Challenger Sanremo: Rune vince la finale contro un Passaro da applausi, corre subito a Montecarlo e fa il bis

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Challenger Sanremo: Rune vince la finale contro un Passaro da applausi, corre subito a Montecarlo e fa il bis

Il giovane 2003 danese vince faticando contro l’ammirevole umbro. Da domani sarà numero 79 del mondo, ma prima le qualificazioni nel Principato

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[1] H. Rune b. (Q) F. Passaro 6-1 2-6 6-4

Il titolo del Challenger di Sanremo è andato al favorito, all’uomo più atteso, quello con il miglior ranking, il dominatore di questa settimana. Non si può certo dire, però, che Holger Rune abbia trionfato in carrozza e, per questo motivo, un grande plauso va al finalista a sorpresa, l’outsider italiano Francesco Passaro. Che ha reagito molto bene dopo aver perso malamente il primo set. Che è andato ad un soffio da vincere anche il terzo, dopo un secondo parziale vinto nettamente. Che purtroppo non ce l’ha fatta ma, di questo passo, non rimanderà certo di molto la prima vittoria in un Challenger.

IL MATCH – Rune parte con i favori del pronostico e impone subito il suo ritmo, cercando di accorciare gli scambi appena ha la possibilità. Pesa il fatto che poche ore dopo il next gen danese sarà nuovamente in campo a Montecarlo contro Radu Albot, nel match di primo turno delle qualificazioni al Rolex Monte-Carlo Masters (che in giornata hanno visto la vittoria di Flavio Cobolli, anche lui impegnato a percorrere la riviera franco-ligure per giocare la finale di doppio del Challenger). Dall’esigenza di accorciare i tempi nascono forse le diverse smorzate, specialmente nel primo parziale, con cui Rune sorprende spesso Passaro, che inizia il match più importante della sua giovane carriera comprensibilmente un po’ contratto. I game sono comunque molto lottati, ma i dropshot del danese arrivano sempre al momento giusto e lo proiettano subito sul 4-0, che rapidamente si trasforma in un 6-1 per certi versi bugiardo, ma in cui Rune ha vinto tutti i punti importanti.

 

Dal nulla, però, la partita cambia. Il 2003 di Copenaghen commette quattro gratuiti di fila e perde il servizio in avvio di secondo set. Passaro non riesce a tenere il suo turno di servizio successivo, ma si sente che qualcosa è effettivamente mutato nelle sensazioni dei due giocatori. Passaro si scioglie definitivamente, inizia a trovare colpi più profondi e Rune sembra stordito. Il quarto – lottatissimo – game segna in maniera definitiva l’esito del terzo parziale. Il classe 2001 azzurro salva due palle break (la prima in modo clamoroso, con tanto di complimenti di Rune) e sale 3-1. Il numero 91 del mondo è nel pallone, non trova un modo per opporsi alla veemenza di Passaro che ha il comando di ogni punto. Nemmeno nella palla corta Rune riesce a trovare un rifugio e, con qualche palla più alta e lavorata, il perugino vince 6-2 il secondo set.

In avvio di terzo parziale la lotta si fa serratissima, specialmente nei primi turni di battuta del danese. E sul 2-2 il primo a cedere è proprio lui, sbagliando un dritto sanguinoso sulla palla break e mandando Passaro avanti nel punteggio. “Ciccio”, come viene affettuosamente apostrofato dalle tribune, lotta strenuamente su ogni punto e sembra avere il controllo del match, tanto che arriva ad avere un vantaggio di 4-2 30-40, con un’opportunità per ottenere il doppio break e portarsi a servire per il match. Qui, però, un Rune in grande difficoltà tennistica e fisica estrae il coniglio dal cilindro, trovando due grandi rovesci lungolinea e rimanendo aggrappato al match. È il punto di svolta della finale, perché nell’ottavo game Passaro perde la battuta a 15, va sotto 4-5 e non riesce più a risalire la china. Finisce 6-1 2-6 6-4 in favore della testa di serie numero uno Holger Rune, che da domani entrerà per la prima volta in carriera tra i primo ottanta giocatori del mondo (al 79esimo posto) e che, poco dopo, scenderà di nuovo in campo a Montecarlo.

Ai nostri microfoni, il campione di Sanremo era ovviamente felice per la vittoria, ma anche un po’ preoccupato per il poco tempo tra un match e l’altro. “Prima di tutto, ci tengo a fare i complimenti a Francesco per il suo incredibile torneo. Oggi non mi sentivo per niente bene, ho dormito male ma sono riuscito a vincere lo stesso e, alla fine, questo è quello che conta. La schiena va bene, non ho male. Non ho dolori particolari, mi sento solo stanco perché, come detto, non ho dormito bene. Ero anche un po’ nervoso perché ho un altro match da disputare tra poco e perché questa era comunque una finale. Lui (Passaro, ndr) non aveva nulla da perdere, era libero dalle pressioni che erano tutte su di me. Non so come sarà giocare questi due match, uno dietro l’altro: non ho mai provato! Sarà sicuramente dura, lui (Albot, ndr) sarà pieno di energie mentre io non sarò proprio al 100%, ma non importa. Darò comunque il massimo“.

Rammaricato per la sconfitta ma chiaramente soddisfatto per il grande torneo disputato Francesco Passaro, che ha così commentato la sua fantastica settimana, iniziata partendo dalle qualificazioni: “Ad inizio settimana non mi sarei mai aspettato di arrivare dove sono arrivato. Sono più che soddisfatto del mio gioco, anche se oggi ho avuto qualche occasione che non sono riuscito a sfruttare. Sono comunque molto fiducioso per il futuro. La prossima settimana sarò in campo a Barletta, dove sono nel main draw grazie ad una wild card concessami dalla FIT, che voglio approfittare per ringraziare. Voglio fare quante più partite possibili e alzare sempre di più il livello. Salire di classifica (da domani sarà numero 354 ATP, suo best ranking, ndr) sarà soltanto una conseguenza di un percorso che stiamo facendo, di cui sono estremamente soddisfatto”.

AGGIORNAMENTO ORE 18.30 – Per Holger Rune è stato un sabato perfetto. Dopo la vittoria del Challenger di Sanremo, infatti, il giovane danese ha avuto le forze necessarie per superare il primo turno di qualificazione a Montecarlo. E pure in scioltezza: 6-2 6-3 rifilato a Radu Albot in un’ora e nove minuti. Pratica sbrigata in fretta e ora una serata di meritatissimo riposo per Holger, che sfiderà Maxime Cressy al turno decisivo.

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Challenger: Goffin vince a Ottignies, Barrere a Quimper, Coria a Concepcion

Il belga torna al successo nel Challenger di casa mentre gli italiani deludono e Benoit Paire sembra sempre più avvitato nella sua spirale di negatività

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David Goffin, United Cup 2023 - Credit: Tennis Australia/Trevor Collens

Al Challenger 125 di Ottignies (Belgio, cemento indoor) finale di rango tra la prima testa di serie, il belga David Goffin (n.41 ATP) e lo svedese Mikael Ymer (n.69 ATP) che hanno giocato davanti ad un foltissimo pubblico, davvero inusuale a questi livelli. Ha vinto il primo in maniera fin troppo netta per 6-4 6-1 e per lui è l’ottavo successo Challenger, circuito in cui non vinceva dal lontano 2014, avendo nel frattempo frequentato ben altri palcoscenici. Il 32enne ex n.7 ATP continua così, dopo un paio di anni di buio, la sua rincorsa ai bei tempi andati. Tempi che difficilmente torneranno ma comunque vederlo giocare è sempre un piacere e poi può sempre capitare che tiri fuori dal cilindro un bel coniglio come successe lo scorso luglio sui prati di Wimbledon con quegli inaspettati quarti di finale. Per lo svedese nuovo best alla posizione n.60 ATP.

Nell’altro Challenger 125 che si giocava a Quimper (Bretagna, cemento indoor) finale tra due francesi, forse non i più attesi: Gregoire Barrere e Arthur Fils. Il vecchio contro il nuovo, volendo fare una sommaria sintesi giornalistica. Ed è il vecchio a prevalere in maniera molto netta col punteggio di 6-1 6-4. Il 28enne Barrere (n.83 ATP e seconda testa di serie del torneo) conferma così di essere in chiara ripresa dopo che il 2022 non gli aveva regalato molte gioie, se non in autunno con le due vittorie di Orleans e Brest. Un po’ di delusione invece per Arthur Fils, di 10 anni più giovane, che sembrava navigare col vento in poppa sulle ali della recentissima vittoria al Challenger di Oeiras 2 che l’aveva proiettato in top 200. Per il vincitore è il sesto successo Challenger e il nuovo best ranking alla posizione n.76 ATP, ottavo miglior giocatore francese. Nuovo best anche per Fils che sale al n.164. Comunque, nonostante la partita abbia regalato poche emozioni, è stata la miglior finale possibile, persi prematuramente per strada gli italiani, ed eliminato a sorpresa Luca Van Assche che, dopo aver battuto il nostro Nardi, è inciampato nel connazionale Geoffrey Blancaneaux. Tra quelli che si sono persi per strada una citazione la merita di diritto Benoit Paire, il disperso per antonomasia, che all’esordio ha raggranellato solo cinque giochi contro l’ucraino Illya Marchenko e sembra ben avviato al quarto anno consecutivo di saldo negativo vittorie/sconfitte.

Si giocava anche in Cile a Concepcion (Challenger 100, terra battuta outdoor) dove in finale sono arrivati Federico Coria (n.76 ATP) e il kazako Timofey Skatov (n.144 ATP). E nemmeno in questo caso l’ultimo atto ha dispensato grandi emozioni. Facile infatti la vittoria dell’argentino che porta a casa il titolo 6-4 6-3 in poco meno di due ore di gioco. E non c’è bisogno che vi spieghi perché sono servite quasi due ore per definire un punteggio in fin dei conti piuttosto netto. Il combinato disposto giocatore argentino più terra battuta ha imposto la sua legge anche questa volta. Per l’ormai 30enne Coria è il quinto Challenger in bacheca mentre il kazako si consola con il nuovo best ranking al n.129 ATP, secondo miglior giocatore del suo paese dopo Alexander Bublik.

 

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Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

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Challenger

Al Challenger di Tenerife fa festa il russo Alexander Shevchenko

In Thailandia il francese Arthur Cazaux non ottiene il bis per colpa del sorprendente Shimabukuro, mentre in Brasile è Collarini ad alzare il trofeo

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Alexander Shevchenko - Foto Daniele Combi

Al Challenger 100 di Tenerife (cemento outdoor), il primo dei tre della serie, il russo Alexander Shevchenko, partendo con la quinta testa di serie, firma la sorpresa mentre quella si credeva l’invincibile armata tricolore (cinque atleti nei quarti di finale) deve alzare un po’ mestamente bandiera bianca. Col contributo del vincitore che nei quarti ha battuto Lorenzo Giustino e in semifinale ha fermato la corsa di un Francesco Maestrelli che stava già assaporando sogni di gloria. La finale contro l’austriaco Sebastian Ofner (n.193 ATP) si è risolta col punteggio di 7-5 6-2 in poco meno di due ore, al termine di un match in cui i servizi sono andati spesso in sofferenza con sette break in totale, cinque dei quali ai danni dell’austriaco, alfiere nel nostro campionato del CT Scaligero. Per Schevchenko è la seconda vittoria Challenger dopo che nel giugno 2022 aveva rotto il ghiaccio in quel di Bratislava. Con questo successo il 22enne russo sale alla posizione n.116 ATP, di gran lunga il suo best, e si candida ad ulteriori e importanti progressi, anche se in realtà noi non abbiamo mai riscontrato in lui le stimmate del predestinato. Anzi dobbiamo confessare che non andiamo mai volentieri ad una sua partita perché la maggior parte delle volte tende ad annoiarci. Ma forse il suo segreto è proprio questo, visto che quasi sempre riesce a far giocare male chi sta dall’altra parte della rete, qualità non eccitante ma comunque non trascurabile.

Un altro che frantuma il proprio best è il francese Arthur Cazoux che sale al n.229 ATP, nonostante la sconfitta nella finale del Challenger 50 di Nonthaburi (cemento outdoor). A impedirgli il bis, dopo il successo della scorsa settimana, il sorprendente giapponese Sho Shimabukuro, un signor nessuno che all’età di 25 ha deciso all’improvviso di uscire dall’anonimato e di vincere il suo primo titolo Challenger. Non crediamo che questo successo, pur regalandogli il nuovo best al n.232, cambierà la sua carriera, ma sicuramente gli offrirà materiale per i futuri racconti ai nipotini. Quanto allo sconfitto di giornata, se riuscirà anche altrove ad avere un rendimento paragonabile a quello che mette sempre in mostra a Bangkok, potrà togliersi non poche soddisfazioni. Un’ultima citazione per il nostro splendido Giovanni Fonio che si è fermato solo in semifinale, inchinandosi 7-5 6-3 proprio a Cazaux.

Il terzo vincitore della settimana è stato l’argentino Andrea Collarini che sulla terra battuta brasiliana di Piracicaba (Challenger 75) ha battuto in finale il cileno Tomas Barrios Vera (n.229 ATP) col punteggio di 6-2 7-6(1) in poco meno di due ore. Per Collarini è il secondo successo Challenger dopo la lontana giornata di gloria all’Aquila risalente all’agosto 2019.

 

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