WTA Indian Wells: ottavo di lusso Badosa-Fernandez. Le due al settimo cielo: "Felici dell'opportunità"

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WTA Indian Wells: ottavo di lusso Badosa-Fernandez. Le due al settimo cielo: “Felici dell’opportunità”

Paula batte in due Sorribes Tormo nel derby, Leylah lotta e vince al terzo con Shelby Roger. La campionessa in carica e la finalista dello US Open si contenderanno un posto nei quarti, tra parole di reciproca stima e un attento sguardo al futuro

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Leylah Fernandez - Indian Wells 2022 (Twitter - @BNPPARIBASOPEN)
Leylah Fernandez - Indian Wells 2022 (Twitter - @BNPPARIBASOPEN)
 

Sarà uno degli ottavi più interessanti del tabellone femminile, se non il più intrigante in assoluto. Sarà Paula Badosa contro Leylah Fernandez per un posto nei quarti del torneo di Indian Wells; la campionessa in carica contro la baby finalista dell’ultimo Open degli Stati Uniti. Non male le premesse, goloso il menù, anche se forse la portata arriva un po’ presto nel percorso. Sarà, ma il sorteggio è come il cuore, non sente ragioni, e dunque occhi puntati su quella che, se non propriamente una finale anticipata, sarà una sfida da guardare attentamente, considerati i curricula e le recenti prodezze delle due.

Badosa, per l’appunto, ha sollevato il trofeo nel cielo californiano alla fine dell’anomala edizione autunnale 2021, in coda alla splendida finale sottratta a Vika Azarenka che in molti non si sono peritati di definire “match dell’anno”. La caccia al bis proseguirà dopo la vittoria semplice solo in apparenza con l’amica Torribes Tormo, e chissà se un pizzico di pressione derivante dal dovere di difendere il titolo si farà sentire strada facendo. “Francamente non è il caso – ha tenuto a specificare Paula nella conferenza stampa post match -, primo perché non sono il tipo, poi perché il torneo l’ho vinto a ottobre, in una stagione diversa da quella usuale, con mille condizioni diverse, non mi pare nemmeno lo stesso torneo. Quando scendo in campo penso al match e solo al match, riesco a isolarmi bene da pensieri e fattori non pertinenti, una qualità di cui vado orgogliosa“.

Perché quando scende in campo la colpitrice nata a Manhattan solo il campo vede, pressione o non pressione, amici o nemici dall’altra parte della rete. “Sara (Sorribes Tormo, l’avversaria appena battuta al terzo turno, NdR) è una buona amica, ci conosciamo da tanto tempo, ma quando l’arbitro dà il via all’incontro so dividere l’amicizia dalla professione, non posso farmi condizionare. Naturalmente il fatto di averci avuto a che fare così tante volte ha influito sull’andamento del match: certe volte si faceva trovare nel posto giusto ancora prima che colpissi la palla, perché mi conosce così bene. Forse non meritava di perdere, ha giocato bene, ma anch’io, dopo un primo set complicato, ho ritrovato il dritto e disputato una gran partita nel tie break del primo e per tutto il secondo set“. Ora le tocca Fernandez, non sarà un incrocio banale: “Viene da un torneo vinto, dunque oltre a essere notoriamente giovane e forte è anche in grande fiducia, sarà complicato“.

 

Leylah è infine riuscita a emergere dal duro scontro con Shelby Rogers, una che a casa sua ha il vizio di mettere spesso insieme grandi tornei. “Si sa, è forte – ha dichiarato Fernandez riferendosi alla collega appena eliminata -, specie quando gioca in casa. Serve bene, ha dei grandi colpi da fondo, per fortuna mi sono ripresa in tempo dopo un secondo set così così. La battuta mi ha assistito all’inizio e alla fine, nel momento cruciale. Per me servire bene è importantissimo, e lo sarà anche contro Paula, dovrò tenere una percentuale di prime molto alta“. Dalle parole della canadesina traspare una sincera ammirazione per la prossima rivale già affrontata una volta in carriera, ad Auckland, quando Leylah era ancora minorenne e finì per perdere in due set comunque lottati. “Fu un match equilibrato, ricordo distintamente. Nel frattempo siamo cresciute, lei più di me, considerata la posizione in classifica. Ho fatto una finale Slam, dite? Sì, ma mi sembra passata una vita, occorre guardare avanti, e migliorare in fretta se possibile. Lei è una persona e una giocatrice davvero eccezionale, sono felice di averla a fianco nel Tour e di potermi misurare con lei domani“. Ragazze spumeggianti, come la sfida tra le due che attende di essere ammirata.

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Da Zhu Lin a Yibing Wu: la lenta progressione del tennis in Cina dove le ragazze segnano la strada

Il movimento del tennis in Cina è trainato dai successi in campo femminile ma qualcosa inizia a muoversi anche in campo maschile: per la prima volta due uomini della Repubblica Popolare in Top 100, e in arrivo c’è anche Juncheng Shang

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Zhu Lin - Hua Hin 2023 (Twitter @wta)
Zhu Lin - Hua Hin 2023 (Twitter @wta)

Negli ultimi mesi, si è parlato di tanto di tennis in Cina per la sospensione del Tour a causa della pandemia e per l’affaire Peng Shuai la cui storia è nota a tutti ed è finita sulle prime pagine di tutti i quotidiani internazionali, anche non specializzati.

Oggi si torna a parlare di tennis cinese ma per una notizia di tutt’altro genere e che riguarda il tennis giocato. Da questa mattina, per la prima volta nella storia, due tennisti cinesi entrano in Top 100. Yibing Wu, con la finale raggiunta nel Challenger di Cleveland – persa in tre set contro lo statunitense Aleksandar Kovacevic – si è guadagnato la posizione n. 97 del ranking; qualche posizione più avanti, al n. 91, c’è il suo connazionale Zhizhen Zhang, 26enne di Shanghai.

Piccoli passi per la gigantesca Repubblica Popolare Cinese che fatica a trovare campioni dello sport di racchetta. Alla grande disponibilità economica e agli incredibili investimenti in strutture sportive come stadi e accademie del tennis, non corrispondono grandi risultati in campo maschile, soprattutto se paragonati alla qualità e ai risultati raggiunti dalle colleghe.

 

Scovare le ragioni di un tale ritardo non è certamente facile. Il circuito professionista sbarcò in Cina trent’anni fa, con il lancio del primo torneo ATP di Pechino ma, per vedere il primo evento di rilievo, bisogna spostarsi un decennio dopo, quando dal 2005 al 2008 la metropoli di Shanghai ospitò i migliori otto giocatori della stagione per il torneo conclusivo della stagione, le ATP Finals. Dall’anno successivo, sempre a Shanghai, si tiene il penultimo Masters 1000 del calendario – torneo che ha raccolto l’apprezzamento dei giocatori del tour che l’hanno votato per cinque anni consecutivi il “miglior torneo dell’anno”.

Secondo gli osservatori più esperti, la mancanza di tennisti cinesi va ricercata anche in un fattore sociale: il gap tra le classi sociali, in termini di ricchezza e possibilità economiche, è molto marcato e viene a mancare quella classe media dalla quale provengono la maggior parte dei professionisti nei paesi occidentali. Sebbene il numero dei praticanti sia aumentato notevolmente negli ultimi decenni, i giovani cinesi aspirano più a ricoprire ruoli manageriali piuttosto che puntare all’eccellenza sportiva.

Qualcosa comunque inizia a muoversi. Oltre ad aumentare la presenza dei tornei del circuito (soprattutto WTA), negli ultimi anni la Federazione cinese ha ingaggiato un elevato numero di allenatori stranieri da impegnare nelle grandi accademie e ha costruito programmi di crescita per i giovani come il “The Road to Wimbledon” riservato agli under 14 in collaborazione con Dan Bloxham, head coach dell’All England Club o il “China Open Rating Tour” per gli amatori e collegato ai tornei del circuito.

L’idolo cinese, sebbene di passaporto statunitense, Michael Chang è stato uno dei primi a investire in Cina, fondando la “Mission Hills Tennis Academy”, ubicata in un impianto con 50 campi a Shenzhen.

Il tennis maschile

Il primo titolo nel circuito ATP di un giocatore cinese è del 2016: Di Wu conquistò il Challenger di Maui nelle Hawaii, battendo in finale Kyle Edmund, scrivendo la prima pagina del tennis maschile cinese. Nella scorsa stagione sono stati ben 5 titoli Challenger per il paese del dragone, conquistati da tre giocatori diversi: per Zhizhen Zhang il primo titolo a Cordenons, Yibing Wu ad Orlando, Rome e Indianapolis e primo successo anche per il giovanissimo Juncheng Shang a Lexington.

Yibing Wu si era già fatto conoscere con la vittoria allo US Open Junior nel 2017 sia in singolo che in doppio ma è soprattutto su Juncheng Shang (che recentemente, aveva fatto parlare di sé per la rottura con Marcelo Rios) che la Cina ripone le sue speranze per il futuro. Ora n. 165 ATP, ha da qualche giorno compiuto 18 anni e non ci sarebbe da sorprendersi se dovessimo trovarlo a fine anno a disputare le NextGen ATP Finals.

Il tennis femminile

Tutta un’altra musica sul versante WTA. Sono ben 5 le cinesi presenti in Top 100, di cui due in Top30, e in questo inizio di stagione tutti gli occhi sono puntanti su Lin Zhu. Raggiunti gli ottavi nel primo Slam dell’anno – battendo per la prima volta in carriera una Top 10 come la greca Sakkari, giocando un tennis incredibile – ieri ha messo la proverbiale ciliegina sulla torta, conquistato il primo titolo in carriera al WTA 250 di Hua Hin e il suo best ranking al n. 41 WTA.

Le ragazze cinesi di questa generazione sono cresciute tennisticamente guardando alla grande Li Na, prima campionessa Slam cinese e asiatica al Roland Garros 2011. La più giovane delle cinesi in top 100 è Qinwen Zheng, n. 29 WTA. Non ha ancora conquistato un titolo nel circuito maggiore ma nella scorsa stagione ha raggiunto la finale WTA 500 di Tokyo (sconfitta da Liudmila Samsonova), battendo Paula Badosa (all’epoca n. 4 WTA) al secondo turno. Alta e potente, la classe 2002 necessita di migliorare la continuità in campo ma le premesse per un suo exploit nel corso della stagione non mancano sicuramente.

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WTA Linz, tabellone: guida Sakkari, presenti Lucia Bronzetti e Camila Giorgi

Buon sorteggio per Camila, più impegnativa l’avversaria di Lucia. Al via anche Begu, Kalinina e Vekic

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Alison Riske - WTA Linz 2021 (via Twitter, @WTALinz)

Dopo l’assenza dello scorso anno, il Tour torna nel capoluogo dell’Alta Austria andando a occupare la seconda settimana di febbraio al posto della tradizionale collocazione autunnale. La prima favorita del seeding dell’Upper Austria Ladies Linz è la n. 7 del mondo Maria Sakkari, qua al suo esordio, che al primo turno incrocerà Nuria Parrizas Diaz, mentre la metà bassa è presidiata dalla n. 17 Ekaterina Alexandrova, opposta a una qualificata. La terza testa di serie è Irina Camelia Begu, sorteggiata nella parte alta del tabellone e la quarta è Anhelina Kalinina. Non ci sarà la campionessa in carica Alison Riske-Amritraj.

Per quanto riguarda le azzurre, Lucia Bronzetti affronterà per la prima volta l’ottava forza del seeding Anastasia Potapova, reduce dai quarti di finale a Lione. Scontro inedito anche per Camila Giorgi, estratta contro la ventiquattrenne rumena Jaqueline Cristian, n, 58 WTA un anno fa e ora precipitata al 201° posto. A loro potrà aggiungersi Sara Errani, approdata al turno decisivo delle qualificazioni.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI LINZ

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WTA Lione: prima gioia per Alycia Parks, con grande personalità supera la beniamina di casa Caroline Garcia

La prima vittoria contro una Top 10 corrisponde al primo titolo WTA in carriera per la giovane americana. Ottenuto grazie ad una spaventosa prestazione al servizio, in una bellissima finale con la n.1 del seeding

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Alycia Parks - Lione 2023 (Foto Twitter @wta)

A. Parks b. [1] C. Garcia 7-6(7) 7-5

Per la terza volta in quattro edizioni del torneo, al WTA 250 di Lione è una giovane stella del panorama mondiale ad aggiudicarsi il titolo. Dopo Sofia Kenin nel 2020 e Clara Tauson nel 2021, tocca ad Alycia Parks laurearsi campionessa dell’Open 6ème Sens Métropole. La 22enne di Atlanta ha superato in una bellissima finale la favorita principale, alla vigilia dell’evento, per accaparrarsi il trofeo: la prima forza del tabellone nonché giocatrice di casa – residente proprio a Lione – Caroline Garcia. La numero cinque del mondo ha ceduto il passo per 7-6(7) 7-5 in oltre dure ore di una splendida partita sia sul piano tecnico che emotivo. Ciò che più ha sorpreso dell’americana è stata la mastodontica personalità mostrata nei momenti caldi dell’incontro, unita ad una consistente consapevolezza dei suoi mezzi e alla possibilità di poter contare su un devastante servizio 15 ace, l’85% di punti con la prima e il 57% con la seconda – che per sapienza nell’utilizzo e rendimento inappuntabile ha ricordato quello dei grandi battitori maschili. Una caratteristica da notare in tal senso sono le seconde tirate a tutto gas come fossero prime, accompagnate dal suo tipico gesto – peculiare e distintivo – di battersi la testa con l’indice della mano: per caricarsi e infondersi fiducia. La nostra Alycia possiede le stigmate da grande personaggio che sa esaltarsi nelle condizioni più avverse e nei palcoscenici più caldi e prestigiosi. Ma anche evidenti potenzialità per diventare una delle esponenti di spicco del tennis mondiale dell’imminente presente e del prossimo futuro. Starà a lei riuscirci effettivamente, il percorso intrapreso però è quello giusto per raggiungere la gloria.

Per la n. 79 WTA, che sarà tra meno di 24 ore la nuova n. 47 del ranking con una crescita in classifica di ben 32 posizioni, si tratta del primo torneo vinto in assoluto a livello di circuito maggiore alla prima finale disputata. Affermazione che inoltre dà continuità alla sua striscia aperta di successi sul veloce indoor, con quella odierna sono 15 vittorie consecutive su questa superficie. La statunitense fino ad ottobre 2022 aveva ottenuto soltanto tre trionfi in match disputati nei tabelloni principali del Tour WTA, due arrivate nel 2021 su terra ed uno sull’erba lo scorso anno. I primi risultati degni di nota ai massimi livelli, li ha raggiunti solo in quel di Ostrava nella passata stagione quando si è spinta fino ai quarti partendo dalle qualificazioni e compiendo scalpi importanti come quelli di Sakkari e Pliskova – prime sue vittorie contro Top 40. Sfuma invece per la 29enne transalpina il 12° titolo in carriera, – al quarto tentativo finalmente in finale a Lione – che quindi rimane ferma al successo ottenuto a Fort Worth, oltre a sporcare leggermente il record personale nelle finali (11-3 prima di oggi, 10-1 da inizio 2016). Inoltre per lei sarebbe stato il secondo torneo vinto in patria dopo quello di Strasburgo 2016.

 

Era il loro secondo confronto diretto, dopo quello materializzatosi a Cincinnati 2021 quando l’allora n. 61 Garcia si impose sulla n. 245 WTA Parks nelle Qualificazioni del ‘1000’ dell’Ohio. Chiudiamo il capitolo statistico evidenziando che per Alycia è la prima vittoria contro una Top 10, al terzo tentativo dopo due incontri in cui diede e non poco filo da torcere a Jabeur in quel di Berlino e a Sakkari ad Ostrava.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI LIONE 2023

IL MATCH – Al primo cambio campo il punteggio recita 2-1 a favore della prima forza del tabellone. Dopo un avvio con due turni di servizio tenuti agilmente da chi era in battuta, un solo quindici concesso dalla 22enne di Atlanta, il terzo game dell’incontro è invece il primo della sfida in cui si registrano le prime possibilità per la giocatrice in risposta. Garcia, infatti, sale velocemente sul 40-15 ma poi si incarta sotto la pressione veemente da fondo di Alycia, che è pungente nel sottrarre ripetutamente tempo alla francese nel suo primo colpo in uscita dal fondamentale d’inizio gioco, ed è costretta a concedere la prima palla break del match. Ma per fortuna della campionessa di Cincinnati 2022, il servizio torna a funzionare in maniera inappuntabile e riesce così a sventare il pericolo.

Questa situazione tattica, perciò, impedisce a Caroline di poter sprigionare quello che è il suo miglior tennis: ovvero premere con potenza comandando le operazioni per poi cogliere l’attimo giusto per verticalizzare e ricamare a rete – se le fosse richiesto. Altra chiave tecnica imprescindibile per indirizzare le dinamiche di questo scontro, come tra l’altro si è potuto costatare per tutta la settimana del torneo viste le condizioni di gioco molto rapide riscontrate, sul veloce indoor del Palazzo dello Sport “Gerlandsarà il rendimento del servizio. Entrambe le protagoniste di questa finale possono contare su una battuta portentosa ed estremamente efficacie.

Inoltre anche sulla seconda, come dimostra la prima parte del set inaugurale di questa finale, tutte e due hanno a disposizione una soluzione – in particolare – decisamente ficcante: quando servono in traiettoria slice, specie da destra, con angolo esterno.

Ciò che sta – quasi – sorprendendo in questa prima frazione è il micidiale mix che è in grado di esprimere con i suoi colpi la giovane tennista statunitense: grande pesantezza di palla abbinata ad una chirurgica e continua ricerca della profondità nello scambio prolungato. Difatti, l’attuale n. 5 WTA è costretta a dover eseguire costantemente colpi in contro-balzo, senza mai un istante di respiro. E’ vedere la “Maestra” Garcia soccombere per potenza delle esecuzioni scaturite dalla racchetta, non è una situazione facilmente osservabile nel circuito dato che la 29enne nativa di Saint-Germain-en-Laye (comune di oltre 40.000 abitanti situato nella regione dell’Ile de France) è una delle massime esponenti del Tour femminile nel saper unire brillantemente velocità di palla, corposità dei colpi e talento manuale nei pressi della rete – a conferma di quest’ultima costatazione da citare i due trionfi in doppio al Roland Garros, nel 2016 e nel 2022, in coppia con la connazionale Kristina Mladenovic e il best ranking di n. 2 della specialità -.

Il fondamentale dalla linea di fondo, se escludiamo un grandioso servizio, più naturale di cui dispone la n. 79 WTA è certamente il rovescio bimane, spettacolari in tal senso alcuni eccezionali vincenti giocati dal centro del campo inside-out. Tuttavia nella prestazione odierna sta mettendo in mostra anche un’ottima versione del proprio diritto. L’andamento del match, dopo quell’unico momento di potenziale rottura – poi non verificatasi – nel terzo game, prosegue incessantemente ad essere dominato dalla battute. E così con neanche le briciole concesse alle ribattute, appena sette punti vinti da chi rispondeva dal 2-1 al 6-6, si arriva al tie-break. Epilogo assolutamente corretto per quanto visto in campo, un set dove l’equilibrio è stato sostanziale e difatti mai realmente messo in discussione.

Gioco decisivo che potrebbe essere determinato anche da un solo punto, considerando su quali binari si è dispiegato finora l’incontro. Ebbene tie-break bellissimo, tiratissimo: il primo momento di rottura si materializza nell’ottavo punto, sul 4-3 per Parks e servizio Garcia. La tennista francese fa un bel regalo alla più giovane avversaria affossando un bimane in rete in uscita dal servizio, non ricercando la sfera con la necessaria distanza. Ma appena due quindici dopo, sul 5-4, Alycia restituisce il mini-break di vantaggio quando era in battuta per chiudere il parziale. Costretta a ricorrere alla seconda, la classe 2000 di Atlanta si rivela ormai troppo prevedibile nella scelta di ricercare il corpo dell’avversaria sulla seconda da sinistra e così Caroline legge in anticipo le intenzioni della rivale, si sposta prontamente e lascia andare il dritto. Tutto da rifare, ripristinato l’ordine delle battute. A questo punto l’americana si inerpica a set point e qui si palesa il grande rammarico di Alycia, proprio nel 12° punto del tie-break, quando dopo una meravigliosa smorzata eseguita dal lato sinistro si ritrova – su un improvvisato recupero della semifinalista allo US Open 2022 – a poter passare facilmente con il dritto a campo sguarnito. Ma stavolta sente il momento e lo manda in rete.

Qualsiasi altra giocatrice della sua età, alla prima finale WTA ed al cospetto di una Top Five, dopo l’occasione ghiotta mancata si sarebbe fragorosamente sciolta permettendo all’avversaria di intascarsi il set. Invece Alycia mostra una tempra d’acciaio, inossidabile: manda a referto prima una seconda vincente sopra i 180 kilometri orari per cancellare il set point a favore di Garcia, e poi un ace per guadagnarsi il suo secondo set ball. Sull’8-7, Caroline va fuori giri da fondo dopo la pressione del dritto americano: così prima frazione viene vinta dalla sfavorita della vigilia al termine di 57 minuti di gioco per 7-6(7).

In apertura di secondo set, all’improvviso potrebbe andare in scena l’episodio che non ti aspetti in grado di modificare definitivamente – ed irrimediabilmente – l’inerzia della sfida. Nel secondo punto del parziale, Parks nel tentativo di compiere un recupero difensivo coprendo il campo verso destra perde gli appoggi e casca per terra – dinamica che ha ricordato molto l’infortunio di Zverev a Parigi, ma per fortuna l’esito finale è stato ben diverso. La giovane americana commette l’errore, dovuto all’inesperienza, di non lasciare andare la racchetta. Per cui nell’impatto con il terreno di gioco si procura un’abrasione al mignolo della mano destra. Dopo il medical time-out, però, Alycia riprende regolarmente l’incontro. E’ stato fortunatamente soltanto uno spavento passeggero.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI LIONE 2023

Alla ripresa dei giochi, fermati sullo 0-15 e servizio per la n. 79 al mondo, Parks inizialmente si mostra contratta e raffreddata a livello di intensità fisica e tecnica a causa della pausa forzata. Ma appena va leggermente in difficoltà, ecco che prontamente il devastante servizio che si ritrova la toglie da guai. Ora però le mini occasioni in risposta per la giocatrice di casa fanno maggiormente capolino, la statunitense infatti è obbligata a fronteggiare anche nei successivi due turni di servizio del set uno svantaggio. Ancora 0-15 sull’1-1, e nuovamente 0-30 sul 2-2 – ricorrenza che si ripeterà per tutto il set, a fine parziale ogni round di servizio di Parks sarà cominciato con uno 0-15. In questa terza circostanza di sofferenza in battuta, l’americana è semplicemente scatenata e accompagnata dal tipico atteggiamento di chi in cuor suo e tramite le espressioni facciali pensa: “non c’è problema, ora tiro tre bombe al servizio e tutto si risolve”. E difatti accadde, soltanto che questa volta – la prima nel match – Parks ci mette vicino anche due doppi falli nello stesso game. Quindi prima opportunità di break nell’intero incontro per Garcia, ma la 22enne di Atlanta non si fa per nulla impensierire e scaraventa – come già accaduto nel tie-break per cancellare il set point – la seconda vincente alla “Medvedev dei tempi d’oroovvero tirata a tutta come fosse una prima qualsiasi.

Continua ancora a sorprendere per la lucidità mentale nel gestire i frangenti di pressione, ma anche per la completezza tecnica che sta esprimendo il metro e 85 dallo Stato della Georgia. Costruisce il punto sempre brillantemente, spinge quando deve, verticalizza quando serve e non disegna neppure miracolose fasi difensive con la palla raccattata da terra o splendide chiusure al volo. Ciononostante, pur con il match che non cambia copione con i servizi sempre protagonisti assoluti, in questo secondo set la più giovane in campo sta concedendo molto di più. La possibilità più importante matura per Caroline a metà parziale, sul 3-3, quando getta alle ortiche un provvidenziale (per lei) 30-30 con due sanguinosi erroracci di dritto. Gratuiti in un momento come quello, da divorarsi le mani. Nel successivo game, con il ricordo delle occasioni sfumate ancora vivido, la tennista residente proprio nella città che ospita l’evento smarrisce la prima di servizio e continua a sfornare gratuiti dal lato destro. Così si materializza un break point, il terzo in assoluto del match, che manderebbe Parks a servire per il titolo. Ma proprio sull’orlo del baratro, Garcia fa la “Parks” e trova la seconda vincente. Alla fine si salva ed esplode piena di gioia caricandosi assieme pubblico: 4-4.

Adesso la finale cresce ulteriormente di livello, con entrambe che esprimono il massimo sforzo dando il meglio di loro contemporaneamente nella partita. La francese si esibisce in alcune SABR di Federiana memoria, perché ora ha cambiato totalmente attitudine tattica: non vuole più scambiare da fondo con l’americana, poiché sa che ne ha di più sul piano della consistenza e allora si proietta ripetutamente all’attacco verticalizzando con chirurgica efficienza. Dall’altra parte sempre incontenibile Alycia, a suon di bimani lungolinea vincenti e millimetrici pallonetti. In questo nuovo contesto tattico e tecnico, entrambe sventano un pericoloso 30-30.

Poi però va in scena un incredibile undicesimo game, che accende anche il pubblico riversandolo in un clima infuocato da BJKC in questa parte finale del set, dove si manifesta una vera battaglia psicologica. Gioco da 12 punti in cui Parks deve annullare tre palle break – tante quante ce n’erano state fino a quel momento in tutto l’incontro -. Caroline prende il sopravvento, spinge forte e viene avanti ma sui break point la 22enne di Atlanta è micidiale scaraventando catenate su catenate sulle seconde di servizio e nonostante avesse commesso anche un doppio fallo nel game, proprio nel tentativo di premere pure sulla seconda. Personalità mastodontica. Tie-break prenotato, ma non ci si arriva perché Garcia manda lunghe le esecuzioni da fondo per poi completare la frittata con un doppio fallo sul Championships Point. Primo titolo WTA in carriera meritatissimo per Alycia Parks, che evita di dover affrontare le forche caudine di un altro jeu decisif e chiude i conti con il 7-5 finale dopo 2h06 di match.

Contro il pubblico transalpino, zittito ferocemente con urlacci a squarciagola, è lei la nuova campionessa di Lione.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI LIONE 2023

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