ATP Acapulco: Norrie chirurgico centra la finale. Tsitsipas incostante e falloso nelle fasi cruciali

ATP

ATP Acapulco: Norrie chirurgico centra la finale. Tsitsipas incostante e falloso nelle fasi cruciali

Con due break per parziale nel nono game Cameron Norrie si garantisce la seconda finale consecutiva dopo Delray Beach. Andrà a caccia del suo primo titolo 500, con in vista la top 10. Tsitsipas ha servito molto bene ma ancora una volta si è sciolto quando contava

Pubblicato

il

Cameron Norrie - Acapulco 2022 (foto Twitter @AbiertoMexicano)
 
 

[6] C. Norrie b. [3] S. Tsitsipas 6-4 6-4

E’ Cameron Norrie a centrare la finale dell’ATP 500 di Acapulco 2022. Grazie ad un doppio 6-4 in un’ora e diciotto minuti di gioco il britannico di origini sudafricane supera nella semifinale della parte bassa del tabellone Stefanos Tsitsipas e riesce così a raggiungere l’ultimo atto del torneo alla quinta partecipazione, migliorando il risultato ottenuto nel 2019, ovvero la semifinale persa contro Sascha Zverev in due parziali. Domenica, un’eventuale vittoria del torneo alla nona finale ATP, seconda in un 500 (dopo quella persa nel 2021 sull’erba del Queen’s contro Berrettini) potrebbe garantire alla seconda riserva delle Finals torinesi l’ingresso per la prima volta in carriera nella Top Ten.

La partita apriva il programma di sabato 25 febbraio dell’Abierto Mexicano Telcel alle ore 20.00 locali (le 3.00 di notte in Italia). Uno di fronte all’altro la testa di serie numero 3 e 6 del seeding. Per giungere al penultimo atto del torneo, il greco aveva trovato davanti al suo cospetto lungo il percorso gli ostacoli Laslo Djere, Jeffrey John Wolf e Marcos Giron; incontrando delle effettive difficoltà soltanto nel match d’esordio contro il serbo N.51 del mondo (sconfitto 7-6(7) 7-6(4) dopo 2 ore e 15minuti di lotta forsennata). Questo perché aveva poi ceduto solo 8 game nelle successive due sfide, sbarazzandosi facilmente sia del qualificato statunitense sia del fresco semifinalista dell’ATP 250 di Dallas.

 

L’ateniese dopo la deludente uscita di scena in quarti nel torneo di Marsiglia (dove difendeva il titolo) per mano del russo Safiullin, aveva ritrovato finalmente un gioco brillante ed un ottimo stato di forma. A conferma di ciò, si era potuta riscontrare una continuità di prestazioni e risultati che mancava all’ex N.3 ATP dall’aprile scorso; ovvero dall’ultima volta in cui aveva centrato tre vittorie consecutive senza perdere neanche un set. Era accaduto in un altro appuntamento ATP 500 a Barcellona dove Tstsi poi si sarebbe arreso in finale, dopo aver dominato il nostro Jannik Sinner, a Rafa Nadal. Di conseguenza il N.4 del mondo, voleva sfruttare la scia positiva nella quale si trovava, provando a conquistare la seconda finale consecutiva ad Acapulco, dopo quella del 2021 ottenuta grazie all’eliminazione della sorpresa della scorsa edizione Lorenzo Musetti (nell’ultimo atto Tsitsipas venne superato 6-4 7-6 da Zverev). Ma purtroppo per lui, la partita ha preso tutt’altra direzione.

Mentre non a caso era stato di tutt’altra portata il momento di fiducia con il quale il nativo di Johannesburg aveva approcciato al 500 messicano, visto l’ultimo torneo disputato. Norrie, infatti, arrivava dal terzo titolo messo in bacheca in Florida (doppio tie-break per avere la meglio del gigante Reilly Opelka nella finale del 250 di Delray Beach). Inoltre il N.12 del ranking, con l’affermazione odierna, ha continuato a confermare di avere un feeling speciale con il Messico dopo il primo trionfo ATP che è giunto in quel di Los Cabos. Cameron, quindi ha dato seguito alla striscia di 7 vittorie consecutive ottenute nel Tour, che sono diventate 8 con la semifinale di oggi vinta (le quattro di Delray Beach e le quattro di Acapulco). Il cammino della testa di serie n.6, per arrivare alla sfida con il greco, è stato sicuramente agevolato dalla squalifica di Zverev prima dei quarti, che gli ha permesso di passeggiare contro il lucky loser tedesco Gojowczyk (N.95). Da segnalare, però la performance di rilievo del campione d’Indian Wells in ottavi contro John Isner, superato in rimonta dopo più di due ore di battaglia. Infine ricordiamo che le sfide tra i due protagonisti, prima di questo nuovo scontro, parlavano di un bilancio in pari (1-1). Anche se il primo confronto diretto si era consumato in un’esibizione (Hopman Cup 2018, vittoria del mancino anglosassone), mentre il secondo precedente si era giocato in un contesto sicuramente dal peso specifico ben diverso rispetto al primo, con in palio un titolo: la finale dell’ATP 250 Lione 2021, che vide la vittoria di Stefanos con un doppio 6-3.  

IL MATCH- La partenza dai blocchi di Tsitsipas è veemente; inaugura il match con un game al servizio vinto a zero e chiuso con un ace esterno da sinistra, grazie anche alla complicità di Norrie che incappa in tre gratuiti (il quale tocca più volte le corde della propria racchetta come se avvertisse di non sentire bene la palla e di non averne controllo). La risposta del tennista originario del Sudafrica è altrettanto consistente, tenendo il primo game alla battuta a 15. Nel terzo gioco, il N.4 ATP nonostante faccia rientrare l’avversario dal 40-0 al 40-30 , riesce con il terzo ace a salire 2-1. Entrambi i protagonisti della sfida, nelle prime fasi del match, mostrano un ottimo rendimento al servizio (chirurgiche le statistiche dei due giocatori nel set, che spiegano il grande equilibrio che l’ha caratterizzato: 4 ace a testa, il 63% di prime in campo ed il 71% di realizzazione per Tsitsipas a cui risponde un roboante 92% di prime in campo e l’82% di punti vinti di Norrie. Bene anche con la seconda: 60% di punti vinti per il primo e la perfezione con il 100% per il secondo, anche se il britannico ha giocato solo due seconde in tutto il parziale) e soprattutto una grande efficacia con il dritto inside-out spazzolando la palla attraverso un timing pazzesco; quest’ultima situazione tecnica produce dei vincenti che rubano notevolmente l’occhio. Ma tra i due nei rarissimi punti lasciati per strada al servizio ha concedere maggiormente è il greco, che nel quinto game va sotto 15-30 a causa di un favoloso passante dalla parte destra del n.1 del Gran Bretagna dopo aver costretto l’ateniese a giocare una volée complicatissima dalle stringhe delle scarpe. La tds.n.3, però con la combinazione servizio-dritto si risolleva dalle sabbie mobili di un game che poteva indirizzare in maniera decisiva la prima frazione. Mentre il filone della partita segue un grande equilibrio, Stefanos ci regala nel sesto game un punto sublime, di pura classe e talento. Ricordando il miglior Roger; back corto con l’avversario a rete obbligato ad eseguire una demi-volée e successivamente chiusura del punto con un un sontuoso passante in lungolinea con il rovescio coperto. Ma i servizi sono in uno stato di grazia, e conseguentemente scossoni a livello di punteggio non ce ne sono. Si procede on-serve (il Top 5 prediligendo la soluzione piatta esterna per aprirsi il campo, poter entrare con il dritto e comandare; mentre il britannico quella slice con taglio esterno per sfruttare soprattutto la curva mancina da sinistra), finché l’equilibrio si spezza sul 4-4. Per la seconda volta nella partita, Stefanos deve fronteggiare un altro 15-30. Questa volta l’esito finale è diverso, nonostante un drittone anomalo vincente del greco si giunge alla prima palla break. Tstsi si prende tutto il tempo necessario, incorrendo anche nel warning per time violation, ma alla fine un dritto lungolinea di Cameron garantisce il primo allungo alla prima occasione utile. Senza alcun patema, la tds.n.6 del tabellone incamera la prima frazione con un ace esterno da sinistra al primo set point dopo 36 minuti di gioco.

E’ nuovamente l’ex N.3 del ranking a dare inizio alla contesa nel secondo set, la ripartenza è negativa con un gratuito di rovescio strappando il movimento, ma poi rinviene attraverso la battuta e va sul 1-0. Nel primo gioco di servizio di Norrie nella frazione, per la prima volta alla battuta il nativo di Johannesburg si trova in difficoltà. Smarrisce per un attimo la prima, servendo quattro seconde, di cui una si trasforma anche in un doppio fallo; a ciò si aggiunge anche un errore nei pressi della rete forzato dall’ellenico. Ma si rivela un niente di fatto, anche a causa di uno Tstsi poco incisivo in risposta. Il finalista dell’ultimo Roland Garros continua a giocare a corrente alternata, sfoderando seppur in maniera estemporanea colpi di qualità altissima, nel terzo game per esempio arriva un altro passante vincente (incrociato); dall’altro lato però iniziano ad aumentare in maniera considerevole anche gli errori (che saranno decisivi nel finale di partita). Il canovaccio però rimane il medesimo del primo set, anche se scendono inevitabilmente le percentuali al servizio. In risposta vengono concesse le briciole; almeno sino al 3-2 per l’ateniese. Norrie non mette la prima sul 30 pari e poi manda in rete uno smash a rimbalzo. La chance è ghiotta, dopo uno scambio prolungato con il britannico in costante fase difensiva però Tsitsipas commette un sanguinoso errore con il dritto anomalo che finisce di poco largo. Graziato il campione d’Indian Wells prima con il servizio-dritto e poi con l’ace si salva, urla come-on e impatta sul 3-3. Palla break mancata; palla break quasi concessa. Il contraccolpo psicologico è forte per l’ateniese: dritto lungo e stecca con il rovescio a campo aperto; ma aggrappandosi al servizio riesce in qualche modo a tenere le redini del parziale. Ma ecco che si arriva al momento decisivo, Il famigerato nono game torna a tormentare i pensieri di Stefanos. Il primo 15 corrisponde al quarto errore consecutivo di rovescio del greco. Cameron poi è micidiale nel comandare lo scambio con il rovescio bimane, il N.4 del mondo accorcia sull’incrociato permettendo al britannico di chiudere con il lungolinea successivo. Tsitsi sente il momento e va a rete in maniera sconsiderata, subendo il passante vincente di dritto. Due break point si materializzano, il primo sfuma per un vincente con il dritto a sventaglio dell’ellenico. Ma sul secondo è ancora il rovescio a tradire Tsitsipas. Il lato sinistro della tds.n.3 del tabellone si dimostra il colpo vulnerabile negli ultimi game e concede a Norrie la possibilità di servire per il match. Un pò di pressione viene avvertita dal nativo di Johannesburg, che commette un doppio fallo sul 15-0; ma limitandosi a mettere la palla dall’altra parte della rete contro una versione del detentore del titolo di Montecarlo che inizia a concedere nelle fasi cruciali della frazione anche dalla parte destra, (dopo gli unforced consecutivi di rovescio) chiude il match per l’appunto in virtù dell’ennesimo gratuito di dritto.

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP Montreal: Evans di rimonta sfianca Paul, Draper dura solo un set con Carreno Busta

Seconda volta negli ultimi quattro di un Masters 1000 per Daniel Evans, al contrario Tommy Paul conferma una tradizione negativa perdendo il 7°quarto di finale sugli otto disputati nel 2022

Pubblicato

il

Daniel Evans - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

D. Evans b. T. Paul 1-6 6-3 6-4

Dopo aver messo in fila gli scalpi di Hurkacz, Djokovic e Goffin nell’aprile 2021 a Montecarlo, Daniel Evans si ripete al Canada Open centrando la seconda semifinale della carriera in un Masters 1000. Un risultato ottenuto grazie alle vittorie sulle tds n. 5 e 10 di Montreal, Rublev e Fritz, e sigillato con il successo in rimonta – e in notturna – per 1-6 6-3 6-4 in quasi due ore e venti di gioco ai danni di Tommy Paul. Il tennista britannico dà così continuità al quarto di finale raggiunto settimana scorsa a Washington – due tornei nei quali ha battuto agli ottavi sempre lo stesso avversario – migliorando ulteriormente il suo piazzamento e soprattutto invertendo la rotta della propria stagione.

Infatti il 32enne della West Midlands sembrerebbe essere rinato in questa prima tranche dello swing estivo nordamericano, successivamente ad un primo semestre avaro di soddisfazioni e di risultati di rilievo. Basti pensare che il quarto conquistato nella capitale degli States, è stato il primo stagionale per il 39 ATP; mentre a proposito di quarti di finale, si conferma una tradizione alquanto infausta per l’americano. Il 25enne del New Jersey ha avuto infatti un rendimento molto costante nel 2022, senza tuttavia picchi di rendimento: degli otto quarti in stagione ne ha vinto soltanto uno, a Delray Beach, con un record che se allargato all’intera carriera parla di un bilancio negativo di 4 vittorie e 12 sconfitte.

 

Da lunedì potrà comunque consolarsi con il nuovo best ranking al n. 31 del ranking, l’americano era stato al massimo n. 32 meno di tre mesi fa. Migliore posizione di sempre che invece non toccherà ad Evans, dalla prossima settimana almeno n. 23, ma che non è escluso arrivi considerando lo squarcio basso del tabellone: un’occasione più unica che rara per Dan, con il sogno sempre più reale di rinverdire quella piazza di n. 22 raggiunta nel settembre dello scorso anno. Intanto si porta a più due nel differenziale del bottino stagionale: 19 partite vinte e 17 perse.

IL MATCH – Ad aprire il programma della sessione serale all’Omnium Banque Nationale Presente by Rogers, nella giornata dedicata ai quarti di finale, è il secondo accoppiamento della parte bassa del tabellone: il derby tra “cugini” anglo-statunitensi Daniel Evans e Tommy Paul. Si affrontano per la seconda volta: il primo scontro risale al 2018 e curiosamente andò scena proprio in Canada al Challenger di Vancouver, fra l’altro al via la prossima settimana. Una partita che prometteva grande spettacolo, e che soprattutto forniva alla vigilia diversi spunti d’interesse. Si affrontano infatti due giocatori dallo stile completamente opposto, da una parte la solidità del 25enne del New Jersey che rappresenta il classico prototipo del tennista di formazione Usa – anche se cresciuto sui campi in terra della Carolina del Nord – dotato di un portentoso dritto con il quale può comandare a piacimento gli scambi da fondo; dall’altra invece un’esponente del tennis anni ’80 con la sua spigliata capacità di variare costantemente il proprio gioco e di appoggiarsi sul peso della palla avversaria affinché possa avere il tempo necessario per scendere a rete.

Il primo momento di difficoltà per chi serve arriva nel quarto game, con il 32enne di Birmingham in battuta: fino a quel momento aveva tenuto il campo perfettamente il n. 39 ATP, riuscendo abilmente a rimandare dall’altro lato soluzioni sempre diverse e sfruttando in questo senso la varietà in suo possesso nel rovescio, alternando con cambi sistematici il proprio magistrale back al suo comunque ottimo ed elegante rovescio monomane; ma appena la prima di servizio è andata leggermente in affanno il tennista inglese ha cominciato a perdere parecchi metri e a dover remare come un forsennato sulle geometrie di Tommy. L’americano difatti avendo più tempo per preparare, inizia a spostarsi con più continuità dalla parte sinistra per poter smistare il palleggio attraverso lo sventaglio.

Il colpo anomalo di dritto, specie in lungolinea, fa veramente molto male e Daniel non può far altro che entrare in una spirale di problemi, senza soluzione di continuità, dinanzi alla regolarità delle aperture del giocatore statunitense. Questo perché, qualora il match dovesse dispiegarsi sul ritmo, semplicemente Evans sarebbe inerme e privo di qualsiasi possibilità di poter fare partita pari. Ma ciò che sta, sicuramente, prendendo la scena nella prima frazione dell’incontro è l’imperiale livello in risposta di Paul: le ribattute del n. 34 al mondo sono incredibilmente infuocate ed in grado di mettere costantemente pressione all’avversario. Dan ha certamente un atteggiamento invidiabile, non molla neanche un quindici, e regala agli spettatori perle al volo con autentici capolavori – una copertura della rete da volleatore di prima classe, con esecuzioni plananti.

Tuttavia la consistenza e la velocità del tennis dell’ex n. 3 junior è troppo superiore: centra un primo break sul 2-1 alla terza opportunità, per poi addirittura salire sul 5-1 breakkando ancora. In realtà la parte centrale del set vede tre giochi consecutivi risolversi ai vantaggi, i quali però vengono tutti vinti da Paul. Il campione del Roland Garros junior 2015, infatti, porta a casa due giochi in risposta, che gli valgono altrettanti strappi, ed uno al servizio – consolidando il primo break in rimonta dal 15-30 – ad oltranza. Quindi, nonostante un 6-1 in 39 minuti c’è stata comunque lotta ma ciò non toglie gli enormi meriti del tennista a stelle e strisce, che ha assolutamente mostrato un tennis degno di questo punteggio.

Un altro aspetto che il match sta fornendo in maniera chiara, sono i numerosi progressi compiuti da Paul dalla parte del rovescio. Miglioramenti che si sono rivelati fondamentali per mostrare il livello espresso nei suoi primi sei mesi di stagione. Sul campo questa nuova solidità del bimane americano si osserva molto bene, da un punto di vista tattico, quando il giocatore di Sua Maestà nel prendere la rete in controtempo, va ad attaccare sempre sul rovescio di Tommy – suo colpo storicamente meno sicuro – subendo però soltanto chirurgici e filanti passanti. Il nativo di Birmingham sa però, che questa canadese, è una ghiottissima occasione; perciò parte super carico in avvio di seconda frazione: dopo aver cancellato una pericolosissima palla break in apertura – che sapeva di match ball – ha avuto lui la chance per scappar via, ma un concreto 25enne di Voorhees l’ha frantumata con gran spavalderia. I come on di Evans di susseguono ma non sembrano incrinare in alcun modo le sicurezze acquisite dal n. 34, in questa settimana, così come non pare infastidire l’approccio in slice: su queste palle molto basse si disimpegna alla grande.

Adesso comunque Paul è visibilmente calato, in termini di visione periferica, essendo più impreciso nelle sue geometrie e nella costruzione del punto: ora fa estrema fatica a trovare l’angolo del campo sguarnito, propedeutico a muovere l’avversario. Dan è invece scatenato, e infilando Tom a rete con un bel passante in corsa di dritto, sfrutta il secondo break point del set in suo favore. Allungo giunto nel sesto game e prontamente confermato, per il 5-2 Evans. L’americano sì è incartato all’improvviso, inoltre anche sul piano fisico le cose si sono invertite, Daniel corre come un indiavolato al contrario del classe ’97 cresciuto in Carolina del Nord che è diventato lento a livello di reattività dei piedi, uno dei punti di forza del suo tennis e che venendo meno lo portano ad arrivare sulla palla con quella decisiva frazione di ritardo. Il britannico ha ritrovato brillantezza e quando un tennista del suo talento acquisisce anche questa dote è veramente un bel vedere oltre che difficilmente si può essere in grado di tenergli testa: così nel momento della verità, non trema e suggella il 6-3 in 43 minuti.

Il parziale finale si apre nel segno dell’equilibrio, previsto dalle anticipazioni della gara ma effettivamente mai pervenuto finora, dovuto ad un innalzamento generale del livello dell’incontro: si assiste infatti, in questo frangente di partita, ai punti più belli dell’intero match, con i due giocatori che si sfidano a colpi di fioretto e di reni tra pallonetti volanti, tocchi sopraffini e passanti girati di schiena. L’inerzia è però cambiata rispetto all’inizio: la rapidità di Evans crea il vuoto, insieme anche ad una crescita sostanziale del servizio british.

Puntuale il break di Dan sul 2-1, che sale ancora grazie ad un’isperata pesantezza del dritto. Il 32enne di Birmingham vede il traguardo avvicinarsi sempre di più, ma deve ancora soffrire nell’ottavo game: si complica maledettamente la vita a causa di un doppio fallo e va sotto 15-40. Sul secondo break point è bravissimo Evans, la cancella con un complicatissimo smash, tuttavia i rimpianti di Paul sono sulla prima dove un nastro beffardo gli porta via un dritto che sarebbe stato vincente. Tommy annulla un match point, nell’ennesimo quindici spettacolare del set, e ci prova fino alla fine; ma Dan è un treno che non si ferma più: chiude al secondo tentativo, 6-4 in 57 minuti.

A livello statistico, i numeri ci dicono che il match è stato comunque condotto complessivamente da Paul, autore di 40 winners mitigati da 30 unforced, nettamente più conservatrice la performance del nativo di Birmingham: -1 (15/16). Ciò nonostante il match, al di là dei numeri che a volte possono essere fuorvianti, è stato certamente molto godibile, con entrambi sempre pronti a verticalizzare e che si sono esibiti in grandi prodezze a rete o in scambi estremamente entusiasmanti. In sintesi, non ci si è per nulla annoiati.

P. Carreno Busta b. [Q] J. Draper 7-6(4) 6-1 (dal nostro inviato a Montreal, Vanni Gibertini)

È durato un set o poco più il sogno di Jack Draper di raggiungere la sua prima semifinale di un Masters 1000. Dopo un primo set molto combattuto e giocato con grande profusione di energie da entrambe i protagonisti, l’esperienza di Pablo Carreno Busta è venuta fuori e non ha lasciato scampo al suo giovane avversario, che comunque ha fatto vedere di non essere troppo lontano dai livelli di vertice.

Draper ha messo in mostra grande esuberanza fisica, la capacità di iniettare velocità nella pallina con grande efficacia e la capacità di utilizzare il vantaggio di essere mancino. Il tennis ha sicuramente trovato un altro protagonista che farà divertire.

IL MATCH – Dopo la varietà di schemi e le ripetute discese a rete di Evans-Paul, il pubblico serale dell’IGA Stadium ha dovuto tornare ad apprezzare un tipo di gioco più abituale nel tennis moderno fatto di potenti scambi da fondo e ritmo sui palleggi. Si tratta di un terreno di battaglia sul quale Carreno Busta ha sicuramente molta più esperienza di Draper, e infatti all’inizio del match sembrava che lo spagnolo potesse staccarsi agevolmente. Tuttavia, annullando ben sei palle break nei primi due turni di battuta, Draper è comunque riuscito a tenere egregiamente il campo contro il suo più esperto avversario facendo leva un po’ sulla battuta ma soprattutto sul suo rovescio mancino “alla Sock”, con una rotazione molto accentuata e una traiettoria simile a quella prodotta da Norrie ma con molta più velocità.

Ci è voluta più di mezz’ora per completare i primi quattro game, poi però Draper ha cominciato un po’ a pagare la desuetudine a giocare partite di questa intensità concedendo il break per primo al settimo gioco. Tutto sembrava seguire il copione, fino a quando, nel momento di servire per il set sul 5-4, Carreno Busta prima incassava un paio di bei colpi da parte di Draper, poi sulla prima palla break concessa nel match e nel torneo ha commesso doppio fallo regalando il 5-5.

Nel tie-break successivi ci sono stati quattro minibreak nei primi sei punti, poi sul 4-4 Carreno Busta si aggiudicava uno scambio di 31 colpi concluso con un recupero in corridoio su una palla corta, e dopo un’ora e 15 minuti poteva incamerare il primo set.

Su quello scambio lunghissimo probabilmente Draper ha lasciato parecchio di ciò che aveva nel serbatoio, più mentalmente che fisicamente. Carreno Busta iniziava il secondo set come se nulla fosse martellando sulla diagonale sinistra e volando subito sul 3-0, dando così il via alla fuga verso il parcheggio o verso la metropolitana di buona parte degli spettatori, dato che si erano ormai fatte le 23 di venerdì sera.

Il resto della partita è stata quasi una formalità: Draper ha fatto vedere qualche altro lampo di quello che probabilmente di mostrerà negli anni a venire, ma il presente è Carreno Busta, che ha chiuso il match raggiungendo in semifinale Daniel Evans per dar vita a una sfida che non ha precedenti ufficiali a livello ATP.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

Continua a leggere

ATP

ATP Cincinnati, il tabellone maschile: difficile esordio per Berrettini con Tiafoe

Tabellone equilibrato a Cincinnati. Alcaraz dalla parte di Nadal. Sinner esordisce contro un qualificato, ci potrebbe essere di nuovo Carreno Busta

Pubblicato

il

Alexander Zverev (sinistra) e Andrey Rublev (destra) - Cincinnati 2021 (foto Twitter @cincytennis)

Sorteggiato a Mason, Ohio il tabellone principale del singolare maschile per il Western&Southern Open. Medvedev, Tsitsipas e Hurkacz nella parte alta; Nadal, Alcaraz e Ruud nella parte bassa in un tabellone tutto sommato piuttosto bilanciato.

In n. 1 del mondo Medvedev avrà al secondo turno (dopo il bye) il vincente tra Botic Van de Zandschulp e Maxime Cressy, poi dovrebbe incontrare chi esce da una zona piuttosto affollata con Dimitrov, Shapovalov, Paul e Brooksby. La testa di serie n. 2 Nadal esordirà contro il vincente tra Borna Coric e un qualificato, poi probabilmente Roberto Bautista Agut.

Matteo Berrettini ha un inizio complicato con Frances Tiafoe al primo turno e poi il vincente tra Khachanov e Korda. Sinner troverà invece un qualificato nel suo primo incontro (ricordiamo che ci sono tre italiani nelle qualificazioni: Musetti, Sonego e Fognini) e poi eventualmente Kecmanovic o la rivincita con Carreno Busta.

 

Il link al tabellone (aggiornato quotidianamente)

Il tabellone – parte alta

Il tabellone – parte bassa

OTTAVI TEORICI

[1] D. Medvedev vs [16] G. Dimitrov
[11] T. Fritz vs [6] A. Rublev
[4] S. Ttsitsipas vs [13] D. Schwartzman
[12] M. Berrettini vs [8] H. Hurkacz
[5] C. Ruud vs [9] C. Norrie
[14] M. Cilic vs [3] C. Alcaraz
[7] F. Auger-Aliassime vs [10] J. Sinner
[15] R. Bautista-Agut vs [2] R. Nadal

IL SORTEGGIO DEGLI ITALIANI

[10] J. Sinner vs Q
[12] M. Berrettini vs F. Tiafoe

INFORMAZIONI SUL TORNEO

  • tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, 16 bye)
  • 44 giocatori entrati per accettazione diretta
  • 7 qualificati
  • 4 wild card

Copertura televisiva

Il torneo di Cincinnati, come tutti quelli di categoria Masters 1000, sarà trasmesso in diretta da SKY Sport. Le immagini in diretta saranno visibili anche sottoscrivendo l’abbonamento a NOW, la piattaforma streaming di SKY utilizzabili da ogni tipologia di dispositivo (notebook, tablet, smartphone e smart TV). Il pass Sport per un mese costa 9,99 euro.

Calendario di gioco

Sabato 13 agosto: primo turno qualificazioni (dalle 16 italiane)
Domenica 14: turno finale qualificazioni

Domenica 14: primo turno sessione serale
Lunedì 15: primo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Martedì 16: primo e secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Mercoledì 17: secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Giovedì 18: ottavi di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Venerdì 19: quarti di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Sabato 20: semifinali (sessione diurna dalle 17, sessione notturna da mezzanotte)
Domenica21 : finali maschile e femminile (sessione diurna, le due finali a partire dalle 18)

Prize money dell’ATP Cincinnati 2022

  • R1: 25.110$
  • R2: 45.315$
  • R3: 84.510$
  • QF: 157.995$
  • SF: 289.655$
  • F: 529.710$
  • V: 970.020$

Continua a leggere

ATP

ATP Montreal: Ruud rovina la festa canadese, Auger-Aliassime fa solo tre giochi

Brutta battuta d’arresto per Felix Auger Aliassime nel torneo di casa. Casper Ruud ragginge agevolmente la semifinale dell’Omnium Banque Nationale di Montreal dove trova Hurkacz

Pubblicato

il

Casper Ruud - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

[4] C. Ruud b. [6] F. Auger-Aliassime 6-1 6-2 (da Montreal il nostro inviato)

Non c’è nemmeno stato il tempo di sognare per Felix Auger-Aliassime e il pubblico di Montreal: il match di quarti di finale tra l’idolo di casa e il norvegese Casper Ruud è stato totalmente a senso unico, se si eccettua il game iniziale. Dieci giochi consecutivi vinti da Ruud che ha sfoderato una prestazione di grande solidità, martellando senza pietà il lato sinistro di Felix sia con il diritto sia con il rovescio, approfittando dei parecchi errori del canadese senza la minima esitazione fino alla fine.

IL MATCH – Nel pomeriggio insolitamente freddino di Montreal l’inizio di partita è stato davvero balbettante per entrambi. Felix Auger-Aliassime, sostenuto da uno stadio quasi pieno nonostante il pomeriggio lavorativo, è partito di gran lena strappando subito il servizio a Ruud alimentando l’entusiasmo dei quasi 12.000 in tribuna. Sembrava quasi che fosse una gara a chi chiudeva il punto più in fretta, tanto sembravano entrambi alla ricerca del vincente a tutti i costi. Nessuno dei due tuttavia pareva essere sufficientemente centrato da poter eseguire un disegno così ambizioso, e i colpi scentrati sono iniziati ad arrivare in quantità.

 

Il primo a riprendere il controllo del proprio tennis è stato Ruud, che rimediata la falsa partenza iniziale ha messo il cruise control per incassare i numerosi errori di Auger-Aliassime negli scambi da fondo e mettere in fila sei giochi consecutivi per incamerare il primo set 6-1 in 36 minuti.

Con un silenzio incredulo in tribuna che si poteva quasi toccare con mano (e con una serie di personaggi in tribuna stampa che non si erano mai visti tutta la settimana ma chissà come mai sono comparsi per la parita di Auger-Aliassime…) il secondo parziale non si apriva meglio per il giocatore di casa: due disastri al volo messi in fondo alla rete più un diritto in corridoio hanno concesso il break in apertura a Ruud, impeccabile nella sua conduzione del match e il cui diritto lungolinea era un castigo divino. Un doppio fallo sul 30-40 due game più tardi faceva spalancare la voragine di una bruttissima sconfitta sotto i piedi di Auger-Aliassime, totalmente incapace di trovare una situazione di gioco per mettere in difficoltà l’avversario.

L’enorme applauso per il turno di battuta tenuto sullo 0-4 era quasi un calcio allo stomaco per Auger Aliassime, che nonostante volesse credere di poter rimanere attaccato al match doveva arrendersi all’evidenza dei fatti dopo soli 74 minuti di gioco e rimandare a un’altra occasione il sogno di trionfare nel torneo di casa.

Ruud ha così vinto il suo settimo incontro consecutivo, cogliendo la vittoria contro il giocatore meglio classificato tra quelli battuti quest’anno e avanzando alla semifinale contro Hubert Hurkacz, contro il quale ha vinto l’unico confronto diretto, anche se sulla terra di Parigi la primavera scorsa.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement