Da che parte sta la PTPA di Djokovic sul caso Wimbledon

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Da che parte sta la PTPA di Djokovic sul caso Wimbledon

Rispetto alle reazioni di ATP e WTA al ban “russo” dai prati britannici, quella dell’associazione fondata da Nole appare timida: un’occasione mancata o c’è dell’altro?

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Mancano tre settimane alla chiusura delle liste per il torneo di Wimbledon, appena una per il Queen’s e nulla lascia supporre un dietrofront in merito alla decisione di escludere tennisti e tenniste provenienti da Russia e Bielorussia presa dall’AELTC di Church Road. Una decisione presa dopo l’intervento del governo di Sua Maestà e subito condivisa dalla LTA, la federtennis britannica, che organizza gli eventi ATP e WTA sui prati inglesi di Londra, Eastbourne, Nottingham e Birmingham. Pressoché immediate sono state le reazioni delle associazioni che governano il tour maschile e quello femminile, mentre il CEO della WTA Steve Simon ha inviato alle giocatrici una lettera in cui spiegava di aver già formalmente contattato l’AELTC e la LTA, oltre a ventilare ventilando le possibili sanzioni nei confronti dei tornei per quella che è considerata una condotta discriminatoria e informandole della riunione degli organi dell’associazione a Madrid durante la disputa del torneo. Non è difficile immaginare che lo stesso farà l’ATP, magari confrontandosi con l’associazione omologa per arrivare a un fronte comune.

Non si è invece fatta sentire l’ITF, la federazione internazionale che, informa il suo sito web, “lavora a stretto contatto con ogni torneo dello Slam attraverso la presenza nel Grand Slam Board”. Se per quanto riguarda i quattro Major ricopre quindi un ruolo marginale, è viceversa proprietaria e organizzatrice dei World Tennis Tour, con il calendario che prevede diversi eventi maschili e femminili sul suolo britannico (i singoli tornei del Tour sono di proprietà o sanzionati dalle federtennis nazionali che accettano di rispettare le regole dell’ITF). Per citarne uno, dal 2 maggio si disputerà il W25 di Nottingham, la cui entry list è priva di giocatrici con passaporto russo o bielorusso dopo il ritiro di alcune atlete “senza bandiera”, la più in vista delle quali (nel senso che sicuramente sarebbe entrata in tabellone, non per il successo su Instagram) è la nativa di Sochi Vitalia Diatchenko, n. 119 WTA. Per adesso l’ITF tace, come del resto gli altri tre tornei dello Slam.

In questo scenario, si è aperta la possibilità per un’altra associazione del mondo del tennis di ritagliarsi uno spazio. Parliamo della PTPA, la Professional Tennis Players Association fondata da Novak Djokovic e Vasek Pospisil, formalmente nata quasi un anno fa dopo l’idea lanciata in occasione dello US Open 2020. Mentre non è chiaro a che punto sia il percorso della PTPA, sulla quale i riflettori sono pressoché spenti, il Wimbly-gate aveva tutte le caratteristiche per offrirle l’opportunità di tornare in primo piano – opportunità che tuttavia pare non aver colto. Il comunicato ufficiale, diramato dopo 24 ore di “meditate e produttive conversazioni”, recita:

 

“Denunciamo con forza l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e della Bielorussia. Riconosciamo di non poter fermare la violenza, ma la nostra voce collettiva può essere usata per sostenere l’Ucraina e i suoi cittadini che invocano pace e giustizia.

La PTPA è impegnata ad apprendere dalla nostra comunità del tennis e a proteggerla, sia in privato che pubblicamente. Abbiamo ascoltato tante persone che sono profondamente colpite dalla guerra e le ringraziamo per aver condiviso le loro storie.

Una delle principali competizioni del nostro sport valuta di escludere gli atleti russi e bielorussi; dobbiamo riflettere e capire che molti di loro hanno perso la libertà di scelta e di espressione a causa delle leggi imposte dalle Federazioni Russa e Bielorussa. Parlare contro la Russia o la Bielorussa o denunciare l’invasione può comportare la reclusione.

La PTPA non discrimina i tennisti in base alla nazionalità, ma ci opporremo a chi sostiene, si esprime o commette violenza contro gli innocenti.”

Dopo le parole con cui Djokovic ha espresso la propria contrarietà alla decisione (non posso sostenere la decisione presa da Wimbledon), chi si aspettava un comunicato di fuoco è probabilmente rimasto deluso, senza contare quella che, da un punto di vista politico, sembrava appunto un’ottima chance per tornare alla ribalta in un periodo di appannamento quanto meno mediatico. In questo senso, il comunicato appare timido, se vogliamo cerchiobottista, non denunciando in modo diretto la discriminazione da parte di Wimbledon ma riconoscendo per i giocatori le potenziali, diciamo pure realistiche, conseguenze dello schierarsi apertamente contro il proprio governo. È davvero così? Se invece non fosse un “errore” politico, bensì semplicemente una necessaria presa di coscienza? Il riconoscimento di una situazione che non deve necessariamente risolversi in un giudizio netto, a dispetto delle opinioni senza appello in uno o nell’altro senso (molto più nell’uno che nell’altro) che la decisione continua a generare.

Da una parte, i tennisti (bielo)russi vogliono “solo giocare a Wimbledon”. Dall’altra, anche in Ucraina c’è chi vorrebbe giocare a tennis ma non può farlo – e non “solo” perché il Centro Federale di Irpin è stato distrutto. Che non sia colpa di Medvedev, Rublev, Sabalenka e tutti gli altri loro colleghi connazionali è vero; un po’ meno vero è che, in quanto sport individuale, a tennis non si rappresenti la propria nazione, altrimenti non si comprenderebbe perché, ad esempio, Berrettini e Sinner trovino spazio sui media generalisti nostrani quando ottengono buoni risultati o l’entusiasmo del pubblico e di qualche telecronista quando è in un campo proprio connazionale. E The Guardian riporta che, incontrando le stelle dello sport russo questa settimana al Cremlino, Putin ha detto loro che sono “in prima linea nella lotta per i nostri valori”.

Di fronte alla moral suasion del governo e, secondo The Telegraph, alla non gradita possibilità che Kate Middleton, duchessa di Cambridge e patrona dell’AELTC, si ritrovi a consegnare la coppa in mani russe, Wimbledon ha scelto di tirare una riga, certo molto bassa e senza dubbio pericolosa come “precedente”, ma anche condivisa da chi sta subendo i devastanti effetti dell’aggressione. E, proponendosi di rappresentare tutti i tennisti, la PTPA non può non tenere conto anche della voce di questi ultimi, proprio perché non rimangano ultimi e inascoltati.

Questa interpretazione, tuttavia, non deve essere piaciuta o, più probabilmente, non è stata affatto considerata dando un’occhiata alle critiche rivolte al comunicato. Allora, a distanza di alcuni giorni, ecco arrivare un paio di tweet (“stop discriminations” e “no bans”) accompagnati dall’hashtag #LetThemPlay, lasciateli giocare, che pare estratto dal non indimenticabile film (sempre che qualcuno lo ricordi) Bad News Bears 2. Che, poi, l’orso sia un simbolo della Russia e che Bear (in russo medved) sia il soprannome di Daniil è solo una folle coincidenza. Probabilmente.

In conclusione, si è trattato di un comunicato “vuoto” o mal scritto a cui hanno in seguito cercato di porre rimedio con un hashtag e un po’ di grafica? Oppure di una presa di posizione non tranchant – assolutamente minoritaria e perciò audace – che non hanno però avuto il coraggio di mantenere?

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Wimbledon: Vavassori piace e diverte, ma Tiafoe è troppo solido

LONDRA – Andrea attacca e gioca bene, Frances tira, corre e alla fine vince senza rischiare. Tanti applausi per l’italiano

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[23] F.Tiafoe b. [Q] A.Vavassori 6-4 6-4 6-4 (da Londra, il nostro inviato)

Inizio piuttosto teso sul court 17 di Wimbledon, con Frances Tiafoe che si presenta in campo quasi 9 minuti in ritardo, e Andrea Vavassori che dà il via al match perdendo subito il servizio. L’italiano è comprensibilmente contratto, lo si capisce dai lanci di palla sbagliati e da qualche accelerazione non abbastanza convinta, ma insomma, siamo davanti a un ragazzo che sta giocando una partita sognata chissà quante volte.

Frances da parte sua non sembra proprio in forma scintillante, nel secondo game concede un paio di occasioni a Vavassori per rientrare subito, e poi subisce la reazione di Andrea che dallo 0-2 recupera e sorpassa fino al 3-2. Poco dopo, sul 3 pari, inizia a piovere, ed è un peccato, perchè l’inerzia si era spostata, da bordocampo sento Tiafoe smoccolare parecchio per le difficoltà a stare in equilibrio, e questo ben prima dello scroscio. D’altronde, con quegli appoggi potenti e pesanti, l’erba intonsa delle prime giornate diventa traditrice, l’americano qui non è mai andato oltre il terzo turno.

 

Come era purtroppo prevedibile, la pausa (di un’oretta circa) permette a Frances di riordinare le idee, il che si traduce, a furia di botte da fondo, servizi e buoni passanti, in un break che viene capitalizzato per il 6-4. A inizio secondo set un doppio fallo, una bella risposta dell’americano, e un errore sottorete costano ancora un game di servizio a Vavassori. Da quel momento Tiafoe non rischia più (mentre Andrea si salva da uno 0-40) e siamo 2 set a zero, 6-4 6-4. Non è male la partita, anzi, Vavassori fa vedere cose belle in attacco e prende tanti applausi, ma il gap di cilindrata in favore di Frances si fa sentire, ogni volta che colpisce comodo l’americano fa male soprattutto al rovescio di Andrea, che ha un ottimo slice ma non basta.

“Che bello essere qui, peccato il primo set. Mi sento bene, ora testa al doppio di mercoledì!”

Ormai nei game di servizio di Vavassori c’è lotta, con palle break assortite, in quelli di Tiafoe non si gioca o quasi, e l’inevitabile break decisivo arriva nel nono game del terzo set. Il 6-4 6-4 6-4 conclusivo è giusto per quanto visto in campo, la speranza è di poter rivedere ancora Vavassori a questo livello. Nel frattempo, solo complimenti per Andrea.

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ATP Eastbourne: Fritz piega Cressy in una finale da erba d’altri tempi

Dopo un primo set dominato dal N.14 del mondo, zero palle break concesse da entrambi nei due successivi. La spunta Taylor al tie-break decisivo

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Clicca qui per ascoltare il video intero!

[3] T. Fritz b. M. Cressy 6-2 6-7(4) 7-6(4)

 

Se avete nostalgia dell’erba dei tempi che furono e passate le giornate su Youtube per ritrovare il prato spelacchiato nei pressi della rete probabilmente la finale di Wimbledon che si giocherà tra due settimane non vi renderà felici. Potete però ripiegare sulla finale del torneo di Eastbourne che hanno disputato Taylor Fritz e Maxime Cressy in un derby americano inatteso quanto old-fashioned.

Il campione di Indian Wells aveva già vinto questo torneo tre anni fa da giovanissimo ed evidentemente ha un rapporto speciale con questi campi. Cressy è senza alcun dubbio il miglior giocatore di serve&volley sistematico al mondo in questo momento, almeno in singolare. Non solo è il migliore ma è probabilmente anche l’unico sotto i 2 metri di altezza.

Alla fine ne è venuto fuori un match da 1992 più che da 2022: Fritz ha dominato il primo set con due break nel primo e nel settimo gioco sfruttando 2 palle break su 3. Da lì in avanti nessuno dei due giocatori ne vedrà più una fino alla fine.

In questo modo Fritz ha chiuso l’incontro, vinto al tie-break decisivo, non concedendo nemmeno una palla break in tutto l’incontro cedendo appena 10 punti complessivi alla battuta su 83 (12%). Paradossalmente 2 di questi 10 punti li ha persi nel tie-break del secondo set e gli sono costati dunque l’allungamento del match al terzo.

Nel tie-break decisivo invece i ruoli si sono invertiti: è stato Fritz a portare a casa due mini-break che gli sono valsi il terzo titolo della carriera, il secondo della stagione dopo il Masters 1000 in California e anche il secondo sui prati di Eastbourne.

Una cosa è sicura però: non prendete impegni per martedì perché Auger-Aliassime contro Cressy rischia di essere di gran lunga il primo turno più spettacolare di Wimbledon 2022.

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ATP Maiorca: Tsitsipas rischia più volte ma si impone al fotofinish contro Bautista Agut, 1° titolo su erba

Stefanos Tsitsipas spreca un vantaggio di un set e un break, serve per il match, non chiude ma vince comunque. Nono titolo in carriera, il primo sui prati

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Stefanos Tsitsipas - ATP 250 Maiorca 2022 (foto Twitter)

Clicca qui per ascoltare il video intero!

[2/WC] S. Tsitsipas b. [5] R. Bautista Agut 6-4 3-6 7-6(2)

 

I grandi complimenti di Toni Nadal, in veste di direttore dell’ATP 250 di Maiorca, sono emblematici della finale che Stefanos Tsitsipas e Roberto Bautista Agut hanno interpretato. Un ultimo atto pieno di colpi di scena, in cui il greco è sempre stato avanti nel punteggio ma ha subito per ben due volte il ritorno dello spagnolo. Il tiebreak del terzo set, tuttavia, è stato un assolo del numero 6 del mondo, che lo ha dominato dal primo all’ultimo punto.

IL MATCHBautista Agut parte in maniera fallosa sia con le volée che col dritto, concedendo subito tre palle break consecutive al greco. Tsitsipas ha dalla sua anche la fortuna e un nastro beffardo gli smorza la palla quel tanto che basta per mandarla dall’altra parte, ritrovandosi 1-0 e servizio. Vantaggio mantenuto grazie ad un grande controllo degli scambi da fondo; Bautista Agut prova a fare restare a galla con palle arrotate e profonde, ma la potenza del dritto del 23enne di Atene continua a fare seri danni e in 11 minuti è 3-0 pesante. Poco dopo i punti vinti dal numero 20 del mondo eguagliano i game di Tsitsipas e si va 4-0. Per la prima volta Bautista riesce a vincere due quindici consecutivi e a sbloccarsi e, inaspettatamente, anche a recuperare uno dei due break di svantaggio. Aiutandosi con il servizio l’iberico risale fino al 3-4, accompagnando il tentativo di rimonta con diversi “Vamos!”. Bautista Agut è definitivamente entrato in partita e Tsitsipas rischia un po’ troppo, finendo subito sotto 0-30 anche per via di un doppio fallo. Da quel momento, però, il greco chiama in causa il suo gran servizio, conquistando quattro punti di fila e mantenendo il vantaggio. La testa di serie numero 5 prova a rimanere in scia, ma nel decimo game l’ellenico trova due ace e due prime vincenti e archivia 6-4 la prima frazione in cui, come spesso accade, ottiene molto dalla battuta (79% di punti vinti con la prima).

Il tabellone completo dell’ATP250 di Maiorca

Il secondo parziale parte in modo più equilibrato rispetto al primo, ma quando sembra che possa esserci una partita vera Bautista Agut spegne nuovamente la luce. Nel terzo game, infatti, l’iberico commette tre gratuiti di rovescio e concede altrettante palle break (seppur non consecutive): sulle prime due è bravo a cancellarle, ma sulla terza sbaglia una comoda volée di rovescio sopra la rete. In men che non si dica Tsitsipas si porta in vantaggio 3-1 e sembra totalmente in controllo del match, ma Bautista Agut non è certo un giocatore arrendevole. Prima un suo gran rovescio lungolinea, quindi due non forzati del numero 6 del mondo gli valgono due palle break per rientrare in partita. La seconda chance è quella giusta, con il 34enne di Castellon De La Plana che riesce ad agguantare il suo avversario sul 3-3. Qualcosa sembra essersi inceppato nel gioco del greco, che smarrisce la prima, va spesso fuori giri e regala altre due chance di break a Bautista Agut. Lo spagnolo se le procura al termine di uno scambio spettacolare, facendo giocare a Tsitsipas una complicata volée bassa e infilandolo successivamente con il dritto. Alla prima possibilità la testa di serie numero 5 opera l’allungo e, al momento di chiudere, tira fuori il meglio si sé con un pallonetto millimetrico, una smorzata vincente e un ace. Diventano cinque i giochi consecutivi vinti da Bautista Agut, che chiude 6-3 e rimanda tutto al terzo set.

Il match si fa decisamente più combattuto, con i due giocatori che sono ben consci di quanto sia importante partire bene. Tsitsipas non ha problemi nei suoi primi due giochi al servizio, tenuti entrambi a 15, mentre Bautista Agut difende il suo primo turno ai vantaggi. Nel quarto gioco l’iberico si porta comodamente sul 40-0, ma abbassa la concentrazione e subisce il rientro del suo rivale, che con cinque punti consecutivi ottiene il break. Abbastanza clamoroso il modo in cui Tsitsipas opera l’allungo, dato che – esattamente come nel primo set – è un nastro beffardo a mettere fuori giri Bautista Agut, che stava per mettere a segno una comoda volée di rovescio. La palla, tuttavia, bacia il net e ricade tra i piedi dello spagnolo, bravo a salvarsi rapidamente ma impotente sul colpo successivo del numero due del seeding, che si scusa in tutti i modi. L’ellenico ne approfitta, sale velocemente 4-1 e poco dopo ha un’opportunità del doppio break, ma l’iberico è bravo a cancellarla a rete. Si procede on serve fino al 5-3, quando Tsitsipas è chiamato a chiudere. Il numero 6 del mondo avverte la tensione del momento, concede una chance di break e, questa volta, la fortuna sorride al suo avversario. Il numero 20 del mondo, infatti, risponde come può ad una corposa prima della testa di serie numero due, che manca completamente l’impatto con la palla per via di un rimbalzo irregolare e viene ancora raggiunto da Bautista Agut, che impatta sul 5-5. Tsitsipas si fa riprendere da 40-0 ma non concede break point, mentre lo spagnolo tiene a zero il suo ultimo turno di battuta: sarà il tiebreak a decretare il vincitore del torneo. Il primo minibreak è del greco, che trova un importante dritto sulla riga e proprio con questo colpo fa la differenza, portandosi sul 4-1. Con un altro punto spettacolare il numero 6 ATP allunga il suo vantaggio, si procura quattro match point consecutivi e chiude subito con una seconda vincente un tiebreak dominato dall’inizio alla fine. Termina 6-4 3-6 7-6 in 2h31 per Tsitsipas, che si è trovato prima avanti di un set e un break, poi ha servito per il torneo nel terzo set, ma in entrambe le occasioni era stato rimontato da un mai domo Bautista Agut. Questo successo è il 40esimo in stagione, che gli valgono anche il nono titolo in carriera, il primo in assoluto sull’erba. Grazie alla vittoria odierna, inoltre, l’ellenico scavalca Alcaraz e torna al secondo posto nella race, alle spalle soltanto di Rafael Nadal. Al termine di Wimbledon Tsitsipas salirà al numero 4 ATP, poiché usciranno a Novak Djokovic i 2000 punti ottenuti grazie alla vittoria dell’anno scorso. Il serbo scenderà dunque al numero 7 del ranking.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Maiorca

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