WTA Ranking: che progressi per Osorio e Zhang. Kenin lascia la top100

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WTA Ranking: che progressi per Osorio e Zhang. Kenin lascia la top100

La cinese rientra in top50 dopo la vittoria a Lione. Era stata già n.23 sei anni fa. La colombiana perde una finale incredibile in Messico ma entra tra le prime 35 del ranking. Periodo buio per la statunitense, che perde 41 posizioni

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Shuai Zhang - Lyon 2022 (Twitter - @Open6emeSensML)
Shuai Zhang - Lyon 2022 (Twitter - @Open6emeSensML)
 

In attesa dell’inizio del torneo WTA 1000 di Indian Wells, previsto per mercoledì 9 marzo, per il quale ha già dato forfait la prima della classe, Ashleigh Barty, la scorsa settimana si sono tenuti due WTA 250, l’Abierto GNP Seguros 2022 di Monterrey e l’Open 6e Sens – Métropole de Lyon. Con le migliori a riposo in previsione degli impegni americani, il campo di partecipazione dei due eventi non è stato di primissimo piano: la tds n.1 a Lione era la nostra Giorgi mentre a Monterrey le prime due del seeding erano rispettivamente Elina Svitolina e Leylah Fernandez, campionessa uscente in Messico. In Francia, Camila Giorgi ha ceduto il passo al primo turno alla giocatrice di casa, Caroline Garcia, superata in semifinale, a sua volta, da Shuai Zhang, vincitrice del titolo su Dayana Yastremska. Buon torneo per Jasmine Paolini, che si è spinta fino ai quarti. In Messico, si è riconfermata di misura Leylah Fernandez sulla giovane Camila Osorio, che è arrivata in finale avendo ragione, lungo il suo cammino, della più quotata Elina Svitolina. Com’è, quindi, prevedibile non ci sono movimenti particolarmente rilevanti ai vertici della classifica di oggi, 7 marzo 2022. Ricordiamo che questa settimana uscivano, tra gli altri, i punti dei tornei Abierto GNP Seguros 2020 e 2021 di Monterrey, Open 6ème Sens Métropole de Lyon 2020 e 2021 e Oracle Challenger Series 2020 di Indian Wells.

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty137980
20Barbora Krejcikova265073
30Aryna Sabalenka184853
40Iga Swiatek154776
50Anett Kontaveit204721
6+1Maria Sakkari174436
7-1Paula Badosa304424
80Karolina Pliskova144242
90Garbiñe Muguruza183235
100Ons Jabeur183065
110Danielle Collins162972
120Jelena Ostapenko192880
130Emma Raducanu202635
140Anastasia Pavlyuchenkova122473
15+1Victoria Azarenka152271
16+2Angelique Kerber142232
17+2Cori Gauff202231
18-3Elina Svitolina212207
19-2Jessica Pegula182206
200Elena Rybakina262101
210Leylah Fernandez262066
220Tamara Zidansek201936
230Elise Mertens211886
240Veronika Kudermetova221875
250Belinda Bencic191871
26+1Simona Halep171832
27+3Sorana Cirstea221775
28-2Daria Kasatkina201755
29-1Madison Keys181690
30-1Camila Giorgi181614
310Petra Kvitova201585
320Liudmila Samsonova301527
33+1Marketa Vondrousova191487
34+3Alizé Cornet251360
35+9Camila Osorio321354
360Sara Sorribes Tormo221318
37+1Jil Teichmann231292
38+1Sloane Stephens151272
39+1Ajla Tomljanovic221251
40-7Clara Tauson321229
41+23Shuai Zhang351225
42-1Tereza Martincova301203
43-1Amanda Anisimova191200
44-1Bianca Andreescu121198
45+6Nuria Parrizas Diaz471183
46+2Jasmine Paolini341154
47-2Yulia Putintseva221151
48-2Ana Konjuh281133
49-2Shelby Rogers271124
50-1Anhelina Kalinina371113

In top50, notiamo che:

  • In top ten, Paula Badosa (-1, n.7) perde ancora una posizione dopo aver raggiunto il best ranking di n.4 nelle scorse settimane. Alla spagnola uscivano 110 punti della semifinale a Lione nel 2021. Ne approfitta Maria Sakkari per recuperare una posizione e assestarsi al n.6.
  • In top20, invece, sono in discesa Elina Svitolina (-3, n.18), che perdeva 280 punti della vittoria a Monterrey 2020 e, in questa edizione, non è riuscita ad andare oltre i quarti, e Jessica Pegula (-2, n.19), che aveva in uscita 29 punti guadagnati all’Oracle Challenger Series 2020. Si avvantaggiano di queste retrocessioni Victoria Azarenka (+1, n.15), Angelique Kerber (+2, n.16) e Cori Gauff (+2, n.17).
  • Per quanto riguarda le posizioni dalla 21 alla 50, Camila Osorio (+9, n.35) si consola della sconfitta in finale a Monterrey stabilendo il suo personale best ranking. Rientra in top50, con un balzo di 23 posizioni, Shuai Zhang (n.41). La cinese era stata n.23 nel lontano 2016. Best ranking anche per Nuria Parrizas Diaz (+6, n.45), semifinalista in Messico. Non è una buona settimana per Clara Tauson (-7, n.40), alla quale uscivano i 316 punti di Lione 2021, vinto, da qualificata, su Viktorija Golubic (-16, n.51) che esce dalle cinquanta.

Infine, come di consueto, diamo un’occhiata anche ai movimenti fuori dalla top50. Tra le atlete in maggior progresso segnaliamo Beatriz Haddad Maia (+8, n.61), Caroline Garcia (+8, n.66), Vitalia Diatchenko (+16, n.102), Qiang Wang (+12, n.104) e ovviamente Dayana Yastremska (+37, n.103). In grosse difficoltà Irina-Camelia Begu (-16, n.72), vincitrice dell’Oracle Challenger Series 2020 su Misaki Doi (-8, n.95), Marie Bouzkova (-16, n.97), finalista a Monterrey 2020, e Sofia Kenin (-41, n.130), che esce dalla top100 dopo che le sono stati scalati i 280 punti della vittoria a Lione nel 2020.

 

CASA ITALIA

Perde una posizione Camila Giorgi (n.30), che non riesce proprio ad eguagliare o superare il best ranking (n.26). Camila ha già annunciato che non sarà al via a Indian Wells. Anche questa settimana Lucia Bronzetti (+1, n.101) ritocca il best ranking e si avvicina ulteriormente alla top100. Si giocherà le sue possibilità a Indian Wells. Guadagnano posti Jasmine Paolini (+2, n.46), Martina Trevisan (+6, n.86) e Sara Errani (+6, n.148). Nelle posizioni di rincalzo, segnaliamo i 30 posti in più di Cristiana Ferrando (n.263), finalista all’ITF di Macon. Perdono molto terreno Giulia Gatto-Monticone (-11, n.211), Elisabetta Cocciaretto (-10, n.242), Camilla Rosatello (-12, n.403) e Nuria Brancaccio (-14, n.439).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
30-1Camila Giorgi181614
46+2Jasmine Paolini341154
86+6Martina Trevisan38769
101+1Lucia Bronzetti52649
148+6Sara Errani31430
157+1Lucrezia Stefanini49407
192+3Federica Di Sarra36337
211-11Giulia Gatto-Monticone35312
242-10Elisabetta Cocciaretto20276
263+30Cristiana Ferrando38253
288+1Martina Di Giuseppe48232
300+3Jessica Pieri42217
365+1Bianca Turati28148
403-12Camilla Rosatello37129
406+2Martina Caregaro29128
412-5Stefania Rubini32126
419-2Lisa Pigato26124
421-2Anna Turati20123
430+7Angelica Moratelli42118
439-14Nuria Brancaccio30112

NEXT GEN RANKING

Questa settimana non ci sono variazioni tra le prime dieci posizioni del Next Gen ranking, la classifica delle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2002. Con l’ingresso in top100 di Diane Parry salgono a sette le under 20 presenti tra le prime cento del mondo.

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Emma Raducanu200213
20Cori Gauff200417
30Leylah Fernandez200221
40Clara Tauson200240
50Marta Kostyuk200254
60Qinwen Zheng200274
70Diane Parry200298
80Daria Snigur2002138
90Elina Avanesyan2002172
100Victoria Jimenez Kasintseva2005175

LA RACE

Entra tra le prime venti della RACE Sorana Cirstea (+8, n.16). La rumena prende il posto di Garbiñe Muguruza (-2, n.22). Si ferma alle porte della top20 Shuai Zhang (+34, n.21). Più in ritardo, ma sempre in forte progresso, Leylah Fernandez (+72, n.29), Dayana Yastremska (+29, n.30) e Nuria Parrizas Diaz (+14, n.31).

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty22470
20Iga Swiatek41920
30Anett Kontaveit41310
40Danielle Collins21301
50Jelena Ostapenko51136
60Madison Keys51092
70Maria Sakkari4950
80Barbora Krejcikova4895
90Paula Badosa5817
100Simona Halep4706
110Veronika Kudermetova5617
120Jessica Pegula5592
130Amanda Anisimova4581
140Daria Kasatkina5531
150Elise Mertens5501
16+8Sorana Cirstea6496
17-1Alizé Cornet6494
18-1Aryna Sabalenka5487
19-1Elena Rybakina5486
20-1Kaia Kanepi2460

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ATP

Il dominio degli anni ’80 nel tennis maschile: tra Djokovic, Murray e Nadal è 12-1 sulla generazione anni ’90 nelle finali Slam

Dodici vittorie e una sconfitta, recita il bilancio delle finali Slam fra esponenti della “generazione ‘80” e “generazione ‘90”: un dato che deve far riflettere

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @usopen)
Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @usopen)

Il dominio e lo strapotere di Novak Djokovic hanno fatto da padroni anche in questa edizione 2023 degli Australian Open. Il 35enne serbo ha trionfato a Melbourne per la decima volta, vincendo per la 22esima volta un torneo del Grande Slam ai danni del 24enne Stefanos Tsitsipas. Un successo che ha riaperto anche l’eterna questione di un ricambio generazionale che nel tennis maschile di vertice tarda ad arrivare. Infatti, appena due esponenti della classe ’90 (giocatori nati tra il 1990 e il 1999) hanno vinto uno Slam: Dominic Thiem in uno US Open estremamente particolare nel 2020 contro Alexander Zverev in finale, sfruttando anche la chance della squalifica di Djokovic per una pallata al giudice di linea nel match contro Carreno Busta; Daniil Medvedev sempre allo Us Open nel 2021 contro un Djokovic che avvertì la pressione del Grande Slam sulle sue spalle. Se allarghiamo il campo a tutti i giocatori nati dopo il 1990, anche Carlos Alcaraz, classe 2003, ha vinto uno Slam lo scorso anno, sempre quello newyorkese imponendosi nella finale contro Casper Ruud.

La statistica più impressionante riguarda i confronti nelle finali Major tra i giocatori nati tra il 1980 e il 1989 e quelli nati tra il 1990 e il 1999. Il bilancio è inequivocabile: 12 vittorie e 1 sconfitta per i più “anziani” a partire dalla finale di Wimbledon 2016 fino alla finale degli Australian Open di quest’anno.


Il primo scontro generazionale in una finale Slam avviene proprio nel 2016 ai Championships: Andy Murray batte in tre set il canadese Milos Raonic vincendo per la seconda volta sui prati londinesi. Nel 2018 e nel 2019 al Roland Garros Rafa Nadal nel suo feudo sconfigge Dominic Thiem: nella prima occasione perdendo appena nove giochi, nella seconda occasione lasciando per strada un set, ma vincendo comunque senza grossi patemi. Sempre nel 2019 a faticare moltissimo nella finale US Open è lo stesso Nadal contro Medvedev: il russo rimonta due set di svantaggio, ma non può nulla al quinto contro la voglia di non mollare dello spagnolo. Neanche Thiem va lontano dal successo nel 2020 all’Australian Open contro Novak Djokovic: va avanti due set a uno, ma anche l’austriaco cede nella sua prima finale Slam lontana dalla terra battuta. Nel 2021 ci provano in tre nell’anno magico del serbo: Tsitsipas, Berrettini e Medvedev. Il greco perde in cinque set la finale del Roland Garros dopo essere stato avanti di due set, il romano perde la finale di Wimbledon dopo aver vinto il primo set e il russo perde nettamente la finale in Australia, ma si prende la rivincita a New York, giocando il miglior tennis della carriera e fermando la corsa di Djokovic verso il Grande Slam.
La tendenza si conferma nel 2022 (e nel 2023) con i successi di Nadal su Medvedev all’Australian Open con una clamorosa rimonta da uno svantaggio di due set, la vittoria del maiorchino su Ruud al Roland Garros e i trionfi di Djokovic su Kyrgios a Wimbledon e su Tsitsipas qualche giorno fa a Melbourne.

 


Qual è il problema delle nuove generazioni? La sudditanza psicologica nei confronti dei mostri sacri Djokovic e Nadal è certamente un fattore per chi cresce nel mito di certi giocatori, ma l’ipotesi è pure quella di un’inferiorità tecnica e un’inadeguatezza a porsi al livello di leggende come Djokovic, Nadal e Murray. Ancora nei match 3 su 5 sono sempre i più esperti a farsi valere negli scontri generazionali: la longevità agonistica è indubbiamente cresciuta rispetto a qualche decennio fa, basti pensare che tutti e tre i big 3 hanno vinto gli Australian Open a 35 anni. Federer e Nadal hanno vinto rispettivamente nel 2017 e nel 2022 e da lì in avanti hanno trionfato ancora a livello Major. L’impressione è che Djokovic abbia ancora un fisico che lo sostenga nei match di lunga durata, oltre ad una tenuta mentale fuori dalla norma: vedremo se in questo 2023 i nati negli anni Novanta si daranno un’altra possibilità di spezzare un’egemonia che va avanti da tre lustri o se lasceranno già spazio ai Millennials nati dal 2000 in poi come Alcaraz (che ha già vinto uno US Open), Rune, Auger-Aliassime o Sinner.

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Australian Open

Djokovic torna in vetta al ranking e ritocca il record: 374 settimane da n°1 and counting. Steffi Graf sempre più vicina

Il secondo posto di Roger Federer, fermo a 310 settimane da n°1 ATP, si allontana sempre di più. Ora Novak Djokovic punta al record assoluto

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic - Australian Open 2023 (Twitter @rolandgarros)

La decima vittoria in carriera all’Australian Open ha segnato anche il ritorno sul trono ATP di Novak Djokovic, leader indiscusso del circuito maschile. Ora che anche il computer certifica la supremazia del campione serbo, è inevitabile dare uno sguardo ai record di settimane da n°1 nella storia del tennis.

La top10 di n°1 più longevi a livello ATP vede saldamente a comando il 35enne di Belgrado, che (considerando anche quella appena iniziata) è stato in vetta alla classifica mondiale per almeno 374 settimane, record che potrebbe estendersi almeno ancora fino ad Indian Wells e Miami. Djokovic, infatti, difficilmente parteciperà a quei due tornei per via delle arcinote questioni relative alla (non) vaccinazione contro il Covid-19. Nole, tuttavia, potrebbe presto tornare negli Stati Uniti: crescono sensibilmente le possibilità di una sua presenza a Cincinnati e allo US Open, visto che il governo USA pare intenzionato a porre fine allo stato d’emergenza Covid entro maggio.

Il serbo potrebbe dunque essere nuovamente scavalcato da Alcaraz dopo Indian Wells (se lo spagnolo migliorerà la semifinale dello scorso anno), che però potrebbe tornare in vetta anche prima del Sunshine Double. Opzione difficile quest’ultima, seppur non impossibile. La differenza tra i due è di 340 punti e Carlitos dovrebbe conquistare almeno due tornei tra il ‘250’ di Buenos Aires e i due ‘500’ di Rio de Janeiro (che ha già vinto l’anno scorso) e Acapulco. Sempre che il 19enne di Murcia decida di giocarli tutti.

 

Tornando a Djokovic, la distanza con gli altri numeri 1 è destinata ad ampliarsi, con il secondo posto di Roger Federer – fermo a 310 settimane – che si allontana sempre di più. Già a febbraio, inoltre, il 22 volte campione Slam potrebbe riscrivere ulteriormente la storia del tennis, superando anche Steffi Graff e divenendo il tennista (estendendo il discorso anche alle donne) con più settimane sul trono. Il record della tedesca è di 377 settimane, appena tre in più del serbo. L’aggancio potrebbe arrivare il 20 febbraio, il definitivo sorpasso a 378 settimane il 27 febbraio. E la sensazione è che sia ormai soltanto una mera questione di tempo.

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Il governo USA metterà fine allo stato d’emergenza COVID entro maggio. Via libera per Djokovic?

L’amministrazione Biden sta per approvare una legge per concludere lo stato d’emergenza sanitaria. Potrebbe essere rimosso l’obbligo di vaccinazione per i visitatori

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Novak Djokovic - 2021 US Open (Jed Jacobsohn/USTA)

Il parlamento statunitense sta considerando una proposta di legge chiamata “Pandemic Is Over Act” che si pone come obiettivo quello di mettere fine allo stato di emergenza sanitaria dichiarato quasi tre anni fa a causa dell’epidemia di COVID-19, il New York Times ha pubblicato nella serata di lunedì.

Questa proposta di legge e altre che sono anch’esse al vaglio dell’esecutivo creerebbero le condizioni per passare ad una nuova fase di controllo della pandemia che però non prevederebbe le misure straordinarie che sono state in vigore fino a questo momento. Una volta approvate queste norme, poi, il governo Biden ha lasciato intendere che non estenderà il formale stato di emergenza che al momento dovrebbe scadere il prossimo 11 maggio.

Tra le norme legate all’emergenza sanitaria c’è anche quella che prevede la presentazione del certificato vaccinale per tutti i non americani e non residenti negli USA che vogliano entrare nel Paese, norma che durante l’ultimo anno ha impedito al neo n. 1 del mondo Novak Djokovic di disputare i tre Masters 1000 che si disputano sul territorio statunitense (il BNP Paribas Open di Indian Wells, il Miami Open e il Western&Southern Open di Cincinnati) così come lo US Open a Flushing Meadows.

 

Il prerequisito è tutt’ora in vigore formalmente per tutti i visitatori stranieri che vogliono entrare nel Paese per via aerea, e sostanzialmente anche per chi entra via terra, nonostante la norma non venga ormai più fatta rispettare da qualche tempo ai posti di frontera tra gli USA e il Canada o il Messico. La norma è formalmente in vigore fino al 10 aprile prossimo, anche se naturalmente potrebbe essere estesa o revocata in ogni momento

Tuttavia anche se dovessero essere approvate le leggi per gradualmente rimuovere lo stato di emergenza sanitaria, non è automatico che anche le condizioni per poter entrare negli Stati Uniti come straniero verranno adeguate di conseguenza. È infatti consuetudine imporre condizioni molto più stringenti per gli stranieri che cercano di entrare sul territorio del proprio Stato di quelle che invece vengono imposte ai cittadini dello Stato stesso. In ogni caso, siccome gli USA sono uno dei pochi Paesi che ha mantenuto questo prerequisito che invece è stato fatto decadere in gran parte del pianeta, è verosimile pensare che ci potrebbe essere un adeguamento nel corso dei prossimi mesi che potrebbe spalancare le porte alla partecipazione di Djokovic almeno ai tornei estivi sul cemento americano, dato che sembra improbabile che le cose possano cambiare abbastanza velocemente da permettergli di essere ai nastri di partenza dei tornei del Sunshine Double in marzo.

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