Paolo Lorenzi: "La palla di Sinner esce più veloce di tutti. Musetti non riesce ancora a sciogliersi" [VIDEO ESCLUSIVO]

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Paolo Lorenzi: “La palla di Sinner esce più veloce di tutti. Musetti non riesce ancora a sciogliersi” [VIDEO ESCLUSIVO]

Intervistato dal Direttore Scanagatta, Lorenzi va contro-corrente: “Sinner non deve imparare altre cose, ma diventare ancora più solido”. E su Musetti: “Questo è un anno di transizione”

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Ubaldo Scanagatta intervista Paolo Lorenzi - Montecarlo 2022
 

Il Rolex Monte-Carlo Masters è terminato da un paio di giorni ma i contenuti in esclusiva relativi a quell’evento continuano ad arrivare. Con la sua consueta gentilezza e disponibilità Paolo Lorenzi, al termine della finale del torneo, è stato intervistato dal Direttore Scanagatta. L’ex numero 33 del mondo era presente nel Principato in veste di opinionista SKY e in questa intervista esclusiva ad Ubitennis, oltre ai sorrisi e alle battute di spirito che testimoniano la stima reciproca tra due, si è anche espresso in opinioni tutt’altro che banali. Il tema principale ovviamente è stato il tennis italiano, ed in particolare cosa ne pensa lui dei tre tenori italiani: Sinner, Musetti e Berrettini. Per fortuna questi tre tennisti hanno tutti uno stile di gioco diverso così li possiamo apprezzare tuttiha subito messo in chiaro Lorenzi.

Poi si è concentrato per primo sull’altoatesino.Jannik ha fatto un torneo incredibile perché dopo il problema delle vesciche di Miami non ha avuto tanto tempo per allenarsi. Ha dimostrato oramai di avere un livello così alto che contro i giocatori… possiamo chiamarli di seconda fascia? come Ruusuvuori, anche se non è al meglio vince sempre. Contro Rublev ha dimostrato di essere più forte del russo, e contro Zverev ha giocato alla pari. Io mi aspetto che piano piano inizi a batterli”. Ubaldo incalza subito il vincitore del torneo di Kitzbühel 2016 sottolineando come da parte di Sinner non sia ancora arrivata una vittoria contro un top 5, e per molti tifosi (e forse persino per il diretto interessato), quel “piano piano” sta durando un po’ troppo. “Il mio ‘piano piano’ significa che mi aspetto che tra Madrid, Roma e Parigi possa finalmente battere uno dei primi 5” ha spiegato Lorenzi.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

 

“Ha dimostrato più adesso che l’anno scorso di essere lì vicino. Io credo che il suo tennis sia eccezionale, la palla esce più veloce di tutti dalla racchetta. Ho parlato con lui e già qui (a Monte-Carlo) si sentiva bene”. Interessante poi l’opinione contro-corrente di Lorenzi secondo la quale Sinner al momento non debba concentrarsi sull’ampliare il proprio gioco con le varie smorzate o discese a rete, bensì diventare ancor più solido in quello che fa, nei fondamentali. Io mi rifaccio a Djokovic quando era n. 3 del mondo e perdeva sempre da Federer e Nadal. Dov’è cambiato? Nella solidità, ha iniziato a sbagliare ancora meno e questo fa la differenza. Poi ci sarà tempo nel resto della carriera per imparare altre cose”.

Il discorso poi si è spostato su Lorenzo Musetti, in campo in questi giorni a Barcellona. “Al momento questo è un suo problema: nelle partite che deve vincere ancora non riesce a sciogliersi del tutto, ma quello che ha fatto vedere contro Schwartzman è che ha la possibilità e il gioco per competere con i primi, l’aveva già fatto anche lo scorso anno al Roland Garros. La terra è una superficie che lo aiuta molto, perché lui è uno dei migliori a sfruttare le rotazioni, parte da dietro ed è bravo ad avvicinarsi. Bisogna dargli ancora più tempo rispetto a Jannik in partite di questo livello. Quando è la prima volta che affronti giocatori del genere magari riesci a fare quello che ti sei messo in testa per un set e mezzo, non fino alla fine. Questo sarà ancora un anno di transizione, nel prossimo arriveranno i risultati”.

Sull’assente Matteo Berrettini il discorso è molto più sintetico. C’è ovviamente grande rammarico per la sua assenza: “Mi dispiace che non ci sia perché lui è uno che quando gioca vince, va sempre in fondo ai tornei. Così come abbiamo visto vincere Tsitsipas, avremmo potuto veder vincere Berrettini. Infine quindi non poteva mancare una considerazione su Stefanos Tsitsipas, capace quest’anno di difendere il titolo 1000 vinto a Monte-Carlo nel 2021, un’impresa non da poco di questi tempi. Anche per il greco però, come ha sottolineato Lorenzi, è il tempo il suo principale nemico. “Io credo che si debba sbrigare, perché da dietro arrivano gli italiani, gli spagnoli, tanta gente che gioca bene” e siamo sicuri che anche il n. 5 del mondo lo sa bene.

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Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

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Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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