ATP Miami: Medvedev rischia all'inizio ma vince. Il numero 1 bis è vicino

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ATP Miami: Medvedev rischia all’inizio ma vince. Il numero 1 bis è vicino

Primo set sul filo del rasoio, secondo dominato. Daniil torna vicino il trono

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Daniil Medvedev - Miami 2022 (foto Twitter @atptour_ES)
 
 

[1] D.Medvedev b. J.Brooksby 7-5 6-1

Se dovessimo dare un titolo a questi due set, tanto simili quanto lo sono il giorno e la notte, non servirebbe neanche un così eccessivo sforzo di fantasia. L’avvincente, intenso primo set potrebbe chiamarsi :” Il gioco della morte dà alla vita il suo valore“, visto il rientro di Daniil Medvedev proprio a un passo dal capitolare e perdere il primo set del suo torneo; mentre il pessimo, orrido secondo set in cui è stato strapazzato dall’inizio alla fine il povero Jenson Brooskby, e potremmo definirlo: “Il silenzio degli innocenti“. Tanto è stata abissale la differenza mostrata nel secondo set dal russo, dopo la paura avuta nel primo set, nel quale proprio alla fine è riuscito a risalire, approfittando anche del braccino ovviamente accusato dall’americano al momento di servire per il set, che ha riflettuto forse un po’ troppo su chi ci fosse dall’altra parte della rete. In fin dei conti chiude dunque meritatamente il russo, che offre una prestazione devastante al servizio, fondamentale in cui migliora sempre di più, servendo tantissimi ace e chiamandolo a raccolta nel momento del bisogno, come ora andremo a vedere.

Il match- l’inizio è pessimo per Medvedev, che subito subisce il break, clamorosamente: doppio fallo e non eccellenti le scelte di Daniil, che sulla palla break attacca e sceglie erroneamente l’unico angolo coperto da Brooksby per chiudere, che lo passa facilmente di rovescio; quindi grande inizio dell’americano. Continua poi l’inizio da sogno per l’americano, che tiene il servizio a 0 mostrando un tennis che quasi sembra aver rubato al suo avversario, ed è cristallino; inizia bene anche in risposta con un punto da grande attaccante, ma poi esce la classe del russo, che chiama anche il servizio in aiuto per tenere il game, e issarsi sull’1-2. Da vedere quanto possa però durare questo ritmo del numero 39. Continua la corsa folle di questo super Brooksby: tiene a 30 ma con grandi giocate e creando difficoltà cambiando tantissimo ritmo; seguono due palle break consecutive per il doppio break in seguito, ma arrivano due ace e grandi servizi messi dentro dal russo, che prova ad entrare mentalmente in partita. Si inizia poi a scambiare tanto, Medvedev prova a metterla sul palleggio e gli frutta il primo punto…ma l’americano non accenna a calare questo livello incredibile che sta tenendo finora, e infila 4 punti consecutivi; nel settimo game Daniil costretto ancora ai vantaggi, in un gioco lungo e intenso determinato dalla scioltezza e dalla serenità di Brooksby, che tira a tutto braccio e cambia con questo suo stile molto particolare e poco ortodosso di giocare, ma il carisma e il servizio di Medvedev fanno la voce grossa.

 

Quelli che arrivano dopo sono due game anonimi come punteggio, entrambi a 15, ma che fanno riflettere: Brooksby non ha concesso neanche una palla break o vantaggi, e il russo è ben lontano dalla sola idea di controbreak, senza servizio sarebbe stata una debacle totale. Ma applausi per l’americano, che sta domando, giocando sopra il proprio livello un Medvedev sottoritmo. Ma proprio sull’orlo del baratro, nel decimo game, rientra il grande campione, anche per un po’ di timore di Brooskby: varia male con un dritto in back troppo morbido sul 30-15, poi si scambia e non regge stavolta il ragazzo, che commette un grave errore sulla palla break. Poi mantiene convincendo a 0 nell’undicesimo game il russo, che inizia a mettere paura come ci si aspettava all’inizio, e psicologicamente può svoltare. C’è il punto del match sul 30-15, che sembra una gara a chi non vuole chiudere il punto, ma alla fine la spunta Medvedev che porta a casa il punto e poi il set, anche con qualche mano di Brooskby, in crollo più che in calo; due errori danno il set al russo, che ha saputo rientrare al momento giusto senza dare respiro all’americano, che non ha retto la pressione sul momento di gloria.

L’inizio da incubo nel secondo parziale è per Jenson Brooksby, che sembra aver oramai già alzato bandiera bianca: primo game che scivola via rapidamente, poi arriva il break a 0 da parte della tds n.1 , propiziato da 4 errori dell’avversario che tenta di variare il più possibile, e alla lunga lo fa troppo e non gli dice bene. Conferma a 15 il break Medvedev, con un dritto violentissimo sul terzo punto che sa tanto di sfogo e di dimostrazione di superiorità e della pressione che riesce ad incutere. Appare compromessa ormai per Jenson. Arriva qualche segnale, neanche così timido, da parte di Brooksby: tiene il servizio a 30 lottando e scambiando, cacciando qualche sprazzo di ciò che si era visto nei primi 40 minuti, trova anche un paio di vincenti, per quanto Medvedev spinga comunque come fosse lui ad essere in svantaggio, a dimostrazione che ora ha azzannato la partita. Tiene poi il quinto game a 0, senza neanche usare la racchetta quasi.

Chiude infine 6-1 con molta facilità il russo, approfittando del crollo di Brooksby nel sesto game, che cede ancora una volta il servizio a 0, anche se ormai la resa era ben chiara già dal 5-5 del primo set a dirla tutta, il vero crocevia del match. Prova a variare e a giocarsela con orgoglio fino alla fine l’americano, ma non ha abbastanza armi per le lunghe leve e le dolci mani di Daniil, che si afferma di prepotenza e con merito, lasciando meno delle briciole nel secondo set all’americano, che comunque esce a testa altissima. Ha giocato molto sopra le sue possibilità per un set Jenson Brooksby, ma spesso da queste sconfitte c’è da imparare quasi più di certe vittorie. Prosegue dunque la caccia per riprendersi il trono del suo breve regno per Medvedev (più o meno un mese dopo l’esordio), che è a solo una partita dal traguardo, e cioè il quarto di finale che disputerà giovedì contro il vincente della sfida tra Lloyd Harris, giustiziere di Denis Shapovalov, e il campione in carica Hubert Hurkacz, che cercherà di andare più avanti possibile per spezzare la maledizione dei campioni di Miami (l’ultimo a confermarsi fu Djokovic nel 2016). In ogni caso stiamo vedendo un uomo in missione in Daniil Medvedev, che vuole più di tutto tornare a guardare il circuito dall’alto verso il basso con il suo ghigno ironico, e anche con grande umanità, come mostra l’allegria del post partita.

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Taylor Fritz, un altro passo verso l’alto: “Quando gioco sotto pressione mi sento più motivato. In partita penso solo a cosa migliorare”

Il n.1 americano invita a non sottovalutare i tabelloni: “Non sono più aperti, erano i Fab 4 ad essere inarrivabili”

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Taylor Friz - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

Questo 2022, come già abbiamo potuto constatare nell’analisi di Andrea Mastronuzzi, sta sancendo un ritorno ad alti livelli del tennis a stelle e strisce. E questa rinascita sta passando in buona parte per le mani e il cuore, arma che spesso si è rivelata importante o fatale, di Taylor Fritz. Infatti l’americano, con la vittoria in rimonta di ieri su Rublev, si è guadagnato il terzo quarto di finale dell’anno a livello Master 1000 (vinto a Indian Wells, perso a Montecarlo), potendo così avvicinare ancor di più lo sguardo verso i primi 10. E con questa consapevolezza, con gioia e visione rosea sul futuro, si presenta in conferenza stampa.

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D: “Come trovi l’equilibrio tra voler migliorare il tuo ranking e…

 

Fritz: “Penso che le persone parlino di questo senza pensare perché li rende nervosi, e forse non si comportano altrettanto bene. Penso di esibirmi altrettanto bene o meglio sotto pressione. Quindi, quando guardo la classifica oggi e vedo che Rublev stava perdendo punti, e vincendo questa partita poi posso andare davanti a lui, quindi vincere o perdere ha un grande impatto, non mi dà fastidio per niente. Anzi mi motiva ancora di più“.

D: “E come funziona ciò quando perdi il primo set? Cosa succede alla tua mentalità a quel punto?

Fritz: “Una volta che sono in partita, non penso a questo genere di cose, ma solo alla partita. Voglio dire, dal punto di vista mentale, si trattava solo di analizzare perché avessi perso il set, quali erano le cose di cui avevo bisogno, che stavano lavorando e che ho fatto bene, che in realtà non ho bisogno di cambiare nel prossimo set, e quali cose volevo cambiare. Quindi sono solo nella partita e analizzo quello che è andato storto per me, cioè non molto: ho giocato due brutti punti nel tie-break, ma mi sentivo come se fossi diventato un po’ passivo, perché lui stava facendo degli errori, quindi ho iniziato a giocare un po’ più sicuro, e non mi sembrava il posto giusto. Quindi la strategia uscita nel secondo è stata solo di mantenere facendo le stesse cose che stavo facendo al servizio, continuare a tenere il servizio ed essere molto più aggressivo sui colpi, non lasciare che avesse così tanto tempo per prepararsi e sentirsi comodo negli scambi“.

D: “L’anno scorso di questi tempi eri fuori dai primi 40, e hai avuto alcune sconfitte al primo turno allo US Open. Quanto ti senti diverso come giocatore e come persona?

Fritz: “Stavo giocando piuttosto male l’anno scorso (sorridendo). È strano, perché l’anno scorso ho iniziato a giocare a tennis davvero bene quando abbiamo giocato così tardi, verso la fine dell’anno, come ad ottobre ad Indian Wells, un po’ dove tutto ha iniziato a cambiare per me. Ho iniziato a prendere confidenza, giocando davvero bene. Fino al a quel punto, la mia classifica era scesa di molto, ero tipo 40 al mondo, ma in realtà non pensavo di aver giocato così male per tutto l’anno, in realtà attualmente mi ci sono messo io ad arrivare più in fondo ai tornei, ho fatto vari ottavi Masters, un sacco di semifinali di 250. Era come se stessi perdendo un sacco di partite importanti, ma mi sentivo come se mi stessi dando di più opportunità rispetto a prima. Quindi, fortunatamente, da quell’Indian Wells dell’anno scorso, ho capitalizzato e sono migliorato molto nel giocare quelle partite. Mi sono avvicinato a questo periodo quest’anno come se lo avessi giocato davvero male negli anni passati, ma mi sento solo un altro giocatore“.

D: “Cosa hai imparato sull’andare in fondo in questi grandi eventi, e cosa devi fare fuori dal campo per assicurarti di poterlo fare costantemente?

Fritz: “Sono un paio di cose diverse. Sono cresciuto molto come giocatore, in realtà sono molto migliore di prima. Penso che aiuti anche il fatto che non ci siano questi blocchi stradali nel modo, come quando avevo 18, 19, 20 anni, che quando vinci due partite a un Master, e non sei testa di serie, ti è praticamente garantito giocare contro Roger, Rafa, Andy, Novak, all’epoca praticamente imbattibili (sorridendo). Quindi penso che a rendere un po’ più facile sia la combinazione di me molto meglio come giocatore e che questi superumani non siano nel sorteggio (sorridendo)“.

D: “Sapere che questi tabelloni sono più aperti ti fa sentire bene?

Fritz: “Il fatto è che forse non sono più aperti. Mi sembrano solo più aperti perché quei ragazzi al loro apice erano troppo, troppo bravi. Il modo in cui funzionava era che io non ero testa di serie, non avevo la classifica, quindi avevo tipo garanzia che mi sarei imbattuto in uno di loro ad un certo punto, e fa sicuramente la differenza. Ci sono ancora tanti giocatori fantastici, ma forse è perché sono cresciuto con loro e ho conosciuto alcuni di questi ragazzi per molto tempo come Rublev, come Zverev, come Medvedev, che sembrano più battibili rispetto a coloro che ho idolatrato crescendo. Sai cosa intendo? Che forse è una cosa mentale“.

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ATP Cincinnati: Norrie passeggia su Shelton, Alcaraz fatica solo un set con Cilic

Cameron Norrie lascia solo due games alla rivelazione Shelton; Carlos Alcaraz si complica la vita nel primo set poi fila via spedito verso i quarti

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Carlos Alcaraz - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

Oltre alla (dolorosissima) sconfitta di Jannik Sinner, nella notte italiana si sono disputati anche altri due match, che hanno visto le vittorie di Carlos Alcaraz su Marin Cilic e di Cameron Norrie sulla rivelazione del torneo Ben Shelton. I due vincitori si affronteranno domani nei quarti di finale, presumibilmente di nuovo nella notte italiana. I precedenti dicono 3-0 in favore dello spagnolo: il vincente troverà in semifinale Auger-Aliassime o Coric.

Partendo proprio da Carlos Alcaraz, è lui ad iniziare decisamente meglio rispetto a Marin Cilic. Lo spagnolo si porta subito sul 2-0 con una chance per il doppio break, ma il croato gliela annulla e pian piano entra in partita. L’ex numero 3 del mondo può comunque relativamente poco in risposta, riuscendo a vincere appena tre punti nei primi quattro turni in ribattuta. Anche il quinto sembra andare in quella direzione, ma al servizio per chiudere il primo set sul 5-4 40-15 Alcaraz si spegne. Cilic riesce ad accorciare le distanze, poi piovono incredibilmente tre doppi falli consecutivi – i primi del match – che riportano in vita il croato: 5-5. Il vincitore dello US Open 2014 al tiebreak ha la chance di dare un’importante spallata psicologica all’incontro, ma parte subito sotto 0-4. Il 2003 di Murcia non è particolarmente brillante (in particolare al servizio), ma il 33enne di Medjugorje gli dà una mano mandando lunga la risposta ad una timida seconda sul 6-4. Il match, di fatto, si conclude qui: il secondo set è un monologo iberico, con Cilic che perde completamente il dritto. Nel secondo gioco del secondo set il croato commette addirittura tre errori gratuiti con questo fondamentale, che uniti ad un ulteriore unforced con il rovescio consegnano il break e le chiavi della partita ad un Alcaraz comunque non brillantissimo, ma concreto nei momenti importanti. Un nuovo strappo nel sesto game fissano il risultato sul 7-6 (4) 6-1 in favore dell’iberico, che centra la 42esima vittoria in stagione su 50 match disputati.

Decisamente più agevole il compito di Cameron Norrie, che lascia appena due giochi alla stellina Ben Shelton, capace di eliminare prima Lorenzo Sonego, quindi il numero 5 del mondo Casper Ruud. È una partita a senso unico, con il britannico che vince i primi otto giochi del match e raggiunge senza difficoltà i quarti di finale, dove troverà domani Alcaraz/Cilic. Nel primo set il servizio del 19enne di Atlanta dimentica il servizio negli spogliatoi: con il 39% di prime in campo e un eloquente 0/11 con la seconda è difficile giocare contro chiunque, men che meno contro un tennista solido come Norrie, che lo punisce con un bagel. La resa con la seconda di servizio continua ad essere un problema anche nel secondo set (appena il 36% di punti vinti), ma se non altro aumentano le percentuali di prime in campo per Shelton (che passa dal 39% del primo al 52% del secondo). Non è comunque sufficiente per venire a capo del numero 11 del mondo, che in 58 minuti chiude 6-0 6-2 e raggiunge il decimo quarto di finale in stagione.

 

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ATP Cincinnati: Sinner manca due match-point poi cede il passo ad Auger-Aliassime

Jannik Sinner non sfrutta un vantaggio di un set e un break e poi perde nettamente al terzo set contro Auger-Aliassime

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Felix Auger-Aliassime - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

[7] F. Auger-Aliassime b. [10] J. Sinner 2-6 7-6(1) 6-1 (da Cincinnati, il nostro inviato)

Jannik Sinner viene sconfitto al terzo set da Felix Auger Aliassime fallendo l’accesso ai quarti di finale di Cincinnati. Una sconfitta molto dura per l’altoatesino che dopo due set d’alto livello si era procurato due match point consecutivi sul 6-5 nel secondo parziale, ma proprio in quel momento Auger Aliassime, fino a quel puntoautore di una prestazione decisamente sottotono,  è riuscito ad alzare il livello. Non solo ha annullato i due match point con la combinazione servizio e dritto ma ha infilato un parziale di diciannove punti a cinque che ha cambiato il corso della  partita. Sinner aveva impressionato nel primo parziale con il servizio e la risposta riuscendo anche a limitare gli errori da fondo campo contro un avversario che faticava a contenere le sue accelerazioni, soprattutto dal lato destro. Dopo lo scampato pericolo il canadese si è sciolto e per Sinner c’è stato poco da fare davanti a un giocatore che si fa ancora preferire per la pesantezza di palla, soprattutto dal lato del dritto. Ora per Auger Aliassime la sfida ai quarti di finale contro il redivivo Borna Coric con cui è in perfetta parità negli scontri diretti anche se le due sole sfide risalgono al 2019. Per Sinner sicuramente si tratta di un’occasione persa dal momento che  non solo la sfida con il croato si preannunciava alla portata ma anche un’eventuale semifinale contro Norrie o Alcaraz non era impossibile. 

PRIMO SET 

 

Il match si gioca sul Grandstand, seconda volta per Sinner su questo campo dopo la maratona contro Kokkinakis al primo turno. A differenza delle serate precedenti non ci sono nuvoloni scuri all’orizzonte, il clima è gradevole e la folla entusiasta di assistere a questo match tra due dei massimi esponenti della “new generation”. “Sto ancora cercando il nuovo Federer” ci dice un signore seduto a fianco “ è la prima volta che vedo Sinner dal vivo, mi sembra umile paragonato a gli altri giovani”. Il match inizia e Jannik si trova subito sotto 0-30 nel primo game, ma con due ottime seconde riesce a salvare il servizio. Nel game successivo però è proprio Sinner a guadagnarsi la prima chance di break dopo un paio di ottime risposte che hanno trovato impreparato il canadese. Un errore con il dritto in uscita dal servizio permette a Sinner di andare immediatamente avanti di un break mentre Aliassime si lamenta verso il suo box dove qui siede solo Frederic Fontang. In un attimo Jannik si trova in vantaggio 3-0, Aliassime sta facendo fatica a trovare ritmo davanti ai fendenti piatti del suo avversario. L’unica cosa che per ora funziona nel gioco del canadese è la prima di servizio, tre battute vincenti oltre i 200 km orari gli permettono di accorciare le distanze. Sinner dal canto suo continua a essere molto efficace alla battuta cercando di variare con prime in kick a 165 km orari che sorprendono Felix. In svantaggio 2-4 Aliassime trova un ottimo passante lungolinea con il rovescio che infiamma il Grandstand ma Sinner con il rovescio manovra molto bene e riesce a chiudere il game senza annullare palla break. Da fondo campo il canadese continua a commettere davvero tanti errori gratuiti e l’ennesimo dritto lungo in uscita dal servizio consegna a Sinner il primo set per 6-2. Partita ordinata per ora per Sinner contro un’avversario in grande difficoltà. 

SECONDO SET

Auger Aliassime prova a scuotersi all’inizio del secondo set e complice qualche errore di troppo del suo avversario si guadagna le prime due palle break del match. La prima viene annullata con un servizio vincente mentre nel punto successivo è una seconda di Sinner a cogliere impreparato Aliassime. L’altoatesino riesce a tenere la battuta e si carica guardando il suo angolo scattato in piedi.  Siamo vicini al tramonto, il gioco di luci e ombre non interferisce sulla partita ma interessa solo gli spettatori. Il parziale prosegue senza particolari scossoni fino al sesto game quando due ottime risposte di Sinner susseguite da un vincente di dritto lo portano in vantaggio di un break. 6-2 4-2 Sinner, match che sembra in controllo in questo momento. Il game successivo è una lotta di nervi, Aliassime cerca di rimanere aggrappato al match, Sinner incappa in un paio di errori gratuiti e la partita si riapre. Sul 4-5 Aliassime è chiamato a servire per rimanere nel match, si arriva a 30-30, ma un attacco indeciso di Sinner con il dritto viene punito da un ottimo passante del canadese che esalta il Grandstand a questo punto quasi pieno. I pericoli non sono finiti per Felix, nell’undicesimo game un errore di dritto e un sanguinoso doppio fallo portano Sinner ad avere due match point consecutivi per volare ai quarti di finale. Sul primo match point Jannik perde la misura del dritto mentre sul secondo è Aliassime a giocare con coraggio e a chiudere con la combinazione servizio e dritto. Si arriva al tie break. Sinner subisce il colpo e va subito sotto di un minibreak. Il pubblico è tutto dalla parte del canadese che ora ha preso fiducia soprattutto con il dritto. Velocemente sale 4-1 e con un parziale di undici punti a uno forza la partita al terzo.

TERZO SET

All’inizio del parziale decisivo l’inerzia del match è cambiata. Sinner si trova rapidamente sotto di un break, ha tre chance per recuperare lo svantaggio ma il canadese è “on fire” in questo momento. Il servizio viaggia benissimo, tiene bene la diagonale di rovescio e il dritto carico impatta spesso a pochi centimetri dalla riga. Sinner cede la battuta per una seconda volta e dopo quasi due ore e mezza di lotta deve arrendersi 6-1 al terzo set per la gioia del pubblico che ha sostenuto incessantemente il canadese durante tutto il match.

È una sconfitta dura da digerire anche se nel complesso penso sia stata una buona partita – ha dichiarato Jannik subito dopo la fine dell’incontro – ho avuto due match point ma non sono riuscito a chiuderla. Nel tiè break ha giocato bene lui così come all’inizio del terzo set. Ho avuto le mie occasioni per rientrare ma oggi purtroppo non è andata.

Torneo che lascia l’amaro in bocca per Sinner perché con l’uscita prematura di Nadal c’erano i presupposti per andare lontano. In queste tre partite sul duro di Cincinnati si sono visti miglioramenti al servizio, soprattutto con la seconda palla ma continuano a esserci molti alti e bassi nello scambio per un giocatore che fa dell’asfissiante ritmo da fondo campo la sua qualità migliore. La copertura del campo è molto buona, il rovescio incrociato è solido ma sorprende l’indecisione nel cambiare più spesso in lungolinea. Il dritto è il colpo che potrebbe fare la differenza in futuro ma che a oggi non sembra ancora abbastanza pesante e incisivo per emergere anche sulla lunga distanza.       

Il tabellone completo dell’ATP 1000 Cincinnati

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