenos Aires, perché “Il dolore al ginocchio è troppo forte, ora devo pensare a come guarire per poter avere una vita normale” come lui stesso ha dichiarato a fine partita. Il trentatreenne di Tandil ha costruito in quasi vent’anni una carriera rispettata e amata da tutti, fuori e dentro al campo. Sul rettangolo di gioco, che fosse blu, verde o rosso, si è imposto come uno dei migliori giocatori della sua generazione (Fab Four a parte, è ovvio) vincendo 22 titoli in carriera. Tra questi, il trionfo agli US Open del 2009 e al Masters 1000 di Indian Wells nel 2018 a cui dobbiamo aggiungere le due medaglie olimpiche, la storica Coppa Davis per l’Argentina nel 2016 e il best ranking al n. 3.

Ma è anche e soprattutto fuori dal campo che “Delpo” ha fatto parlare bene di sé, conquistando la fama di gigante buono. Temuto da chi si trovava dall’altra parte della rete, ma anche rispettato da chi lo frequentava fuori dal campo. A cominciare dai rivali affrontati sul rettangolo di gioco come Andy Murray, che lo ha battuto nella finale olimpica di Rio 2016: “É triste perché ha avuto molti problemi durante la sua carriera e so cosa significa” – ha dichiarato lo scozzese all’ATP TV – “Da giocatore aveva una potenza che veramente pochi nel Tour hanno mai avuto. Il suo dritto era incredibile ma non solo, una cosa di cui si parla poco è che era un giocatore molto intelligente. Ha avuto diversi problemi al polso e ha dovuto modificare il suo gioco per questo, rimanendo sempre al livello dei migliori“. Parole di elogio e rispetto per l’argentino sono arrivate anche da Stefanos Tsitsipas, che ha avuto in Del Potro l’idolo tennistico della propria infanzia: “Onestamente è il mio giocatore preferito di sempre insieme a Federer. Uno di cui ho amato lo stile, sono cresciuto con lui guardandolo. Decisamente qualcuno che ricorderò a lungo avendo avuto un impatto sulla mia carriera quando ero piccolo“.

 

Un giorno duro per ogni appassionato di tennis e per i fan di umili esseri umani graziosi e di classe ha scritto l’ex coach di Sampras e Federer, Paul Annacone su Twitter. Parole che rendono l’idea della grandezza del campione ma anche dell’uomo. Proprio quel giocatore che, come nelle migliori favole sullo sport, è capace di ispirare e diventare un modello per tutti quei bambini che sperano di emularlo.

E così, il messaggio scritto dallo statunitense Frances Tiafoe (attuale n. 33 ATP) spicca tra tutti come uno degli elogi più belli e sinceri che Del Potro potesse ricevere. “Spero davvero che questa non sia la tua ultima partita. Ma se lo è voglio ringraziarti” – scrive il ventiquattrenne su Instagram – “Sei stato il mio giocatore preferito da piccolo, ricordo che ti guardavo all’Open di Washington da bambino e sei stato il primo professionista a firmare una pallina per me. Ricordo di aver detto al mio allenatore che questo ragazzo avrebbe vinto gli US Open un giorno e tu l’hai fatto. Ho pianto nel 2009 quando l’hai fatto. Ai miei occhi sei uno da Hall of Fame, una leggenda vivente. Non ho altro che amore e rispetto per te“.

Un altro giovane tennista come Taylor Fritz ha riconosciuto la grandezza della “Torre di Tandil” dentro e fuori dal campo: “Il mio giocatore preferito quando ero bambino. Ho avuto la possibilità di giocare una volta in doppio con lui ma ero così nervoso che è stata decisamente colpa mia se abbiamo perso ha scritto il classe 1997 su Twitter. Perché, quando una persona raggiunge questa aurea quasi mistica, è facile per chi lo ha incontrato poche volte ricordarsi dei momenti vissuti assieme. E’ lo stesso per l’ex tennista statunitense James Blake, che ha voluto ricordare un episodio triste della sua carriera, reso un po’ meno amaro proprio da Del Potro: “Mi ricordo quella volta che mi ha aspettato per un’ora negli spogliatoi degli US Open per l‘ultima partita della mia carriera solo per darmi un abbraccio. Un uomo enorme con un cuore enorme. Tanto amore e i migliori auguri per il prossimo capitolo della tua vita, amico mio“.

Da una leggenda a un’altra. Perché quando si è grandi, è più facile riconoscere in qualcun altro lo stesso livello. E così, un’icona del tennis argentino come Gabriela Sabatini, presente sugli spalti nel match di questa notte così come un altro idolo albiceleste come Guillermo Coria, ha voluto ringraziare Del Potro in questo modo: “Ci siamo divertiti molto a vederti giocare e ci hai fatto emozionare tante volte, grazie per tutto quello che hai dato a questo sport che tanto amiamo. Hai una vita intera davanti a te, spero che sia sempre felice. Ti voglio bene”.

I risultati e l’impatto emotivo lasciato da Del Potro ha sconfinato il piccolo rettangolo del tennis arrivando anche a quello più grande del calcio: ha voluto rendergli omaggio infatti anche il Boca Juniors con queste parole. “Per rappresentare questi colori nel migliore dei modi. Per il cuore e la garra. Per la perseveranza. Per i trionfi e gli insegnamenti nelle sconfitte. Per aver giocato ogni partita fedele alla nostra storia, al Boca. Congratulazioni, ti aspettiamo a casa”.

Continua a leggere
Commenti

ATP

Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

Pubblicato

il

Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

Continua a leggere

ATP

Bollettieri, da Todd Martin a Mouratoglou e Shapovalov: il saluto del mondo del tennis

Così il tennista canadese: “Ricorderò per sempre i tuoi insegnamenti”. E Mouratoglou: “Grazie a te ho sognato di costruire una mia accademia”

Pubblicato

il

Il mondo del tennis piange Nick Bollettieri: il noto coach americano è morto domenica 4 dicembre 2022 all’età di 91 anni dopo una vita dedicata a questo sport e alla crescita di campioni della racchetta. E mentre la notizia fa il giro del mondo, sono tante le reazioni di giocatori, coach e addetti ai lavori. Di seguito una breve raccolta dei pensieri di chi ha conosciuto e apprezzato Bollettieri durante la sua lunghissima attività nel tennis.

“Nick è stato uno dei più grandi ambasciatori del tennis – sono le parole di Todd Martin, ex giocatore statunitense -. La sua passione e la sua enorme energia sono state di ispirazione per chi lo ha conosciuto. Aver allenato più di dieci numeri uno del mondo è stato solo uno dei traguardi raggiunti da Nick. Ha lasciato un impatto duraturo a tutti i livelli di questo sport”.

Ecco il ricordo di un altro coach molto noto, Patrick Mouratoglou: “Nick, sei stato un pioniere e un visionario. Grazie a te ho sognato di avere una mia Accademia, per aiutare le giovani generazioni a diventare adulti inseguendo un sogno. Chi ti ha incontrato può testimoniare che avevi un’energia unica ed eri in grado di trasferire la tua potenza ai tuoi giocatori. Bollettieri ha fatto crescere l’industria del tennis e ha aperto opportunità per coach e giocatori. Ricorderemo tutti lo speciale essere umano che era”.

 

Telegrafico il ricordo su Twitter del coach e commentatore Brad Gilbert: “Nick, sei stato un gigante che ha aiutato intere generazioni di giocatori”. Un altro cinguettio è quello di Denis Shapovalov, che racconta: “E’ stato un onore conoscerti, Nick. Ricorderò e apprezzerò per sempre i tuoi consigli. Hai dato molto a questo sport, sarei sempre ricordato e amato come uno dei più gentili”. Infine, il ricordo della Hall of Fame del tennis è nelle parole dello storico Joel Drucker: “Nick Bollettieri è stato un carismatico allenatore in grado di lavorare con dieci numeri uno del mondo, uno dei soli cinque coach inseriti nella Hall of Fame. Un’infinita passione, unita a uno stile di vita da star dei film e un’etica votata al lavoro sette giorni su sette, è ciò che ha reso unico Bollettieri. […] E’ stato un innovatore, creando a fine anni Settanta quella che è diventata la prima accademia pienamente dedicata al tennis”.

Continua a leggere

ATP

Lorenzo Sonego: “Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire”

“Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, come in Coppa Davis. “. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica di Torino, Lorenzo Sonego racconta le sue abitudini e gli obiettivi per l’anno prossimo

Pubblicato

il

Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Che Lorenzo Sonego sia un ragazzo umile e alla mano l’hanno capito tutti gli appassionati di tennis. Un’ulteriore conferma la si ha leggendo l’intervista rilasciata a Fabrizio Turco, collega che scrive per La Repubblica di Torino. In questa off-season, Lorenzo è nella sua Torino e si allena allo Sporting “perché qui mi sento a casa”.

Per lui che vive a poche centinaia di metri dal circolo, la sveglia è alle 7:30 ogni mattina e poi 4 ore di allenamento in campo e preparazione atletica al mattino e altrettante al pomeriggio, sempre sotto la guida attenta del suo inseparabile coach Gipo Arbino (intervistato in esclusiva pochi giorni fa) che l’ha scoperto e condotto nel mondo dello sport di racchetta quando ancora alternava il tennis al calcio nel Toro.

Classe 1995, Lorenzo non è ancora arrivato al suo meglio “Ho iniziato tardi e non sono mai stato un predestinato”. La passione per il tennis ha affiancato per tanti anni l’amore per il calcio, mai sopito che ancora agita il cuore del giovane torinese Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, proprio come in Coppa Davis. Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire, anche sul campo da tennis”.

 

Già, la Coppa Davis. In due giornate straordinarie, Lorenzo è stato l’eroe della spedizione azzurra. Prima la vittoria contro Frances Tiafoe, n. 19 del ranking, poi contro il mancino Denis Shapovalov, n. 18 “Però la partita della vita resta il 6-2 6-1 contro Djokovic, un paio d’anni da a Vienna. L’obiettivo per il 2023 è ritoccare il best ranking, mentre ora resta al n. 45. “Un pensierino alle Finals lo faccio e nel frattempo alzo l’asticella: l’obiettivo per il 2023 è migliorare la mia miglior posizione raggiunta in carriera, la n.21. La Coppa Davis purtroppo non assegna punti in classifica, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E chissà che quel sogno Finals di fine anno non possa concretizzarsi anche in doppio con il suo amico Andrea VavasSori. QUI INTERVISTATI IN ESCLUSIVA

Tra i suoi colleghi, il più simpatico è Berrettini, e non solo perché mi ha presentato Alice” cui Lorenzo riserva parole al miele sebbene non si parli ancora di matrimonio; Nadal “fuori dal campo è molto disponibile pur restando uno che daÀpoca confidenza” mentre Djokovic “è molto aperto”.

Gli Internazionali a Roma e Wimbledon sono per Lorenzo i tornei più belli ed emozionanti per l’atmosfera sugli spalti del primo e l’eleganza e la storia che si respira nel secondo ma i grandi spazi infiniti dei tornei americani come Miami e Indian Weels esercitano sempre un grande fascino. La stagione 2023 di Lorenzo Sonego inizierà il 2 gennaio al torneo di Adelaide e subito dopo il primo Slam dell’anno, gli Australian Open.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement