ATP Cincinnati: Fritz di cuore e rovescio rimonta Rublev, un gran Coric vola sugli errori di Bautista. Facile Tsitsipas

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ATP Cincinnati: Fritz di cuore e rovescio rimonta Rublev, un gran Coric vola sugli errori di Bautista. Facile Tsitsipas

L’americano in una bella partita risale e batte il russo. Un ottimo Borna sfrutta la giornata no dello spagnolo. Tsitsipas domina un falloso Schwartzman

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Taylor Fritz – ATP Cincinnati 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)
 
 

[11] T. Fritz b. [6] A. Rublev 6-7(4) 6-2 7-5

Si decide con il break all’undicesimo gioco del terzo set la sfida tra Taylor Fritz e Andrey Rublev. È lo statunitense a operare lo strappo per poi chiudere al secondo match point con la battuta, mai ceduta in questo duello nonostante le sei palle break concesse. Alla vigilia, Frtiz sosteneva di dover “servire come ho fatto contro Kyrgios, ho bisogno di attaccare il più possibile, perché lui lo farà con me“. Entrambi nati nel 1997, entrambi con ambizioni d’alta classifica. Fritz ha ribadito che il suo obiettivo è di entrare tra i primi 10 e questa vittoria lo porta a un passo, mentre Rublev in top 10 c’è da quasi due anni, ma la sua permanenza ha i giorni contati.

IL MATCH – La prima palla break arriva nel secondo game e la guadagna Fritz con una risposta violenta; Rublev però l’annulla giocando un contropiede rischioso che non nasconde la sua audacia. Ora tocca all’americano affrontare la palla del potenziale break che viene però scongiurato con il più classico degli schemi: servizio-dritto. Rublev resiste agli assalti dello statunitense grazie alla prima di servizio che quando entra fa danni. Dal canto suo oggi Fritz colpisce molto bene di rovescio , soprattutto in risposta. Sul 4-3 il russo esce da una soluzione complicata sotto 0-30 grazie ad una seconda forzata che comunque paga. La medesima situazione si ripresenta per Rublev nel decimo game: stavolta Fritz arriva a match point ma con tre ace provvidenziali il russo rimette le cose al proprio posto. Il primo set si decide dunque al tie-break: il primo strappo lo da Rublev che si porta avanti 0-3; un doppio fallo sciagurato di Frtiz consegna poi il tie-break in mano al russo che chiude il primo set 6-7 (4).

 

Il game in apertura di secondo set lo vince Rublev in rimonta. La partita rimane molto equilibrata e aperta ad ogni imprevisto. Nel terzo game Fritz guadagna una palla break che riesce a convertire con l’ennesimo vincente di rovescio lungolinea; è il primo break della partita. L’americano si porta successivamente sul 4-1 dopo il secondo break ai danni del russo. Da segnalare un problema al gluteo per il Andrey, che lo obbliga a un medical time-out tra settimo e ottavo gioco, dopo aver annullato due set point, quantomeno per iniziare a servire nel terzo. Ma subito dopo Fritz chiude comodamente 6-2 sul suo servizio, con un altro errore, seppur ormai il set fosse già andato, di Rublev.

Ritrova la prima in questo inizio di terzo il n.8 al mondo, dote importanti di punti diretti o da chiudere con il suo classico uno-due con il dritto a seguire. Fritz si difende invece egregiamente riuscendo a tenere anche sulla devastante diagonale destra di Rublev, che sta riuscendo a trovare più spesso soluzioni violente in scambi che ora si allungano, ma senza mai assestare il colpo decisivo. Le prime chance di break del set sono a favore di Rublev nel sesto gioco, tutte e tre sprecate con degli errori da fondo, dovuti a sue colpe molto più che a meriti di Fritz. L’americano, in seguito, sale di livello proporzionalmente all’aumento della pressione, trovando un gran decimo gioco, vinto da che era 15-30, comportandosi decisamente meglio sulla diagonale del rovescio. E dimostra ampiamente subito dopo in risposta questo miglioramento, ancora incidendo con il rovescio, specie lungolinea (un’arma in più) e dominando nello scambio da fondo, arrivando così a trovare il break.

Chiude senza sudare al servizio, con una prima vincente, un’arma che ha portato punti importanti (83% di conversione), e unita al maggior coraggio da fondo mostrato regala all’americano il primo quarto di finale in carriera a Cincinnati. Ma, soprattutto, sancisce l’uscita, per la prima volta dall’ottobre del 2020, dalla top 10 di Andrey Rublev, che difendeva i punti della finale qui. Il russo ha giocato, salvo il secondo set, una buona partita, ma paga tanta discontinuità, il suo più grande limite, e un troppo ballerino 45% di punti con la seconda, che lo hanno condannato. Ora per Fritz l’obiettivo è la top 10, che potrebbe diventare realtà stesso in questo torneo, dove avrà ora Medvedev, giustiziere con una buona prestazione di Shapovalov.

(ha collaborato Matteo Beltrami)

Borna Coric – ATP Cincinnati 2022 (foto via Twitter @atptour)

B. Coric b. 6-2 6-3 [15] R. Bautista Agut

Già ieri si erano avuti i primi presentimenti, ma oggi lo si può esclamare a gran voce: “Bentornato, Borna!”. La vittoria con Nadal sarebbe potuta bastare a far capire che Borna Coric stia riabbracciando il livello a cui ci aveva abituato prima dei tanti problemi, ma la prova del 9 mostrata oggi contro Roberto Bautista Agut, che torna a regalargli un quarto di finale in un 1000 dopo più di 3 anni non lascia adito a dubbi. Ha messo in campo il suo rovescio che è una cambiale di punti, la capacità di verticalizzare, attaccare la rete se serve e un servizio irragionevole, con 16 ace a referto e 81% di conversione con la prima. Una prestazione da campione, molto convincente che, specie nel primo set comandato dall’inizio alla fine senza mai soffrire, si è mescolata ad una delle peggiori versioni di Bautista, stranamente falloso e poco continuo, che ha determinato una partita scialba, solo un po’ nel secondo ravvivata da qualche sprazzo di ciò che è davvero lo spagnolo.

Dopo il break immediato nel terzo game infatti, Borna lo conferma e veleggia tranquillo, ben presente sul rovescio e reattivo sui colpi di inizio gioco, in luogo di un Bautista che non riesce a pungere o fare meno errori. Cala però d’improvviso la percentuale di prime in campo per Borna, che sembra rallentare un po’ verso lo striscione del traguardo, forse accusando un po’ di tensione, anche grazie a un atteggiamento ora migliore di Bautista. che prova a riaccendere la partita. Peccato per lo spagnolo che prosegua però nella sua compilation di errori e non dia continuità a questa “rinascita” , sbagliando tanto addirittura sul dritto, solitamente il colpo forte, che va in bambola sugli slice senza peso del croato, che approfitta dei regali dell’avversario per chiudere con un altro break, e ritrovare la top 100. Sarà almeno n.92 del mondo, e domani tornerà a giocare un quarto di finale 1000 che manca dalla sconfitta contro Fabio Fognini a Montecarlo 2019. E l’avversario di nuovo potrebbe essere un italiano, Jannik Sinner, se non il n.7 del seeding Felix Auger-Aliassime; in ogni caso Coric sarà sfavorito nuovamente, ma ha dimostrato di saper sfruttare l’assenza di pressione questa settimana.

[4] S. Tsitsipas b. [10] D. Schwartzman 6-3 6-3

Semifinalista nelle ultime due edizioni, Stefanos Tsitsipas supera Diego Schwartzman in due set facendo valere il suo peso di palla superiore. Al Peque servirebbe una prestazione sopra la media per contrastare il n. 7 del mondo, ma purtroppo per lui non è questo il caso e Tsitsipas parte subito fortissimo, 4-0, prima di restituire uno dei due break. Nessun ulteriore grattacapo poi per Stefanos che va a prendersi la frazione confermandosi in battuta, mentre Diego ha il suo daffare per salvare la propria. Nel secondo parziale, l’equilibrio si rompe sul punteggio di 1-1, quando Schwartzman che ci mette del suo piazzando due doppi falli ed errori vari nel comprensibile tentativo di tenere il ritmo imposto dall’avversario. I problemi con il servizio argentino continuano – saranno 9 alla fine gli errori con questo fondamentale – e non va meglio nello scambio, con Diego che, comprensibilmente scorato, sbaglia anche palle comode da chiudere. Tsitsipas vola così a prendersi il quarto di finale in attesa del vincente fra Sebastian Korda e John Isner.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 Cincinnati

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ATP Napoli, in corso i lavori per la costruzione dell’Arena da 4.000 posti

Iniziati i lavori per la costruzione dell’impianto principale del torneo, l’Arena da 4000 posti. “Nonostante il maltempo di questi giorni, saremo pronti” ha dichiarato l’organizzazione

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A poco meno di un mese dall’inizio del torneo di Napoli, a cui parteciperanno tra gli altri gli azzurri Musetti, Sonego e Fognini, oltre al numero 9 del mondo Rublev, sono a buon punto i lavori per la costruzione dell’Arena da 4.000 posti sul lungomare della città partenopea: sarà l’attrazione e il cuore pulsante della Tennis Napoli Cup, torneo ATP250 in programma dal 17 al 23 ottobre (qualificazioni il 15 e il 16 ottobre). Dopo la trasformazione della superficie di tre campi del Tennis Club Napoli, da terra rossa a cemento, è partita l’operazione principale, con l’allestimento dell’Arena che rappresenta il vero e proprio fiore all’occhiello di un evento molto importante per tutto il movimento tennistico italiano e per Napoli in particolar modo, città che ha ospitato per anni un torneo Challenger e che ora si prepara al salto di categoria: “Nonostante il maltempo di questi giorni che ci sta facendo inevitabilmente soffrire – ha spiegato l’organizzatore Cosimo Napolitano – saremo pronti. Contiamo per mercoledì 12 o giovedì 13 ottobre di effettuare le tanto attese prove tennistiche”.

Passaggi obbligati, una sorta di tabella di marcia fino al grande giorno: “Si tratta di passaggi uno successivo all’altro, obbligatori per la perfetta realizzazione del campo – illustra nei particolari Cosimo Napolitano –. Si provvederà a disegnare e gettare il bordo del perimetro del campo, che poi verrà riempito con degli inerti che creeranno la base per stendere la platea di legno, con il tappetino, il cemento e la relativa resina”.

L’Arena sarà una struttura ad alta tecnologia, tutto l’impianto perimetrale del campo sarà dotato di tecnologia Led con un backdrop di due metri sul lato corto del campo centrale, come nei grandi tornei dell’ATP Tour. “Durante il challenger del 2021 a Napoli abbiamo fatto intravedere le novità che metteremo in pratica nell’ATP 250 – ha aggiunto Napolitano -, qualcosa di bello che a Napoli non si è mai visto. Ora le stiamo realizzando tutte, con l’aggiunta di effetti grafici particolari e nuovi, tutto ad altissima tecnologia”.

 

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ATP Sofia: Sinner non fa sconti a Borges e punta al tris in Bulgaria

L’altoatesino approda ai quarti nella capitale bulgara sfoderando una grande prova al servizio. “La corsa alle ATP Finals? Per ora non ci penso”

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Jannik Sinner – ATP Sofia 2022 (foto: Ivan Mrankov)

J. Sinner b. N. Borges 6-3 6-4

Lo status di top ten ritrovato e il record immacolato a Sofia attribuivano a Jannik Sinner il ruolo di grande favorito nel suo primo incrocio di sempre con Nuno Borges, 25enne portoghese attualmente al suo best ranking di n.93 ATP. E l’altoatesino ha rispettato facilmente i pronostici. L’azzurro vince in due set al suo esordio in Bulgaria, in un torneo vinto due volte (2020 e 2021) in due partecipazioni, al termine di una partita gestita in maniera chirurgica nei momenti chiave e caratterizzata da una grandiosa resa della prima palla di servizio (ben 10 aces, quasi il 90% di resa della prima palla e nessun break point concesso).

Ai quarti di finale, Jan sfiderà uno tra Verdasco e Vukic: l’obiettivo, visto un tabellone in cui sono rimaste in ballo solo due teste di serie (Musetti, numero 4 del seeding, e Rune, n.5), non può che essere quello di conquistare il tris di titoli (traguardo necessario per mantenere un posto tra i primi dieci) in un torneo che per lui resta speciale, avendo vinto qui il suo primo alloro sul circuito. Sullo sfondo c’è sempre la caccia alle ATP Finals di Torino, una caccia che per Sinner resta complicata ma ancora possibile.  

 

IL MATCH – Jannik parte subito forte e toglie il servizio all’avversario alla prima chance. Borges salva una prima palla break, poi ha due palle dell’1-1, ma è sempre il nativo di San Candido a dettare i ritmi dello scambio e alla seconda opportunità scatta 2-0. Da quel momento Sinner tiene a debita distanza il portoghese, senza concedere palle break. Solo nel settimo gioco c’è un minimo di apprensione, con Nuno che riesce a portare ai vantaggi Jannik. Borges riesce a fare male col dritto, ma è troppo poco solido sul rovescio e giocandogli sul lato sinistro Jannik porta a casa il primo set (6-3), chiuso con un ace al centro (sono 17 su 21 i punti vinti dal nostro con la prima palla fin qui).

Nel secondo set il match si scalda quando Borges va a servire sull’1-1. Qui Sinner si porta a palla break prima con una mirabile combinazione palla corta-lob e poi con un’ottima risposta ad una prima palla centrale del portoghese. Borges si salva scendendo a rete con coraggio e bravura, ma una risposta di rovescio identica alla precedente regala a Jannik la seconda palla break, trasformata picchiando forte col dritto. Jannik conferma di vivere un’ottima giornata al servizio, non dà mai all’avversario la possibilità di fabbricarsi un’occasione di contro break e di tanto in tanto strappa applausi con qualche preziosismo tra palle corte e volée. Quando Sinner va a servire per il match, Borges con un challenge azzeccato inverte una chiamata dei giudici e va 15-30, ma Jannik infila tre prime palle e chiude i discorsi.

LE PAROLE A CALDO – Così Sinner nell’intervista in campo a caldo: “Penso che oggi sia stata una partita difficile, ma ho servito molto bene soprattutto nei momenti importanti. Grazie anche al calore del pubblico. Per me qui è un posto speciale, vediamo cosa succede domani”. A Sinner viene poi chiesto se la corsa alle ATP Finals aggiunge pressione: “Ora non ci sto pensando molto, faccio del mio meglio match dopo match e poi vediamo a fine anno quale è la situazione. Ogni partita è difficile e occorre trovare le soluzioni giuste anche nelle situazioni complicate”. Sul rapporto con Sofia: “Qui ho vinto il mio primo titolo ATP, è un posto speciale per me. E poi il pubblico è molto caldo”.

Quando sono arrivato qui ho fatto un po’ di fatica ad adattarmi alle condizioni – ha detto poi Sinner nella conferenza stampa post match – non mi ricordavo fossero così gli anni passati. Le palle volavano abbastanza [Sofia è a 550 metri sul livello del mare n.d.r.], infatti ho cambiato qualcosina anche sulla tensione delle corde. Ma non è strano tutto sommato, quando si giocano tanti tornei non ci si ricorda sempre tutto. C’ è un po’ di differenza tra il centrale ed i campi di allenamento, però alla fine siamo tutti nelle stesse condizioni e mi sento abbastanza bene su questo campo”.

Dal punto di vista della preparazione fisica, abbiamo visto delle cose che possiamo far meglio, ma ci vuole un po’ di tempo per aggiustare le cose, quando ci sono nuove persone che entrano nel team. Darren [Cahill] è molto professionale perché ha tanta esperienza, e soprattutto ciò che è veramente importante è che ora il team si conosce molto bene e ora c’è tanta armonia. Quest’anno ci sono stati problemi fisici, ma alla fine il tennis è buono e anche i risultati sono stati soddisfacenti, perché in tutti i tornei tranne Miami ho sempre fatto un turno in più di quello che avevo fatto lo scorso anno.

LE ALTRE PARTITE – Prima del match di Sinner, la giornata di Sofia era stata caratterizzata dalla sconfitta a sorpresa della testa di serie numero due, Pablo Carreno Busta. Lo spagnolo numero 14 ATP è stato eliminato in tre set (6-3 3-6 6-2) dallo svizzero Marc-Andrea Huesler (n. 95 ATP), giocatore in ascesa che ha colto la sua prima vittoria contro un Top-20 quest’anno in un’ora e 44 minuti. Già raccontato della sconfitta di Lorenzo Sonego contro Holger Rune, restano da menzionare anche le vittorie del tedesco Jan-Lennard Struff contro un Ugo Humbert sempre più in disarmo (6-3 6-1) e del polacco Kamil Majchrzak su Oscar Otte (4-6 6-2 6-4). Nel torneo di doppio, intanto, vittoria per Bolelli e Fognini sulla coppia bulgara Donski-Lazarov: i due azzurri avanzano in due set (6-4 6-3).

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DELL’ATP 250 DI SOFIA

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ATP Seoul: Ruud vince all’esordio e si qualifica matematicamente per le ATP Finals

Il norvegese batte Jarry a Seoul e diventa il terzo a strappare il ticket per Torino dopo Alcaraz e Nadal. Intanto in Corea del Sud c’è il forfait di Fritz

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Casper Ruud - US Open 2022 (foto Twitter @usopen)

Le NITTO ATP Finals di Torino 2022 hanno il loro terzo qualificato. Dopo Carlos Alcaraz e Rafael Nadal, a staccare il pass per la kermesse di fine anno è il numero due al mondo Casper Ruud, grazie alla vittoria al secondo turno in tre set su Nicolas Jarry. Il norvegese ha perso il secondo set ma ha risolto i suoi problemi nel terzo set. Il n. 2 del ranking parte come un rullo compressore, solido al servizio e con grande determinazione si porta avanti 4-0. La reazione di Jarry arriva nel secondo parziale con 18 vincenti che rendono complicata la gara di Ruud. Il cileno annulla due palle break per poi strappare il servizio al suo avversario e salire 4-1. Diciotto colpi vincenti fanno la differenza e non offrono chances di rimonta al norvegese. Nel terzo set Ruud alza il livello del suo tennis e strappa il servizio nel sesto game. Undici vincenti per lui nel terzo parziale, a tutela del passaggio del turno. Il finalista di Roland Garros e US Open sfiderà nei quarti di finale Nishioka e intanto commenta così la qualificazione per le Finals torinesi, la seconda dopo quella del 2021 quando raggiunse le semifinali: “Sono molto felice di tornare in Italia, l’anno scorso mi sono divertito tantissimo e spero che quest’anno possa essere un’altra bella esperienza”.

La lunga mattinata coreana comincia con la vittoria di Cameron Norrie che in 1he3’ chiude la pratica Kaichi Uchida, n. 163 della classifica, con un doppio 6-2. Prima dello start, era arrivato il ritiro di Taylor Fritz dal torneo, assenza che ha dato via libera a McDonald che, contro il lucky loser Shintaro Mochizuki, n. 417 del ranking, corre qualche rischio nel secondo set prima di chiudere la pratica 6-3, 6-4.

 

Brillante la gara anche dell’altro americano iscritto al torneo, Jenson Brooksby, che batte 6-3, 6-4, il padrone di casa Soonwoo Kwon. Il n. 49 del ranking rischia nel primo turno di servizio annullando 5 palle break per poi volare sul 4-1 in un set chiuso 6-3. Brooksby ottiene subito il break anche nel secondo parziale, ma perde la battuta nel sesto game dopo esser stato avanti 30-0. Rimedia prontamente strappando nuovamente il servizio al coreano, per poi chiudere con il punteggio di 6-4. Affronterà Cameron Norrie.

Avanti anche Aleksandar Kovacevic che, invece, ha chiuso con almeno 39’ abbondanti di ritardo la pratica Chun Hsin Tseng. Vince in tre set con il punteggio di 7-6(5), 6-7(4), 6-2, ma non è riuscito a chiudere in due set la gara, malgrado sia andato a servire per il match forte di un break, l’unico dei primi due parziali, ottenuto nell’undicesimo gioco. Tseng a quel punto ha alzato il livello del suo tennis e, dopo aver strappato il servizio al suo avversario, ha giocato un tie break perfetto, rimontando da 3-1 e scaldando il dritto spesso e volentieri. Kovacevic non si è scomposto, ha sofferto nel primo gioco del terzo set, per poi andarsi a prendere il passaggio del turno con un doppio break ai danni del suo avversario.

Nel derby giapponese tra Yoshihito Nishioka e Taro Daniel, il primo vince 6-2, 6-4 in 1he22’. Percorso netto nel primo parziale per il n. 56 del ranking, gara più equilibrata nel secondo set con Daniel che subisce il break decisivo nel nono game.

Paolo Michele Pinto

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DELL’ATP 250 DI SEOUL

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