ATP Basilea: Musetti che peccato! Passa Ramos-Vinolas al terzo. Vittorie autoritarie di Humbert e Rune

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ATP Basilea: Musetti che peccato! Passa Ramos-Vinolas al terzo. Vittorie autoritarie di Humbert e Rune

Una partita che si è accartocciata su sé stessa per Musetti: nel terzo set era avanti 4-1 con due palle del doppio break. Rune supera de Minaur

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Holger Rune – ATP Stoccolma 2022 (foto via Twitter @thlm_open)
 

A. Ramos-Vinolas b. [8] L.Musetti 1-6 6-3 6-4

Sconfitta amara per Lorenzo Musetti contro il n.40 del mondo Albert Ramos-Vinolas per 1-6 6-3 6-4. Lo spagnolo ha sfruttato al massimo la sua esperienza contro il tennista 20enne, rimontando nel terzo set da uno svantaggio di 4-1, con Lorenzo che ha avuto addirittura due palle per salire 5-1 con due break di vantaggio.

Musetti torna a giocare dopo il titolo vinto a Napoli in finale contro Berrettini. Il carrarino ha vinto un titolo per la seconda volta in carriera dopo l’acuto ad Amburgo contro Alcaraz, mentre il suo avversario odierno Ramos ha vinto un torneo quest’anno: lo spagnolo si è imposto a Cordoba in finale contro Tabilo. Terza sfida tra i due: la prima ha visto Ramos vincere a Indian Wells lo scorso anno; la seconda è stata il successo di Musetti quest’anno a Marrakech. Ramos affronta al secondo turno Alexander Bublik che ha battuto Karatsev.

 

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PRIMO SET – Il primo game se lo aggiudica Musetti che conferma i suoi miglioramenti al servizio. Lorenzo sembra in totale controllo delle operazioni anche in risposta, con lo spagnolo in balia delle variazioni dell’avversario. Il break per l’azzurro si concretizza già nel secondo gioco. Il carrarino è poi bravo ad uscire, grazie ad un paio di incantesimi, da una situazione complicata nel terzo game, dopo essere stato sotto 15-40. Nel quinto gioco Lorenzo soffre: Vinolas alza il muro in difesa e costringe Musetti a rischiare soluzioni complicate; ancora una volta il carrarino si aggrappa al servizio per uscire fuori dal guano. Nel game successivo tocca a Ramos annaspare: Musetti rimonta fino ai vantaggi; sulla palla break si inventa una contro-smorzata seguita da un recupero a fondo campo che denotano lo stato di forma del fresco vincitore di Napoli, è doppio break. Il game successivo è pura formalità: Musetti vince il primo 1-6

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

SECONDO SET – Ramos parte decisamente meglio ad inizio secondo set rischiando poco nei suoi turni di battuta. D’altro canto anche Musetti continua imperterrito a servire alla grande; la situazione rimane in stallo. Nel sesto gioco lo spagnolo torna alla carica spingendo Musetti fino ai vantaggi: l’azzurro ne esce ancora una volta indenne. Ramos alza il livello del suo tennis game dopo game, riuscendo anche a leggere meglio il servizio di Lorenzo. Il break per lo spagnolo arriva inevitabile nell’ottavo gioco e lo porta a servire peer il set in maniera piuttosto inaspettata. Vinolas chiude con una prima ad uscire. Il secondo set è suo, 6-3.

TERZO SET – Il carrarino arriva a palla break nel quarto game. Successivamente breakka Ramos vincendo un braccio di ferro sulla diagonale del diritto. Il quarto e il quinto game sono entrambi estenuanti per intensità, con ben quattro palle break – due per parte – non sfruttate dai due sfidanti. Nel settimo game Musetti perde il servizio dopo essere stato sopra 40-0. È l’inizio dell’epilogo. Vinolas prende coraggio, e dopo aver facilmente tenuto il suo game sorprende nuovamente Lorenzo strappandogli battuta ed entusiasmo. Il conclusivo decimo gioco è la pietra tombale. Musetti ha il rammarico di aver sprecato una partita già indirizzata. Vinolas i meriti per averci creduto.

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LE ALTRE PARTITE – Nelle altre partite giocate da registrare la bella vittoria di Ugo Humbert contro lo statunitense James Brooksby. Partita solidissima quella del francese al servizio dove ha conquistato l’86% dei punti vinti con la prima palla. La partita si potrebbe riassumere tutta nel computo dei vincenti/non forzati che vede Humbert dominare con 33 vincenti a fronte di soli 12 errori. Per quanto riguarda la cronaca nel primo set i break francesi arrivano nel secondo e nel quarto gioco per un 1-6 senza repliche. Il secondo set è più combattuto, il break decisivo arriva nel quinto game. Il 6-4 finale permette a Humbert di accedere agli ottavi di finale dove affronterà Rune.

A proposito del danese, la bella vittoria di carattere contro l’australiano De Minaur non fa altro che confermare il grande stato di forma del vincitore di Stoccolma. Anche oggi Rune ha dato dimostrazione del suo tennis così moderno, sempre all’attacco, come enfatizzato dai 26 vincenti. La partita si decide tutta nel secondo set dopo un primo senza storia. Il game spartiacque è l’undicesimo, e arriva alla conclusione di un set molto più equilibrato del precedente dove i due giocatori al servizio dettano il ritmo della gara. Con il break sul 5-5 Rune archivia la pratica De Minaur. Il 6-2 7-5 finale manda il danese a sfidare il francese Humbert per un posto nei quarti di finale del Swiss Indoors.

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Due francesi ai box: fermi per infortunio Corentin Moutet e Pierre-Hugues Herbert

Il mancino di Neuilly-sur-Seine si è operato al polso destro, ancora problema al ginocchio per il doppista cinque volte campione Slam

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Corentin Moutet - 2021 US Open (Andrew Ong/USTA)

Non arrivano buone notizie dall’infermeria per il tennis francese. Due giocatori dovranno rimanere fermi dal circuito per due infortuni delicati. Questa mattina Corentin Moutet ha annunciato sul suo profilo Instagram di essersi sottoposto ad un intervento chirurgico al polso destro con una foto che lo rappresenta con il braccio ingessato. “Voglio ringraziarvi per il grande sostegno ricevuto, farò di tutto per tornare in campo più forte di prima. So che la strada sarà lunga, ma sono motivato a fare del mio meglio”, scrive il classe 1999 nel suo post. Moutet è stato eliminato al secondo turno degli Australian Open, sconfitto da Francisco Cerundolo in quattro set: già nello Slam australiano usava spesso il rovescio in slice per evitare di sollecitare il polso destro: “Era difficile persino prendere una bottiglia d’acqua in mano”. Il mancino francese ha già annunciato il forfait per i tornei di Cordoba e Buenos Aires in Sudamerica, ma potrà tornare velocemente ad allenarsi essendo il braccio destro interessato dell’infortunio.

Infortuni che non danno pace a Pierre-Hugues Herbert. Il doppista vincitore delle ATP Finals 2019 e 2021 si era ripreso da poco dal lungo stop per un problema al ginocchio sinistro accusato nel Challenger di Ilkley dopo una caduta a terra, sull’erba nello scorso giugno, poco prima di Wimbledon. Il giocatore francese ha avuto una ricaduta nel match della scorsa settimana a Quimper contro Dominic Stricker: poco dopo aver colpito un dritto, ha accusato un forte dolore al ginocchio sinistro, cominciando a zoppicare.

 

È riuscito a concludere il match, ma dovrà fermarsi di nuovo per un periodo indefinito come scrive sul suo profilo Instagram, ritraendosi con un tutore al ginocchio. Herbert compirà 32 anni nel prossimo marzo: vedremo se il ginocchio gli darà tregua e gli permetterà di tornare ai livelli a cui ci aveva abituati.

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L’ATP non prenderà provvedimenti disciplinari contro Zverev sul caso Sharypova: “Non ci sono prove sufficienti”

In un comunicato ufficiale, l’ATP fa chiarezza sulla questione Zverev, ma con una precisazione: “Il caso potrebbe essere riaperto se emergeranno nuove prove”

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Alexander Zverev è alla ricerca della forma migliore dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi dallo scorso Roland Garros. Il tedesco, scivolato al n°14 del ranking, ha disputato quattro match fino ad ora, perdendone tre. È comunque comprensibile che il suo livello sia ancora lontano da quello espresso nelle ultime stagioni – che lo aveva portato a lottare per il numero 1 ATPcome da lui stesso affermato qualche settimana fa alla United Cup.

La notizia odierna, tuttavia, permette al finalista dello US Open 2020 di tirare un bel sospiro di sollievo per una vicenda extra-campo che lo vedeva coinvolto da tempo. Zverev, infatti, era stato accusato di violenza domestica dall’ex fidanzata Olya Sharypova, con le indagini che sono durate quasi un anno e mezzo. Come si legge sul sito dell’ATP, l’investigazione che coinvolgeva il tedesco è stata completata oggi e non comporterà provvedimenti disciplinati ai suoi danni per mancanza di prove.

Le indagini riguardavano le presunte violenze subite dalla donna nell’ottobre 2019, durante il Masters1000 di Shanghai, ma non solo. La lente d’ingrandimento era puntata anche su altri possibili simili avvenimenti, a Monaco, New York e Ginevra. Le indagini dell’LFG (Lake Forest Group, ente di grande esperienza nel settore, anche per quanto riguarda lo sport professionistico) sono state condotte in maniera totalmente indipendente, con l’ATP che ha sempre avuto accesso alle informazioni e agli eventuali aggiornamenti.

 

Sono state ascoltate tanto le due parti in causa quanto altre persone potenzialmente coinvolte, per un totale di 24 individui tra familiari, amici e tennisti. Dopo oltre 15 mesi, l’LFG ha ultimato le indagini, consegnando all’ATP quanto emerso. Considerata la mancanza di prove sufficienti, così come le dichiarazioni contrastanti di Sharypova, non è stato possibile confermare le accuse di quest’ultima. Di conseguenza, l’ATP non prenderà provvedimenti disciplinari contro Alexander Zverev, che ha sempre fermamente negato le accuse e supportato le indagini dell’ATP. Il caso potrebbe comunque essere riaperto nel caso in cui emergessero nuove prove.

Massimo Calvelli, CEO dell’ATP, si è così espresso sulla vicenda: “La serietà e complessità di queste accuse hanno richiesto un’investigazione completa, così come l’intervento di investigatori specializzati. Questo processo ci ha mostrato la necessità di essere ancora più pronti e preparati per queste circostanze. Ci aspetta ancora un lavoro molto importante in futuro”.

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Il dominio degli anni ’80 nel tennis maschile: tra Djokovic, Murray e Nadal è 12-1 sulla generazione anni ’90 nelle finali Slam

Dodici vittorie e una sconfitta, recita il bilancio delle finali Slam fra esponenti della “generazione ‘80” e “generazione ‘90”: un dato che deve far riflettere

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @usopen)
Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @usopen)

Il dominio e lo strapotere di Novak Djokovic hanno fatto da padroni anche in questa edizione 2023 degli Australian Open. Il 35enne serbo ha trionfato a Melbourne per la decima volta, vincendo per la 22esima volta un torneo del Grande Slam ai danni del 24enne Stefanos Tsitsipas. Un successo che ha riaperto anche l’eterna questione di un ricambio generazionale che nel tennis maschile di vertice tarda ad arrivare. Infatti, appena due esponenti della classe ’90 (giocatori nati tra il 1990 e il 1999) hanno vinto uno Slam: Dominic Thiem in uno US Open estremamente particolare nel 2020 contro Alexander Zverev in finale, sfruttando anche la chance della squalifica di Djokovic per una pallata al giudice di linea nel match contro Carreno Busta; Daniil Medvedev sempre allo Us Open nel 2021 contro un Djokovic che avvertì la pressione del Grande Slam sulle sue spalle. Se allarghiamo il campo a tutti i giocatori nati dopo il 1990, anche Carlos Alcaraz, classe 2003, ha vinto uno Slam lo scorso anno, sempre quello newyorkese imponendosi nella finale contro Casper Ruud.

La statistica più impressionante riguarda i confronti nelle finali Major tra i giocatori nati tra il 1980 e il 1989 e quelli nati tra il 1990 e il 1999. Il bilancio è inequivocabile: 12 vittorie e 1 sconfitta per i più “anziani” a partire dalla finale di Wimbledon 2016 fino alla finale degli Australian Open di quest’anno.


Il primo scontro generazionale in una finale Slam avviene proprio nel 2016 ai Championships: Andy Murray batte in tre set il canadese Milos Raonic vincendo per la seconda volta sui prati londinesi. Nel 2018 e nel 2019 al Roland Garros Rafa Nadal nel suo feudo sconfigge Dominic Thiem: nella prima occasione perdendo appena nove giochi, nella seconda occasione lasciando per strada un set, ma vincendo comunque senza grossi patemi. Sempre nel 2019 a faticare moltissimo nella finale US Open è lo stesso Nadal contro Medvedev: il russo rimonta due set di svantaggio, ma non può nulla al quinto contro la voglia di non mollare dello spagnolo. Neanche Thiem va lontano dal successo nel 2020 all’Australian Open contro Novak Djokovic: va avanti due set a uno, ma anche l’austriaco cede nella sua prima finale Slam lontana dalla terra battuta. Nel 2021 ci provano in tre nell’anno magico del serbo: Tsitsipas, Berrettini e Medvedev. Il greco perde in cinque set la finale del Roland Garros dopo essere stato avanti di due set, il romano perde la finale di Wimbledon dopo aver vinto il primo set e il russo perde nettamente la finale in Australia, ma si prende la rivincita a New York, giocando il miglior tennis della carriera e fermando la corsa di Djokovic verso il Grande Slam.
La tendenza si conferma nel 2022 (e nel 2023) con i successi di Nadal su Medvedev all’Australian Open con una clamorosa rimonta da uno svantaggio di due set, la vittoria del maiorchino su Ruud al Roland Garros e i trionfi di Djokovic su Kyrgios a Wimbledon e su Tsitsipas qualche giorno fa a Melbourne.

 


Qual è il problema delle nuove generazioni? La sudditanza psicologica nei confronti dei mostri sacri Djokovic e Nadal è certamente un fattore per chi cresce nel mito di certi giocatori, ma l’ipotesi è pure quella di un’inferiorità tecnica e un’inadeguatezza a porsi al livello di leggende come Djokovic, Nadal e Murray. Ancora nei match 3 su 5 sono sempre i più esperti a farsi valere negli scontri generazionali: la longevità agonistica è indubbiamente cresciuta rispetto a qualche decennio fa, basti pensare che tutti e tre i big 3 hanno vinto gli Australian Open a 35 anni. Federer e Nadal hanno vinto rispettivamente nel 2017 e nel 2022 e da lì in avanti hanno trionfato ancora a livello Major. L’impressione è che Djokovic abbia ancora un fisico che lo sostenga nei match di lunga durata, oltre ad una tenuta mentale fuori dalla norma: vedremo se in questo 2023 i nati negli anni Novanta si daranno un’altra possibilità di spezzare un’egemonia che va avanti da tre lustri o se lasceranno già spazio ai Millennials nati dal 2000 in poi come Alcaraz (che ha già vinto uno US Open), Rune, Auger-Aliassime o Sinner.

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