Medvedev operato per un'ernia: "Starò fuori 1 o 2 mesi"

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Medvedev operato per un’ernia: “Starò fuori 1 o 2 mesi”

Il n. 2 Daniil Medvedev ha dato la notizia sui social: sarà difficile vederlo in campo per la stagione su terra battuta

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Daniil Medvedev - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)
 

Da quando Rafa Nadal ha rimontato quell’estenuante finale all’Australian Open di Melbourne, la stagione di Daniil Medvedev ha preso una brutta piega. Certo, la conquista del numero 1 mondiale ai danni di Novak Djokovic addolcisce non poco la serie di risultati poco soddisfacenti che ha messo in fila negli ultimi mesi. Non avrà però modo di rifarsi in tempi brevi, poiché come da lui stesso comunicato via social, dovrà fermarsi per un po’. Infatti appena concluso il Miami Open, dove ha perso da Hubert Hurkacz in quarti di finale, Medvedev si è sottoposto a una piccola operazione per la rimozione di un’ernia, e con queste parole ha spiegato la situazione:

“Ciao a tutti, negli ultimi mesi ho giocato con una piccola ernia. Insieme al mio team ho dunque deciso di sottopormi a una piccola procedura per risolvere questo problema. È probabile che starò fuori per 1 o 2 mesi. Lavorerò duro per tornare in campo al più presto. Grazie per il supporto”.

Al momento dunque, con Nadal fermo almeno ancora un mese per il problema alle costole (anche se il suo dottore è fiducioso) e Berrettini operato alla mano destra, sono tre i rappresentanti della top 10 fermi ai box. Questo problema costringerà il russo a saltare la maggior parte della stagione su terra rossa, che vede il primo grande appuntamento, l’ATP 1000 di Montecarlo, inizierà il 10 aprile. A Miami il russo ha provato a riconquistare la prima piazza nella classifica ATP, persa a Indian Wells in seguito alla sconfitta contro Gael Monfils. Hurkacz però gli ha negato il contro-sorpasso, e al momento Medvedev nella prospettiva live del ranking si troverebbe a soli 10 punti da Djokovic dal prossimo lunedì.

Nonostante – come da lui stesso più volte affermato – non gli piaccia granché giocare sul mattone tritato, i tornei in programma in primavera avrebbero costituito un’ulteriore opportunità non solo di riprendersi il primo posto in classifica, ma anche di riguadagnare uno stato di forma vicino a quello visto in Australia. In questo senso, di sicuro l’ernia (non ha specificato tuttavia in che parte del corpo si trovava) giustifica in parte le ultime uscite opache del campione uscente dello US Open. Dando per certa un’assenza di almeno un mese, Medvedev potrebbe tornare in campo al Masters 1000 di Roma (8-15 maggio) e poi al Roland Garros (22 maggio-5 giugno). Stando però a quanto da lui comunicato, potrebbe anche saltare per intero la stagione su terra battuta e tornare in campo a giugno in vista di Wimbledon.

Medvedev difende pochi punti da qui al termine del Roland Garros, in confronto ai suoi avversari diretti nel ranking mondiale. Lo scorso anno infatti racimolò un ottavo di finale a Madrid, un secondo turno a Roma e un quarto di finale a Parigi, per un totale di 460 punti. A questi, si dovranno aggiungere anche altri 330 punti relativi a Barcellona e Montecarlo 2019 (ancora congelati per via delle modifiche alle classifiche). Molto più pesante il conto da saldare per Djokovic, appesantito dai 2000 punti della vittoria a Parigi. Il serbo però, farà il suo ritorno in campo al torneo di Montecarlo, che scatterà il 10 aprile.

Intanto, senza pensare a tutti questi calcoli, Medvedev ha postato su Instagram e Twitter una foto dalla sua stanza d’ospedale, dove guardava Liverpool-Watford, match che ha aperto la giornata di Premier League alle 12.30 di sabato. “Recupero… ma non mi perdo comunque un match di calcio” ha scritto.

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Dopo Anisimova, anche Jabeur si cancella da Abu Dhabi. Niente Rotterdam per Andy Murray, Opelka rimanda il rientro nel circuito

Negli Emirati Arabi entreranno direttamente in tabellone Qinwen Zheng e Karolina Pliskova, mentre nei Paesi Bassi la WC di Sir Andy sarà ereditata da Tallon Griekspoor

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Ons Jabeur – WTA Monastir (foto via Twitter @WTA)

Sono giorni di forfait i primi post Australian Open. Dopo un mese molto intenso, i big dei circuiti ATP e WTA si preparano a tornare in campo dopo un breve periodo di riposo. L’unica top20 in gara questa settimana (a livello maschile non ci sono tornei) è Caroline Garcia, che ieri ha superato un po’ a fatica il primo turno a Lione. Per il resto, tra chi ha scelto di tirare il fiato e chi si prepara alle qualificazioni di Coppa Davis (in programma da venerdì 3 a domenica 5 febbraio), si può dire che sia una delle settimane tennistiche meno trafficate dell’anno.

Da lunedì prossimo (6 febbraio) il circuito femminile tornerà subito ad abbracciare tante grandi giocatrici, con ben otto top20 al via al Mubadala Abu Dhabi Open. Al terzo WTA500 della stagione non sarà però presente la numero 3 del mondo Ons Jabeur, cancellatasi dal torneo così come aveva scelto di fare in precedenza anche Amanda Anisimova. Il roster è comunque di tutto rispetto, potendo contare sulla finalista di Melbourne Elena Rybakina e quella dello scorso anno Danielle Collins, oltre a nomi di spicco come Kasatkina, Kudermetova, Badosa, Bencic, Haddad Maia e la nostra Martina Trevisan. A prendere il posto delle due giocatrici che hanno dato forfait saranno le alternates Qinwen Zheng e Karolina Pliskova.

Volgendo lo sguardo in campo maschile, salta all’occhio il nuovo ritiro di Reilly Opelka, scivolato al n°49 ATP e fermo dal 5 agosto scorso, quando perse agli ottavi dell’ATP500 di Washington contro Nick Kyrgios. L’infortunio all’anca sembra quindi non dare pace allo statunitense, che dovrà quindi rimandare ancora il rientro in tour e non parteciperà al Dallas Open. Non saranno presenti negli Stati Uniti nemmeno Kwon, Brooksby e Shelton, così come Grigor Dimitrov ha deciso di non partecipare all’Open Sud de France di Montpellier, che si disputa in contemporanea a Dallas (6-12 febbraio).

 

Grande attesa per la settimana seguente, quando dal 13 al 19 febbraio andrà in scena a Rotterdam l’ABN AMRO Open, primo ATP500 della stagione. Non ci sarà però Andy Murray nei Paesi Bassi, che evidentemente vorrà prendersi ancora un po’ di riposo dopo le maratone in Australia contro Berrettini e Kokkinakis. Il posto in tabellone dello scozzese, che aveva ricevuto una wild card, sarà ereditato dal beniamino di casa Tallon Griekspoor.

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Due francesi ai box: fermi per infortunio Corentin Moutet e Pierre-Hugues Herbert

Il mancino di Neuilly-sur-Seine si è operato al polso destro, ancora problema al ginocchio per il doppista cinque volte campione Slam

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Corentin Moutet - 2021 US Open (Andrew Ong/USTA)

Non arrivano buone notizie dall’infermeria per il tennis francese. Due giocatori dovranno rimanere fermi dal circuito per due infortuni delicati. Questa mattina Corentin Moutet ha annunciato sul suo profilo Instagram di essersi sottoposto ad un intervento chirurgico al polso destro con una foto che lo rappresenta con il braccio ingessato. “Voglio ringraziarvi per il grande sostegno ricevuto, farò di tutto per tornare in campo più forte di prima. So che la strada sarà lunga, ma sono motivato a fare del mio meglio”, scrive il classe 1999 nel suo post. Moutet è stato eliminato al secondo turno degli Australian Open, sconfitto da Francisco Cerundolo in quattro set: già nello Slam australiano usava spesso il rovescio in slice per evitare di sollecitare il polso destro: “Era difficile persino prendere una bottiglia d’acqua in mano”. Il mancino francese ha già annunciato il forfait per i tornei di Cordoba e Buenos Aires in Sudamerica, ma potrà tornare velocemente ad allenarsi essendo il braccio destro interessato dell’infortunio.

Infortuni che non danno pace a Pierre-Hugues Herbert. Il doppista vincitore delle ATP Finals 2019 e 2021 si era ripreso da poco dal lungo stop per un problema al ginocchio sinistro accusato nel Challenger di Ilkley dopo una caduta a terra, sull’erba nello scorso giugno, poco prima di Wimbledon. Il giocatore francese ha avuto una ricaduta nel match della scorsa settimana a Quimper contro Dominic Stricker: poco dopo aver colpito un dritto, ha accusato un forte dolore al ginocchio sinistro, cominciando a zoppicare.

 

È riuscito a concludere il match, ma dovrà fermarsi di nuovo per un periodo indefinito come scrive sul suo profilo Instagram, ritraendosi con un tutore al ginocchio. Herbert compirà 32 anni nel prossimo marzo: vedremo se il ginocchio gli darà tregua e gli permetterà di tornare ai livelli a cui ci aveva abituati.

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L’ATP non prenderà provvedimenti disciplinari contro Zverev sul caso Sharypova: “Non ci sono prove sufficienti”

In un comunicato ufficiale, l’ATP fa chiarezza sulla questione Zverev, ma con una precisazione: “Il caso potrebbe essere riaperto se emergeranno nuove prove”

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Alexander Zverev è alla ricerca della forma migliore dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi dallo scorso Roland Garros. Il tedesco, scivolato al n°14 del ranking, ha disputato quattro match fino ad ora, perdendone tre. È comunque comprensibile che il suo livello sia ancora lontano da quello espresso nelle ultime stagioni – che lo aveva portato a lottare per il numero 1 ATPcome da lui stesso affermato qualche settimana fa alla United Cup.

La notizia odierna, tuttavia, permette al finalista dello US Open 2020 di tirare un bel sospiro di sollievo per una vicenda extra-campo che lo vedeva coinvolto da tempo. Zverev, infatti, era stato accusato di violenza domestica dall’ex fidanzata Olya Sharypova, con le indagini che sono durate quasi un anno e mezzo. Come si legge sul sito dell’ATP, l’investigazione che coinvolgeva il tedesco è stata completata oggi e non comporterà provvedimenti disciplinati ai suoi danni per mancanza di prove.

Le indagini riguardavano le presunte violenze subite dalla donna nell’ottobre 2019, durante il Masters1000 di Shanghai, ma non solo. La lente d’ingrandimento era puntata anche su altri possibili simili avvenimenti, a Monaco, New York e Ginevra. Le indagini dell’LFG (Lake Forest Group, ente di grande esperienza nel settore, anche per quanto riguarda lo sport professionistico) sono state condotte in maniera totalmente indipendente, con l’ATP che ha sempre avuto accesso alle informazioni e agli eventuali aggiornamenti.

 

Sono state ascoltate tanto le due parti in causa quanto altre persone potenzialmente coinvolte, per un totale di 24 individui tra familiari, amici e tennisti. Dopo oltre 15 mesi, l’LFG ha ultimato le indagini, consegnando all’ATP quanto emerso. Considerata la mancanza di prove sufficienti, così come le dichiarazioni contrastanti di Sharypova, non è stato possibile confermare le accuse di quest’ultima. Di conseguenza, l’ATP non prenderà provvedimenti disciplinari contro Alexander Zverev, che ha sempre fermamente negato le accuse e supportato le indagini dell’ATP. Il caso potrebbe comunque essere riaperto nel caso in cui emergessero nuove prove.

Massimo Calvelli, CEO dell’ATP, si è così espresso sulla vicenda: “La serietà e complessità di queste accuse hanno richiesto un’investigazione completa, così come l’intervento di investigatori specializzati. Questo processo ci ha mostrato la necessità di essere ancora più pronti e preparati per queste circostanze. Ci aspetta ancora un lavoro molto importante in futuro”.

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