Race to Turin, è caccia al 7° posto di Auger-Aliassime. Le speranze di Berrettini e Sinner

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Race to Turin, è caccia al 7° posto di Auger-Aliassime. Le speranze di Berrettini e Sinner

Verso le Finals solo il sesto e il settimo posto sembrano oggi in discussione. Alcaraz e Nadal già qualificati, ma Rafa partirà per Torino?

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Il video-commento di Ubaldo che compare qui continua sul sito di Intesa Sanpaolo nella sezione “Sottorete” curata in collaborazione con Ubitennis, che potrete trovare al seguente link.

Clicca qui per guardare il video-commento completo di Ubaldo Scanagatta sulla finale maschile dello US Open 2022 sul sito di Intesa Sanpaolo

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Mancano due mesi esatti all’ora in cui tutto il mondo del tennis punterà i propri occhi sul Pala Alpitour di Torino, sede delle ATP Finals, l’ultimo evento dell’anno per il circuito di singolare e doppio (c’è poi la fase finale della Davis Cup), che riunisce i migliori 8 al mondo, il fiore all’occhiello del movimento tennistico dell’anno appena trascorso. E in questo 2022, ancora in tanti sperano di poter staccare un pass per giocare l’evento dei “maestri”, un torneo a cui tutti, almeno una volta nella vita, sognano di partecipare. Peccato che (Djokovic permettendo, come approfondiremo in seguito) ci sia un solo posto verosimilmente libero. Certo, per questioni matematiche, sono soltanto due i giocatori certi della qualificazione, vale a dire Carlos Alcaraz e Rafael Nadal, primo e secondo della Race. Ma già la presenza del maiorchino, in realtà, andrebbe valutata alla luce non solo del suo non eccezionale feeling con le Finals (torneo che non ha mai vinto, arrivando due volte in finale) ma soprattutto del fatto che a ottobre diventerà papà, e potrebbe non essere pronto a partire per Torino, anche per stare vicino alla moglie. Ma siamo ancora nel campo delle ipotesi.

La realtà è che anche terzo e quarto della Race dovrebbero sentirsi abbastanza tranquilli: Casper Ruud e Stefanos Tsitsipas, infatti, sono entrambi ben oltre quota 4000 punti, dunque manca solo una piccola, formale certezza matematica, per issarli alle ATP Finals, rispettivamente per il secondo e quarto anno di fila. Dopo di loro c’è il grande deluso dell’estate, Daniil Medvedev, precipitato da n.1 a n.4 al mondo (era dal 22 febbraio 2021 che non usciva dalla top 3), il quale è a 3375 punti, quasi 1000 in più di Hurkacz, nono, e più di 600 rispetto all’ottava piazza di Zverev, che, considerando l’edema osseo annunciato ieri, starà almeno qualche settimana lontano dal campo, e dunque è difficile ipotizzare possa rientrare in tempo non tanto per le Finals (a cui è sempre stato presente dal 2017, e di cui detiene il titolo), ma addirittura a metà ottobre per racimolare punti negli ultimi tornei. Già, perché quest’anno non basta arrivare ottavi, ma bisogna entrare nei migliori sette per la sopracitata questione Djokovic: il serbo, infatti, non avendo potuto giocare la maggior parte dei tornei dell’anno, e non essendo stati assegnati punti a Wimbledon, è quindicesimo nella Race, ma anche vincitore Slam. E ciò gli fa spettare di diritto un posto al torneo di fine anno, con l’unica condizione che rientri nella top 20 del 2022. Sembrerebbe una formalità, ma quest’anno più che mai ci ha insegnato a non dare nulla per scontato, dunque solo quando Nole scenderà davvero in campo in autunno si potrà segnare anche la sua casella.

La classifica ATP aggiornata è disponibile al seguente link, che porta alla sezione “Sotto Rete” del sito web di Intesa Sanpaolo, main sponsor della manifestazione e partner di Ubitennis.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata!

Appare quindi chiaro come i target per gli inseguitori siano il sesto posto di Andrey Rublev (che è a 3055 e ha davanti una parte di stagione per lui favorevole come quella indoor dove il russo ha vinto ben 5 tornei in carriera) e soprattutto il settimo, attualmente occupato da Felix Auger-Aliassime, a 2860 punti. Il canadese non gioca male indoor, ha anzi vinto il suo primo e unico titolo su questa superficie (quest’anno a Rotterdam), ma il polacco Hubert Hurkacz, a 2545, può guardare con ottimismo verso una rimonta, e non è l’unico. Infatti, dopo Hurkacz, ci sono ben cinque giocatori in soli 165 punti: dai 2385 di Taylor Fritz, decimo, ai 2220 di Jannik Sinner, n.14 della Race, passando per Cameron Norrie, Pablo Carreno Busta e Matteo Berrettini. L’americano e il britannico, se dovessero trovare un grande autunno possono ancora sperare, ma per entrambi pesa tantissimo la non assegnazione di punti a Wimbledon (quarti di finale e semifinale rispettivamente), che avrebbero posto Norrie settimo a 3040, e Fritz nono a 2745, rendendoli quasi i favoriti in una corsa a due per quel posto.

Ma vediamo la situazione dei nostri azzurri. Sinner, come detto, è a 2220, l’ultimo effettivamente ancora in gara per andare a giocare le Finals. Berrettini ha giusto 5 punti in più del connazionale, e dunque è improbabile ormai vederli entrambi (e in realtà anche solo uno), anche alla luce dell’eventuale forfeit di Nadal, quantomeno nei primi 7; chiaramente possono giocarsi in pieno le loro chance di fare le riserve, arrivando quindi nei primi 10. Con l’arrivo dell’autunno, negli ultimi anni, Jannik ha sempre alzato il suo livello, con 3 dei suoi 6 tornei vinti, il primo compreso, nei mesi di ottobre 2020 e 2021, sul cemento indoor, superficie che ama. Matteo, storicamente, ha sempre giocato bene a tratti l’ultima parte di stagione europea (buon feeling con Vienna, semifinale 2019 e quarti 2021), ma quest’anno c’è in più anche l’Asia, con il 250 a Seoul e il ritorno del 500 di Tokyo, su campi veloci in un continente che in passato gli ha portato fortuna (nel 2019 l’azzurro fece semifinale a Shanghai, compiendo un passo decisivo per lo storico esordio alle Finals), oltre al torneo di Firenze, dove già è iscritto. Sinner punterà certamente su Sofia e Anversa, dov’è campione uscente, e su Vienna, dove sprecò l’occasione di qualificazione contro Tiafoe in semifinale, nel 2021.

Insieme ai 500 di Basilea e di Nur-Sultan (nuovo), questi saranno gli appuntamenti principali nella corsa al posto al sole di Auger-Aliassime che, come spesso capita, si deciderà probabilmente al 1000 di Parigi Bercy, ultimo torneo dell’anno pre Finals. Oggi il favorito a soffiare il posto al canadese sarebbe Hurkacz, ma dei sei pretendenti (ammesso che non torni Zverev) per quanto mostrato, per continuità e gioco, quest’anno, sono forse Norrie e Sinner (per la familiarità indoor) a partire leggermente avanti. E non dimentichiamo che Nadal potrebbe non giocare e lo stesso Nole è a rischio, seppur minimo, di non rientrare tra i 20, e non gli basterebbe dunque aver vinto Wimbledon. E quindi, anche entrare tra i primi 10 della Race potrebbe rivelarsi alla lunga decisivo.

PosizioneGiocatoreNazionePunti
1AlcarazSpagna6460
2NadalSpagna 5810
3RuudNorvegia 4885
4TsitsipasGrecia4630
5MedvedevRussia3375
6RublevRussia3055
7Auger-AliassimeCanada2680
8ZverevGermania2700
9HurkaczPolonia2545
10FritzUSA2385
11NorrieGBR2320
12Carreno BustaSpagna2270
13BerrettiniItalia2225
14SinnerItalia2220
15DjokovicSerbia1970

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Djokovic o Tsitsipas toglieranno il n. 1 ad Alcaraz: “Lo meritano più di me”

Lo spagnolo si è detto non preoccupato sulla temporanea fine del suo regno, durato venti settimane: ora tocca a Stefanos Tsitsipas o a Novak Djokovic

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Torino 16 Novembre 2022 ATP Finals Carlos Alcaraz premiato come n. 1 ATP nel ranking di fine anno Foto Giampiero Sposito

Dopo le vittorie su Karen Kachanov e Tommy Paul, Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas si apprestano a contendersi, nella nostra mattinata di domenica 29 gennaio, il titolo dell’Australian Open. Ma non solo. Chi dei due avrà la meglio, infatti, scalzerà Carlos Alcaraz dalla prima posizione mondiale.

Con la vittoria il greco, attualmente terzo a 6195 punti, passerebbe al primo posto con 6995 punti. Alle sue spalle, in ordine decrescente: Alcaraz, Djokovic, Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il primo successo slam per Tsitsipas, giunto alla sua seconda finale: nella prima, al Roland Garros 2021, aveva ceduto in cinque set da Djokovic stesso. Il greco diverrebbe anche il ventinovesimo numero uno della storia, posizione che già ha ricoperto nel circuito Junior. Nel caso in cui fosse il serbo a vincere, invece, passerebbe lui a condurre, con 7070 punti invece degli attuali 6270. A seguire Carlos Alcaraz, mentre Tsitsipas dovrebbe accontentarsi del terzo posto, seguito sempre da Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il ventiduesimo successo slam per il serbo, che raggiungerebbe così Rafa Nadal, e la trecentosettantaquattresima settimana di regno al primo posto della classifica mondiale. 

 

Terminerà dunque, qualunque sia l’esito della partita, il (temporaneamente) breve regno di Carlos Alcaraz, durato soltanto venti settimane: in ogni caso, più di Medvedev (per ora fermo a 16), Roddick (13) e Becker (12) e a pari merito con Mats Wilander

Nel corso di un evento a Murcia, nella sua città natale, lo spagnolo ha rilasciato, in proposito, queste dichiarazioni: “sto guardando cosa fanno Tsitsipas e Djokovic, ma non sono preoccupato. Se uno dei due mi toglie il numero uno sarà perché se lo merita più di me.” 

Lo spagnolo tornerà in campo per i tornei sulla terra rossa sudamericana, prima a Buenos Aires e poi a Rio, di cui detiene il titolo. 

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Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

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ATP, eletti Dimitrov e Rublev nel nuovo Consiglio dei Giocatori. Si allarga il Board

Grigor e Andrey sostituiscono Roger Federer e Rafa Nadal. Torna Chris Kermode nell’organo direttivo

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Grigor Dimitrov - Vienna Erste Bank Open 2022 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger).

È stato eletto il nuovo Player Advisory Council, l’organo dell’ATP che si fa portavoce delle istanze dei tennisti quando l’associazione dei pro prende decisioni che riguardano il Tour. Nel Council uscente spiccavano i nomi di Roger Federer e Rafael Nadal in rappresentanza dei tennisti top 50. I loro posti sono ora stati presi da Andrey Rublev e Grigor Dimitrov, ma sono tutti nuovi nomi che rappresentano i tennisti nel consiglio, al quale è stato anche rifatto il look e non solo per l’aggiunta di “Advisory” al nome. Scendono infatti da quattro a due i rappresentanti dei top 50 (oltre a Rafa e Roger, c’erano Millman e Auger-Aliassime, ma la posizione di Felix era vacante già dalla scorsa primavera) e, di conseguenza, il numero di componenti dell’organo. Inoltre, i due portavoce dei doppisti top 100 diventano uno per i top 25 e uno per i primi 75 del ranking. Ecco allora i nomi del Player Advisory Council, la cui prima riunione si è tenuta Melbourne lo scorso 12 gennaio:

  • 1-50 Singles: Andrey Rublev & Grigor Dimitrov
  • 51-100 Singles: Pedro Martinez & Bernabe Zapata Miralles
  • 1-25 Doubles: Wesley Koolhof
  • 1-75 Doubles: Harri Heliovaara
  • At-Large: Pedro Cachin & Matt Ebden
  • Coach Representative: Daniel Vallverdu
  • Alumni Representative: Nicolas Pereira

A votare i nuovi rappresentanti sono naturalmente i loro colleghi, con Rublev e Dimitrov eletti dai top 50 e via così per categorie. L’unico nome presente nel consiglio ornai decaduto è quello di Dani Vallverdu, scelto dagli allenatori ATP in loro rappresentanza.

“Mi era stato chiesto diverse volte in passato, ma all’epoca non avevo sentito che il momento e la soluzione fossero giusti per me” ha dichiarato Grigor. “Ora credo di essere in una posizione in cui ho anni alle mie spalle, esperienza in campo e con i giocatori e aspetto con impazienza di mettermi all’opera”.

 

Secondo Wesley Koolhof, numero 1 di fine 2022 in coppia con Skupski, “è importante per i giocatori avere una voce e qualcuno che li ascolti e provi a fare dei cambiamenti dove ne abbiamo bisogno. Personalmente, sento che sarebbe un bene ascoltare i giocatori e combattere per le nostre posizioni, specialmente per i doppisti, ovviamente, e rendere il tennis un posto migliore in generale”.

Una voce, evidentemente non abbastanza ascoltata secondo Novak Djokovic e Vasek Pospisil, che nell’agosto 2020 ebbero l’idea della PTPA, la Professional Tennis Player Association, dimettendosi dal Player Council (Nole era presidente), salvo poi tentare di rientrarvi. La loro candidatura fu respinta dall’ATP, in virtù di una contestata nuova regola volta a impedire a chi si pone in un conflitto potenzialmente distruttivo con la tua organizzazione di farne parte. La PTPA ha iniziato effettivamente a prendere forma nel giugno dell’anno successivo, mentre è recentissima la nomina del suo primo Comitato Esecutivo dei giocatori e la diffusione dei principi guida.

Tornando all’ATP, se il Player Council è preposto ad ascoltare e raccogliere le voci e le istanze dei giocatori, l’organo che decide è il Board, che può essere anche visto come una sorta di luogo di composizione di interessi spesso contrapposti, vale a dire quelli dei tennisti e quelli dei direttori dei tornei. Perché, se tutti beneficiano di un aumento di interesse per il tennis e, come spesso fatto notare da Andrea Gaudenzi, la vera concorrenza viene da fuori, per esempio gli altri sport o Netflix (alla quale l’ATP si è affidata per una docuserie), restano innegabili le divisioni interne.

Fra i tornei, nel senso che il Masters 1000 di Indian Wells ha problematiche diverse dall’ATP 250 di Marrakech (e, infatti, esiste anche un Tournament Advisory Council con rappresentanti per categorie di tornei e zone geografiche) e, allo stesso modo, tra i giocatori – basti pensare a un top 100 e a chi si barcamena tra ITF e Challenger o alla ripartizione dei montepremi. E, naturalmente, la classica contrapposizione tra tornei e giocatori quando si tratta di spartirsi la torta, di oscura quantificazione, dell’incasso totale.

Forse proprio nell’ottica di una maggiore rappresentanza, da quest’anno il Board si allarga da sei a otto componenti (oltre al Presidente, Gaudenzi). Diventano dunque quattro i rappresentanti dei giocatori – Pablo Andujar, Nick Basing, Mark Knowles e Eno Polo – e altrettanti quelli dei tornei: Gavin Forbes, vicepresidente senior alla IMG, Christer Hult, ex direttore e ora CEO dell’ATP di Bastad, Chris Kermode, ex presidente del Board e CEO dell’ATP, e Herwig Straka, direttore del torneo di Vienna ed ex manager di Dominic Thiem.

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