Wimbledon, il ritorno al top di Halep: dall'onore mancato del primo martedì all'obiettivo del bis a Londra

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Wimbledon, il ritorno al top di Halep: dall’onore mancato del primo martedì all’obiettivo del bis a Londra

Nei quarti di finale la tennista rumena affronterà Amanda Anisimova a cui ha concesso tre game a Bad Homburg due settimane fa

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Simona Halep - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Simona Halep - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
 

Per Simona Halep le premesse per questo Wimbledon non erano delle migliori. Era reduce dal forfait di Bad Homburg, per quel problema al collo che l’ha costretta al ritiro prima della semifinale con Andreescu: “Mi dispiace, ma sfortunatamente stamattina mi sono svegliata con il collo bloccato. Non avrei potuto giocare al massimo“. Con queste parole la campionessa 2019 di Wimbledon si congedava dal torneo, accompagnata da una dose di scetticismo circa il suo stato di salute in vista dei Championships.

Poi il rientro, e la speranza di aprire il programma sul Centre Court nella seconda giornata del torneo, un onore che solitamente spetta alla vincitrice uscente, ovvero Ashleigh Barty, che nel frattempo si è ritirata. La possibilità per Halep di aprire la seconda giornata dell’edizione 2020 da campionessa in carica se l’era portata via il Covid, lo scorso anno è stato un infortunio al polpaccio, mentre quest’anno Iga Swiatek. Non erano pochi coloro che pensavano fosse giusto assegnare ad Halep l’onore di aprire il programma del primo martedì di Wimbledon.

 

Simona ha accettato la decisione degli organizzatori senza battere ciglio. Poi è scesa in campo e ha messo in fila: Muchová, Flipkens, Fręch e Badosa. Ma sono stati mesi duri per Halep ““È stato l’anno più difficile della mia vitaha detto del suo 2021. Il ritiro sembrava un porto sicuro per non essere travolta dalla tempesta. Poi il cambio di allenatore, l’arrivo del guru Mouratoglou che l’ha aiutata a credere in se stessa, a darle la possibilità di realizzare i suoi sogni: “Mi ha dato quella fiducia che possa ancora essere in cima, ma questo non significa che accadrà. Devo solo darmi la possibilità di dare il massimo e vedremo, sono rilassata in entrambi i casi, ma sono motivata a farlo“.

E poi la vita restituisce sempre, a Simona ha restituito il suo agognato centrale ieri contro Paula Badosa. Si è trattato di un assolo della rumena che alla spagnola n.4 del ranking ha concesso solo 3 game. Una prova di forza su un palcoscenico che aspettava da tre anni; quanta vita trascorsa da allora, quante cose le sono capitate. Ora secondo gli addetti è lei la favorita per il torneo, e anche per le maggiori agenzie di scommesse. Intanto c’è da giocare un quarto di finale contro Anisimova: sarà il quinto quarto di finale giocato a Wimbledon, terza tra le tenniste in attività dietro alle sorelle Williams, il sedicesimo a livello major. Il match sarà complicato, ma le due si sono affrontate poche settimane fa a Birmingham e la romena rifilò all’americana un 6-2 6-1. “Sarà un match complicato rispetto a quello – si schermisce Halep -. Mi concentro su me stessa, l’obiettivo è replicare il livello di gioco visto contro la Badosa. Sono pronta e carica“. Anisimova e le altre sono avvisate: Simona Halep sembra tornata al suo top della forma. E per le avversarie non è una bella notizia.

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ATP Ranking: Djokovic di nuovo sul trono. Alcaraz e Tsitsipas completano il podio

Berrettini esce dai primi venti del mondo, Musetti sale al best ranking di n.18 e diventa il secondo miglior azzurro

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

In attesa che l’Arcivescovo di Canterbury il prossimo 6 maggio a Londra ponga la corona in capo a  Re Carlo III e consorte, il tennis maschile a Melbourne ha incoronato il proprio re, che non è certo un volto nuovo. Novak 374: tante sono le settimane passate in testa alla classifica ATP da Djokovic inclusa la presente, ancora quattro settimane e anche il record assoluto detenuto da un bipede terrestre – Steffi Graf – sarà superato. E complimenti a Enzo Couacaud, l’unico in grado di strappargli un set nel corso della sua trionfale campagna australiana. Il primo slam della stagione ha determinato un terremoto nelle prime venti posizioni, anche per quanto riguarda i principali tennisti italiani.

La classifica ATP aggiornata e commentata, con le prime 20 posizioni, la situazione degli italiani e la Race to Torino, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

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WTA Ranking: Sabalenka ritorna n.2, Rybakina finalmente in top 10

Le due protagoniste della finale degli Australian Open sono tra le atlete in maggior progresso nella classifica rilasciata dalla WTA dopo il primo slam dell’anno. Ritornano in top20 due vecchie glorie: Victoria Azarenka e Karolina Pliskova. Male le italiane: guadagna posizioni solo Lucrezia Stefanini

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)
Elena Rybakina - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

Alla fine, ce l’ha fatta. Aryna Sabalenka era attesa da tempo alla vittoria in una prova dello slam e il trionfo in Australia non può essere considerato una completa sorpresa. Già vincitrice di due Major, ma in doppio (US Open 2019 e Australian Open 2022, entrambi in coppia con Elise Mertens), la bielorussa arrivava dal trionfo nel torneo di Adelaide International 1 e, precedentemente, dalla finale persa con Caroline Garcia alle Finals di Fort Worth. Una crescita di risultati e un miglioramento sia tecnico sia di mentalità che l’hanno portata alla vittoria più importante della sua carriera contro la campionessa in carica di Wimbledon, Elena Rybakina, e a riprendersi il n.2 del ranking. Può ambire al trono della regina Iga Swiatek? La polacca è ancora saldamente al comando ma ricordiamoci che dovrà difendere da ora fino a Wimbledon una sequenza di risultati impressionante e che sarà quasi impossibile riconfermare in toto. E a settembre scadranno anche i punti del titolo a New York. La classifica di oggi certifica anche l’ingresso in top10 di Elena Rybakina, finalmente in posizioni più appropriate alla sua classe. La kazaka, con la finale a Melbourne, dimostra che la vittoria ai Championships non è stata casuale e che bisognerà fare i conti anche con lei nei prossimi slam. Andiamo a vedere come è cambiata la classifica di oggi 30 gennaio 2023.

La classifica WTA aggiornata e commentata, con le prime 50 posizioni, la situazione delle italiane e la Race to WTA Finals, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

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I tempi sono cambiati? Ecco alcune statistiche sui neo campioni slam

Quanto è difficile per le nuove leve affermarsi nell’epoca dei Djokovic e Nadal? In passato lo era altrettanto? Negli ultimi otto anni solo 3 nuovi campioni slam: Thiem, Medvedev e Alcaraz

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Novak Djokovic, dopo la vittoria schiacciante su Stefanos Tsitsipas, è arrivato a quota 10 Australian Open vinti. L’unico altro giocatore in doppia cifra per quanto riguarda i titoli di un singolo major è ovviamente Rafael Nadal, con la bellezza di 14 Roland Garros.

Molte delle nuove leve, le cosiddette Next Gen, hanno dovute fare i conti con l’era dei Big Three – adesso Big Two – misurandosi con loro nelle prove dello slam venendo, tranne rari casi, puntualmente respinti. Per ogni Carlos Alcaraz, c’è un Grigor Dimitrov che non ce l’ha fatta. È a questo punto interessante prendere in esame le varie decadi di gioco e stabilire se anche in passato le nuove generazioni abbiano faticato tanto ad affermarsi ai vertici del tennis mondiale. Ad esempio tra il 1978 e il 2000 ben 25 giocatori hanno vinto il loro primo slam; mentre dal 2000 al 2023 sono 17, di cui ben 7 dal 2001 al 2003 (Ivanisevic, Hewitt, Johansson, Costa, Ferrero, Federer, Roddick). Ci sono stati anche annate in cui non si è assistito a nuovi vincitori. Quali? 80; 85; 88; 94 e 99.

Tennisi che hanno vinto il loro primo slam tra il 1978 e il 2000:

 
  • 78: Gerulaitis (AO, 23 anni)
  • 79: McEnroe (US, 20)
  • 80: –
  • 81: Teacher (AO, 26)
  • 82: Kriek (AO), 23), Wilander (RG, 17)
  • 83: Noah (RG, 23)
  • 84: Lendl (RG, 24)
  • 85: Edberg (AO, 19), Becker (W, 17)
  • 86:
  • 87: Cash (W, 22)
  • 88: –
  • 89: Chang (RG, 17)
  • 90: Gomez (RG, 30), Sampras (US, 19)
  • 91: Courier (RG, 20), Stitch (W, 22)
  • 92: Agassi (W, 22)
  • 93: Bruguera (RG, 22)
  • 94: –
  • 95: Muster (RG, 27)
  • 96: Kafelnikov (RG 22), Kraijcek (W, 24)
  • 97: Kuerten (RG, 20), Rafter (US, 24)
  • 98: Korda (AO, 30), Moya (RG, 21)
  • 99: –
  • 00: Safin (US, 20)

L’età media dei neo vincitori slam dal 1978 al 2000 è di 22.16. Mentre quella che va dal 2000 al 2023 è di 23.53, poco più alta. Di questi ben 7 avevano meno di vent’anni (Wilander, Becker, Chang 17; Edberg, Sampras, Nadal, Alcaraz 19). Dal 1978 al 2000 i quattro più “vecchi” vincitori slam sono stati: Teacher (26); Muster (27); Gomez (30) e Korda (30). Dal 2000 a oggi invece: Gaudio, Murray, Cilic, Medvedev tutti a 25 anni; Johansson e Costa a 26; poi c’è Thiem a 27, Wawrinka a 28 e infine Ivanisevic a 29 anni suonati.

Tennisi che hanno vinto il loro primo slam tra il 2001 e il 2022:

  • 01: Ivanisevic (W, 29), Hewitt (US, 20)
  • 02: T. Johansson (AO, 26), A. Costa(RG, 26)
  • 03: Ferrero (RG 23), Federer (W 22), Roddick (US 21)
  • 04: Gaudio (RG 25)
  • 05: Nadal (RG 19)
  • 06: –
  • 07: –
  • 08: Djokovic (AO, 20)
  • 09: DelPotro (US, 20)
  • 10: –
  • 11: –
  • 12: Murray (US 25)
  • 13: –
  • 14: Wawrinka (AO 28), Cilic (US 25)
  • 15: –
  • 16: –
  • 17: –
  • 18: –
  • 19: –
  • 20: Thiem (US, 27)
  • 21: Medvedev (US, 25)
  • 22: Alcaraz (US 19)

Curioso come negli ultimi tre anni sia stato lo US Open palcoscenico preferito dei neo-campioni Slam: Thiem, Medvedev e Alcaraz infatti proprio a New York sono riusciti a centrare l’obiettivo. Per ben cinque anni di seguito – dal 2015 al 2019 – non ci sono stati vincitori slam inediti, il più lungo digiuno di sempre. Inoltre nell’anno di grazia 2003 ci sono stati 3 nuovi vincitori slam nello stesso anno (Ferrero, Federer, e Roddick). L’ultima volta risale al 1959 (Olmedo, Pietrangeli e Fraeser).

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