ATP Roma: avanti Tsitsipas (col brivido) e Auger-Aliassime. A Garin la maratona di giornata

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ATP Roma: avanti Tsitsipas (col brivido) e Auger-Aliassime. A Garin la maratona di giornata

Il greco e il cileno vincono entrambi al terzo ma in due partite molto diverse. Il giovane canadese approda invece senza problemi ai quarti: lo aspetta Djokovic

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Stefanos Tsitsipas - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Stefanos Tsitsipas - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
 
 

In una giornata contraddistinta tanto da grandi lotte quando da vittorie agevoli, a prendersi la copertina sono i sopravvissuti. Parliamo di Stefanos Tsitsipas ma, soprattutto, di Cristian Garin, che esce miracolosamente vivo da un match pazzo contro Marin Cilic. Il greco fatica a carburare, ma con una serie di nove giochi consecutivi tra secondo e terzo set ha la meglio su Karen Khachanov ed è ora atteso da Jannik Sinner. Pochi grattacapi invece per Felix Auger-Aliassime, che lascia solo cinque game a Marcos Giron.

[4] S. Tsitsipas b. K. Khachanov 4-6 6-0 6-3

Khachanov parte a razzo, breakkando in apertura Tsitsipas e volando subito sul 3-1, dimostrando come il successo contro Carreño Busta gli abbia dato molta fiducia dopo un periodo per lui negativo. Nel sesto game, però, il greco reagisce prontamente e trova l’aggancio. Il momento decisivo del parziale arriva nel nono gioco: proprio quando ormai sembrava che l’inerzia del match fosse tutta dalla sua parte, la testa di serie numero quattro inciampa in tre bruttissimi errori in uscita dal servizio con il dritto e s’impappina a rete con un’orrenda volée. Non contento, Tsitsipas completa la frittata con un sanguinoso doppio fallo sulla palla break. Il n. 24 ATP non trema e mette in ghiaccio per 6-4 il primo set in 45 minuiti, frazione in cui il bi-campione di Montecarlo, stando troppo lontano dalla linea di fondo, non riesce ad incidere con il diritto. Sfruttando la posizione attendista del suo avversario, Khachanov ha potuto spingere e comandare gli scambi con più facilità, facendo la differenza soprattutto con il rovescio. Viceversa, dal lato sinistro del campo l’ateniese gioca sempre eccessivamente corto, non riuscendo a girare intorno alla palla ed eseguire lo sventaglio.

 

Un altro fattore determinate è la bassa percentuale di prime in campo (nel primo set solo il 52%), che insieme alla troppa passività contribuisce a far sì che Tsitsipas subisca costantemente il gioco dell’avversario. Proprio il servizio si dimostra ancora arrugginito in apertura di secondo set, unito a qualche lettura errata e alla perdurante difficoltà del greco nel tenere la diagonale sinistra. Nel momento di difficoltà, tuttavia, viene fuori tutta la classe del campione greco, che ritrova d’incanto la prima e con quattro servizi importanti cancella due break point consecutivi. Questa piccola rimonta dà la scossa all’ex numero tre del mondo, che dopo aver scampato il pericolo finalmente inizia a giocare più propositivo e a mettere costantemente i piedi dentro il campo. Il dritto anomalo di Tsitsipas inizia a funzionare, mentre Khachanov – con la sua apertura molto macchinosa dalla parte destra – va in difficoltà e si trasforma in una fabbrica di gratuiti. Un lungolinea largo sancisce il 3-0 in favore del numero 5 del ranking, con il momento di difficoltà del russo che continua anche nel quarto game. Tsitsipas si procura altre due palle break e sfrutta i gratuiti del russo per irrobustire il suo vantaggio. Avanti di due break, il greco allenta la pressione per un attimo e concede tre opportunità di controbreak consecutive (con due brutti errori), ma in qualche modo riesce a salvarsi ai vantaggi e a salire 5-0. La testa di serie numero quattro vuole chiudere quanto prima e ha una possibilità di firmare il bagel, che arriva subito con un altro errore di rovescio del numero 24 ATP: è 6-0 Tsitsipas.

Il greco comincia fortissimo anche nel terzo parziale, conquistando dodici dei primi quattordici punti e allungando a nove la striscia di giochi consecutivi. Khachanov sembra avere la testa decisamente fuori dalla partita, continua a sbagliare tanto e manca clamorosamente uno smash che manda subito il 23enne di Atene avanti di un break. Il russo scaglia una pallina in tribuna e si prende un warning, mostrando tutto il suo nervosismo mentre Tsitsipas prende in mano le redini della partita. Il greco è ormai estremamente solido al servizio e prende sempre l’iniziativa per primo durante lo scambio, ottenendo quasi sempre il punto. La partita si gioca ormai sui suoi turni di servizio, ma Khachanov racimola le briciole e va sotto 1-4. Il russo prova comunque a restare a galla e a caricarsi quasi dopo ogni punto vinto, cercando di portare dalla sua parte un pubblico caldissimo che, ovviamente, spera che il match si prolunghi il più possibile. Conquistato il game del 3-5, per il numero 24 ATP si apre un piccolo spiraglio quando, nel game successivo, va avanti 0-15 e chiama ancora il pubblico a raccolta. Le sue (poche) speranze di rimonta si spengono insieme ad una risposta in rete su una timida seconda del greco. Da lì, Tsitsipas infila due ottime prime e si porta a match point, chiudendo la partita a rete. Finisce dunque 4-6 6-0 6-3 in favore della testa di serie numero quattro, che nel complesso ha un saldo vincenti-errori più che positivo (+10, 25-15), mentre lo stesso non si può dire per Khachanov (-6, 19-25). Tsitsipas attende ora Jannik Sinner, che si è imposto 6-2 7-6 su Filip Krajinović.

DI SEGUITO LE CRONACHE DELLE VITTORIE DI AUGER-ALIASSIME E GARIN

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Atp Montreal, Medvedev dopo il ko con Kyrgios: “Mi sono mancati alcuni colpi”

Spiega così, il numero uno al mondo, la sconfitta subita da Kyrgios. “Sentivo che mancava qualcosa, mancavano i miei colpi migliori; di sicuro giocare con Nick il primo turno non mi ha aiutato”

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Formalmente è stato un secondo turno di un mille, in sostanza un match che avremmo potuto e voluto vedere più avanti nel torneo. Abbiamo assistito, anche ultimamente, a finali dal livello tecnico e dall’entusiasmo mediatico sicuramente inferiori rispetto al match tra Nick Kyrgios e Daniil Medvedev; il primo, alla vigilia, vincitore degli ultimi 13 match sui 14 disputati (passando per Wimbledon, dettaglio non da poco), il secondo “soltanto” il numero 1 al mondo. Ne è venuto fuori, infatti, un match bello, intenso e dal risultato che ha dato ragione all’australiano, mai come adesso assolutamente “on fire”. Ne è consapevole Medvedev che nella conferenza stampa post match non nasconde il proprio stato d’animo:

Credo di essere stato un po’ sfortunato ad affrontare subito Nick, finalista di Wimbledon e fresco vincitore a Washington. Continuando così chiuderà l’anno tra i primi 15/10 giocatori al mondo. Forse sarebbe stato meglio incontrarlo in una fase più avanzata del torneo, dopo aver rotto il ghiaccio qui. Se ci fossimo incontrati nei quarti avrei potuto vincere 6-4, 6-4 e lo stesso avrebbe potuto fare lui; il tema è un altro. Come a Los Cabos anche oggi sentivo che mi mancavano dei colpi. Mi ricordo la mia prima partita in Messico giocata con Rinky Hijikata, che credo sia numero 230 al mondo (217 n.d.r.); anche quella volta stessa sensazione, mi mancavano dei colpi ma quelli che avevo sono stati sufficienti per batterlo e andare avanti. Con Nick no. Ad esempio nel secondo set sul 15-40 e mio servizio (game terminato poi con il break a favore di Kyrgios) ho messo in rete un dritto stretto che in altre situazioni, magari anche più avanti nel torneo, avrei colpito più forte e più sicuro”.

Nonostante questo – continua il numero uno al mondo – stavo comunque giocando piuttosto bene, il match è stato in equilibrio ma, come ho detto prima, sentivo che mancavano dei colpi. E’ un peccato. Devo prenderne atto”.  

 

Pragmatico e comunque consapevole di avere sulle spalle il grosso peso del campione in carica, Medvedev, oltra al titolo di Montreal e i suoi relativi punti, ormai andati, dovrà difendere anche, tra qualche settimana, il titolo di New York. Non una passeggiata. 

In questo momento è dura – ammette Medvedev in totale sincerità – ho appena perso, non mi sento felice e nemmeno sicuro di me. I prossimi due-tre giorni non sanno semplici, sapendo che tutti stanno ancora giocando a Montreal, lottando per vincere un 1000. Ho avuto momenti difficili durante la mia carriera, questo non è il più difficile. Adesso devo preparare bene Cincinnati e poi gli US Open. Quando dico “bene” è perché questi tornei li voglio vincere. So che ci saranno tanti contendenti, molti giocatori che stanno giocando piuttosto bene: Nick, Stefanos, Carlos, forse torna Sascha, Rafa, Novak. Insomma un sacco di ottimi giocatori (non una parola sugli italiani, vabbè…n.d.r.). Quello che voglio fare è mostrare a tutti il mio miglior tennis, con tutti i suoi colpi e fare meglio di quanto ho fatto finora”.

I match con Kyrgios poi non sono mai match istituzionalmente perfetti: chi scende in campo con lui sa che prima o poi qualcosa succederà. A livello comportamentale, a livello tennistico è sempre lecito aspettarsi sorprese. Ma quanto poi incide tutto questo sui suoi avversari? La risposta ce la dà proprio il russo: “Questi colpi di solito interrompono il ritmo: un tweener, un servizio da sotto, un pallonetto sono tutti colpi che spezzano il ritmo. Quello che io faccio è pensare a me stesso e a come rispondere cercando appunto di far sì che il mio ritmo di gioco non venga interrotto. Oggi ha servito da sotto due volte: una volta ha sbagliato, un’altra ha fatto punto, ma sempre in situazioni di vantaggio. Prossima volta spero lo faccia sul 30-40”.

E adesso? Come detto Medvedev proverà a ricaricarsi: “Farò un giro a Montreal, non ho mai visto bene la città. Poi in realtà non ho ancora deciso. Cincinnati è in mezzo al nulla ma credo che comunque andare lì sia la situazione migliore per ambientarmi, allenarmi e tornare a giocare il mio tennis al 100%”. 

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP Montreal: Auger Aliassime profeta in patria, Tsitsipas subito fuori

Esordio vittorioso per Felix Auger-Aliassime su Yoshihito Nishioka nel torneo di casa. Subito fuori Stefanos Tsitsipas per mano di Jack Draper

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Felix Auger-Aliassime - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

All’Omnium Banque Nationale di Montreal mercoledì sera era “la” sera nella quale essere presenti al tennis. In uno degli eventi della stagione estiva per la città del Quebec, l’idolo di casa Felix Auger-Aliassime ha fatto l’esordio nel torneo affrontando il giapponese Yoshihito Nishioka, fresco finalista al CitiOpen di Washington la settimana scorsa.

Il ritardo accumulato dal programma diurno a causa delle oltre tre ore del match tra Paul e Alcaraz ha fatto sì che gli spettatori della sessione serale abbiano dovuto aspettare oltre un’ora nei ground prima di prendere posto sul Centrale (o Stadium IGA che dir si voglia) per la partita clou della serata, per la gioia delle concessioni commerciali del torneo che senza dubbio hanno fatto affari d’oro vendendo cibo e bevande ai quasi 12.000 spettatori in attesa.

Sulla carta l’esordio non era dei più semplici: come detto Nishioka era reduce da un’ottima prestazione nel torneo precedente, era in vantaggio per 3-1 nei confronti diretti contro Auger-Aliassime, e proprio il loro primo incontro in assoluto ha una valenza simbolica molto forte per il giovane canadese. Quel precedente risale al luglio 2015 in occasione del Challenger di Granby, il primo torneo professionistico in assoluto giocato da Auger-Aliassime. Ricevuta una wild card per le qualificazioni, l’allora quattordicenne Felix procedette poi ad arrivare nei quarti di finale dove perse in tre set proprio contro Nishioka in un match giocato nella prima serata di venerdì e trasmesso in diretta televisiva in tutto il Quebec.

 

Sette anni dopo, e in una situazione di esperienza e classifica completamente diversa, Auger-Aliassime ha iniziato il suo incontro inevitabilmente teso e messo alla prova dal ritmo da fondocampo imposto dal giapponese. Gli scambi erano tesi e rapidi, l’ideale per intrattenere il pubblico da tutto esaurito sullo Stadium IGA. Il primo ad andare in vantaggio era proprio Nishioka, che al quinto gioco otteneva il break alla quinta occasione, salvo poi però non essere in grado di consolidare la leadership restituendo immediatamente il controbreak.

Il primo set si è così deciso al tie-break, nel quale Auger-Aliassime è andato a tre set point sul 6-3, non riuscendo però a concretizzare la chance avuta sulla propria battuta a causa di uno smash tirato in maniera troppo cauta che ha consentito a Nishioka di recuperare. Il secondo set point, però, due punti più tardi, ha visto il più grosso boato registrato su questo campo dalla famosa notte del 2017 nella quale il 18enne Shapovalov sconfisse Rafael Nadal: un rovescio incrociato in corsa che ha infilato Nishioka a rete e ha lasciato quasi tutti i 12.000 dell’arena in piedi per una standing ovation.

Nel secondo set il nipponico è stato bravo a rintuzzare l’esuberanza di Auger-Aliassime in un game di 20 punti con cinque palle break, ma l’inerzia della partita era definitivamente girata. Il canadese ha preso il vantaggio poco dopo sul 4-2, ha mancato alcune occasioni per il doppio break, ma se pur dopo ben due ore e sei minuti di gioco, la vittoria è alla fine arrivata sancendo il passaggio al terzo turno dove sfiderà Cameron Norrie, contro il quale ha perduto la settimana scorsa a Los Cabos.

In chiusura di serata, quando ormai l’orologio aveva già passato da tempo la mezzanotte, è arrivata l’ultima sorpresa di questa lunghissima giornata: anche la testa di serie n. 3 del torneo, Stefanos Tsitsipas, è stata eliminata dal giovane qualificato britannico Jack Draper. Una vittoria in due tie-break per il classe 2001 di Londra, che ha così registrato il suo primo successo su un Top 5 raggiungendo il suo primo ottavo di finale in un Masters 1000 dove incontrerà il francese Gael Monfils.

Il tabellone completo dell’ATP di Montreal

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ATP Montreal: Il magic moment di Kyrgios, battuto Medvedev in rimonta. Alcaraz piegato da Paul, gli avversari di Carlos si esaltano

L’australiano centra la seconda vittoria contro un n. 1 della classifica mondiale: ci riuscì nel 2014 contro Nadal a Wimbledon. Le due partite sembrano segnare altrettante fasi della carriera di Nick

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Nick Kyrgios - Washington 2022 (Twitter - @atptour)
Nick Kyrgios - Washington 2022 (Twitter - @atptour)

Erano 21 anni che le prime due teste di serie di un torneo di categoria “1000”, oggi denominati ufficialmente Masters 1000, non venivano eliminate contemporaneamente al primo turno, che nel loro caso potendo godere di un bye è il secondo round. Infatti a succedere alle cocenti sconfitte di Guga Kuerten (n. 1) e Andre Agassi (n. 2) a Stoccarda 2001 per mano rispettivamente del bielorusso Max Mirnyi e del marocchino Hicham Arazi, ci sono i ko di Daniil Medvedev e Carlos Alcaraz al Omnium Banque Nationale presented by Rogers. Una situazione, che andando ad approfondire per gli amanti dei numeri, non si verificava all’Open del Canada addirittura dal 1996, quando Thomas Muster e Goran Ivanisevic abbandonarono l’evento nordamericano sotto i colpi del padrone di casa Daniel Nestor e dello svedese Mikael Tillstrom.

N. Kyrgios b. [1] D. Medvedev (2)6-7 6-4 6-2

Il match del torneo, quello che tutti fremevano di ammirare appena dopo l’esito dell’urna del sorteggio, è andato a Nick Kyrgios. Continua l’incredibile annata del rilancio per l’australiano, che sta approdando finalmente verso i lidi del tennis mondiale che competono al suo magnifico talento. Oggi ne ha dato l’ennesima riprova, mostrando crescenti progressi sul piano psicologico: è riuscito ad andare oltre la fatica e la stanchezza, con fine abilità nel perseguire una partita impostata sul serve&volley. Il 27enne di Canberra ha prevalso in rimonta sul n. 1 del tabellone Daniil Medvedev per (2)6-7 6-4 6-2 in due ore esatte di gioco. Un confronto tra due giocatori in ottima forma, considerando che entrambi avevano vinto un titolo la scorsa settimana – a Washington e a Los Cabos – ma allo stesso tempo molto provati fisicamente visto i due trofei back-to-back in doppio da un lato e l’inattività prolungata, che poteva far risentire maggiormente la cavalcata in un torneo, dall’altra.

 

Con questa affermazione Nick può vendicarsi della sconfitta subita in quattro set all’inizio dell’anno, a casa sua, in Australia portandosi sul 3-1 nel computo degli H2H, avendo vinto anche nel 2019 a Roma e nella finale di Washington. Ma probabilmente il dato più rilevante di questo match, è che per Kyrgios si tratta della seconda vittoria della carriera contro il n. 1 del ranking ATP, ci era riuscito soltanto nel 2014 agli ottavi di Wimbledon contro Nadal. Quella fu la partita che fece conoscere Nick al grande pubblico, ma soprattutto fu la dichiarazione di cosa era capace di fare. Il talento c’è sempre stato, la continuità mentale pare averla raggiunta adesso. Perciò potremmo definire i successi in questione, due match epocali, che fanno da spartiacque segnando, per certi versi, un prima e un dopo nella sua carriera: dal successo ad appena 19 anni sul campo più importante del mondo contro uno dei più grandi agonisti della storia sportiva, con il proprio nome sulla cresta dell’onda ma che invece di dare inizio ad una epopea imperiale di dominio e di trionfi Slam a raffica, fu solo uno dei tanti exploit – dei successivi 8 anni – privi della stabilità necessaria a raggiungere grandi risultati; al trionfo della maturità raggiunta, a 27 anni, e che potrebbe regalare a Nick nell’ultima parte della sua vita da atleta le vittorie che il suo braccio merita.

IL MATCH – Il primo game della partita è già indicativo dello stato delle condizioni fisiche dell’australiano, Kyrgios si proietta costantemente verso la rete mostrando chiaramente la sua strategia tattica per la sfida odierna: ha intenzione di utilizzare frequentemente il serve&volley per sprecare il meno possibile a livello di energie ed evitare d’invischiarsi nel terreno di caccia preferito dal russo, quello del palleggio da fondocampo. Ovviamente è facile intuire che se Nick vorrà perseguire uno schema di gioco estremamente aggressivo, sarà fondamentale per lui avere una resa al servizio inossidabile e continua.

La prima parte del set ci dice che la battuta, come del resto sta avvenendo nell’ultimo periodo, funziona a meraviglia. S’intravedono alcuni scambi soltanto durante i turni di servizio di Medvedev, ma anche il n. 1 del mondo è molto solido con il fondamentale d’inizio gioco. In particolar modo Daniil sta brillando nel primo colpo in uscita dal servizio, giocando la prima esecuzione con eccezionale precisione. Questo gli permette di comandare immediatamente il punto, per poi sfiancare il giocatore di Canberra sulla diagonale sinistra. Nel sesto gioco si vedono le prime variazioni, con il back del n. 37 ATP e la smorzata dell’orso di Mosca, ma l’equilibrio regna sovrano.

Si giunge così sul 4-4, con le ribattute che hanno raccolto solamente 5 punti complessivi. Nick è invalicabile alla battuta, sostanzialmente non parte mai lo scambio nei suoi turni: il massimo a cui si può assistere è un tentativo di passante del moscovita quando la prima o la volée non si rivelano definitive. Questa totale assenza di pericolosità in risposta innervosisce e non poco il campione dello Us Open, perché sa perfettamente che se il finalista di Wimbledon non calasse sarebbe dura per lui impensierirlo. Più passano i minuti e più si consolida la sensazione di maggiore insidia per la battuta di Medvedev. La percezione diventa realtà nel decimo game, dove Daniil chiamato a prolungare il set inciampa in due doppi falli ma soprattutto Nick trova un paio di soluzioni da cineteca: prima una rispostona vincente di dritto in allungo, all’incrocio delle righe, poi il capolavoro con lo slice a rallentare e l’uscita bimane folgorante in lungolinea. Arrivano così le prime due palle break del match, che dunque sono anche set point: opportunità che pesano come un macigno, ma Medvedev è inappuntabile con il servizio scagliando una prima vincente e un ace.

In realtà il 26enne deve soffrire ancora, prima di preservare il proprio turno di battuta, a causa di qualche imprecisione nelle esecuzioni eppure senza rischiare ulteriormente si salva. L’ex n. 13 a questo punto deve affrontate le prime reali difficoltà della sua partita, con il primo game di servizio ai vantaggi per via di qualche seconda di troppo, che lo costringe a fare gli straordinari al volo. Tuttavia ancora una volta facendo leva sul proprio repertorio da doppista, peraltro in scia di un doppio trionfo nella specialità tra Atlanta e Washington, Nick non concede nessuna concreta chance. Si arriva così al prevedibile tie-break, dove si deciderà tutto ai punti e nel quale anche la più piccola disattenzione potrebbe costare il parziale: il primo a sbagliare è Kyrgios, tra il terzo ed il quarto punto ricerca un angolo troppo pronunciato con la volée di rovescio e poi sempre nello stesso lato del corridoio manda largo uno schiaffo al volo, regalando due mini fughe al russo. Così Daniil senza fare nulla di trascendentale si ritrova sul 6-1, Nick allora perde le staffe e scaraventa una pallata fuori dall’impianto, inevitabile il warning. Infine altro gratuito a rete, che chiude il set 7 punti a 2.

L’australiano però non demorde, parte forte nel secondo set e grazie ad un bellissimo cross di dritto breakka immediatamente per poi consolidare l’allungo, nonostante vada sotto 0-30, e salire 2-0 con anche un pericoloso 30-30 che non riesce a trasformare in una possibilità di doppio break. Continua l’ex n. 1 a non patire il bimane moscovita, reggendo alla grande quella direttrice oltre a mostrare un’eccezionale capacità di anticipo sulla palla per prendere campo e togliere tempo all’avversario. In questo secondo set si scambia decisamente di più, Daniil mette ancora pressione con un altro 30-30 nel quarto gioco ma il n. 37 non se vuole sapere di cedere il servizio. I fondamentali d’inizio gioco a questo punto non lasciano neanche le briciole e Nick vince 6-4 il secondo set, durato 36 minuti.

La grande battaglia dei servizi continua nella frazione finale, anche se l’equilibrio rischia di rompersi già in apertura come accaduto ad inizio secondo parziale. Il 27enne di Canberra adesso infatti accusa la stanchezza, essendo perciò costretto a diminuire la velocità del suo servizio per prediligere soluzioni più lavorate in slice affinché possa ricercare maggiormente gli angoli e avere di conseguenza più tempo per scendere a rete. Nick oggi è perfetto nelle sistematiche discese in avanti, di vecchia scuola; tuttavia qualche errore in più per via dell’appannamento fisico è fisiologico. Dall’altra parte inoltre è molto concentrato e attento Medvedev, pronto a sfruttare il minimo passaggio a vuoto dell’avversario: ecco quindi materializzarsi due pericolosissimi break point, l’ex vincitore dell’Australian Open 2013 allora decide di mostrare tutti i progressi fatti sul piano mentale quest’anno, con l’ace numero dieci e undici pareggia (1-1). Questo salvataggio si rivelerà decisivo e propedeutico per lo strappo finale, nel quinto gioco infatti anche se le energie stanno venendo meno il talento trascina l’australiano, che mette in fila una serie di risposte sensazionali con spettacolare anticipo. Break sigillato da un passante bimane incrociato tirato da posizione invereconda, con Nick ormai incontenibile che consolida a 0. Il match si conclude qui, Medvedev si spegne: commette un doppio fallo e due marchiani errori di rovescio. Anche il nastro gli è sfavorevole, doppio break (5-2) e Kyrgios al servizio certifica il suo approdo agli ottavi.

T. Paul b. [2] C. Alcaraz (4)6-7 7-6(7) 6-3

ALCARAZ MOSTRA I PRIMI SCRICCHIOLII – Dopo due finali consecutive, seppur perse per mano degli azzurri Musetti e Sinner, Carlos Alcaraz non mantiene fede al suo status di seconda testa di serie e all’esordio nel Canada Open viene estromesso immediatamente da Tommy Paul (n. 34 ATP) subendo la rimonta dell’americano per (4)6-7 7-6(7) 6-3, questo lo score finale a conclusione di una battaglia infernale di quasi tre ore e mezza di gioco (3h24). Una versione dell’allievo di Ferrero, che comincia a mostrare i primi scricchiolii e le prime crepe del suo tennis, dopo la devastante prima parte di stagione. Sapevamo che un giocatore con le sue caratteristiche, non potesse reggere quel livello per 12 mesi, ma la sensazione sempre più incalzante è che in un certo senso porti gli avversari ad innalzare il loro livello massimone avevamo già parlato dopo Miami.

Un match pazzesco, che lo statunitense avrebbe potuto perdere anche in due set se solo il 19enne murciano non avesse mancato un match point sul proprio servizio al tie-break, gioco decisivo al quale si è giunti dopo che lo stesso campione junior del Roland Garros 2015 ha gettato al vento l’opportunità di servire per il parziale sul 5-4. Ma l’intero set ha avuto un andamento abbastanza ondivago: Carlos va avanti 3-0 salvo poi farsi recuperare e vedere sfumare in volata la vittoria, con l’avversario che ha rischiato seriamente di finire nel burrone. Infine l’apoteosi del parziale finale, con Tommy a frantumare due break point in apertura e a rompere gli indugi con il break del quarto game. Per completare, l’ultimi scampoli in versione thriller: Alcaraz annulla altri 4 match point (dopo quello sprecato da lui), due di fila, e dopo 12 punti rimane in scia. Questo sforzo gli garantisce un’opportunità per riaprire tutto, ma Paul supera brillantemente l’ultima curva e vince al quinto match ball. Per lui 42 vincenti e 32 non forzati, Alcaraz da questo punto di vista in perfetto equilibrio (36/36), ma paga la poca efficienza della seconda.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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