Paolo Bertolucci: "Sinner arriverà in altissimo, Musetti deve giocare meno" [ESCLUSIVA]

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Paolo Bertolucci: “Sinner arriverà in altissimo, Musetti deve giocare meno” [ESCLUSIVA]

L’ex tennista e commentatore ha rilasciato un’intervista al direttore Scanagatta, parlando apertamente del futuro dei due giovani azzurri

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Jannik Sinner - Montecarlo 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Jannik Sinner - Montecarlo 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
 
 

Le semifinali del Rolex Monte Carlo Masters vanno in archivio con le vittorie di Davidovich Fokina su Dimitrov e quella del campione uscente Tsitsipas su Zverev. È mancato davvero poco perché oggi, a contendersi un posto in finale, ci fosse anche Jannik Sinner, che ieri è arrivato a due soli punti dalla vittoria di uno straordinario quarto contro il tedesco. Proprio a proposito dell’altoatesino, il direttore Ubaldo Scanagatta ha parlato in un’intervista esclusiva con Paolo Bertolucci, commentatore tecnico per Sky Sport che ieri ha raccontato il match del numero 12 ATP insieme ad Elena Pero.

Scanagatta: Paolo, ti chiedo subito un parere sul match di ieri: quanto ti è piaciuto Jannik Sinner?

Bertolucci: “Mi è piaciuto molto per com’è stato in campo e per come ha gestito le varie situazioni. Poi ha pagato il fatto di avere cinque anni in meno di Zverev, meno esperienza e una percentuale di prime palle troppo bassa. Sinner deve ancora mettere su qualche chilo di massa muscolare – non troppi ma qualcuno in più sì – però è molto giovane e ha grandissime qualità. Arriverà in altissimo, in alto lo è già“.

 

Scanagatta: Ci sono stati tanti scambi sulla diagonale di rovescio, che però è quella preferita di Zverev. Avevamo visto qualche smorzata e qualche variazione in più nei giorni scorsi, ieri secondo te non se la sentiva?

Bertolucci: “Bisogna dire che ha incontrato un giocatore che, tolto Nadal che è pure mancino, probabilmente è il più forte di tutti, credo anche più di Djokovic, su quella diagonale. Quella però è la traiettoria preferita anche per Sinner, quindi cambiare completamente non era possibile. Ci ha provato qualche volta e fa indubbiamente fatica, ma non è riuscito a variare più di tanto il gioco, magari con qualche drop shot. Questo perché era sempre sotto attacco, la velocità e la profondità dei colpi di Zverev gli hanno impedito anche solo di pensare ad una soluzione del genere“.

SPUNTI TECNICI: Ecco un interessante approfondimento sui colpi di Jannik Sinner

Scanagatta: Onestamente, però, si può essere molto ottimisti sul suo futuro. Secondo te qual è la superficie dove può esprimersi meglio in questo momento? La terra rossa, perché ha più tempo, o il cemento, dove riesce a dare ancora più velocità alla sua palla?

Bertolucci: “Credo che sia una domanda a cui è molto difficile trovare una risposta adesso. Io ritengo che lui possa essere assolutamente competitivo su entrambe. Vedremo sull’erba e su superfici velocissime, ma tra terra e cemento io sono abbastanza tranquillo. Coglierà grandi vittorie su entrambe le superfici. Quello che ho notato durante il match è un percorso tecnico che stanno portando avanti insieme, però Zverev ha 25 anni e quest’anno è la prima volta che lo vediamo giocare qualche smorzata, venire a rete un po’ più spesso e provare qualche serve&volley. Sinner invece ha iniziato questo processo cinque anni prima, quindi sono molto fiducioso”.

Scanagatta: Rimaniamo in tema di giovani italiani: Musetti mi è piaciuto molto nel primo set su Schwartzman, poi è calato e ha perso un po’ di campo, subendo l’iniziativa dell’argentino. Come vedi il suo futuro?

Bertolucci: “Abbiamo visto in questi giorni, ad esempio proprio da Sinner, come lui entrasse molto bene sulla seconda, cercando sin da subito di comandare il gioco. È ovvio però che giocando quattro metri indietro, come fa Musetti, questa cosa non si possa fare. Io ripeto che, secondo me, Musetti ha un problema di programmazione: deve giocare meno tornei e allenarsi di più, progredendo in certi settori com’è normale che sia per un ragazzo così giovane. Giocando tutte le settimane penso che questi progressi facciano più fatica ad arrivare, poi non so se lui è pronto a recepire determinati cambiamenti. Il braccio c’è, ha qualità pazzesche ed è veloce, ma se non ti crei la cilindrata tra i 19 e i 22 anni poi dopo rischia di essere troppo tardi”.

Scanagatta: Sinner ha recentemente cambiato coach, hai notato alcune differenze nel passaggio da Piatti a Vagnozzi? Al contrario, Musetti rimane fedele a Tartarini: è una scelta giusta oppure sarebbe meglio cambiare?

Bertolucci: “Per quanto riguarda Sinner direi che qualcosa si è visto, qualche tentativo di palla corta e qualche discesa a rete in più. Poi è normale che la sua comfort zone sia a fondocampo dove può giocare i suoi colpi a rimbalzo. Credo tuttavia che questo processo di cambiamento sia già iniziato lo scorso anno. Avrà bisogno di tanti tentativi ed, eventualmente, può perdere anche qualche partita per aver verticalizzato troppo. Può sbagliare qualche smorzata o qualche risposta di troppo, però io preferirei che, dovendo perdere, lo faccia così. Sono tutte cose che poi si ritroverà tra due o tre anni. Non deve raggiungere il vertice adesso: è chiaro che prima ci arriva meglio è, ma secondo me ha ancora due o tre anni di tempo. Lo stesso discorso vale per Musetti: Sinner ha sentito il bisogno di fare qualcosa di nuovo, di diverso. I giovani di solito hanno sempre fretta e a volte sbagliano perché hanno poca pazienza, ma forse Musetti ha troppa pazienza e dovrebbe avere un po’ più fretta“.

Il tabellone completo di Montecarlo

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ATP Metz: Bublik si perde dopo un set, Sonego vince il primo titolo del suo 2022

Prestazione impeccabile di Lorenzo, a fronte di un solo set realmente giocato dal kazako. Prima vittoria del complicato anno per il torinese

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Lorenzo Sonego - ATP Metz 2022 (Twitter - @atptour)

L. Sonego b. [7] A. Bublik 7-6(3) 6-2

Ancora una volta il cemento indoor potrebbe rivelarsi un crocevia importante per le sorti di Lorenzo Sonego. La finale a Vienna nel 2020, seppur persa, lanciò quel 2021 da sogno per il torinese, la sua miglior stagione in carriera. Oggi, a Metz, le cose sono andate ancora meglio, dato che la vittoria su Alexander Bublik (andando sul 4-0 negli scontri diretti) ha reso Lorenzo il primo italiano nella storia a vincere il Moselle Open, torneo indoor con nomi di un certo rilievo che hanno preceduto il nostro nell’albo d’oro. Dopo un pessimo 2022, dove questa è stata la prima settimana in cui Sonego ha vinto quattro partite di fila, finalmente può sorridere, con il primo titolo che può riscattare, e addolcire, il finale di un’annata per larghi tratti da dimenticare. Da dimenticare certamente anche la prestazione di Bublik, che dopo un ottimo primo set, in cui non ha però saputo strappare il ritmo a Sonego, si è arenato nel secondo set, preda delle proprie lune, senza riuscire più a far nulla se non crollare e regalare un po’ di esibizione. Sesta finale su sette persa (con l’unico titolo vinto a Montpellier battendo Zverev) per il kazako, che da domani sarà n.41 al mondo. Terza affermazione su cinque invece per Sonego, senza perdere neanche un set tra l’altro, e 20 posizioni scalate nel ranking, dove raggiungerà il n.45 (a meno che Marcos Giron non vinca il San Diego Open: in tal caso sarà n. 46).

Il match – la partita prosegue sul binario dei turni di battuta, con entrambi che stanno servendo benissimo, ma nessuno riesce a compiere il salto di qualità in risposta. Vi si avvicina Bublik per primo, giocando un quinto game in spinta e riuscendo a prendere in mano lo scambio accelerando e variando, la cosa che Sonego non deve concedergli; quest’ultimo, da parte sua, è impeccabile nel risalire dallo 0-40 e vincere 5 punti di fila, con molta lucidità e ancora chiamando a sé l’amato servizio. Il kazako veleggia senza problemi nei propri game di battuta, anche per qualche difficoltà del torinese in risposta, che non sempre riesce a trovare il suo proverbiale dritto come vorrebbe. Nel decimo game arriva la prima palla break per Sonego, nonché set point: finalmente Lorenzo incide da fondo, allargando qualche piccola crepa di Bublik e andando ad un passo dal primo parziale, ma il n.7 del seeding oggi sembra con la luna giusta, e la annulla con lo schema palla corta e passante da mano ben educata. Nonostante le buone cose finora mostrate da entrambi, nel tie-break è il piemontese ad alzare nettamente il proprio livello, rispondendo molto meglio e lottando come sa in difesa, oltre ad essere molto più propositivo in attacco, senza soffrire neanche le imponenti buttate del kazako, e andando così a vincere 7 punti a 3 con il set point proprio in risposta, giocato con aggressività e coraggio.

Inizia invece subito con il botto il secondo parziale, con un Sonego in piena fiducia che arriva ovunque e ha un atteggiamento non solo offensivo, ma anche decisamente positivo, approfittando invece di un Bublik un po’ nervoso e non impeccabile come negli altri game di battuta, per andare a mettere a segno un immediato break nel terzo gioco. Sembra ormai aver decisamente staccato la spina il kazako (anche a causa di una piccola polemica nel game del break con il giudice di sedia), che gioca un quinto game tra luci e ombre fino alla palla break…dove invece di chiudere colpisce con il manico, permettendo un facile punto a Sonego per andare avanti di due break, sempre rimanendo concentrato e gestendo bene le proprie energie, arrivando ovunque in difesa. I game finali sono una compilation, a tratti forse anche malinconica, dei demoni di Bublik, che alterna insensati errori e scelte a dir poco rivedibili a colpi da lasciar senza fiato, che sono però solo il contesto di una vittoria strameritata per Lorenzo, che ha giocato una grande settimana. “Ho migliorato il mio tennis giorno dopo giorno“, dice a caldo il torinese, “ora sono molto emozionato. Provo grande emozione dopo un anno complicato, e voglio solo godermi il momento adesso“. Parole semplici, felici, di un ragazzo che dopo un anno complicatissimo, in cui è continuamente scivolato verso il basso per carenza di risultati, può finalmente tornare a sorridere, con il terzo titolo sulla terza superficie diversa (erba ad Antalya, terra battuta a Cagliari).

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Laver Cup: Djokovic frenato da un problema al braccio destro. Auger-Aliassime “eroe” di giornata porta in vantaggio il Team World

Adesso, dopo i due match ball sprecati dagli Europei, il destino è nelle mani di Frances Tiafoe. L’americano potrebbe regalare alla sua squadra uno storico primo trionfo, al cospetto del Dream Team. Tsitsipas, invece, per prolungare ulteriormente la sfida

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Novak Djokovic - Laver Cup 2022 Londra (foto Twitter @lavercup)

Resto Del Mondo – Europa 10-8

F. Auger – Aliassime (WOR) b. N. Djokovic (EUR) 6-3 7-6(3)

Era il 14 maggio 2022 e Novak Djokovic assieme a Felix Auger Aliassime, sulla terra rossa del Campo Centrale del Foro Italico, davano vita ad uno dei migliori match dell’anno per intensità e qualità del tennis espresso dai due protagonisti in campo. Il campione serbo s’impose per 7-5 7-6(1) guadagnandosi la semifinale, con la vittoria numero 999 della carriera, per poi alzare due giorni dopo il trofeo del Masters 1000 romano – l’unico grande trionfo, oltre a Wimbledon, messo in bacheca da Nole in questa stagione. Ebbene si ritrovavano nuovamente uno di fronte all’altro a distanza di poco più di quattro mesi, in un contesto però totalmente differente sia per la superficie di gioco che per l’evento nel quale si verificava.

 

Le premesse vedevano, ancora una volta, il n. 7 ATP nettamente favorito per ottenere il successo, è tutt’ora pregnante nei nostri occhi il ricordo della prestazione dominante ammirata contro il malcapitato Tiafoe. Inoltre a rendere ulteriormente più arduo il compito del giovane canadese, di origini togolesi, il ruolino di marcia eccezionale nelle competizioni a squadre del 21 volte campione Slam. Dalla sconfitta di quattro anni fa subita per mano di Kevin Anderson, in quella che era la sua prima partecipazione alla competizione, proprio in Laver Cup ha disputato 15 incontri in singolare compreso anche quelli dell’ATP Cup e della Coppa Davis vincendoli tutti e lasciando per strada solo tre set. Nonostante tutti questi numeri fantascientifici a favore del 35enne di Belgrado, tra cui anche l’unico scontro diretto, il n. 13 del mondo ha realizzato l’impresa imponendosi 6-3 7-6(3) in 1h35′.

C’è da dire che Nole, come ieri, era partito fortissimo incantando il pubblico della O2 Arena, prima però di spegnersi gradualmente a causa del nervosismo nel primo set – ma anche di un Felix cresciuto esponenzialmente al servizio, chiuderà con 13 ace scagliati e l’81% di trasformazione con la prima – e di un problema fisico accusato all’avanbraccio destro nella seconda frazione, probabilmente dovuto alla doppia fatica di ieri ma anche ai carichi agonistici molto impellenti dopo un paio di mesi di assenza dalle competizioni. Per il semifinalista dello US Open 2021 si tratta dell’undicesima vittoria contro un Top Ten, tra l’altro la seconda consecutiva dopo quella della scorsa settimana fatta registrare ai danni di Alcaraz in Davis, la quinta del 2022: aveva battuto anche Zverev in ATP Cup ad inizio anno, poi il Canada trionfò nella manifestazione e, uno dietro l’altro Rublev e Tsitsipas per conquistare il suo primo torneo nel Tour maggiore lo scorso febbraio a Rotterdam spezzando così la maledizione delle finali perse.

Dunque sprecati entrambi i match point per il Team Europe, con la giornata che era stata aperta dallo score – maturato ieri – di 8-4 per la squadra di Bjorn Borg. Tuttavia adesso la situazione si è totalmente ribaltata dopo il successo in rimonta dello stesso canadese in coppia con Sock contro Berrettini/ Murray, ed ora i ragazzi di John McEnroe pregustano il rimontone. Avanti 10-8 il Resto Del Mondo, in campo fra qualche minuto Tsitsipas-Tiafoe: Frances ha sulla racchetta la storica prima affermazione dei “rossi” da cinque edizioni a questa parte. Ma l’eroe in ogni caso sarebbe Felix da Montreal, che ha portato a casa due “pesantissime vittorie” da tre punti ciascuna, dando prima la speranza al suo team di potercela fare ed infine un’ulteriore conferma di credere realmente nella prima strabiliante affermazione del Team World.

IL MATCH – La sfida vede la presenza speciale di un ospite d’onore sulla panchina europea, si tratta dell’attore britannico Tom Hiddleston, divenuto celebre per aver interpretato il ruolo del Dio dell’inganno Loki nell’Universo Marvel, che chiacchiera amabilmente con Ruud mentre Djokovic e Auger-Aliassime sono impegnati nel palleggio di riscaldamento

Il campione serbo sembra non aver mai abbandonato la O2 Arena, probabilmente ha messo le tende e ha riposato direttamente sul campo da gioco, ripartendo da dove aveva finito ieri contro Tiafoe. Semplicemente, il primo game della partita è un manifesto della perfezione tennistica, un’enciclopedia di come si dovrebbe giocare a questo sport: Nole è dominante in ogni aspetto dello scambio, si diverte prima a spolverare l’incrocio delle righe con un rovescio lungolinea sensazionale che solo lui e pochi altri eletti nella storia di questo gioco possono permettersi di eseguire. Poi, non contento, il 35enne di Belgrado mostra un strettino di dritto da cineteca abbinato ad un successivo approccio in slice sempre dal lato destro, essenzialmente meraviglioso e letale. La grandezza di Nole, come anche degli altri due Big Three, è stata la costante capacità di evolvere il loro tennis aggiungendo in continuazione soluzioni innovative.

Il break in apertura di partita, è proprio la conseguenza dell’abilità costruita lungo la carriera nel saper variare e attingere sovente a stratagemmi diversi: i tagli in back sono mortiferi e regalano l’1-0 e servizio all’ex n.1 del mondo. Chiaramente, però, bisogna riconoscere come il lavoro sia stato notevolmente facilitato, se non posto sul piatto d’argento, dalla prima mancante di Auger-Aliassime – una su cinque punti giocati nel game -. Pian piano, tuttavia, il 22enne canadese riesce a scuotersi e ad entrare mentalmente dentro il match. Si porta per due turni di risposta consecutivi sul 30-30: mentre nel primo caso le sfilettate del dritto serbo non lasciano scampo comandando a più non posso; nella seconda circostanza dopo un miracolo in difesa con un’anticipazione motoria incredibile del 21 volte campione Slam, Felix sfrutta due disattenzioni del n. 7 ATP – tra cui un doppio fallo sul break point – per centrare il contro-break. Il rendimento della battuta del classe 2000 di origini togolesi, a questo punto, accresce sensibilmente la propria capacità di perforazione. Tanti punti diretti, anche due ace, e il parziale del nordamericano ribalta lo score (3-2). Il semifinalista dello US Open 2021 ha le idee molto chiare, si sposta frequentemente dal lato sinistro per giocare lo sventaglio ed evitare così d’incastrarsi con il suo bimane sulla diagonale “rovescia” dell’uomo di gomma. Finora 10/13 con la prima per il n. 13 del ranking, 3/7 con la seconda: dunque se si volesse sintetizzare in maniera brusca, FAA deve mettere in campo il proprio primo servizio altrimenti non c’è quasi mai partita.

Nel settimo game Djokovic esce dalla diagonale al momento giusto con il bimane in parallelo, il nativo di Montreal arriva in ritardo sulla palla ed è break point. Qui i nervi di Novak iniziano ad “affogare” nella rabbia, chiamata dubbia con il giudice di sedia che rettifica la decisione del giudice di linea. Il serbo non ci sta e caccia fuori un urlaccio”, ma il replay sbugiarda sia lui che l’arbitro. Il tennista in maglia blu non sembra essere riuscito a placare la sua ira, per l’occasione mancata, e così nonostante l’aiuto derivante dalle palle nuove gioca un pessimo turno di servizio: facendosi addirittura strappare la battuta a 0, con la complicità di uno scatenato Auger-Aliassime che si esalta attraverso un vincente pazzesco dopo l’altro – due di dritto ad inframmezzare uno di rovescio -. Il vincitore di sette Wimbledon si consegna definitivamente attraverso discese a rete insensate, Felix non si fa pregare e chiamando a raccolta il bolide-cannone che si ritrova, va avanti di un set: 6-3 in 38 minuti per Team World.

Il campione serbo è in rottura prolungata, si fa breakkare in apertura di seconda frazione. Troppo docili le sue seconde, eccessivamente comode da attaccare per l’avversario. Il n. 1 del Canada entra che è un piacere, specialmente con il dritto, in ribattuta; e se Nole commette anche errori gratuiti in uscita dal servizio la situazione si complica maledettamente per lui. Infatti, da par suo, il ragazzo in maglia rossa continua a sfornare ace a gogo e in una amen siamo 2-0. Nel frattempo Djokovic comincia a toccarsi vistosamente il braccio destro, cercando di sciogliere il polso destro. Ed ecco, che ci vengono in soccorso le immagini del riscaldamento di rifinitura in palestra, dove il campione di Roma 2022 ha svolto dei lavori specifici durante lo stretching proprio sull’arto superiore destro assieme al suo storico fisioterapista argentino Ulises Badio. Si intravede difatti, come Novak adesso faccia enorme fatica sia a spingere la battuta che il dritto. L’ex n. 1 del ranking in qualche modo riesce comunque a mantenersi in scia, pur non essendo al meglio, grazie soprattutto alla sua micidiale copertura del campo tentacolando. Felix è in totale controllo, tuttavia se c’è un aspetto sul quale può ancora compiere miglioramenti ingenti è la tenuta mentale: inspiegabilmente sente il momento, e con una sequela di regali confeziona il 3-3. Djokovic ringrazia, e sembra rigenerarsi oltre che assorbire nuova linfa vitale dalla parità conquistata.

Il dritto però non cammina, ha quasi un blocco psicologico nel lasciarlo andare: allora Felix gli monta sopra nuovamente, quasi come riuscisse ad esprimersi al meglio soltanto quando deve inseguire; il settimo game è un autentico viaggio agli Inferi e ritorno con il candese che prima sale 15-40, ma poi al momento di guadagnarsi il nuovo vantaggio manca il colpo del ko su esecuzioni molto banali. Nonostante venga ripristinato l’ordine on-serve, i turni di servizio del tennista balcanico continuano ad essere delle montagne russe: nell’ottavo gioco con la prima un pò ballerina per via del problema al polso – o all’avanbraccio – il serbo è costretto a fronteggiare un pericoloso 30-30, tuttavia il back canadese ricade largo. Al cambio campo, viene strappato un sorriso a Djokovic da parte di Berrettini, che lo invita a metterci un mix tra “cazzimma napoletana e serba“.

Nole in questo frangente di gara verticalizza maggiormente, per allievare la sofferenza nei propri turni alla battuta; dal canto suo Auger gestisce con autorità. Sarà quindi tie-break: scambio di mini-break per iniziare, poi è il n. 13 a piazzare il secondo allungo nel quarto punto con un rovescio tagliato che Novak non controlla. Questo strappo porta Felix sul 5-2, il quale tiene entrambi i suoi servizi per consolidare il vantaggio, da sottolineare il secondo dove il 22enne di Montreal gioca uno spettacolare rovescio sulla riga dopo una seconda. Djokovic non c’è più, rovescio sparato lungo. Al secondo match point, schema prediletto da Auger – servizio e dritto – e partita in cassaforte: 7-6(3) in 57 minuti.

LE PAROLE A CALDO DEL VICNITORE

AUGER-ALIASSIME: “Ci sono andato vicino qualche volta recentemente, nel battere questi grandi campione e finalmente ci sono riuscito. Sicuramente una vittoria molto importante per me e per la mia squadra. Oggi è stato molto importante giocare in doppio, dopo il match mi sono sentito sciolto. Ho colpito bene sia la risposta che il servizio, e questo sicuramente mi ha aiutato anche per il singolare dandomi tanta fiducia.”

Infine viene chiesto a Felix quale sarà la chiave del singolare tra Stefanos e Frances: “Non sarà sicuramente semplice, ma Tiafoe è uno dei giocatori più in forma del momento, ed io ho grande fiducia in tutto il team anche per quanto riguarda l’ultimo singolare“.

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ATP250 Tel Aviv: Djokovic guida il tabellone

Il serbo stella assoluta del torneo israeliano. Al via anche Cilic, Schwartzman e Cressy. Tre italiani nelle quali

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

Il grande tennis ritorna ad Israele. Complice la cancellazione dei tornei cinesi che ha liberato alcuni slot in calendario, Tel Aviv ha l’opportunità di riaffacciarsi nuovamente nel tennis che conta. Da lunedì 26 settembre sino al 2 ottobre andrà, infatti, in scena il Tel Aviv Watergen Open, torneo ATP 250 che si svolgerà sui campi in cemento della cittadina situata sulla costa del Mar Mediterraneo.

Il torneo israeliano è stato parte del circuito sino al 1996 e detiene il record a livello ATP per il più giovane vincitore, Aaron Krickstein nel 1983, a soli 16 anni e 2 mesi. Ad illuminare l’edizione 2022 del torneo di Tel Aviv, sarà la presenza di Novak Djokovic, che conclusa la Laver Cup prenderà un volo per Israele dove giocherà oltre che in singolo, da testa di serie numero 1, anche in doppio a fianco del tennista locale Jonathan Erlich.

Djokovic, che usufruirà di un bye al primo turno, esordirà con il vincente del match tra il brasiliano Monteiro e lo spagnolo Andujar, prima di incrociare nell’ipotetico quarto l’olandese Griekspoor.

 

Nella parte alta l’altra testa di serie omaggiata di un bye è l’argentino Diego Schwartzman. Il “Peque” protagonista in negativo sia in Davis in quel di Bologna sia in Laver Cup, farà il suo esordio con uno tra il francese Rinderknech e un qualificato. Nel suo stesso quarto anche la testa di serie numero 6, il russo Karatsev.

Nella parte bassa con la testa di serie numero 2 troviamo il semifinalista del Roland Garros 2022 Marin Cilic, che giocherà al secondo turno contro uno tra Dominic Thiem, in gara grazie ad una wild card, e il serbo Laslo Djere. Nella stessa porzione di tabellone del croato si trova la testa di serie numero 5 l’olandese Van de Zandschulp.

Ultima testa di serie destinataria di un bye è l’amante del serve&volley Maxime Cressy, che potrebbe esordire in Israele in un derby tutt’altro che banale con Korda, oppure con un qualificato.

Nessun italiano è presente nel main draw, mentre tre di loro sono a caccia del pass per il tabellone principale attraverso le qualificazioni. Nardi (143) esordirà col russo Chepelev (348) per sfidare in caso di successo il vincente della sfida tra la wild card israeliana Leshem (443 del ranking) e Lorenzo Giustino (246 ATP). Subito fuori Roberto Marcora sconfitto in due set dal britannico Broady.

IL TABELLONE COMPLETO DEL ATP 250 DI TEL AVIV

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