Cocciaretto e il successo di Hobart: “Il titolo della mia maturità”

Meno di 24 ore dopo la vittoria all'Hobart International, Elisabetta Cocciarettò è già con la testa sull'Austalian Open

Di Vanni Gibertini
4 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Elisabetta Coccaretto - WTA Hobart 2026 (foto Instagram @WTA)

Dopo la prima vittoria in un torneo conquistata oltre due anni fa a Losanna, Elisabetta Cocciaretto ha riassaporato l’emozione di alzare un trofeo alla fine della settimana sconfiggendo Iva Jovic nella finale dell’Hobart International nella capitale della Tasmania.

Allora, raccontaci le ultime 24 ore.​
ELISABETTA COCCIARETTO: Sono state abbastanza turbolente. Non sono stata benissimo di pancia e ho cercato di recuperare al meglio. Ho dormito parecchio e stamattina ho viaggiato per arrivare qua. Nelle 24 ore è compresa anche la finale: è stato un momento molto emozionante. Stavo molto male dopo la semifinale, ero titubante se entrare in campo ieri o no. Poi piano piano mi sono ripresa. Fausto, il mio allenatore, mi ha stimolato tantissimo: non è che mi abbia caricato, però mi ha detto “Prova, fai, con quello che hai dai il meglio”. Alla fine ci sono riuscita e sono stata veramente contenta.​

Rispetto al primo titolo, questo che peso specifico ha?​
ELISABETTA COCCIARETTO: Nel primo titolo ero un po’ più bambina, più ragazzina, più inconsapevole. Ero felicissima, ero alle stelle, talmente tanto che poi sono calata parecchio. Adesso sono più matura e mi rendo conto che è stata una bella settimana, ma adesso ne inizia un’altra, quindi sono già con la testa sulla prossima.​

Il “brutto”, tra virgolette, del tennis è che non hai neanche il tempo di festeggiare che inizia già un altro torneo, tra l’altro che è il torneo. Quindi come ti approcci, ti avvicini al primo turno di questo Australian Open?​
ELISABETTA COCCIARETTO: Questa cosa l’avevo già vissuta a Shenzhen: dopo la finale, il giorno dopo ero andata a giocare le quali in un altro torneo, quindi questa sensazione l’avevo già provata. Adesso userò oggi e domani per riposare, allenarmi e adattarmi al campo. Martedì darò il meglio di me. A prescindere da tutto, l’obiettivo che mi sono data è dare il meglio di me stessa tutti i giorni: poi come va va. Se l’avversaria è più forte va bene, se sarò più forte io meglio.​

Non è che per caso hai incontrato Flavio, perché anche lui oggi era…​
ELISABETTA COCCIARETTO: No, non l’ho proprio visto Flavio. A Hobart purtroppo siamo stati male in tanti, non so da che cosa sia dipeso, ma mamma mia, non lo auguro a nessuno.​

Il trofeo dicevi che te lo manderanno a casa?​
ELISABETTA COCCIARETTO: Sì, me lo manderanno a casa perché era troppo grande. Mi hanno chiesto: “Te lo vuoi portare?” Era una cosa così grande che ho detto: “Boh, magari se me lo spedite è meglio”.​

Senti, primo turno… mi sfugge un attimo il nome…​
ELISABETTA COCCIARETTO: L’austriaca [Grabher]. Ci ho già giocato tre o quattro anni fa, mi ricordo molto bene. È molto forte fisicamente. Negli ultimi anni non mi ci sono mai allenata, ogni tanto l’ho vista giocare. È sicuramente molto resistente e molto forte, tira forte, ha bisogno di un po’ di tempo, quindi il mio gioco le può dare molto fastidio. Vediamo un po’ come va, ogni partita è a sé.​

Te l’ha mandato il “pollicione”?​
ELISABETTA COCCIARETTO: Mio padre sempre: quarti e semifinale il pollice.​

E finale, vittoria?​
ELISABETTA COCCIARETTO: In finale mi ha mandato le foto mentre vedeva la partita. Volevo quasi metterle, però ho detto: “Vabbè, dai, poraccio”.

Leave a comment