ATP Kitzbuhel: Sonego lotta ma la crisi è ancora profonda, vince Andujar. Avanti anche Thiem

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ATP Kitzbuhel: Sonego lotta ma la crisi è ancora profonda, vince Andujar. Avanti anche Thiem

La tds n. 9 si consegna al tie-break finale, dopo aver sciupato due break di vantaggio nel terzo set. Al prossimo turno per lo spagnolo, ci sarà il 20enne di casa Filip Misolic

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
 
 

P. Andujar b. [9] L. Sonego 6-4 3-6 7-6(4)

Il veterano castigliano Pablo Andujar dà continuità alla finale ottenuta la scorsa settimana in Romania al Challenger di Iasi, dove si è arreso al brasiliano Meligeni Alves, imponendosi al primo turno del Generali Open di Kitzbuhel per 6-4 3-6 7-6(4) dopo quasi tre ore di partita sulla tds n. 9conseguenza dovuta al tabellone rivoluzionato per via dei ritiri di Ruud e Berrettini – Lorenzo Sonego. L’aria del Tirolo austriaco non riesce a trasferire nuova linfa al torinese, che incorre nella quarta sconfitta consecutiva. Eppure nell’edizione 2019 del torneo aveva dimostrato di trovarsi particolarmente a suo agio su questi campi spingendosi sino alla semifinale, nella quale avrebbe ceduto il passo al padrone di casa Dominic Thiem.

Lungo il percorso di tre anni fà eliminò proprio due spagnoli, Roberto Carballes Baena e Fernando Verdasco. Mentre quest’oggi non è stato in grado di rinverdire tale tradizione a lui favorevole, contro un avversario che è situato in classifica ben 40 posizioni dietro di lui. Il 36enne di Cuenca torna quindi al successo nel circuito principale, dopo 6 ko in fila tra Barcellona e Wimbledon frutto anche dei tanti problemi fisici accusati nell’ultimo periodo, suo vero tallone d’Achille da quando è attivo nel Tour. Tre gli H2H, si erano affrontati per la prima volta in assoluto nel 2018, scontro andato in scena nella semifinale del Challenger di Firenze con vittoria del n. 98 delle classifiche. Nel 2019 l’italiano pareggiò i conti nel ‘250’ di Cordoba, infine sempre in quella stessa stagione il confronto più prestigioso al 2°T dello Us Open. Match portato a casa in tre set da Andujar, che poi avrebbe raggiunto gli ottavi ottenendo il miglior risultato della carriera nei tornei del Grande Slam. L’iberico si scontrerà al secondo round con il n. 205 ATP Filip Misolic.

 

IL MATCH – L’incontro comincia con qualche minuto di ritardo, poiché a causa della pioggia che si è abbattuta sulla città austriaca nella prima mattinata i due giocatori non hanno potuto effettuare il classico warm up nelle ore precedenti alla sfida, per cui il riscaldamento invece che durare i canonici 5 minuti viene prolungato esattamente per il doppio del tempo rispetto alle tradizionali tempistiche.

Al primo cambio campo Sonego guida 2-1, entrambi i protagonisti sono partiti molto centrati al servizio lasciando soltanto un quindici a testa nel loro primo turno di battuta. Il torinese, successivamente, si complica un po’ la vita nel terzo game dopo aver spedito in corridoio un diritto, ma sul 30-30 ne viene fuori alla grande affidandosi allo schema principale del suo tennis: prima di servizio, seguita dal dritto pesante. Sia l’azzurro che Andujar riescono ad indovinare qualche ottima risposta trovando profondità e non dando angolo, attraverso ribattute centrali nei piedi dell’avversario per punire un’eventuale lentezza del battitore nel preparare l’esecuzione in uscita dal servizio, ma nessuno dei due riesce ad infilarle in modo consecutivo per mettere realmente pressione.

Nel quinto gioco però il n. 58 del mondo s’inceppa nuovamente dal lato destro commettendo altri due gratuiti, il secondo propiziato anche da un’efficacie risposta iberica e così il 36enne di Cuenca trova il primo break del match, sigillato dal doppio fallo del piemontese. Lorenzo è però bravissimo a non abbattersi, certamente un’impresa non semplice per l’italiano dato il suo momento negativo, e a reagire subito ristabilendo immediatamente la parità anche grazie alla ricerca di alcune variazioni dallo spartito primario, come la discesa a rete in controtempo. Lo spirito, dunque, è quello di sempre purtroppo però non lo sono i colpi: l’ex n. 21 del ranking infatti inanella una nuova sequenza di gratuiti con il diritto perdendo per la seconda volta di fila il proprio turno di battuta.

Un rammarico ulteriore, per questo vantaggio riconsegnato prontamente nelle mani del veterano castigliano, è dato dal fatto che Sonego si era portato sul 40-15 prima di soccombere a causa di un filotto di quattro punti in favore di Pablo. Dispiace per Sonny perché aveva anche approcciato nel modo migliore all’incontro, con le sue armi che sembravano in grandissimo spolvero. Poi però come era abbastanza fisiologico prevedere, quando manca la fiducia, alla prime difficoltà si è aperto un vero cratere nel tennis del torinese, inserendo la tds n. 9 in una spirale di sensazioni che gli hanno tolto ulteriore consapevolezza nei propri mezzi. L’atteggiamento, come detto, è però inappuntabile e per certi versi anche la lucidità tattica non sta mancando, visto che Lorenzo ha capito perfettamente che in questo stato di forma non può permettersi minimamente di farsi ingabbiare nel palleggio prolungato.

L’ex. 32 del ranking infatti, nonostante l’età avanzata, contro questa versione dell’azzurro è nettamente superiore negli scambi lunghi essendo il classico regolarista da terra dotato di grande consistenza ed intelligenza tattica. L’unica possibilità per il 27enne di cuore granata è alternare costantemente tipologia di colpi, altezza e velocità; cercando poi di affondare con un’esecuzione definitiva appena gli si presenta l’occasione. Chiaramente questa strategia per essere messa in campo alla perfezione presuppone grande precisione, ma purtroppo per ora le misure del rettangolo di gioco non sono state ancora registrate da Sonego. Perciò il nativo di Cuenca può chiudere facilmente il primo parziale, dopo 44 minuti per 6-4. Per fortuna arriva puntuale l’aiutino del classe ’86 in apertura di secondo set, Pablo è infatti vittima di un passaggio a vuoto piuttosto grave; manda sul 2-0 l’allievo di Gipo Arbino facendosi strappare il servizio addirittura 0, con l’ultimo punto che testimonia perfettamente il blackout iberico: goffo errore al volo con la palla scaraventata in rete.

A questo punto l’alfiere italico si carica, rinvigorisce il suo gioco e trovando anche alcuni vincenti di rovescio vola rapidamente sul 3-0. Dall’altra parte si è invece totalmente spento il n. 98 ATP, sembrerebbe in debito di ossigeno visto che prova ad accorciare gli scambi venendo avanti, sono però offensive senza molta convinzione e alquanto insensate rispetto alle sue caratteristiche tecniche. Finalmente ora Lorenzo ha trovato un pò di continuità e ritmo in risposta, dopo che Andujar era riuscito – a parte l’unico game in cui aveva perso il servizio – a tenere con grande tranquillità nella prima frazione tutti i propri turni di battuta nonostante un numero elevato di seconde. Il tennista nato nella città sabauda va vicinissimo al doppio break di vantaggio trovandosi sul 3-1, 15-30.

Qui in qualche modo l’esperto spagnolo riesce a venirne capo ai vantaggi, mentre in seguito ci si mette anche la cattiva sorte contro l’azzurro. Il campo infatti non è in perfette condizioni, tant’è che già nella pausa tra i due parziali la giudice di sedia era andata a verificare personalmente la tenuta del mattone tritato. Nel quinto game però Sonny perde gli appoggi rischiando seriamente di farsi male e allora c’è bisogno di un’interruzione per permettere che la porzione di campo interessata – appena oltre la linea fondo – venga sistemata. Questa sospensione tuttavia avviene quando il tennista italiano stava per fronteggiare la seconda palla – sulla prima si era ben salvato con un’ottima seconda – del conto-break, alla ripresa Lorenzo sbaglia e la racchetta viene prima scagliata a terra e poi presa a calci. Lo scoramento del n. 58 è evidente, anche perché come era accaduto per lo strappo decisivo del primo set l’azzurro si è fatto rimontare dal 40-15. Pablo non si fa pregare e piazza l’aggancio, dalla panchina nostrana Volandri e Rianna provano a sostenere Lorenzo ma il n. 4 d’Italia continua a sbagliare troppo di diritto.

Tutto sembra apparecchiato per una rapida conclusione del match, sennonché il castigliano torna ad elargire un sostegno a cui far aggrappare l’italiano, il quale stava affogando nelle incertezze e nella rabbia: sul 3-4, al servizio e avanti 40-15, lo spagnolo fà e disfa e dopo aver sprecato altre due chance di 4-4 concede al primo tentativo il nuovo allungo italico. Sonego rimesso in corsa ancora una volta, ritrova la sua verve agonistica e mette in ghiaccio la frazione per 6-3 dopo 51 minuti di durata, con un vincente pazzesco che va di diritto nella classifica dei migliori colpi dell’anno: bolide dalle fioriere di puro polso a velocità sovraumana. Il momento di rottura dell’iberico prosegue anche nel terzo set, al contrario di un Sonego sempre più in palla. Il risultato che ne consegue è un doppio break di vantaggio, 4-0, con il campo che per Andujar si rimpicciolisce progressivamente e che per Sonny invece si trasforma in un oceano. Come ben sappiamo però quando la forma non è delle migliori, basta un’inezia per compromettere anche un vantaggio che all’apparenza potrebbe sembrare inscalfibile: Pablo si scuote, al contempo il nostro si distrae e restituisce uno dei due break. Sul 5-4 Sonego completa la frittata con due doppi falli finali, non riuscendo così a porre fine alla contesa; ma grazie alla sua caparbietà raggranella le ultime energie e si guadagna due possibilità per servire una seconda volta per il match. Ora però il dritto dell’iberico martella a dovere e quindi si arriva tie-break, Pablo si porta sul 4-2 per poi chiudere 7 punti a 4 al secondo match ball. La crisi di Sonego è senza fine.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI KITZBUHEL

GLI ALTRI MATCH (Giovanni Pelazzo) – La partita che tutti aspettavano con ansia era il ritorno in patria di Dominic Thiem, che prosegue nella ricerca della forma migliore. L’austriaco, in gara grazie al ranking protetto, si sbarazza facilmente del lucky loser russo Alexander Shevchenko, battuto 6-4 6-2. Buona prova in generale per l’ex numero 3 del mondo, che si procura ben 13 palle break (sfruttandone 4) e continua nel suo buon momento di forma.

Al prossimo turno sarà derby biancorosso con Sebastian Ofner, numero 235 del mondo che firma la sorpresa di giornata eliminando in rimonta Richard Gasquet. Il francese, testa di serie numero 10, non ha problemi nel primo set, ma perde secondo e terzo alla distanza e in modo piuttosto simile, non sfruttando un break di vantaggio e perdendo la battuta nel dodicesimo game. Finisce 1-6 7-5 7-5 per Ofner, che centra la prima vittoria ATP dell’anno. Il terzo austriaco impegnato oggi, Gerald Melzer, è invece costretto al ritiro contro Yannick Hanfmann, sul punteggio di 6-4 1-1 in favore del tedesco, che al secondo turno affronterà Tallon Griekspoor.

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ATP Metz: Bublik si perde dopo un set, Sonego vince il primo titolo del suo 2022

Prestazione impeccabile di Lorenzo, a fronte di un solo set realmente giocato dal kazako. Prima vittoria del complicato anno per il torinese

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Lorenzo Sonego - ATP Metz 2022 (Twitter - @atptour)

L. Sonego b. [7] A. Bublik 7-6(3) 6-2

Ancora una volta il cemento indoor potrebbe rivelarsi un crocevia importante per le sorti di Lorenzo Sonego. La finale a Vienna nel 2020, seppur persa, lanciò quel 2021 da sogno per il torinese, la sua miglior stagione in carriera. Oggi, a Metz, le cose sono andate ancora meglio, dato che la vittoria su Alexander Bublik (andando sul 4-0 negli scontri diretti) ha reso Lorenzo il primo italiano nella storia a vincere il Moselle Open, torneo indoor con nomi di un certo rilievo che hanno preceduto il nostro nell’albo d’oro. Dopo un pessimo 2022, dove questa è stata la prima settimana in cui Sonego ha vinto quattro partite di fila, finalmente può sorridere, con il primo titolo che può riscattare, e addolcire, il finale di un’annata per larghi tratti da dimenticare. Da dimenticare certamente anche la prestazione di Bublik, che dopo un ottimo primo set, in cui non ha però saputo strappare il ritmo a Sonego, si è arenato nel secondo set, preda delle proprie lune, senza riuscire più a far nulla se non crollare e regalare un po’ di esibizione. Sesta finale su sette persa (con l’unico titolo vinto a Montpellier battendo Zverev) per il kazako, che da domani sarà n.41 al mondo. Terza affermazione su cinque invece per Sonego, senza perdere neanche un set tra l’altro, e 20 posizioni scalate nel ranking, dove raggiungerà il n.45 (a meno che Marcos Giron non vinca il San Diego Open: in tal caso sarà n. 46).

Il match – la partita prosegue sul binario dei turni di battuta, con entrambi che stanno servendo benissimo, ma nessuno riesce a compiere il salto di qualità in risposta. Vi si avvicina Bublik per primo, giocando un quinto game in spinta e riuscendo a prendere in mano lo scambio accelerando e variando, la cosa che Sonego non deve concedergli; quest’ultimo, da parte sua, è impeccabile nel risalire dallo 0-40 e vincere 5 punti di fila, con molta lucidità e ancora chiamando a sé l’amato servizio. Il kazako veleggia senza problemi nei propri game di battuta, anche per qualche difficoltà del torinese in risposta, che non sempre riesce a trovare il suo proverbiale dritto come vorrebbe. Nel decimo game arriva la prima palla break per Sonego, nonché set point: finalmente Lorenzo incide da fondo, allargando qualche piccola crepa di Bublik e andando ad un passo dal primo parziale, ma il n.7 del seeding oggi sembra con la luna giusta, e la annulla con lo schema palla corta e passante da mano ben educata. Nonostante le buone cose finora mostrate da entrambi, nel tie-break è il piemontese ad alzare nettamente il proprio livello, rispondendo molto meglio e lottando come sa in difesa, oltre ad essere molto più propositivo in attacco, senza soffrire neanche le imponenti buttate del kazako, e andando così a vincere 7 punti a 3 con il set point proprio in risposta, giocato con aggressività e coraggio.

Inizia invece subito con il botto il secondo parziale, con un Sonego in piena fiducia che arriva ovunque e ha un atteggiamento non solo offensivo, ma anche decisamente positivo, approfittando invece di un Bublik un po’ nervoso e non impeccabile come negli altri game di battuta, per andare a mettere a segno un immediato break nel terzo gioco. Sembra ormai aver decisamente staccato la spina il kazako (anche a causa di una piccola polemica nel game del break con il giudice di sedia), che gioca un quinto game tra luci e ombre fino alla palla break…dove invece di chiudere colpisce con il manico, permettendo un facile punto a Sonego per andare avanti di due break, sempre rimanendo concentrato e gestendo bene le proprie energie, arrivando ovunque in difesa. I game finali sono una compilation, a tratti forse anche malinconica, dei demoni di Bublik, che alterna insensati errori e scelte a dir poco rivedibili a colpi da lasciar senza fiato, che sono però solo il contesto di una vittoria strameritata per Lorenzo, che ha giocato una grande settimana. “Ho migliorato il mio tennis giorno dopo giorno“, dice a caldo il torinese, “ora sono molto emozionato. Provo grande emozione dopo un anno complicato, e voglio solo godermi il momento adesso“. Parole semplici, felici, di un ragazzo che dopo un anno complicatissimo, in cui è continuamente scivolato verso il basso per carenza di risultati, può finalmente tornare a sorridere, con il terzo titolo sulla terza superficie diversa (erba ad Antalya, terra battuta a Cagliari).

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ATP250 Tel Aviv: Djokovic guida il tabellone

Il serbo stella assoluta del torneo israeliano. Al via anche Cilic, Schwartzman e Cressy. Tre italiani nelle quali

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

Il grande tennis ritorna ad Israele. Complice la cancellazione dei tornei cinesi che ha liberato alcuni slot in calendario, Tel Aviv ha l’opportunità di riaffacciarsi nuovamente nel tennis che conta. Da lunedì 26 settembre sino al 2 ottobre andrà, infatti, in scena il Tel Aviv Watergen Open, torneo ATP 250 che si svolgerà sui campi in cemento della cittadina situata sulla costa del Mar Mediterraneo.

Il torneo israeliano è stato parte del circuito sino al 1996 e detiene il record a livello ATP per il più giovane finalista, Aaron Krickstein nel 1983, a soli 16 anni e 2 mesi. Ad illuminare l’edizione 2022 del torneo di Tel Aviv, sarà la presenza di Novak Djokovic, che conclusa la Laver Cup prenderà un volo per Israele dove giocherà oltre che in singolo, da testa di serie numero 1, anche in doppio a fianco del tennista locale Jonathan Erlich.

Djokovic, che usufruirà di un bye al primo turno, esordirà con il vincente del match tra il brasiliano Monteiro e lo spagnolo Andujar, prima di incrociare nell’ipotetico quarto l’olandese Griekspoor.

 

Nella parte alta l’altra testa di serie omaggiata di un bye è l’argentino Diego Schwartzman. Il “Peque” protagonista in negativo sia in Davis in quel di Bologna sia in Laver Cup, farà il suo esordio con uno tra il francese Rinderknech e un qualificato. Nel suo stesso quarto anche la testa di serie numero 6, il russo Karatsev.

Nella parte bassa con la testa di serie numero 2 troviamo il semifinalista del Roland Garros 2022 Marin Cilic, che giocherà al secondo turno contro uno tra Dominic Thiem, in gara grazie ad una wild card, e il serbo Laslo Djere. Nella stessa porzione di tabellone del croato si trova la testa di serie numero 5 l’olandese Van de Zandschulp.

Ultima testa di serie destinataria di un bye è l’amante del serve&volley Maxime Cressy, che potrebbe esordire in Israele in un derby tutt’altro che banale con Korda, oppure con un qualificato.

Nessun italiano è presente nel main draw, mentre tre di loro sono a caccia del pass per il tabellone principale attraverso le qualificazioni. Nardi (143) esordirà col russo Chepelev (348) per sfidare in caso di successo il vincente della sfida tra la wild card israeliana Leshem (443 del ranking) e Lorenzo Giustino (246 ATP). Subito fuori Roberto Marcora sconfitto in due set dal britannico Broady.

IL TABELLONE COMPLETO DEL ATP 250 DI TEL AVIV

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Laver Cup: Berrettini/Djokovic travolgenti, poi Nole arringa la folla: “C’è sempre una piccola speranza che Roger possa tornare”

Matteo e Novak mostrano una grande alchimia in campo, trionfando in un doppio comunque spettacolare. Al Team Europe, domani, basteranno due vittorie per il quinto sigillo

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Europa – Resto del Mondo 8-4

M. Berrettini / N. Djokovic (EUR) b. A. De Minaur / J. Sock (WOR) 7-5 6-2

Si conclude amaramente la seconda giornata della Laver Cup 2022 per il Team World, dopo che per la prima volta in cinque edizioni della competizione la squadra capitanata da John McEnroe era riuscita a chiudere il primo giorno di gare in pareggio grazie a due vittorie arrivate nella sessione serale; proprio con i due match in prime time della O2 Arena entrambi appannaggio del Team Europe. Novak Djokovic, ritornato a disputare un incontro ufficiale dopo oltre due mesi dal settimo Wimbledon messo in saccoccia, è sembrato non essere stato ai box per così tanto tempo. Una versione tirata a lucido del campione serbo, è andata di corsa nel singolare contro Tiafoe per poi ripresentarsi al fianco di Matteo Berrettini per il doppio conclusivo.

 

I due protagonisti, nonostante non avessero mai giocato assieme e pur non essendo fruitori abituali del circuito di specialità – basti pensare che Nole non prendeva parte ad una partita di doppio dalle finali novembrine di Madrid della scorsa edizione della Coppa Davis, in semifinale perse il rubber decisivo in coppia con Krajinovic al cospetto di Mektic/Pavic. Mentre Matteo quest’anno era stato impegnato soltanto tre volte nel tennis di specialità, ad inizio stagione, in ATP Cup due volte con Sinner ed una con Bolelli racimolando però un solo successo -, hanno dimostrato di trovarsi a proprio agio nel giocare uno vicino all’altro. Una sinergia dovuta anche alle loro caratteristiche tecniche, che ben si completano in un gioco di squadra: la robustezza da fondo della leggenda di Belgrado, e la puntuale copertura della rete dell’italiano; la risposta di Djokovic e il servizio di Matteo. Un’abbinamento riuscito anche grazie alla complicità fuori dal campo, Novak aveva già scherzato, nell’intervista a caldo, dopo il suo primo impegno di serata affermando: “Non vedo l’ora di poter parlare in italiano“. Per Berrettini questa non era però la prima esperienza in assoluto in un match di doppio nella Laver Cup, l’anno scorso al suo esordio nella manifestazione giocò in prima giornata insieme a Zverev perdendo da Isner/Shapovalov.

Bisogna comunque sottolineare, che probabilmente la scelta di Alex De Minaur non sia stata la più corretta: l’australiano è stato di gran lunga l’anello debole del duo “rosso”. Ovviamente schierarlo questa sera era un premio per aver portato a casa ieri il punto contro Murray, tuttavia un compagno diverso forse avrebbe stimolato maggiormente un Jack Sock troppo spesso a corrente alternata. Per il doppista di punta di questo evento, infatti, si tratta solamente del terzo ko in doppio in 13 partite disputate. Europei avanti 8 a 4, e nella giornata finale agli uomini di Bjorn Borg basteranno due affermazioni – domani ogni singolo incontro varrà tre punti, la soglia per la vittoria è 13 – per mettere le mani sul quinto trofeo consecutivo e lasciare ancora a bocca asciutta il Resto Del Mondo.

IL MATCH – Il Team Europe decide di schierarsi con Djokovic a destra e Berrettini a sinistra, per dare la possibilità ad entrambi di potersi affidare al loro colpo migliore da fondo nella copertura della zona centrale del campo, la frazione nevralgica del rettangolo di gioco nella maggior parte delle soluzioni che vengono adottate in doppio. Gli “azzurri” si mixano molto bene, con il dirompente servizio del tennista romano e l’eccezionale capacità di ribattere del “muro” serbo. Nole e Matteo, pur essendo poco avvezzi alla specialità, partono alla grande centrando immediatamente il break nel secondo game: strappo che arriva agli albori della partita anche grazie ad un disastroso turno alla battuta di De Minaur. L’australiano si dimentica la prima negli spogliatoi, mentre Robo Novak innalza fin da subito i giri del motore in risposta. Il 21 volte campione Slam, come è accaduto anche nel singolare, mette in mostra già nel primo quindici utile la sua straordinaria abilità nel leggere il servizio altrui e così il povero Alex, nelle successive occasioni, è costretto a forzare la seconda inciampando in un sanguinoso doppio fallo che dà il là all’allungo dei ragazzi di Borg con un parziale di 12 punti a 3, valevole per il 3-0.

Demon è certamente il giocatore maggiormente in difficoltà sul campo, ma la situazione per il duo Aussie-Usa si complica ancora di più perché anche Sock inizia a sbagliare qualcosa di troppo. Il tennis del 30enne di Lincoln lo si conosce bene, è estremamente rischioso e quindi basta poco per inceppare il meccanismo: il campione di Parigi Bercy 2017 è alla continua ricerca della soluzione definitiva, sia nei pressi della rete al volo che da fondo campo con il suo drittone. Ma le gambe non vanno sempre come dovrebbero, e quindi molte volte arrivano errori marchiani. La tattica di Team World è dunque ben chiara, “sparare forte sull’uomo posto a protezione in avanti appena si ha l’occasione; tuttavia gli europei prendono rapidamente la rete e si muovono perfettamente all’unisono quando devono intercettare al volo le fiondate avversarie. Pian piano però i giocatori in maglia rossa, riescono a far crescere sensibilmente la loro tenuta del campo: con Alex che riesce ad abbinare alla potenza del compagno, le sue variazioni. Ebbene, ecco che quindi si materializzano le prime difficoltà anche per Berrettini e Djokovic, con l’ex n. 1 del mondo che offre la prima palla break dell’intero match alla squadra proveniente dal Resto del Mondo, complice un doppio fallo. Matteo e Nole però si salvano da campionissimi, prima con Berretto che contiene al volo le sbracciate di Sock e poi con il 35enne di Belgrado che sigilla il 5-2 attraverso un portentoso dritto tirato addosso a De Minaur. Capitan McEnroe tuttavia vede i suoi che non riescono ad uscire totalmente dalle sabbie mobili di un primo set per loro veramente molto complesso: nell’ottavo game i soliti problemi di smash del giocatore aussie, con lo statunitense che gli va dietro andando fuori giri in più di una circostanza portano l’Europa ad issarsi a set point.

Jack e Alex si salvano in qualche modo, e addirittura risollevano il morale di John rientrando clamorosamente in partita. Giunge, perfino a 0, il contro-break proprio quando il tennista italiano serviva per mettere in cassaforte il parziale: Djokovic è troppo statico, Matteo toppa incredibilmente uno smash ed è 5-4. I compagni di squadra di Re Roger non ci stanno e reagiscono veementemente, The Hammer si esalta al volo mentre Novak è solidissimo dietro: sul 30-30 però manca ancora il killer instinct alla squadra di casa, il dritto del sette volte vincitore di Wimbledon è eccessivamente affrettato. I due finalisti sui prati dei Championships 2021 stanno certamente disputando un doppio nel complesso migliore rispetto ai loro avversari, sia per qualità generale del loro tennis che per le possibilità che si sono creati: arriva un altro 30-30, grazie anche ad un nastro “fortunello”. Poi però soltanto grandi meriti per Berrettini e Djokovic: il “nostro” comanda meravigliosamente con lo sventaglio muovendo Sock per poi scaraventare lo schiaffo al volo. Secondo set ball, e allora ci pensa Nole esibendosi in uno spettacolare recupero spalle alla rete mediante un uso magistrale del polso a porre fine al parziale: 7-5 Team Europe in 50 minuti di gioco.

Nel secondo set, l’equilibrio si rompe nel terzo game quando sul 30-30, con l’americano al servizio, Berrettini alza un provvidenziale lob e ancora una volta ritorna l’incubo smash a tormentare il 23enne di Sydney, che manda largo il colpo. Il dritto affossato in rete da parte del bronzo olimpico in doppio a Rio 2016, fa il resto: un 3-1 che presto diventa 4-1 con Berretto che mette a referto il suo terzo turno di servizio senza concedere punti. Gli europei ora giocano sulle nuvole, al contrario si spengono fragorosamente gli avversari: emblematico il dritto in rete colpito in salto da Sock, un ghirigoro inutile che gli è costato il punto. Matteo è attentissimo a rete, Novak impenetrabile dalla linea di fondo: suggellato un secondo break nella frazione che vale il 6-2 in 33 minuti (un’ora e ventitre la durata complessiva del match) . Europa conduce 8-4 sul Resto Del Mondo.

LE PAROLE A CALDO DEI VINCITORI

DJOKOVIC: “Per prima cosa, mi sono divertito un sacco. Non gioco spesso il doppio, è un gioco diverso dal punto di vista tattico. Ti devi posizionare anche in modo diverso in risposta. Devi comunque aver fiducia nel tuo compagno e trovare la strategia che va bene ad entrambi, il campo è più grande. Sono molto felice, Matteo mi ha aiutato tantissimo: ha uno dei migliori servizi del mondo. L’avvio della giornata è stato perfetto, due su due con singolo e doppio. Non potevano chiedere di meglio per la squadra europea.

Sulla domanda riguardante che significato abbia giocare questo evento davanti a Rod Laver, Djokovic replica per poi concludere lanciando la bomba sull’incredibile come-back: “Il signor Rod Laver è uno de più grandi di sempre ad ver preso una racchetta in mano. Per me è un onore giocare davanti a lui ogni singola volta che mi capita, mi è successo parecchie volte in Australia. Il maggiore privilegio è stato ricevere il trofeo dell’Australian Open da lui, dalle sue mani. Apprezziamo tutto quello che ha fatto per dare il suo contributo al nostro sport. La storia del tennis è molto importante. Dove siamo adesso, anche a livello globale è per merito suo. Grazie ancora una volta Mister Laver per essere qui. Questa competizione è l’unica in cui puoi avere i rivali di una vita come compagni di squadra ed è per questo che ci divertiamo così tanto. Ci godiamo ogni singolo momento sia dentro che fuori dal campo, soprattutto quest’anno con noi quattro: Andy, Roger, Rafa e io insieme è un’esperienza unica. Infine voglio dire che c’è sempre una piccola speranza che Roger possa tornare e giocare ancora una volta. Fatevi sentire“.

BERRETTINI: “Parla meglio di me l’italiano (sorriso generale, ndr). Gli ho chiesto parliamo in inglese o in italiano, e lui mi ha detto italiano. Per cui mi sentivo a casa. Spero non abbia capito le mie parolacce. E’ stato un grande onore per me giocare insieme a lui, nello stesso lato del campo. L’ho affrontato diverse volte ed è durissima, è molto più facile giocare avendolo di fianco.

Il programma del DAY 3 dalle ore 13 italiane (tre punti a vittoria – tredici punti necessari per vincere)

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